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La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Il Palazzo transennato – Compagna e Pichetto Fratin – Lettere

Il Palazzo transennato
L’idea di un Parlamento sotto assedio, vietato ai cittadini è  un’idea non bella che ieri mi è venuta in mente con piazza Montecitorio transennata. Anche la piazza di Palazzo Chigi era transennata. Dovrebbero scegliere altre piazze per eventi perché transennare le istituzioni non è un atto democratico. Mi fa quasi sentire piacere, pensando alle manifestazioni chiassose  di protesta davanti a Montecitorio. Forse sbaglio, ma i luoghi istituzionali devono essere vicini al cittadino e vedere cordoni di Carabinieri che impediscono il passaggio della gente normale  non è cosa che dia sicurezza perché i Carabinieri vanno utilizzati contro la delinquenza e non per transennare il Palazzo.
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Compagna e Pichetto Fratin
Ho avuto il grande piacere venerdì di rivedere un mio vecchio amico il prof. Luigi Compagna, docente universitario, senatore di quattro legislature. Io ero già amico di suo padre, il Barone Francesco Compagna, anche lui,  docente universitario , parlamentare e ministro, fondatore di “Nord e Sud“, la  nobile rivista, figlia del “Mondo”, a cui ho collaborato anch’io.
Luigi Compagna  ha parlato del mio ultimo libro insieme al ministro Gilberto Pichetto Fratin, un biellese che rinnova  al governo la tradizione dei Sella e dei Pella a Roma.  Luigi Compagna è l’espressione di un liberalismo contemporaneo  ricco di cultura storica  e venato di dubbi . Con Luigi insieme a Pietro Rossi ricordammo tempo fa Nicola Matteucci . E ‘ bello  ritrovarci insieme sulla lezione delle lezioni, da Croce a Matteucci, come ci ritrovassimo insieme  a Napoli a Palazzo Filomarino con Alda, Lidia e Silvia Croce.
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Insoddisfazione
La crisi continua. Dopo quasi  un anno di Governo Meloni, io elettore di destra mi trovo deluso. Non c’è stata una svolta e molti ministri sono incapaci. I migranti sono molto oltre i numeri dell’epoca Alfano.  Lei cosa ne pensa?    Luigi A. Filippi
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Anch’io sono abbastanza scontento del primo anno del governo, ma da storico io attendo i tempi più lunghi per esprimere un giudizio. Sicuramente, a contatto con la realtà e i problemi, molte delle speranze sono andate deluse. Ma anche l’opposizione non dimostra di essere all’altezza di un’Italia che necessiterebbe di statisti che purtroppo non ci sono.

La volgarità intollerabile

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il  f a t t o  quotidiano non rispetta più nessuno, neppure i morti.  La vignetta che riproduciamo bolla a caratteri di fuoco l’indecenza di un disegnatore e di un direttore responsabile che oltraggiano il  cadavere del presidente emerito Napolitano, pensando di suscitare ilarità. Solo animi volgari non sanno trovare un limite di fronte al mistero della morte. Non è una questione politica, ma una questione etica che va ben oltre il cattivo gusto. Per molto meno Giovannino Guareschi venne condannato per vilipendio del Presidente della Repubblica perché pubblico’ una vignetta con il Presidente Einaudi che passava in rassegna dei Corazzieri fatti a bottiglia di vino con riferimento a quello prodotto dai Poderi Einaudi.


Questa vignetta del giornale travagliato o travagliesco che sia, rivela un imbarbarimento sconcertante che segna davvero la fine della civiltà politica. La satira deve essere libera, ma i morti e la morte vanno rispettati sempre. Anche gli antichi avevano rispetto per i morti. Solo Achille trascino’ nella polvere il cadavere di Ettore. Oggi il direttore del “Fatto” si rivela fuori da ogni regola civile e deontologica . L’Ordine dei Giornalisti dovrebbe intervenire con la necessaria chiarezza perche‘ quella vignetta non esprime assolutamente la libertà di stampa, ma la dozzinale volgarità di chi cerca la notorietà nella offesa dei valori più intangibili.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Le polemiche ai funerali di Vattimo – Solidarietà a Greco – Lettere

