ECONOMIA- Pagina 62

Piemonte, TURISMO: l’estate dei record, boom di stranieri e montagne al top

 Estate in crescita: +8,7% di stranieri

I dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte confermano il trend positivo. Nei mesi di giugno e luglio 2025 si sono registrati +4% di arrivi e +5% di pernottamenti rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la stagione è il turismo internazionale: +8,7% di arrivi e circa +10% di pernottamenti.

Bongioanni e Cirio

 Montagna superstar

Le destinazioni alpine hanno registrato performance eccezionali. Alagna Valsesia, Bardonecchia, Frabosa Sottana, Limone Piemonte e Sauze d’Oulx hanno visto picchi di presenze grazie a un innovativo sistema di rilevazione basato sulla telefonia mobile, che integra i dati tradizionali sulle strutture ricettive.

  • Bardonecchia ha triplicato i numeri ufficiali nei weekend estivi, con oltre 5.800 presenze il 16 agosto.

  • Alagna Valsesia ha quasi raddoppiato i flussi, toccando 1.800 presenze a Ferragosto.

  • Frabosa Sottana ha richiamato 5.300 turisti e 6.000 escursionisti con il Concerto in alta quota.

  • Limone Piemonte, complice la riapertura del tunnel del Tenda e l’arrivo della Vuelta, ha visto crescere del 20% i flussi turistici.

  • Sauze d’Oulx ha sfiorato le 5.000 presenze stimate a Ferragosto.

 L’autunno promette bene

Il 49% degli italiani intervistati dichiara l’intenzione di organizzare una vacanza in Piemonte in autunno, in aumento rispetto al 44% del 2024. Torino resta la meta preferita, ma cresce anche l’interesse per:

  • attività all’aperto,

  • soggiorni wellness ed enogastronomici,

  • concerti, eventi sportivi, mostre, sagre e fiere.

Il budget medio previsto oscilla tra i 500 e i 1000 euro.

 La voce delle istituzioni

Il presidente della Regione Alberto Cirio sottolinea:
«Anno dopo anno, stagione dopo stagione, i numeri del turismo in Piemonte continuano a crescere. […] Un menu che si dimostra vincente e che siamo pronti ad offrire ai turisti anche in autunno».

L’assessore Paolo Bongioanni evidenzia:
«La riapertura del tunnel del Tenda dopo anni, le tappe della Vuelta in Val Vermenagna, nelle Valli di Lanzo e in Val di Susa, la vitalità dei nostri territori […] sono il segnale che la montagna piemontese ha imboccato con decisione la strada per strutturarsi sempre di più anche come meta estiva fortemente attrattiva e competitiva».

 Un Osservatorio sempre più smart

Silvio Carletto, presidente di Visit Piemonte, annuncia una novità:
«L’Osservatorio Turistico Regionale ha introdotto una novità rilevante: il nuovo monitoraggio sui mercati esteri […] La prima fase è partita con un focus sul mercato UK – per supportare ulteriormente le azioni di promozione del Piemonte verso il mercato inglese e britannico in generale».

 Il sentiment dei turisti

Le recensioni online confermano la soddisfazione dei visitatori:

  • Indice di gradimento: 86,2/100 per il Piemonte contro 85,6/100 della media nazionale.

  • Ricettività: 85/100, superiore al dato Italia (84,1/100).

 L’analisi delle Ota (Online Travel Agency)

  • Estate 2025: 38,7% di saturazione complessiva delle strutture ricettive online.

  • Crescono soprattutto laghi (46,5%) e colline (41,2%), con le montagne in aumento di +4,2% rispetto al 2024.

  • Per settembre 2025 la saturazione media sfiora già il 45,1%, con picchi oltre il 57% nelle colline e il 55% nei laghi.

 Focus UK: target e trend

Il nuovo monitoraggio sul mercato britannico, realizzato con YouGov, ha evidenziato:

  • 49% dei britannici intenzionati a viaggiare all’estero nei prossimi 12 mesi.

  • Target prevalente: over 55 (35%) e fascia 35-44 anni (20%).

  • Forte concentrazione nel Sud e Nord Inghilterra (oltre 40% complessivo), con Londra al 14%.

  • Attenzione al rapporto qualità-prezzo (38%), a clima e paesaggi (oltre 30%).

  • Scelte preferite: vacanze in città e relax (38%), località lacustri, montane e rurali (21%), esperienze outdoor (14%).

