Carenza di ferro: valutiamo sintomi e conseguenze - Il Torinese

Carenza di ferro: valutiamo sintomi e conseguenze

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La mancanza di ferro è una delle insufficienze più comuni nel genere umano. Frequente, soprattutto nelle  donne, la carenza è la causa più diffusa dei vari tipi di anemia.

Possiamo decidere di combattere, e soprattutto prevenire questa problematica, a partire dalla tavola, grazie a una dieta mirata e ricca di cibi che contengono una maggiore quantità di ferro.

Le scelte ruotano attorno ad alimenti di origine animale quali la carne, preferibilmente quella di tacchino, il pesce, il tuorlo d’uovo, il fegato e le frattaglie in genere. Così come ad alimenti di origine vegetale come la frutta secca, i cereali integrali, i legumi, i funghi secchi, le verdure a foglia verde scuro e la farina di soia.

Se l’alimentazione si rivela decisiva, un aiuto fondamentale arriva anche dall’assunzione di integratori di ferro. Formulato per combattere carenze e un maggiore fabbisogno di ferro e vitamina C, Sideral Forte Integratore di Ferro è la soluzione perfetta anche nel trattamento delle varie forme di anemia.

Sideral Forte, integratore alimentare di ultima generazione, può essere utilizzato anche per lunghi periodi, laddove il fabbisogno di questo nutriente è elevato.

I sintomi della carenza

Il ferro vanta un ruolo straordinariamente importante nella composizione del sangue, così come nel trasporto dell’ossigeno al cervello. Quando il corpo consuma più ferro di quello che riceve, l’organismo va inevitabilmente a intaccare le riserve. Questo capita in seguito ad emorragie, a diete a basso contenuto di ferro, durante il ciclo mestruale e la gravidanza, ma anche nel caso in cui si pratichi uno sport competitivo.

La carenza può provocare l’anemia sideropenica, ma quali sono i sintomi che devono metterci in allerta?

In caso la presenza di ferro risulti insufficiente il nostro corpo invia segnali precisi, a partire dalla mancanza di energia, seguita a ruota da stati evidenti di affaticamento, mal di testa, perdita deicapelli, pallore eccessivo.

Con un livello troppo basso di ferro nel sangue le unghie diventano più fragili, la pelle si secca facilmente, la debolezza cresce così come i problemi di concentrazione. Spesso inoltre si fa fatica a sopportare i rumori, che diventano inevitabilmente fastidiosi, e si acuisce il senso di vertigine. Non sono rari i casi in cui la carenza porta ad infiammare e gonfiare la lingua, oppure fa scattare la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo.

Carenze e conseguenze

Una mancanza di ferro allo stadio iniziale di norma evidenzia uno stato di anemia lieve, che possiamo identificare con un calo della produttività in ambito lavorativo, nella difficoltà a rapportarci con gli altri, nell’aumento dei disturbi cognitivi, nel peggioramento della qualità della vita.

Con l’aumento della carenza il fisico si indebolisce e diventa più fragile, la stanchezza diventa persistente, il dimagrimento è sempre più evidente. Fra le conseguenze di questa patologia possiamo annoverare i disturbi del sonno, la facilità a contrarre infezioni, la tachicardia e l’insufficienza cardiaca, così come il maggior rischio di deficit mentali.

Le conseguenze più gravi si verificano soprattutto nella terza età. L’indebolimento del fisico aumenta il rischio di cadute e conseguenti traumi, mette a rischio la salute del cuore e ne limitale funzionalità.

Se l’anemia si aggrava, aumentano inevitabilmente le difficoltà cognitive che, con il tempo, possono tradursi in demenza senile.

 

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