ECONOMIA- Pagina 407

Dal Texas in Piemonte per produrre razzi spaziali

Lazienda texana produrrà in Piemonte razzi riutilizzabili.

 

Exos Aerospace Systems & Technologies approderà in Piemonte per la realizzazione del suo primo sito europeo, dedicato alla ricerca, sviluppo e produzione di razzi riutilizzabili. Exos è un’azienda texana leader nel settore insieme a SpaceX e Blue Origin. In Piemonte, questa realtà, prevede di assumere circa 45 tecnici, prevalentemente ingegneri con varie specializzazioni, che accederanno anche al percorso, elaborato dall’azienda, per formare rocket scientist.

Exos è attiva nel segmento dei reusable micro-rockets, che hanno applicazioni principalmente nell’ambito della ricerca scientifica e della ricerca industriale. La sua mission è garantire a tutte le aziende, anche le PMI, un accesso allo spazio sostenibile: il paradigma dei razzi riutilizzabili, infatti, consente di ottenere un costo per chilogrammo di carico utile estremamente competitivo. I razzi di Exos – inoltre – per le piccole dimensioni, per la tecnologia sicura e per l’utilizzo di bio-etanolo come propellente, possono essere lanciati anche da piattaforme di lancio in Europa, garantendo un accesso allo Spazio conveniente e vicino alle aziende europee, oggi costrette a costose spedizioni dei payload.

Quali possono essere i loro utilizzi? Numerosi, a partire dal fatto che sempre più aziende hanno la necessità di testare i loro prodotti in particolari situazioni di stress dei materiali. Riuscire a condurre questi esperimenti, cioè inviare nello Spazio le loro creazioni per metterle alla prova, per le piccole e medie aziende è attualmente, se non impossibile, estremamente costoso e complesso.

Come spiegato da John Quinn, CEO di EXOS, “In Italia Exos adotterà un modello di produzione aperto, con la maggior parte delle componenti realizzate da produttori piemontesi. Ciò significherà non solo contribuire alleconomia locale  ma anche effettuare un prezioso scambio di know-how. Exos, infatti, ha sempre praticato il principio della conoscenza integrale: tutte le risorse coinvolte nel processo devono avere visibilità e conoscenza di tutte le fasi del processo stesso.

Come spiegato dall’Assessore Regionale per l’Internazionalizzazione Fabrizio Ricca Exos ha riconosciuto la strategicità della localizzazione in Piemonte, il cui elemento chiave è la presenza di una supply chain completa e strutturata nel settore aerospaziale, con competenze industriali di altissimo livello, al cui interno è ben integrato il contributo di centri di eccellenza per la ricerca e la formazione come il Politecnico di Torino. Sono sicuro che larrivo di una realtà simile sul nostro territorio, oltre che una evidente ricaduta già annunciata in termini occupazionali, potrà anche rappresentare un volano per il settore”.

L’investimento si inserisce nell’ambito di un più ampio trend di crescita del settore della New Space Economy nell’economia del Piemonte e di Torino in particolare, che ha già attratto negli ultimi anni altri importanti investimenti nel settore.

La presenza di EXOS nellecosistema industriale piemontese sarà possibile grazie al costante lavoro di supporto fornito dal Centro Estero per lInternazionalizzazione del Piemonte, che può vantare una sinergia strategica tra le attività di promozione del territorio nel settore aerospace ed attrazione degli investimenti dallestero” spiega il Professor Dario Peirone, Presidente dell’organismo regionale dedicato all’internazionalizzazione. Infatti, le relazioni tra Ceipiemonte e la società americana nascono nel 2019, coinvolgendo l’azienda in un Supplier Day dedicato ed negli Aerospace and Defense Meetings, business convention biennale nel settore aerospaziale di cui Ceipiemonte è co-organizzatore, eventi in cui l’azienda ha approfondito la conoscenza del locale environment industriale maturando la decisione finale di investimento.

John Quinn, CTO di EXOS e futuro AD di EXOS Italia, sarà in Piemonte nella seconda metà di febbraio per avviare la progettazione esecutiva.

