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La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Viva gli Alpini! – Draghi e la pace – Lettere

 

Viva gli Alpini!
Sono sconcertato per questo attacco frontale e stupido all’ Associazione Nazionale Alpini, un’associazione benemerita che, come diceva Marcello Soleri alpino, ministro della Guerra esattamente cent’anni fa, rifondatore e presidente dell’Ana nel 1945,costituisce il “X reggimento degli Alpini, il reggimento dei reduci di due guerre e i superstiti di una insurrezione di popolo”. Oggi quel X reggimento non ha più reduci e neppure alpini di leva , ma miracolosamente è stato come lo fu in guerra, un mirabile esempio di dedizione alla Patria in tutte le sciagure nazionali, anche durante il Covid. Vorrei ricordare a chi insulta gli Alpini che le responsabilità sono sempre personali e giustamente su certi episodi accaduti al raduno nazionale di Rimini dovrà esprimersi un Magistrato. Questa è la legge e quindi nessuno può permettersi di chiedere una sospensione del raduno per due anni, come se l’Ana fosse formata da scolaretti. Non voglio difendere o coprire nessuno, ma sentire la volgare battutaccia di Crozza che ha citato in modo indegno la figura del Milite Ignoto, accostandolo all’ indagine contro ignoti avviata dalla Magistratura, mi indigna. Sono stato nipote di due ufficiali Alpini partiti volontari e caduti in prima linea già nel 1915 e me ne vanto. Ai due fratelli Quaglieni e ‘ stata dedicata una via e una sezione dell’ Ana. Questi giullari non possono offendere i Caduti, meno che mai il Milite Ignoto. Crozza ha anche scherzato sulle “ragioni del Carso”, un accostamento infame, il Carso è un luogo sacro per tutti gli Italiani. Nessuno aveva mai osato tanto, neppure i disertori seduti in Parlamento dopo la fine della Grande Guerra. Volevano negare agli Alpini la loro festa, anniversario della cruenta ed eroica battaglia di Nikolaevka in Ucraina dove il sacrificio alpino consenti’ di salvare parte dell’Esercito italiano strozzato dal duplice accerchiamento sovietico, chiedendo che un voto unanime del Parlamento venisse annullato dal rifiuto della firma da parte del Presidente della Repubblica che invece ha promulgato la legge, sfidando le critiche dei soliti faziosi che non conoscono la storia .

Draghi e la pace
Va riconosciuto che il presidente del Consiglio Draghi in visita ad un Biden sempre più rincitrullito,ha invocato le ragioni della pace in modo chiaro e inequivocabile. Mi ritrovo a sostenere pienamente Draghi che ha assunto una posizione importante anche se l’Italia è marginale . C’è chi lo ha accusato di essere un servo degli USA. Non è così . Draghi si è rivelato un grande statista. Se poi lo confrontiamo con “Giuseppi” Conte, abbiamo chiara l’idea della fortuna di avere trovato in Draghi una guida capace e sicura. Draghi , quando consenti’ al suo ineffabile ministro degli Esteri Di Maio,di cacciare trenta diplomatici russi dall’Italia commise un errore, un atto del tutto inutile che contribuiva a gettare benzina sul fuoco della guerra. Diceva mio padre che ebbe una grande sensibilità autenticamente liberale e democratica, che i canali diplomatici debbono sempre restare aperti.Bisogna far parlare la diplomazia , diceva tanti anni fa al suo amico Manlio Brosio ,segretario generale della Nato. Una certa apertura alla via diplomatica sembra essersi finalmente trovata . Speriamo perché la pace è un valore irrinunciabile e la guerra nucleare resta un pericolo incombente .

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Serata contro l’omotransfobia

Caro Professore , le trascrivo questo comunicato ufficiale della Chiesa Valdese di Torino:
Martedì 17 maggio alle ore 21 in corso Vittorio Emanuele II, 23, nel Tempio della Chiesa valdese di Torino si svolgerà la serata contro l’omobitransfobia dal titolo “Perché?”. Quest’anno la consueta serata pubblica promossa dalla Chiesa Valdese di Torino sui diritti delle persone lesbiche, gay, transessuali, bisessuali, intersessuate, e queer, organizzata insieme a il Pozzo di Sicar, cristiani lgbt e al Qoro, il primo coro LGBT+ di Torino, con la partecipazione di Rete Lenford, avrà come tema l’omofobia. Pensiamo infatti che sia necessario tornare a parlare di attacchi omofobi e dell’esistenza della violenza di stampo omofobo, perché vogliamo una società civile e una comunità di fede diverse, in cui l’omosessualità non sia solo tollerata. Inoltre l’aumento delle possibilità sociali e civili di coming out e visibilità delle persone LGBT+, fa constatare anche un aumento  di casi di intolleranza e reazione violenta. Nel corso della serata riceveremo dati, ascolteremo testimonianze, sentiremo buona musica e faremo una riflessione politica e sociale sulla situazione attuale nel nostro Paese.Cosa ne pensa?   Io non trovo opportuno l’incontro in una chiesa ,sia pure valdese . La Bibbia su certi temi e’ chiara e io resto fedele a quella tradizione. Spero di non essere linciata come omofoba.     Luisa Rispoli 

Io rispetto profondamente tutte le scelte sessuali, anche se ho espresso riserve sul disegno di Legge Zan che ribadisco. Ripresentarlo tal quale in Senato dopo la sua bocciatura è un errore è  un atto di arroganza politica  Ho espresso anche  la mia  contrarietà ad un museo dell’omosessualità a Torino. Non do giudizi  sulle scelte della Chiesa Valdese che ho sempre apprezzato come coraggiosa minoranza religiosa perseguitata in passato.  Posso solo dirle che sono felice di essere tornato ad essere un cattolico praticante, un cattolico liberale e laico alla Manzoni.  Per me sarebbe impossibile essere valdese con tutto il rispetto che i Valdesi meritan .