“Il Piemonte rischia di perdere il primo Porto Aerospaziale di SpaceLand”

SpaceLand, la prima agenzia specializzata in ricerca e sviluppo medico scientifico,  innovazione tecnologica e turismo in condizioni di microgravità, sta sviluppando un progetto che punta a realizzare il primo Spazioporto pubblico orizzontale europeo in Italia: aperto a tutti, beneficerebbe di esistenti investitori del consorzio italo-statunitense creato ad-hoc e di un’esperienza davvero unica accumulata in quaranta anni dalla squadra SpaceLand, in particolare con campagne di voli parabolici in assenza di peso ed in gravità lunare e marziana aperti a scienziati di fama internazionale e grande pubblico fin dal 2002.

“Ben noti risultano alla NASA e alle Nazioni Unite – afferma l’ingegner Carlo Viberti (nel 2000 proposto dagli statunitensi russi di Mir Corp come primo cosmonauta ingegnere privato della storia, dopo essere stato Capo-Ingegneri per l’Ufficio Attività Astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea e Chairman della Tecnologia  Sperimentale Europea sulla base russa Mir per la fase 1 della Stazione Spaziale Internazionale) –  i record mondiali stabiliti da SpaceLand sia per età ( il più giovane a volare per scopi scientifici in assenza di gravità, Kim Marco Viberti, 11 anni, e il più anziano a farlo, a 93 anni, Cesare Massano) sia per quanto riguarda la prima persona con disabilità totale  in microgravità (Elma Schippa, nel 2005). A questi si aggiungono progetti commissionati dal Politecnico di Torino, Università di Scienze Motorie, Cliniche ospedaliere pubbliche e dal gruppo europeo di neuroscienziati allora coordinato dal compianto Premio Nobel Rita Levi-Montalcini”.

“Altre regioni italiane oltre al Piemonte ed a vari Stati extraeuropei, tra cui la Svizzera, le Mauritius e gli Emirati Arabi Uniti, stanno manifestando interesse per ospitare i primi Porti Aerospaziali SpaceLand – afferma Carlo Viberti – attratti anche dalla possibilità di sviluppare infrastrutture terra-aria-acqua per microgravità e voli suborbitali.

In Africa, Spaceland ha già costituito una controllata per offrire formazione, turismo scientifico e una “Smart city tropicale” in progettazione, inclusi dimostratori di habitat marziani concepiti insieme al Capo-Architetti Celeste Petraroli con tecnologie eco-sostenibili assolutamente innovative anche per l’industria delle costruzioni terrestri, generando occupazione e istruzione locali attraverso attività di terra e missioni di volo a costi contenuti, come presentato all’ONU da una nota scienziata africana Capo di Stato delle Mauritius insieme all’Ing. Viberti.

In Piemonte da parte di SpaceLand si prevedono fino a 500 posti di lavoro diretti, varie migliaia nell’indotto e fino a mezzo milione di visitatori stranieri in più entro il 2030, con ampi effetti moltiplicatori sul tessuto economico e turistico territoriale. Tale Porto Aerospaziale per rilanciare un esistente aeroporto piemontese in profonda crisi è stato proposto alla Regione, unitamente ad un correlabile campus di addestramento alpino gemellabile in Bardonecchia per tale opportunità multidisciplinare “ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta, mentre i nostri investitori ci stanno spingendo ad accettare interessanti proposte per spostarci altrove. Un primo nucleo in versione tropicale sta sorgendo alle Mauritius,  denominato SpaceLand Astronaut Underwater Training Experience, per scienziati, studenti e turisti appassionati , contribuendo al rilancio dell’occupazione locale grazie a questa democratizzazione della nascente Economia dello Spazio con molteplici forme di attività d’avanguardia, incluso il nuovo turismo scientifico aerospaziale”.

“Al momento le preposte istituzioni piemontesi non hanno preso in  considerazione il piano SpaceLand e tale occasione di democratizzare l’accesso allo spazio sembra essere lettera morta” – aggiunge con una punta di amarezza l’Ing. Viberti. “Se confrontiamo con il progetto governativo di Spazioporto a Grottaglie, da vari anni in realtà più uno SpazioMorto causa la ventennale crisi della società estera alla quale i pugliesi si sono affidati, possiamo dire che lo stanziamento governativo di circa 170 milioni di euro per le sole infrastrutture di terra di tale sito di Grottaglie senza alcun volo suborbitale almeno fino alla prossima decade ed il milione di euro circa di denaro pubblico ivi speso  solo in studi di fattibilità cartacei il nostro progetto, dai costi quasi irrisori, sembra essere davvero l’unica soluzione per caratterizzare l’Italia come il primo Paese della Space Economy aperta a tutti”.