Il Piemonte è in grado di garantire a Exos Aerospace Systems & Technologies un livello di competenze molto elevato, grazie al suo sistema di imprese riconosciute a livello internazionale, ed alla sensibilità degli enti pubblici, che sul settore aerospaziale investono da decenni – dichiara Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte -. I risultati di questa collaborazione pubblico-privato collocano la nostra regione tra le prime in Europa, con circa 4 miliardi di fatturato. Allorizzonte, infine, ci sono grandi possibilità di un ulteriore sviluppo, come ha dimostra la Commissione Europea che a dicembre, nellambito della programmazione 2021-2027, ha aumentato da 11 a 13,2 miliardi di euro lo stanziamento per il Programma Spaziale Europeo”.

Commercio, le imprese nate a Torino sono oltre mille in meno rispetto a un anno fa

L’Osservatorio congiunturale dell’Ascom segna per il 2020, anno  della pandemia, una riduzione di imprese nate a Torino del 18%  ovvero 1.100 in meno,  a fronte della sopravvivenza di molte aziende  sopravvissute grazie ai ristori, ma impossibilitate a fare realmente impresa. 

In totale rispetto al 2019 si registrano -349  imprese attive e un netto calo di fiducia da parte degli imprenditori.

Questo in particolare nei confronti del precedente governo.

Invece sono stati registrati con favore  gli aiuti messi in campo  dalla Regione Piemonte.

‘’La notte delle ninfee’’, come si malgoverna un’epidemia

Immaginiamo uno stagno popolato da ninfee nel quale durante la notte giorno dopo giorno, il numero di queste piante acquatiche raddoppia e aumenta in quantità esponenziale, sotto gli occhi del coltivatore-raccoglitore,  il quale ignaro della rapidità di riproduzione delle piante, tarda nel fare la manutenzione dello stagno.

Producendo la rovina dell’ecosistema-stagno se lo ritrova saturo a dismisura di ninfee appassite, contro le sue stesse aspettative di un prospero raccolto. Così si esprime partendo da questa metafora illuminante, il sociologo torinese Luca Ricolfi della Fondazione David Hume nel suo ultimo saggio   ( ‘’La notte delle ninfee’’, Come si malgoverna un’epidemia, La nave di Teseo, pagg.185  euro 17).  Studiando attentamente i dati statistici sulla epidemia italiani e del resto del mondo, dal febbraio dell’anno scorso, ne evidenzia la loro gestione sconsiderata da parte del governo giallo-rosso, appena arrivato al capolinea. Un testo comprensibile anche per i non addetti ai lavori nel quale vengono smascherate le  inadempienze e i ritardi negli interventi, le bugie volte a nascondere il tutto, da parte dei governanti. Arrivando  alla conclusione che la seconda ondata si sarebbe potuta fortemente contenere e nel migliore dei casi addirittura evitare, se solo si fosse agito con interventi tempestivi ed efficaci. Migliaia di morti in meno e miliardi di Pil non andati in fumo. Una analisi però che fa riflettere amaramente, anche con una punta di rabbia, sui cortocircuiti che intervengono tra gli istituti di ricerca e le ragioni economiche della politica, evitando di fare prevalere le istanze  del consenso a breve termine, su quelle prioritarie della tutela della salute pubblica, tanto più che nella ultima parte della trattazione il professor Ricolfi, spiega dettagliatamente come  soddisfare le necessità di entrambe. Se non si fa da subito ciò che si sarebbe dovuto fare da tempo, altre ondate sono inevitabilmente dietro l’angolo. Il ricercatore torinese mosso dall’ottimismo della volontà sostiene che ‘’bisogna guardare ai modelli di intervento di quei paesi che hanno raggiunto risultati più che soddisfacenti nella lotta al virus, ma con  il pessimismo della ragione sempre sulla falsariga del motto gramsciano ci avverte che ‘’l’attesa messianica del vaccino avvolgerà tutto e tutti, quasi niente cambierà davvero, nessuno sarà chiamato a rispondere delle sue azioni. Ne ora ne mai’’. La notte della Storia è potenzialmente alle porte. Ma nulla ci impedisce di ben sperare.

Aldo Colonna

Un appello per la montagna

CNA e UNCEM promuovono una lettera-appello al Presidente e alla Giunta regionale e ai Parlamentari Piemontesi per una “Discriminazione positiva” delle aree montane

CNA Piemonte e UNCEM hanno spedito  una lettera appello indirizzata ai Parlamentari piemontesi, al Presidente Alberto Cirio e ai componenti della Giunta regionale per chiedere una “discriminazione positiva” delle aree montane.

