redazione il torinese

Zen e funambolismo: vivere il qui e ora

Sabato 6 maggio 2017 – ore 21 torna a Cuorgnè, città dove ha vissuto e a cui è molto legato, il funambolo Andrea Loreni, che presenterà al pubblico, anche grazie alla partecipazione di I cortello parrucchieri, le sue discipline di arte e meditazione; come affronta le paure nella vita e ad alta quota; il suo progetto in Giappone, che unisce anche geograficamente il suo percorso artistico e personale.

Da dieci anni cammina su cavi di acciaio tesi a grandi altezze. Da dieci anni pratica la meditazione Zen che ha approfondito partendo proprio dall’intuizione dell’assoluto avuta camminando a grandi altezze.

È Andrea Loreni, funambolo italiano laureato in Filosofia Teoretica, che dal 2006 si dedica alla ricerca della verità artistica camminando sul cavo alto, al quale si è avvicinato frequentando le scuole di circo contemporaneo alla Scuola Flic di Torino e al Circus Space di Londra.

 

Sul cavo io vivo profondamente il momento attuale, il cavo è il luogo di morte del mio ego, dove memorie e aspettative cessano di esistere. E se non si ha paura di avere paura si può aprire la porta dietro la quale giace l’assoluto, che sta in fondo a tutte le cose.

Durante il mio ultimo sanzen, colloquio formale con il maestro, il Roshi mi ha chiesto “Sei morto completamente facendo zazen?”. “Non ancora” risposi. Allora il Roshi, immobile come un macigno, mi disse che c’è solo il qui e ora, o sei morto o non lo sei, non c’è futuro, non c’è passato, non c’è tempo per l’evoluzione della situazione attuale, c’è solo la situazione attuale.

 

È questo il tema che Andrea Loreni, unico funambolo italiano specializzato in traversate su cavo a grandi altezze, ora vuole affrontare e raccontare: la ricerca dell’essere autentico, la necessità di rapportarsi con le paure e gestirle per arrivare all’essenza.

E lui lo fa attraverso quelle che sono le arti e discipline che conosce –zen e funambolismo– che nel tempo si sono rivelate così simili e complementari.

 

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Il progetto: la traversata sul Tempio, il documentario e libro, le conferenze

 

Quando ho chiesto al maestro Shodo Harada di poter tendere un cavo d’acciaio sopra il lago del Tempio in cui pratico meditazione – continua Andrea- lui ha risposto “Dōzo”. Dōzo in giapponese significa più o meno ‘prego’. Per me quel dōzo ha significato Qui c’è un’opportunità di vita autentica, non lasciarla scappare.

 

E così il prossimo agosto Andrea tornerà in Giappone, al Tempio Sogen-ji, a Okayama, per proseguire il percorso di ricerca. Lo attende una traversata su cavo teso sopra il lago del Tempio. La camminata al Tempio sarà l’opportunità geografica di unione delle sue due discipline, il luogo in cui le sue personali strade di crescita umana si incontrano. E sarà il primo uomo a camminare su cavo all’interno di un Tempio Zen.

 

Da questa esperienza nasceranno:

– un documentario per raccontare le strade che hanno portato Andrea Loreni ad essere il primo uomo al mondo a fare un camminata funambolica in un tempio zen giapponese. Il documentario, la testimonianza condivisibile di questa straordinaria e originale via di ricerca dell’essere autentico, una declinazione personale dell’umano bisogno di assoluto. Con musiche di Julia Kent;

– un libro di pensieri e immagini, una memoria estetica, visiva e mentale di quegli istanti di assoluto presente in cui zen e funambolismo si incontrano.

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La campagna di crowdfunding

 

Per sostenere e divulgare il progetto, la realizzazione del documentario e del libro, e soprattutto le sue motivazioni/emozioni, Andrea è impegnato in un calendario di conferenze su Zen e funambolismo che tocca le principali città italiane e ha lanciato una campagna di crowdfunding per coinvolgere anche singoli privati nella realizzazione dell’evento nipponico.

È online fino al 12 maggio, sulla piattaforma Eppela – la principale in Italia per la raccolta fondi online reward based (basata sul sistema delle ricompense)– la campagna Zen e funambolismo, lanciata da Andrea per coinvolgere il pubblico nella realizzazione della sua impresa spettacolare.

