ECONOMIA- Pagina 405

I lavoratori fragili chiedono aiuto al governo

Caro direttore, il gruppo “Lavoratori fragili uniti per sopravvivere” conta 700 persone ed è nato con lo scopo di condividere più informazioni possibili, in questo periodo di pandemia, tra lavoratori cosiddetti fragili, dipendenti del settore pubblico e privato (persone con grave disabilità, immunodepressione, patologie oncologiche, in terapia salvavita, con trapianto d’organo, con malattie rare, etc. etc.), impossibilitati ad eseguire lavoro agile per mansione.

Ebbene, con grande soddisfazione e fiducia accogliamo la meritata nomina della Senatrice Tiziana Nisini a Sottosegretario al Lavoro ed alle Politiche Sociali, del Governo Draghi.
Il Sottosegretario Nisini è sempre stato vicino a noi lavoratori cosiddetti “fragili” sin dall’inizio della pandemia, sostenendoci con competenza, tenacia e passione, attraverso continui atti parlamentari, volti ad ottenere il riconoscimento di adeguate tutele, sanitarie e lavorative, necessarie a preservare noi lavoratori particolarmente vulnerabili in caso di contagio da Covid, stante  le nostre precarie condizioni di salute.
Tra gli ultimi atti parlamentari presentati a nostra tutela, a sua firma e del Senatore Augussori, figurano le due interrogazioni di Gennaio scorso di seguito allegate:
Tali interrogazioni richiedevano al Governo uscente di sanare quelle lacune legislative, che da quasi un anno ancora paghiamo con le decurtazioni di stipendio ed il licenziamento, conseguenze derivanti da tutele inadeguate, tardive, parziali ed inique, previste per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di “fragilità” correlata alla pandemia. Il Governo uscente ci ha infatti “dimenticato” in più di un’occasione, costringendoci a scegliere tra il diritto alla salute ed il diritto al lavoro, lasciando privi di qualsiasi tutela (dal 16 Ottobre al 31 Dicembre 2020) i lavoratori fragili impossibilitati ad eseguire smart working per mansione. Ad oggi attendiamo ancora che l’assenza precauzionale dal servizio parificata al ricovero ospedaliero (art. 26 comma 2 Dl Cura Italia e seguenti) venga esplicitamente esclusa dal computo del comporto per tutti i lavoratori fragili, nessuno escluso, a prescindere dal proprio CCNL.
Siamo fiduciosi che il Sottosegretario Nisini continuerà a dedicarci la giusta attenzione e l’ascolto attento ai nostri  bisogni, facendo esplicitare quanto prima, lavorando di concerto con il Ministro del Lavoro Orlando, la non computabilità dell’assenza-ricovero nel comporto e tutelando pienamente, sino a fine emergenza pandemica, i nostri diritti al lavoro ed alla salute.

Il mito (e gli sbagli) di Agnelli con Quaglieni su Fb

Domenica 7 marzo alle ore 18 sul canale social Fb, pagina del centro Pannunzio, lo storico Pier Franco Quaglieni aprirà le manifestazioni per il Centenario della nascita di Giovanni Agnelli con una lezione su “Agnelli, la Fiat oltre i miti“.

Il prof. Quaglieni ha conosciuto personalmente l’avvocato Agnelli e parlerà dei suoi rapporti con Mario Soldati. Dichiara Quaglieni “Voglio far rivivere un grande protagonista dell’Italia del secolo
scorso, del suo stile, del suo ruolo di Presidente della Fiat ed anche dei suoi errori. Oggi quello che resta della Fiat, ha totalmente perso lo smalto di Agnelli e non è più un’industria ne’ torinese ne’ italiana, una svolta che Agnelli non avrebbe permesso.”

Bilancio regionale: “più attenzione a chi ha bisogno”

“Nel maxiemendamento abbiamo voluto lanciare un segnale a chi fa più fatica ad arrivare alla fine del mese”. Lo ha detto l’assessore al bilancio Andrea Tronzano in prima Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti, illustrando il maxiemendamento al bilancio di previsione 2021-23. 

L’assessore ha ricordato come il maxiemendamento sia il frutto di un confronto proficuo nella maggioranza e che sono state rispettate le prescrizioni della Corte dei Conti: ridurre la spesa corrente e garantire il finanziamento prioritario delle spese obbligatorie e indifferibili.