Scrivono nel documento CNA Piemonte e UNCEM (allegato): “Indichiamo alcuni elementi che a nostro giudizio rappresentano linee di lavoro per definire una diversa gestione e parametrazione per i territori montani:
1. Densità abitativa: distinguere tra alta e bassa, quindi in questa chiave trattare in maniera diversa e meno restrittiva i sistemi vallivi, in cui la possibilità già prevista di mobilità di 30 km per i residenti di Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti rappresenta un elemento positivo, ma che da solo non è sufficiente a mitigare i problemi che si segnalano;
2. Mobilità e trasporti pubblici: assumere la prevalenza del trasporto privato come elemento di maggior mitigazione dei contatti e dei contagi, a differenza di quanto avviene con l’utilizzo inevitabilmente più massiccio dei mezzi pubblici nelle aree urbane e metropolitane;
3. Profilazione del rischio delle specifiche attività: si pensi agli uffici pubblici o di utilità collettiva (es. banche e uffici postali), ai pubblici esercizi. In questo quadro è possibile considerare percorsi e flussi nei piccoli centri meno complessi e più gestibili che nelle aree urbane. In questo ambito risulta incomprensibile la serrata alle ore 18.00 dei pubblici esercizi che invece devono avere la possibilità di operare anche oltre le ore 18.00 alle stesse condizioni previste durante la giornata, fermo restando il rispetto del cosiddetto orario di coprifuoco. Il tema della revisione degli orari (uniforme e coerente) dei pubblici esercizi è peraltro necessario anche per il resto del territorio;

4. Residenti e aventi titolo seconda casa: sono i beneficiari di questo modello di gestione specifico vallivo anche nel caso in cui la nostra Regione sia inquadrata come “zona arancione”.

“Ci sono oggi una sofferenza e un disagio sia di natura economica sia sociale nelle valli perché le restrizioni hanno messo in forte difficoltà anche una minima e adeguata quotidiana vivibilità su quei territori; dove, come noto, il periodo invernale è per sua natura particolarmente rigido. La CNA Piemonte è stata doppiamente sollecitata, dai suoi imprenditori e dagli amministratori locali a partire dalle valli torinesi, per esprimersi a sostegno di questa specificità dei territori montani – ha spiegato il presidente regionale della CNA Piemonte Fabrizio Actis -. Vogliamo che, con lo stesso principio arcobaleno con il quale l’Italia è stata divisa in colori diversi, adesso si scenda nella specificità delle singole regioni, perché è chiaro che non si possa regolare la vita dei cittadini, delle imprese, dei pubblici esercizi, dei commercianti, degli albergatori e dei lavoratori a Torino come a Pragelato”.

“L’appello di CNA e UNCEM al Governo e alla Regione per individuare opportunità di organizzazione differenziate delle attività economiche nelle aree montane, è particolarmente attuale in vista dei nuovi decreti che il Governo dovrà varare. Dobbiamo riequilibrare una situazione di sperequazione che oggi penalizza le valli piemontesi. La montagna ha bisogno di interventi differenziati”, ha aggiunto il presidente regionale di UNCEM  Roberto Colombero.

Il voucher vacanza prorogato al 30 giugno Ecco come funziona

L’ASSESSORE AL TURISMO, VITTORIA POGGIO: «RICADUTE SUL TERRITORIO DI 48 MILIONI CHE SUPERANO L’INVESTIMENTO DI 5 MILIONI DELLA REGIONE»

Il presidente della Federazione dei Consorzi Turistici Piemonte Incoming, Andrea Cerrato: «Operazione diventata un caso studio a livello nazionale, ed è stata l’unica concreta iniziativa tra pubblico e privato che permette la sopravvivenza di molte aziende della filiera turistica»

Torino 15 febbraio 2021

Da oggi 15 febbraio fino al 30 giugno 2021, sarà di nuovo possibile acquistare un voucher per trascorre una vacanza di tre giorni in Piemonte con una 1 notte pagata dal cliente, 1 notte pagata dalla Regione Piemonte e la terza omaggiata dall’albergatore: grazie a questa formula, nel 2020 sono stati venduti oltre 32.000 voucher.

