I familiari non avevano sue notizie da alcuni giorni e hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco: nel suo appartamento a Nichelino è stato trovato il corpo senza vita di un anziano di 87 anni che abitava in un appartamento. E’ morto per cause naturali. Secondo il medico legale la morte è avvenuta alcuni giorni fa.
5,3 MILIONI DI ARTICOLI E ACCESSORI DI TELEFONIA E 51.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO E IMBALLI FALSAMENTE ETICHETTATI IN SETA MA COMPOSTI, IN REALTA’, IN ACRILICO.
La Guardia di Finanza del capoluogo piemontese, nel corso di due vaste operazioni finalizzate al contrasto degli illeciti in materia di contraffazione e falso Made in Italy, ha eseguito un sequestro di oltre 5,3 milioni di articoli presso tre depositi ubicati, rispettivamente, a Milano e nella provincia di Novara.
Il primo intervento si inquadra in un più ampio contesto investigativo, condotto dai Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Torino, che ha preso le mosse da un precedente sequestro, effettuato nelle settimane precedenti presso alcuni store del capoluogo piemontese, quando i Baschi verdi, insospettiti dai prezzi troppo convenienti praticati su alcuni capi di abbigliamento presentati come di alta qualità, hanno intrapreso mirati accertamenti, supportati dalle analisi scientifiche effettuate dal Laboratorio Chimico del CNR di Biella, i cui esiti hanno confermato i sospetti delle Fiamme Gialle, disvelando la reale composizione dei tessuti contrassegnati come seta ma, di fatto, risultati essere composti in acrilico.
Le successive indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di risalire a tutte le fasi della filiera degli approvvigionamenti e di individuare, a Milano, all’interno del quartiere “Sarpi”, due depositi, gestiti da un imprenditore di origine asiatica, operante nel settore del commercio all’ingrosso di abbigliamento, ove sono stati rinvenuti oltre 51 mila capi di abbigliamento falsamente venduti come abito di pregio e riportanti noti marchi della moda del lusso (“Louis Vuitton” e “Fendi”) che venivano sottoposti a provvedimento cautelare poiché recanti mendaci indicazioni, apposte sia sulle etichettature sia sui relativi imballi, circa la loro effettiva composizione. L’esame dei tessuti, infatti, ha inequivocabilmente rivelato come gli articoli fossero composti in acrilico e non di seta come reclamizzati e posti in vendita. L’imprenditore, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per i reati di frode in commercio, contraffazione marchi e ricettazione. I capi di abbigliamento contraffatti, se posti in vendita, avrebbero fruttato un illecito guadagno per oltre 1 milione di euro.
Oltre 5 milioni di accessori di telefonia (power bank, cavi carica batterie, cover, cuffie, auricolari, casse stereo) riportanti segni e simboli tipici del “Made in Italy”, ma in realtà interamente prodotti e successivamente importati dalla Cina, sono stati, invece, sequestrati in due depositi siti nel novarese. In questo caso, i Finanzieri sono risaliti alla catena distributiva della merce illecita a seguito di un intervento precedentemente effettuato a Torino presso alcuni punti vendita ove erano stati rinvenuti, e successivamente sequestrati, centinaia di articoli similari, pubblicizzati come di origine italiana ancorché fossero stati prodotti ed importati dalla Cina.
L’ingente quantitativo di accessori per la telefonia, che sarebbe stato commercializzato attraverso la grande distribuzione organizzata, è stato, quindi, sequestrato nel corso delle perquisizioni disposte dall’Autorità giudiziaria nei confronti di un imprenditore italiano, il quale, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, dovrà rispondere dei reati di frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. La merce cautelata, se immessa in commercio, avrebbe fruttato un illecito guadagno di circa 28 milioni di euro.
Unità cinofile antidroga a Barriera Nizza
Negli scorsi giorni, su disposizione del Questore di Torino, anche in risposta alle segnalazioni pervenute dal territorio riguardanti episodi di microcriminalità e lo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere San Salvario, personale del Commissariato Barriera Nizza, coadiuvato da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte” e dalla squadra Cinofila dell’UPG, ha svolto due servizi straordinari di controllo del territorio, in orario serale, che hanno insistito particolarmente nell’area di via Berthollet/Saluzzo.
Complessivamente, durante l’attività sono state identificate una sessantina di persone ed effettuate verifiche in 4 esercizi pubblici; in uno di questi, gli operatori hanno elevato una sanzione amministrativa di 333,33 € per somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18.
Nel corso delle operazioni, inoltre, l‘unità cinofila ha rinvenuto e sequestrato a carico di ignoti circa 150 grammi di cannabinoidi, nascosti lungo il marciapiede e fra alcune autovetture in sosta in via Berthollet. Sempre nello stesso crocevia, è stato fermato e tratto in arresto per spaccio di sostanze stupefacente un ventottenne di nazionalità marocchina che avrebbe ceduto circa 2,6 grammi di hashish a un cittadino italiano.
Durante i controlli, infine, il personale di polizia ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un cittadino egiziano irregolare sul territorio nazionale, gravemente indiziato di una rapina aggravata avvenuta lo scorso 28 Maggio in via Berthollet ai danni di un cliente di un negozio di alimentari.
Croce Verde Torino, nuova ambulanza grazie al Rotary
Il Rotary Club Torino Nord ha donato alla Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Torino un sostanziale contributo per l’acquisto di una nuova ambulanza, allestita per il soccorso in emergenza. L’inaugurazione del nuovo mezzo è avvenuta presso l’Unione Industriali Torino. La Croce Verde Torino nel 2016 ha conferito al Rotary Club Torino Nord lo status di Socio Onorario per i numerosi progetti di servizio realizzati in favore della Croce Verde.
Mario Paolo Moiso, presidente Croce Verde Torino: «Siamo felici di aver ricevuto dal Rotary Club, in concomitanza con il 115° anniversario di fondazione della Croce Verde Torino, l’importante contributo per la nuova autoambulanza, un segno tangibile della vicinanza del Rotary al territorio e alla nostra associazione. Per i prossimi dieci anni questo automezzo potrà servire 30mila nostri concittadini. Un doveroso ringraziamento al Rotary e a tutti coloro che, come il Rotary, ci sostengono e ci vogliono bene».
«Il Rotary Torino Nord e Croce Verde Torino collaborano da molti anni – ha commentato Domenico Appendino, presidente Rotary Club Torino Nord – Una sinergia partita con la mia precedente presidenza, oggi siamo alla quarta ambulanza allestita dal Rotary per Croce Verde Torino. Occuparci di chi è al servizio del territorio, come Croce Verde, è una cosa in cui crediamo. Un proposito che speriamo di portare avanti ancora nel futuro».
La Croce Verde Torino aderente all’Anpas, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze grazie ai suoi 1.437 volontari, di cui 590 donne, e 100 dipendenti effettua oltre 78mila servizi annui. Si tratta di trasporti in emergenza urgenza 118, prestazioni convenzionate con le Aziende sanitarie locali, assistenza sanitaria a eventi e manifestazioni sportive con una percorrenza di oltre 1.400.000 chilometri. La Croce Verde Torino conta cinque sedi operative distaccate nei comuni di Alpignano, Borgaro-Caselle, Ciriè, San Mauro Torinese e Venaria Reale, dispone di 55 ambulanze, 5 mezzi attrezzati al trasporto disabili e 20 autoveicoli per servizi socio sanitari e di protezione civile.
L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 10 sezioni distaccate, 10.425 volontari (di cui 4.062 donne), 5.753 soci, 640 dipendenti, di cui 71 amministrativi che, con 436 autoambulanze, 226 automezzi per il trasporto disabili, 261 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 2 imbarcazioni, svolgono annualmente 534.170 servizi con una percorrenza complessiva di 17.942.379 chilometri.
E’ morta “Neta”, la storica negoziante della polleria
E’ morta Loridanna Vaccino, conosciuta come “Neta”, di 90 anni, vedova di Giuseppe Marinone. I coniugi gestivano la nota e storica polleria in via Foa a Vercelli. I funerali si terranno venerdì alle 11 nella chiesa di Pezzana, suo paese di origine.
Loridanna era la mamma di Fabrizio Marinone, sportivo conosciuto e apprezzato nel mondo del calcio e del tennis, animatore e presentatore di diverse edizioni del Carnevale di Vercelli.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
(foto archivio)
Salgono a oltre 250 le ordinanze da parte dei Comuni per un uso responsabile dell’acqua
La Regione: “Nello stato d’emergenza vanno considerati anche i bisogni delle colture”
Le brevi piogge non hanno purtroppo portato sollievo ad una situazione che continua a crescere nella sua criticità, colpendo in particolare la Pianura Padana.
Ad oggi sono oltre 250 i Comuni piemontesi che hanno emesso o stanno per emanare ordinanze relative all’emergenza idrica e per un uso responsabile dell’acqua: 83 nelle province di Novara e VCO, 9 in quelle di Biella e Vercelli, 93 in provincia di Torino, 9 nel Cuneese e 58 in provincia di Alessandria, mentre non risultano al momento ordinanze sul territorio astigiano.
Dalla ricognizione effettuata dalla Regione i concessionari dei bacini idroelettrici hanno dato la propria disponibilità a rilasciare per l’agricoltura circa 2,5 milioni di metri cubi d’acqua al giorno, come quota massima che consente di non intaccare i contratti delle forniture di energia in essere, avendo loro stessi al momento solo il 50% in media delle normali riserve.
Nel pomeriggio di ieri , intanto si è svolto a Roma l’incontro tra la Conferenza delle Regioni e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per affrontare il tema dell’emergenza idrica dopo la richiesta dello stato di emergenza per siccità, avanzata dal Piemonte per prima in Italia e seguita da tutte le regioni del Nord.
Dall’incontro con il Capo Dipartimento – commentano il Presidente della Regione e gli assessori regionali alla Difesa del Suolo, all’Ambiente e all’Agricoltura – è stato riconosciuto che il Piemonte, che versa in condizioni difficili soprattutto dal punto di vista idropotabile, ha tutti i requisiti per poter ottenere lo stato di emergenza. La richiesta è ben composta e darà la possibilità di mettere in campo anche alcune misure derogatorie fondamentali, dal momento che lo status di emergenza da solo non può essere risolutivo. Rappresenta, piuttosto, il primo step del percorso di una programmazione più articolata da parte dei Ministeri, che possa prevedere anche interventi infrastrutturali di urgenza, talvolta già pronti a livello progettuale e che potrebbero beneficiare di deroghe specifiche per una realizzazione immediata. La Regione Piemonte procederà perciò ad una ricognizione urgente delle infrastrutture per individuare quelle progettualità che possono essere avviate subito per potenziare e rafforzare la rete idrica e mitigare l’emergenza.
La necessità più immediata è la possibilità per la Regione di decidere come utilizzare i bacini idrici, il Lago Maggiore e il Lago di Garda. Bacini che sono dei concessionari, ma che la dichiarazione dello Stato di Emergenza e una figura commissariale che ragiona in termini nazionali possono sbloccare per dare acqua alle nostre coltivazioni e agli allevamenti.
Fermo restando che la priorità va all’uso idropotabile per l’uso umano, spiegano infatti il Presidente e gli Assessori, è altrettanto vero che è importante considerare che certi territori, specie a cavallo tra Piemonte e Lombardia, hanno una particolare specificità agricola e colturale e la gestione delle risorse in maniera oculata per 10-15 giorni può consentire di mitigare il danno e consentire almeno il primo raccolto. Il percorso dello stato di emergenza deve, perciò, essere affiancato da quello relativo alla richiesta dello stato di calamità per l’agricoltura e dovrà contenere le misure di ristoro per le spese sostenute dai Comuni e per quegli interventi in grado di mitigare il fenomeno, fino ai danni dovuti all’uso di autobotti, ma anche per gli interventi infrastrutturali da realizzare rapidamente e che hanno un’efficacia quasi immediata.
Il Capo Dipartimento della Protezione civile ha recepito la necessità di inglobare nel ragionamento complessivo anche la specificità di alcune colture, nella consapevolezza che le analisi vanno fatte puntualmente sui territori e non solo in modo generalizzato da Roma. Il caso della coltura del riso è, in questo senso, emblematico, dal momento che è pidrodipendente e rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale.
I carabinieri di Ciriè hanno eseguito tre misure cautelari (una custodia in carcere e due obblighi di dimora nel territorio comunale) emesse dal giudice del Tribunale di Ivrea su richiesta della Procura della Repubblica , nei confronti di tre giovani italiani ritenuti responsabili, a vario titolo, di due violenti pestaggi avvenuti a Ciriè a causa di liti per futili motivi.
Il primo episodio nel mese di marzo, durante una partita di calcetto. Il secondo in aprile nei pressi di un bar cittadino. Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre soggetti. In particolare la persona incarcerata avrebbe aggredito con violenza due italiani procurando loro lesioni gravissime.
Venerdì 24 giugno l’ordinanza n. 39 del Sindaco obbliga i gestori e gli esercenti dei locali del centro di Torino a rimuovere dehors, piante, panchine, causa sospensione della concessione del suolo pubblico.
“Un’ordinanza intempestiva e mai vista nella nostra Città soprattutto relativamente all’estensione del territorio interessato – commenta il Vice Capogruppo di Torino Bellissima, Giuseppe Iannò – che obbligherà i locali del centro di Torino ad un’operazione contro il tempo ed alla riduzione della propria attività lavorativa durante il giorno di festa patronale della città”.
“Un’ordinanza già criticabile per le ripercussioni economiche sulle centinaia di attività interessate, ancor più inconcepibile perché emanata a 72 ore di distanza – prosegue Iannò”.
“In queste ore siamo stati contattati da diversi titolari delle attività di somministrazione del centro di Torino, allarmati per la scarsità di tempo a disposizione per ottemperare all’ordinanza, preoccupati per la necessità di ritrovare spazi in cui depositare i materiali da rimuovere, e legittimamente arrabbiati per la nuova occasione persa per risollevare un settore in forte crisi da tempo”.
Lo spettacolo pirotecnico in occasione della festa patronale è una tradizione consolidata, ma è la prima volta che ai locali ubicati al di fuori di piazza Vittorio Veneto o piazza Gran Madre, venga imposta un’operazione simile. Quasi tutto il centro di Torino viene sottoposto ad un’ordinanza emanata fuori tempo massimo.
Una richiesta assurda e tardiva, che mette in difficoltà le decine di attività della zona, costrette a rimuovere e sistemare velocemente tutto ciò che insiste sul suolo pubblico, con 72 ore di tempo a disposizione e dovendo rinunciare per l’ennesima volta ad un’occasione di rilancio.
L’ennesimo episodio che dimostra la scarsa attenzione, che la Giunta pone su questo settore, sul quale si spendono sempre belle parole in campagna elettorale ma nei fatti concreti, solo tanti bla bla.
Oggi pomeriggio la Conferenza delle Regioni incontra Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile. E all’incontro Regione Piemonte porterà sul tavolo richieste precise per fronteggiare, sia nell’immediato che nella prospettiva del medio – lungo periodo, la grave emergenza idrica che sta colpendo in modo particolare il territorio regionale.
Chiederemo al Governo, sottolinea il Presidente della Regione Alberto Cirio insieme all’Assessore all’Ambiente, Matteo Marnati coordinatore delle attività del tavolo permanente del Piemonte per l’emergenza idrica, che si intervenga, nell’immediato, per trovare le migliori soluzioni possibili per poter dare subito sostegno all’agricoltura in un momento in cui le colture sono in una fase cruciale. L’acqua così come le misure straordinarie – sottolineano – servono ora.
Stiamo già lavorando da mesi, aggiungono ancora insieme all’Assessore alla Difesa del Suolo, ad una pianificazione di medio periodo che ci consenta la realizzazione di piccoli invasi in grado di poter rilasciare acqua in casi di emergenza come quello che stiamo attraversando, ma anche di mitigare le esondazioni nei periodi storicamente più soggetti ad alluvioni.
Gli ultimi eventi impongono di accelerare questa pianificazione e per tale motivo chiederemo che a questi specifici progetti e in generale a queste infrastrutture – in Italia ci sono 1000 richieste – vengano destinate ingenti risorse, a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fino a 4 miliardi di euro (attualmente sono destinati 400 milioni).