Il Cavour e il San Gip

Ho seguito le lettere che ha pubblicato sull’avvocato Marziano Marzano che alla bella età di 82 anni presiede l’associazione ex allievi del liceo Cavour che oggi si limita a organizzare qualche cena, senza la minima iniziativa culturale come quando era presidente il Magistrato e scrittore Giorgio Vitari. Mia sorella ex allieva ha constato di persona lo sterile reducismo degli ex allievi superstiti . Mi ha detto: una tristezza ! Non vedo però la differenza, ad esempio, con il presidente degli ex allievi del San Gip che celebra in ritardo il suo centenario. Il presidente attuale è stato rieletto da un’assemblea di 7, dicasi 7 ex allievi. Una vergogna che non rende merito ad una scuola di grande prestigio che ha avuto allievi illustri e docenti di altissimo livello culturale come il mio ex professore all’Università  fratel Enrico Trisoglio.  Quindi non c’è solo il Cavour!
Dott. Lucetta Ungari

Non mi pronuncio su cose che non conosco . Ho esitato a pubblicare questa lettera, poi mi sono deciso a farlo perché sono già troppi i giornali che censurano le lettere dei lettori. Al “Cavour“ non vengo più invitato a parlare da molti anni e non mi dispiace perché la scuola diventata famosa per aver adottato gli asterischi, non mi attrae più. Il liceo presieduto da Vigliani, Griffa e Polledro meritava di più. Sono stato allievo del Collegio “San Giuseppe”, ma non ho mai colpevolmente frequentato l’associazione ex allievi anche perché essa mi ha indicato del tutto immeritatamente tra gli allievi importanti di quel Liceo . Devo molto a quel Liceo e ai docenti che ho avuto. Non ho mai frequentato l’Associazione ma ho però dato un piccolo e doveroso contributo economico per il centenario dell’associazione ex allievi, scrivendo anche un ricordo in merito al Collegio. Mi spiace di leggere le sue osservazioni che giudico del tutto sbagliate e ingenerose . Il presidente attuale dott.Dario Tarozzi, degnissima persona, tiene alta la tradizione, ma il Covid ha imposto dei limiti invalicabili all’attività di qualsiasi associazione. Altrettanto si può dire dell’avvocato Marzano che alla quasi “ veneranda” età di 82 anni è ancora sulla breccia. Un’ amica mi ha detto che nessuno vuole ereditarne il testimone. E lui giustamente tiene duro. E fa bene a farlo.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Ricolfi, il nuovo Gentile?  –  Tito e gli Inglesi  – Lettere

Ricolfi, il nuovo Gentile? 
Il tentativo di Fratelli d’Italia di trasformarsi in un partito conservatore con la convention all’americana di Milano mi sembra un grande pasticcio. Quando il grande, colossale Vate del nuovo corso è Crosetto Guido da Marene, non si può pensare ad una metamorfosi culturale. Stupisce che il prof. Luca Ricolfi, uomo di sinistra ma senza il paraocchi del settarismo, abbia prestato le sue idee per un rinnovamento della scuola in cui vorrebbe abolire le bocciature per instaurare una scuola fondata sui livelli di tipo anglosassone che prevede – nessuno lo dice – l’abolizione del valore legale dei titoli di studio. Ricolfi e sua moglie erano noti per la denuncia coraggiosa  contro una scuola facile e permissiva. Speravo che  sottintendessero un maggiore rigore: la fine di una scuola che deriva dal ‘68 che ha ucciso ogni meritocrazia. Oggi Fratelli d’Italia di fatto propone la privatizzazione della scuola di Stato. Avrei pensato che guardassero a Giovanni Gentile (nella foto di copertina, ndr) , l’unico grande riformatore della scuola italiana insieme a Casati. Hanno pensato a Ricolfi. Non credo che Ricolfi sia diventato un conservatore…
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Tito e gli Inglesi     
In una trasmissione di Rai storia hanno documentato come Churchill sia stato il più grande e convinto  sostenitore di Tito che foraggiò di armi e di assistenza, abbandonando il capo partigiano  generale Mihailovic che si batteva per i valori dell’Occidente libero. Quando fu chiaro che Tito era succubo di Stalin, Churchill si accorse del grave errore commesso, ma tirò avanti, come se niente fosse, nel sostegno a Tito ferocemente anti italiano, responsabile dell’infoibamento di 15 mila  italiani. Gli inglesi furono spietati con i giovani che manifestavano per Trieste italiana facendo una strage. Churchill aveva sbagliato totalmente nel valutare il feroce dittatore comunista e nazionalista che instaurò un regime in Jugoslavia che obbligò 350 mila italiani a fuggire. L’Italia era stata sconfitta e il suo destino in modo miope non interessava a Churchill, un grande che commise anche  tanti errori e che forse non casualmente gli Inglesi mandarono a casa proprio dopo la seconda guerra mondiale dove fu il simbolo della lotta ad Hitler e a Mussolini che pure aveva tempo prima elogiato.
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Calenda, il nuovo che avanza?
L’ex ministro Calenda, che ha smesso la cravatta per essere popolare, ha rilasciato una intervista al “Corriere della Sera” allucinante in cui ricorda la sua giovinezza di studente poco impegnato dedito al consumo di canne, che ebbe un figlio a 16 anni. Ha anche ricordato che per fare politica ha rinunciato ad un milione di euro mensili di guadagni, esibendo il suo sacrificio per dedicarsi alla Patria. E questo sarebbe il nuovo che avanza. Un mio amico piuttosto sprovveduto ha subito aderito ad Azione come aveva seguito Monti. Calenda non  pare persona affidabile.       Giulia Ermini
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Sono quasi totalmente d’accordo con Lei. Calenda l’ho conosciuto quando era il “cavalier servente” in Confindustria di Montezemolo presidente, ma questa parte della sua vita tende adcalenda ignorarla. Preferisce ricordare quando si faceva le canne. Non aggiungo di più.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Orsini da Turati a Putin – Una mostra importante sull’Esercito nella guerra di Liberazione – Lettere