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Le polemiche ai funerali di Vattimo
Le polemiche sul l’antisemitismo di Gianni Vattimo ai suoi funerali sono indecenti. Io non l’ho mai pensata come Gianni, ma la civiltà, al suo livello più basso, implica di tacere di fronte alla morte. Vattimo era contro Israele ( io sono sempre stato e sono per Israele ), ma non credo che fosse antisemita. Fece il deputato europeo per dieci anni, ma le sue posizioni politiche non possono oscurare il valore del suo pensiero filosofico. Solo dei barbari possono scendere a polemiche così rozze e infelici. Più che mai i barbari devono tacere perché stanno applicando il “Vae victis” ai morti. Un atto vile, da selvaggi, contro chi non può più difendersi.
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Solidarietà a Greco
torino egitto I Il TorineseHo firmato il manifesto a sostegno del direttore del Museo Egizio Greco che anche il ministro Sangiuliano ha riconosciuto essere un bravo e capace manager culturale con un curriculum scientifico di tutto rispetto. Le sparate contro di lui per chiederne la cacciata sono espressione di una  intolleranza grossolana e becera  che è difficile non considerare fascista almeno nelle intenzioni. Non è una colpa aver concesso uno sconto all’Egizio  agli arabi ( non ai musulmani!!). Solo chi non conosce la storia può fare queste confusioni e non capire le ragioni storiche di uno sconto che ha un valore simbolico. È’ strano che nessuno attacchi la presidente del Museo, la recentissima cavaliera di Gran Croce Christillin che è l’anima politica del Museo ed espressione diretta del Pd. Greco è un tecnico, non un politico. Per confermare la presidente hanno persino cambiato lo statuto del Museo. Perché prendersela con Greco a cui va il merito dei successi del Museo ?
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Un giudizio storico su Napolitano
Cosa pensa di Napolitano appena mancato? E’ storicizzabile? Io credo che la polemica su di lui sia ancora molto viva. Nel 2011 fece un vero e proprio colpo di Stato imponendo Monti.
Laura Pagelli
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Oggi mi sento di rendere omaggio allo statista che ha servito l’Italia per tanti anni con disciplina e onore. Alcune volte non ho condiviso le sue scelte, ma questo non è il momento di parlarne. Tra il resto, è stato anche un gran signore napoletano. Gli attacchi sui social contro di lui morente sogno segno di una inciviltà assoluta.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Immigrazione – Gli Stati Generali della Cultura – Lettere

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Immigrazione
Sul tema dell’immigrazione il governo e il centro-destra si giocano  la credibilità politica. L’ affluenza sempre più numerosa di persone a Lampedusa e non solo dimostra la complessità del problema e la mancanza di una strategia concreta specie oggi di fronte ai disastri marocchini e libici con numero alto di morti ma anche di persone che hanno perso tutto. Va registrato a questo proposito che il Marocco ha  orgogliosamente rifiutato gli aiuti dell’ Occidente. La politica del bloccare le partenze  in Africa non ha funzionato e neppure quella dell’accoglienza contingentata. Il massimalismo si rivela perdente, ma anche il buonismo dell’ accogliere ed integrare tutti appare utopistico e dannoso. Non ci sono ricette magiche per un evento che molti considerano inarrestabile se non addirittura epocale. Va tutto ripensato, ma la responsabilità dell’ Europa che intende scaricare tutto sull’Italia appare evidente: una furbata che non può continuare. La Legge Bossi -Fini va riscritta da cima a fondo perché sbagliata già in origine e oggi del tutto obsoleta. La sinistra non può’ limitarsi a polemizzare perché il problema dell’immigrazione incontrollata può   travolgere l’Italia e il suo stesso suo stesso sistema democratico-liberal-socialista.
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Gli Stati Generali della Cultura
Picchioni con Amos Oz

Stanno copiando una bella idea che fu del geniale e colto Rolando Picchioni. Gli Stati Generali della cultura si sono tenuti tra Milano e Torino. L’ amico  Edoardo Massimo Fiammotto, sempre attento agli eventi culturali che segue da giornalista non ideologico mi segnala che la sessione torinese ha visto due ministri, diversi presidenti di Regione, amministratori locali e responsabili di musei e di istituzioni pubbliche. Dando uno sguardo al parterre si può rilevare come i rappresentanti dell’associazionismo culturale non ci fossero e almeno in parte non fossero stati neppure invitati. C’è da domandarsi quanto sia costata questa assise e quale utilità potrà avere. Il pubblico, scarso, appartiene ai  soliti “cerchi magici”, mi scrive Fiammotto. Io ho preferito restare a Sirmione a proseguire le mie cure con l’acqua delle terme di sicura utilità, almeno per me.

