Il Pannunzio ricorda Giampaolo Pansa
MARTEDÌ 11 FEBBRAIO alle ore 17,30 nella Sala di Palazzo Cisterna (Via Maria Vittoria, 12) verrà ricordato Giampaolo PANSA, recentemente scomparso
Interverranno il giornalista Marco CASTELNUOVO e gli storici Gianni OLIVA e Pier Franco QUAGLIENI. A Pansa fu conferito il Premio “Pannunzio” nel 2006.
Nato a Casale Monferrato nel 1935, si laureò all’Università di Torino con Alessandro Galante Garrone e iniziò subito la carriera giornalistica a “La Stampa”. Ha poi lavorato a “Il Giorno”, “Corriere della Sera”, “Panorama”, “la Repubblica” ed è stato condirettore de “L’Espresso”. La sua attività di scrittore ha avuto come principale interesse la Resistenza italiana con numerosi saggi, tra i quali “Il sangue dei vinti”, “Sconosciuto 1945”, “La Grande Bugia”. Dopo la pubblicazione de “Il sangue dei vinti”, Pansa è stato accusato di aver gettato fango sulla Resistenza.
Negli anni recenti si è dedicato ad argomenti, per certi aspetti più legati all’attualità, pubblicando diversi saggi: “Vecchi, folli e ribelli. Il piacere della vita nella terza età”, “L’Italia non c’è più. Come eravamo, come siamo”.
“L’odioso episodio della scritta antisemita fatta fuori dell’abitazione di Marcello Segre – figura esemplare del volontariato, del dialogo e dell’impegno democratico e civile – è l’ennesimo di una serie che si allunga ogni giorno di più
Che si tratti di atti simili di anti semitismo o di sfregio a luoghi in memoria delle vittime dell Foibe, la cosa è egualmente vergognosa e preoccupante. Noi, in qualità di rappresentanti di un coordinamento che unisce – qui in Piemonte – pressochè tutte le sensibilità e le tradizioni religiose, ribadiamo che l’ineludibile punto di riferimento per una società democratica e civile, non possano che essere la Carta dei Diritti Umani dell Nazioni Unite e la nostra bella Costituzione, nata dalla lotta di liberazione.
Craxi imputato a Torino
di Pier Franco Quaglieni
Non sempre le idee dell’ultra ottuagenaria Laura Salvetti, vedova del Prof. Luigi Firpo, sono azzeccate
Lei ama processare i grandi personaggi in teatro, non potendo, per il clima invernale, farlo in piazza, come forse le piacerebbe molto da vecchia “giacobina non pentita” come in effetti è la signora, che si autodefiniva appassionatamente comunista negli anni 70 quando la conobbi e la frequentai per qualche tempo insieme al marito.“La memoria contro gli orrori del passato”
Il presidente del Consiglio regionale condanna la scritta antisemita sulla porta di casa di Marcello Segre
“Condanno con fermezza l’ennesimo atto indecente e aberrante compiuto sulla porta dell’abitazione di Marcello Segre – commenta il presidente Stefano Allasia – a cui va la mia totale solidarietà. Le continue scritte antisemite stanno diventando un fenomeno preoccupante, mi auguro che gli autori vengano al più presto individuati e puniti. Questo ignobile gesto dimostra ancora una volta che la mancanza di conoscenza della storia e l’ignoranza che ne consegue sono un problema che è ancora lontano dall’essere estirpato.Ritengo come presidente del Comitato Resistenza e Costituzione che la memoria, custodita e tramandata, sia un antidoto indispensabile contro gli orrori del passato, per scongiurare il riemergere dalle tenebre di fantasmi, sentimenti, rigurgiti razzisti, predicazione dell’odio.
Dei delitti e delle pene
Quando si ricorda Cesare Beccaria viene alla mente immediatamente la sua opera più famosa ‘Dei delitti e delle pene’ e l’autore viene subito associato alla sua presa di posizione contro la condanna a morte e la tortura
Ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo che ormai è un luogo comune perché si associa sempre questa presa di posizione all’opera sua. Del resto un giurista insigne quale Stefano Rodotà, nella prefazione all’edizione ‘Dei delitti e delle pene’ edita nel 2018 per i tipi di Feltrinelli evidenzia che ‘Cesare Beccaria non fu così assoluto nella negazione come l’abitudine delle citazioni farebbe pensare. Il ricorso alla pena di morte non è da lui sempre e comunque condannato’. Anzi, in due casi, il ricorso alla pena di morte viene ammesso e giustificato da Beccaria: “quando un cittadino, per le sue ‘relazioni’ e ‘potenza’, “interessi la sicurezza della nazione” e “la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governa stabilita” e quando “la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri dal commettere delitti”. Il testo di Beccaria, però, va letto nel suo insieme da un lettore moderno comunque rivela quella profondità di analisi che è alla base del diritto penale italiano e dalla quale non hanno potuto fare a meno i codici penali dell’Italia unita, dallo Zanardelli al Rocco. Con un argomentare colto, ma al tempo stesso semplice e senza tanti giri di parole (naturalmente parametrato al 1764, anno in cui venne scritto) l’autore affronta vari aspetti del diritto penale di cui ricordiamo, tra i tanti ed in ordine sparso il ‘fine delle pene’, i ‘testimoni’, gli ‘indizi e forme di giudizio’, le ‘accuse segrete’, la ‘dolcezza delle pene’ sino agli attualissimo ‘processi e prescrizione’, ‘delitti di prova difficile’, ‘interrogazioni suggestive e deposizioni’, al modo di ‘prevenire i delitti’. Sono tutti argomenti, prescrizione docet, che nel dibattito politico, giudiziario e forense tornano abitualmente. Viene, dunque, da chiedersi, perché non introdurre, come parte integrante dei programmi scolastici di ‘Cittadinanza e Costituzione’, di ‘Diritto’ o di quella che sarà ‘Educazione Civica’, una lettura del Beccaria a trecentosessanta gradi, assegnata ai docenti di diritto. Anche questo potrebbe fornire elementi di riflessione e di educazione alla cittadinanza per gli allievi. E perché non inserirlo nei programmi universitari del primo o del secondo anno delle Facoltà di Giurisprudenza ? Alla politica ed alla scuola adesso la palla.
Massimo Iaretti
“Il richiamo del Presidente Mattarella sia ascoltato da tutti coloro che in questi giorni hanno negato il ricordo dei martiri delle foibe”
“DAL CAPO DELLO STATO PAROLE NETTE. DENUNCEREMO CHI NEGA IL RICORDO DEI MARTIRI”
“Finalmente parole nette sui tentativi di negazionismo. Il richiamo del Presidente Mattarella sia ascoltato da tutti coloro che in questi giorni hanno negato il ricordo dei martiri delle foibe” a dichiararlo è la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, che ricorda: “Dal comune di Druento nel torinese fino al convegno della mistificazione ospitato al Senato. Ricordare è un dovere che va adempiuto con rispetto dei martiri e della verità. Esiste peraltro una legge dello Stato e tutti devono attenersi senza tentativi di fuga. Sono troppi peraltro i casi simili verificatisi in maniera sparsa in tutta Italia che stiamo raccogliendo e che intendiamo denunciare con tutta la nostra determinazione perché dopo decenni di omertà su quanto avvenuto non si apra una stagione altrettanto vergognosa”.
Commiato ai defunti, modificata la legge regionale
“Nella seduta dei giorni scorsi la Commissione Bilancio del Consiglio regionale ha liberato all’unanimità per l’esame dell’Aula il testo unificato delle proposte di legge che modificano la legge 15/2011 in materia di disciplina delle attività e dei servizi necroscopici, funebri e cimiteriali”
Così il Consigliere regionale del Partito Democratico Daniele Valle, primo firmatario della proposta di legge n. 5.