Orsini da Turati a Putin

Alessandro Orsini, attuale professore associato di sociologia alla Luiss, e’ diventato famoso in Tv per le sue polemiche in difesa di Putin. Il suo non è realismo machiavelliano come vorrebbe far credere, ma sociologismo assai poco scientifico nel quale si confondono le opinioni personali con la scienza politica. Io non intendo unirmi al coro di quelli che hanno richiesto di radiarlo dalla Tv, se non dalla comunità scientifica. In una libera democrazia occorrono gli Orsini perché è l’antitesi che anima il confronto democratico, altrimenti diventa una finzione.  Non ho mai avuto fiducia nella sociologia che per me non e’ una scienza vera. Con il mio amico, il famoso sociologo Filippo Barbano, ne ho discusso spesso, restando fermo nella mia idea. Diffido dei sociologi, gli storici sono incompatibili con certe sbornie sociologiche, come scriveva Francesco Compagna sul “Mondo”.  Le idee di Orsini non hanno un fondamento scientifico. I suoi oppositori intolleranti gli hanno dato una notorietà che forse non avrebbe mai raggiunto.  Ho avuto rapporti cordiali con Orsini nel 2012 quando pubblico’ un libro su Turati e Gramsci che venne boicottato in una maniera indegna. Il suo libro venne pesantemente censurato come solo i gramsciani sanno fare. e fui tra i pochi a scriverne. Il libro metteva in evidenza la figura dimenticata e demonizzata di Filippo Turati, padre del socialismo riformista italiano ,confrontandola con quella di Gramsci che è stata mitizzata e strumentalizzata dal PCI e da Togliatti .Mi domando come Orsini possa aver dimenticato la lezione di Turati ed essersi infatuato di Putin . Fermo restando che difenderò sempre il diritto di Orsini di dire liberamente ciò che pensa.

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Una mostra importante sull’Esercito nella guerra di Liberazione

E’ ancora visitabile oggi, primo maggio, la bella e importante mostra “1943/1945 Dai gruppi di combattimento al nuovo esercito italiano“ organizzata dalla benemerita associazione artiglieri di Torino e dai suoi coraggiosi dirigenti, tra cui voglio citare il Generale Antonio Puliatti, e dal Museo Nazionale di Artiglieria che una parte di Torino forse non sa neppure di avere il privilegio di possedere. Il giornalista Pier Carlo Sommo e’ stato il coordinatore della mostra curata da uno storico militare appassionato, Alberto Turinetti di Priero. Nella mostra è testimoniato l’apporto dei militari alla Resistenza, dal Generale Giuseppe Perotti al colonnello Giuseppe di Montezemolo martire delle Fosse Ardeatine ,dal Comandante Mauri ai soldati del Corpo italiano di Liberazione ai gloriosi gruppi di combattimento che dal Sud risalirono la penisola per liberarla da tedeschi e fascisti. Non ci furono solo i Partigiani, una verità che Mario Soldati, eccezionale corrispondente di guerra, mise in evidenza elogiando i soldati italiani combattenti al fianco degli Alleati. Vi è spazio nella mostra per il Principe Umberto di Savoia che fu partecipe attivo di quella storia anche sorvolando, con grave pericolo personale, territori in mano al nemico. Spiace che la mostra chiuda il 1 maggio. Spero che venga prolungata o ripresa. Si respira, visitandola, un’altra Italia, quella che noi disperatamente continuiamo ad amare.
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Il corporativismo di magistrati e giornalisti
Ho letto la pagina acquistata sui giornali dall’associazione nazionale magistrati per schierarsi contro la riforma della giustizia e ho letto che l’Ordine dei giornalisti si è mobilitato contro la legge che finalmente tutela seriamente la presunzione di innocenza e vieta la fuga di notizie che consentono a certi giornalisti di infangare per sempre chi avesse ricevuto un avviso di garanzia. Sono rimasta senza parole.           

 Tina Paratore

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Anch’io sono senza parole. Non è neppure l’Anm, quella che fu di Palamara, a scrivere proclami, la stessa Magistratura annuncia la propria mobilitazione in prima persona, una cosa che avrebbe fatto inorridire un magistrato esemplare ed eroico come Bruno Caccia. Sull’Ordine dei giornalisti che si tutela ancora una volta in modo corporativo, non mi esprimo perché chi non capisce che un precetto costituzionale come la presunzione di innocenza ha la precedenza su tutto, davvero manifesta limiti vistosi.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Fabrizio Quattrocchi, un grande italiano  – Nato e Ucraina  – Lettere