Fra i vari elementi del programma di sviluppo, merita ricordare i primi lanci aero satellitari interamente italiani.  “SpaceLand – afferma l’ingegner Carlo Viberti – riuscirà ad attivare una serie di Porti Aerospaziali con operatività in soli due anni dalla firma, con una spesa pari a un decimo delle cifre suddette, includendo tutto.

Comproprietà di aeromobili per 50 persone a volo, ovvero il doppio dell’unico concorrente europeo

Laboratori di prova, sviluppo e certificazione per sistemi, equipaggiamenti, macchinari per l’esplorazione di Luna e Marte in effettive condizioni di gravità lunare e marziana ed in assenza di gravità, usufruibili anche da studenti e turisti                           

Sistemi di avio-lancio di satelliti per la prima rete orbitale per internet – I.o.T. tutta italiana

Dimostratori tecnologici  di habitat marziani immersivi ed applicativi per una nuova edilizia ecosostenibile ed economica anche per usi terrestri

Programmi per ricerca di base ed applicata STEMM (scienze, tecnologia, ingegneria, medicina e matematica) in assenza di peso, oltre a strumenti eccezionali di divulgazione per studenti e turisti

e tanto altro

Per il Piemonte, non facilitare lo sviluppo in loco di SpaceLand, che già dispone di ampie risorse finanziarie ed intellettuali, equivale a rinunciare alla creazione di centinaia di posti di lavoro qualificati, oltre ad un indotto educazionale e turistico scientifico ed a capacità aerospaziali capaci di attrarre ulteriori investimenti esteri, con sviluppo di nuove tecnologie utili anche al tessuto produttivo terrestre, oltre al primato italiano in un settore davvero strategico a livello globale”.

“L’AstroSummit 2025 che si terrà a Dubai dal 20 al 22 ottobre – conclude l’ingegner Viberti – sarà un’occasione di annuncio dei nostri nuovi partner internazionali e delle opportunità di investimento per una iniziativa ai confini con la fantascienza, alla quale stanno aderendo anche enti quali le Terme di Cervia per l’addestramento subacqueo, imprenditori asiatici per “Smart Cities tematizzate SpaceLand” ed Aeropoli svizzeri per le operazioni di volo.”

Più che una vetrina, sarà un campanello d’allarme per il territorio piemontese: il futuro dello Spazio aperto a tutti e dei primi avio-lanci satellitari da suolo europeo rischia di prendere il volo senza il Piemonte.

Mara Martellotta

Automotive, Torino e Piemonte tra crisi e rilancio: il futuro di Mirafiori nella transizione verso ibrido ed elettrico

L’industria automobilistica italiana si trova in una fase di forte cambiamento, segnata dalla transizione verso l’elettrico e l’ibrido, dalla volatilità della domanda e dalla necessità per i grandi gruppi di ripensare i propri piani industriali. Questa dinamica è particolarmente evidente a Torino e in Piemonte, territori che da decenni rappresentano il cuore del settore e che oggi devono affrontare le sfide di un mercato in trasformazione. I numeri recenti raccontano di una produzione in calo: nel primo semestre del 2025 in Italia sono usciti dagli stabilimenti poco più di 270 mila veicoli, con una contrazione di circa il 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel solo mese di giugno la produzione di auto non ha superato le 24 mila unità. Anche le immatricolazioni vivono una fase complessa, con alti e bassi legati alla congiuntura economica e alle politiche di incentivo; si registra comunque una crescita delle alimentazioni alternative, con ibride ed elettriche che guadagnano spazio, seppur senza compensare del tutto la flessione complessiva della domanda.

In questo contesto il Piemonte mantiene una filiera ricca di competenze, con stabilimenti produttivi, centri di ricerca e una rete di fornitori che continuano a rappresentare un punto di forza. Tuttavia, la difficoltà di tenere il passo con gli investimenti necessari e il ricorso frequente agli ammortizzatori sociali rischiano di indebolire il tessuto industriale, soprattutto nelle aree più legate alle produzioni storiche. Un simbolo di questa situazione è lo stabilimento di Mirafiori, dove Stellantis ha annunciato il rilancio della Fiat 500 in versione ibrida e interventi per adeguare le linee produttive, mentre la 500 elettrica ha subito negli ultimi mesi fermate e rallentamenti dovuti a una domanda europea altalenante. Accanto a questo la direzione del gruppo ha introdotto piani di uscite volontarie per diverse centinaia di lavoratori, con l’obiettivo di ridimensionare l’organico e favorire l’ingresso di nuove figure con competenze più adatte alla produzione elettrificata.

