ECONOMIA- Pagina 61

Benvenuti nella CER Canavesana: un passo concreto verso la transizione energetica

Ieri ad Ozegna, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Canavesana ha accolto la delegazione francese e valdostana impegnata nel Tour RECROSSES, un percorso in bicicletta che collega le Comunità Energetiche Rinnovabili tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia, fino ad arrivare a Cuneo e successivamente a Nizza, in un itinerario interamente dedicato alla mobilità sostenibile e alla condivisione di esperienze

L’appuntamento si è aperto con la calorosa accoglienza e il saluto istituzionale del Vice Sindaco di Ozegna Adriano Carpino, che ha portato il benvenuto dell’Amministrazione comunale e ha sottolineato il valore di questa iniziativa per il territorio.

Successivamente, il Consigliere Regionale e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli, insieme al Vicepresidente della CER Maichi Cantello, ha illustrato agli ospiti il percorso che ha portato alla nascita della CER Canavesana, fondata come associazione riconosciuta senza scopo di lucro, e le prospettive di sviluppo che si aprono grazie a questa esperienza.

Nel suo intervento, Bartoli ha voluto rimarcare l’importanza di un modello energetico che guarda al futuro: una comunità capace di generare energia pulita, ridurre i costi per famiglie e imprese e rafforzare l’autonomia energetica del Canavese. Ha evidenziato anche il valore delle collaborazioni avviate con la Francia e la Valle d’Aosta, tasselli fondamentali per rafforzare la cooperazione transfrontaliera e inserire la nostra CER in un più ampio quadro europeo.

In questo contesto, è stato firmato il Protocollo di Cooperazione Transfrontaliera tra Comunità Energetiche Rinnovabili, nell’ambito del progetto europeo RECROSSES (Interreg ALCOTRA 2021-2027). L’accordo rappresenta un passo significativo per lo scambio di buone pratiche, la nascita di comunità energetiche transfrontaliere e la condivisione di modelli innovativi.

La CER Canavesana interessa un territorio di 54 km² e circa 4.000 famiglie e punta a soddisfare progressivamente il fabbisogno energetico locale attraverso il fotovoltaico diffuso, la domotica e lo studio di soluzioni basate sulle biomasse, come ha spiegato il Vicepresidente Maichi Cantello.

Un ringraziamento va al Sindaco di Ozegna Federico Pozzo, al Presidente della CER Giovanni Agostino Graziano, ai Sindaci dei Comuni partner – Giosi Boggio (San Giusto Canavese), Fabrizio Ferrarese (Ciconio) e Angelo Marasca (Lusigliè) – e allo stesso Vicepresidente Cantello per il loro costante impegno.

Un ringraziamento particolare anche al Presidente di Envipark Mimmo Portas, che con la sua visione contribuisce al rafforzamento delle CER e della cooperazione transfrontaliera.

La Regione Piemonte, partner attivo del progetto RECROSSES, ha un ruolo fondamentale di coordinamento e sostegno nello sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso attività di formazione, sportelli informativi, supporto agli enti locali e promozione del network regionale delle CER.

La CER Canavesana nasce per promuovere un modello energetico sostenibile, collaborativo e inclusivo, che renda cittadini e imprese protagonisti della transizione ecologica.

Il passaggio del Tour in bicicletta RECROSSES, da Aosta fino a Cuneo e Nizza, rappresenta un segnale concreto: un modello innovativo che unisce mobilità sostenibile, incontro e scambio di esperienze, rafforzando la dimensione transfrontaliera della cooperazione energetica.

Concludendo, l’incontro di oggi non è stato solo un momento celebrativo, ma una vera e propria tappa di crescita della CER Canavesana, che guarda al futuro con concretezza, ambizione e visione europea.

Comunicare l’agricoltura: due borse di studio

 Promosse da eVISO, Regione Piemonte e Fondazione Agrion

 Nel corso di Cheese 2025, la manifestazione organizzata da Slow Food e dal Comune di Bra, è stato annunciato il lancio del bando di concorso per l’assegnazione di due borse di studio in memoria di Azio Citi, attore, artista, animatore culturale e cofondatore di Slow Food, scomparso nel 2023.

