La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SONMARIO: 25 aprile di pace – Profanato il cimitero di Santena – Lettere

25 aprile di pace
Sono stato a Chivasso nel bellissimo Palazzo dedicato ad Einaudi, su invito dell’amico Beppe Busso, a parlare delle Forze Armate nella Resistenza. Ho raccontato  del sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia , degli internati militari in Germania, del corpo italiano di liberazione del Regno del Sud ,di partigiani come Mauri, Cordero di Montezemolo (nella foto), Luraghi   provenienti dall’Esercito. Ho parlato del Comitato Militare del CLN piemontese comandato dal Gen . Perotti  e composto, tra gli altri, da Balbis, Geuna, Fusi. Il pubblico presente ha colto il mio distacco storico lontano da ogni settarismo  ed alcuni dei presenti  si sono fermati a parlarmi con una  cordialità che ho molto apprezzato. Ho parlato non solo di militari , ma anche di Brigate Garibaldine e “GL“, soffermandomi su Pompeo Colajanni , Barbato , che ebbe ai suoi ordini i due fratelli Carando e Luraghi.
Quando leggo che c’è ancora chi non sa storicizzare e vede il 25 aprile come un elemento divisivo, mi torna alla mente l’importante saggio sulla guerra civile opera di Claudio Pavone. Oggi occorre procedere ad un superamento di quel clima che divise le famiglie italiane anche al loro interno, per recuperare il valore della Resistenza come guerra  patriottica di Liberazione. Il 25 aprile 1945 segnò anche la fine della seconda guerra mondiale dopo cinque anni di sofferenze, di lutti e di distruzioni. I miei famigliari che vissero quegli anni, portarono con sé fino nella tomba i ricordi di quei cinque anni di privazioni, pericoli, violenze inaudite. Non parlo dei miei famigliari impegnati in guerra e  nella Resistenza perché mi sembra “inelegante” per uno studioso di storia  e non parlo di cosa significo ‘ trovarsi  in poche ore con la casa rasa al suolo dai bombardamenti, come capitò  nel 1943 a mio padre che non dimentico’ mai quella notte, la più terribile della vita  di un uomo  che servi’  con onore l’Italia in pace e in guerra.
Il clima di tensione prodotto in modo incauto e perfino blasfemo da Trump ci porta oggi  a considerare ancora di più   il valore della pace come bene supremo. Il 25 aprile sono stato a Borghetto Santo Spirito in Liguria  su invito del sindaco Canepa a ricordare la ricorrenza della festa nazionale decretata dal Luogotenente generale del Regno Umberto di Savoia nel 1946, pochi giorni prima di diventare re, come  ha ricordato il Duca d’Aosta. Sul manifesto della manifestazione  è riportata una frase del Papa Leone XIV : “Che sia una pace disarmata, umile e perseverante”. Non è solo una grande idea cristiana, avrebbe detto Calamandrei, ma un modo di vivere la storia in modo nuovo perché mai come oggi la pace è il bene più prezioso, come scrisse Bobbio, perché la guerra nucleare sarebbe la fine dell’ umanità. La “pace disarmata“ è il modo più intelligente per vivere il 25 aprile 2026.
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Profanato il cimitero di Santena
Parecchie di tombe del cimitero di Santena sono state fatte oggetto di ruberie. La banda del rame non ha più limiti e si accanisce anche con i morti. È un segno dei tempi barbari che viviamo. Nessuno pretende che oggi  sopravviva il culto foscoliano dei “Sepolcri” che appare un carme lontano anni- luce dalla volgarità senza storia di un presente  privo di radici e di  moralità. Il Foscolo pensava che dai tempi più remoti il culto dei defunti fosse un qualcosa di condiviso in ogni età della storia umana.