I sindacati, dal canto loro, esprimono forti preoccupazioni: denunciano il rischio di impoverimento occupazionale e chiedono piani industriali più chiari e vincolanti, sottolineando la contraddizione tra gli utili generati dal gruppo a livello globale e la situazione di incertezza che vivono i lavoratori sul territorio. L’attenzione è puntata sulle garanzie occupazionali, sul ricorso limitato e non strutturale agli ammortizzatori sociali e sulla necessità di accordi che coinvolgano anche le istituzioni locali e il governo centrale.

Le prospettive per Torino e il Piemonte dipenderanno dalla capacità di conciliare esigenze industriali e tutele sociali. Il lancio di modelli ibridi come passaggio intermedio verso una più ampia diffusione dell’elettrico potrebbe consentire di mantenere volumi produttivi, ma richiederà investimenti consistenti e una decisa politica di riqualificazione dei lavoratori. Allo stesso tempo sarà fondamentale diversificare il ruolo del territorio, puntando non solo sulla produzione di serie ma anche su ricerca, sviluppo e servizi tecnologici legati a software, connettività, batterie e sistemi di guida assistita. Solo un equilibrio tra investimenti concreti delle imprese, dialogo sindacale costruttivo e sostegno pubblico potrà garantire che la transizione non si traduca in una perdita di centralità per Torino, ma in una nuova fase di rilancio.

Investire nei crediti deteriorati: il ponte tra finanza e immobiliare

di Massimiliano Valdini

Negli ultimi anni il tema dei crediti deteriorati, i cosiddetti NPL e UTP, è diventato centrale non solo per gli operatori finanziari, ma anche per chi si occupa di immobiliare.

 

Si tratta di un mondo che all’apparenza sembra lontano dal mattone, ma che in realtà ne è intimamente connesso. Dietro un credito problematico, infatti, vi è quasi sempre un immobile che funge da garanzia: conoscere e saper valorizzare questo asset diventa la chiave per trasformare un problema bancario in un’opportunità di investimento redditizia.
Gli NPL, Non Performing Loans, sono crediti in sofferenza, cioè prestiti che il debitore non riesce più a rimborsare. Gli UTP, Unlikely to Pay, sono invece posizioni per le quali la banca valuta improbabile un rimborso regolare, ma che non sono ancora giunte al default totale. Accanto a queste situazioni troviamo i cosiddetti Past Due, crediti scaduti da oltre 90 giorni. Negli ultimi anni, sotto la spinta della BCE, le banche italiane hanno ceduto enormi portafogli di crediti deteriorati, generando un mercato secondario che offre occasioni straordinarie a chi sa leggere dietro i numeri e riconoscere il potenziale immobiliare che vi è nascosto.

Il legame tra credito deteriorato e mattone è strettissimo: mutui ipotecari non rimborsati, finanziamenti garantiti da immobili, aziende con patrimoni edilizi che finiscono in difficoltà. Ogni volta che un credito di questo tipo viene ceduto, dietro di esso si cela un bene reale da analizzare, stimare e, quando possibile, riportare sul mercato. Qui l’esperienza immobiliare fa la differenza: saper valutare uno stabile, comprenderne le criticità urbanistiche, prevederne le potenzialità di rivendita o locazione significa distinguere tra un affare e un insuccesso.
Il mio percorso personale nasce oltre vent’anni fa nel mondo dell’intermediazione immobiliare. Partito come agente, ho imparato a conoscere ogni sfaccettatura del mercato torinese, sviluppando la capacità di ascoltare i bisogni dei clienti e tradurli in soluzioni concrete. Con il tempo ho assunto incarichi di responsabilità come CTU del Tribunale di Torino e Perito della Camera di Commercio, attività che mi hanno portato a confrontarmi con situazioni complesse: perizie su immobili pignorati, valutazioni per esecuzioni giudiziarie, stime tecniche fondamentali per le aste. Da lì la transizione è stata naturale: non limitarmi più ad osservare e descrivere, ma entrare in prima persona nelle operazioni di investimento immobiliare e di gestione di crediti deteriorati.
Una tipica operazione inizia dall’identificazione del credito giusto: non ogni posizione è interessante, bisogna selezionare quelle legate a immobili situati in aree conosciute e dinamiche. Poi arriva l’analisi tecnica e legale, che consente di capire il reale valore di ciò che si ha di fronte. L’acquisizione del credito avviene a prezzi fortemente ridotti rispetto al nominale. Da lì parte la gestione, che può includere aste, accordi diretti con i debitori o percorsi di ristrutturazione. Infine, l’uscita: vendita o locazione dell’immobile, oppure chiusura della posizione con un margine significativo. In media, le operazioni di trading immobiliare garantiscono un ritorno del 12–15%, mentre quelle legate ai crediti deteriorati arrivano anche al 22–24%.