Nel maxiemendamento vengono aumentate le risorse di un milione per i banchi alimentari, che hanno visto ingrossarsi le file alla distribuzione dei pasti gratuiti.

Due milioni in più vanno per le manutenzioni degli alloggi Atc, in modo da metterli a disposizione degli sfrattati. Aumentano anche le risorse per gli extraLea, di 4 milioni, e per la cultura, più 5 milioni. “Non taglieremo 30 milioni alla cultura, come è stato erroneamente detto in questi giorni”, ha spiegato Tronzano. “Alla fine, con l’ultimo aumento, la riduzione rispetto al 2020 dovrebbe essere sui 3 milioni, il massimo sforzo possibile”.

Più risorse per il turismo, 1,5 milioni. Incrementati di oltre 2 milioni anche i fondi per il dissesto idrogeologico. Risorse aggiuntive, 2,8 milioni, vanno all’edilizia scolastica, e vengono aumentati gli accordi di programma in questo settore per numerose province piemontesi. Per quanto riguarda le infrastrutture, 1 milione viene messo a disposizione per la progettazione, in modo da essere pronti quando arriveranno i fondi statali.

“Abbiamo fatto di tutto per non incidere in modo gravoso su nessun attore della società piemontese”, ha sottolineato Tronzano.

In attesa delle tabelle che specificano le dotazioni dei singoli capitoli, dall’opposizione sono state chieste precisazioni ed esternate preoccupazioni. Sono state chieste garanzie sulle risorse per il trasporto pubblico locale (Raffaele Gallo,Pd);sulla scuola, il diritto allo studiola cultura (Marco Grimaldi, Lev, e Daniele Valle, Pd); sull’utilizzo dei beni confiscati alla mafia (Diego Sarno, Pd).

L’assessore ha fornito le cifre richieste, rinviando gli approfondimenti agli incontri nelle Commissioni con gli assessori competenti.

Turismo e mobilità elettrica in onda a Parlaconme

Giovedì 25 febbraio la puntata di PARLACONME su Radiovidanetwork è dedicata al turismo capace di coniugare la mobilità elettrica e la sostenibilità alla cultura e all’enogastronomia

Il turismo presente, la cultura, la mobilità elettrica e l’enogastronomia sono gli argomenti della puntata di giovedì 25 febbraio di PARLACONME, in onda dalle 18 alle 19, sulla radio web Radiovidanetwork, programma condotto ogni giovedì dalla Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio.
Prenderanno parte alla trasmissione Francesco Paolo Russo, Founder &Ceo di To Be srl; Nino Geraci, Ceo & Founder presso X Move- Founder#EviaggioItaliano, Daniele Invernizzi, Presidente eV-Now e Vicepresidente di Tesla Owners Italia e Federica Musto, addetta stampa e specialista in Eventi e Comunicazione.
#EViaggioItaliano rappresenta l’inedito tour su veicoli elettrici alla scoperta delle eccellenze italiane.
Nel corso della trasmissione i vari interventi saranno rivolti a riflettere su come il turismo debba essere un elemento chiave per rilanciare l’Italia nel post pandemia. Il nostro Paese dovrà, infatti, differenziarsi sul piano internazionale grazie ad un turismo incentrato sul concetto totale di sostenibilità, coniugando cultura, natura, tecnologia e enogastronomia. Durante le puntata verrà spiegato in modo approfondito il progetto #EViaggioItaliano da chi lo ha ideato, sia dal punto di vista delle motivazioni che ne sono alla base, sia degli obiettivi prefissati, dello svolgimento del tour, della sua organizzazione e delle figure coinvolte.

Mara Martellotta

Per ascoltare la trasmissione ci si può collegare
Al sito di Radiovidanetwork www.vidanetwork.it
Oppure scaricare la app ufficiale Radio Vida Network per Ios e Android
Su speaker Alexa e Google Home
Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9
E il sabato della settimana successiva alle ore 11.30

Dall’agrifood all’aerospaziale, ecco il piano degli industriali per il rilancio di Torino e del Piemonte

Automotive, agrifood, aerospaziale e tessile i settori chiave. Dalle tecnologie 4.0
all’intelligenza artificiale le sfide per essere attrattivi, infrastrutture e partenariato pubblico-privato per riavviare la crescita

 Tornare a crescere del 3% l’anno, aumentando il Pil regionale di 42 miliardi. Sono questi gli obiettivi che fissa il Piano industriale del Piemonte realizzato da Confindustria Piemontee presentato  al Presidente della Regione Alberto Cirio, proseguendo il percorso di confronto e condivisione iniziato a settembre 2020. Un “open plan” da integrare e aggiornare periodicamente, che vuole essere anche uno strumento di lavoro per concordare, in primis, con l’Unione Europea i filoni prioritari di sviluppo e finanziamento.