Link alla campagna: www.eppela.com/zenefunambolismo

 

 

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Il progetto Zen e funambolismo è realizzato grazie al sostegno di Flic Scuola Circo e ha ricevuto il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka e del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il progetto è l’oggetto del lavoro di ricerca della dottoranda Giulia Schiavone incentrato sull’incontro tra pedagogia e funambolismo. Inoltre è materia di studio per il gruppo di ricerca di Pedagogia del Gioco e di Pedagogia del Corpo (Prof.ssa Francesca Antonacci dell’Università degli Studi Milano-Bicocca). GRP è media partner dell’iniziativa.

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Andrea Loreni

Nato nel 1975 a Torino, laureato in filosofia teoretica con Giuseppe Riconda all’università di Torino. Nel 1997 inizia a fare teatro di strada. Dal 2006 si dedica alle camminate su cavo a grandi altezze. L’intuizione dell’assoluto avuta camminando a grandi altezze lo avvicina alla pratica della meditazione Zen, che approfondisce sotto la guida di Shodo Harada Roshi al tempio Sogen-ji a Okayama, in Giappone.

 

Nel 2011 Andrea ha stabilito il record italiano nei cieli di Pennabilli, in Romagna, percorrendo 250 metri a 90 di altezza tra i colli di Penna e Billi; mentre a Rocca Sbarua, in provincia di Torino, ha passeggiato a 160 metri da terra.

 

Speaker per: Università di MilanoBicocca, TeD x Lecce sul Coraggio; TeD x Bocconi sulle Percezioni; Eni Petroli sul Rischio; Festival Le parole della montagna sulla Vertigine; Pending Culture, Le murate PAC, Firenze, sulla Sospensione. Ospite di diverse trasmissioni televisive, tra cui Vertigo gli abissi dell’anima e Super Quark Speciale Equilibrio, protagonista del video musicale di Niccolò Fabi per la canzone Solo un uomo. Funambolo su cavo infuocato nella scena finale del film di Matteo Garrone, il Racconto dei Racconti.

 

Ha camminato nei cieli di Torino, Roma, Locarno, Belgrado, Modi’in (Israele), Bologna, Firenze, Venezia e Milano; ha camminato sopra l’acqua o immerso nel verde delle montagne, per il cinema e la televisione, in piano e in pendenza, in silenzio o accompagnato da suoni che hanno vibrato insieme alla corda.

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Per info:

www.ilfunambolo.comwww.facebook.com/andrealoreni

Primarie Pd, il giorno del verdetto. 399 seggi in Piemonte per eleggere il segretario nazionale

In occasione delle primarie del Pd sono stati allestiti in Piemonte 399 seggi di cui 209 nella provincia di Torino e 60 nella città. Sono 3 mila  i volontari di cui 2 mila  presidenti di seggio e scrutatori.  Nei 12 collegi della regione sono state presentate 164 candidature nelle liste collegate ai tre big candidati alla segreteria nazionale del partito: 70 per Renzi, 69 per Orlando e 25 per Emiliano. Ne saranno eletti 70. Sono ammesse al voto tutte le persone con più di 16 anni, iscritte o non iscritte al Pd, anche straniere. Chi è minorenne e coloro i quali  che votano fuori sede hanno il vincolo della pre-registrazione online. In via Matteo Pescatore e in corso Belgio i seggi dedicati ai fuori sede, mentre una commissione itinerante  si reca al domicilio delle persone che non possono muoversi. Al momento del voto è necessario presentare il documento di identità e la tessera elettorale e i non iscritti al Pd sono inoltre tenuti a versare 2 euro e a firmare un documento per esprimere la propria condivisione dei valori del partito. In serata i risultati ufficiosi e lunedì 1 maggio saranno diffusi i dati ufficiali con la proclamazione degli eletti.

