ECONOMIA- Pagina 403

Mutui per la casa: Piemonte al quinto posto in Italia

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato nel dettaglio l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel terzo trimestre 2020. L’analisi fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Dicembre 2020.

ITALIA

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.761,0 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +10,8%, per un controvalore di 1.145,5 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del secondo trimestre 2020 (quando la variazione è stata pari a +9,7%) sia del primo trimestre 2020 (+10,0%). I primi nove mesi del 2020 si sono chiusi con 37.006,6 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +10,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

PIEMONTE

Le famiglie piemontesi hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 839,0 milioni di euro, che collocano la regione al quinto posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 7,13%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +13,5%, per un controvalore di +99,6 milioni di euro. Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno, e si analizzano quindi i volumi da Gennaio a Settembre 2020, la regione mostra una variazione positiva pari a +3,5%, per un controvalore di +83,6 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi nove mesi 2.463,1 mln di euro, volumi che rappresentano il 7,03% del totale nazionale.

PROVINCE DEL PIEMONTE

Nel terzo trimestre 2020 le province del Piemonte hanno evidenziato il seguente andamento.

La provincia di Alessandria ha erogato volumi per 50,4 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +16,8%. Nei primi nove mesi del 2020, invece, sono stati erogati 137,5 mln di euro, pari a +1,0%.

Ad Asti sono stati erogati volumi per 27,5 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +11,1%. Da Gennaio a Settembre sono stati erogati 76,9 mln di euro (+1,5%).

La provincia di Biella ha erogato volumi per 16,5 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -4,5%. I primi nove mesi dall’anno hanno evidenziato volumi per 49,4 mln di euro, corrispondenti a -8,3%.

In provincia di Cuneo i volumi erogati sono stati 102,3 mln di euro, con una variazione pari a +18,1%. Quelli nei tre trimestri considerati sono stati 284,8 mln di euro, (-3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

In provincia di Novara sono stati erogati volumi per 72,8 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a +25,8%. I primi nove mesi hanno visto un totale di 196,6 mln di euro, con una variazione di -20,4%.

Torino ha erogato volumi per 523,0 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +12,1%. I primi nove mesi dell’anno hanno evidenziato volumi per 1.579,1 mln di euro e una variazione pari a +9,8%.

La provincia del Verbano-Cusio-Ossola ha erogato volumi per 28,8 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +13,5%. I tre quarti del 2020, invece, hanno segnalato un totale di 81,4 mln di euro, con una variazione di +3,8%.

Vercelli sono stati erogati volumi per 17,8 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a -0,0%. I tre trimestri in totale, invece, hanno visto 57,4 mln di euro (+3,1%).

IMPORTO MEDIO DI MUTUO – PIEMONTE

Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato. Nel terzo trimestre 2020 in Piemonte si è registrato un importo medio di mutuo pari a 103.000 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 105.400 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa il 9% in meno rispetto al mutuatario medio italiano.

CONCLUSIONI

Nonostante l’emergenza sanitaria legata alla pandemia, ad oggi, il mercato dei mutui alla famiglia in Italia ha ben reagito. Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa, ha previsto che il 2020 si chiuderà con circa 52 mld di euro, e il 2021 dovrebbe restare in linea con questi valori. La Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando, di fatto, l’accesso al credito delle famiglie e si è posta a sostegno delle economie e della finanza dell’area Euro in difficoltà. Il trend generale nel 2021 dipenderà dall’andamento della domanda, sia nella sua componente di acquisto, sia nelle operazioni di surroga e sostituzione. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui ancora molto bassi, permangono interessanti opportunità per il mercato immobiliare, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi vuole comprare a titolo di investimento.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Decreto Sostegno, quali aiuti per la montagna?

“Il Decreto Sostegno, che sostituisce i Ristori, avrà a disposizione 32 miliardi di euro. Il Governo deve fare in fretta e bene. In quei 32 miliardi devono esserci le risorse necessarie per le categorie e per le professioni dei territori montani.

Tutti i comparti produttivi, dagli impianti a fune ai rifugisti, devono trovare risposta alla crisi nel DL che auspichiamo sia pronto nelle prossime 48 ore. Chiediamo al Governo un confronto prima dell’approvazione, con le Associazioni di categoria delle imprese e degli Enti locali. C’è una grande attesa e senza gli adeguati sostegni avremo molte imprese che chiuderanno. E la montagna soffrirà più di altri territori”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem.