«Con una ricaduta in termini economici di 48 milioni di euro – ha sottolineato l’assessore al Turismo, Vittoria Poggioil gettito di questa operazione soltanto in termini di Iva, supera i 5 milioni investiti dalla Regione e secondo i nostri calcoli si stima che nell’arco dei prossimi due mesi saranno venduti oltre 10.000 voucher vacanza, in attesa di un rifinanziamento della legge sul Riparti Turismo Piemonte. L’operazione – ha aggiunto l’assessore – ha anche una valenza culturale per aver consentito di far conoscere il Piemonte ai Piemontesi che hanno scoperto le infinite “storie di bellezza” delle nostre colline, montagne, laghi, ma anche borghi e città».

«Il voucher vacanza – ha rimarcato il presidente della Federazione dei Consorzi Turistici Piemonte Incoming, Andrea Cerratoè diventato un caso studio a livello nazionale: è stata, infatti, l’unica concreta iniziativa tra pubblico e privato che servirà a permettere la sopravvivenza di molte aziende della filiera turistica, in particolare per quanto riguarda la montagna, ma anche per promuovere la stagione primaverile di colline, laghi e città».

Lavoratori ex Embraco, Costanzo (M5s): “Primo banco di prova per Draghi”

“Ho partecipato al presidio dei lavoratori ex-Embraco davanti ai cancelli del sito di Riva presso Chieri. I lavoratori hanno appena scritto e spedito una lettera indirizzata al presidente del Consiglio in pectore Mario Draghi.

Nella lettera hanno ripercorso la loro vicenda e hanno chiesto un suo esplicito intervento per sbloccare i finanziamenti da parte degli istituti di credito, decisivi per consentire al nuovo polo di Italcomp di partire con il piano industriale.
Com’è evidente ormai a tutti, nonostante quanto stabilito nel decreto liquidità, il tema della ritrosia degli istituti di credito a concedere finanziamenti alle aziende in crisi di liquidità è all’ordine del giorno, nonostante lo stesso decreto avesse previsto garanzie statali per le banche fino al 90%.
SACE, l’istituto di garanzia di Cassa Depositi e Prestiti, ha peraltro comunicato di non aver ancora ricevuto al momento alcuna richiesta di garanzie da parte di nessun istituto di credito. Qualcosa dunque sembra non tornare.
Ecco perché questa vicenda può costituire  il primo vero banco di prova per Mario Draghi, per le competenze e le conoscenze indiscusse che ha sul fronte bancario e per quanto da lui sempre sostenuto da Governatore della Banca d’Italia in merito alla necessità che le imprese fossero aiutate dagli istituti di credito in concorso con le garanzie statali”.
Così in una nota la deputata M5S in Commissione Lavoro, Jessica Costanzo.

Impianti di sci, la Regione: “Draghi intervenga per ristori immediati al settore”

IL PREMIER DIMOSTRI CHE LA MUSICA È CAMBIATA, I RISTORI IMMEDIATI SIANO IL PRIMO ATTO DEL NUOVO GOVERNO”

La Giunta regionale del Piemonte si è riunita questa mattina in seduta straordinaria per affrontare il tema della mancata ripartenza dell’attività degli impianti di sci, decisa ieri sera dal Governo a meno di 12 ore dall’apertura delle stazioni sciistiche.

Presenti in videocollegamento anche Giampiero Orleoni e Nicola Bosticco, presidente e vicepresidente di Arpiet, l’associazione che rappresenta i gestori degli impianti di risalita piemontesi.

In giornata la Regione scriverà al Governo per risollecitare l’attivazione immediata dei ristori che gli operatori del settore attendono da mesi (parametrati sul modello francese, che prevede un ristoro di circa il 50% dei ricavi annuali), ma anche un ulteriore indennizzo per le cinque false partenze subite dal comparto fin dall’avvio della stagione invernale (la prima per il ponte dell’Immacolata, poi ancora il 20 dicembre, il 7 e 18 gennaio e adesso il 15 febbraio), che hanno causato un aumento dei costi fissi del 20%.

Nel pomeriggio l’assessore agli Affari Legali Maurizio Marrone verificherà con l’avvocatura della Regione la possibilità di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni, mentre gli assessori allo Sport Fabrizio Ricca e al Turismo e Commercio Vittoria Poggio incontreranno il neo-ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

Stamattina invece il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso, si è confrontato con il ministro agli Affari regionali Mariastella Gelmini per chiedere una immediata convocazione delle Regioni che hanno nel sistema invernale uno dei comparti economici strategici per il proprio territorio. Un settore che dà da vivere a migliaia di famiglie e che oggi rischia il collasso. Sempre in giornata, il presidente Cirio trasmetterà anche al presidente del Consiglio Draghi una memoria con le istanze urgenti che la Regione chiede al governo per sostenere il sistema della neve.