Fabrizio Quattrocchi, un grande italiano   
Fabrizio Quattrocchi, che è stato vilipeso definendolo  con disprezzo un mercenario, venne assassinato da terroristi islamici 18 anni fa in Irak. Egli merita invece un ricordo costante. Togliendosi la benda con cui gli avevano ricoperto gli occhi, disse ai suoi assassini: “Adesso vi mostro come sa morire un italiano“. Il presidente Ciampi lo insigni’ della Medaglia d’oro come fece con la martire istriana Norma Cossetto. Oggi Norma è contestata dai nuovi- vecchi nostalgici di Tito, a Quattrocchi hanno riservato un distratto oblio, mentre è stato uno dei più autentici patrioti in tempi nei quali la Patria è ignorata. Anche il Comune di Genova e il presidente della Regione  Toti (diventato noto per chiudere il pronto soccorso in alcuni ospedali liguri) sono colpevoli di questo oblio. Non basta il ricordo della sorella Graziella che ne tiene vivo la memoria con affetto commovente e costante.
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Nato e Ucraina  
Non ho mai avuto simpatia per il comico che impersona la parte del Presidente ucraino. Troppo spaccone, improvvisatore, incapace di gesti politici seri. Se l’Ucraina è  vittima dell’aggressione di Putin, ciò lo si deve almeno in parte alla sua politica che rivela una vistosa  inadeguatezza. Adesso l’idea di allargare la Nato ad altre due nazioni appare un errore di politica estera eclatante perché significa gettare benzina sull’incendio di una guerra che potrebbe degenerare in guerra nucleare, un pericolo che ci toglie il sonno. Il presidente ucraino interferisce perfino con il Papa che fino a prova contraria decide lui cosa cosa fare il Venerdì Santo al Colosseo. La pace è  più che mai in mani inaffidabili. A Pasqua chiediamo l’aiuto di Cristo risorto. E’ l’unica scelta che ci rimane, laici o non laici che siamo, come scriveva Benedetto Croce a De Gasperi.
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Gli Alpini
Perché scegliere la festa degli alpini nel giorno della battaglia di Nikolajenka il 26 gennaio? Una scelta fuori luogo che rievoca la guerra fascista.  Antonio Bruscaroli
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E’ stata votata dal Parlamento con voto unanime con un solo astenuto e un solo voto contrario. La relatrice del Pd si è detta pienamente concorde con il disegno di legge leghista. C’è chi vorrebbe che Mattarella non promulgasse la legge, un arbitrio senza precedenti. Gli alpini si comportarono eroicamente in quella tragica battaglia che salvò la ritirata all’Esercito italiano. Fu una pagina negativissima di storia quella spedizione in Russia, ma non possono pagarne le conseguenze gli Alpini che hanno sempre festeggiato quella ricorrenza. Io stesso ho partecipato come oratore ad alcuni raduni. Anche alla chiesa di San Lorenzo a Torino si celebra una Messa in quel giorno, voluta da Mons . Carlo Chiavazza, reduce di Russia come il canonico Italo Ruffino. Strano un Parlamento con voto unanime ,ma ancora più strano che a decidere  cosa si debba fare sia un ex senatore di Rifondazione comunista, magari renitente alla leva, espressione di quel partitino in via di estinzione  che giustificò le angherie sollecitate da Togliatti ai nostri prigionieri in URSS (su 70mila tornarono solo in 10mila). Se vogliamo fare della storia, essa va scritta in termini completi e veritieri. In ogni caso io rispetto la volontà dell’Associazione Nazionale Alpini, unica titolata a dare un parere determinante in materia. L’ex senatore farebbe bene a tacere e a godersi la pensione. Sono gli stessi personaggi che negano le foibe. Tirare la corda in modo irresponsabile significa creare un rigetto della faziosità da parte dei cittadini che affosserebbe questi falsi storici della domenica che vivono di slogans politicamente corretti. Vista l’apertura alle donne del corpo degli Alpini, manca solo la Murgia che scriva Alpin*. Poi il ”lavoro“ sarebbe completo.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

La guerra in Ucraina e tutte le inadeguatezze politiche – Onorificenze e medaglie – Lettere

La guerra in Ucraina e tutte le inadeguatezze politiche
Ferma restando la più totale condanna per l’aggressore Putin di che è diventata la parola d’ordine di tutti i giornali e le Tv e che solo qualche fazioso isolato nostalgico dell’imperialismo russo  contesta, appaiono però responsabilità enormi del presidente Biden protagonista della fuga ignominiosa in Afghanistan e che ora soffia sul fuoco in modo irresponsabile anche con frasi a vanvera che intendono spingere  l’Europa in una guerra che può diventare nucleare. La tanto celebrata presidente della Commissione Europea è  come non esistesse e passa quasi indenne alle critiche in quanto donna. La Eu è  spaccata tra falchi irresponsabili e gente più avveduta. Una presenza europea non c’è. Il segretario della Nato appare un’ombra pilotata dagli Americani, l’Onu è morta, come dice giustamente il Papa. La pace del mondo è in pessime mani. Una situazione gravissima. L’Italia che è comunque ininfluente, lascia mano libera a Di Maio, il peggior ministro degli Esteri della storia italiana. Ci avviciniamo ad una Pasqua insanguinata da crudeltà belliche che offendono i valori umani più elementari,  una Pasqua  senza colombe della pac. Che dramma! Giannini “il guerrafondaio” ripubblichi Bobbio che scrisse sul suo giornale, invece del redivivo Quirico.
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Onorificenze e medaglie
Assistiamo in tempi difficili che richiederebbero rigore e serietà al conferimento di riconoscimenti importanti ad attori ed attrici, mentre il valoroso generale Figliuolo, dopo un’ opera gigantesca per le vaccinazioni,  finora non ha ricevuto ricompense adeguate a quanto ha fatto per noi italiani. Chi ha l’onore di essere stato insignito in passato di alte onorificenze ,forse dovrebbe pensare di restituirle . Anche chi come chi scrive e’ insignito di medaglie di benemerenza per la scuola, l’arte, l’Università dovrebbe far sentire la propria voce contro un ministro dell’istruzione politicamente inetto a difesa dei docenti seri che in questi due anni si sono ammazzati di lavoro per far andare avanti una scuola che ha smarrito la sua strada , inseguendo gli  asterischi con cui catalogare allievi e personale.
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Follie al Pian del Lot
Pian del Lot è zona sacra alla Resistenza torinese per l’eccidio di quasi trenta partigiani, ma l’idea balzana dei grillini di conservare quanto è rimasto delle fortificazioni tedesche, appare privo di senso storico perché’ questi manufatti non hanno nessun pregio storico, ma possono vanificare la costruzione di un agriturismo da parte del proprietario legittimo del terreno. Cosa ne pensa, professore?     Katia Luserna
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Concordo pienamente. Sono persone senza cultura storica che parlano tanto per far sentire che esistono, complici di cronisti disposti a dar loro visibilità.
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Boeti nuovo presidente Anpi  
Ho letto il suo bel ritratto del dottor Boeti e mi compiaccio con Lei. Voglio ricordare che Boeti anche di recente non ha avuto peli sulla lingua sul negazionismo delle foibe che riprende a serpeggiare. Boeti è un uomo libero e l’ANPI se seguirà il suo nuovo presidente, risorgerà a nuova vita.     Uno degli ultimi partigiani in vita
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Concordo con Lei. Boeti è un grande uomo ,in primis come padre di famiglia e come medico. Ma non voglio ripetere le cose che ho scritto su di lui.Che un vero partigiano lo apprezzi è il migliore dei riconoscimenti.