Gestione e programmazione dei rifiuti. Ecco il piano della Regione

L’assessore all’Ambiente Marnati: “Un passaggio cruciale per proseguire nella riforma del mondo dei rifiuti per raggiungere obiettivi importanti nella tutela ambientale e del rilancio economico della regione”

Gestire i rifiuti nell’ottica della promozione dell’economia circolare e del recupero energetico, nel rispetto delle direttive dell’Unione Europea, adottare misure per ridurre gli sprechi alimentari, promuovere il riutilizzo, ma anche tener conto nella pianificazione degli scarti derivanti dalle raccolte differenziate. Questi i punti fondamentali dell’atto di indirizzo per l’aggiornamento della programmazione e la gestione dei rifiuti presentato in Giunta regionale.

“Un passaggio cruciale per proseguire nella riforma del mondo dei rifiuti per raggiungere obiettivi importanti nella tutela ambientale e del rilancio economico della regione – commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati – Ci sono grandi opportunità che andranno sviluppate attraverso il miglioramento tecnologico e l’adozione di nuove strategie virtuose ed ecosostenibili”

Del documento verrà data informativa alla V commissione consiliare, convocata per la prossima settimana, e successivamente verrà portato in Giunta per l’approvazione.

Gli obiettivi, fissati dall’Unione Europea prevedono tre step, a breve, medio e lungo termine.

Tra questi il raggiungimento del 55% del riciclo dei rifiuti urbani entro il 2025 (i successivi step sono il 60% nel 2030 e il 65% nel 2035); il raggiungimento del riciclo dei rifiuti da imballaggio (65% entro il 2025, 70% entro il 2030); ridurre al massimo al 10% il collocamento in discarica per i rifiuti urbani entro il 2035; divieto di collocamento in discarica dei rifiuti della raccolta differenziata; promozione di strumenti economici per scoraggiare il collocamento in discarica; obbligo di raccolta differenziata per i rifiuti organici, per i rifiuti tessili e per i rifiuti ingombranti, compresi materassi e mobili.

Accanto agli obiettivi “vincolanti”, l’adozione poi di misure atte a ridurre gli sprechi alimentari (del 30% entro il 2025, del 50% entro il 2030), al miglioramento del recupero e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, agli obiettivi di riduzione dei rifiuti biodegradabili da portare in discarica.

Per l’adeguamento a questi obiettivi, la Giunta Regionale avvia il percorso di aggiornamento della programmazione regionale in materia di rifiuti urbani, oltre all’aggiornamento del piano di bonifica delle aree inquinate. Molti degli obiettivi sono già presenti nell’attuale Piano regionale di gestione dei rifiuti, ma le sfide poste dalle direttive europee richiedono un significativo aggiornamento della pianificazione. Oltre a ciò, andrà adeguato il sistema impiantistico ai futuri fabbisogni tenendo presente non solo quelli relativi al trattamento dei rifiuti raccolti in modo differenziato e indifferenziato ma anche di quelli che derivano dal loro trattamento, in particolare gli scarti che derivano dal trattamento delle raccolte differenziate.

Il Consiglio comunale a sostegno dei negozi di vicinato

Il Consiglio Comunale ha approvato, questo pomeriggio, una mozione con la quale si impegna l’Amministrazione “ad attivarsi presso il Governo e la Regione Piemonte perché siano garantite maggiori risorse sui fondi -Istruzione e Ricerca-, a partire dagli stanziamenti previsti dal Programma Next Generation EU, limitando così l’effetto di iniziative private che, pur sostenendo la scuola pubblica, potrebbero risultare dannose per i negozi di vicinato e la piccola distribuzione”.

Il documento, che vede come primo firmatario il consigliere Francesco Tresso (Lista civica per Torino), evidenziando come il commercio di vicinato rappresenti un pilastro della vita e della vivacità di ogni Comune e come diverse amministrazioni pubbliche lo sostengano con vari provvedimenti, sottolinea come occorra distinguere le iniziative che finiscono per esercitare una concorrenza non contrastabile che rispondono a finalità imprenditoriali dei grandi player mondiali, che hanno visto aumentare i fatturati nel corso della pandemia., dalla rete di esercizi commerciali di quartiere.