“La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici nuovamente penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Ricca -. Una dinamica, questa, che ha reso impossibile una politica di pianificazione delle aperture per la stagione sciistica e ha causato ulteriori danni a quelli già ingenti che la pandemia ha provocato anche a questo comparto. La Giunta delibererà venerdì queste risorse che sappiamo non essere sufficienti, ma che sono un modo immediato per dare ossigeno a un settore che per il Piemonte è strategico. Ci aspettiamo che Roma si attivi subito per fare la sua parte. Draghi dimostri che la musica è cambiata e che il nuovo governo conosce e capisce i problemi della vita reale, come primo atto avvi immediatamente i ristori per lo sci”.

Meritocrazia Italia: “Più competitivi in Europa”

“La composizione del nuovo governo è foriera di grandi aspettative anche per il Piemonte, soprattutto in questo momento critico in cui la pandemia non è ancora stata debellata e la situazione economica, già debilitata prima del virus, degenera, da ultimo anche a causa della mancata riapertura degli impianti da sci”. Sul nuovo governo si è espressa Meritocrazia Italia, in un interessante webinar.

Il governo Draghi è un apprezzabile operazione di equilibrio tra politica e competenze tecniche. E’ necessario ricostruire il tessuto sociale-economico. Vanno offerte maggiori possibilità agli imprenditori al fine di agganciare la ripresa pur tra le difficoltà delle diverse forze politiche a trovare un accordo su determinati temi. E’ necessario un ripensamento sull’utilità sociale del reddito di cittadinanza. Ora c’è la possibilità per l’Italia di poter tornare ad essere competitiva in Europa.

Il nuovo governo di unità nazionale condotto dal Premier Draghi al centro della tavola rotonda online organizzata ieri, 14 Febbraio 2021, dall’associazione culturale Meritocrazia Italia.
Molto ricco il parterre degli ospiti, sia tecnici che politici. Dall’On. Raffaele Trano, già Presidente della Commissione Finanze, a Paolo Del Vecchio, Avvocato dello Stato, a Marcello Salerno, Prof. Associato di Diritto Pubblico, al Sen. Francesco Urraro (Lega), commissione Giustizia Senato e Commissione Antimafia, ad Aldo Berlinguer, Avvocato e Prof. Università di Napoli. Tra i relatori anche Mauro Finiguerra, Responsabile Nazionale macroarea Economia e Giustizia di Meritocrazia Italia, e il Presidente Nazionale dell’associazione, Walter Mauriello.
Nel vivace ed interessante confronto, moderato dai giornalisti Attilio Romita (Capo Ufficio Stampa di MI) e Giuliano Giubilei, sotto la regia di Roberto Castaldo, Direttore Scientifico di Crea, sono stati affrontati punti di forza e criticità della squadra governativa.
Pur nella diversità delle opinioni espresse dai relatori, la sintesi degli interventi è racchiusa nelle parole chiave equilibrio e responsabilità, per una visione prospettica del presente che possa garantire una ricostruzione solida per le generazioni future. Convergente è stata l’idea che in un governo di unità nazionale, come quello che sta per presentarsi alle camere in vista del voto di fiducia, la variabile fondamentale deve essere rappresentata dalla capacità di sintesi del Presidente del Consiglio e dall’apertura dei partiti, che dovranno superare i tradizionali individualismi per il bene comune. Nel prossimo futuro, poi, l’acquisizione o riacquisizione da parte della politica di capacità tecniche e governative sarà il punto di svolta verso nuovi orizzonti.
Ha concluso il confronto il Presidente di Meritocrazia, Walter Mauriello, che ha espresso soddisfazione per la composizione del nuovo governo. “Il Presidente Draghi ha creato un puzzle perfetto, sia dal punto di vista tecnico che politico. Sicuramente è una personalità di elevato profilo, che garantirà la giusta collocazione dell’Italia nell’attuale scenario europeo. Non bisogna dimenticare che tra poco tempo la Cancelliera Merkel lascerà il suo ruolo e Draghi potrà sicuramente essere un ottimo leader anche per l’U.E. Quella del Premier sarà sicuramente un’azione a termine, ma di importante transizione. Per questo Meritocrazia si aspetta dal nuovo governo il perseguimento degli obiettivi di equità e giustizia sociale, tema molto caro a MI, e l’adozione di logiche che sostituiscano il mero assistenzialismo vengano con la tensione la tensione all’ “occupazione piena”. Il Presidente Mauriello ha, infine, rivolto al Presidente Draghi i migliori auguri ed auspici, affinché l’Italia torni ad essere forte e coesa al suo interno e realmente competitiva in Europa.
Il dibattito è stato costruttivo, con rilevanti spunti di approfondimento che l’associazione auspica possano trovare concretezza nell’attività sinergica del Governo.
Il Webinar potrà essere rivisto sulla pagina Facebook: L’Italia che Merita (www.meritocrazia.eu).