Ho seguito diversi casi che testimoniano il potenziale di questo settore. Un appartamento a Torino, legato a un credito nominale di 150.000 euro, è stato acquisito per 40.000 e rivenduto dopo gestione legale e ristrutturazione per 110.000. Un capannone industriale di un’azienda UTP è stato riconvertito a magazzino logistico, con un ROI superiore al 20%.
Naturalmente esistono rischi: tempi giudiziari lunghi, costi legali imprevisti, difficoltà nel rapporto con i debitori. Ma con esperienza, metodo e una rete di professionisti — notai, avvocati, geometri — questi rischi possono essere mitigati e trasformati in opportunità. La chiave è unire la visione imprenditoriale alla competenza tecnica, perché solo così il credito deteriorato diventa un’occasione e non un peso.
L’Italia resta uno dei paesi europei con il più ampio patrimonio immobiliare e con miliardi di euro ancora bloccati nei bilanci bancari sotto forma di sofferenze. Questo mercato continuerà a offrire opportunità, soprattutto a chi saprà unire la gestione finanziaria con la valorizzazione immobiliare. In questo senso, l’investitore non diventa solo un operatore alla ricerca di profitto, ma anche un attore della riqualificazione urbana e della rinascita di immobili che altrimenti resterebbero fermi.
Investire in crediti deteriorati non significa solo generare rendimento, ma contribuire a ridare vita a patrimoni sottoutilizzati. La mia visione è quella di costruire un ponte tra finanza e immobiliare, offrendo a investitori e partner un approccio trasparente e metodico. Se desideri conoscere meglio queste opportunità, contattami direttamente: metterò a disposizione la mia esperienza e il mio network per valutare insieme progetti concreti e collaborazioni possibili.

 

Massimiliano Valdini

3482280464

valdinimassimiliano@gmail.com

www.torinocrocetta.it

Le eccellenze gastronomiche a Monferrato Green Farm

Dal 3 al 5 Ottobre prossimi il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm 3°edizione.

FIERA NAZIONALE

Quest’anno la Manifestazione si fregerà del titolo di “Nazionale”, a testimonianza dei tanti espositori che ogni anno giungono anche da regioni esterne al Piemonte oltre a quelli locali e regionali, e riguarda tutte le cinque principali categorie della Fiera.

Si tratta dell’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura che vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, artigianato, industria e commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

La scelta di Casale Monferrato, nel cuore di un territorio rurale patrimonio dell’Umanità Unesco, non è casuale, per la sua storia e le sue tipicità.

L’evento è organizzato da D&N Eventi S.R.L. in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, l’Unione dei Comuni della Valcerrina, Associazione dei Comuni del Monferrato e Confartigianato Imprese Alessandria, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Casale Monferrato, del Comune di Olivola (Prima Città dell’Olio del Piemonte),della Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Camera di Commercio di Alessandria Asti e la partnership di Enti, Aziende ed Associazioni tra cui Asproflor Comuni fioriti, Confartigianato Alessandria, Confagricoltura Alessandria, Fai Delegazione di Casale Monferrato, Garden club di Alessandria, Istituto Tecnico Vincenzo Luparia, Ediltecnica Ferrari BK, Vivai Varallo, Marco Marinone Garden Designer, Provera, Occhio con Occhio.

Come tutti gli anni sono ben cinque le aree all’interno della Fiera che si potranno visitare:

pastedGraphic.pngVivai 

pastedGraphic_1.pngArea di esposizione e mostra di animali -Area Bimbi-Maneggio

pastedGraphic_2.pngAgricoltura- Fattoria Didattica 

pastedGraphic_3.pngSalone delle Eccellenze Alimentari-Ristorante e Birrificio 

pastedGraphic_4.pngBenessere e cura naturale della persona 

Molte aziende espositrici partecipanti alla Green Farm, frequentano abitualmente Fiere Nazionali importanti del settore, e sono presenti in tutte le cinque categorie della Fiera.

AREA ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE- RISTORANTE- BIRRIFICIO:

La Regione finanzia ricerca, scienza e sviluppo. Investimenti per 100 milioni

Sono 27 i progetti presentati da atenei e centri di ricerca piemontesi che hanno superato la selezione del bando Infra+ e che potranno essere realizzati grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Piemonte attraverso il Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr).