Il riferimento dell’atto è all’iniziativa “Un click per la scuola”, promossa da Amazon a beneficio delle istituzioni scolastiche, che consente di donare, alle scuole che aderiscono, una percentuale degli acquisti effettuati dai clienti sotto forma di credito virtuale. Alcune scuole hanno informato dell’adesione all’iniziativa creando la reazione di commercianti, del Sindacato Librai e Cartolibrai e della Confesercenti.

In questo modo, si sottolinea o, “il mondo della scuola potrebbe correre il rischio di interferire in modo negativo sulla concorrenza, rendendola non facilmente contrastabile da parte delle attività di prossimità.

Il documento, approvato anche grazie ad emendamenti del consigliere Federico Mensio (M5S), impegna inoltre ad avviare una campagna di sensibilizazione a favore del commercio locale, pubblicizzando le piattaforme di e commerce che si appoggiano sulle realtà di vicinato dei diversi quartieri.

Luisella Fassino alla guida dell’Associazione degli Ordini e i Collegi Professionali

 Mercoledì 3 marzo si è tenuta l’assemblea elettiva della Consulta degli Ordini e dei Collegi Professionali per il rinnovo del Presidente per il biennio 2021/2023.  Succede a Bruno Sparagna (Ordine Medici Veterinari) per la prima volta una “quota rosa”, Luisella Fassino (Ordine Consulenti del Lavoro) che guiderà l’organismo associativo che riunisce tutte le professioni amministrative, giuridiche, tecniche e sanitarie della provincia di Torino, organizzate in Ordini.

La Consulta è un ente senza fine di lucro che opera a livello provinciale in conformità alle norme istitutive degli Ordini associati nel rispetto dell’autonomia di ciascuno e nella consapevolezza delle rispettive funzioni, al fine di coordinare la presenza istituzionale delle categorie professionali in considerazione dell’importanza del ruolo svolto dai professionisti nella vita economica e sociale del paese.

I professionisti in Italia sono 1,4 milioni, rappresentano il 6% degli occupati e contribuiscono al 12% del PIL nazionale. Anche negli anni in cui la crisi economica si è fatta maggiormente sentire, è stata l’unica categoria che ha continuato a crescere numericamente, rappresentando opportunità lavorativa a elevato valore culturale, alternativa alla fuga all’estero di giovani talenti, nella cui formazione la nostra società ha investito, ma a vantaggio di quei paesi in cui i giovani sono considerati una risorsa e non un problema.

Confluiscono nella Consulta gli Ordini e i Collegi professionali degli Agronomi e Dottori Forestali, Architetti, Assistenti sociali, Avvocati, Biologi, Chimici, Consulenti del Lavoro, Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, Farmacisti, Geometri, Giornalisti, Infermieri Ingegneri, Medici Chirurghi e Odontoiatri, Medici Veterinari, Notai, Ostetriche, Periti Agrari, Periti Industriali, Psicologi e Tecnici delle professioni sanitarie.

“Train d’union” per un nuovo servizio ferroviario

“Train d’Union”, un comitato spontaneo nato per promuovere la creazione di un nuovo servizio ferroviario tra Nord Europa e Sud della Francia, con un ruolo centrale per Torino

 

“Per promuovere un nuovo progetto infrastrutturale a livello europeo è stato costituito un comitato spontaneo – spiega l’ingegnere torinese Luca Valzano, di cui è vicepresidente  e coordinatore del comitato tecnico scientifico – dal nome evocativo “Train d’Union”. Questo comitato si sta adoperando a favore della creazione di un servizio ferroviario tra il Nord Europa e il Sud della Francia, che sia passante da Torino e che consentirebbe la riapertura di alcune tratte sospese quali la Santhia’-Arona e la cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie, che è anche patrimonio del FAI, la Cuneo- Nizza (divenuta  molto importante e preziosa dopo la frana verificatasi sul colle del Tenda nell’ottobre del 2019)L’iniziativa proposta vuole porre rimedio alla crescente marginalità in cui versano il Piemonte e, soprattutto, il suo capoluogo regionale, Torino, ritenendo che la nostra città potrebbe, invece, assumere un ruolo fondamentale quale crocevia della rete dei trasporti transeuropei TEN-T”.

“Se venisse interessata dell’attraversamento di un asse verticale Nord Sud europeo – precisa l’ingegner Luca Valzano Torino diventerebbe un nodo molto importante, acquistando quella centralità che, invece, le politiche nazionali e comunitarie paiono affidare all’area centrale dell’Italia settentrionale e a Milano, comenaturale completamento delle tratte ferroviarie svizzere. Il recupero della tratta CuneoNizza diventa imprescindibile da un ripensamento della complessiva tratta transeuropea.

Il comitato è sorto su iniziativa di Bruno Lanteri Liano’, membro dell’Associazione culturale “A Vastera” che riunisce la comunità brigasca che vive nella zona al confine italofrancese, tra Liguria e Piemonte, e della  regione Provence-Alpes-Cote d’Azur. Si tratta di una comunità che risulta esemplare della collaborazione transfrontaliera tra territori; l’associazione A Vastera, che sostiene il progetto della tratta transfrontaliera, si è sempre adoperata per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni brigasche, intese come insieme di beni materiali e culturali tramandati dagli antenati”.

“Il comitato Train d’Union’ – precisa l’ingegnere Luca Valzano – è  nato raggruppando inizialmente  comunità di cittadini italiani e francesi sensibili alle esigenze economiche del territorio, accanto a realtà associative attente ai valori culturali e ambientali,  per porre rimedio all’isolamento infrastrutturale in cui versa il Piemonte. Per ottenere ciò  si è  pensato di promuovere un asse ferroviario che, partendo dalla Riviera francese, attraverso la Liguria di Ponente, Piemonte e Svizzera, potesse unire il bacino mediterraneo con la Germania e le Regioni del Nord Europa. Ilcomitato Train d’Union” propone un sistema di mobilità sostenibile su  rotaia, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Oltre al potenziamento della tratta  Arona-Santhia’, questo collegamento ferroviario coinvolgerebbe la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, interessando anche la regione meridionale della Francia, connettendo anche il Principaro di Monaco e la Liguria di Ponente, con un ruolo fondamentale assunto dallo scalo di Vado-Savona”.

“ Questo progetto -aggiunge l’ingegner Valzano – si distingue anche per la sua capacità interlocutoria trasversale ed è piaciuto a un consigliere regionale come Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Regione Piemonte, che si è iscritto al Comitato Train d’Union. Sarebbe assolutamente auspicabile che questo progetto fosse condiviso da tutte le forze politiche cittadine e regionali, in quanto si pone l’obiettivo del superamento del decentramento in cui versa sempre più Torino, oltre al fatto che risulterebbe un prezioso volano per la crescita economica dell’intero Piemonte”.

Mara Martellotta 

8 marzo amaro: l’imprenditoria femminile piemontese perde 712 aziende

LE IMPRESE ROSA DEL PIEMONTE STANNO PAGANDO: a fine dicembre – 712 imprese rosa

 

Daniela Biolatto (Presidente Donna Impresa Confartigianato Piemonte):

“Le imprese rosa del Piemonte hanno bisogno di essere sostenute sul piano finanziario, attraverso l’erogazione di ristori veloci ed appropriati, e sul piano del welfare”

L’imprenditoria femminile del Piemonte sta pagando l’impatto negativo dovuto al Covid-19.

A fine dicembre 2020, secondo gli ultimi dati forniti da Unioncamere, le imprese femminili con sede in Piemonte ammontavano a 95.879 unità, in diminuzione rispetto alle 96.591 di fine 2019 (-712 imprese rosa).

In Piemonte a trainare il lavoro indipendente femminile artigiano sono 16.796 titolari di imprese individuali artigiane (dato relativo al II trimestre 2019). Insieme a socie e collaboratrici operano nella nostra Regione 31.995 donne d’impresa. Inoltre, il 48% delle imprenditrici artigiane piemontesi ha tra i 48 ed i 72 anni.

A livello nazionale, la classifica provinciale vede in testa Milano, con 18.151 imprenditrici, secondo posto per Torino (15.769), seguita da Roma (14.829).

Nelle province del Piemonte dopo Torino, con 15.769 imprenditrici, troviamo Cuneo (4.935), Alessandria (3.203), Novara (2.732), Asti (1.547), Biella (1.409), Vercelli (1.256) e Verbania (1.144).

Un focus di Confartigianato Imprese sull’imprenditoria femminile mette in evidenza come quasi il 70% delle 31.995 donne d’impresa operino proprio nei settori più esposti alla “crisi coronavirus”.

 

L’imprenditoria femminile artigiana è caratterizzata soprattutto da piccolissime imprese, spesso a gestione familiare, che hanno più difficoltà di resilienza rispetto a quelle guidate dai colleghi uomini. I settori in cui operano maggiormente le imprese artigiane rosa, infatti, sono tra quelli maggiormente colpiti dalla pandemia: un terzo delle imprese artigiane rosa lavora nella moda, settore che ha patito più di altri la cessazione degli eventi soprattutto quelli legati alla filiera del matrimonio, un’altra importante fetta opera nel benessere (acconciature e centri estetici), che sono stati tra i primi a chiudere nel primo lockdown e gli ultimi a riaprire, un’altra importante fetta dell’ imprenditoriale femminile è legata al turismo, settore che ha subito una flessione del 90%.

 

“La causa della flessione di imprese rosa che ha caratterizzato l’anno pandemico – afferma Daniela Biolatto, Presidente Donna Impresa di Confartigianato Piemonte – è da ricercare anche nella scarsa attenzione che l’imprenditrice donna riceve in termini di welfare, sulla mancanza di investimenti che potrebbero giovare alle donne che lavorano, come ad esempio gli asili nido. In una parola l’imprenditoria femminile è costretta ancora oggi a fare dei veri e propri tour de force per poter coniugare il lavoro, la famiglia e i figli, che in questo anno di pandemia sono stati spesso seguiti da casa con la DAD. La crisi sanitaria ha messo in luce il problema atavico per le donne che fanno impresa, ossia la conciliazione vita-lavoro. Ma le difficoltà vanno ricercate anche sul fronte lavorativo, come ad esempio l’accesso al credito.”

A livello nazionale, secondo l’ultimo rapporto di Unioncamere, le imprese femminili si sono viste rifiutare l’8% delle domande di finanziamento rispetto al 4% delle imprese guidate da uomini.

“In questa fase le imprese rosa del Piemonte – conclude Biolatto – hanno bisogno di essere sostenute sia sul piano finanziario attraverso l’erogazione di ristori tanto veloci quanto appropriati, sia sul piano del welfare attraverso iniziative volte a migliorare la qualità della vita delle donne imprenditrici, come l’implementazione di servizi capaci di andare incontro alle esigenze al femminile. Voglio inoltre ricordare che l’investimento pubblico rivolto alle donne che lavorano ritorna sia in termini di PIL che in posti di lavoro che si creano”.

Le donne italiane sono anche tra le più intraprendenti d’Europa, ma il nostro Paese è agli ultimi posti nell’UE per l’occupazione femminile e le condizioni per conciliare lavoro e famiglia.

Le imprenditrici offrono un rilevante contributo alla ricchezza nazionale: si attesta, infatti, a 290,3 miliardi di euro il valore aggiunto prodotto dalle imprese guidate da donne. A questa cifra si aggiungono i 219,1 miliardi realizzato dalle lavoratrici dipendenti in imprese maschili. Se nelle attività indipendenti le donne italiane primeggiano in Europa, il nostro Paese rimane ultimo nell’UE per il tasso di occupazione femminile. Le imprenditrici devono fare i conti con un welfare che non aiuta le donne italiane a conciliare il lavoro con la cura della famiglia.

L’Osservatorio di Confartigianato Imprese mette in luce come la spesa pubblica italiana sia fortemente sbilanciata sul fronte delle pensioni e della spesa sanitaria per anziani mentre quella per le famiglie e i giovani si ferma a 26,9 miliardi, pari al 3,2% della spesa totale della PA (rispetto al 3,8% della media UE) e all’1,6% del Pil (rispetto all’1,7% della media UE). Percentuali che collocano l’Italia rispettivamente al 18° posto e al 15° posto tra i Paesi europei.

Tutto ciò si riflette sull’occupazione femminile e sulle condizioni per conciliare lavoro e famiglia: Confartigianato Imprese rileva infatti che il nostro Paese rimane ultimo nell’UE per il tasso di occupazione delle donne tra 15 e 64 anni: nel 2018 si attestava al 49,5% a fronte di una media del 63,3% nell’UE a 28. Fa peggio di noi soltanto la Grecia, con un tasso di occupazione delle donne tra 15 e 64 anni del 45,3%. Per giunta siamo ben lontani dal primato della Svezia (76%).

Per supplire alle carenze dei servizi pubblici, le donne si caricano di una notevole mole di impegni, tra cura della famiglia e attività domestiche, cui dedicano in media 3 ore e 45 minuti al giorno di lavoro non retribuito, pari ad un valore complessivo annuo di 100,2 miliardi di euro, di cui 18,5 miliardi attribuibile alle imprenditrici e 81,7 miliardi alle lavoratrici dipendenti. Il valore del lavoro non retribuito delle lavoratrici artigiane autonome è pari a 3,7 miliardi.

Arriva il bando per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese

L’Assessore Tronzano “sostegno alle Pmi che operano per la prosecuzione e il rilancio dell’attività di impresa”

 

E’ stato approvato con determina n.74 del 3 marzo il bando che riguarda i Contributi a sostegno della capitalizzazione delle piccole e medie imprese”. La misura attivata con delibera di giunta a seguito di confronto con la terza commissione consigliare, vedrà l’avvio dello sportello il prossimo 29 marzo alle ore 9.

L’intervento, finanziato complessivamente con un milione di euro per una potenziale platea di circa 30 imprese beneficiarie, è rivolto alle aziende del settore manifatturiero, delle costruzioni e dell’informatica.

Sono previsti contributi a fondo perduto di valore massimo pari a 62.500 euro per l’aumento di capitale delle società che effettueranno un’operazione di aumento di capitale (da un minimo di 50.000 euro fino a un massimo di 250.000).  Lo strumento di sostegno prevede il 30% di contributo per aumenti di capitale compresi tra 50.000 e 150.000 euro, il 25% per aumenti di capitale compresi tra 151.000 e 250.000.

Possono accedere alla misura le pmi piemontesi in possesso di alcuni requisiti, tra i quali: siano imprese di capitali, siano costituite da almeno un anno e con un bilancio chiuso e approvato, abbiano la sede di investimento attiva e operativa in Piemonte.

L’intervento – conferma l’Assessore alle attività economiche e produttive Andrea Tronzano – è volto a dare un sostegno alle Pmi che in questo modo operano per la prosecuzione e il rilancio dell’attività di impresa puntando su investimenti, sviluppo e consolidamenti.

I bimbi delle elementari imparano a fare impresa

Si è conclusa nella scuola Italo Calvino la  prima edizione di “Impresa… Elementare!”, il progetto ideato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino con un programma di 24 lezioni per imparare a  far diventare realtà i propri sogni. Da subito la seconda edizione alla scuola Collodi di Torino… Covid permettendo. 

 

 Utilizzo del denaro, nozioni di finanza, identità e obiettivi dell’imprenditore, come si definiscono clienti e competitor, cos’è la negoziazione, come gestire le risorse ambientali, cos’è in coding e infine come si possono realizzare i proprio sogni in ambito aziendale.

Sono tutti argomenti oggetto delle 24 lezioni, definiti “game”, affrontati dai bambini di 3° e 4° elementare della scuola Italo Calvino di via Zumaglia a Torino, che lo scorso 3 marzo hanno completato il programma di “Impresa… Elementare!”, il progetto ideato e organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e Banco Azzoaglio, con il patrocinio del Comune di Torino e con il supporto tecnico di alcune aziende partner, per far sviluppare e accrescere nei bambini dai 6 agli 11 anni, attraverso attività ludiche e di ragionamento, alcuni concetti basilari e capacità imprenditoriali utili e necessari nella loro vita professionale.

Era il 19 dicembre del 2019 quando è iniziato il primo game e per la prima volta i giovanissimi alunni hanno potuto apprendere le nozioni e i concetti propedeutici all’attività imprenditoriale direttamente dai protagonisti del settore, giocando, sperimentando, confrontandosi e ragionando in team. Poi al quarto “game” l’inevitabile stop dovuto al dilagare della pandemia.

A un anno e mezzo da quella prima lezione si è chiusa questa esperienza che ha lasciato nei bambini tanto entusiasmo e l’immenso desiderio di lanciarsi presto nel mondo delle imprese: chi vuole fondare un’agenzia di investigatori privati, chi punta a un’azienda che produce videogiochi educativi per tutte le età, chi sogna di diventare un documentarista e realizzare filmati con animali selvaggi, e chi, infine, vuole creare una casa di produzione cinematografica.