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L’informazione in Italia
Permettimi  solo uno sfogo personale su questa liberissima rubrica che leggo ogni domenica . Succedono  oggi cose che mi inducono a chiedermi: che cosa sta succedendo in Italia nel campo dell’informazione? Alla fine di questa lettera ti riporterò anche la mia risposta. Premesso che seguo i TG RAI, e Mediaset, e sono abbonato al Corriere, ti faccio due esempi cominciando dal minore. Ho dovuto leggere il Telegraph per apprendere che, al G20 in India, Donald Trump non solo era presente, ma stava seduto accanto a Modi in foto ufficiali. Mia spiegazione: in Italia la demonizzazione di Trump è stata tale, che i grandi organi di informazione temevano di ferire la nostra delicata sensibilità fornendo quella traumatica notizia. Vengo all’altro esempio, più importante. Un tizio del Bangladesh picchia la moglie (cittadina italiana), che lo denuncia, e il PM chiede l’assoluzione dicendo che va be’, al suo paese si fa così. Escludiamo benevolmente l’ipotesi che il magistrato sia prezzolato dal Generale Vannacci (che ha diritto di dire “avete visto? Ho ragione io”). Resta il fatto che, se il giudice darà ragione al PM, ciò segnerà, con la fine della Costituzione, l’evento più importante del dopoguerra: la nascita di un’Italia multietnica nella quale ogni etnia ha la sua giustizia e i suoi codici. Gli Italiani dovrebbero aspettare quella sentenza col fiato sospeso. E l’attesa dovrebbe essere sulle prime pagine. Invece la notizia è o assente, o imboscata nelle edizioni locali, comunque mimetizzata.  L. S.
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Mi sembra una lettera esemplare. Chiara, coerente, limpida. Una piccola, grande lezione di stile e di diritto.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Segre antireligioso, non laico –  Rete 4 e Berlinguer – Lettere

Segre antireligioso, non laico
Per il genetliaco- un termine in passato riservato ai Sovrani –  dell’avvocato Bruno Segre la “Stampa” gli ha fatto l’ennesima intervista. In essa si legge una sua frase illuminante: ”Non mi definirei tanto anticlericale quanto antireligioso. Ritengo che finché esisteranno le religioni, continueranno ad esistere divisioni tra ebrei, evangelici, buddisti è così via. Il mio punto di vista è che il nemico è la religione stessa, in quanto rappresenta una forma di conforto modesto destinato alle anime più semplici . L’uomo autentico e coraggioso affronta la realtà con occhi sereni , senza bisogno di consolazioni religiose“. Questa frase dimostra in modo evidente un ateismo sprezzante  che esprime il rifiuto superbo della religione che può appartenere solo ai sempliciotti. Forse Segre, che è uomo colto, dimentica Dante e  Manzoni e i grandi spiriti religiosi del passato da Agostino a Pascal, per giungere a  Francesco Ruffini teorico della libertà religiosa. La laicità è tolleranza attiva per tutti e non lotta contro chi crede. Il rifiuto aprioristico delle religioni è in contrasto con l’essere laico. Lo scrisse Norberto Bobbio.  Siamo ancora fermi alla religione come oppio dei popoli?
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Rete 4 e Berlinguer
L’arrivo di Bianca Berlinguer a Rete 4 cambia le logiche televisive che per tanti anni avevano identificato Emilio Fede con quella rete. Dopo la morte di Berlusconi si assiste ad un rimescolamento delle carte che può solo migliorare le Tv, favorendo un pluralismo che ponga termine a certo  vecchio anacronismo ideologico  che rendeva inguardabili le trasmissioni, ad esempio, della Gruber strafottente e faziosa al di là di ogni decenza.
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Greco e il carcere
Ho letto che l’ex magistrato di “Mani pulite“ Greco  è contrario al giro di vite imposto dal governo alle baby gang che rappresentano sempre più un grave  pericolo sociale. Cosa ne pensa?   Gina Camisassa
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Non ho mai amato il Pool di Mani pulite e quindi anche Gerardo Greco. L’unica che apprezzo è Tiziana Parenti che si dimise per non mescolarsi al Pool che usava il carceretorino processo sonnambule I Il Torinese per far parlare gli accusati. Oggi Greco si rivela garantista e afferma che il carcere ai giovani va opposta un’azione di recupero sociale. Invece, secondo me, chi delinque va perseguito anche a 14 anni per salvare una società che si sta sfaldando con il buonismo imposto dal pensiero unico.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Il cambio di passo – 8 settembre 1943 – Lettere

