De Nigris produce l’aceto italiano che si è affermato nel mondo come quintessenza della genuinità e della bontà del made in Italy
Basta entrare nel sito https://www.denigris1889.com/it/ per avere un’idea complessiva della varietà, della ricchezza e della qualità che contraddistinguono i prodotti firmati De Nigris.
L’acetificio De Nigris è nato in Italia nel lontano 1889 e da allora si è accresciuto costantemente trasformandosi oggi in una delle eccellenze italiane nell’ambito della produzione di Aceto Balsamico di Modena e di altri condimenti a base di aceto.
Alla base di questo successo c’è una profonda passione per il proprio mestiere che si tramanda da oltre tre generazioni e l’incessante ricerca volta all’ottenere sempre il miglior prodotto possibile.
Tradizione, quindi, ma anche voglia di rinnovarsi e mantenersi al passo con i tempi, adeguandosi in modo pronto e costante alle sempre più elevate esigenze del mercato.
De Nigris ha incrementato le proprie vendite in tutto il mondo senza rinunciare alla cura di ogni singolo prodotto, realizzato nel pieno rispetto delle tradizioni per arrivare sulla tavola perfetto sotto tutti i punti di vista.
Come accennato, l’azienda De Nigris è un’eccellenza nel produrre ed esportare in tutto il mondo prodotti Made in Italy.
Si tratta senza dubbio di un marchio storico dallo spirito sempre attuale che si afferma nel contesto contemporaneo rinnovandosi continuamente.
Proprio in questo il segreto del suo successo: la capacità di innovare rimanendo fedeli alla tradizione, imparando dalla storia e cercando soluzioni convincenti per rilanciare un prodotto tanto antico quanto capace di non tramontare.
L’aceto De Nigris è l’esempio perfetto di come cura, passione, dedizione e capacità di interpretare in modo concreto le esigenze del mercato rispondendo sempre con la qualità, siano alla base di una strategia commerciale vincente e di un’affermazione possibile a livello globale.
Oltre a spingere sull’eccellenza incarnata dal favoloso Aceto Balsamico di Modena IGP, e sui classici aceti di vino, di mele e di riso, De Nigris ha puntato su prodotti innovativi e all’avanguardia reinventando in un certo senso l’aceto stesso e facendone un esempio di quello che la migliore qualità Made in Italy riesce a rappresentare e a trasmettere.
La nuova frontiera dell’aceto, concepita e attuata proprio da De Nigris si concretizza nell’attualissimo “aceto da bere”, un prodotto completamente rivoluzionario che, oltre a spalancare sul mercato internazionale nuove stimolanti opportunità, interpreta in modo coerente e convincente tutte le ultimissime tendenze in fatto di benessere e salute.
MelaMadre è il primo aceto da bere.
MelaMadre è un condimento non pastorizzato né filtrato, naturalmente privo di glutine e, grazie alle sostanze in esso contenute, favorisce un perfetto equilibrio glicemico e aiuta a mantenersi in forma se abbinato ad una dieta sana e ad uno stile di vita attivo.
Per concludere, MelaMadre è particolarmente delicato nel sapore e, oltre che come condimento, può essere bevuto diluendolo nell’acqua, risultando così un ottimo alleato del benessere quotidiano.
L’AUTRICE HA SEMPRE AMATO SCRIVERE E DURANTE LA PANDEMIA E’ RIUSCITA A REALIZZARE IL SUO SOGNO PUBBLICANDO IL SUO PRIMO ROMANZO
BIOGRAFIA DELL’AUTRICE :
Ad accompagnarci e guidarci attraverso questo viaggio è l’elegante vicequestore Anselmo “Selma” Scordo, napoletano trapiantato in una grande città del Nord, alle prese con la ricostruzione dei cocci della sua vita.
L’autore
LA TRAMA: C’era una volta, in una regione lontana, un piccolo regno governato da un vecchio e saggio Re con saggezza e armonia. Finché un giorno, all’improvviso, fosche nubi si stagliarono all’orizzonte: il Signore dell’Oscurità stava per prendere il potere e distruggere la pace del piccolo regno. Ma non tutto è perduto! Seguendo le raccomandazioni della Vecchia Saggia, solo un prode arciere potrà impugnare le Armi Magiche e sconfiggere il malvagio Signore dell’Oscurità. Così il Principe Alessandro, accompagnato dal piccolo Kus, simpatico uccellino verde portatore di speranza, parte subito alla ricerca del misterioso arciere.

L’AUTRICE
Abruzzo, anni settanta. Giuseppe è poco più che adolescente quando per caso si imbatte in una caverna alle pendici della Maiella; lì sono occultati dei preziosi che l’ultimo Re d’Italia, in fuga verso Pescara, tentò di trafugare nel lontano 1943. La straordinaria scoperta rimane segreta; passano gli anni e Giuseppe attingerà più volte a quel tesoro, potendo così sostenersi negli studi al Politecnico di Torino e progettando il suo avvenire. Decisivo sarà in tal senso l’incontro con Mirjam, una splendida ragazza maliana, i cui racconti sul paese d’origine convinceranno Giuseppe a farsi carico di importanti responsabilità verso la popolazione locale. I sogni dei due innamorati trovano “campo fertile” nell’arida Africa sub-sahariana ma vengono ostacolati dagli intestini contrasti tra le autorità religiose che si contendono il territorio. Ha qui inizio un’avventura ricca di colpi di scena e capovolgimenti di ruoli e situazioni, dove si fa sempre più difficile de finire prede e predatori, persino quando “entra in gioco” uno spietato terrorista islamico… Un’opera di straordinario impatto e potenza, primo capitolo di una trilogia in fase di definizione. Prezioso l’appello contenuto nelle prime pagine del romanzo, dove è racchiusa una originale proposta su come arginare il fenomeno della immigrazione.
Giuseppe Pierdomenico laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, nel 1998 ha fondato una sua azienda che ha operato in Libya per oltre venti anni. Nel 2011 era presente a Tripoli durante la rivoluzione di febbraio. È rimasto in questo paese fino a fine maggio, fintanto che non è riuscito a far rimpatriare tutti i suoi tecnici e operai, non solo europei. Nel 2015, dopo un attacco dei miliziani dell’Isis a un sito petrolifero di Mabruk, l’uccisione di nove militari e il rapimento di tre operai filippini, ha condotto le trattative per il loro rilascio; dopo circa quattro mesi gli ostaggi sono stati liberati e rimpatriati. L’esperienza vissuta è stata spunto per la narrazione del presente romanzo. Parte del ricavato dalla vendita di questo libro sarà destinato alla realizzazione e al sostegno dei laboratori solidali di scrittura LetterariaMente.
Più di tutti però viene travolta da Lorenzo, il bambino del primo piano, dodici anni, arguto e premuroso, cinico e pungente, dotato di un’intelligenza formidabile, ma affetto da una grave malattia, la sindrome delle ossa di vetro, che gli impedisce di
E pensare che lei, “accudita da Simone de Beauvoir e Lady Oscar” avrebbe voluto solo un’amante, come le donne emancipate che ha sempre ammirato! E, invece, ne finisce stritolata, accanto a Francesco diventa la donnina di marzapane con le ginocchia che tremano. Quell’ordinarietà da cui si illudeva di poter fuggire, ora diventa la sua fissazione.
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Lo sa bene Sofia, giovane musicista di Roma, sempre alla ricerca di quello che manca senza mai diventare protagonista delle proprie giornate. La distanza emotiva della giovane donna sembra quasi trovare conferma nella sua decisione di passare qualche tempo, da sola, nella casa al lago della propria famiglia. Tuttavia, è proprio nella solitudine autoimposta che Sofia si troverà faccia a faccia con i propri demoni interiori e le proprie paure, per non perdere una felicità che ora, finalmente, può percepire come autentica.