 

(foto: il Torinese)

Cannabis parade in piazza

Erano migliaia di giovani scesi in piazza a Torino per la Cannabis Parade, svoltasi per le vie della città e conclusasi alla Pellerina, con musica e danze. L’iniziativa è stata promossa  dal network nazionale antiproibizionista Fine del Mondo Proibizionista. Presenti il leader radicale torinese Silvio Viale e alcuni consiglieri comunali pentastellati. “Nella città delle mafie e del perbenismo – dicono gli organizzatori – squarceremo i veli dell’ipocrisia proibizionista per ricordare tutte le sue vittime: nel 2016 oltre 13 mila denunciati, uno sforzo repressivo enorme e senza effetto”. E’ già polemica politica: “Noi Fratelli d’Italia proponiamo l’obbligo di analisi mediche obbligatorie per gli amministratori pubblici eletti nel Consiglio Regionale, nei Consigli Comunali e di Circoscrizione, con la pubblicazione dei risultati su internet nell’anagrafe degli eletti, accanto alle informazioni sul reddito: per questo abbiamo pronta una proposta di legge regionale” annunciano Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, Consigliere FDI-AN in Regione, che spiegano :“Così come è previsto l’obbligo di analisi del sangue per verificare la dipendenza o meno da stupefacenti per professioni delicate come tassisti, piloti e atleti, altrettanto dovrebbe valere per amministratori eletti alla guida di enti pubblici.”

 

“Anna che custodì il giovane mago”

“E’ stata davvero un’esperienza emozionante. Non avrei mai immaginato che il mio vestito avrebbe potuto fare il giro d’Italia con un libro”. A parlare è Marisa Giachero, pinerolese doc. Suo, infatti, è l’abito che la graziosa Maria Vittoria Amelotti, la studentessa casalese che interpreta Anna d’Alencon, indossa nella copertina del libro di Maura Maffei, scrittrice monferrina che ha come filo conduttore di tutti i suoi romanzi l’Irlanda, ad eccezione dell’ultimo ambientato lontano dall’Isola di Smeraldo, ma tra Casale Monferrato, il Sacro Monte di Crea, con un finale a Curtatone (Mantova) al tempo del passaggio della signoria monferrina, da Paleologo, la cui linea maschile si era ormai estinta ed i Gonzaga di Mantova. “Anna che custodì il giovane mago” è stato presentato a Casale Monferrato, sabato 30 aprile, in modo itinerante, il Palazzo intitolato alla Marchesa, cugina del Re di Francia, e la chiesa di Santa Caterina che insiste su piazza Castello. Al centro della trama letteraria c’è un 15enne, che proviene dall’Irlanda, con una lettera di Francesco I di Francia: è Gearçid Mac Gearailt, figlio dell’ultimo vicerè irlandese d’Irlanda, da anni braccato dai sicari di Enrico VIII Tudor. L’iniziativa è andata al di là della semplice presentazione libraria, con una contaminazione di danza e musica, che hanno fatto rivivere le atmosfere di corte. Nel cortile dello storico palazzo che porta il nome della marchesa, sul sagrato della chiesa ed all’interno della stessa, l’autrice, stimolata dalle domande dei giornalisti Luigi Angelino e Massimo Iaretti e con il supporto di Manuela Meni, archivista della Diocesi di Sant’Evasio, ha anticipato, senza svelarne la trama, la struttura dell’opera, evidenziando che il racconto si articola soprattutto tra Casale e Crea, dove si svolge il momento culminante della storia. “Ho dovuto curare con molta attenzione l’ambientazione – ha detto – cercando di ricostruire la Casale e la Crea del tempo di Anna, una donna sicuramente di temperamento e di ingegno nel secolo difficile in cui viveva. Potrà apparire paradossale ma mi sono mossa con meno difficoltà nello scrivere cose d’Irlanda”. Alla “prima” ufficiale del romanzo, che ha avuto il patrocinio dell’associazione Santa Caterina Onlus hanno assistito una novantina di persone, tra cui il vice sindaco di Casale, Angelo Di Cosmo ed il past sindaco, oggi consigliere, Giorgio Demezzi. “Anna che custodì il giovane mago”, Edizioni della Goccia di Davide Indalezio, farà anche da “ambasciatore” del Monferrato in terra mantovana. “Il 28 maggio prossimo, nell’ambito delle iniziative del Comune di Curtatone, in cui è stato edificato dai Gonzaga il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie, con cui è stato siglato lo scorso novembre un protocollo d’intesa dal parte dell’Unione dei comuni della Valcerrina – spiega il consigliere delegato al turismo dell’Unione, Massimo Iaretti – avremo un spazio dedicato alla Valcerrina ed ai suoi prodotti. Accanto a questo ci sarà la presentazione del libro di Maura Maffei perché è proprio basandoci da questo che si sta lavorando a costruire un percorso devozionale e turistico che colleghi l’Irlanda e le terre dei Gonzaga passando attraverso Casale ed il Monferrato”.