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Il cambio di passo
Quasi un anno fa l’elettorato italiano venne chiamato al voto e la maggioranza si espresse a favore di un centro – destra allora certamente assai poco omogeneo. Dopo un anno la coalizione vincente i presenta più unita ed impegnata nel governo. Il governo invece si rivela per ora al disotto delle aspettative di chi votò centro-destra. I ministri sono massimamente non adeguati al ruolo e la stessa presidente , sicuramente non priva di qualità, si rivela incapace di rivolgersi agli Italiani , creando una sintonia nazionale con essi in un momento difficilissimo nel quale i prezzi alle stelle provocano gravi disagi soprattutto a chi deve accontentarsi di redditi fissi e di pensioni non aggiornate. “L’aria fritta“ – come diceva Ernesto Rossi- dell’opposizione impegnata soprattutto  nei cosiddetti diritti civili ,non rappresenta nulla. Chiacchiere demagogiche destinate a non incidere. Le due donne al governo e all’opposizione sono ambedue abbastanza  deludenti, anche se per ragioni diverse . Il Paese avrebbe bisogno di poter avere una guida sicura che ci traghetti nel dopo pandemia in una Europa in cui l’Italia possa contare. Pietro Nenni nel 1967, in un discorso mirabile al Teatro “Alfieri” di Torino, disse che non si poteva restare in mezzo al guado, che occorreva frustare i cavalli per attraversare il fiume. In effetti il governo di centro – sinistra guidato da Moro rimase in mezzo al fiume e nel ‘68 perse alle elezioni politiche parte dei suoi consensi. Tra qualche mese ci saranno le elezioni europee, un test di valore politico anche nazionale. Renzi riuscì ad ottenere il 40% dei consensi cinque anni fa. Credo che nessuno sia in grado di ripetere quel successo. Oggi c’è una destra che ha quasi paura di essere una  destra moderna, c’è  un centrino  da operetta rappresentato da un sedicente leader come Calenda  che appare narcisisticamente ripiegato su sé stesso e c’è’ una sinistra che non ha perso ( anzi sta recuperando ) la rigidezza ideologica che l’ha portata alla sua storica sconfitta. In un quadro politico confuso gli Italiani non sanno a chi rivolgersi per assicurare un avvenire o anche solo un presente adeguato ai bisogni. Occorre un cambio di passo da parte di tutti i protagonisti politici che devono dimostrare di saper individuare i problemi irrisolti che ci trasciniamo da troppi anni. La fiducia degli Italiani esige un cambio di passo.
(Foto di copertina: in mezzo al guado)
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 8 settembre 1943
L’anniversario dell’8 settembre 1943 si avvicina ed io affronterò il tema di uno dei momenti più tragici della storia italiana a Moncalieri insieme alla storica militare Carla Sodini. L’8 settembre, con un esercito sconfitto su ogni fronte e gli alleati in Sicilia , rivelò in modo drammatico la inadeguatezza di Pietro Badoglio , succeduto a Mussolini il 26 luglio, e del suo governo tecnico – militare che non seppe utilizzare i 45 giorni precedenti all’8 settembre per evitare il disastro . L’8 settembre si vide anche la pochezza dei vertici militari . La figura del Re , ancora osannata il 25 luglio, venne travolta dalla “fuga” di Pescara che avrebbe dovuto essere un ovvio e, direi, scontato trasferimento da Roma che non poteva essere territorio di guerra per tanti motivi . Si terrà  a Torino un convegno importante  il 21 settembre coordinato da Maria Luisa Alberico su cosa accadde a Roma nei  decisivi 45 giorni dopo il 25 luglio . La guerra civile tra italiani trasse origine inequivocabile dalla creazione della Repubblica di Salò. Dopo l’8 settembre nacque anche la prima resistenza contro i tedeschi invasori che incominciarono ad internare i nostri soldati in Germania. Di fronte ad un esercito sconfitto e sfaldato, ci fu anche l’eroismo di Cefalonia e della divisione Acqui e dei primi Patrioti in montagna. Ma ci fu anche chi cercò nella fuga e negli abiti civili la salvezza , anche se il film “Tutti a casa” appare oggi non veritiero  e non rappresentativo di un’Italia più complicata, malgrado i vent’anni di dittatura. Certo, il colpevole maggiore dell’8 settembre appare il
Maresciallo Badoglio che era riuscito  a salvarsi anche davanti alle responsabilità che ebbe nella rotta di Caporetto nella Grande Guerra. Rileggendo il diario del Maresciallo Enrico Caviglia e la testimonianza  del Generale Giuseppe Castellano che trattò l’Armistizio con gli Alleati, c’è materia su cui riflettere senza indulgenze e senza particolarismi  settari che  impediscono di cogliere la complessità storica degli eventi.
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Ironia sui gay
Ho visto con sorpresa nella sua storia su Facebook un disegno ironico sui Gay che stento a pensare che rifletta il suo pensiero. Cosa è successo?   Nino Apostolis
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Era un disegno, di cui avevo scritto su questa rubrica in passato, che fa dell’ironia fuori luogo sui Gay. Premesso che nessuno dovrebbe sottrarsi all’ironia non offensiva, chiedo scusa se posso aver offeso qualche amico di FB, anche se non ho colpe perché sono stato hackerato. Solo dopo molte ore mi sono accorto e non sono riuscito a cancellare. Adesso non appare più.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