Già Napoleone – criticato dal Foscolo per l’editto di Saint – Cloud –  con l’egualitarismo delle fosse comuni aveva dato un colpo mortale – e’ il caso di dirlo – alla concezione classica e laica del poeta che non vedeva nella “morte eternatrice “ragioni trascendenti di tipo cristiano, ma il  giusto riconoscimento dei meriti acquisiti nel corso della vita. Anche la valutazione dei meriti  oggi appare totalmente appannata da un egualitarismo esasperato che finisce di negare la stessa giustizia. L’assalto  ai cimiteri in cui si devastano le tombe per ricavare un bottino,  appare tuttavia un segno che ha sorpassato ogni limite. Chi si accanisce contro i defunti va messo in condizione di non nuocere. E’ comprensibile che in una società in cui la vita delle persone diventa poco importante ,si possa anche considerare un fatto  secondario offendere i morti. E’ comprensibile ,ma non è accettabile. Gli assassini e  i ladri ci sono sempre  stati, ma chi non rispetta i morti è il peggio del peggio. E’ il segno  allarmante del tramonto della civiltà “ laica o non laica che sia”, avrebbe detto Benedetto  Croce.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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I figli di Silvio
Non mi piace che i figli di Berlusconi interferiscano nelle scelte politiche di Forza Italia. Un conto era il leader fondatore, un conto è la famiglia.
Cosa ne pensa?  Rina Trotta
Lo chieda ai dirigenti e iscritti di Forza Italia. Io non sono iscritto. Certo sarebbe logico un partito non etero diretto dall’esterno, ma quasi nessun partito italiano è  oggi davvero democratico. Anche i falsi congressi della prima repubblica non erano un esempio di democrazia. Il PMP di Lauro non era il partito monarchico popolare, ma il partito mio personale. Nella stessa Dc molti iscritti venivano reclutati attraverso la guida telefonica, per non parlare del clientelismo becero del PSDI.
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Le buche nelle strade
Il sindaco di Torino Lo Russo  esprime la sua preoccupazione sui tempi  necessari per riempire le fosse  che rendono pericoloso camminare per strada. La guerra in Iran metterebbe in pericolo il bitume necessario ai lavori. Ma cosa hanno fatto in Conune in tutti questi anni per rendere le strade percorribili? Quasi nulla o molto poco.   Tavo Buratti
Il sindaco si è sempre impegnato su questo terreno con serietà. Ci sono alcuni assessori inefficienti e forse incapaci che andrebbero rimossi. Ci sono i  cinque stelle che fanno dell’ostilità al sindaco la loro bandiera. L’opposizione nel suo complesso non è all’altezza. La settimana scorsa sono inciampato attraversando via Madama Cristina. Niente di rotto, ma tanto spavento e perdita di tempo con l’arrivo dell’ambulanza. Le buche ci sono a anche  a Roma e a Milano. Sono state trascurate. L’impegno del sindaco Lo Russo fa sperare che il problema finalmente si risolva.
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Labate
Il giornalista con i baffetti alla Hitler Labate che si esibisce su rete 4  con pochissimi ascolti e molta faziosità di estrema sinistra  andrebbe sostituito; si faccia assumere alla 7 che è la sua casa.   Vincenzo Saverio  Raiteri
Il pluralismo va garantito in tutte le reti e i tempi squallidi di rete 4  con Emilio Fede, il comico servitore di fiducia, non possono essere rimpianti. Ma Labate come la Gruber, Floris ed altri sono casi di scarsa deontologia perché un conduttore vero dovrebbe essere o fingere di essere un moderatore. Cosa difficile in un paese di estremisti che urlano, ma non sanno parlare, come osserva Galli della Loggia in un editoriale sul  “Corriere”.
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Mussolini e il 25 aprile
Ho partecipato ad una manifestazione per il 25 aprile  in cui hanno parlato molti politici di diversa matrice. E’ stata una delusione ascoltare persone con il solito foglietto, incapaci di dire due parole decenti. Almeno Mussolini sapeva parlare, mi verrebbe da dire. La democrazia è in crisi anche per l’infimo livello dei nominati ed eletti  che ci governano.  Luigi Gasco Albenga
Anch’io ho ascoltato per il 25 aprile delle rancide banalità. Già il fatto che a parlare fossero persone di diverso orientamento, è un elemento che dimostra come  la democrazia ha trionfato rispetto alla parola unica. E’ vero che il Duce sapeva parlare, ma la cosa grave è che ha tolto la libertà di parlare agli Italiani.
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