“Le modifiche – conclude Valle – agevoleranno, attraverso il superamento di alcune difficoltà burocratiche legate a una normativa vetusta, la possibilità per le famiglie di dare l’ultimo commiato al defunto in casa o presso le case del commiato che stanno aprendo sul territorio, nel caso in cui il decesso avvenga in ospedale, in linea con quanto già avviene in Emilia Romagna e Lombardia”.
Destra e dintorni secondo Forza Nuova
A volte è proprio vero che le cose accadono per caso. Così avviene che, entrando in un bar a Casale Monferrato per prendere un caffè, si trovi tutto lo ‘stato maggiore’ di Piemonte e Valle d’Aosta di Forza Nuova
Sono reduci dalla commemorazione dei Martiri delle Foibe, davanti alla lapide che le ricorda vicino all’ospedale Santo Spirito, contestatissima dall’Anpi e da altre realtà che hanno organizzato nelle stesse ore una manifestazione antifascista.
L’occasione è dunque ghiotta per scambiare quattro chiacchiere con il coordinatore regionale piemontese di Forza Nuova, Luigi Cortese, che sono diventate un’intervista vera e propria
Cortese qual è la vostra consistenza sul piano amministrativo in Piemonte ?
Abbiamo otto consiglieri, dei quali uno in un centro di medie dimensioni, gli altri in piccoli e piccolissimi comuni.
Spesso vi accusano di essere fascisti o, quanto meno, di richiamarvi al fascismo ….
Siamo un partito politico nazionalista che riprende alcuni aspetti sociali del fascismo, ma fa politica oggi, con lo sguardo al futuro e non al passato.
Dicono anche che siete violenti nella vostra politica. Cosa risponde ?
Ad oggi non vi è nessuna condanna per violenza.
Come valuta la reazione che ha prodotto l’annuncio della vostra presenza a Casale Monferrato ?
La reazione è stata assolutamente spropositata perché la nostra non voleva essere una presenza politica ma di commemorazione. Queste reazioni dimostrano che la sinistra italiana non ha fatto ancora i conti con il passato.
Oggi chi è e che cosa è la destra ?
La destra oggi è un agglomerato borghese che ha perso la sua identità, i vati movimenti e partiti sono stati colonizzati da vecchi democristiani in cerca di poltrone, per questo noi chiamiamo fuori da questo assembramento.
Ma che rapporto c’è con l’Mfn di Gariglio e Casa Pound ?
Il primo non si sente più, Casa Pound ha lasciato la lotta politica per tornare alle sue origini come associazione culturale, decisione che rispettiamo.
Quali sono le vostre priorità, nel concreto, sia sul piano nazionale che su quello regionale ?
Sul piano nazionale i nostri otto punti del 1997 sono ancora quelli e molti di questi sono oggi cavalcati da Salvini e Meloni. A livello regionale noi ci battiamo sul sociale e la nostra politica è sempre improntata verso il benessere collettivo dei piemontesi e degli italiani.
Massimo Iaretti
Il presidente dell’Assemblea regionale del Piemonte, Stefano Allasia, ha condannato l’atto vandalico nei confronti della lapide di Casale Monferrato, dedicata alle vittime delle Foibe. Ecco le sue parole
“Condanno con fermezza l’indegno atto compiuto questa notte in corrispondenza della lapide che ricorda le vittime delle foibe a Casale Monferrato. Le ideologie fondate sulla discriminazione e sulla negazione dell’altro, di qualunque colore politico o religioso esse siano, inevitabilmente conducono alla negazione dei valori dell’uomo. Chi oltraggia il ricordo della tragedia delle Foibe profana la memoria del martirio di tutte le vittime istriane, fiumane, dalmate e di tutti gli italiani. Questo ignobile gesto dimostra ancora una volta, la mancanza di conoscenza della storia e l’ignoranza che ne consegue”.