L’addio a Moscatelli – Beppe Sangiorgio principe dei cronisti torinesi – I monopattini – Donne sabaude – Lettere

L’addio a Moscatelli
E’ mancato S. E. Mario Moscatelli prefetto di Torino in anni importanti. Per me è stato anche un amico personale. Come ricorda Valentino Castellani che fu straordinario  sindaco in quegli anni , Moscatelli ha servito lo Stato con “ disciplina ed onore”  secondo il dettato  della Costituzione.
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Beppe Sangiorgio principe dei cronisti torinesi
Ho partecipato ad Andora ad un bel ricordo del principe dei cronisti torinesi , Beppe Sangiorgio , presentando un libro ciclopico che la moglie di Beppe, Luciana Ponsetto, ha pubblicato, scegliendo tra gli oltre  suoi diecimila articoli 333 pezzi significativi scritti durante la sua lunga carriera a “La Stampa“ con direttori come Arrigo Levi. Giornalisti come lui in quel giornale da tempo non esistono più ed oggi con Giannini direttore e dittatore sono totalmente scomparsi: un giornale alla deriva nella stima dei lettori e in caduta libera nelle vendite. I lettori vorrebbero una cronaca meno schierata politicamente.
Il modello Ferruccio  Borio, Sangiorgio  e Renato Rizzo   sarebbe il punto giusto per una possibile rinascita del giornale di via Lugaro, sempre più simile ad un quotidiano di partito Anni 50. Non ne cito uno che scrive attualmente con indipendenza e intelligenza  su quel giornale per non danneggiarlo.
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I monopattini
A Parigi un referendum popolare ha stabilito di porre fine alla pazzia dei monopattini elettrici che scorrazzano in ogni dove , una giungla di gente che mette a repentaglio la propria vita e  quella degli altri senza un minimo di responsabilità . Cosa si aspetta a seguire il referendum parigino e sentire la voce dei cittadini? Questo sta diventando un grave problema nelle nostre città senza che nessun sindaco o assessore si preoccupi di una minaccia alla convivenza civile. Hanno fatto qualcosa per contenere la movida che impedisce ai cittadini di dormire. Quello di monopattini è un problema che va risolto. Così senza targa e senza assicurazione è una grave minaccia sociale.Moncalieri
Z.
Donne sabaude
Laura Pompeo

Al Castello di Moncalieri e’ stata  allestita la mostra “𝗘𝗹𝗲𝗻𝗮, 𝗖𝗹𝗼𝘁𝗶𝗹𝗱𝗲 𝗲 𝗟𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮. 𝗥𝗶𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘂𝗱𝗲”, negli appartamenti che furono delle principesse Maria Clotilde e Maria Letizia, curata dallo studioso Pierangelo Calvo e organizzata in collaborazione con l’Associazione Internazionale Regina Elena OdV, insieme al Museo storico fotografico di Isola d’Asti e la Maison Tatì e con la Direzione Regionale Musei del MiC e la direzione dell’ arch. Riccardo Vitale. “La mostra- dice  l’assessora alla cultura Laura Pompeo – ci ha consentito  di osservare da vicino tre grandi donne che amarono la residenza moncalierese. In particolare la principessa Maria Clotilde, detta la Santa di Moncalieri, che tanto si prodigò per i più poveri della città, e sua figlia la principessa Maria Letizia, che cambio’ decisamente passo rispetto alla madre, apportando anche significative modifiche in vari luoghi del castello”. A questo proposito, va ricordato il Giardino delle rose, dove la principessa  istituì il Premio della rosa, riattualizzato di recente dall’assessorato alla Cultura. La immaginiamo poi passeggiare nel Parco storico, che la città ha recentemente acquisito, preziosa riserva verde nel cuore di Moncalieri. Insieme al Castello e’ bene UNESCO, doppiamente riconosciuto come patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale: perché appunto è pertinente al Castello (nella Lista del Patrimonio dell’umanità) e perché area MaB (Parco CollinaPo). Il Parco costituisce l’innesco fondamentale di un processo dello sviluppo turistico e culturale, non solo a livello locale; un fattore di trasformazione del territorio a sud di Torino di forte beneficio pubblico, chiave di volta degli importanti percorsi di valorizzazione già intrapresi dalla Città di Moncalieri , anche grazie alla aggiudicazione del PNRR. Ancora una volta l’opera diuturna di Laura Pompeo riesce ad ottenere risultati straordinari.

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Le sorelle d’Italia Meloni
La Meloni dopo aver nominato il cognato ministro (molto confuso e inefficiente) nomina la sorella, che è anche moglie del ministro,  alla segreteria del partito. Involontariamente ricorda il duce con il fratello Arnaldo e il genero ministro degli Esteri. Non andava bene il partito-azienda di Berlusconi, meno che mai i parenti ai vertici. Sono molto delusa. Io li ho votati. Non capiterà più.   Tiziana Conte 
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In linea di massima concordo con Lei, ma non sarei così drastico nel paragone col Duce. Il governo andrà giudicato per cosa saprà fare. Certo,  oggi non brilla. Ma anche l’opposizione appare confusa, ideologica  ed appannata. Un paese che si divide su ogni cosa e discute spesso di aria fritta. La politica che noi amiamo è anni luce distante da quella di oggi anche per ciò che riguarda l’egemonia intollerabile del pensiero unico, incompatibile con la libertà di pensiero e la stessa democrazia. Chi vuole imporla, tradisce la Costituzione.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Il “Cavour” a Patuelli  – Fratelli d’ Italia destinata a spopolare – Lettere

Il “Cavour” a Patuelli 
Il prestigioso premio Cavour di Santena, fondato da Nerio Nesi nel 2007 verrà conferito per il 2023 ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria italiana e liberale di lungo corso. In passato fu premiato Carlo Azeglio Ciampi, l’ultimo in ordine di tempo è stato Mario Draghi. E’ un prestigioso riconoscimento che consiste nella riproduzione in oro degli celebri occhialini dello statista piemontese. Antonio Patuelli è stato deputato eletto a Bologna e Sottosegretario di Stato alla Difesa, in precedenza fu segretario nazionale della GLI e vicesegretario del PLI con Valerio Zanone. Imprenditore e giornalista ,è il direttore della rivista fondata da Giovanni Malagodi “Libro aperto”, l’unica voce della cultura liberale rimasta nel panorama delle riviste italiane. Nel 1993 ha pubblicato il volume “I liberali. Da Cavour a Malagodi”. Pur avendo una vasta esperienza politica e una coerenza lineare sul piano delle idee , Patuelli si distingue per la sua rigorosa indipendenza nello svolgimento degli incarichi pubblici a lui affidati, seguendo la tradizione degli statisti liberali da Cavour in poi. Quindi il premio di Santena appare particolarmente meritato per un uomo che ama e continua a studiare il Risorgimento di cui segue l’esempio anche sulle orme di Carlo Minghetti.
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Fratelli d’ Italia destinata a spopolare
Ho letto su “Repubblica “ un’interessante disamina su “Fratelli d ‘Italia “ che, senza avere una classe dirigente di particolare esperienza, sarebbe destinata a spopolare alle prossime regionali , totalizzando oltre il 30 per cento dei voti. E’ un‘ipotesi possibile . Forse mancano anche i candidati per un successo così significativo. Se pensiamo che la signora Seymandi, ex grillina, era alle amministrative candidata del centro – destra meno destra possibile, dell’imprenditore Damilano, abbiamo chiaro quale sia il ventre molle della futura coalizione dove solo il ministro Pichetto Fratin sta esercitando una funzione encomiabile anche in Piemonte. Damilano credo che abbia scelto di occuparsi dei suoi vini e abbia lasciato la politica attiva. Ma l’aver avuto candidata come vicesindaca la Seymandi  deve far pensare su un’ armata brancaleone facilmente sconfitta dall’attuale sindaco. Già allora “Fratelli d’Italia” aveva candidati come Paola Ambrogio oggi senatrice. L’ala liberale, ammesso che ci sia stata, è inconsistente. Nelle politiche molti hanno votato i Fratelli per le loro posizioni chiare, anche se nella gestione del Governo queste idee si sono molto annacquate.