Si è conclusa questa bella esperienza, nuova per tutti, di far emergere ed estrapolare dai bambini delle elementari quelle attitudini e competenze che già hanno: il problem solving, la negoziazione, la creatività, lo spirito d’iniziativa, la capacità decisionale, il lavoro in team, attraverso attività ludiche da svolgere in classe. La loro risposta è stata entusiasmante e ci ha davvero resi felici e soddisfatti dell’impresa. La grande novità è stata inserire nel programma alcuni concetti di base dell’educazione finanziaria, come per esempio comprendere il denaro, il suo uso e funzionamento, che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione di esperti del Banco Azzoaglio”.

Alberto Lazzaro, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’U.I. Torino

 

“È stato un onore venire coinvolta nel progetto del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino ideato in via sperimentale per i bambini delle elementari. Prender parte attivamente alla divulgazione della cultura finanziaria è da sempre per il Banco Azzoaglio un focus di grande importanza per garantire ai giovani la conoscenza necessaria per entrare nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro, con la consapevolezza di poter essere imprenditori sia di se stessi che di un’impresa. E’ motivante accompagnare i più piccoli lungo il percorso per la creazione dei loro sogni, con positività e fiducia nelle loro aspirazioni.”

Elena Ramondetti Banco di Credito P. Azzoaglio Spa

Il programma di questa prima edizione si è concluso dopo 24 lezioni tenute dai Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino e concordate insieme con il Dirigente dell’Istituto, che non ha dovuto sostenere alcun costo per la partecipazione. Il programma della seconda edizione prevede da subito l’avvio di un nuovo ciclo di game presso la scuola Collodi di Torino e vuole rappresentare per i nuovi bambini proprio ciò che un imprenditore fa quotidianamente nella propria azienda, puntando al perfezionamento continuo delle sue competenze e di quelle dei suoi collaboratori e al miglioramento degli ambienti interni condivisi dai dipendenti. Ma perché riparta il progetto dovranno essere aperte le scuole e dipenderà inevitabilmente dall’andamento del contagio da Covid.

Idrogeno: regione al lavoro per il centro di alta tecnologia

Via libera dalla Giunta all’istituzione di un gruppo di lavoro il cui obiettivo è quello di impostare una strategia regionale per l’idrogeno. Marnati: “Con lo sviluppo dell’idrogeno nell’ industria e nella mobilità avremo nuove opportunità di crescita nell’economia con nuove occupazioni e allo stesso tempo tutela dell’ambiente”

Puntare a sviluppare la tecnologia dell’idrogeno per raggiungere gli obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione del sistema energetico e dei trasporti al 2050. La Regione Piemonte avvia un percorso per definire la strategia regionale per l’idrogeno attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro interdirezionale, per valorizzare le competenze e i punti di forza presenti sul territorio e per attrarre investimenti e finanziamenti. La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Energia, Ricerca e Innovazione della Regione Piemonte, Matteo Marnati, ha approvato l’istituzione del tavolo di lavoro.

“Ci prepariamo alla transizione ecologica sviluppando nuove tecnologie e nuovi mezzi per produrre energia senza inquinare – afferma Marnati – Con lo sviluppo dell’idrogeno nell’ industria e nella mobilità avremo nuove opportunità di crescita nell’economia con nuove occupazioni e allo stesso tempo tutela dell’ambiente. Il Piemonte è una regione con un potenziale straordinario che deve essere incentivato e sostenuto attraverso i fondi europei in arrivo”.

L’obiettivo finale è quello di candidare il Piemonte ad ospitare la sede del “Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno” previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato nel gennaio dell’anno scorso dal Consiglio dei ministri.

La strategia è articolata in tre punti fondamentali: qualificare il Piemonte come area di eccellenza per lo sviluppo delle tecnologie connesse all’idrogeno, consolidando la leadership che l’eco-sistema regionale ha costruito su questo tema; accompagnare le iniziative di supporto alle filiere industriali con una strategia di sostegno agli investimenti per quei comparti di maggior rilevanza nei quali l’idrogeno possa essere applicato, nel sistema dei trasporti, ad esempio (treni, autobus e mezzi pesanti per il trasporto di merci) e nel comparto energetico “contribuendo così, da una parte, al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale – aggiunge Marnati – e dall’altro alla competitività del territorio”. E infine valorizzare il sistema dell’innovazione e dell’industria regionale e le sue specializzazioni favorendone la connessione nelle filiere nazionali ed europee.