Le borse, di 1.000 euro ciascuna sono finanziate da eVISO S.p.A. in collaborazione con la Regione Piemonte e Agrion – Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese.

Il bando è rivolto a studenti e studentesse iscritti a corsi di laurea triennale o magistrale o universitari che discuteranno la tesi nel periodo tra il 1° dicembre 2025 e il 30 giugno 2026. Le aree coinvolte sono: Comunicazione, Agraria, Economia con indirizzo marketing e comunicazione, Agritech, Ingegneria Gestionale e Scienze e culture Gastronomiche.

L’iniziativa intende offrire ai giovani strumenti pratici di ricerca ed esperienze dirette nel settore agricolo, con l’obiettivo di integrare la formazione universitaria con l’esperienza sul campo e, al tempo stesso, sostenere nuove idee e visioni che possano valorizzare il lavoro degli agricoltori, promuovere pratiche sostenibili e contribuire allo sviluppo di un’agricoltura più innovativa e consapevole.

Un sostegno mirato che permette agli studenti di approfondire tematiche fondamentali per il settore:

  • Come comunicare l’agricoltura ai consumatori, valorizzando il ruolo dell’agricoltore e promuovendo un consumo più consapevole;

  • Come comunicare con gli imprenditori agricoli, trasferendo conoscenze e strumenti per un’agricoltura sempre più innovativa e sostenibile.

La domanda di partecipazione dovrà essere inviata entro e non oltre il 31/10/2025 tramite PEC. La selezione sarà poi effettuata da una specifica commissione. Conclusa la selezione e ricevuti gli elaborati finali, la Fondazione Agrion e Regione Piemonte valuteranno l’opportunità di offrire ai due vincitori un’esperienza di tirocinio presso le proprie strutture, come ulteriore occasione di crescita e applicazione pratica delle competenze acquisite nel percorso di studi.

Questo accordo rappresenta un vero e proprio investimento sul futuro dei giovani e dell’agricoltura e offre la possibilità di mettere in pratica quelle che sono le conoscenze universitarie, e dunque dare concretezza alla formazione.” dichiara il Presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sottolinea l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: “L’agricoltura piemontese ha bisogno di nuove energie, idee e strumenti per affrontare le future sfide del settore agricolo e la Regione Piemonte è convinta che i giovani possano rappresentare quel valore aggiunto e portare innovazione. Proprio per questo, con eVISO e Fondazione Agrion offriamo queste due borse di studio che non solo sosterranno il percorso universitario ma che offriranno anche la possibilità di svolgere un tirocinio presso le sedi di Regione Piemonte e Fondazione Agrion. Un’opportunità che permetterà ai giovani di diventare protagonisti del futuro dell’agricoltura.”

Questo progetto mette al centro la formazione e il comparto agricolo: due parole che – a proposito di comunicazione – sono fondanti per eVISO. La formazione è per eVISO il motore che genera conoscenza e crescita, mentre l’agricoltura rappresenta il comparto da cui siamo partiti e a cui continuiamo a guardare con attenzione e rispetto. Presentarlo a Cheese, con il riconoscimento del valore di Slow Food, rafforza ancora di più il legame con il territorio e la volontà di generare valore sia all’interno della nostra comunità che verso l’esterno, supportando la filiera agricola e favorendo uno sviluppo sostenibile per tutti.” – ha dichiarato Roberta Celia, per l’Ufficio Marketing e Comunicazione di eVISO.

Presentare l’iniziativa a Cheese assume un valore importante: la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi e alla cultura alimentare rappresenta uno dei luoghi più significativi per dare voce ai temi della sostenibilità e dell’innovazione agricola. Un contesto che riconosce il ruolo di Slow Food come catalizzatore culturale e sociale e che rende naturale l’idea di intitolare le borse ad Azio Citi, figura che ha contribuito in prima persona a fondarne i valori.

 

Torna Cheese, a Bra la più importante rassegna dei formaggi

Dal 19 al 22 settembre prossimo, la principale manifestazione internazionale sui formaggi a latte crudo

“A Cheese incontriamo la meglio gioventù dei nostri giorni. Le storie di ragazze e ragazzi che hanno scelto con coraggio di allevare razze autoctone, di preservare prati stabili e pascoli, di lavorare il formaggio a latte crudo –  ha affermato Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia – un’umanità bella, piena di sogni, di passione e competenze. A Cheese i protagonisti saranno loro, rappresenteranno il mondo straordinario dei formaggi a latte crudo. Testimoni di un futuro possibile e migliore. Siamo giunti alla 15esima edizione e i formaggi a latte crudo rischiano di scomparire. Molte piccole aziende chiudono perché non reggono i costi, troppo elevati, a causa della mancanza di servizi che affligge le terre alte. I pastori sono sempre più anziani e ora sono in discussione nuove normative che rischiano di dare a questo settore il colpo di grazia. Normative fatte sulla base di un allarmismo mediatico che non ha niente a che fare con la corretta informazione. Per salvare il mondo intorno ai formaggi a latte crudo, è necessaria un’alleanza estesa e il contributo di tutti, da parte delle istituzioni (governo, regioni, comunità montane, scuola e parchi), delle associazioni, delle aziende private che possono fare la loro parte per non chiudere sportelli bancari, per estendere la banda larga alle aree più remote di consumatori, che devono cercare di acquistare questi prodotti. C’è da fare un lavoro culturale enorme, una rivoluzione”.

La 15esima edizione di Cheese, organizzata da Slow Food e Città di Bra con il supporto della Regione Piemonte, il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e del Ministero del Turismo, riaccende i riflettori sul sistema produttivo unico per il suo valore ambientale, sociale, culturale ed economico. L’evento mette al centro il mondo del formaggio a latte crudo, con uno sguardo rivolto al futuro della montagna e delle aree interne. Oltre al latte e ai formaggi, a Cheese vengono messi al centro molti altri prodotti: la lana, che può tornare a essere una risorsa,  non solo per i tessuti ma anche come isolante naturale, concime, materiale assorbente per gli sversamenti di petrolio in mare. E poi il miele, espressione della biodiversità dei prati, valorizzato attraverso il presidio Slow Food, dei prati stabili e dei pascoli.

“Cheese non sarebbe Cheese se non avesse Bra intorno – ha sottolineato il Sindaco di Bra Gianni Fogliato – è un grande evento, ma anche un progetto valoriale e di squadra che ci rende protagonisti di sfide che ci coinvolgono come cittadini e amministratori. Cheese è una rassegna dalla forte vocazione internazionale che ha saputo sviluppare un legame solido con il territorio che lo ospita da molti anni. Sapremo accogliervi e farvi sentire a casa per quattro giorni. Non solo come ospiti, ma anchr come concittadini”.

“Cheese è sicuramente il più grande evento al mondo dedicato alla fiera lattiero casearia, e si sviluppa in una Regione che ha un patrimonio di formaggi straordinari, molti dei quali DOP – afferma l’Assessore all’Agricoltura, Cibo e Turismo Paolo Bongioanni – come Regione Piemonte saremo presenti con i distretti del cibo: daremo vetrina a questi nuovi soggetti che vanno a proporre innovazione e ricerca, interventi sulle aziende e la promozione di nostri grandi prodotti. Il Piemonte da solo rappresenta il 25% dei prodotti a Denominazione d’Origine di tutta Italia. Al loro fianco le ATL, proprio per cercare quel connubio virtuoso tra filiera agroalimentare e turismo. Fra i momenti dei convegni e quelli istituzionali, importantissimo sarà quello della Regione Lombardia, in quanto sottoscriveremo un nuovo protocollo fra Regioni per mettere ricerca e innovazione come punti cardine, e affrontare in modo coordinato gli aspetti climatici e le fitopatie. Sul tema del latte crudo, sottolineo che non si tratta di una legge, ma di linee guida emanate per tutelare il consumatore. Non sono impositive, possono essere declinate da parte delle Regioni. Abbiamo anche avviato un percorso che presenteremo proprio a Cheese: proporremo ai consorzi dei produttori due soluzioni, e saranno loro a indicarci quale adottare. Una molto semplice, quella dell’etichetta; oppure l’altra con attività di controllo, in cui la Regione si farà parte attiva del sostegno. Dobbiamo dare la garanzia assoluta, preservando quel patrimonio del Piemonte rappresentato dalla filiera del latte crudo, garantendo la sua funzione di presidio sul territorio, oggi più che mai indispensabile”.

“Cheese è la più importante rassegna lattiero casearia a livello internazionale, un momento di riflessione e proposta per il territorio. Quando è nata, nel 1997, ha lanciato un segnale forte per un’offerta gastronomica all’insegna della sostenibilità, della lentezza, del senso del limite acquisito dal territorio, che è diventato una destinazione turistica di rango internazionale. Questo territorio si sta riorganizzando, affinché questa notorietà diventi duratura – ha sottolineato il presidente dell’ente Turismo Langhe, Roero e Monferrato Mariano Rabino”.

Come sempre il pubblico degli eventi Slow Food fa esperienza di grandi temi legati al sistema agroalimentare, attraverso il piacere del gusto e le parole dei diversi interessati, produttori e artigiani che ogni giorno, attraverso il loro lavoro, ci garantiscono cibi sani e buoni.

“C’è un mondo intorno” sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, rappresenta il luogo della conoscenza e dell’incontro con i mestieri che ruotano intorno ai pascoli e al latte, dal pastore al botanico, dall’apicoltore al boscaiolo.

Torna il grande mercato dei formaggi con oltre 400 espositori provenienti da 14 Paesi, tra cui 90 presidi Slow Food. Da non perdere gli spazi dedicati ai 17 custodi dei prati stabili e dei pascoli, sia pastori che agricoltori, e ai 19 norcini di eccellenza nello spazio salumi. Se i laboratori del gusto sono già esauriti, novità di questa 15esima edizione sarà l’Osteria dell’Alleanza, dove tutti i soci e le socie Slow Food hanno la possibilità di gustare gratuitamente le preparazioni ideate dai cuochi e dalle cuoche dell’Alleanza Slow Food italiani. Immancabile la gran sala Vini, Formaggi e Salumi, dove sperimentare straordinari abbinamenti di formaggio a latte crudo, salumi artigianali e 300 etichette selezionate dalla Banca del Vino. Per concludere, i visitatori potranno gustare il caffè della Slow Food Coffe Coalition, i gelati dei presidi di Alberto Marchetti, la pizza di Fulvio Marino e le specialità espresse di decine di cucine di strada e food track in abbinamento alle etichette dei birrifici italiani presenti.

Gian Giacomo Della Porta

Confartigianato: chiuso il traforo del Bianco e disagi sulla Torino-Savona

Giovanni Rosso (Presidente Autotrasporto di Confartigianato Imprese Piemonte): “La manutenzione deve essere fatta, ma non possiamo, per questo, penalizzare ulteriormente il comparto dell’autotrasporto sul quale gravano difficoltà ormai ataviche come la carenza di personale, gli extracosti di percorrenza e il ridimensionamento del volume d’affari”

 

Chiediamo un sostegno, dei ristori e la possibilità di non pagare i transiti nei tratti cantierizzati”.

 

Con la fine dell’estate si raccende l’autunno caldo per le autostrade e gli autotrasportatori.

Ad attendere al varco il comparto dell’autotrasporto sono i tre mesi di chiusura, fino all’inizio di dicembre, per il traforo del Monte Bianco, per consentire interventi di manutenzione straordinaria. Una situazione che potrebbe impattare pesantemente  su chi spedisce o riceve merci dalla Francia e dal Centro Europa.

A questa situazione di criticità, si aggiunge la ripresa dei lavori sulla A6 dopo la pausa estiva, con l’aggiunta di due maxi cantieri all’altezza di Savona.

“Anche se abbiamo un passaggio secondario con il valico stradale del Frejus – commenta Giovanni Rosso, Presidente autotrasporto di Confartigianato Imprese Piemonte – l’impatto per gli autotrasportatori è negativo per il rallentamento e gli ingorghi che inevitabilmente scaturiscono da una situazione logistica al collasso. Per non parlare degli extra costi e una dilatazione dei tempi di percorrenza.”

“Per quanto riguarda la situazione della Torino-Savona – continua Rosso – i disagi e i rallentamenti rendono faticosa e sincopata la percorrenza di molti tratti.  Queste criticità rappresentano un danno importante per il mondo produttivo, per non parlare del maggiore inquinamento per l’ambiente”.