 

 

 

Il Toro in casa non vince più

LA GALLERIA FOTOGRAFICA COMPLETA SU: WWW.FOTOEGRAFICO.NET

di Claudio Benedetto

Brutta partita e brutto Toro stasera al Grande Torino. Juan Manuel Iturbe salva sì il risultato ma la prestazione dei granata, che in casa non riescono proprio più a fare bottino pieno, rimane sicuramente deludente.

Primo tempo con il Toro che attacca subito, sembra un buon  inizio, Ljalic due volte e Baselli vanno vicino al vantaggio nei primi 10 minuti. Ma è la Samp che passa con l’ormai solito Schick: gran tiro a giro sotto l’incrocio, Toro 0 – Samp 1.

Il Toro prova a reagire ma Iago Falque sbaglia malamente una facile palla gol sotto porta. Il primo tempo regala ancora qualche occasione ai granata con la Samp che però sfiora il raddoppio.

La ripresa parte molto lenta, si infortuna subito Schick, che esce dal campo, la Samp cerca di addormentare il gioco e il Toro, e con lui anche Belotti, pare assai confusionario nel cercare la via della porta.

Mihailovic le prova un po’ tutte, inserisce prima Iturbe e poi Maxi Lopez per provare a dare una scossa. Ed è proprio l’ex giocatore di Verona e Roma che, al 33′, trova il varco giusto per battere Puggioni, gran staffilata appena dentro l’area e 1-1!

Il Toro prova ancora a chiudere i blucerchiati nella loro area ma senza essere mai troppo pericoloso, partita che si chiude con il pareggio, il quarto consecutivo in casa per il Toro, e classifica che resta praticamente invariata.

Per i granata si apre una settimana importante, nel ricordo del Grande Torino morto a Superga e nell’attesa del Derby allo Stadium del prossimo week-end… i tifosi sperano che la serie di risultati positivi in trasferta continui!

Tutte le foto di Claudio Benedetto su: http://www.fotoegrafico.net

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

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Terrorismo. Un’accusa forse esagerata, ma certo esistono, documentate da filmati, le prodezze non proprio gandhiane  dei No Tav. Anche la violenza verbale e i danni arrecati alle cose sono fatti incontestabili. Gli stessi blocchi dell’autostrada sono stati atti di illegalità per troppo tempo tollerati

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L’eroismo stoico di Chicco
 La scrittrice Elisabetta Chicco,appena uscita dal pronto soccorso,molto provata e visibilmente  sofferente, ha affrontato la presentazione del suo nuovo libro “Nietzsche. Psicologia di un enigma”.Ha fatto un lucido intervento  di un quarto d’ora,dimostrando un vero e proprio eroismo stoico. Il folto pubblico l’ha applaudita a lungo.E ovviamente ha ascoltato la presentatrice,la brillante  docente di filosofia   Carla Barbero , ed ha discusso con lei . Si è anche intrattenuta con i lettori ,firmando molte copie del libro. Alla fine è uscita a fatica dalla sala sorretta dal marito.Mi è capitato di dover supplire all’ improvvisa assenza di relatori che, per una minima indisposizione, danno forfait.  Addirittura ho conosciuto relatori che ambivano quasi esclusivamente  ad  ottenere il loro nome nel panel , vere prime donne viziate e poco serie. Potrei citare ,ad esempio, il compianto Nico Orengo che si faceva notare per le sue assenze neppure anticipate da una telefonata  e per la sua smemoratezza indisponente.
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Il Guazzaloca torinese che non ci fu 
E’ morto Giorgio Guazzaloca,il macellaio colto di Bologna che nel 1999 riuscì a farsi eleggere sindaco di Bologna che sembrava una roccaforte comunista inespugnabile. Fu un segnale importante. Non saprei dire se fu un buon sindaco.  Un Gazzaloca torinese non ci fu. Costa andò  molto vicino a superare nel ballottaggio  Castellani ,Rosso riuscì a portare Chiamparino,subentrato a Carpanini morto all’inizio della campagna elettorale,al ballottaggio. A riuscire vincitore nella contesta poteva solo Enzo Ghigo, presidente della Regione Piemonte  per dieci anni,uomo capace,con i piedi per terra, radicato e stimato a Torino e in Piemonte per il suo buongoverno.  Il centro-destra con Rocco Buttiglione candidato sindaco scelse il suicidio e fece trionfare Chiamparino al primo turno. E’ strano che il centro-destra non sia riuscito a trovare un candidato torinese credibile,se se si eccettua la candidatura di testimonianza dell’assessore regionale Michele Coppola. Nell’ultima tornata elettorale si è addirittura diviso con tre candidati diversi in corsa. Il risultato non poteva che essere pessimo. Eppure c’erano professionisti e professori che avrebbero potuto essere alternativi al centro- sinistra. Alcuni non ebbero il coraggio di accettare,altri non furono mai interpellati. Un ricambio democratico al “sistema Torino” avrebbe evitato il successo grillino, come è accaduto a Milano l’anno scorso nello scontro tra Sala e Parisi .Ma, in effetti, il sistema Appendino è in linea di continuità con il sistema Chiamparino ed a molti questa continuità fa molto comodo.Fassino resta un’altra cosa,anche se fu imprigionato dal sistema consolidato nei decenni  e dai debiti contratti dal suo predecessore. Anche solo l’idea   di candidare il prof. Buttiglione, che a Torino fece un anno di liceo al “d’Azeglio” quando il padre era questore, fa accapponare la pelle:sarebbe bastato un macellaio come Guazzaloca, senza andare a cercare il candidato a Gallipoli.
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Vanna Chirone Wick        
 Venerdì gli amici hanno accompagnato al cimitero Vanna Chirone Wick,mancata a 92 anni dopo lunga malattia. Era la vedova del prof. Giancarlo Wick, scienziato di fama internazionale,figlio di Barbara Allason, liberale torinese antifascista,amica di Benedetto Croce .Giancarlo era stato uno stretto collaboratore di Enrico Fermi. Una volta venne al “Pannunzio” a parlare dei “ragazzi di via Panisperna” e del suo  maestro. Ho a lungo frequentato Vanna e Giancarlo Wick che abitavano al 35 di Via Maria Vittoria. Una coincidenza che mi ha offerto l’opportunità di conoscere un uomo che superava anche il celebrato Tullio Regge che fu deputato al Parlamento Europeo. Wick amava la riservatezza di una vita appartata. Vanna gli è sopravvissuta per un quadro di secolo. Parlava poco con le persone ,ma più volte mi ha raccontato la sua vita. Wick e mio padre erano ricoverati in due stanze vicine nello stesso  repartino delle Molinette. Avemmo tante volte occasione di parlare in momenti difficili per ambedue nell’anno horribilis 1992. Era ricoverato anche il prefetto Carlo Lessona.  Non voglio scrivere dei nostri dialoghi  che continuarono negli anni ,perché forse  Vanna non gradirebbe .Voglio però ricordarla come una grande donna colta e raffinata che viveva con la stessa dignità della grande suocera scrittrice e germanista  che nella villa di Pecetto dava ospitalità alle riunioni clandestine degli antifascisti.  Era gente fuori ordinanza con una signorilità innata. A Torino simile a lei ho conosciuto solo Edoarda Fusi e l’avvocato Maria Adelaide  Zammitti Dal Piaz . Che differenza con le donne torinesi più in vista che Montanelli chiamava “madamazze”  e sono poco di più che delle “madamine”, che Gozzano descrive da Baratti a mangiare pasticcini.
 
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Tempo di asparagi
Gli asparagi di Santena,ma anche quelli di Poirino,sono tornati sulle nostre mense e nei menu dei ristoranti. L’”asparagiata”  tradizionale è però un retaggio del passato. Ai giovani non piace.
Io ricordo quando a Santena c’era “Pinin” quasi di fronte al castello dove riposa Cavour.
Faceva il rappresentante di tessuti e nei fine settimana si occupava del suo ristorante, celebre perché sembra frequentato dallo statista. Si metteva sulla strada con un tovagliolo bianco ad attirare l’attenzione di chi passava in macchina. C’erano contadini che vendevano asparagi appena colti.Festeggia i 70 anni di vita la Proloco di Santena ,che  ha avuto un ruolo importante nel difendere il prodotto tipico locale ,con la ripubblicazione  in anastatica  di una storia di Santena scritta nel 1961 dal parroco e dall’arciprete di Revigliasco.  Adesso tuttavia  è tutto diventato più difficile.  Forse si salva ancora la semplicissima trattoria della” Pace” a Santena. Anche il bel ristorante “Cacciatori” di Cambiano ha chiuso da tempo. La verità è che a Santena i terreni agricoli coltivati ad asparagi sono diventati edificabili e invece degli asparagi sono cresciuti i casermoni. Ci sono anche ,e sono sempre più rari,gli asparagi violetti di Albenga,una prelibatezza servita al Quirinale e alla Corte inglese. Slow Food ha creato i  suoi presidi quando gli asparagi quasi non c’erano più. Anche ad Albenga sui terreni migliori per la coltivazione degli asparagi direttamente sul  mare, hanno edificato palazzi già trent’anni fa. Bisogna stare attenti perché molti asparagi arrivano da altre zone: Sardegna,Campania ed altre regioni. L’obbligo di indicare la località di provenienza dei prodotti è diventato un optional. Ma non riguarda certo solo gli asparagi. 

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Vittimismo No TAV

Sabato scorso ,andando a comprare le famose fragoline di Nemi (quelle di San Mauro non si trovano più)al mercato di piazza Madama Cristina, un’attivista No Tav ,una bella ed esile ragazza, anche un po’  impacciata e timida,mi ha dato con gentilezza un volantino che vi invita ad una proiezione sulle presunte violenze da parte della Polizia nei confronti di manifestanti no Tav in Valle di Susa “nelle operazioni di ordine pubblico”. Il volantino non fa cenno alle illegalità commesse dai manifestanti,alle violenze in cui sono distinti  che hanno portato , in alcuni casi, all’accusa di terrorismo. Un’accusa forse esagerata,ma certo esistono,documentate da altri filmati,le prodezze non proprio gandhiane  dei No Tav. Anche la violenza verbale e i danni arrecati alle cose sono fatti incontestabili. Gli stessi blocchi dell’autostrada sono stati atti di illegalità per troppo tempo tollerati. Di questi aspetti gravissimi si tace. Dopo aver letto il volantino con attenzione,avrei voluto dirlo alla ragazza,ma non sono più riuscito a rintracciarla nella bolgia dei banchi in cui operano indisturbati borsaioli e ladri di ogni tipo e colore. Le fragoline potrebbe subire,ad esempio, il sovrapprezzo del costo di un cellulare. Ma di  questo i vigili in servizio pare non si accorgano.
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LETTERE (scrivere a quaglieni@gmail.com)

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Nella sua rubrica  ha citato Saverio Vertone, considerandolo “un po’ volubile” Non è stato troppo generoso? 

                                      Gianni Cusano 

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Ho conosciuto Vertone quand’era comunista duro e puro,l’ho frequentato quando si staccò dal Pci e scriveva sul “Corriere della Sera” ed anche quando fu deputato di FI.Quando passò con Dini e poi con la Margherita,tornando addirittura con i comunisti italiani,rallentai i nostri rapporti. Era un uomo complicato,colto,contraddittorio,aspro. Era anche di rara intelligenza. I suoi articoli ed i molti suoi saggi appaiono pregevoli. Ha creduto nel Pci,in Craxi, in Berlusconi  e poi lentamente è tornato alle origini.E’ passato troppo poco tempo dalla sua morte per dare giudizi.Figlio di un colonnello dell’Esercito caduto in Russia,era stato anche nella Repubblica sociale italiana. Definirlo volubile mi è sembrato inevitabile. Seppe andare controcorrente. Aveva l’ambiguità del laico che aveva abiurato le certezze del marxismo.Su di lui invoco una sospensione di giudizio che mi pare doverosa. C’è una parte dei suoi saggi destinati ad andare oltre le sue (discutibili) scelte politiche. Lo chiamavano professore,ma non era neppure laureato. E’ stato uno dei pochi intellettuali che Torino abbia avuto.E l’intellettuale ha il diritto- dovere di contraddirsi. Il politico molto meno.

PFQ

Per Macron Presidente. Manifestazione a Torino

 
 In occasione del secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, che si svolgeranno nella giornata di domenica 7 maggio, il comitato En Marche! Turin, Radicali italiani,Associazione radicale Adelaide Aglietta e ALDE Party IM, ha organizzato un presidio sabato 29 aprile a sostegno del candidato europeista e liberale Emmanuel Macron, a Torino, in piazza Castello e via Garibaldi. Gli elettori francesi all’estero, al primo turno, hanno premiato il candidato Macron con il 40% dei voti (in Italia il 41,93%, a Torino – dove i francesi iscritti nelle liste elettorali sono circa 4000 – oltre il 42%). Presenti Igor Boni e Silvja Manzi, della direzione nazionale Radicali italiani, e Laura Botti, coordinatrice Associazione radicale Adelaide Aglietta. Alexandre Pieri, coordinatore del comitato En Marche ! Turin (il primo nato in Italia) e referente per En Marche ! in Italia, ha commentato«Con Radicali Italiani condividiamo lo stesso concetto di libertà: libertà di intraprendere, libertà di emancipazione e libertà di scegliere la propria vita.  En Marche ! promuove una laicità tollerante e di libera espressione dell’appartenenza religiosa, sempre nel rispetto delle leggi della Repubblica. Ci opponiamo fortemente al concetto di una laicità vendicatrice, che mirerebbe a ridurre al nulla i vari monoteismi e a fare della repubblica laica una religione in sé.  Con i radicali condividiamo lo stesso desiderio di superare le divisioni ideologiche che compongono il paesaggio politico attuale. Crediamo che soltanto una dinamica nuova, civica, progressista potrà rispondere ai neo-conservatorismi e ai nazionalismi.  Infine, condividiamo lo stesso ideale europeo. Pensiamo che l’Unione europea debba essere rifondata per diventare più democratica, più potente e più attenta ai propri cittadini. Abbiamo la convinzione intima che il futuro dei nostri rispettivi Paesi passi attraverso più Europa, non meno Europa.Coerentemente con i nostri valori, En Marche ! Turin si felicita del sostegno di Radicali italiani alla candidatura di Emmanuel Macron al ballottaggio del 7 Maggio 2017.»

Il 7 maggio torna la “Run for Parkinson”

L’A.I.P. Associazione Italiana Parkinsoniani Sez. Cavallari di Torino, domenica 7 Maggio correrà la sua sesta edizione della “Run for Parkinson” allo stadio Primo Nebiolo

La corsa che è mondiale, in quanto nello stesso periodo gareggeranno tante città italiane ed estere, ha lo scopo di rendere sempre più nota la malattia (che conta circa 6000 malati in Torino e Provincia e circa 20000 in Piemonte) e sensibilizzare persone e istituzioni al sostegno del parkinsoniano e la sua famiglia; nonché dare visibilità all’Associazione che ai soci è vicina da 23 anni con varie attività finalizzate a rendere meno impervio il cammino della malattia.

La corsa non è competitiva, ma saranno raccolti i chilometri di ogni partecipante, che andranno a sommarsi con quelli di tutte le altre città italiane ed estere aderenti alla mondiale “Run for Parkinson”, nell’intento di correre, come recita lo slogan della Manifestazione, “La distanza che separa la terra dalla Luna”.

I podisti correranno dentro lo Stadio e nel Parco Ruffini. All’interno del Nebiolo (sui suoi 400 metri di pista) come consuetudine si camminerà o passeggerà, a seconda delle possibilità individuali e si vedranno deambulatori, carrozzelle, carrozzine con bebè e bambini correre a rendere ancor più gioiosa la giornata.

L’appuntamento allo Stadio Primo Nebiolo é alle ore 8,45 per le iscrizioni e consegna pettorale.La corsa prenderà il via alle ore 9,45 e terminerà alle ore 11,45.

Stilata la classifica si passerà alle premiazioni. Poi la “Festa” continuerà con un pic-nic … cantando con le “Vos grise an libertà”. Allo Stadio Primo Nebiolo sono disponibili docce, spogliatoi e armadietti (occorre il lucchetto). Al momento dell’iscrizione alla gara sarà richiesta un’offerta minima di 5 euro. A fine gara è contemplata una borsa con uno spuntino ed un omaggio per i partecipanti, nonché l’omaggio di una pianticella floreale.

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A.I.P. – Associazione Italiana Parkinsoniani G. Cavallari Torino

Tel./Fax 011 3119392 – N. Verde 800 884422

e-mail: info@parkinsoninpiemonte.it – Sito Web: www.parkinsoninpiemonte.it