Per il bando, la Regione ha stanziato 30 milioni di euro, con l’intenzione di incrementare ulteriormente le risorse a fronte dell’elevata qualità delle proposte. Gli interventi attiveranno investimenti complessivi per quasi 100 milioni di euro.

Le aree di ricerca coinvolte sono molteplici e di forte impatto strategico: microelettronica, aerospazio, manifattura avanzata, nuovi materiali, intelligenza artificiale generativa, transizione energetica, economia circolare, mobilità sostenibile, biosicurezza e monitoraggio ambientale, salute e benessere, edilizia e territorio, agroindustria.

I risultati del bando sono stati illustrati in tre incontri ospitati dal Politecnico di Torino, dall’Università del Piemonte Orientale e dall’Università di Torino.

“Un momento storico per il mondo della ricerca piemontese – ha sottolineato l’assessore all’Innovazione e Ricerca della Regione Piemonte, Matteo Marnati –. Abbiamo infatti aumentato la dotazione finanziaria, consapevoli che investire in ricerca e innovazione significa garantire al Piemonte crescita, competitività e nuove opportunità di lavoro qualificato. Significa attrarre talenti e imprese, rafforzare il legame tra Università e sistema produttivo, sviluppare soluzioni sostenibili per la transizione ecologica e migliorare la qualità della vita dei cittadini. La ricerca è il motore che rende il nostro territorio protagonista del futuro”.

“La competitività internazionale delle infrastrutture di ricerca rappresenta uno degli assi portanti dello sviluppo degli atenei. La riconosciuta qualità delle progettualità selezionate nel bando dimostra la forza della sinergia quando si coinvolge l’intero ecosistema del territorio, tra istituzioni, atenei ed enti di ricerca. Questi finanziamenti si inquadrano perfettamente nelle traiettorie strategiche di ricerca del Politecnico, sviluppate dai dipartimenti e dai centri interdipartimentali insieme all’industria – commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati –. Questo bando è inoltre di particolare importanza per il Politecnico, perché ha rappresentato anche una “palestra” per sperimentare un nostro nuovo modello di governance, avviato con questo mandato. Le grandi infrastrutture di ricerca di Ateneo afferiscono infatti ora al governo centrale rettorale, che poi ha il compito di metterle a disposizione di tutti i ricercatori, che provengano sia dal Politecnico che dagli altri atenei del territorio, ma anche dal mondo dell’industria”.

“Siamo grati alla Regione Piemonte per l’iniziativa del bando Infra+, che costituisce un’opportunità eccezionale per valorizzare il talento e l’ingegno presenti nelle nostre università e centri di ricerca, e la spinta all’innovazione che ne deriva – dichiara il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi –. Grazie a questo investimento regionale, l’Università del Piemonte Orientale, che ha visto finanziare tutti e sei i progetti presentati come capofila o proponente unico, così come un ulteriore in cui ha un ruolo di partner, potrà potenziare le proprie infrastrutture, rendendole ancora più competitive a livello globale e creando un ambiente ideale per i suoi ricercatori e le future generazioni di scienziati. Siamo inoltre soddisfatti che i progetti finanziati provengano da dipartimenti dislocati nei tre diversi poli di Alessandria, Novara e Vercelli, e che coprano diverse aree scientifiche, a dimostrazione della solidità della ricerca dell’intero Ateneo. La collaborazione tra università e diversi enti di ricerca, che emerge chiaramente da molti dei progetti presentati, è la vera chiave di volta: mettendo in rete le nostre eccellenze, rafforziamo l’intero sistema regionale e acceleriamo il progresso scientifico e tecnologico del Piemonte”.

“Accogliamo con viva soddisfazione i risultati del bando Infra+, che confermano il ruolo chiave dell’Università di Torino come protagonista della ricerca e dell’innovazione in Piemonte – afferma il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna –. Il nostro Ateneo è capofila e partner di tanti progetti dall’enorme potenziale che presidiano ambiti strategici per il futuro della nostra realtà: dalla salute e il benessere all’agroalimentare, dall’intelligenza artificiale alla biosicurezza, fino alla sostenibilità ambientale. Temi sui quali l’investimento che qui abbiamo realizzato consentirà di far evolvere la ricerca avanzata. Questi assi di sviluppo non sono evidentemente semplici aree disciplinari: rappresentano veri e propri nodi strategici di un ecosistema economico territoriale che deve saper rispondere a sfide globali. Su questo punto continuerà più che mai l’impegno dell’Università. L’investimento della Regione Piemonte con questo bando è molto importante e va letto come parte di una visione complessiva che il territorio ha fin qui sviluppato per il suo futuro: un capitale di fiducia nelle nostre università e nei nostri ricercatori, che valorizza l’innovazione come bene pubblico. È questa la dimostrazione che la conoscenza è risorsa quanto mai indispensabile, perché sostiene la competitività delle imprese, la qualità della vita dei cittadini e la resilienza delle comunità. Come Università di Torino siamo orgogliosi di contribuire, insieme ai partner scientifici e industriali, a costruire un Piemonte che investe nel sapere come leva per il futuro”.

I PROGETTI

Dei 27 progetti selezionati, 17 sono frutto di collaborazioni tra più enti e, in particolare, 10 sono interateneo.

I soggetti proponenti sono: Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Competence Center 4.0, Fondazione Links, Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fondazione AI4Industry, CNR e Fondazione I.S.I.

 

Torna a Limone Piemonte “Caluma el vache”

Giovedì 25 settembre prossimo, a Limone Piemonte, avrà luogo l’ottava edizione di “Caluma el vache”, il ritorno delle mandrie a valle. Evento organizzato dalla Confagricoltura di Cuneo in collaborazione con l’ATL del cuneese e la Riserva Bianca, il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e il Patrocinio della Provincia di Cuneo e il Comune di Limone Piemonte, per celebrare la chiusura della stagione d’alpeggio.

L’iniziativa, realizzata in occasione della discesa a valle della mandria di capi bovini dei fratelli Luigi, Davide e Gabriele Dalmasso dall’alpeggio Pancani fino alla località Panice Sottana, torna come momento di incontro e confronto con i malgari torinesi per discutere delle problematiche che interessano le terre alte, ponendo particolare attenzione alle esigenze di chi pratica agricoltura in montagna.

Per maggiori informazioni: Autorivari Srl – c.so IV Novembre 8, Cuneo – tel: 0171 601962

Gian Giacomo Della Porta

Fondi di sviluppo: 500 mila euro al Canavese

L’Assessore Regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale presso la Sala Giunta del Palazzo della Regione a Torino ha incontrato i rappresentanti e sindaci dei Comuni delle Aree Omogenee del Canavese e delle Valli Orco e Soana.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modalità e le tempistiche dell’erogazione delle premialitá legate i Fondi di Sviluppo e Coesione per un importo complessivo di 500mila euro.

Le risorse sono state così ripartite: lArea Canavese sono stati assegnati 300.000 euro e 200.000 euro sono stati assegnati allArea delle Valli Orco e Soana.

L’area Valli Orco e Soana ha candidato 5 progetti riferiti alle unioni che compongono l’area montana dell’Alto Canavese. In questa area, il territorio ha deciso di suddividere l’ammontare della premialità su cinque macro aree ognuna rappresentante le unioni montane canavesane (Sacra, Orco e Soana, Gran Paradiso, Alto Canavese, Gallenca con la città di Cuorgnè) con una ricaduta che copre complessivamente i comuni della zona.

L’area della Canavese, una delle aree con il maggior numero di comuni interessati in Piemonte, ha candidato inizialmente alcuni progetti sovracomunali per usufruire dei 300mila loro spettanti. Nel corso dell’incontro è emersa l’opportunità di rimodulare le strategie e di condividere le scelte sulla premialità con i rappresentanti di tutti comuni del territorio canavesano.

<I fondi della premialitá riconoscono ad ogni area omogenea della Provincia di Torino il grande impegno di strategia e condivisione territoriale che hanno contraddistinto la prima fase di redistribuzione dei fondi di sviluppo e coesione –dichiara l’Assessore Vignale – le ulteriori risorse stanziate permetteranno di realizzare progettualità di ambito sovracomunale con una modalità snella, semplice e immediata. Il frutto della collaborazione tra gli enti locali e la Regione che permetterà di calare a terra ben 105 milioni dei fondi Fsc spettanti al Piemonte”.

Montagna: investire sull’agricoltura produttiva e multifunzionale, ma anche sui servizi sociali e scolastici