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La preside di Roma e la diffamazione – Il Manifesto del libero pensiero – Lettere

La preside di Roma e la diffamazione 
Si chiama Quaresima ed evoca l’austerità che si conviene ai tempi precedenti alla Pasqua  Viene invece accusata dai giornali in modo ossessivo di aver avuto a una storia sentimentale con un 19 enne del suo istituto. Di certo non c’è nulla salvo la acredine nei confronti della prof. Quaresima che aveva affrontato con decisione l’occupazione abusiva della scuola, andando a presentare una denuncia in Questura. Mentre della preside hanno pubblicato fotografie e altri particolari coperti dalla privacy, del forzuto 19 enne non si sa neppure il nome. Avere un rapporto tra maggiorenni consenzienti non è un reato e mi auguro che la preside faccia causa ai giornali che si sono distinti in questa campagna puritana che ci riporta indietro di decine d’anni a quando l’attuale moglie di Macron aveva rivolto le sue attenzioni verso il sedicenne futuro presidente della Repubblica Francese. La Quaresima è stata massacrata da giornalisti che ingigantiscono o inventano notizie. Una vergogna per chi scrive sui giornali di carta straccia. Sembra di essere tornati ai filmini a luci rosse ambientati a scuola con Pierino e le porno professoresse. Che tristezza. Che imbarbarimento

Il Manifesto del libero pensiero

Due spiriti autenticamente liberi hanno scritto un prezioso libretto, edito da La nave di Teseo, che merita di essere letto: “Il manifesto del libero pensiero”, opera della prof. Paola Mastrocola e del prof. Luca Ricolfi, moglie e marito senza peli sulla lingua. Un requisitoria anche ironica verso il politicamente corretto, gli asterischi e tutte le altre amenità di una lingua accartocciata dal conformismo in cui stiamo annegando. E’ un antidoto al culturame catto – comunista o omosessuale del Pride odiato anche da Angelo Pezzana che è sicuramente un grande esperto.

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Il Sindaco aumenta il suo stipendio
Era proprio il caso che Sindaco e consiglieri, con voto unanime, si aumentassero lo stipendio in un momento tanto difficile? Peyron o Novelli non lo avrebbero fatto.  Gina Fini

Condivido e non commento. Non può confondere Peyron, Guglielminetti, Fusi, Geuna, Chiaramello, Oberto, Grosso, Viglione, Anselmetti con gli attuali amministratori. Appartenevano ad un altro mondo che non c’è più da decenni.

Prima il Partito

Ho letto sul “Corriere Torino” che il segretario regionale del Pd , tale Paolo Furia , ha detto testualmente “Lo Russo ci aiuti a fare opposizione a Cirio e al centro destra che governa la Regione “ . Parole di chi sembra non aver capito nulla di cosa sia il bene comune in tempi drammatici.      Tino Ottavi

Il Pd, come tutti gli altri partiti, ha bisogno di gente seria, preparata, responsabile. Furia non ha la cultura politica   per guidare un partito che quando era comunista, non avrebbe mai detto una sciocchezza così grave.

Ancora su Marzano e gli asterischi
L’altra settimana un ex allievo del liceo “ Cavour “ si lamentava per l’uso ridicolo degli asterischi per i rapporti con gli alliev* della scuola. Una notizia che ha fatto sganasciare centinaia di persone. Il prof. di istituto tecnico in pensione ed ex assessore socialista Marzano, nella sua veste di presidente degli ex allievi dell’istituto, ha taciuto e acconsentito con la corbelleria introdotta dal preside. Non è questo il modo di difendere la tradizione del liceo che fu di Vigliani e di Griffa. Anch’ io ho quasi 82 anni come Marzano, ma avrei reagito con fermezza. Forse dovrebbe pensare di ritirarsi dall’incarico e lasciare a gente più giovane l’incarico di presidente.     Vita Noto

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Sono contro gli asterischi a scuola e fuori scuola, ho stima verso Marzano che conobbi quand’era assessore e in passato fu anche mio amico , non mi immischio nelle vicende degli ex allievi che non mi riguardano e che in un passato remoto mi invitarono a parlare dopo i loro convivi. Ho tuttavia ricevuto molte lettere sull’argomento e non potevo almeno pubblicarne una. Scrivete all’avv. Marzano direttamente. Magari lo convincerete. Su internet c’è il suo indirizzo.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

La grandezza di Bobbio e i caporali d’oggi – Professori a c. – Lettere

 

La grandezza di Bobbio e i caporali d’oggi
Una guerra implica naturalmente conflitti e scontri anche di opinioni. Nel fronte antifascista italiano si passa dal Presidente Nazionale dell’Anpi che condanna la posizione del Governo che vuole il riarmo dell’Italia e l’invio di armi a quella della centenaria Marisa Rodano ex partigiana che definisce balordo ogni accostamento tra Resistenza e guerra difensiva degli Ucraini dalla aggressione di Putin. Brilla la novantenne senatrice Liliana Segre, diventata in questi anni una specie di oracolo, che ricorda il sacro dovere della Resistenza condannando ogni equidistanza ed affermando come si debba sostenere il popolo ucraino senza precisare se con le armi o meno. Che un fatto traumatico come una guerra guerreggiata che può allargarsi diventando mondiale generi pareri e reazioni diversi non può stupire. Tutti siamo presi dalla confusione e dalla paura,  anch’io che mi occupo di storia e sono abituato a “maneggiare“ le guerre come oggetti di lavoro, mi sento spiazzato. L’unico che mi aiuta a capire e’ Norberto Bobbio che aveva lucidamente previsto che le guerre dopo Hiroshima dovevano essere considerate in rapporto ad un possibile conflitto nucleare che avrebbe distrutto il mondo. Le parole profonde di Bobbio che non vedo neppure citate dal giornale di cui fu insigne collaboratore e dove io recensii un suo fondamentale libro sulla pace e sulla guerra, rispetto alle ripetitive banalità della signora Segre che dice di essere vicina agli Ucraini senza manifestare inimicizia “al grande popolo russo”, ci manifesta in modo chiaro il segno della crisi del nostro tempo. Fronteggiare un pericolo di guerra richiede donne e uomini corazzati di cultura storica e non anime candide o gente esaltata dagli slogans propagandistici.  Ma queste donne e questi uomini oggi purtroppo non ci sono. Gli uomini non ci sono più, al massimo, ci sono rimasti i caporali.

Professori a c.
In alcune ricette mediche sarà capitato sicuramente di leggere la qualifica incompleta e quindi misteriosa ai più di “professore a c.“. Cosa significa?Professore a contratto, un incarico per lo più di pochi mesi presso qualche università . In passato era un riconoscimento conferito a personalità della cosiddetta società Intellettuale e civile che dedicavano eccezionalmente un po’ del proprio prezioso tempo,tenendo qualche lezione ai giovani studenti. Un valore aggiunto formativo. Adesso non è più così. Medici sconosciuti ai più sono professori a c. (nascondendo parte del titolo) in lontane e periferiche università rispetto al luogo dove esercitano la professione medica. La circostanza di potersi far chiamare professori diventa un fatto non solo di vanità personale. Recentemente ho visto un camice azzurro (il vecchio camice bianco non è più di moda) con su ricamato solo prof. Pinco Pallo, dimenticando “a c” Che invece è fondamentale. Chi non è professore ordinario, associato, emerito, o onorario in una Università non può esibire titoli che creano confusione nel paziente. Un incarico temporaneo, appunto a contratto,non può essere confrontato con i veri professori.

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Asterischi a scuola
Sono un ex allievo del liceo classico “Cavour” di Torino, quello che ha avuto un attimo di notorietà per aver introdotto gli asterischi a scuola sull’onda della moda introdotta dalla scrittora Murgia. Mi sarei aspettato che almeno l’associazione ex allievi del mio liceo prendesse posizione sottoscrivendo l’appello di tanti italianisti e docenti universitari nei confronti di una stortura che non è certo in linea con la serietà di quella scuola. Leggo su internet che il presidente degli ex allievi è un anziano di oltre ottant’anni che ha fatto tanta politica nel partito socialista. Forse per questo l’associazione ha taciuto? Ovviamente e’ lecito tacere e magari consentire con quella scelta, ma io lo giudico un errore. Forse dovrei iscrivermi e dare battaglia per svecchiare un po’ l’associazione.
Luigi P.

Mi scusi, ma non apprezzo che Lei non voglia comparire con la Sua firma. Il Suo è un po’ un “cordardo” oltraggio. Io sono anni che non vedo l’avv. Marziano Marzano, presidente quasi a vita del sodalizio, ma sono certo che l’età avanzata non gli abbia fatto mancare quello spirito anticonformista che lo caratterizzava quando faceva politica attiva.

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La bandiera del pacifismo a Baldissero – Soldati, Ricci e la Busiarda – Lettere

La bandiera del pacifismo a Baldissero  
Ha fatto bene il sindaco di Baldissero, Piero Cordero, ex ufficiale degli Alpini, a pretendere la rimozione delle due bandiere arcobaleno dalle scuole di proprietà comunale, poste del tutto illegalmente da docenti faziose e anche un po’ ingnorantelle perché le uniche bandiere ammesse sugli edifici pubblici sono il tricolore, la bandiera europea e quella della Regione. Quest’ultima è cosa recente e mi pare discutibile perché la Repubblica è una e inscindibile. Il sindaco è stato fatto oggetto di attacchi e di battute offensive.  Ma ad uscire con le ossa rotte sono i suo i detrattori. Giustamente il sindaco ha rilevato la necessità di distinguere la pace dal pacifismo. Quest’ultimo era quello che storicamente veniva rappresentato dalla colomba della pace di Picasso di stretta osservanza sovietica e poi fu la bandiera arcobaleno usata dall’estrema sinistra che alcuni ignoranti di Forza Italia hanno fatto propria. Ho scritto tante volte del valore supremo della pace che colloco persino al disopra di quello della libertà perché il pericolo atomico ha cambiato tutto .Ma non mi sento rappresentato da una bandiera che è  storicamente di parte e che in quanto tale non può essere posta su un edificio pubblico, in primis su una scuola.
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Soldati, Ricci e la Busiarda   
Antonio Ricci ha aperto “Striscia la notizia“ annunciando il ricordo di Mario Soldati ai Murazzi di Po del 17 marzo. Il quotidiano “La Stampa”, alias la Busiarda, dopo aver preso i soldi di ben due pubblicità che annunciavano l’evento ai Murazzi, ha decretato il totale silenzio stampa verso un suo antico ed autorevole collaboratore come Soldati, dimostrando un conformismo che con l’arrivo di Giannini ha toccato vertici inarrivabili, inversamente proporzionali alla caduta verticale delle vendite. Antonio Ricci, uomo di rara sensibilità umana, ha colto subito senza bisogno di sollecitazioni di sorta che il gesto di Soldati che salva un coetaneo dalle acque del Po andava ricordato. “Striscia la notizia” è un telegiornale satirico ma molto serio, il quotidiano di via Lugaro un foglio alla deriva che non ha più nulla del giornale che fu di Frassati, di Burzio e di Ronchey. A volte nella sua faziosità è persino comico.

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Città abbandonata   
Le faccio vedere una fotografia di un pezzo di via Maria Vittoria che è così da anni. Non si può andare avanti con un’ammministrazione che segue solo le piste ciclabili di Appendino e trascurare la città, per non dire della sua pulizia. Napoli è meglio, forse solo Palermo è  peggio, sindaco Lo Russo. Non imiti Leoluca Orlando, uno dei sindaci peggiori d’Italia.  Luisa Villata
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Concordo su tutto anche sulle virgole. L’assessore Foglietta  si sta rivelando come e forse peggio della grillina  che l’ha preceduta e che non merita neppure di essere citata, se non magari in tribunale. Il Sindaco deve intervenire. Chi lo ha votato non lo ha scelto per avallare una continuità con il grillismo che ha rovinato questa città per oltre 5 anni. Guardi all’esempio serio, concreto, senza demagogia di Piero Fassino.
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Il nuovo regolamento del Senato
Il nuovo regolamento del Senato che entrerà in vigore nel 2023 per il nuovo Senato ridotto nel numero dei suoi componenti prevede una norma davvero anomala: l’introduzione del voto di sfiducia nei confronti del Presidente con delle motivazioni offensive nei confronti dell’attuale presidente Casellati. Cosa ne pensa?  Tina Richieri
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Sono decisamente contrario alla possibilità di sfiduciare la seconda carica dello Stato. Neppure il presidente di un consiglio comunale si può sfiduciare come tentò di fare con arroganza il sindaco  di Torino Chiamparino che dovette  goffamente recedere di fronte ai giudici del TAR. Il presidente è arbitro e deve esercitare le sue funzioni con la più totale autonomia. Introdurre quella norma di sapore nefastamente grillino sottopone il presidente del Senato al ricatto dell’aula e delle oligarchie di partito. Una scelta che rivela anche l’impreparazione giuridica di chi l’ha ideata. Non mi esprimo sui commenti fuori luogo nei confronti della Presidente Casellati che non meritano neppure la fatica di essere confutati.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Morire per la Patria? – La fine dell’”Espresso” – Lettere

Morire per la Patria? 
 Sembra che nell’Occidente consumista ed  epulento privo di valori morali che questa ipotesi sia considerata una follia o un retaggio del passato remoto. Eppure in Ucraina ci sono dei patrioti che mettono in gioco la propria vita per salvare la propria Patria dal giogo russo. Ho sentito un vecchio,squallido  e sempre più incontenibile giornalista di destrache si è domandato chi glielo faccia fare , consigliando  agli Ucraini la resa per salvare la pelle. Certo il pericolo del ricorso al nucleare ha sconvolto tutto . Ma almeno domandarsi cosa muova gli Ucraini credo sia giusto domandarselo. L’Italia odierna ripudia la guerra anche se l’articolo 11 della Costituzione condanna solo la  guerra di aggressione e non quella di difesa. Anzi, è sempre la Costituzione che usa la parola sacro per definire il dovere di difendere in armi la Patria. Ma oggi il pacifismo arcobaleno ha cancellato tutto e non senza ragione siamo tutti terrorizzati dal pericolo di una guerra che potrebbe assumere forme impensabili nei loro effetti devastanti sul futuro dell’umanità. Ho qualche dubbio sui cinici pacifisti di destra, come ho sempre nutrito forti dubbi sui comunisti travestiti da colombe della  pace disegnate da Picasso.
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La fine dell’”Espresso”

E’ stato un settimanale che molti della mia generazione hanno letto fin da giovani studenti di liceo, magari seguendo l’esempio di qualche professore. Fondatore fu Arrigo Benedetti, l’amico più caro di Mario Pannunzio, che ho frequentato negli ultimi anni della sua vita. Ma poi prese il bastone del comando Eugenio Scalfari che fu un allievo degenere di Pannunzio e diede al giornale un carattere scandalistico che ha fatto perdere di autorevolezza al giornale che fu anche per qualche tempo  di Travaglio. Da tanti anni non leggo più” L’Espresso” di cui non sento la necessità, come non leggo più” Panorama”. L’epoca dei settimanali è tramontata e non tornerà più. Neppure “Il Mondo“ di Mario Pannunzio, che ha avuto ben altra importanz , potrebbe risorgere perché fu un’esperienza unica e irripetibile, legata al carisma di un uomo eccezionale, come una volta mi disse Pannella. Tra il resto la crisi riguarda soprattutto i giornalisti. L’ultimo direttore dell’”Espresso” era più in televisione che in redazione, come tanti suoi colleghi. Lo scandalismo che fu alla base del suo successo fu la causa maggiore per cui molti lettori lo hanno abbandonato. Spesso gli scandali denunciati si sono rivelati inesistenti e hanno trascinato il giornale in tribunale, condannandolo a pagare salati indennizzi e subire condanne penali. La GEDI in questo caso si è liberata di un costoso peso morto che aveva ormai pochissimi lettori. L’avvocato Adolfo Gatti, grande penalista romano che difendeva i giornali nei processi,una volta mi disse di non poterne più di vicende condite di falsità e gonfiate ad arte anche per colpire e screditare delle persone nel tentativo di demolirne l’onore. Una testimonianza che non avevo mai pubblicato, ma che oggi assume un certo significato. Il nuovo editore salertinano  forse sarà migliore del clan di Repubblica e di Elkann.

