Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

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Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

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