A cominciare dal Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e dal piano Next Generation EU, che potrebbero portare in Piemonte fino a 16 miliardi. Risorse che saranno una leva strategica di sviluppo per l’intera economia regionale. La pandemia ha infatti ridotto di ulteriori 11 miliardi il Pil regionale, su cui già gravava un differenziale di 31 miliardi rispetto alle regioni europee comparabili. Un divario pro capite di 7.136 euro, che nell’ultimo decennio è stato determinato da 3,9 miliardi annui di minori investimenti pubblici legati all’economia. Un deragliamento vero e proprio, che però non si è accompagnato a un calo degli investimenti in edilizia, macchinari e impianti, che sono nella media europea. Ancora migliore la propensione delle imprese all’investimento manifatturiero, che è stato pari al 6,6% del Pil, un valore tra i più alti in Europa, e che colloca il Piemonte al primo posto in Italia.

«La programmazione europea ha sempre avuto un Psr, un Piano di sviluppo rurale, ma non ha mai previsto per i territori un Piano di sviluppo industriale – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto CirioLa conseguenza è che ognuno di questi settori – agricoltura, industria, artigianato – è rimasto spesso in compartimenti stagni, senza quella interazione reciproca che invece è indispensabile. Per questo il lavoro che Confindustria Piemonte ci ha presentato oggi, un lavoro concreto e ingegneristico, è prezioso. Lo raccogliamo felici che sia il primo passo di un importante momento di concertazione e dialogo che, a partire da giovedì, faremo con tutto il territorio, per definire insieme le priorità che guideranno le politiche economiche nei prossimi 10 anni. Da una parte la nuova programmazione 2021-2027, con l’obiettivo di arrivare a un accordo con tutti gli interlocutori del partenariato economico, sociale e istituzionale entro la fine dell’anno. E dall’altra il Recovery Plan: entro aprile il Governo italiano dovrà trasmettere all’Europa il proprio Piano di investimenti e noi entro marzo manderemo a Roma le nostre linee di indirizzo, che non saranno scritte dentro i palazzi, ma condivise sul campo con i nostri sindaci e i nostri imprenditori che del Piemonte sono l’anima».

«Oggi diamo seguito al percorso di confronto iniziato a settembre, presentando un Piano industriale che mette il treno Piemonte sui binari giusti – commenta il Presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay– Serve una visione europea, questa è la direzione che vogliamo. Il ritardo accumulato pesa sulla nostra capacità di competere, di crescere ed essere attrattivi. Nei prossimi anni si può recuperare, partendo dagli investimenti e dalla capacità di sviluppare un partenariato pubblico-privato, che deve essere in grado far crescere l’industria piemontese e attrarre investimenti da fuori, portando le aziende a insediarsi qui, grazie alla grande capacità del territorio di esprimere innovazione».

Per tornare a crescere al 3%, e colmare il gap con il resto d’Europa, il piano in questa prima stesura individua quattro settori verticali: automotive, che occupa 60 mila persone e fattura 20 miliardi escludendo le case costruttrici, e che deve puntare sulla mobilità sostenibile; l’agrifood dove operano 100 mila persone, che deve legarsi anche al turismo e al Bio; l’aerospaziale che impiega 14.800 persone e fattura 4 miliardi, che deve incalzare il progresso tecnologico con nuovi materiali e robotica; il tessile, con ampi margini di espansione nel bio tessile e smart-textile. A questi si aggiungono due ambiti orizzontali di applicazione tecnologica: le tecnologie 4.0 per sviluppare un’industria sempre più sostenibile, e l’intelligenza artificiale, un mercato che cresce del 30% l’anno. Tra le nuove opportunità il piano individua la bioedilizia, dove il Piemonte ha possibilità di creare una nuova filiera.

Gli strumenti operativi per realizzare queste indicazioni sono una progettazione integrata delle partecipazioni pubblico-private all’interno di una revisione della missione di Finpiemonte. Suggerito un maggiore ricorso all’appalto pre-commerciale, il partenariato per l’innovazione e l’appalto di soluzioni innovative. Nel comparto delle infrastrutture il piano ne censisce un gruppo di subito cantierabili per un valore di 7,43 miliardi, infine sul fronte della formazione si auspica una riduzione della dispersione scolastica, e un’implementazione della formazione tecnica superiore. Tutte direttrici che si intrecciano con le richieste fatte dalla Regione al Governo per i fondi Next Generation Eu: circa 8 miliardi per la rivoluzione verde e la transizione economica, 1,7 miliardi per la salute, 1,34 miliardi per istruzione, formazione, ricerca e cultura, 1,22 miliardi per le infrastrutture per la mobilità, 736 milioni per la digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, 24 milioni per l’equità sociale e territoriale.

I segreti dell’e-commerce spiegati da UniCredit e Slow Food

UniCredit e Slow Food promuovono il Forum Economie

Le Vie dell’E-Commerce

Mercoledì 24 febbraio 2021 alle ore 15

 

L’incontro si tiene nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto.

 

Per partecipare cliccare qui

L’E-Commerce è un settore in continuo sviluppo e in Italia ha ampi spazi di crescita. Basti considerare che solo il 30% delle imprese del nostro Paese ha un e-commerce e solo il 10% vende effettivamente online con ricavi che restano comunque sotto l’1% del totale. Tuttavia l’E-Commerce cresce a doppia cifra e sta diventando uno dei motori della ripresa economica in Italia e nel mondo. Si registra infatti una crescita del 15% degli acquisti online su siti nazionali e internazionali B2C e del 13% dell’Export B2B.

 

Guardando agli specifici settori, abbiamo un incremento del 42% per il food & beverage, del 30% per il settore dell’arredamento & home living, un 19% per informatica ed elettronica, un 27% per il settore della salute, un 16% per l’abbigliamento e un 21% per i restanti settori.

Questi e altri dati verranno presentati e analizzati nel corso del Forum Economie – Le Vie dell’E-Commerce, organizzato nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, in programma mercoledì 24 febbraio alle 15. L’incontro sarà aperto da Barbara Tamburini, Co-Head Retail Sales & Marketing UniCredit e Roberto Burdese, responsabile comunicazione Slow Food Italia. Seguiranno gli interventi di Marco Wallner, Head of Corporate Commercial Synergies di UniCredit; Nicola Carone, New Business Executive Google, Luca Curtarelli, Head of Business Development Italy Alibaba.com.

A seguire una tavola rotonda moderata da Roberto Bernabò, vice direttore de Il Sole 24 Ore, cui prenderanno parte Chiara Ercole, CEO di Fratelli Saclà, Ciro Antignani, responsabile comunicazione e marketing Davia SpA, Riccardo Martorelli, direttore Generale di Gilda Group. L’incontro si chiuderà con l’intervento di Stefano Gallo, Responsabile Territorial Development & Relations di UniCredit.

L’iniziativa è indirizzata alle aziende che vogliono sfruttare le opportunità del digitale e dell’E-Commerce e che desiderano affacciarsi sui mercati esteri. Durante l’incontro verranno approfondite le modalità di vendita on-line e presentate soluzioni per sviluppare e ampliare il business sia all’estero che localmente in sicurezza e semplicità.

La filiera degli eventi vuole risposte immediate per ricominciare

Cinzia Miraglio, titolare dell’Agenzia di organizzazione eventi e comunicazione a Crema (CR), ha lanciato il 18 Febbraio una petizione diretta alle Istituzioni provinciali, regionali e nazionali chiedendo che la filiera degli eventi possa ricominciare a lavorare al più presto con protocolli di sicurezza adeguati.

Il settore dell’organizzazione degli eventi in Italia è caratterizzato dalla presenza di oltre 700.000 Imprese/Associazioni iscritte alla Camera di Commercio che nel 2020 hanno avuto mediamente un calo di fatturato rispetto al 2019 dall’80% al 100%. L’impatto economico e occupazionale è negativo anche in numerosissimi altri settori lavorativi filiera e a livello locale hanno subito un grande danno tutti i comparti del turismo.

Quello che si chiede principalmente attraverso la petizione è l’immediata riapertura delle attività consentendo nuovamente lo svolgimento degli eventi con l’utilizzo di tutti i protocolli sanitari. Chiediamo inoltre la modifica dell’attuale DPCM, associando “mostra, mercato e mercatino” ai mercati su area pubblica anziché a “fiere, sagre ed altri eventi locali”, consentirebbe la ripresa del lavoro per tantissimi organizzatori e per la stragrande maggioranza degli espositori.

Di seguito le richieste presenti nel testo della petizione:

https://www.change.org/VOGLIAMOLAVORAREsi

– Riapertura dal 5 MARZO delle nostre attività consentendo nuovamente lo svolgimento degli eventi con l’utilizzo di tutti i protocolli sanitari inseriti nell’ALLEGATO 1 del DPCM del 14 Gennaio 2021 (linee guida per la riapertura di tutte le attività economiche). Tali protocolli erano già stati utilizzati da noi Organizzatori di eventi  da Luglio a metà Ottobre 2020 ( e inoltre non esiste nessuna evidenza scientifica né testimonianza di contagi durante gli eventi svolti nei mesi di riapertura).

– Modifica del testo del DPCM che accorpa la tipologia di evento “mostra mercato e mercatino” a “fiere, sagre ed altri eventi locali”, anziché al “mercato su area pubblica” in quanto le mostre-mercato ed i mercatini di varie tipologie sono molto simili ai mercati su area pubblica dal punto di vista di allestimento, organizzazione, logistica, afflusso delle persone distribuito su tante ore di apertura. L’accorpamento delle “mostre-mercato e dei mercatini” ai “mercati su area pubblica” consentirebbe la ripresa del lavoro per tanti organizzatori e per la stragrande maggioranza degli espositori, anche in un tempo sicuramente molto più rapido rispetto alla ripresa delle fiere di grosse dimensioni.

– Sollecito nel pagamento dei ristori spettanti all’intera categoria e pari ad almeno il 50 % dell’importo di calo del fatturato subito nel 2020 rispetto al 2019, oltre al calo di fatturato del primo trimestre 2021 rispetto al primo trimestre 2019 (in quanto attualmente non abbiamo ancora una data di riapertura neanche per il 2021).

– Richiesta ammortizzatore sociale ISCRO oppure della Cassa integrazione anche a tutti i Titolari di impresa e di associazioni iscritte alla Camera di commercio, a partire da Marzo 2021.

– Proroga dei Bandi pubblici già vinti per l’organizzazione di fiere, mercatini per un numero di anni pari a quelli per cui l’evento non è stato realizzato a causa Covid-19 e possibilità di rinegoziazione dei bandi in essere, ove non previsto dagli stessi, in forza del piano economico finanziario e dei requisiti modificati per far fronte all’emergenza sanitaria.

– Ampliamento del credito di imposta sulle locazioni al 100 % per tutto il 2021

– Prevedere bandi specifici per sostenere l’imprenditoria femminile maggiormente penalizzata dalla Pandemia

Chiediamo  inoltre di tenere costantemente attivi i tavoli di lavoro aperti con le associazioni di categoria ed i rappresentanti di lavoratori, le aziende e le parti sociali.

È possibile consultare la PAGINA FACEBOOK CAMPAGNA #VOGLIAMOLAVORARE  per avere aggiornamenti.

Ad oggi (22 Febbraio)  le firme raccolte sono circa 300.
L’obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di firme per far in modo che questo settore venga preso in considerazione dalle istituzioni e dare maggior peso alle nostre legittime richieste.

Per sostenere le nostre legittime richieste parteciperemo:

– alla manifestazione nazionale del 23 Febbraio organizzata dai “Bauli in piazza” (che raggruppa i settore eventi – spettacoli)

– alla manifestazione a San Remo dal 2 al 6 Marzo organizzata dall’associazione AFI (fieristi italiani).

Ringraziando per l’attenzione,

porgiamo Cordiali saluti, con preghiera di pubblicazione.

Restiamo a disposizione per maggiori informazioni in merito.

Cinzia MIraglio

3356196576

Seguono le firme delle Agenzie che hanno sostenuto questa petizione:

Myriam Vallegra – Eventi doc – Parabiago (MI)

Nicoletta Cardillo – D&N Eventi – Casale Monferrato (AL)

Cinzia Miraglio – Agenzia Cinzia Miraglio – Crema (CR)

Carla Marivo – Fiere In – Rho (MI)

Alessia Littarru – Associazione Invitas – Cagliari

Emanuele Sonaglia – Indietro nel Tempo – Viterbo

Maurizio Milardi – Gedit – Monterotondo (RM)

Laura Castrovilli – LC Studio Eventi – Lainate (MI)

Giovanna Amerio – Associazione Iperbole – Parabiago (MI)

Raja Bouanane – Associazione PubbliEventi – Lucca

Marianna Del Giudice – Kiki Eventi – San Giuseppe Vesuviano (NA)

Fabiana Vitali – Associazione Araba Fenice – Roma

Lucio Vittor – Visual Studio – Gradisca d’Isonzo (GO)

Lucio Vittor – CEO Visual- Studio.it – Gorizia

Lucio Vittor – Associazione Nuovi Universi Etnici – Gorizia

Lucio Vittor – Fusi&Infusi per il cioccolato – Gorizia

Carla Marivo – Associazione Le tradizioni del territorio – Voghera (PV)

Cinzia Miraglio – Associazione Le strade del gusto e della bellezza – Crema (CR)

Ivan Scarpa – Media Eventi srl – Cagliari

Tiziano Viviani – Santi srl – Verona

Angelo Salamina – Associazione Amici della Franca Martina – Martina Franca (TA)

Angelo Salamina – Associazione Alla Corte di Filippo d’Angiò – Martina Franca (TA)

Transizione digitale, la Regione aiuta i piccoli Comuni

Per dare servizi più smart ai cittadini

Circa 300 Comuni, che hanno aderito al sistema per i pagamenti digitali, potranno usufruire del supporto dei sistemi regionali. Marnati: “Continua l’attività di transizione digitale che abbiamo impostato fin da subito. Sosteniamo i Comuni per l’avviamento di servizi utili per i piemontesi”

La Regione in supporto dei piccoli Comuni in vista della scadenza del 28 febbraio, data entro la quale le amministrazioni pubbliche devono avviare la trasformazione digitale per rendere accessibili ai cittadini servizi on line.

Obiettivo della transizione digitale è quello di semplificare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione attraverso tecnologie come lo Spid, ovvero il sistema pubblico di identità digitale che identifica ciascun cittadino italiano e che permette di accedere a servizi come pagamenti, informazioni sanitarie, o accedere al sito dell’Inps; il sistema pagoPA che permette di pagare tasse, tributi, rette e qualsiasi altro tipo di pagamento verso la pubblica amministrazione, e la App IO, l’applicazione per lo smartphone, che permette di accedere, dopo essersi identificati con l’identità digitale, direttamente dal cellulare ai tutti i servizi: non solo pagare tasse, tributi, multe o un bollo, ma anche ricevere aggiornamenti e notifiche delle scadenze dei pagamenti.

E in vista proprio della imminente scadenza del 28 febbraio, la Regione si attiva in supporto nel percorso di avviamento alla transizione digitale: quasi 300 Comuni, di piccole dimensioni, che hanno attiva la convenzione con la Regione attraverso l’accordo PiemontePay, potranno usufruire dei sistemi regionali e del supporto tecnico di Csi Piemonte per rendere disponibili ai cittadini i primi servizi.

“Continua l’attività di transizione digitale che abbiamo impostato fin da subito – commenta l’assessore regionale all’Innovazione, Matteo Marnati – Sosteniamo i Comuni per agevolare l’avviamento di servizi utili e facili da usare per i piemontesi”.

Compravendite immobiliari, le migliori performance nelle città non capoluogo. Torino scende del 18%

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha analizzato i dati diramati dall’Agenzia delle Entrate sui primi nove mesi del 2020. Si registra un lieve miglioramento nel terzo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,1%), anche se di fatto i primi nove mesi del 2020 vedono un calo del 13,9% delle transazioni a livello nazionale.

Il rimbalzo positivo del terzo trimestre era nelle attese visto che a maggio, dopo il lockdown, c’era stata una corsa all’acquisto della casa con compravendite concluse poi nei mesi successivi. La ripresa è proseguita pur nell’attesa degli effetti del secondo lockdown autunnale, più leggero del primo.

Interessante notare come il terzo trimestre metta in luce una performance migliore delle realtà non capoluogo rispetto alle città più grandi. Confermerebbe il trend, avuto dopo il primo lockdown, di un desiderio di acquisto di case più grandi o con aree verdi, più facili da trovare nelle realtà più piccole grazie anche ai prezzi più convenienti.