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Mazzini arruolato

Ho letto un articolo per i 150 anni di Mazzini tutto incentrato sulla guerra in Ucraina. Mi è sembrato scorretto utilizzare il nome di Mazzini, arruolandolo, invece di ricordarlo come un grande italiano del Risorgimento,i gnorato persino dal Museo che dovrebbe ricordarlo. Cosa ne pensa?   col. Antonio Calzi  Roma 

Concordo con Lei, c’è un colpevole oblio nei confronti del Risorgimento di cui sono state abolite anche le cattedre universitarie. In questa rimozione anche una figura importante come Mazzini è stato sacrificato. Nel 1972  nel centenario della morte venne onorato in tutte le scuole italiane. Mi invitarono in molti a parlarne. Presidente dell’Ami ,associazione mazziniana, era il grande Giuseppe Tramarollo. Pubblicherò presto dall’editore Pedrini un’ edizione dei “ Doveri dell’uomo “ di Mazzini. In una società in cui i desideri diventano falsi diritti  i doveri sono  sempre più lettera morta. Il richiamo di Mazzini che parla di doveri prima che di diritti ,è un magistero scomodo, ma indispensabile per uscire dal pantano in cui siamo finiti e rigenerarci come italiani ed europei. I principali monumenti a Mazzini vennero eretti in periodo monarchico durante il quale il grande genovese visse e morì da clandestino. Anche oggi Mazzini è tornato ad essere un clandestino.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Far scoppiare la pace: il nucleare sarebbe l’Apocalisse – Il tribunale di Torino ripristina la legalità – Lettere

Far scoppiare la pace: il nucleare sarebbe l’Apocalisse
Ho letto titoli di giornali relativi a Putin che sono molto simili ai titoli dei giornali italiani del giugno 1940 quando venne dichiarata la guerra a Francia e Inghilterra. Certo  Putin è indifendibile sotto ogni punto di vista (pensiamo in primis  ad un’azione di guerra in piena pandemia, una cosa aberrante) anche se la inadeguatezza di Biden rivela un’America in profonda crisi in mano a persona non all’altezza del suo ruolo, forse peggiore persino di Trump che ha esercitato il suo mandato senza incorrere in guerre come altri presidenti democratici. L’idea dell’Europa di fornire armi  e addirittura uomini all’Ucraina appare sventata e persino irresponsabile. Occorre ed occorreva una grande ripresa delle iniziative diplomatiche. Di fronte al pericolo nucleare (che può significare l’inizio dell’Apocalisse) occorrono sangue freddo e fermezza, ma anche capacità di trattare. Mente fredda e cuore caldo e non viceversa. Il primato della politica ritorna essenziale ,ma  purtroppo non abbiamo politici in grado, pensiamo, ad esempio,  al nostro ministro degli Esteri. Eppure solo la via politica può salvarci dal disastro  Basta slogan e demonizzazioni giornalistiche spesso di ex comunisti. Occorre far scoppiare  la pace. Con Putin non è cosa semplice, ma combattere con le armi per interposta persona sarebbe da vili oltre che da politicamente incapaci. Anche il presidente Draghi non ne sta uscendo  bene come i pagliacci della Lega e di Fdl. Non sono pacifista anzi non apprezzo il pacifismo arcobaleno che mi è molto distante, ma sono realista e cerco di confrontarmi con una realtà esplosiva che richiede prudenza assoluta, come diceva uno dei miei maestri Norberto Bobbio. Oggi gli intellettuali tacciono o dicono sciocchezze. Occorre che parlino di pace come bene supremo, come da sempre fa il Papa.
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Il tribunale di Torino ripristina la legalità
La trascrizione nei registri comunali dei figli con due “genitori “ donne è illegittima come ha sentenziato la Corte d’Appello di Torino. Ancora una volta Appendino ha rivelato la sua ignoranza giuridica. Adesso  il Tribunale di Torino ha rigettato il ricorso di due donne che volevano attribuire al “proprio“ figlio il doppio cognome delle due madri. Un Comune non può sostituirsi alle leggi dello Stato e le pretese dei Lgbt non hanno più ritegno. Vogliono non diritti, ma privilegi. Devono cambiare anche la Costituzione per giungere a poter stravolgere l’idea della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. L’età allegra di Appendino è finita. E nessuno può pretendere di farla continuare. Con serietà il Sindaco Lo Russo ha bloccato responsabilmente le trascrizioni, al di di là delle sue pur legittime idee

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Verga e Pasolini
Ho letto che Lei ha ricordato Giovanni Verga nel centenario della morte nel 1922 in assoluta solitudine, mentre vedo decine di articoli su Pasolini nel centenario della nascita. Due Italie opposte  Vittoriana Reis
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Verga è stato un grandissimo scrittore ,secondo solo a Manzoni nel nostro ‘800, Pasolini è stato un regista ,scrittore e giornalista novecentesco esaltato soprattutto per motivi politici  Verga nessuno lo ha ricordato, Pasolini viene esaltato in modo spropositato che personalmente non condivido . La sua morte violenta e la sua vita costellata  di  storie squallide con dei minorenni mi ha sempre fatto inorridire. Sia chiaro, un conto è lo scrittore, un conto è la sua vita che dovrebbe essere ininfluente nel valutare un artista, ma io, fin dai tempi di un memorabile  scontro che ebbi in un ristorante torinese con Davide Lajolo che lo definiva un “martire“, non riesco facilmente a fare un’operazione che pure è indispensabile distinguendo opere e vita. Fenoglio, il partigiano azzurro, e’ stato poco ricordato. Essere stato con Mauri non piace a chi vede nella Resistenza solo le bandiere rosse.