“Sia chiaro: la manutenzione deve essere fatta, ma non possiamo, per questo, penalizzare ulteriormente il comparto dell’autotrasporto sul quale gravano difficoltà ormai ataviche come la carenza di personale, gli extracosti di percorrenza e il ridimensionamento del volume d’affari dovuto anche alla situazione geopolitica in atto. Voglio ricordare che alcuni nostri committenti sono delle multinazionali che esportano in tutta l’EU e in questo momento procedono, giocoforza, a rilento. Per affrontare queste criticità chiediamo un sostegno, dei ristori e la possibilità di non pagare i transiti nei tratti cantierizzati”.

Michela Frittola, Ufficio stampa Confartigianato Imprese Piemonte tel. 331/9332430–

“Le fiere perse da Torino una delle cause del declino economico della città’”

Caro direttore,
a fine settembre si tiene presso la Fiera di Milano l’Expo Ferroviaria che in passato si teneva a Torino. Un’altra iniziativa persa dalla nostra Città. La economia di una Città o di una Regione è trainata dall’andamento economico delle sue aziende, dalla capacità dei suoi imprenditori, dalla sua capacità di attrarre visitatori per affari o per turismo, dal suo aeroporto, dalla qualità dei suoi collegamenti trasportistici ma anche dalle sue Fiere. Le Fiere internazionali sono nel DNA di Torino da quella universale del 1884 a quella del  1911 per il primo Cinquantenario della Unità d’Italia a Italia 61 furono grandi eventi che volevano a portare a Torino imprenditori e uomini di affari di tutta Europa e poi del mondo nella nostra Città. L’ultima grande Fiera torinese che aveva uno standing mondiale era il Salone dell ‘Auto al Valentino , una vetrina mondiale non solo per la FIAT ma per i nostri grandi carrozzieri e per le nostre aziende che costruivano le macchine utensili. Non a caso a fianco del Salone dall’auto c’era il Salone della Tecnica nel quale gli artigiani e gli imprenditori potevano vedere l’ultima macchina utensile, l’ultima saldatrice , l’ultimo tornio etc.etc. Nelle due settimane del Salone dell’auto, Torino era strapiena i ristoranti facevano i doppi turni etc.etc.  Aver perso il Salone dell’auto e’ stato grave così come è grave aver rinunciato a organizzare Fiere internazionali immaginando che chi andava alla Fiera di Rho poi venisse a dormire a Torino. Aver perso la Expo Ferroviaria e’ stato un altro grave errore perché il treno sarà il mezzo di trasporto del futuro , perché Torino con la TAV sarà una delle fermate di quella che sarà una volta completata la METROPOLITANA d’Europa ma è anche grave perché in Piemonte c’è uno degli stabilimenti più avanzati nella produzione di treni. Nei treni c’è tanta tecnologia e tanto sapere. Cavour che fece di tutto per far nascere l’Ansaldo , leader ancora oggi nel segnalamento ferroviari,che fece approvare e poi costruire il primo Traforo alpino al mondo ci starà molto male.
Mentre aBologna hanno investito nelle Fiere al punto che la Fiera di Bologna ha stipulato recentemente un accordo con la Fiera di Francoforte, Torino si limita alle feste di paese.
Ecco uno dei motivi che spiegano il calo della crescita della economia e del lavoro di cui non si parla sui grandi giornali per non disturbare il manovratore e dimenticato anche dai consiglieri comunali o regionali. L’augurio è che alle prossime elezioni amministrative vengano premiate persone esperte e competenti. Ne parliamo sabato a Bardonecchia con Airaudo, Gay, Maccari,Leo, Bonsignor, Merlo, Carmagnola, Calgaro e Maurizio Lupi.
Mino GIACHINO 

I torinesi spendono per la cura dei pet più della media nazionale

Indagine UniSalute Nomisma sugli animali domestici

Gli animali domestici sono sempre di più parte integrante delle famiglie torinesi, con quasi due su tre, il 64% che ne hanno almeno uno.Ma quanto pesano sul bilancio familiare? La nuova indagine UniSalute-Nomisma per l’Osservatorio Sanità si concentra proprio su questo,in particolare sui costi relativi alla gestione della salute del proprio pet.
Per gli animali domestici a Torino la spesa è in media di 85 euro al mese, per un totale superiore ai mille euro l’anno. Quasi la metà della spesa riguarda la salute, con l’89% dei torinesi che ha portato il proprio cane o gatto dal veterinario almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Il 57% è interessato alle polizze pet, uno su sei ne ha già sottoscritta una.
Alimenti specifici, giochi, accessori, ma anche integratori, antiparassitari, farmaci. La cura degli animali domestici è diventata una voce importante nel bilancio familiare degli italiani e i torinesi non fanno eccezione.
Ma quanto si spende davvero per il proprio cane o il proprio gatto? E quanto interesse c’è per le assicurazioni dedicate? Sono alcune delle domande oggetto dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, realizzata in collaborazione con Nomisma, che ha esplorato il mondo del pet care nel capoluogo torinese. Secondo l’indagine il 64% dei torinesi possiede almeno un animale domestico, con una netta prevalenza di cani e gatti. Il legame affettivo è molto forte. Il 96% degli intervistati afferma di avere un rapporto molto stretto con il proprio amico a quattro zampe, con il 61% che si dichiara “ fortemente affezionato”.

Di conseguenza i pet lovers torinesi non badano a spese. Il campione intervistato spende mediamente 85 euro al mese per animale, ma oltre uno su quattro, pari al 26%, dichiara di dedicare un budget superiore a 100 euro al mese. Riportando l’esborso medio su 12 mesi, si arriva ad una somma superiore a 1020 euro l’anno per ogni cane o gatto, di cui quasi la metà  (471 euro) relative a spese sanitarie. Si tratta di cifre significative superiori alla media nazionale, che si attesta intorno ai 900 euro l’anno, di cui 379 per la salute, ma evidentemente l’affetto incondizionato e la compagnia del proprio pet  non hanno prezzo per i torinesi.
Figura centrale nella cura degli animali domestici è quella del veterinario.A Torino l’89% dei cani e gatti è stato portato in visita almeno una volta l’anno, e circa uno su sei, pari al 16%, almeno una volta ogni 2-3 mesi. A motivare le visite dal veterinario sono per lo più controlli di routine (75% dei casi), ma anche le vaccinazioni ( 54%) e la richiesta di consigli e informazioni (22%). Meno frequente l’intervento dello specialista per malattie croniche (19%) e operazioni chirurgiche (10%).
Alla luce del notevole impegno economico e di tempo necessario per la cura del proprio animale domestico, risultano sempre più diffuse le polizze dedicate. Il 57% dei torinesi dice di conoscerle bene e uno su sei (17%) ne ha sottoscritta una, con il 64% che si dichiara propenso a consigliarla ad amici e parenti. Tra chi non ha mai avuto una polizza pet, il 57% dichiara che potrebbe prendere in considerazione di sottoscriverne una.
Quattro torinesi su cinque ( 80%) si dichiara disposta  a spendere per una polizza tra100 e 200 euro l’anno, mentre solo il 6% andrebbe anche oltre le 200 euro l’anno per una polizza pet. Tra I servizi considerati più interessanti la possibilità di beneficiare di rimborsi completi (46%), tariffe agevolate (40%), la reperibilità del veterinario 24 ore su 24 ( 20%) e sempre il 20% visite e servizi a domicilio.

Mara Martellotta

In arrivo 450 mobility manager, il Piemonte investe sul futuro della mobilità

Sono già più di 450 i mobility manager formati gratuitamente dalla Regione Piemonte, e altri 150 sono in attesa di completare il percorso formativo nel prossimo autunno

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È quanto emerso dal convegno “Verso una mobilità sostenibile”, tenutosi il 16 settembre a Torino, durante la Settimana Europea della Mobilità.

«L’iniziativa – ha detto l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi nel corso del convegno su questo tema svoltosi oggi pomeriggio nel Grattacielo della Regione – conferma il ruolo guida della Regione nel promuovere politiche concrete e strumenti innovativi per una mobilità più efficiente e sostenibile».

Secondo l’assessore Gabusi, «Il mobility manager è una figura apicale molto importante per gestire la mobilità nei nostri territori. La Regione, in quanto ente di programmazione, ha gestito le risorse e partecipato con dedizione a tutti i tavoli nazionali sul tema».

Il mobility manager è una figura professionale strategica, incaricata di analizzare e gestire gli spostamenti sistematici casa-lavoro e casa-studio. Opera all’interno di aziende, enti pubblici e istituzioni scolastiche, con il compito di redigere piani di mobilità, proporre soluzioni alternative all’uso dell’auto privata e monitorare l’impatto ambientale delle misure adottate. Grazie alla sua conoscenza del territorio e dei flussi di mobilità, contribuisce alla pianificazione urbana e alla riduzione delle emissioni.

Tra gli strumenti presentati nel corso del convegno, la piattaforma digitale Emma rappresenta il cuore operativo delle politiche regionali. Sviluppata da 5T Srl su incarico della Regione Piemonte, Emma è una soluzione open source che consente ai mobility manager di raccogliere dati, analizzare le abitudini di spostamento e stimare il risparmio ambientale derivante da misure sostenibili.

Massimo Isaia, mobility manager della Regione Piemonte, ha illustrato le funzionalità della piattaforma, che permette anche la redazione e l’archiviazione dei Piani di spostamento casa-lavoro. Dati che vanno a costituire la base su cui orientare le politiche regionali. Da oggi, Emma potrà essere adottata anche dalla Regione Emilia-Romagna, a conferma della sua efficacia.
Un esempio concreto di applicazione delle politiche regionali è la convenzione attivata con l’Asl di Alessandria, che consente ai dipendenti di rateizzare l’abbonamento ai mezzi pubblici. L’intervento, pensato per semplificare la vita lavorativa e incentivare l’uso del trasporto collettivo, si inserisce in una strategia più ampia di promozione della mobilità sostenibile.

A chiudere il quadro delle iniziative, il progetto PieMove garantisce il trasporto pubblico gratuito agli studenti universitari under 26. «Ogni settimana – ha concluso l’assessore Gabusi – tra i 3.000 e i 4.000 giovani aderiscono al programma, dimostrando l’efficacia di politiche orientate all’inclusione e alla sostenibilità. Abbiamo costruito un sistema che mette al centro le persone, semplifica la vita quotidiana e promuove scelte responsabili».

Tari: approvate riduzioni per utenze domestiche e non domestiche ai quartieri “virtuosi”

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Nel 2024, sono stati i residenti del quartiere San Donato a far registrare il miglior incremento percentuale nella raccolta differenziata rispetto all’anno precedente, attraverso il sistema di raccolta domiciliare con ecoisole smart ad accesso controllato. Per quanto riguarda invece il sistema cosiddetto “porta a porta”, le migliori performance si sono riscontrate nei quartieri Regio Parco, Barca e Bertolla.

A tutti i nuclei familiari residenti in questi quartieri sarà riconosciuta una riduzione della TARI pari ad una riduzione del 6,5% della parte variabile della tariffa.

La misura è stata approvatadalla Giunta Comunale, su proposta dell’Assessora al Bilancio, Gabriella Nardelli.

”Si tratta di un risultato che è anche frutto del lavoro portato avanti per migliorare l’efficienza nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti – commenta l’assessora al Bilancio- .Un altro segnale concreto dell’impegno dell’Amministrazione sul fronte dei tributi per rendere la città più equa e inclusiva e che segue gli interventi dello scorso aprile per contenere gli effetti dell’aumento dei costi sui cittadini, nonostante la difficile congiuntura e le note ristrettezze finanziarie.”

Ulteriori riduzioni sono previste anche, nel caso delle utenze domestiche, per chi adotta pratiche virtuose di prevenzione dei rifiuti, come l’uso di coppette o assorbenti riutilizzabili, l’utilizzo di pannolini lavabili e l’adesione a servizi di noleggio e lavaggio pannolini per bambini 0–3 anni. Nel caso di utenze non domestiche invece le riduzioni riguarderanno la vendita prevalente di prodotti sfusi o alla spina, l’adozione del vuoto a rendere, la distribuzione di acqua alla spina in contenitori riutilizzabili e la cessione gratuita di prodotti non alimentari.

Lo sconto sarà pari ad una riduzione, per ogni pratica attivata, del 2% della tariffa variabile per le utenze domestiche e dell’1% per le utenze quelle non domestiche. Occorre ricordare che la riduzione verrà concessa a consuntivo, previa presentazione entro febbraio 2026 di una istanza corredata dalla relativa documentazione.

TORINO CLICK

Al via il Distretto del cibo della pianura Canavesana e Collina

Con la sottoscrizione dell’adesione da parte della Città metropolitana, dei 78 Comuni coinvolti, delle organizzazioni di categoria del mondo agricolo, del CAPAC-Consorzio Agricolo Piemontese per Agroforniture e Cereali, dei Consorzi Irrigui e di alcune aziende del settore molitorio, è nato ufficialmente il Distretto del cibo della pianura Canavesana e Collina torinese, che comprende un ambito territoriale vastissimo e quindi molto importante nell’economia metropolitana. I soci fondatori hanno scelto quale legale rappresentante del Distretto l’assessore alle risorse agricole della Città di ChivassoFabrizio Debernardi.

“Sono molto soddisfatta di questa collaborazione territoriale, alla quale ho lavorato con particolare impegno. – commenta la Consigliera delegata allo sviluppo economico e alle attività produttive Sonia Cambursano, che ha firmato negli uffici dello studio notarile associato Bonito-Gili-Minasi-Orsini l’adesione della Città metropolitana di Torino al nuovo Distretto del Cibo – Oggi sanciamo ufficialmente la nascita di un organismo che supporterà un sistema produttivo locale che coinvolge le imprese della produzione, della trasformazione e della distribuzione e somministrazione agroalimentare, gli attori pubblici locali e altri portatori d’interesse che stabiliscono tra di loro legami di interdipendenza virtuosa, rafforzandoli per affrontare il mercato uniti e rafforzati dal sistema territoriale”.

“Nel Distretto del Cibo, – aggiunge Cambursano – il sistema pubblico e privato operano in modo integrato nel sistema produttivo locale per rafforzare la sostenibilità ambientale della produzione agricolarendere il sistema economico locale più resiliente e in grado di fronteggiare più efficacemente gli impatti del cambiamento climatico e lo spopolamento nelle aree rurali, favorendo la continuità aziendale e la reciproca integrazione delle imprese del sistema agroalimentare locale. I Distretti del Cibo debbono operare per rafforzare il turismo di prossimità, favorire l’accesso della popolazione residente a un cibo sanodi qualità e prodotto localmente“.

La sede del nuovo Distretto è identificata in quella di Città metropolitana di Torino. Tra le prime iniziative su cui si stanno confrontando i soci vi è la sinergia tra il nuovo organismo e i Distretti del Commercio presenti sul territorio di riferimento. Un primo protocollo d’intesa è già stato siglato con il Distretto Urbano del Commercio di Torino, su impulso dell’Assessore comunale al commercio e ai mercatiPaolo Chiavarino.

Ricadono nel Distretto del cibo della pianura Canavesana e Collina torinese i territori dei Comuni di Agliè, Azeglio, Bairo, Banchette, Barbania, Barone Canavese, Bosconero, Brandizzo, Brusasco, Busano, Caluso, Candia Canavese, Casalborgone, Castagneto Po, Castellamonte, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Chivasso, Ciconio, Ciriè, Colleretto Giacosa, Cuceglio, Favria, Feletto, Fiorano Canavese, Foglizzo, Front, Gassino Torinese, Ivrea, Lauriano, Leinì, Lessolo, Levone, Lombardore, Loranzè, Lusigliè, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montanaro, Monteu da Po, Nole, Oglianico, Orio Canavese, Ozegna, Parella, Pavone Canavese, Perosa Canavese, Pertusio, Rivarolo Canavese, Rivara, Rivarossa, Romano Canavese, Rondissone, Salassa, Salerano Canavese, Samone, San Benigno Canavese, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Maurizio Canavese, San Ponso, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Scarmagno, Strambino, Torrazza Piemonte, Valperga, Vauda Canavese, Verolengo, Verrua Savoia, Vialfrè, Villareggia, Vische, Volpiano.