Alla luce dei dati attuali, per la fine dell’anno, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa prevede compravendite comprese tra 500 e 550 mila.

Città Primi nove mesi 2019 Primi nove mesi 2020 Variazione % 2020/2019
Bari 2451 2134 -12,9%
Bologna 4580 3731 -18,5%
Firenze 3656 2954 -19,2%
Genova 5481 4627 -15,6%
Milano 19072 15103 -20,8%
Napoli 5487 4392 -20,0%
Palermo 4142 3425 -17,3%
Roma 24171 20229 -16,3%
Torino 9867 8086 -18,1%
Verona 2387 2050 -14,1%
Italia 435243 374545 -13,9%

Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Fondi per agenzie di viaggio, Sci club e impianti di risalita: ecco il sostegno alla montagna

Illustrata in Giunta regionale  la delibera che assegna la prima tranche di contributi: saranno erogati ai gestori degli impianti di risalita, Agenzie di Viaggio e Sci Club. Ai maestri di sci fino a 2.000 euro una tantum

Il presidente della Regione, Alberto Cirio e l’assessore al Turismo, Vittoria Poggio: «La Montagna pilastro dell’economia piemontese: dovere morale sostenerlo. Il nuovo Governo attivi al più presto i ristori e gli indennizzi dopo l’ennesima falsa partenza dei giorni scorsi»

L’assessore allo Sport, Fabrizio Ricca: «Spese sostenute dagli imprenditori montani, rese ancora più gravose da una scarsa programmazione nazionale»

 

La Regione è pronta a erogare da subito una prima tranche dei 20,5 milioni di contributi economici stanziati per gli operatori della montagna danneggiati dalle chiusure a causa della pandemia. I ristori previsti da una delibera illustrata questa mattina in Giunta dall’assessore al Turismo, Vittoria Poggio, assegna uno stanziamento una tantum di 5,3 milioni per i gestori degli impianti di risalita che hanno garantito ove possibile una minima apertura e di 1.500 euro per le Agenzie di viaggi, mentre per i maestri di sci è stato previsto un Bonus fino a 2.000 euro. Il documento passerà nei prossimi giorni al vaglio della III Commissione consigliare per l’approvazione.

«La montagna e il sistema invernale della neve sono uno dei pilastri dell’economia turistica della nostra regione– hanno sottolineato il presidente Regione, Alberto Cirio e l’assessore al Turismo, Vittoria Poggio -. Abbiamo il dovere morale di sostenere un settore su cui si regge la vita di decine di migliaia di famiglie e che ha visto azzerato il fatturato di una intera stagione, senza ricevere ancora dall’inizio della pandemia nessun tipo di sostegno specifico da parte dello Stato. La Regione interviene per dare il proprio supporto, ma è fondamentale che il nuovo Governo attivi al più presto i ristori e gli indennizzi dopo l’ennesima falsa partenza dei giorni scorsi, arrivata a meno di 12 ore dalla riapertura prevista degli impianti».

«Come Regione abbiamo il dovere di essere vicini con i fatti a chi tiene in vita lo sport delle nostre montagne – afferma l’assessore regionale allo Sport, Fabrizio Ricca -. Non è possibile non tenere in considerazione le spese sostenute dagli imprenditori montani, rese ancora più gravose da una scarsa programmazione nazionale di chiusure legate alla pandemia».

Otterranno un primo sostegno, anche gli sci club nella misura di 300.000 euro tramite la Federazione Italiana Sport Invernali.

Agli oltre 1.800 maestri di sci verrà assegnato un Bonus da 200 a 2.000 euro: a quelli che hanno effettuato almeno 300 ore di lezione nelle stagioni verrà riconosciuto un contributo di 2000 euro1.000 a quelli che hanno effettuato almeno 150 ore e 200 euro andranno a coloro che hanno svolto meno di 150 ore di lezione nelle stagioni 2018-2019 oppure 2019-2020.

La Regione ha voluto inserire nell’elenco degli aventi diritto anche i nuovi maestri: avranno infatti diritto a un ristoro di 600 euro quelli che avevano ottenuto l’abilitazione a decorrere dal 1 settembre ma che non sono stati ancora in grado di iniziare l’attività per la chiusura degli impianti o perché non attualmente in organico alle scuole.