CRONACA- Pagina 276

Motociclista 41enne muore nello scontro con un camion

Un’altra vittima sulle strade piemontesi. Ieri in  incidente stradale sulla SP231 nel territorio  di Govone un camion e una moto si sono scontrate. Nello scontro è morto il motociclista, di 41 anni. Sul posto sono giunti i soccorsi ma non è stato possibile salvare l’uomo.

Indagine Doxa – Paideia: genitori con figli con disabilità, uno su due ha vissuto discriminazioni

Sono stati presentati  nell’ambito di Insieme – il festival sul tema della disabilità e dell’inclusione sociale organizzato a Torino da Fondazione Paideia – i risultati dell’indagine, condotta da Doxa e dalla fondazione, che esplora l’impatto della disabilità sul sistema familiare.

 

Tra i genitori con figli con disabilità, uno su due ha vissuto una esperienza di discriminazione sul luogo di lavoro e il 36% delle madri dichiara che l’essere genitore ha condizionato “moltissimo” gli avanzamenti di carriera. Più di 6 famiglie su 10 hanno dichiarato di aver dovuto acquistare prestazioni sanitarie o riabilitative private per il figlio o la figlia con disabilità nell’ultimo anno (dato doppio rispetto al campione senza disabilità). Il 24% delle famiglie con bambini con disabilità dichiara che il figlio o la figlia non frequenta “mai” amici al di fuori della scuola, contro il 3% del campione di bambini che non hanno disabilità. Un bambino su tre con disabilità non viene “mai” o “raramente” invitato alle feste di compleanno degli amici o compagni di scuola. Il 39% delle famiglie con bambini o ragazzi con disabilità ha sperimentato l’impossibilità di partecipare a una gita scolastica negli ultimi due anni, dato che sale al 50% al Sud e Isole.

 

Sono alcuni dei risultati emersi dall’indagine condotta attraverso interviste a più di mille famiglie italiane, di cui la metà con figli con disabilità. L’indagine, ove possibile, ha posto quindi a confronto le evidenze provenienti dai due campioni: famiglie in cui è presente e famiglie in cui non è presente un bambino o ragazzo con disabilità. La rilevazione, in particolare, si è concentrata su alcuni ambiti di interesse emersi in seguito a focus group preliminari che hanno coinvolto operatori sociali, professionisti sanitari e familiari di bambini con disabilità: rete e percezione di aiuto, siblings, scuola, servizi socio-sanitari, tempo libero, lavoro e futuro dei figli.

 

ALCUNI RISULTATI

Rete e percezione di aiuto

Le famiglie con figli con disabilità dedicano significativamente molto tempo all’accudimento: oltre 8 ore nei giorni feriali e fino a 14 ore al giorno nel weekend, soprattutto quando il figlio ha meno di 6 anni. In particolare, risulta evidente una differenza di genere, con le madri dei figli con disabilità che risultano impegnate nella cura per 14 ore al giorno nei fine settimana (9 ore e mezza per i padri), contro le 12 ore delle madri di figli senza disabilità (8 ore e mezza per i padri). Si conferma l’elevato carico di cura, spesso invisibile, che incide sulla qualità della vita familiare.

Principali criticità – Le principali criticità che condizionano il benessere familiare indicate dai genitori sono la mancanza di tempo per sé (70% nel caso delle famiglie con bambini con disabilità), lo stress da accudimento (64% nello stesso campione) e le difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita privata (sostanzialmente sugli stessi valori nei due campioni, 57%-58%). Lo stress da accudimento dei figli risulta la voce più distante tra i due campioni (criticità indicata dal 64% delle famiglie con bambini con disabilità vs 41% nel caso delle famiglie che non hanno bambini con disabilità).

 

Siblings

Una parte dell’indagine è stata dedicata all’approfondimento del tema dei siblings, fratelli e sorelle di persone con disabilità. Rilevante il dato che riguarda la partecipazione a percorsi dedicati ai siblings: il 67% delle famiglie con bambini o ragazzi con disabilità ha dichiarato di non aver mai partecipato a queste iniziative (dato che sale al 78% al Centro Italia). Il 45% di questi ha motivato la risposta con il fatto di “non essere a conoscenza di questa possibilità” o con la “non disponibilità di percorsi nella zona in cui vive” (25%). L’86% di chi ha partecipato ai percorsi ha dichiarato di averlo ritenuto “molto utile” o “abbastanza utile” per il fratello o la sorella partecipante.

 

Scuola e partecipazione

L’indagine dedica una sezione specifica al mondo scolastico, con l’obiettivo di esplorare il ruolo della scuola nel favorire la partecipazione dei bambini con disabilità. Tra i genitori di figli con disabilità, il 71% valuta positivamente l’efficacia della scuola nel favorire lo sviluppo di una maggiore autonomia, rispetto all’85% dichiarato dai genitori di figli senza disabilità. Di contro, il 29% delle famiglie con bambini con disabilità ritiene che la scuola aiuti “poco” o “per nulla” il/la figlio/a a sviluppare una maggiore autonomia. Anche per quanto riguarda la capacità della scuola di incoraggiare la socializzazione, le risposte fornite dai genitori di figli con disabilità sono inferiori (74%) rispetto all’altro campione (88%).

Partecipazione alle gite scolastiche – Il 39% delle famiglie con bambini o ragazzi con disabilità ha sperimentato l’impossibilità di partecipare a una gita scolastica negli ultimi due anni. Questo dato, se si guarda al sotto-campione che risiede al Sud e Isole, sale a 50%, quindi un bambino su due. Le ragioni più frequenti per la rinuncia alla gita scolastica da parte dei bambini con disabilità sono la mancanza di personale dedicato (13%) o l’assenza di assistenza notturna nelle gite su più giorni (11%). Solo il 6% delle famiglie che hanno bambini con disabilità indica come fattore ostativo i motivi economici.

Impatto della presenza di bambini con disabilità a scuola – Secondo l’80% delle famiglie italiane, la presenza a scuola di bambini con disabilità favorisce nuove forme di apprendimento e migliora il clima in classe (75%). Tuttavia, per il 41% delle famiglie che non hanno bambini con disabilità, la presenza in classe di un bambino o una bambina con disabilità rallenta “molto” o “abbastanza” la didattica.

 

Servizi socio-sanitari

Il 45% delle famiglie che hanno bambini con disabilità dichiara di usufruire di servizi sanitari in ambito pubblico per i propri figli “quotidianamente” o “settimanalmente”, contro il 18% delle famiglie in cui non sono presenti bambini o bambine con disabilità. Il dato si conferma anche sul fronte dei servizi socio-assistenziali (42% per le famiglie con bambini con disabilità vs 12%).

Acquisto prestazioni sanitarie o riabilitative private – Più di 6 famiglie su 10 hanno dichiarato di aver acquistato prestazioni sanitarie o riabilitative private per il figlio o la figlia con disabilità nell’ultimo anno (dato doppio rispetto al 31% del campione senza disabilità). Tra questi il 14% ha dichiarato di aver speso tra 1.000 e 2.000 euro, mentre per il 16% la spesa è stata superiore ai 2.000 euro. Quest’ultimo dato è nettamente più alto se confrontato con il campione di famiglie che non hanno bambini con disabilità, in cui solo l’1% dichiara di aver speso oltre 2.000 euro nell’anno.

Motivazioni dell’acquisto di prestazioni private – Le famiglie si rivolgono al privato soprattutto perché garantisce tempi di attesa inferiori (38% per le famiglie che non hanno bambini con disabilità, 36% per le famiglie con bambini con disabilità), ma queste ultime acquistano prestazioni sanitarie o riabilitative private soprattutto per integrare quanto offerto dal Servizio Sanitario Nazionale (32% vs 16%) o perché il privato garantisce un maggior numero o una maggiore frequenza di prestazioni (31% vs 14%).

 

Tempo libero

Il 24% delle famiglie con bambini con disabilità dichiara che il figlio o la figlia non frequenta “mai” amici al di fuori della scuola, contro il 3% del campione di bambini che non hanno disabilità. Anche tra chi li frequenta, però, si rileva una differenza tra i due campioni, perché solo il 43% dei bambini con disabilità li incontra almeno una volta alla settimana contro il 76% del campione senza disabilità.

Inviti alle feste da parte di amici o compagni di scuola – Il 35% dei bambini o ragazzi con disabilità non viene “mai” o “raramente” invitato alle feste di compleanno degli amici o compagni di scuola, contro il 14% dei bambini senza disabilità. Il dato peggiora con l’avanzare dell’età dei bambini/ragazzi con disabilità: se nella fascia 0-5 anni la risposta “raramente” o “mai” è pari al 26%, nella fascia 6-18 anni sale al 38%.

Occasioni di svago e tempo libero – Alla domanda “Quanto spesso riesce a dedicarsi una serata libera o un altro momento di svago come adulto, senza bambini?”, il 18% delle famiglie in cui è presente un figlio con disabilità dichiara “mai”, contro il 14% dell’altro campione. In entrambi i campioni si rileva una differenza di genere: il 21% delle donne in entrambi i casi dichiara “mai”, contro il 14% dei padri di bambini con disabilità e il 6% dei padri di bambini che non hanno disabilità.

 

Lavoro e genitorialità

Essere genitori comporta spesso una riorganizzazione della vita lavorativa. Per le famiglie con figli con disabilità, questo impatto è ancora più evidente: il 48% ha dichiarato di aver richiesto la riduzione dell’orario di lavoro, contro il 31% del campione di famiglie con figli senza disabilità.

Avanzamenti di carriera e discriminazione – Il 28% dei genitori di bambini con disabilità dichiara che l’essere genitore ha condizionato “moltissimo” i propri avanzamenti di carriera (valore che si dimezza quando riferito all’altro campione), con un dato molto più alto per le madri (36%) rispetto ai padri (17%). Un rispondente su due del campione di genitori con figli con disabilità ha vissuto una esperienza di discriminazione sul luogo di lavoro, con il 19% che ha dichiarato di essersi sentito discriminato o penalizzato “moltissime volte”. Anche in questo caso il dato che riguarda le madri di figli con disabilità (22%) è ampiamente superiore a quello dei padri (15%).

Quali sono i motivi per cui i rispondenti non lavorano o non hanno mai lavorato? Per il 38%  dei genitori che hanno figli con disabilità (il 42% delle madri) “il carico familiare non permette di avere tempo per un lavoro”; questo valore è invece pari a meno di un terzo (12%) per i genitori di figli che non hanno disabilità.

 

Preoccupazione per il futuro dei figli

La sezione finale dell’intervista è stata dedicata al tema della preoccupazione per il futuro dei figli: più di un rispondente su due (54%) tra le famiglie in cui è presente un minore con disabilità si dichiara “molto preoccupato” rispetto al 35% riferito alle famiglie in cui non è presente un figlio con disabilità.

Le preoccupazioni maggiori per le famiglie in cui sono presenti minori con disabilità riguardano in primis la capacità dei figli di sopravvivere ai genitori, anche quando questi non ci saranno più (66%), voce che si ferma al 29% per il campione delle famiglie in cui non sono presenti minori con disabilità. A seguire, per i genitori di bambini con disabilità, si registrano le voci riferite alla salute (60%), alle relazioni amicali e sentimentali (52%) e all’indipendenza economica dai genitori (49%). Nell’altro campione invece prevalgono le preoccupazioni per il lavoro (57%), la salute (47%) e la violenza di genere (46%).

 

Controlli di polizia in Barriera Nizza

Giovedì pomeriggio ha avuto luogo nel quartiere Barriera Nizza un controllo straordinario del territorio ad “alto impatto” coordinato dalla Polizia di Stato congiuntamente a personale dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale, dell’ASL-Spresal, dell’ ASL-SIAN e dell’Ispettorato del Lavoro.

L’attività è stata diretta da personale del Commissariato di P.S. Barriera Nizza, con l’ausilio di operatori del V Reparto Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, del Compartimento Polfer e di unità cinofile e ha riguardato, in particolare, il quartiere San Salvario e l’area del Lingotto.

5 gli esercizi commerciali controllati, con sanzioni complessive elevate per 61374 €.

In particolare, in una pizzeria kebab in zona Lingotto, personale dell’Asl ha accertato la mancanza di requisiti igienico sanitari, disponendo la sospensione dell’attività, con contestuale distruzione di 24 kg di alimenti; personale dell’Ispettorato del Lavoro ha riscontrato la presenza di un lavoratore non regolarmente assunto e diverse violazioni relative alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, comminando sanzioni per oltre 21500 €. Infine, personale della Polizia Municipale ha riscontrato diverse violazioni amministrative, per un importo di 3000 €.

In via Genova, personale dell’Asl procedeva alla sospensione di una seconda attività commerciale per l’omessa predisposizione delle procedure di autocontrollo HACCP, con sanzioni per 2000 €; anche qui è stata riscontrata la presenza di un lavoratore non regolarmente assunto e la mancanza dell’autorizzazione per l’installazione di impianto di video sorveglianza, per un totale di 2337€. Ulteriori sanzioni amministrative, per oltre 1100 €, sono state elevate dalla Polizia Municipale, che ha proceduto alla rimozione di un dehor installato abusivamente.

Sanzioni per oltre 25000€ sono, invece, state elevate dalla Polizia Locale nei confronti del titolare di un ristorante etnico di via Berhollet, con contestuale sospensione dell’attività.

Altri due esercizi di vicinato sono stati sanzionati per oltre 5000 € per alcune violazioni di natura amministrativa, quali la mancata esposizione dei prezzi e dell’orario di apertura.

Infine, il personale di Polizia ha adottato due ordini di allontanamento, ex art 2 T.U.L.P.S., nei confronti di altrettante persone dal comportamento molesto e aggressivo che stazionavano nel quadrilatero San Salvario, ostacolandone la libera fruizione.

I controlli continueranno con cadenza regolare.

BIBLIOweek Rivoli, la biblioteca come ‘luogo dei luoghi’


 Cultura, democrazia e libertà

Dal 23 al 27 settembre la biblioteca si apre alla città

 

La Biblioteca Civica “Alda Merini” sarà protagonista di una settimana speciale dedicata alla cultura e alla socialità dal 23 al 27 settembre 2025. 

Si intitola  “BIBLIOweek Rivoli” la rassegna promossa dal Comune che prenderà il via per celebrare la biblioteca come spazio di conoscenza, crescita e incontro per tutta la comunità. L’iniziativa, inserita nei circuiti Bi.TO – Biblioteche di Torino e Provincia e BiblioPride – settimana dell’orgoglio delle biblioteche e dei bibliotecari, nasce dalla collaborazione con la Consulta Giovani di Rivoli e le realtà culturali del territorio.

Il programma degli eventi

Dal 2settembre – Mostra “In biblioteca c’è un parco”
Il racconto del progetto partecipativo cittadino “C’è un Parco in Biblioteca” realizzato dal 26 marzo al 30 giugno 2025. La mostra, allestita in collaborazione con la Consulta Giovani, rappresenta il primo passo di un cammino condiviso con i cittadini per valorizzare gli spazi culturali della città.

23 settembre – Progetto “Voci Silenti” con Bombettabook! alle ore 17:00
Un evento pensato per le famiglie e per tutti, dai 4 ai 99 anni a cura dell’Associazione F94.0. La giornata sarà animata da una lettura animata relazionale curata da Bombettabook! e ideata da Davide Toscano. L’attività, attraverso il linguaggio della narrazione, promuove l’inclusione e il dialogo tra generazioni, creando un momento di condivisione per bambini, genitori, nonni e tutti coloro che desiderano partecipare a un’esperienza di ascolto e immaginazione.

27 settembre – “Silent Reading” dalle ore 10:00 alle ore 11:00

Un’ora dedicata alla lettura silenziosa condivisa, per riscoprire il valore del tempo e come momento di arricchimento personale e collettivo.

Verrà inoltre inaugurata la mostra “In biblioteca c’è un parco”, un percorso espositivo dedicato alla narrazione del progetto partecipativo “C’è un Parco in Biblioteca”.

«Con BIBLIOweek Rivoli vogliamo ribadire il ruolo centrale della nostra biblioteca come “luogo dei luoghi” di cultura, democrazia e libertà. – afferma l’Assessore all’Istruzione e alla Biblioteca Lidia Zanette – Non è solo uno spazio di libri e studio, ma un punto di riferimento vivo per la comunità, in cui i giovani, le famiglie e gli adulti possono incontrarsi, crescere e confrontarsi. Questa rassegna è il segno di una città che investe nella cultura come strumento di coesione e di futuro, capace di parlare a tutte le generazioni.»

“BIBLIOweek Rivoli” rappresenta un’occasione per vivere la biblioteca non solo come luogo di studio, ma come spazio dinamico di incontro e crescita culturale. Gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti i cittadini.

La Biblioteca Civica “Alda Merini” si trova in Corso Susa 132.
Per informazioni cultura.biblioteca@comune.rivoli.to.it – tel 011 9563208 – 011 9503947

Settimo torinese modello di Comune sostenibile

L’attuazione dell’Agenda Locale 2030 passa anche dai Comuni, con la nuova fase del monitoraggio delle politiche di sostenibilità e ambientali messa a punto dalla Rete dei Comuni Sostenibili in collaborazione con l’ente facente parte della Città Metropolitana di Torino. E Settimo Torinese si colloca tra i primi Comuni in Italia a sperimentare i nuovi target per alzare ulteriormente l’asticella per il raggiungimento degli obiettivi proposti dalle Nazioni Unite dieci anni fa con l’orizzonte fissato al 2030.

 

Sabato 20 settembre, nella sala Levi della Biblioteca Archimede, è stato illustrato il Rapporto di sostenibilità relativo al 2025, con l’aggiunta dei nuovi target, ed è stata presentata la Guida dei Comuni Sostenibili italiani 2025/2026, di cui l’ente fa parte per il secondo anno consecutivo. Sono intervenuti: Elena Piastra (sindaca di Settimo Torinese), Jacopo Suppo (vicesindaco della Città metropolitana di Torino), Francesco Tresso (presidente assemblea MAB Unesco – CollinaPo), Arnaldo Cirillo (assessore all’ambiente di Settimo Torinese), Alessandro Raso (assessore ai lavori pubblici di Settimo Torinese), Valerio Lucciarini De Vincenzi (presidente della Rete dei Comuni Sostenibili), Maurizio Gazzarri (direttore tecnico della Rete dei Comuni Sostenibili).

 

Cos’è la nuova fase del monitoraggio della sostenibilità

 

Il Comune di Settimo Torinese è stato tra gli enti che hanno sperimentato nel 2024/2025 la nuova fase del monitoraggio della Rete dei Comuni Sostenibili. Si tratta di una evoluzione determinante nell’ottica della redazione e della realizzazione delle Agende Locali 2030. Ecco come funziona.

Il Comitato Scientifico della Rete ha selezionato 16 indicatori, tra i 100 del set del monitoraggio implementato nel 2021, rispetto ai quali è stato chiesto ai Comuni che hanno effettuato la sperimentazione, la fissazione di target da raggiungere – in questo caso – entro il 2030. In questo modo, l’analisi è stata spostata da ciò che è successo a ciò che potrebbe accadere. Sulla base delle metodologie adottate da Eurostat, sono state calcolate le percentuali di raggiungibilità degli obiettivi fissati. E, di conseguenza, sono state assegnate delle valutazioni calcolando la distanza da tali obiettivi quantitativi, misurando la percentuale di raggiungibilità dell’obiettivo nell’ipotesi che il trend osservato nel breve o nel medio/lungo periodo sia confermato fino all’anno previsto per il raggiungimento del target, quindi fino al 2030.

 

Il Rapporto di sostenibilità del Comune di Settimo Torinese relativo al 2025: i dettagli

 

Vediamo intanto la fotografia degli indicatori. Settimo è al suo terzo Rapporto di sostenibilità, segno di un costante lavoro fatto di progetti, azioni, monitoraggio. Settimo Torinese si attesta a circa il 77% di indicatori quantitativi con tendenza positiva o stabile su materie di competenza comunale nel breve periodo, cioè negli ultimi 3 – 5 anni. Considerando l’ultimo anno, tale percentuale sale a circa all’87%, una percentuale che attesta Settimo nella fascia alta di performance, mentre per quanto riguarda gli indicatori qualitativi, il tasso di positività è all’82,6%, un dato molto interessante, considerando l’asticella alta posta dal set di indicatori della Rete.

 

Tra i dati quantitativi più significativi si segnalano:

 

– la diminuzione del nuovo consumo di suolo

– la diffusione della videosorveglianza cittadina;

– la diminuzione dei consumi energetici pro capite;

– la conversione di quasi tutta l’illuminazione pubblica a LED;

– la crescita dei servizi digitali e degli strumenti di comunicazione digitale;

– l’incremento dell’uso dei Criteri ambientali minimi negli acquisti comunali;

– la diffusione delle colonnine di ricarica per auto elettriche;

– l’incremento della capacità di riscossione dell’ente;

– il riequilibrio di genere per le intitolazioni toponomastiche;

– la diffusione di casette dell’acqua e fontanelle;

 

Tra gli indicatori qualitativi, positive, tra le altre, le azioni su:

 

– la presenza di parchi accessibili;

– l’approvazione nel 2022 del piano di contrasto all’inquinamento acustico, nel 2020 del Paes, nel 2024 del piano di Protezione civile;

– l’avvio dello studio per l’adozione della tariffazione puntuale per la Tari;

– l’avvio della proceduta per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile;

– le iniziative nelle scuole contro lo spreco di cibo e per l’educazione alimentare;

– il mantenimento dell’addizionale comunale Irpef a livelli minimi per i redditi più bassi;

– il pagamento delle fatture mediamente con oltre 16 giorni di anticipo sulla scadenza;

– l’avvio dell’iter per la redazione del primo Bilancio di Genere comunale;

– l’adozione e il potenziamento di forme innovative di partecipazione pubblica, alcune delle quali rivolte ai giovani;

– l’adozione della Carta di Avviso Pubblico per l’etica in politica.

 

 

Settimo Torinese e la nuova fase del monitoraggio

 

Come accennato, il Comune di Settimo Torinese, già all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità e forte dei propri numeri, ha sperimentato l’evoluzione del monitoraggio della Rete dei Comuni Sostenibili. L’altro comune pilota è stato Piacenza, mentre dal 2026 il metodo sarà esteso a tutti i comuni aderenti all’associazione

Bartoli: “Il nuovo salone polifunzionale di Bessolo è un simbolo di comunità, amicizia e collaborazione”

Scarmagno (Bessolo), 21 settembre 2025 – È stato inaugurato questa mattina il rinnovato salone polifunzionale della Frazione Bessolo di Scarmagno, intitolato ai compianti Parroci don Zaverio Pecchenino e don Stefano Fogliato, figure amate e di riferimento per la comunità.

Alla cerimonia, particolarmente sentita, hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari, oltre a tanti cittadini.

Il Consigliere Regionale Sergio Bartoli ha rivolto un sentito ringraziamento al Sindaco Adriano Grassino e a tutta l’Amministrazione comunale “per il grande impegno e la visione dimostrata nel restituire alla comunità uno spazio rinnovato, moderno e funzionale, destinato a diventare un punto di riferimento per famiglie, associazioni e cittadini”.

Tra le presenze istituzionali e associative si segnalano:
• S.E. Rev.ma Daniele Salera, Vescovo di Ivrea,
• il Parroco don Piero Agrano,
• il Dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Ivrea e Banchette, dott. Domenico Giampà,
• il Maresciallo Capo Gianfranco Calabrese, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Strambino,
• l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI – Gruppo Volontari ANC di Ivrea-Banchette ODV,
• l’Associazione Polizia di Stato di Ivrea,
• numerosi sindaci e amministratori del territorio,
• le associazioni locali e i tanti volontari che hanno contribuito a rendere speciale la giornata.

La cerimonia si è conclusa con la Santa Messa e un momento conviviale all’insegna della fraternità e della sinergia tra istituzioni, comunità e associazioni.

“Questo salone – ha sottolineato Bartoli – non è soltanto un edificio, ma un segno concreto della volontà di custodire la memoria di due figure fondamentali per la comunità e, allo stesso tempo, di rafforzare i legami sociali e costruire insieme il futuro del territorio”.

La traccia della tentazione in un gioco di ruolo

In un’atmosfera sospesa tra realtà storica e immaginazione, ispirata a “Il nome della Rosa”, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, nel torinese, apre le porte a un’esperienza di gioco unica, ambientata nel Medio Evo, tra chiostri, reliquie e leggende popolari.

“I misteri di Ranverso-la traccia della tentazione” è un’avventura originale scritta dal Departmets & Dragons dell’Università degli Studi di Torino, con il contributo dell’associazione ludica “Fortuna Dado”, pensata appositamente per il suggestivo complesso gotico. L’iniziativa rientra nell’ambito delle Gep, le giornate europee del patrimonio. Il gioco è costruito su Rosewood Abbey, titolo pubblicato in Italia da Grumpy Bear e ideato da Kalum, basato sul sistema narrativo “carved from brindelwood” (PbtA), in cui i misteri si svelano durante il gioco, senza un finale prestabilito. La vicenda prende il via il giorno di Sant’Antonio, quando una strana impronta viene rinvenuta nei pressi del chiostro. I giocatori, nei passi dei frates herodotes sono chiamati a investigare fra voci, simboli e interrogatori, e scopriranno il segreto nascosto dietro la comparsa di quella impronta. Nel corso dell’avventura, ambientata nei luoghi più emblematici della precettoria, potranno incontrare virtualmente figure realmente vissute, come il pittore Giacomo Jaquerio o il precettore Jean de Monte Chenu, accanto ad altri personaggi immaginari, creati per intrecciarsi con la storia autentica del luogo.

Il gioco di ruolo è uno strumenti potente che, attraverso la finzione e l’interazione può essere utilizzato per esplorare la mente e le emozioni umane. Il gioco di ruolo stimola la creatività e la memoria, il problem solving e la capacità di adattamento. Il fatto che ciò avvenga in un luogo ricco di storia, come Ranverso, che ne diventa la cornice e il contenitore ideale, affianca a tutte queste caratteristiche e qualità un modo straordinario per vivere i luoghi straordinari della precettoria.

Per i partecipanti, il ritrovo sarà alle 11.30 con una visita guidata alla precettoria e pranzo al sacco nel chiostro, e dalle 14 alle 18 il gioco di ruolo.

Mara Martellotta

Violentata a 17 anni nel bagno del Lingotto, al via il processo

Aveva 17 anni allora e si erano conosciuti in una chat online. Lui ventenne, originario del Congo l’avrebbe violentata  nel bagno di un cinema al Lingotto, due anni fa. In questi giorni in tribunale a Torino è iniziato il processo  a porte chiuse. L’uomo è accusato di violenza sessuale.

Torino scende in piazza per il popolo palestinese

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Oggi, a partire dalle 14.30, si è svolta a Torino una manifestazione in sostegno del popolo palestinese, organizzata dal comitato “Torino per Gaza”.

L’iniziativa ha voluto anche supportare l’operazione Global Sumud Flottila, le navi internazionali partite con l’obiettivo di portare aiuti concreti alla popolazione palestinese.
Secondo le stime degli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato circa 5.000 persone. Il corteo è partito da piazza Statuto e ha attraversato diverse vie del centro cittadino: corso Principe Oddone, corso Regina Margherita, piazza della Repubblica, con passaggio davanti al Comune di Torino e piazza Palazzo di Città, per proseguire lungo via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via dell’Arsenale, corso Matteotti e via XX Settembre, fino a corso Vittorio Emanuele II e piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione di Porta Nuova.
Nella fase conclusiva, il corteo ha attraversato il cuore della città lungo via Accademia Albertina e piazza Carlina, per terminare infine in via Po, con l’arrivo a piazza Vittorio Veneto.
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Valeria Rombolá 
Foto: Francesca Tertulliani