


È stato identificato l’uomo morto dopo essere stato investito nella notte tra il 29 e il 30 giugno lungo l’autostrada Torino-Piacenza. Si tratta di un trentenne residente a Carmagnola e di origini nordafricane. La sua identità è stata accertata solo dopo alcuni giorni grazie al confronto delle impronte digitali con quelle presenti nella banca dati utilizzata per l’identificazione dei migranti. Le autorità, al momento, non hanno diffuso le sue generalità.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia stradale, l’uomo si trovava a piedi in autostrada dopo essere stato lasciato da tre conoscenti – un uomo e due donne – in una piazzola di sosta. I tre hanno riferito agli investigatori di essersi fermati brevemente e di non averlo più visto al momento della ripartenza.
L’investimento è avvenuto nel tratto compreso tra i caselli di Felizzano e Asti Est. Il trentenne stava camminando sulla carreggiata quando è stato travolto da più veicoli. È possibile che alcuni automobilisti non si siano resi conto di aver investito una persona, scambiandola per un ostacolo o per un animale. L’allarme ai soccorsi è scattato soltanto dopo il passaggio di altri conducenti, con un inevitabile ritardo nei soccorsi.
È quanto emerso nel corso dell’audizione con i rappresentanti di Atc Piemonte centrale, Piemonte sud e Piemonte nord, svoltasi nella seconda Commissione del Consiglio regionale presieduta da Marina Bordese.
“Attraverso l’utilizzazione di fondi propri, aiuti da fondazioni bancarie e l’autorecupero lavoriamo per rendere assegnabili più alloggi possibile. Vi è anche un grande impegno nei confronti della morosità incolpevole e un collegamento costante con i comuni e con i consorzi”. Lo hanno dichiarato i rappresentanti Atc, che hanno inoltre sottolineato la necessità di risolvere a livello politico la questione dell’Imu, che comporta una partita di giro di pagamenti a saldo sostanzialmente zero per l’amministrazione nel suo complesso.
Nel corso dell’audizione sono intervenuti per chiedere chiarimenti Nadia Conticelli, Domenico Ravetti e Emanuela Verzella (Pd), Alice Ravinale (Avs) e la stessa vicepresidente Bordese.
Ufficio Stampa CRP
E’ Mancato a Casale Monferrato
Il 27 giugno scorso si è spento il Generale Luigi Graziano, nato a Casale Monferrato nell’ottobre del 1934. Arruolatosi nell’Esercito appena terminato il liceo scientifico, ha frequentato l’Accademia militare di Modena, specializzandosi nell’arma delle trasmissioni. Al termine dell’Accademia ha frequentato, a Torino, la Suola di Applicazione. La carriera militare lo ha portato presto a lasciare la propria città e a trasferirsi in svariate sedi di servizio. Nella prima di queste, ad Imperia, ha conosciuto e sposato la propria moglie che lo ha poi seguito nei tredici diversi incarichi di comando. Da giovane Capitano ha prima frequentato e successivamente insegnato alla Scuola di Guerra presso Civitavecchia, istituto di alta formazione ove si forgiavano gli ufficiali dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e di altre forze armate e di polizia a statuto militare. Di seguito, tra gli altri, ha assunto il comando del Battaglione trasmissioni di Bolzano, della Scuola Specializzati Trasmissioni di San Giorgio a Cremano (NA), delle Trasmissioni del Comando Regione Nord-Ovest. Nei suddetti incarichi si è trovato a gestire anche eventi straordinari, quali gli atti di terrorismo avvenuti negli anni settanta in Alto Adige ed in Campania nonché l’emergenza umanitaria del terremoto in Irpinia, in occasione della quale ha coordinato l’impiego nelle operazioni di soccorso di quasi tremila militari alle sue dipendenze. Negli ultimi anni della sua vita, il Generale, ritornando nei luoghi d’origine, ha riallacciato i rapporti di amicizia giovanili che lo hanno accompagnato fino ad oggi. Le esequie si sono tenute il 30 giugno scorso nella Cattedrale di Casale Monferrato, con gli onori dovuti ai militari. Il Generale lascia la moglie e un figlio, Ufficiale della Guardia di Finanza.
Gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno lasciando un segno concreto sul territorio della Città metropolitana di Torino. Sono 217 gli interventi finanziati, per un valore complessivo di 426,5 milioni di euro, dei quali 95 realizzati direttamente dalla Città metropolitana e 122 coordinati insieme agli enti locali. Un dato significativo riguarda anche l’impatto sull’economia locale: circa il 70% delle risorse è stato destinato a imprese con sede e attività nel territorio metropolitano.
A fare il punto sull’attuazione del PNRR nei 311 Comuni dell’area metropolitana è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha illustrato i risultati raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026.
La Città metropolitana ha completato nei tempi previsti il caricamento sulla piattaforma nazionale Regis di tutti i certificati di fine lavori relativi agli interventi di propria competenza, raggiungendo il 100% degli obiettivi fissati dal PNRR. Un traguardo che, ha sottolineato Lo Russo, colloca Torino tra le realtà più avanzate a livello nazionale nell’attuazione del Piano.
Secondo il sindaco, gli investimenti hanno contribuito non solo alla trasformazione di numerose aree urbane e territoriali, ma anche alla crescita dell’economia, generando nuove opportunità di lavoro e sostenendo il sistema produttivo locale.
Lo Russo ha inoltre ricordato la scelta compiuta nel 2022 di destinare il 62% delle risorse disponibili ai Comuni del territorio metropolitano, riservando il restante 38% alla Città di Torino. Una ripartizione che si riflette anche nel numero degli interventi: il 73% dei progetti finanziati interessa i Comuni dell’area metropolitana, mentre il 27% riguarda il capoluogo.
Le risorse sono state concentrate su alcuni settori strategici: transizione energetica, mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici, tutela del territorio e delle risorse idriche, manutenzione delle scuole e rafforzamento della coesione territoriale.
Tra gli interventi già conclusi figurano otto progetti di forestazione urbana, finanziati con 29 milioni di euro, una ciclovia da 4 milioni, quattro iniziative dedicate alla digitalizzazione e soprattutto 66 interventi di edilizia scolastica, che rappresentano la voce più consistente con 89 milioni di euro investiti. Alla sicurezza della rete stradale sono stati destinati inoltre sette progetti finalizzati al ripristino dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi.
Accanto ai finanziamenti del PNRR sono stati completati anche nove interventi sostenuti dal Piano Nazionale Complementare.
Per quanto riguarda i progetti coordinati dalla Città metropolitana, 45 fanno parte dei Piani Urbani Integrati (PUI) nei Comuni dell’area metropolitana, 30 interessano il capoluogo, mentre 15 rientrano nel programma PINQuA “Ricami Urbani” e 32 nel progetto PINQuA “Residenza Resilienza”.
I progetti realizzati direttamente dalla Città metropolitana hanno interessato l’intero territorio. La quota maggiore degli interventi si concentra nella Zona omogenea del Ciriacese e Valli di Lanzo (19%), seguita dalle Valli di Susa e Sangone (10%) e dal Chivassese (8%). Investimenti significativi hanno interessato anche il Pinerolese, le aree metropolitane sud, ovest e nord, il Canavese occidentale, l’Eporediese e il Chierese-Carmagnolese, oltre a interventi distribuiti su più zone omogenee.
L’impatto economico complessivo va oltre il valore delle opere realizzate. A fronte di 426,5 milioni di euro di investimenti, il sistema economico ha generato una produzione aggiuntiva stimata in 885 milioni di euro. Tra il 2022 e il 2026 gli interventi hanno coinvolto oltre 6.000 lavoratori, con una media di circa 15 occupati per ogni milione di euro investito.
Le imprese hanno ottenuto commesse per 353 milioni di euro, che hanno richiesto l’impiego di oltre 2.500 addetti. Il comparto che ha beneficiato maggiormente degli investimenti è stato quello delle costruzioni, che ha assorbito oltre il 40% delle ricadute economiche e una quota analoga della forza lavoro impiegata.
L’elenco completo dei progetti finanziati e il loro stato di avanzamento sono consultabili nella sezione dedicata al PNRR sul portale della Città metropolitana di Torino.
È morto questa mattina presso l’Ospedale Cottolengo di Torino mons. Giacomo Lanzetti, 84 anni, Vescovo emerito di Alba. Originario di Carmagnola, dal 2002 al 2006 è stato Vescovo ausiliare di Torino: la camera ardente sarà allestita a Torino nella parrocchia di San Benedetto Abate, fondata da Lanzetti, domani, venerdì 3 luglio, dalle 15.30 alle 19.30 e sabato 4 dalle 8 alle 12. Sempre a San Benedetto Veglia funebre venerdì 3 alle 21.,I funerali di mons. Lanzetti saranno celebrati sabato 4 alle 16 nella Cattedrale di Alba, Veglia funebre anche ad Alba venerdì 3 alle 21.,Appresa la notizia della scomparsa, l’Arcivescovo di Torino cardinale Roberto Repole ha espresso a nome di tutta la Chiesa locale “un sentimento di grande dolore, ma anche di grande e molto affettuosa riconoscenza per la vita donata da mons. Lanzetti alla Diocesi subalpina, dove negli anni Settanta aveva fondato e costruito la parrocchia di San Benedetto, una delle comunità più vivaci in quegli anni carichi di fermenti. Con lo stesso entusiasmo, la stessa generosità e la stessa energia che aveva messo nell’accompagnare la nascita della parrocchia, Lanzetti ha affrontato tutti gli altri servizi che la Chiesa torinese e la Chiesa italiana gli ha poi chiesto di accettare”. fr
Foto LA VOCE E IL TEMPO
Son tre gli operai che sono rimasti ustionati questa mattina dopo un contatto con dell’acido. I feriti sono due uomini e una donna e l’incidente è avvenuto a Mathi. Sul posto il 118 di Azienda zero con le ambulanze e il servizio regionale di elisoccorso. Gli uomini, feriti in modo serio, sono stati trasportati in elicottero al Cto e non sono in pericolo di vita. Anche il più grave è sveglio e vigile , con ustioni su circa il 15 per cento del corpo. La donna è lievemente ferita.
Torino. In un appartamento di una palazzina a sei piani nel quartiere “Madonna di Campagna”, a
nord della città, nascondeva quasi un kg e mezzo di sostanza stupefacente, mista tra hashish e
cocaina.
Per la precisione, i Carabinieri della Stazione di Venaria hanno trovato in casa di un 44enne residente
nella Reale ma di fatto domiciliato nel capoluogo piemontese, otto panetti di hashish (dal peso di 1
kg), 310 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, coltelli e cutter intrisi di stupefacente.
Non solo: i Militari hanno scoperto che l’uomo deteneva illegalmente anche del munizionamento di
tre calibri differenti: 4 proiettili calibro 357 Magnum, 1 proiettile calibro 7,65 parabellum e 43
proiettili calibro 22; come per la droga, anch’esso sequestrato.
Il 44enne è stato pertanto arrestato in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di
sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di munizionamento. Portato nella Casa Circondariale
“Lorusso e Cutugno” di Torino, il G.I.P. del Tribunale di Torino, in accordo con la Procura, ha
convalidato l’arresto e confermato la permanenza in carcere.
Il provvedimento è stato emesso durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.