Coldiretti Torino ha espresso soddisfazione per l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, un provvedimento che riporta la montagna al centro dell’agenda del Paese con interventi su sanità, scuola, connettività, mobilità e attività agrosilvopastorali. Proprio su questi temi Coldiretti ha organizzato due incontri di approfondimento lunedì 22 e martedì 30 settembre prossimi. Il primo è promosso da Donne Coldiretti Torino e si intitola “Fare impresa agricola al femminile nelle aree interne e nelle valli alpine”, dedicato al gap tra città e montagna nei servizi sociali, sanitari e scolastici, oltre alle imprese, un gap che pesa soprattutto sulle imprenditrici agricole. Il secondo appuntamento ha come titolo “La città incontra l’agricoltura di montagna”, un seminario per la promozione del rapporto metropolitano tra il capoluogo sabaudo e i sistemi agricoli delle vallate torinesi. Con la nuova legge sono destinati 200 milioni di euro annui nel periodo compreso tra il 2025-2027 per lo sviluppo delle montagne italiane, Fosmit, per Sanità, Scuola, Agricoltura, Mobilità, Servizi digitali e Turismo, oltre a misure contro lo spopolamento e incentivi per il personale che opera in montagna. Il via libera al provvedimento risponde alla necessità di maggiori innovazioni e infrastrutture, valorizzando il ruolo degli imprenditori agricoli nel presidio del patrimonio idrico e boschivo, nella prevenzione di incendi e dissesti, negli aiuti al turismo sostenibile. L’approvazione della legge rappresenta un’opportunità per ridurre la dipendenza energetica dall’estero con la gestione sostenibile dei boschi e la produzione di energia rinnovabile da legno e biomasse.
Per Coldiretti sarà ora decisivo che i provvedimenti di attuazione della legge sostengano concretamente l’agricoltura e il lavoro in montagna, rafforzando le indennità compensative, tutelando prati e pascoli, sostenendo filiere lattiero casearie e carni DOP/IGP, favorendo il ricambio generazionale e assicurando servizi essenziali e connettività. Fondamentale anche la semplificazione delle procedure tra Stato, Regione e Comuni montani, ma è anche centrale l’investimento nei servizi che permettono agli agricoltori di rimanere a vivere e lavorare in montagna alla pari di chi abita in città.

“Questa legge rappresenta un segnale importante per gli agricoltori che operano in territorio alpino – osserva il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici – si riconosce il ruolo centrale nelle attività agrosilvopastorali di montagna per rilanciare un territorio che non accetta più la commiserazione, ma vuole occasioni concrete di rilancio. L’agricoltura di montagna sta facendo passi da gigante verso la multifunzionalità e l’innovazione. Non si produce più solo cibo, ma le aziende producono servizi per le vallate e la stessa Città di Torino. Dobbiamo avviare una stagione di confronto sul piano locale per dare all’agricoltura di montagna un futuro di rilancio economico, e questa nuova legge andrà applicata nel Torinese, con progetti concreti, anche per colmare il divario di servizi tra valli e capoluogo”.

Mara Martellotta

ARTISTE2025: Intelligenza Artificiale e Ingegneria Strutturale

 

Torino, 15-17 settembre 2025 – Castello del Valentino

Cerimonia di apertura: lunedì 15 settembre ore 9.00, Stanza della Caccia

Dal 15 al 17 settembre 2025 il Castello del Valentino ospiterà ARTISTE2025, il primo congresso internazionale interamente dedicato all’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) nell’ingegneria strutturale. L’evento, promosso dal Politecnico di Torino e dall’ArtIStE Research Group (Artificial Intelligence for Structural Engineering), riunirà ricercatori, esperti e imprese da tutto il mondo per discutere come l’IA stia rivoluzionando progettazione, manutenzione e sicurezza delle infrastrutture.

“Non parliamo di semplici miglioramenti incrementali, ma di un vero e proprio salto oltre le metodologie tradizionali. L’IA abilita processi di design più efficienti, favorisce la manutenzione predittiva e innalza le prestazioni strutturali complessive: ci guida verso una nuova era di eccellenza ingegneristica”, afferma il professor Giuseppe Carlo Marano, docente del Politecnico di Torino e organizzatore del congresso.

Accanto a lui, tra i promotori scientifici, figurano Nikos Lagaros (NTUA, Atene), Xinzheng Lu (Tsinghua University, Pechino) e Domenico Asprone (Università Federico II di Napoli), a conferma del respiro internazionale della manifestazione.

Il congresso approfondirà i temi chiave del rapporto tra IA e ingegneria strutturale: dall’utilizzo dei big data per ottimizzare le decisioni progettuali, alla previsione di cedimenti strutturali, fino alla generazione di soluzioni innovative per infrastrutture più sicure, resilienti ed economicamente sostenibili.

L’evento ARTISTE è supportato dal progetto FAIR – Future Artificial Intelligence Research finanziato dall’Unione Europea – Next-GenerationEU (PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) – MISSIONE 4 COMPONENTE 2, INVESTIMENTO 1.3 – D.D. 1555 11/10/2022, PE00000013), ed in particolare lo spoke 7 “Edge-exascale AI” coordinato dalla professoressa Barbara Caputo del Politecnico di Torino.

 

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