ECONOMIA- Pagina 406

La vita su Marte in diretta dal Lingotto con TEDx Torino

 

Domenica 21 Febbraio. LIFE ON MARS

Diretta streaming dal Lingotto Fiere di Torino, dalle 16 alle 19

 

C’è voglia di cultura. 7 idee torinesi sul palco del mondo, 5 idee da “fuori Torino” che arrivano in città.

E una App (Made in Torino) per farle circolare.

 

Imperativo categorico “non arrendersi”. È questo ciò che gli oltre 50 volontari di TEDxTorino (il TEDx più grande d’Italia per numero di volontari) si sono ripetuti durante questi mesi molto incerti, soprattutto per chi si occupa di eventi.

 

A poco più di un anno dall’ultima Conference, TEDxTorino torna domenica 21 febbraio con “Life on Mars”, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. Una scelta coraggiosa, per certi aspetti unica perché molti TEDx italiani hanno deciso di rimandare i loro appuntamenti del 2021 e di aspettare la possibilità di organizzare un evento in presenza.

 

Le idee non temono la pandemia, si nutrono di cambiamento, trovano sempre nuove strade per diffondersi. È da questa incrollabile convinzione che prende il via “Life on Mars”.

Negli anni ’70 un giovane David Bowie si chiedeva: “Is there life on Mars?”. TEDxTorino parte da qui per immaginare un’altra vita, un altro mondo – o forse il nostro – ma “altro” o meglio “altrove”.

 

Si parla di spazio muovendosi tra le grotte di Marte con lo speleologo e geologo Francesco Sauro e con Massimo Comparini che propone un viaggio nell’universo, dalle prossime missioni di esplorazione spaziale delle principali Agenzie Mondiali fino alle sfide tecnologiche di domani nel costruire un avamposto lunare e del viaggio umano in direzione Marte.

Diversità, lotta ai pregiudizi e discriminazione sociale sono i temi del talk di Raissa e Momo, coppia di content creator amatissima sui social, mentre è Irina Potinga, blogger e Youtuber creatrice di Spazio Grigio a spiegare come il minimalismo – sulla scia di Marie Kondo – possa essere anche un’arma contro l’inquinamento, la fame e lo sfruttamento.

E ancora il palco di TEDxTorino ospita l’inno – controcorrente – alla libertà di essere vulnerabili, di Pasquale Acampora, imprenditore e Mental Coach e l’emozione del talk/performance di Max Casacci, chitarrista e compositore torinese, produttore e fondatore dei Subsonica.

 

TEDxTorino: LIFE ON MARS

Perché Life on Mars? Perché è il concetto stesso di nuovo mondo e nuovo modo di vivere una realtà che di recente ha subito dei grossi cambiamenti, ai quali nessuno era preparato. Life on Mars anche perché è stata la tecnologia a darci supporto in questa pandemia ed è essa stessa a far sì che si possa pensare di fare un viaggio intorno al pianeta rosso.

E poi perché stiamo utilizzando tutte le risorse a nostra disposizione – che al contrario dovremmo imparare a curare e rispettare – prima di perderlo per sempre e dover cercare un nuovo pianeta in cui vivere. Cura e rispetto, come viene indicato negli SDGs, gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile presenti nell’Agenda 2030 promossa dall’ONU e sottoscritta dai governi di 193 paesi.

Cosa ci resta da esplorare? Possiamo rendere il “nostro posto” un posto più bello? Abbiamo ancora voglia di partire? Ma poi, cosa speriamo di scoprire?

Partecipare a un TED significa davvero portare la propria idea sul palco del mondo (canale youtube di TEDx con 26 milioni di iscritti). Siamo orgogliosi di portare su questo palco così importante 7 torinesi davvero speciali ma anche di portare a Torino 12 idee straordinarie.

 

 

I RELATORI di TEDxTorino – LIFE ON MARS

 

Pasquale Acampora – CEO Blackship e Mental Coach.

Max Casacci – musicista e produttore, fondatore dei Subsonica.

Massimo Comparini – Chief executive officer at Thales Alenia Space.

Andrea Dianetti – attore, regista e autore di fiction TV, teatro e cinema.

Maurizio Malano – musicista, chitarrista e arrangiatore.

Consuelo Pecchenino – concept artist e illustratrice.

Chiara Piacenza – ISS Payload Engineer per la Stazione Spaziale Internazionale e ingegnere aerospaziale di Argotec.

Irina Potinga – blogger e youtuber, la Marie Kondo italiana creatrice di Spazio Grigio.

Simona Ricci – Direttore Abbonamento Musei.

Luca Rossettini – Chief executive officer at D-Orbit.

Francesco Sauro – speleologo e geologo.

Raissa e Momo – coppia di content creator amatissimi sui social network il cui obiettivo è fare sensibilizzazione e sfatare i luoghi comuni, combattendo l’odio e il pregiudizio attraverso l’autoironia.