Meritocrazia Italia

L’appello dei lavoratori Embraco a Mario Draghi

Con il progetto Italcomp si garantirebbe l’avvio dell’attività produttiva del sito Embraco di Riva di Chieri.

E’ quanto scrivono i lavoratori dell’ex Embraco in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi, scritta durante un presidio ai cancelli della fabbrica.

 Per rilanciare l’economia di Torino, affermano i sindacati,  è necessario non perdere altri posti di lavoro conservando il nostro tessuto industriale con un chiaro progetto di reindustrializzazione.

Commercio: tengono i negozi di vicinato e le attività organizzate con e-commerce e delivery

Nei primi nove mesi del 2020 le compravendite dei locali commerciali hanno registrato una contrazione del 21,5%: sono state scambiate 17.380 unità contro le 22.134 unità dello stesso periodo del 2019.

Le città dove nei primi nove mesi del 2020 si è avuto il maggiore numero di transazioni sono Milano e Roma: nella Capitale le transazioni sono state 1049, il capoluogo lombardo ne fa segnare 1046.

COMPRAVENDITE SETTORE COMMERCIALE
CITTÀ Primi nove mesi 2019 Primi nove mesi 2020
BARI 128 107
BOLOGNA 379 204
FIRENZE 323 205
GENOVA 251 195
MILANO 1359 1046
NAPOLI 433 355
PALERMO 234 208
ROMA 1419 1049
TORINO 637 551
VERONA 87 87
Nota: I dati si riferiscono all’intero settore commerciale del solo capoluogo (provincia esclusa)
Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate

 

Negli ultimi dieci anni i prezzi sono diminuiti del 37% nelle vie di passaggio e del 42,5% nelle vie non di passaggio.
Il segmento del retail è stato quello maggiormente impattato dalla pandemia.
 La ristorazione, che negli scorsi anni aveva trainato il mercato dei locali commerciali, e che è stata penalizzata dall’assenza di turismo e dal ricorso massiccio allo smartworking.

Sembrano tenere le attività che si sono riorganizzate attraverso piattaforme e – commerce integrando il canale on line con il punto vendita fisico, i negozi di vicinato e la grande e media distribuzione, grazie all’apertura di supermercati di prossimità.

Nelle vie di passaggio si ricorre sempre meno al pagamento con la key money; la liberazione di spazi sta portando, quando possibile, a riposizionamenti per quelle realtà del retail che possono permetterselo.
Nelle vie non di passaggio continua la ricerca di spazi da destinare ad uso ufficio e, ove possibile, per un cambio di destinazione d’uso in abitazione.

L’80% delle richieste inserite nella banca dati del Gruppo Tecnocasa sono indirizzate verso tipologie in locazione, mentre il 20% verso quelle in vendita. L’80% di chi cerca in locazione vorrebbe aprire un’attività di somministrazione e ristorazione. Si registra anche una buona domanda per avviare attività di servizi alla persona.
In questo scenario di incertezza gli investitori si muovono con cautela o provano a realizzare acquisti opportunistici anche se non sempre trovano riscontro. Si chiedono rendimenti più elevati (che arrivano anche al 10% annuo lordo) a fronte di un maggiore rischio di vacancy.
Il 45 % delle richieste di acquisto presenti nella banca dati del Gruppo Tecnocasa è finalizzata all’investimento immobiliare. Le metrature più richieste sono inferiori a 100 mq (raccolgono infatti l’80,8% in acquisto e il 75,6% in locazione).

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa