La prima per dimensioni: 52 metri di diametro e una copertura in acciaio del peso di 700 tonnellate
Settimana importante per il complesso della sede unica della regione Piemonte, martedì scorso è stato effettuato un sopralluogo da parte dell’Assessore al patrimonio Andrea Tronzano per la verifica dello stato dell’arte dei lavori per il complesso della nuova sede unica della regione che prevede: Torre per uffici, Centro servizi e 38 mila metri quadri di parcheggi. Nella nuova sede saranno trasferiti tutti gli Uffici della Regione attualmente distribuiti in 10 sedi operative sul territorio cittadino con oltre duemila dipendenti.
Nell’area è previsto un parcheggio interrato di complessivi 38 mila metri quadrati, realizzato su tre livelli, con una capienza complessiva di 1138 posti auto. Il parcheggio è suddiviso in una zona aperta al pubblico disposta su due livelli per un totale di 1000 posti auto ed una zona disposta sul terzo livello interrato, che sarà adibita a parcheggio auto di servizio regionali con 138 posti auto. Gli accessi al parcheggio saranno due, uno su via Farigliano, l’altro attraverso la nuova viabilità interrata che dal sottopasso del Lingotto si svilupperà in direzione nord-sud parallelamente all’Oval.
Proseguono i lavori di realizzazione della viabilità interrata che sono a servizio anche della futura sede unica della Regione Il 16 maggio scorso è stato chiuso il sottopasso del Lingotto, per permettere la fine dei lavori connessi alla realizzazione della rotonda sotterranea La rotonda è percorribile sia a livello interrato (piano stradale del Sottopasso Giambone) sia a livello superficiale (livello Oval-polo Fieristico Lingotto). Ha un diametro di 52 metri e una copertura in acciaio protetto dal fuoco del peso di circa 700 tonnellate. Si tratta di un’opera, per dimensione, unica in Italia. I lavori per la rotonda, copertura compresa, hanno avuto un costo di 4,4 milioni di euro Il cantiere ha lavorato in sicurezza e nei tempi previsti per consegnare un’opera che regolarizzerà la viabilità della zona mettendo in relazione diretta il sottopasso di corso Giambone con le vie Nizza e Passo Buole e consentirà un accesso diretto ai parcheggi del grattacielo Regione Piemonte e del futuro Parco della Salute. “Sono soddisfatto della prosecuzione dei lavori che serviranno per riqualificare e rendere funzionale l’intera area – commenta così l’assessore al Bilancio e al patrimonio Andrea Tronzano. Un passo alla volta stiamo realizzando il programma previsto e anche quest’opera, che garantirà una viabilità di accesso alla futura area regionale, si inserisce in un quadro di valorizzazione del nostro patrimonio” Il sottopasso riaprirà il prossimo 18 settembre.
Giuseppe Rasolo
Fu anche uno dei protagonisti della marcia dei Quarantamila contro lo strapotere sindacale. Era un monarchico da sempre, figlio di un sottufficiale del Regio Esercito. Se non fosse stato per la vista , il suo desiderio sarebbe stato quello di indossare la divisa militare anche lui. Fui io a sposarlo al Comune di Moncalieri, quando la fascia tricolore non si indossava ancora alla francese, nel 1973. La nostra fu una lunga amicizia iniziata nel 1963 e durata una vita intera. Da quando decise di trasferirsi in Perù, ci scrivevamo e ci telefonavamo spesso. E’ stato per tanti anni il mio uomo di fiducia in tante vicende della vita, in primis al Centro “Pannunzio” di cui fu uno dei fondatori,occupandosi con Peira e Lettini delle cose pratiche, nelle diverse sedi del Centro da via Bava a Corso Vittorio , da via Mercanti a via Maria Vittoria. Fu per anni il tesoriere del Centro. Era un uomo di nobili ideali. Era animato da quella idea espressa dal Col. Enzo Fedeli, secondo la quale i monarchici dovevano essere i migliori italiani. A quella massima si è sempre ispirato e credo sia morto pensando all’ Italia oltre che ai suoi tre figli. Mi disse che conservava in Perù una piccola bandiera italiana che gli diedi io quando decise di partire. Una bandiera con la croce sabauda, come voleva lui. Era stato più volte a trovare il Re Umberto II in Francia sulla Costa Azzurra e una volta ricordo che Umberto II si complimentò con lui. Era un uomo inflessibile sui principi, ma di grande umanità. Fu un uomo in parte sfortunato che affrontò con coraggio e dignità le avversità della vita che non riuscirono ad intaccare il suo carattere generoso e disponibile. Aveva dell’amicizia un’ idea quasi sacra che seppe testimoniare in tanti anni di vita anche quando si stabilì in Perù. Era orgoglioso di essere italiano, sentiva l’idea di Patria in modo quasi religioso. Io a volte gli dicevo che la sua religiosità patriottica mi faceva pensare a Mazzini. Lui mi replicava subito che il suo essere patriota era inscindibile dalla fedeltà al Re. Potrei raccontare mille episodi in cui ho trovato nella mia vita la presenza di Salvino. Una presenza fedele e disinteressata, oggi quasi impensabile. Ma voglio testimoniare che Salvatore Guerreri è stato un torinese fuori ordinanza, un uomo vero, come disse Mario Soldati che lo stimava molto. Ebbe animate discussioni con il prof. Mario Bonfantini sulla Resistenza che secondo Guerreri non era solo quella di sinistra. Fu tra i primissimi insieme a Liana De Luca a parlare di foibe e di esodo giuliano – dalmata, quando tutti ignoravano questi temi. Era un uomo libero ed appassionato, un uomo intero che abbiamo perso e di cui resterà il ricordo almeno negli amici. Aveva la stessa età di Giovanni Ramella mancato due anni fa. Tra i due non si può tracciare un confronto, ma entrambi, ciascuno a suo modo, hanno contribuito alla vita e alla crescita del Centro “Pannunzio” e non solo di quello.Se la Fiat fosse ancora un’azienda italiana con una memoria storica come un tempo, dovrebbe rendere omaggio a Salvatore Guerreri.