 

www.tedxtorino.com

Mense scolastiche in crisi: il Piemonte chiede aiuto a Roma

“L’assessorato del Piemonte ha già sollecitato il Governo affinché metta in campo ulteriori misure rivolte alle attività di somministrazione di cibi e bevande: lo scorso mese di gennaio ha infatti inviato una formale nota specifica con la domanda di abbuono dei costi fissi ai rispettivi ministeri competenti, comprese le spese di affitto per questa tipologia di attività”, ha chiarito l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano per conto dell’assessore al Commercio Vittoria Poggio, rispondendo all’interrogazione presentata da Alessandra Biletta (Fi).

L’atto ispettivo chiedeva alla Giunta regionale se fosse a conoscenza di solleciti di pagamento di quanto dovuto dai gestori dei punti ristoro all’interno delle scuole, colpiti dall’emergenza Covid.
“L’ufficio scolastico regionale non ha alcun potere di intervento sul servizio mensa nelle scuole, a causa dell’esclusività dei rapporti di natura concessoria che intercorrono tra gestori dei punti ristori ed Enti locali o con singoli istituti scolastici”, è stato risposto.

Biletta aveva chiesto anche se la Regione intenda attivarsi nei confronti degli enti locali interessati per consentire una proroga dei termini di pagamento temporali delle concessioni, in modo da consentire ai gestori di queste attività un parziale recupero delle perdite e di ammortizzarne le spese; se si intendano assumere iniziative utili per sollecitare il Governo a prevedere ulteriori misure per le attività dei punti ristoro all’interno degli istituti scolastici, quali un ampliamento dei contributi e lo slittamento del pagamento dei tributi.

Nel corso delle interrogazioni e interpellanze è stata fornita risposta agli atti ispettivi del consigliere Domenico Rossi (Pd) su quale sia lo stato dell’arte della realizzazione dell’opera Pedemontana; del consigliere Alberto Avetta (Pd) sui patti territoriali del Piemonte, a che punto è la rimodulazione delle risorse?; della consigliera Francesca Frediani (M4o) sui servizi distrettuali per i pazienti affetti da tumori della mammella.

Maestri di sci e operatori della neve lanciano un grido d’allarme

Un flash mob nelle stazioni sciistiche piemontesi, protagonisti i maestri di sci, operatori della montagna per  richiamare l’attenzione sull’importanza del comparto della neve per l’economia dei territori montani.

Quello di ieri è stato insegnale d’allarme rappresentato dagli atleti degli Sci Club locali.

A Bardonecchia hanno formato la scritta SOS a 2.400 metri di quota scendendo dalle piste fino al centro abitato.

Il “lungo viaggio” di Lido Riba

Seguire il filo del racconto di “Un lungo viaggio” (edizioni arabAFenice,2020) è come sfogliare un diario. In questo caso il diario è il racconto della vita intensa, piena dell’autore: Lido Riba, uno dei protagonisti della vita politica e sociale piemontese dell’ultimo mezzo secolo.

Quello di Riba è davvero “un lungo viaggio” nell’impegno sociale e politico, dall’infanzia nei primi anni ‘50 ai nostri giorni, attraverso vicende conosciute e vissute dall’autore dalla vita nella borgata di Caraglio (nel fondovalle cuneese della valle Grana, dove è nato il 31 maggio del 1944, durante l’ultima guerra) alla conoscenza del mondo rurale, dalla trasformazione del territorio montano allo sviluppo economico e alle tante battaglie del movimento operaio e nelle file del Pci. Buona parte del libro è dedicata alla montagna, a quelle “terre alte” che sono sempre state un mondo caro a Lido Riba, occitano per nascita e per cultura: Un mondo ricco di risorse economiche e ambientali un tempo fondamentali per la sopravvivenza di intere popolazioni e oggi una possibilità di sviluppo per il Paese tutta da scoprire. Nelle trecento pagine di questo percorso autobiografico ci sono i viaggi – in Danimarca, Sudamerica, Africa -, le tante battaglie per valorizzare le filiere agroalimentari, quelle vitivinicole e del legno. Ci sono le storie e i volti di amici e compagni che l’hanno accompagnata e spesso condivisa. Molti non ci sono più. Alcuni li ho conosciuti e frequentati come Mario Riu e Osvaldo Giordanino. Con altri ci siamo equamente divisi impegni e lotte per la dignità e il futuro delle comunità di montagna come Alberto Buzio, Enrico Borghi, Bruna Sibille, Giorgio Ferraris, Ugo Boccacci, Marco Bussone, Bruno Mandosso e tanti altri. Talvolta si legge tra le righe un poco di amarezza per quanto era necessario e giusto fare ma le condizioni avverse non l’hanno consentito, forse ritardato, a volte decisamente impedito. La montagna è le sue genti, è il paesaggio agreste e quel grumo di fatiche e lavoro per creare le condizioni minime di una economia magari frugale ma dignitosamente orgogliosa. La politica, quella con la pi maiuscola, quella che ambisce a cambiare l’ordine delle cose è stata a volte matrigna e poco attenta, lasciando il compito a una schiera di appassionati e testardi combattenti che hanno impedito che questi temi finissero dimenticati come analisi storiche e sociologiche in qualche faldone d’archivio destinato a impolverarsi.

 

Nel “lungo viaggio” di Lido Riba traspare la passione politica di una parte importante della storia della sinistra nella bianca “provincia Granda”. Nulla di celebrativo o di auto assolutorio ma un insieme di aneddoti, incontri, vicende, passi compiuti in avanti, arretramenti e sconfitte che rappresentano un quadro realistico e onesto di una esperienza importante. Una parte significativa è dedicata al percorso formativo nelle istituzioni scolastiche del secolo scorso (anche se fa un certo effetto definire così vicende e fatti di qualche decennio fa), all’esperienza professionale vissuta da Lido nel mondo della scuola, prima come segretario economo ( ruolo che oggi corrisponde alla figura del direttore amministrativo) di un importante istituto scolastico e poi come funzionario direttivo del Provveditorato agli studi. Il racconto fluisce agevolmente, mescolando piacevolmente i momenti di vita personale e famigliare e le tante vite vissute dell’autore: militante politico, sindacalista del mondo contadino, segretario della Federazione del PCI cuneese e dirigente politico del PDS e dei DS a livello piemontese. “Il partito, oggi, non è più quello rievocato in molti capitoli del libro, ma merita di essere ricordato come parte importante e viva della storia della provincia cuneese e del Piemonte”, confessa lui stesso. Ed è proprio così. La democrazia non si nutre di nostalgia, ma deve sempre trovare alimento nella capacità di offrire soluzioni all’esistenza delle persone. Ma non vi è dubbio che quella comunità politica rappresentò un’esperienza importante e non solo per Lido Riba. Nella passione politica si riversavano traguardi percepiti come realistici ed era qualcosa che contava moltissimo. C’era il fuoco del conflitto, delle idee, dell’appartenenza ad un campo. Non si indulge, giustamente, in nostalgia nelle pagine del libro di Lido. Non sarebbe il caso e non è nella personalità dell’autore.

 

Ma c’è la volontà di fare tesoro di tutte quelle esperienze, tenendosele strette, a partire dalle buone pratiche  e dalle sane abitudini e tradizioni. Rubando a Gianni Cuperlo la bella citazione di un suggestivo aforisma di Gustav Mahler “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri” anche se è altrettanto vero che senza cenere il fuoco non può rinnovarsi, e questo fa parte della cultura contadina di chi, come cantava Guccini, è cresciuto “a castagne ed erba spagna”. Quante storie di “vite in salita”, di esperienze dure, raspate su terreni impervi dove il concetto di montanità si declinava nel quadrinomio altitudine, fatica, distanza e clima, dove le  scarse occasioni di lavoro favorirono nel dopoguerra il grande abbandono, l’esodo verso la pianura ,le città, le fabbriche. Le molte foto che corredano i capitoli raccontano per immagini i momenti salienti della vita di Lido Riba. Basterebbe scorrere l’elenco di impegni e incarichi pubblici per comprenderne la pienezza e l’intensità. Presidente dell’Alleanza dei Contadini (la Cia di oggi), consigliere comunale a Caraglio e a Pradleves, consigliere della Comunità montana Valle Grana, consigliere provinciale di Cuneo e segretario provinciale del PCI. Eletto nel 1990 in Consiglio regionale dove, nel giugno del 1994, diventa assessore all’Agricoltura. Rieletto nel 1995, vicepresidente  e poi presidente del gruppo DS. Rieletto per la terza volta nella circoscrizione di Cuneo con 6.416 voti di preferenza, vicepresidente del Consiglio regionale con delega al Comitato Resistenza e Costituzione. Per quindici anni è il presidente e l’anima dell’Uncem piemontese ( dal 2020 presidente onorario). Insomma, una lunga carriera per un uomo che, attraverso i suoi ricordi, ha voluto raccontare con grande umanità anche la storia di un’intera generazione.

Marco Travaglini

Terra Madre: obiettivo comune la salute del mondo

Politica, economia e società civile abbiano la salute del pianeta, degli ecosistemi e delle persone come obiettivo comune

Secondo gli scienziati la biodiversità, a partire dal microbiota e dal cibo che mangiamo, è la risposta alla crisi climatica

Esiste una sola salute, del pianeta, degli ecosistemi, degli animali, delle piante e della specie umana, tutto è strettamente connesso, a partire dalla biodiversità invisibile dei microbi e dal cibo che mangiamo. Ed è per questo che politica, economia e società civile devono lavorare sempre di più insieme, come in una sorta di triangolo, con lo stesso obiettivo di preservare l’equilibrio degli ecosistemi e il benessere delle persone.

È questo il messaggio che cinque medici, ricercatori e divulgatori scientifici di fama internazionale hanno lanciato nel corso della conferenza Salute del pianeta, salute delle persone disponibile a questo link sulla piattaforma di Terra Madre Salone del Gusto. Questo appuntamento fa parte del percorso realizzato da Slow Food grazie al supporto di Reale Mutua che per un mese approfondirà il tema Cibo e salute.

La pandemia di Covid-19 ci ha messo di fronte alla necessità, non più procrastinabile, di rivedere il nostro approccio con la natura, di guardare alla tutela della biodiversità non più come un impedimento alla corsa forsennata del sistema capitalistico, ma come una risorsa per mitigare la crisi climatica. «La chiave per agire di fronte a questo scenario è l’approccio olistico, basato sul fatto che il pianeta, le piante e gli animali, noi esseri umani, condividiamo tutti uno stesso futuro, che con le nostre scelte possiamo influenzare positivamente o negativamente» sottolinea Andrea Pezzana, direttore della S.C. Dietetica e Nutrizione Clinica presso ASL Città di Torino e consulente scientifico di Slow Food per il tema Cibo e salute, moderando l’incontro. Una visione che da sempre fa parte della filosofia e dei progetti avviati da Slow Food in oltre 30 anni di attività e che oggi si possono toccare con mano in 160 Paesi in cui il movimento è presente. «Sano è il naturale completamento di buono, pulito e giusto, i tre pilastri del cibo di qualità così come lo intende Slow Food ed è per questo che stiamo lavorando a un position paper su questo tema e chiediamo a tutti di offrirci il proprio contributo affinché questo documento possa davvero essere olistico e condiviso e possa indicare le linee guida da seguire a livello internazionale» conclude Pezzana.

Cibo e salute infatti è anche una sezione tematica, realizzata con il contributo di Reale Mutua, Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia, che si arricchisce di giorno in giorno di notizie, approfondimenti, video, consigli…

 

 

La Food Talk integrale di David Quammen Le connessioni tra distruzione ecologica, pandemie umane e cibo che mangiamo,  sarà disponibile a partire dall’11 febbraio 

L’effetto spillover e il concetto di One Health

Alla base del Covid-19, e di tutte le altre pandemie del passato, c’è il fenomeno dello spillover, reso ormai famoso dall’omonimo libro scritto nel 2012 dal giornalista e divulgatore scientifico David Quammen, intervenuto in apertura della conferenza: «Viviamo in un pianeta di virus, ma quello che genera il salto di specie, lo spillover, da un animale selvatico all’uomo, è lo squilibrio ecologico. Quando l’essere umano disturba ecosistemi remoti per catturare gli animali e nutrirsene, per abbattere alberi, estrarre carburanti fossili o altre risorse minerarie, si espone ai virus degli animali selvatici, creando opportunità per la diffusione di una pandemia».

Quammen ricorda il concetto di “one health”, su cui le Nazioni Unite lavorano dal 2017 per creare un fronte comune di ricerca e sensibilizzazione e prevenire proprio il diffondersi delle pandemie: «Siamo tutti connessi: le scelte che compiamo, compreso il cibo che mangiamo, e il modo in cui quel cibo è prodotto o allevato hanno implicazioni che possono condurre a un pianeta più sano oppure a una pandemia».

La vita al microscopio che fa la differenza

Abbiamo sempre pensato che i microbi, e cioè tutti quegli esseri invisibili alla base della vita sulla Terra, dovessero essere eliminati affinché la nostra salute fosse garantita. Negli ultimi 20-30 anni invece abbiamo scoperto che sono molto importanti per il pianeta, le piante e gli animali perché garanzia di biodiversità. E secondo Heribert Hirt, professore dell’Institute of Plant Sciences, Inra Paris, Francia; del Center for Desert Agriculture, Kaust, Arabia Saudita e del Max Perutz Laboratories, University of Vienna, Austria, sono proprio i microbi all’interno del nostro corpo che fanno la vera differenza tra un individuo e l’altro: «Osservando il nostro quadro genetico, abbiamo scoperto che siamo tutti uguali al 99,9%, mentre è guardando al microbiota intestinale, e cioè al complesso di microbi che popolano una persona, che si riscontrano differenze tra l’80 e il 90%. E questo incide anche nel modo in cui il nostro organismo funziona e reagisce alle pressioni esterne».

Un microbiota intestinale inadeguato è causa della disbiosi, cioè l’opposto della simbiosi, e può essere causa di patologie come diabete, Alzheimer e tumori. E allora come possiamo nutrire il nostro microbiota? «Nel nostro corpo ci sono più microbi che cellule e non sono solo passeggeri, sono abitanti a tutti gli effetti. Li ereditiamo a partire dal liquido amniotico, li rinforziamo con l’allattamento e l’ambiente che ci circonda. Ma è a partire dallo svezzamento che il quadro può cambiare sostanzialmente: i cibi tradizionali con alti contenuti di fibre, minerali e vitamine fanno la differenza. Dove trovarli? Innanzitutto mangiando tante verdure e cibi crudi, ma è essenziale che questi provengano da piante in buona salute, non coltivate con pesticidi, perché questi uccidono i microbi già in campo. Ecco perché è importante il cibo che mangiamo. Tutto è collegato, salute delle piante, degli animali, dell’uomo e il collegamento sono i microbi».

Fragilità dell’ambiente e fragilità dell’ecosistema

La crisi climatica, la crisi ambientale, la pandemia, determinano conseguenze innanzitutto sugli elementi di maggiore fragilità del sistema. Sono gli anziani, i primi a pagare il prezzo del Covid-19 in termini di vite umane. Ma anche gli impollinatori, fondamentali per garantire la varietà e variabilità sulla Terra, la sicurezza alimentare e quella biodiversità che, come ormai tutti gli esperti affermano, può aiutarci a mitigare la crisi climatica, e non solo: «Basti pensare che 1,4 milioni di api sono trasportate ogni anno in California per avviare la fioritura dei mandorli che altrimenti non avverrebbe. Il lavoro degli impollinatori solo negli Stati Uniti vale 15 miliardi di dollari. Eppure non siamo riusciti ancora a debellare la produzione e diffusione dei neonicotinoidi, così tossici per le api» racconta Kathy Sykes, esperta in politiche pubbliche, salute ambientale, invecchiamento e comunità sostenibili negli Stati Uniti. La buona notizia è che piccole azioni possono aiutare i nostri amici impollinatori ma un grande passo deve farlo la politica: «Nel 2015 Obama aveva messo in piedi una task force per salvare gli impollinatori e capire come favorire la loro attività. Pochi giorni fa, Biden appena eletto ha firmato il rientro negli accordi di Parigi sul clima, e questa è una buona notizia per noi».

Politiche globali coerenti su cibo, salute e ambiente

«Le politiche che influenzano il settore alimentare, a diversi livelli – locale, nazionale e globale – per affrontare le sfide attuali devono guardare a cibo, salute e ambiente in maniera olistica e coerente, come lati di uno stesso triangolo» sottolinea Rosalind Sharpe, direttrice del Food Research Collaboration (FRC) di Londra. «Il settore pubblico, quello privato e la società civile possono lavorare insieme a tutti i livelli, per definire, ad esempio, politiche agricole a sostegno delle aree rurali, o commerciali per agevolare la distribuzione di cibi di qualità piuttosto che prodotti altamente processati, possono agire sulle infrastrutture, per esempio l’e-commerce, per aiutare i piccoli produttori a essere competitivi anche in un mercato globale». In tutto il mondo sono diversi i governi che si sono già adoperati, anche grazie all’azione di advocacy di associazioni come Slow Food e alla collaborazione delle aziende private, mettendo in atto decine di iniziative che tutelano la salute pubblica, la biodiversità, i produttori di piccola scala, che limitano gli sprechi, l’uso di antibiotici e pesticidi, che mitighino il consumo di alimenti ricchi di zuccheri e fortifichino l’educazione alimentare a partire dai più piccoli. «Quello che serve è lavorare affinché le politiche globali siano coordinare e determinino un cambio di mentalità a tutti i livelli» conclude la ricercatrice inglese.

Premio Odisseo, webinar con le aziende finaliste

Promosso dal CDVM, in attesa della premiazione finale organizza i collegamenti web

Era il lontano 2005 quando il CDVM ( Club Dirigenti Vendite e Marketing dell’Unione Industriale di Torino) dava vita al premio Odisseo, volto alla valorizzazione di enti e imprese del Nord Ovest.

“Il Premio Odisseo – spiega il dottor Antonio De Carolis , Presidente del CDVM – si propone nell’edizione di quest’anno di premiare quelle realtà territoriali che si siano distinte per la realizzazione di progetti creativi, abbinati ad attività di marketing digitali e innovative. Da quando è nato, il Premio Odisseo non vuole soltanto premiare start up innovative sul territorio, ma anche identificare e proporre case history che costituiscano esempi di eccellenza per tutti i professionisti del marketing e del mondo delle imprese. CDVM ha instaurato un dialogo tra mondo economico ed artisti contemporanei, che partecipano al Premio Odisseo dedicando una loro opera, che rappresenterà il premio per ognuno dei vincitori dell’edizione in corso”.

“Il Premio Odisseo edizione 2020 si è ispirato – aggiunge il Presidente Antonio De Carolis – a tre principi, creatività, innovazione e sostenibilità, quali fattori di successo delle organizzazioni del futuro. Nel contesto della pandemia da Civid 19, in attesa di poter ufficializzare i nominativi dei vincitori, in occasione di una premiazione finale, che si spera possa svolgere in presenza, il CDVM ha dedicato al Premio una serie di webinar sulle aziende e gli artisti come occasione per raccontarsi. In ciascun webinar vengono presentate due aziende offrendo a coloro che parteciperanno (in diretta o in un secondo momento) alla visione del webinar la possibilità di conoscere molti aspetti di quelle che non esitiamo a definire realtà imprenditoriali molto interessanti. Seguendo una lunga tradizione verranno premiate sei aziende con un’opera d’arte esclusiva offerta da altrettanti artisti noti e apprezzati nel mondo dell’arte, quale espressione complementare di un unico talento”.

“Nel corso del webinar dell’11 febbraio scorso – precisa il dottor De Carolis – hanno partecipato due start up torinesi, nate entrambe nel corso del 2017, Fabbrica Innovazione Torino (nel campo dell’occhialeria) guidata dal Ceo Alessandro Monticone, e Izmade Is, impresa sociale guidata dal Ceo, architetto Giuseppe Vinci.
Fabbrica Innovazione Torino rappresenta una start up che ha rilevato uno storico marchio torinese, un’azienda artigianale che produce occhiali dal lontano 1922. Nasce dalla visione del Ceo Alessandro Monticone , che ha reso l’azienda un laboratorio creativo, in cui sperimentazione, innovazione e contaminazione costituiscono il fulcro capace di offrire il know-how della tradizione artigianale al servizio della visione contemporanea e futuristica degli artisti designer e stilisti, che creano prodotti in serie limitata in co-branding.

Izmade è, invece, un’impresa sociale, che rappresenta uno studio di progettazione e architettura che realizza arredi e allestimenti. Contemporaneamente condivide competenze e attrezzature, aprendo (in tempi pre Covid) il proprio laboratorio e organizzando corsi di artigianato per appassionati e eventi all’insegna della sostenibilità ambientale”.
A questo punto non ci resta che attendere il prossimo webinar per entrare sempre più a contatto con realtà di eccellenza e con gli uomini che la rappresentano.

Mara Martellotta

Carmagnola: altri 60 mila euro di buoni spesa

Dopo “Natale con i tuoi”, dal 12 febbraio al 14 marzo 2021 e in collaborazione con Ascom Confcommercio Carmagnola, il Comune di Carmagnola propone una nuova iniziativa che prevede l’erogazione di buoni spesa a sostegno degli acquisti delle famiglie carmagnolesi.

Questa volta la campagna prende il nome di “Cuori in Vetrina” perché inizia in concomitanza con la festa di San Valentino e perché vuole esprimere l’amore, il cuore, con il quale la Città di Carmagnola vuole sostenere i propri commercianti e i propri cittadini.

Nei primi giorni, per celebrare la festa degli innamorati, diversi esercenti aderenti all’iniziativa proporranno delle particolari Love Box con menù speciali, confezioni, pacchetti e idee regalo a tema.

I negozi aderenti alla campagna saranno identificabili grazie all’esposizione della locandina e di palloncini a forma di cuore. Come già accaduto nel periodo natalizio, i buoni del valore di 10 euro cadauno saranno erogati direttamente dai commercianti, sotto forma di compartecipazione alla spesa dei clienti.

Sono inoltre in cantiere ulteriori iniziative legate alla Festa della Donna e per il finanziamento della campagna verranno utilizzati i fondi messi a disposizione dallo stato per il sostegno alla spesa delle famiglie nel contesto della pandemia.

 

COME VERRANNO EROGATI I BUONI AI CITTADINI

I buoni saranno erogati dai commercianti con le medesime modalità dell’iniziativa natalizia: n. 1 buono da 10 Euro su una spesa di 20 Euro; 2 buoni su una spesa di 40 Euro e 3 buoni su una spesa di minimo 60 Euro. I buoni spesa saranno applicabili ai clienti, per un massimo di 3 buoni a persona, entro il 14 marzo. I negozianti saranno rimborsati dal Comune, previa presentazione della distinta dei buoni erogati entro il 30 aprile 2021.

 

DOVE TROVARE MAGGIORI INFORMAZIONI

L’elenco degli esercizi aderenti e le promozioni applicate dai singoli esercizi saranno disponibili sulla pagina facebook www.facebook.com/cuorinvetrinacarmagnola, sui canali social e sul sito del Comune.

Presso gli esercizi aderenti sarà esposta inoltre la locandina dell’iniziativa.

 

LE DICHIARAZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Dichiarano il sindaco Ivana Gaveglio e l’assessore al commercio, Gian Luigi Surra: “Ci auguriamo che la ricaduta di questi buoni sui cittadini e sugli esercizi commerciali abbia efficacia e possa costituire un aiuto concreto. Notoriamente, il periodo successivo alle festività natalizie e ai saldi è un periodo difficile per il commercio e quest’anno le difficoltà sono ancora accentuate dalle gravi conseguenze della pandemia”.

 

La qualità nel carrello con i prodotti made in Piemonte

REGIONE PIEMONTE, VISITPIEMONTE E CARREFOUR ITALIA PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI CERTIFICATI DEL PIEMONTE NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

Al via il progetto per la valorizzazione delle eccellenze DOP, IGP e DOC, DOCG del Piemonte, con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori sulla qualità delle produzioni certificate locali e sulle peculiarità dei territori di provenienza

Raccontare l’eccellenza dei prodotti del Piemonte a provenienza certificata DOP, IGP e DOC, DOCG nella grande distribuzione, favorire una maggiore conoscenza delle loro qualità presso i consumatori, sostenere il legame con il territorio di origine, educare alla sostenibilità e tradizione delle produzioni locali.
Questi i principi che hanno spinto l’Assessorato all’Agricoltura e al Cibo della Regione Piemonte, VisitPiemonte e Carrefour Italia a lavorare insieme per creare un nuovo progetto di valorizzazione e promozione delle produzioni locali certificate del Piemonte e dei territori dove sono nate e si sono sviluppate.
All’interno del settore agroalimentare piemontese emergono le produzioni di qualità certificata che si sono imposte sul mercato nazionale, nella vendita alla ristorazione, e che hanno un’elevata propensione all’export: sono 14 i prodotti Dop (Denominazione di origine protetta), 9 Igp (Indicazione geografica protetta), 18 i vini Docg (Denominazione di origine controllata e garantita) e 41 i Doc (Denominazione di origine controllata).
L’iniziativa prevede l’attivazione di un primo progetto pilota presso l’Ipermercato Carrefour di Grugliasco (TO), dove è stato allestito un info point di circa 10 metri quadrati, presente per la durata continuativa di quattro mesi nel punto vendita. In questo spazio, grazie anche alla presenza di schermi e materiali multimediali, saranno realizzate azioni di promozione delle eccellenze del Piemonte DOP, IGP e DOC, DOCG, per costruire un vero e proprio racconto del patrimonio piemontese, che per la prima volta su un punto vendita della grande distribuzione, non riguarda solo la promozione a livello gastronomico ma anche la valorizzazione turistica e culturale dell’intero territorio. Prevista anche la distribuzione di prove di assaggio e kit informativi per garantire una vera e propria esperienza immersiva nella cultura piemontese.
“Inauguriamo il primo spazio della Regione Piemonte per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari piemontesi di qualità certificata, all’interno dei grandi punti vendita della Gdo, grazie alla collaborazione di Carrefour che ha dato l’adesione al progetto promosso da Regione e VisitPiemonte. – sottolinea l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa – L’obiettivo è sensibilizzare il consumatore a scegliere i prodotti Dop, Igp e Doc, Docg, perché le certificazioni sono garanzia di qualità, e raccontano il lavoro attento dei nostri agricoltori, allevatori e viticoltori. Anche in questo modo sosteniamo il comparto agroalimentare di qualità piemontese che a causa della chiusura delle attività Horeca e della contrazione dell’export in tempo di pandemia ha subito una riduzione delle vendite sia in Italia che all’estero. L’iniziativa di oggi infatti si inserisce tra le azioni dell’Assessorato regionale all’Agricoltura per il posizionamento sul mercato nazionale dei prodotti made in Piemonte, e per promuovere insieme il territorio di produzione, come rimanda il claim Piemonte, gusto singolare”.
“Il Piemonte ha una grande tradizione agroalimentare, materie prime di alta qualità e prodotti trasformati che fanno del nostro territorio una destinazione di riferimento per gli intenditori italiani e per i principali mercati internazionali – dichiara Luisa Piazza, Direttore Generale di VisitPiemonte – Il Gusto nelle sue componenti di materia prima ed enogastronomia riveste un ruolo di primaria importanza per la nostra regione e può contribuire in modo sostanziale alla ripresa della filiera turistica, dopo il rallentamento forzato dell’ultimo anno. E importanza storica dell’agroalimentare è dimostrata anche da alcune evidenze: 82 prodotti certificati UE, circa 350 Prodotti Alimentari Tipici, l’Università di Scienze Gastronomiche ospitata in una delle Residenze Sabaude patrimonio UNESCO (Pollenzo), 46 chef stellati, senza contare la varietà di ristoranti, trattorie e piole che reinterpretano il meglio delle produzioni piemontesi.
Oggi inauguriamo questa iniziativa – insieme con un Partner di rilievo della GDO, quale Carrefour, con l’obiettivo di invitare i consumatori a riscoprire qualità e varietà dei prodotti agro-alimentari piemontesi, una componente essenziale della buona qualità della vita e delle attrattive del territorio. Per questo motivo, il corner di presentazione delle produzioni piemontesi di qualità è stato allestito utilizzando immagini e grafica della campagna di comunicazione “Piemonte singolare”, realizzata da VisitPiemonte per conto della Regione, dove il Gusto è uno dei 4 temi portanti della proposta turistica piemontese, accanto ad arte e cultura, attività in outdoor e percorsi spirituali”.

Anche Christophe Rabatel, CEO di Carrefour Italia, sottolinea l’importanza di questo progetto per un’azienda come Carrefour: “Crediamo che la grande distribuzione, per la propria capillarità e presenza, abbia uno ruolo centrale nella promozione delle peculiarità dei territori di un paese come l’Italia in cui i localismi giocano un ruolo culturale ed economico fondamentale. Questo impegno è uno dei pilastri della nostra strategia di Transizione Alimentare per Tutti, che punta a costruire sistemi alimentari più sostenibili e di valore per la collettività. Per questo siamo molto felici di collaborare con Regione Piemonte e VisitPiemonte per la valorizzazione dei prodotti certificati di questi meravigliosi territori e portare questa esperienza anche in altre realtà in cui operiamo”.
I prodotti DOP, IGP e DOC, DOCG piemontesi verranno coinvolti stabilmente per tutta la durata del progetto e in più, ogni settimana, alcuni di questi verranno raccontati nel corner da una hostess dedicata: dal Riso Baraggia Dop ai liquori come Grappa, Genepì e Vermouth. Dai salumi, come il Salame Piemonte Igp, ai formaggi, il Raschera Dop, la Toma Piemontese Dop e il Castelmagno Dop, fino ai vini che portano la tradizione enologica del Piemonte in tutto il mondo, come la Barbera d’Alba Doc, l’Erbaluce di Caluso Docg, il Nebbiolo d’Alba Doc, il Dolcetto Doc oltre al vitigno autoctono del Cortese, rilanciato dalla Regione come vitigno dell’anno.