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Il generale Vannacci
Io sono con il generale Vannacci, rimosso e insultato dal ministro Crosetto per  opinioni espresse  forse con troppo vigore in un suo libro pubblicato in proprio che sta trovando molti consensi. Vannacci è un valoroso soldato pluridecorato che ha comandato la “Folgore “ . Solo Crosetto poteva ignorarlo.       Gianni Pucci  nipote di un para’ della Folgore  caduto ad El Alamein
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Certo Crosetto ha esagerato perché un ministro  responsabile in certe occasioni deve tacere, lasciando che gli organismi militari  preposti agiscano in autonomia .Ma credo abbia sbagliato anche il pur valoroso generale perché chi indossa le stellette ha degli obblighi precisi anche in merito alle proprie  esternazioni scritte. Per altro i gay nelle Forze Armate  sono ammessi da tempo: è difficile dimenticare il matrimonio delle due marinaie lesbiche in divisa che ho posto in copertina. Non condivido le critiche sciocche dei Radicali italiani che vorrebbero privare il generale anche del cavalierato della Repubblica che spetta  di diritto al suo grado. L’estremismo mescolato al caldo torrido  gioca dei brutti scherzi, incendiando i cervelli, specie quelli già di per se’ poco funzionanti anche d’ inverno.
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Mario Ferrero
Lei una volta ha citato Mario Ferrero, il famoso comico dell’ avanspettacolo del Maffei. Mi dice qualcosa? Grazie.    Carla Zatti
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Mario Ferrero che ebbe una sua compagnia di avanspettacolo in più locali torinesi, è ‘ stato un bravo attore che parlando un po’ italiano e un po’ piemontese ha affratellato torinesi e immigrati meridionali, attratti dalla sua mimica esilarante  e dalle ballerine  poco vestite ( per quei tempi) che si esibivano con lui. Tra tutte, la bellissima Rosy Zampi. Con lui al “Maffei “ c’era anche la cantante Nella Colombo. Era un’epoca spensierata con “Maiu” che ti faceva passare un’ora e  mezza nella piacevolezza torinese, ma non solo.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

I 70 di Leo – Fuochi artificiali – Lettere

 

I 70 di Leo

Sembra una notizia incredibile, ma ho appreso da “Repubblica“ che Giampiero Leo compie 70 anni, lui  che è rimasto sempre giovane e sempre giovane rimarrà perche’ gli ideali che lo animano da sempre gli fanno vivere un’eterna giovinezza di entusiasmi e di passione religiosa e civile. Leo è  l’uomo che intende la fede cristiana  come dedizione agli altri , come volontà di  un dialogo in cui gli uomini e le donne sono al centro del discorso.

Leo con Quaglieni al Pannunzio

Ma è uomo  anche dalle convinzioni profonde e coerenti che sa difendere con coerenza. La pace è uno dei valori in cui crede di più , ma sarebbe offensivo paragonarlo a certo pacifismo manicheo, ancora legato di fatto alle  colombe di Picasso. Pannunzio ebbe un padre comunista come quello di Giampiero, ma ambedue hanno saputo imboccare le strade della libertà, difendendola dai suoi nemici, direbbe Popper. Leo fa politica nel senso più alto al servizio di quella che Adriano Olivetti definitiva comunità.

Il presidente Mattarella mentre legge il “Torinese” con Leo

Nella società liquida in cui viviamo immersi in cui i valori non ci sono più e la fa da padrone il nichilismo, uomini come lui sono il sale della terra e ti consentono di non disperare. Io mi auguro che per tanti e tanti  anni Giampiero possa continuare ad essere una guida morale per tutti noi.  Ne abbiamo bisogno.

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I fuochi artificiali
I fuochi artificiali sono uno spettacolo anacronistico che non interessa più quasi a nessuno. Nei paesi sopravvivono stancamente  come anche in molte località marine. Sembrano una tradizione da rispettare ogni anno attorno a ferragosto, forse sono sopravvissuti in alcuni posti persino al Covid. I giovani non li guardano più da tempo e il loro costo è aumentato molto. Creano problemi gravi agli animali con i loro botti. Non sarebbe il caso di pensare ad altri spettacoli estivi? Una delle pochissime cose buone della sindaca grillina di Torino è stata la loro trasformazione  in uno spettacolo senza botti che forse non è piaciuto. In Liguria, d’altra parte, hanno concesso la caccia con l’arco, una cosa  cruenta e selvaggia. Stiamo tornando al Medio Evo non più prossimo venturo, ma reale?
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Party al veleno
Ho letto sui giornali intere  paginate sul party al veleno di Massimo Segre che ha attaccato la compagna e futura moglie mancata Cristina Seymandi, politica incoerente passata da Appendino a Damilano. Una storia vergognosa della Torino di oggi in cui ci hanno sguazzato varie madamazze torinesi improvvisatesi moraliste senza titoli. Lei è stato tra i pochi a non averne scritto. Perché?     Luigi Rizzo
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Non ne ho scritto perché conosco Massimo Segre da decine d’anni . Lo stimo e continuo a stimarlo . La sua vita privata non mi interessa . Detesto e sono detestato dalle madamazze. A riguardo di chi sarebbe stata “violentata“ dall’intervento del compagno (che doveva evitare la sceneggiata pubblica) vorrei sollevare un dubbio circa la bella  signora, al di là dei pettegolezzi: possibile che non interessi a nessuno il fatto  che una persona che si occupa  di pubbliche relazioni, venga messa a capo di un ‘impresa in difficoltà la cui ristrutturazione e ‘ finanziata da denaro pubblico? Forse è tutto lecito e trasparente, anzi sicuramente lo è, ma questo è il gossip  più preoccupante. Buon Ferragosto a tutti  in Grecia! Temo  però che la vicenda a settembre finirà in tribunale.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

La strage di Bologna – Riflessioni sull’associazionismo torinese – Lettere

La strage di Bologna
È  stata per la prima volta definita  da tutti una strage neofascista, ovviamente stando alle sentenze. Ma aleggia da sempre l’idea della P2 e dei servizi deviati. Luca Ricolfi una delle voci più libere in Italia, ricorda che i due fascisti condannati suscitarono dubbi sulla loro colpevolezza in molti esponenti della sinistra intellettuale  da Manconi a Curzi, da Toscani a Cavani. Oggi questi signori tacciono. La verità giudiziaria coincide con la verità storica? E’ quello che si domandò Marco Pannella. Ricolfi chiede la desecretazione di tanti documenti ancora non conosciuti. La segretaria del Pd non ha nulla da dire e ribadisce che non si deve riscrivere la storia. Una sciocchezza. Specie nella storia più vicina a noi c’è sempre la necessità di riscriverla. E’ revisionismo solo per chi ha la coda di paglia e pensa che le sue certezze ideologiche possano vacillare.
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Riflessioni sull’associazionismo torinese
Credo che la vita di certi noti  club apparentemente piuttosto  esclusivi sia in profonda crisi . L’accorpamento continuo  di più club dimostra un’evidente crisi di soci. La cultura sembra  quasi essere assente ed esiste anche una forte conflittualità personalistica Ai vertici. La democrazia interna è poca e il dibattito viene strozzato sul nascere. Se non sapranno sterzare in modo nuovo sulla propria attività con un minimo di originalità, questi club sono destinati a morire. Può dispiacere perché fanno anche un’utile beneficienza che, per altro ,si può fare lo stesso senza pagare quote annue di iscrizione sempre più alte che sarebbero da sole una cifra significativa per aiutare chi è in difficoltà. Vivono meglio, pur  magari tra mille difficoltà, le associazioni culturali che svolgono attività coinvolgenti  per molte persone, anche se gli enti pubblici finanziano solo il Polo del ‘900 e il circolo dei lettori che è sicuramente meglio del monolite di sinistra che oggi è il Polo, visitato dal Presidente della Repubblica anche per riequilibrare la sua visita al Sermig. E’ quasi comica la dichiarazione di un dirigente del Polo che ha sottolineato come caratteristica   del Polo medesimo il pluralismo: un pluralismo tutto esclusivamente all’ interno della sinistra più  o meno radicale. La presenza liberale nel Polo è inesistente perché fin dalla fondazione hanno escluso chi non era in linea con la sinistra anche se il ‘900 non è stato solo sinistra.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Gozzano dimenticato?
Ho letto su Fb che si terrà un ricordo nel Canavese di Guido Gozzano che nacque nel 1883. Esso viene considerato un poeta dimenticato .Io ritengo detto aggettivo applicato a Gozzano un errore grossolano e provinciale.  Lei cosa ne pensa?      Luigi De Stefanis
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Ritengo che Gozzano che fu definito da Franco Antonielli un “piccolo classico“, non si possa definire dimenticato. Continuano gli studi su di lui e basterebbero gli scritti critici  di Franco Contorbia a dimostrare che Gozzano non è affatto dimenticato . Non è un poeta pop, ma non è neppure poco leggibile come invece  l’elitario ed estetizzante D’Annunzio. La sua “poesia prosastica” è  più che mai godibile. Anche il rifiuto che c’è in Gozzano  di ideali religiosi, umanitari e patriottici, può rispecchiare la crisi dei nostri tempi molto più di quello che si possa pensare. Per altro, i tempi che viviamo non sono tempi in cui la poesia occupi un posto significativo e solo in questo senso più ampio si può dire che anche Gozzano sia dimenticato, anche se la parola non rende bene l’idea.