“Scorie nucleari, danno maggiore per il settore primario”

Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia è intervenuto in video conferenza al Tavolo per la trasparenza e la partecipazione nucleare organizzato dalla Regione Piemonte per discutere delle ricadute socio-economiche derivanti relative alla costruzione del Deposito nazionale di scorie nucleari e Parco tecnologico.

L’agricoltura – ha detto Enrico Allasia – è il settore che paga il danno più rilevante alla costruzione del Deposito di scorie nucleari e Parco tecnologico. Partiamo dalla superficie: 150 ettari di terreno accorpati, superficie che sarebbe estremamente complicato, per non dire quasi impossibile pensare di mettere insieme in un’operazione di riordino fondiario. Parliamo di 1 milione e 500mila metri quadrati di terreno, per l’esattezza una superficie corrispondente a 210 campi da calcio messi uno accanto all’altro, un quadrato di 1,2 chilometri di lato”.

Il presidente di Confagricoltura Piemonte ha sottolineato come le aree state individuate in Piemonte siano estremamente interessanti dal punto di vista produttivo: si realizzano produzioni foraggere e cerealicole che costituiscono la materia prima essenziale per lo sviluppo della filiera zootecnica da latte e da carne. “Altre aree – ha aggiunto Allasia – si avvicinano pericolosamente a siti tutelati dall’Unesco oppure, nel caso di Mazzè – Caluso, ad aree vitate di pregio a poche centinaia di metri da un parco naturale con all’interno un lago”.

Il danno non sarà soltanto diretto, ossia per le terre che verranno sottratti alla produzione, ma a cascata si avrà un deprezzamento inevitabile di tutte le aree contigue, nel raggio di molti chilometri.

“Pensare di isolare il deposito e parco tecnologico, limitando il danno – ha dichiarato Allasia – è pura utopia”.

Il danno interesserà l’agricoltura, il paesaggio, il turismo rurale. Per questo Confagricoltura Piemonte ha chiesto di conoscere quali sono le procedure previste in caso di esproprio dei terreni, come verrà determinato il valore  dei terreni destinati a deposito, quali azioni di mitigazione dei danni patrimoniali, derivanti dal deprezzamento del valore paesaggistico e ambientale delle aree circostanti verranno messe in atto e come e con chi verrà affrontato il confronto. “A questo riguardo chiediamo che vengano coinvolte le organizzazioni di categoria e le istituzioni locali. Ribadiamo ancora – ha concluso il presidente di Confagricoltura Piemonte  – che è necessario guardare altrove, perché il Piemonte non può permettersi di rinunciare al proprio futuro: se dobbiamo quantificare le ricadute socio economiche, diciamo che un intervento di questo tipo produrrebbe un danno irreparabile e dunque impagabile”.

 

Esperti digitali a confronto a “Parlaconme”

La  sfida del futuro in campo agroalimentare nella puntata del 18 febbraio 

La puntata di PARLACONME di giovedì 18 febbraio, trasmessa sulla web Radio Vidanetwork, sarà incentrata sul tema degli “esperti digitali dell’ortofrutta a confronto: come affrontare il futuro? Il futuro è adesso?”. A dialogare con la conduttrice della trasmissione, l’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio, sarà Marco Biasin, Entrepreneur & E-commerce Manager, fondatore nel 2013 di FruttaWeb, il primo e-commerce a consegnare frutta e verdura fresca in tutta Italia, portando le novità ortofrutticole a casa dei consumatori.

La sua attività da sempre è coincisa con l’innovazione nel campo del commercio e del business tradizionale, coniugando la sua vasta passione per il food, un settore merceologico che, da qui ai prossimi anni, necessiterà sempre di più di rinnovarsi per rispondere alle crescenti esigenze del consumatori. Nel corso della puntata verrà anche discussa l’importanza, presente nel campo agroalimentare, di avere un sito web, un e-commerce, di utilizzare i social network e degli sforzi volti a strutturarli in modo adeguato, fornendo informazioni corrette in modo tale che un’azienda sia facilmente riconoscibile nei prodotti genuini che propone.

Tutti i dati sono fonte del team di “We are Social”, a cui fa riferimento da anni Simona Riccio. Il team di “We are Social” ha approfondito e interpretato i dati italiani e globali del report, pubblicati in collaborazione con Hootsuite, mettendo in luce le tendenze che influenzano le modalità attraverso le quali le persone si relazionano con i brand.
Per ascoltare la trasmissione ci si può collegare al sito www.vidanetwork.it, all’app ufficiale Radio Vida Network scaricabile gratuitamente per Ios e Andriod, o su speaker Alexa e Google Home.
Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9

E il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta