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Demonte torna a vestirsi di storia: gli abiti d’epoca sfilano nel cuore della Valle Stura

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Eleganza,  memoria e convivialità

Un appuntamento che racconta la storia di un territorio Ci sono abiti che non seguono la moda ma il tempo. Custodiscono storie, tramandano emozioni e raccontano il cammino di intere generazioni. È questo lo spirito che anima “L’abito d’epoca racconta la sua storia e il suo tempo”, l’evento che domenica 26 luglio, a partire dalle ore 17, trasformerà il suggestivo Parco Borelli di Demonte, nel cuore della Valle Stura, in un teatro a cielo aperto dove passato e presente si incontrano.

Demonte, storico borgo alpino della Valle Stura, è da sempre un crocevia di cultura, tradizioni e identità occitana. Proprio qui, immerso nel verde di Parco Borelli, prenderà vita una manifestazione capace di valorizzare il patrimonio storico e umano della comunità attraverso uno dei simboli più affascinanti della memoria: l’abito. Le Amiche della Sposa: oltre vent’anni di passione e memoria Nato nel 2003, grazie alla donazione di quaranta abiti da sposa della storica boutique Anna Mode di Sanremo, il progetto delle Amiche della Sposa è cresciuto negli anni fino a diventare una delle manifestazioni più identitarie del territorio.

La collezione si è progressivamente arricchita di abiti originali, donati o acquistati, databili dal 1850 agli anni Settanta, dando vita a un autentico archivio tessile che racconta l’evoluzione del costume, delle tradizioni e del ruolo della donna nella società. Un percorso nato anche grazie alla collaborazione con l’allora assessore alla Cultura Miranda Carrara e che continua ancora oggi grazie all’impegno del gruppo delle Amiche della Sposa. Una sfilata che attraversa oltre un secolo di storia La sfilata è molto più di una passerella. Ogni abito custodisce una storia fatta di ricami, dettagli, gesti quotidiani e ricorrenze familiari. Attraverso questi capi prende forma un viaggio nell’identità della comunità e nel lungo percorso di emancipazione femminile, offrendo al pubblico uno spettacolo capace di emozionare e far riflettere.

Il fascino senza tempo di Parco Borelli renderà ancora più suggestivo un appuntamento che ogni anno richiama residenti, visitatori e appassionati di storia, tradizioni e costume. La collaborazione con la Pro Loco e una cena sotto le stelle L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione della Pro Loco di Demonte, che contribuisce a rendere la giornata un momento di autentica partecipazione collettiva. Al termine della sfilata, il pubblico potrà infatti proseguire la serata con una cena nel parco, organizzata in collaborazione con la Pro Loco e Macelleria Spada, trasformando l’evento in una festa da vivere insieme.

Un’occasione per condividere sapori, racconti e convivialità in un’atmosfera rilassata e accogliente, tra tavole imbandite, brindisi e il piacere di stare insieme nel cuore della Valle Stura.

L’evento “L’abito d’epoca racconta la sua storia e il suo tempo” si terrà domenica 26 luglio, dalle ore 17, presso Parco Borelli a Demonte.

L’ingresso alla sfilata è libero, mentre per partecipare alla cena è richiesta la prenotazione (posti limitati) presso l’Ufficio Turistico di Demonte (0171 955903).

 

Foto Nazzareno Robaldo

 

Dolore all’anca a Torino: quando è un problema da non trascurare (e a chi rivolgersi)

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Non tutti i dolori all’anca sono uguali: alcuni si risolvono con la fisioterapia, altri richiedono l’ortopedico. Capire la causa in tempo è ciò che fa la differenza tra un recupero rapido e una limitazione che si trascina.

 

Info: www.ortoclinic.eu

IN COLLABORAZIONE CON ORTOCLINIC

Per i casi che richiedono la chirurgia dell’anca e del bacino, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic: otto chirurghi torinesi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia. Un unico percorso coordinato: dall’inquadramento diagnostico dello specialista all’eventuale intervento, fino alla riabilitazione fisioterapica.

 

 

Un’articolazione che regge tutto il corpo

L’anca è l’articolazione che unisce il femore al bacino e sostiene gran parte del peso corporeo in ogni passo, movimento e cambio di posizione. Quando fa male, il dolore può presentarsi all’inguine, al gluteo, alla parte esterna della coscia o irradiarsi verso il ginocchio, e spesso si accompagna a rigidità e difficoltà a camminare, salire le scale o allacciarsi le scarpe.

Il dolore all’anca non è una diagnosi: è un sintomo, e dietro lo stesso fastidio possono nascondersi cause molto diverse. L’artrosi dell’anca (coxartrosi) è tra le più frequenti dopo i 50 anni — a livello globale l’artrosi è la malattia articolare più comune e interessa circa un adulto su quattro oltre i 45 anni. Ma nei più giovani e negli sportivi il dolore ha spesso altre origini, come il conflitto femoro-acetabolare o le tendinopatie dei glutei.

 

I segnali da non ignorare

La maggior parte dei dolori all’anca ha origine muscolo-scheletrica e risponde bene a un percorso mirato. Alcuni sintomi, però, richiedono una valutazione medica tempestiva. È bene rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in presenza di:

  • dolore intenso e improvviso dopo una caduta o un trauma, con impossibilità a caricare il peso sulla gamba
  • deformità evidente dell’arto, gamba accorciata o ruotata verso l’esterno (possibile frattura)
  • febbre associata a dolore e gonfiore dell’articolazione
  • dolore notturno persistente che non si allevia con il riposo
  • storia recente di tumore o perdita di peso inspiegata associata al dolore

Perché non tutti i dolori all’anca sono uguali

Distinguere l’origine del problema è ciò che permette di scegliere il trattamento corretto. Le cause più comuni sono: la coxartrosi, cioè l’usura della cartilagine articolare, tipica dell’età adulta e avanzata; il conflitto femoro-acetabolare (FAI), un contatto anomalo tra testa del femore e acetabolo che è una causa frequente di dolore nei giovani e negli adulti attivi; la sindrome del grande trocantere, ovvero le tendinopatie e le borsiti della parte esterna dell’anca; e le fratture, in particolare del femore e del bacino, spesso legate a traumi o a osteoporosi negli anziani. In molti casi la componente è mista, ed è proprio per questo che una valutazione accurata fa la differenza.

Attenzione: non tutto il dolore all’anca è “anca”

Diverse condizioni possono simulare un problema dell’anca e richiedono trattamenti completamente diversi: una lombalgia o una sciatica che si irradiano verso il gluteo e la coscia, disturbi della colonna, tensioni miofasciali. Allo stesso modo, un vero problema articolare dell’anca a volte viene scambiato per un banale “strappo”. Una valutazione precisa nelle prime fasi evita mesi di terapie mirate sul bersaglio sbagliato.

Gli errori più comuni

Molti pazienti, in buona fede, peggiorano la situazione. Gli sbagli più frequenti:

  • aspettare che “passi da sola”, con il rischio che il dolore si cronicizzi
  • ridurre drasticamente il movimento, con perdita di forza e rigidità dell’articolazione
  • affidarsi a esercizi generici trovati online, alcuni dei quali sovraccaricano l’anca
  • uso ripetuto di antidolorifici senza una valutazione della causa
  • rimandare la visita ortopedica quando invece servirebbe un approfondimento

Un approccio multidisciplinare: fisioterapia e ortopedia insieme

Le linee guida internazionali NICE (NG226, 2022) raccomandano per l’artrosi di anca e ginocchio un approccio conservativo di prima linea basato su esercizio terapeutico, educazione del paziente e controllo del peso, riservando i farmaci e la chirurgia ai casi che non rispondono. Per il conflitto femoro-acetabolare, il consenso internazionale (Warwick Agreement, 2016) prevede un percorso che va dalla riabilitazione alla chirurgia artroscopica a seconda del quadro.

È qui che conta la struttura di un centro multidisciplinare. Equilibrium segue la persona con un team di oltre 25 fisioterapisti su quattro sedi tra Torino, Venaria Reale e Collegno. Per i quadri che richiedono un parere specialistico o un’eventuale indicazione chirurgica, Equilibrium collabora con il team di ortopedici di Ortoclinic (ortoclinic.eu), studio torinese che riunisce otto chirurghi iper-specializzati in anca, bacino, ginocchio, spalla e traumatologia, con esperienza pluriennale nei maggiori centri traumatologici della città. Il punto di partenza è sempre la diagnosi medica: l’inquadramento della causa spetta all’ortopedico o al fisiatra, che escludono anche le condizioni che richiedono altri accertamenti. Su questa base il fisioterapista esegue la valutazione funzionale e imposta il percorso di riabilitazione, in coordinamento con lo specialista. Il confronto con gli ortopedici di Ortoclinic permette di definire insieme se la strada è conservativa o chirurgica e come impostare la riabilitazione prima e dopo un eventuale intervento, senza che la persona venga rimbalzata da un professionista all’altro.

Torino è del resto un punto di riferimento nella chirurgia dell’anca e del bacino. Come raccontato da La Stampa, proprio al CTO di Torino, nel luglio 2026, è stato eseguito il primo intervento in Italia per una frattura del bacino con una tecnica endoscopica mini-invasiva innovativa: attraverso tre piccole incisioni e una telecamera di pochi millimetri, con minori complicanze e tempi di recupero molto rapidi, tanto che il paziente può tornare a camminare già il giorno dopo l’operazione. È il segno di quanto, anche nei casi complessi, il coordinamento tra chirurgia avanzata e riabilitazione mirata sia oggi decisivo.

Un caso reale

Una paziente di 58 anni si è rivolta al centro per un dolore all’inguine destro presente da mesi, che peggiorava dopo lunghe camminate e nel salire le scale. Aveva ridotto molto l’attività fisica, con conseguente perdita di forza. La visita ortopedica ha diagnosticato un’artrosi iniziale; su questa base la valutazione funzionale del fisioterapista ha evidenziato una riduzione della mobilità dell’anca e un deficit di forza. Il percorso ha unito esercizio terapeutico progressivo, terapia manuale e un programma di rinforzo dei glutei, con indicazioni per la vita quotidiana. Nel giro di alcune settimane il dolore si è ridotto e la paziente è tornata a camminare con maggiore sicurezza, mantenendo monitorata la situazione con lo specialista.

Quando rivolgersi a uno specialista

Intervenire nelle prime settimane, quando il dolore all’anca persiste o limita i movimenti quotidiani, permette di ridurre i tempi di recupero, mantenere la forza e la mobilità dell’articolazione ed evitare la cronicizzazione. Il primo passo è sempre una valutazione medica — ortopedica o fisiatrica — per capire da cosa dipende davvero il dolore; su quella diagnosi il percorso fisioterapico può poi essere impostato in modo mirato.

 

Domande frequenti

Il dolore all’anca passa da solo?

Dipende dalla causa. Alcune infiammazioni transitorie migliorano, ma quadri come l’artrosi o il conflitto femoro-acetabolare tendono a non risolversi senza un percorso mirato e, se trascurati, possono peggiorare.

Come capisco se il dolore viene dall’anca o dalla schiena?

Non sempre è intuitivo: un dolore all’inguine orienta verso l’anca, uno che scende dietro la coscia può venire dalla colonna. Solo una valutazione clinica con test specifici distingue con precisione l’origine.

Serve sempre la protesi?

No. La protesi d’anca è indicata solo nei casi di artrosi avanzata che non rispondono al trattamento conservativo. L’indicazione è sempre posta dallo specialista dopo la valutazione clinica; nella maggior parte dei casi, prima di arrivare alla protesi, si percorre la strada conservativa con esercizio terapeutico e terapia manuale.

Meglio riposo o movimento?

Il riposo assoluto prolungato è sconsigliato: indebolisce i muscoli che stabilizzano l’anca. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, favorisce il recupero.

Dolore all’anca che non passa? Capire la causa è il primo passo

Se il dolore all’anca persiste, limita i movimenti o peggiora sotto sforzo, una valutazione medica (ortopedica o fisiatrica) permette di individuarne l’origine; il percorso fisioterapico, impostato su quella diagnosi e in coordinamento con lo specialista, aiuta poi a recuperare.

  • Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
  • Un percorso impostato sulla diagnosi dello specialista
  • Percorso coordinato fisioterapia–ortopedia per i casi che lo richiedono

    Approfondisci qui: https://equilibrium-mole.eu/dolore-anca-torino/

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: NICE Guideline NG226 “Osteoarthritis in over 16s” (2022); Griffin DR et al., The Warwick Agreement on femoroacetabular impingement syndrome, Br J Sports Med 2016. Riferimento di cronaca: La Stampa, 12 luglio 2026, primo intervento in Italia al CTO di Torino per frattura del bacino in endoscopia. Link: https://www.lastampa.it/torino/2026/07/12/news/frattura_bacino_anca_operazione_endoscopica_cto-15687830/

Comprare Hyundai a Torino: gamma, finanziamento e usato

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Acquistare una nuova auto è una decisione importante, spesso guidata dal desiderio di trovare il giusto equilibrio tra tecnologia, sicurezza, comfort e convenienza.

Nel panorama automobilistico torinese, Hyundai si conferma un marchio di riferimento per chi cerca modelli affidabili, ben equipaggiati e disponibili con un’ampia varietà di motorizzazioni, dalle soluzioni benzina e ibride fino all’elettrico.

Orientarsi tra le opzioni disponibili significa valutare non solo il modello più adatto, ma anche le formule di acquisto, le possibilità di finanziamento e le occasioni dell’usato selezionato. Dalle vetture compatte ai SUV familiari, la gamma Hyundai offre risposte diverse per chi vive la città, per chi viaggia spesso e per chi desidera un’auto più efficiente senza rinunciare alla praticità quotidiana.

La gamma Hyundai: modelli per ogni esigenza

Il successo di Hyundai negli ultimi anni nasce da una gamma sempre più completa, capace di coprire segmenti molto diversi. A Torino, tra i modelli più interessanti ci sono Tucson, Kona, Bayon, Inster e Santa Fe, ciascuno pensato per rispondere a un’esigenza specifica di mobilità.

Hyundai Tucson resta uno dei SUV più rappresentativi del marchio: spazioso, tecnologico e disponibile con motorizzazioni elettrificate, è una soluzione adatta sia all’utilizzo quotidiano sia ai viaggi più lunghi. Kona, invece, interpreta il crossover urbano in chiave moderna, con un design deciso e la possibilità di scegliere tra diverse alimentazioni, comprese versioni ibride ed elettriche.

Bayon si rivolge a chi cerca un SUV compatto, agile e facile da gestire in città, ma con una posizione di guida rialzata e una buona versatilità interna. Inster rappresenta invece una delle novità più interessanti per chi guarda alla mobilità elettrica urbana: compatta nelle dimensioni, ma progettata per offrire praticità, tecnologia e uno stile distintivo.

Merita attenzione anche Hyundai Santa Fe, modello particolarmente adatto a famiglie e a chi ha bisogno di molto spazio a bordo. La disponibilità della configurazione a 7 posti lo rende una proposta rara e interessante nel mercato attuale, soprattutto per chi cerca un SUV capace di accogliere più passeggeri senza rinunciare a comfort, tecnologia e qualità percepita.

Il nuovo Hyundai a Torino: motorizzazioni, prezzi e promozioni

Chi desidera acquistare una Hyundai nuova può contare su una gamma ampia e articolata, con modelli pensati per profili di guida differenti. Inster è una scelta adatta a chi vuole entrare nel mondo dell’elettrico con un’auto compatta e urbana. Bayon e Kona rispondono invece alle esigenze di chi cerca un crossover maneggevole, ben equipaggiato e adatto alla vita quotidiana. Tucson si rivolge a chi desidera più spazio e una presenza su strada più importante, mentre Santa Fe rappresenta la scelta più indicata per chi ha bisogno di un SUV familiare, anche a 7 posti.

La varietà delle motorizzazioni è uno dei punti di forza del marchio. Hyundai propone versioni benzina, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche, permettendo di scegliere l’alimentazione più adatta in base ai chilometri percorsi, alla possibilità di ricarica e al tipo di utilizzo. Per chi si muove soprattutto in città, le soluzioni ibride ed elettriche possono offrire vantaggi in termini di consumi e accesso alla mobilità urbana; per chi percorre lunghe distanze, i SUV ibridi e plug-in hybrid garantiscono invece maggiore flessibilità.

Un altro elemento distintivo è la garanzia Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato su tutta la gamma, un vantaggio importante per chi cerca serenità nel tempo e vuole proteggere il valore del proprio acquisto. A questo si aggiungono promozioni periodiche, formule con rottamazione e condizioni di finanziamento che possono rendere più accessibile l’acquisto di un modello nuovo.

Finanziamento e soluzioni personalizzate

Il mercato dell’auto è sempre più orientato verso formule di acquisto flessibili, capaci di adattarsi al budget e alle abitudini di chi guida. Anche per Hyundai, il finanziamento rappresenta una possibilità interessante per chi desidera acquistare un’auto nuova senza concentrare l’intero investimento in un’unica soluzione.

Le formule disponibili possono prevedere anticipo personalizzato, durata variabile, rate mensili sostenibili e, in alcuni casi, servizi aggiuntivi come manutenzione programmata, coperture assicurative o pacchetti dedicati. Questo permette di costruire un piano più vicino alle proprie esigenze, sia per chi acquista una compatta elettrica come Inster, sia per chi valuta un SUV come Tucson, Kona o Santa Fe.

A Torino, la consulenza in concessionaria diventa particolarmente utile per confrontare modelli, versioni e allestimenti, ma anche per capire quale formula di pagamento risulti più adatta nel medio periodo. La possibilità di simulare il finanziamento e valutare eventuali promozioni attive aiuta a rendere il processo d’acquisto più chiaro e meno dispersivo.

La qualità dell’usato Hyundai

L’usato selezionato rappresenta una valida alternativa per chi desidera contenere il costo d’acquisto senza rinunciare alla qualità di un veicolo controllato. Le concessionarie Hyundai possono proporre auto usate recenti, km zero o aziendali, spesso sottoposte a verifiche tecniche e accompagnate da garanzie dedicate.

Questa soluzione è interessante per chi punta a modelli di segmento superiore, come Tucson, Kona o Santa Fe, ma vuole accedere a condizioni economiche più vantaggiose rispetto al nuovo. Allo stesso tempo, l’usato può essere una scelta intelligente anche per chi cerca una prima auto o una vettura compatta per la città, magari valutando modelli recenti e ben accessoriati.

Rispetto all’acquisto tra privati, scegliere l’usato in concessionaria offre maggiori tutele: documentazione più trasparente, chilometraggio verificato, controlli tecnici e assistenza post-vendita. Anche in questo caso, possono essere disponibili formule di finanziamento dedicate, utili per distribuire l’investimento nel tempo.

Scegliere Hyundai a Torino: consulenza e assistenza

Orientarsi tra modelli nuovi, km zero e usati richiede una valutazione attenta, che non riguarda solo il prezzo finale ma anche assistenza, garanzia, manutenzione e qualità del servizio. Tra i riferimenti del territorio si distingue la concessionaria Hyundai Nuova AutoAlpina, dove è possibile confrontare i modelli della gamma, approfondire motorizzazioni e allestimenti e ricevere supporto nella scelta della soluzione più adatta.

La consulenza diventa centrale soprattutto quando si valutano modelli molto diversi tra loro. Chi cerca un’elettrica compatta può orientarsi su Inster, chi desidera un crossover versatile può confrontare Bayon e Kona, chi ha bisogno di spazio può valutare Tucson o Santa Fe. La possibilità di vedere le auto dal vivo, richiedere informazioni sulle promozioni e approfondire le formule di finanziamento rende l’esperienza d’acquisto più semplice e consapevole.

Conclusioni: una gamma completa per la mobilità di oggi

Comprare una Hyundai a Torino significa poter scegliere tra modelli pensati per esigenze molto diverse: city SUV elettriche come Inster, crossover compatti come Bayon e Kona, SUV versatili come Tucson e proposte familiari più spaziose come Santa Fe, disponibile anche a 7 posti.

La forza del marchio sta nella capacità di unire tecnologia, sicurezza, varietà di motorizzazioni e una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato, elemento che rafforza la percezione di affidabilità nel tempo. Tra nuovo, finanziamento e usato selezionato, Hyundai offre così una proposta flessibile e completa per chi cerca un’auto moderna, ben equipaggiata e adatta alla mobilità quotidiana.

I consigli di Marta per proteggere i tuoi occhi dal sole

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L’estate è finalmente entrata nel vivo e, con l’arrivo delle belle giornate, passiamo molto più tempo all’aperto, tra weekend in spiaggia, passeggiate in montagna e aperitivi in città.

Se per proteggere la pelle la crema solare è ormai un gesto automatico per tutti, spesso ci si dimentica che anche gli occhi hanno bisogno della stessa identica cura.
L’esposizione prolungata ai forti raggi UV estivi, infatti, non provoca solo fastidio o abbagliamento immediato, ma può causare affaticamento visivo, secchezza e, a lungo termine, danni più seri alla retina e alla cornea. Proteggersi con filtri solari adeguati e certificati è il primo passo per garantire il benessere dei nostri occhi.
Il consiglio dell’esperta Marta
“La prevenzione e la protezione visiva non devono mai andare in vacanza, specialmente nei mesi più caldi,” spiega Marta, l’esperta di Ottica Catalanotto. “Oggi proteggere la vista dal sole non significa più scendere a compromessi con l’estetica. Al contrario, le lenti protettive di ultima generazione diventano un vero e proprio accessorio di tendenza per esprimere la propria personalidade nel quotidiano.”
Per aiutarti a vivere l’estate in totale sicurezza e con il massimo dello stile, nel punto vendita di via XX Settembre 51 a Torino abbiamo lanciato due promozioni esclusive e ben distinte, pensate per ogni tipo di esigenza.
Promo 1: Fino al -50% su tutto lo Store
Se desideri rinnovare il tuo look o hai sempre sognato quel modello particolare, questa è l’occasione perfetta. In store troverai sconti imperdibili fino al 50% su tutti i prodotti disponibili: dalle montature da vista dei migliori brand fino agli occhiali da sole più iconici di questa stagione. Un’opportunità unica per regalarsi la massima qualità visiva alla metà del prezzo.
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È la novità più fresca e pop dell’anno, pensata per chi vuole unire la correzione visiva al colore dell’estate. Con una quota fissa di soli 69€, la promo include un occhiale completo di lenti graduate personalizzate con le sfumature del tuo cocktail preferito.
Per questa iniziativa puoi scegliere tra due montature di tendenza selezionate, di cui una disponibile in due varianti di colore. Trova la combinazione perfetta e scegli la tua lente:
🍹 Lente Spritz (Arancione): Per un look caldo, energico e super contemporaneo.
🍋 Lente Gin Lemon (Giallo): Luminosa, fresca e di grande impatto visivo.
🍃 Lente Mojito (Verde): Un classico intramontabile, elegante e riposante per gli occhi.
💙 Lente Blue Angel (Blu): Intensa, magnetica e dall’anima squisitamente cool.
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Vieni a scoprire qual è la soluzione perfetta per te e a provare i colori della promo “L’estate addosso”. Marta e tutto lo staff di Ottica Catalanotto ti aspettano per una consulenza personalizzata e per guidarti nella scelta della protezione ideale per le tue vacanze.
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Salute a Torino: le buone abitudini per vivere meglio in città

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Vivere in una grande città come Torino può offrire molti vantaggi, ma porta con sé anche alcuni fattori che incidono sulla salute.

Le giornate sono spesso piene di impegni: scuola o università, lavoro, mezzi pubblici, traffico, uscite e pasti consumati in fretta. Per mantenere uno stile di vita sano bisogna avere una certa organizzazione. La salute, infatti, non dipende solo dall’assenza di malattie, ma da un insieme di comportamenti quotidiani che riguardano il corpo e la mente.

In ambiente urbano è facile sviluppare abitudini poco equilibrate. Si dorme meno, si mangia in modo frettoloso, ci si muove poco e spesso si rimandano i controlli medici. Con il tempo, questi comportamenti possono influire sul livello di energia, sulla concentrazione, sull’umore e sul benessere generale. Per vivere meglio in città, quindi, è utile costruire una quotidianità fatta di scelte semplici ma regolari.

Alimentazione equilibrata e cura del sorriso

Uno degli aspetti più importanti della salute riguarda l’alimentazione. In una città di grandi dimensioni, con ritmi veloci, molte persone saltano la colazione, mangiano fuori casa o scelgono pasti rapidi e poco bilanciati. Tutto ciò può avere effetti sul metabolismo, sulla digestione e sulla capacità di affrontare bene la giornata.

Mangiare in modo corretto non significa seguire diete rigide, ma mantenere una certa regolarità nei pasti e preferire alimenti semplici e vari. Frutta, verdura, cereali, proteine e una buona idratazione aiutano l’organismo a funzionare meglio. Anche quando si mangia fuori, è possibile scegliere soluzioni più equilibrate, evitando che snack, bevande zuccherate o cibi troppo ricchi diventino un’abitudine quotidiana.

La salute orale è parte della salute generale. Denti e gengive in cattive condizioni possono provocare dolore, fastidi e insicurezza nelle relazioni con gli altri. Lavarsi i denti con costanza, usare gli strumenti adatti per la pulizia e fare controlli periodici dal dentista sono comportamenti utili per prevenire problemi più seri. La cura del sorriso, quindi, non riguarda solo l’aspetto estetico, ma anche l’igiene e il benessere complessivo della persona.

Accanto alla prevenzione e all’igiene quotidiana, per alcune persone conta anche il modo in cui il sorriso appare. È in questa prospettiva che si possono considerare i costi delle faccette dentali, come parte di un aspetto più ampio legato alla cura della bocca e al desiderio di sentirsi a proprio agio con la propria immagine. La cura del sorriso, infatti, oltre a interessare l’aspetto estetico, riguarda anche l’attenzione verso i denti e la funzionalità della bocca.

Attività fisica e movimento in città

Un altro elemento fondamentale è il movimento. Spesso si pensa che per fare attività fisica servano molte ore libere o allenamenti intensi. In realtà, nella vita quotidiana conta molto la continuità. Torino mette a disposizione diversi spazi in cui camminare, correre o andare in bicicletta, e anche chi ha poco tempo può inserire il movimento nella propria giornata.

Alcune abitudini utili possono consistere nel fare una parte del percorso a piedi, nell’usare di meno l’ascensore, nel dedicare del tempo a una camminata. L’attività fisica è importante per mantenere il tono muscolare, migliorare la resistenza e favorire un migliore equilibrio tra energia spesa ed energia introdotta con l’alimentazione. Inoltre, muoversi con regolarità ha effetti positivi sul sonno e sulla capacità di gestire la tensione.

La vita in città può aumentare lo stress. Tra rumore, orari serrati e tanti stimoli, è facile sentirsi affaticati. In questo senso, il movimento svolge anche una funzione positiva di benessere mentale, perché permette di scaricare parte della tensione accumulata.

Prevenzione e controlli per proteggere la salute

La prevenzione è un principio centrale quando si parla di benessere. Molte persone tendono a occuparsi della salute solo quando compare un problema evidente. In realtà, i controlli periodici servono proprio a individuare eventuali segnali prima che si trasformino in disturbi più seri. In una grande città, dove il tempo sembra mancare sempre, questa attenzione viene spesso rimandata, ma resta molto importante.

Per conoscere meglio il proprio stato di salute, è importante controllare alcuni valori di base, fare analisi, visite mediche e verifiche legate alla vista o ad altri aspetti specifici. Anche avere un rapporto di comunicazione stabile con il medico di riferimento può essere utile, perché aiuta a interpretare sintomi, dubbi e cambiamenti dell’organismo.

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.

Mille marchi storici di interesse nazionale: durare a lungo è anche una responsabilità

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Il 15 aprile 2026, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato presentato un rapporto con un numero tondo in copertina.

Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale ha appena tagliato il traguardo dei mille marchi iscritti: stando ai dati diffusi dal Ministero, si tratta di circa 780 imprese titolari, per un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e oltre 363.000 addetti.

Dietro la cifra c’è uno strumento poco conosciuto fuori dagli addetti ai lavori. Il registro, istituito nel 2019 e gestito dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, raccoglie i marchi registrati o usati senza interruzioni da almeno cinquant’anni da imprese produttive radicate nel territorio nazionale. Una volta iscritte, queste aziende possono fregiarsi del logo “Marchio storico”. Sulla carta è un riconoscimento di longevità. A guardarlo meglio, dice qualcosa anche su come quelle imprese stanno al mondo.

Più di una targa celebrativa

La legge che ha creato il marchio storico non lo tratta come un fregio decorativo. Lo lega in modo esplicito alla responsabilità verso chi lavora e verso il territorio. Un’impresa iscritta che intenda chiudere o spostare all’estero la propria produzione è tenuta a informarne in anticipo il Ministero, che può attivarsi per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità dell’attività in Italia.

È una clausola che racconta lo spirito dell’istituto. La storicità di un marchio non si esaurisce nei decenni accumulati: quei decenni hanno tenuto insieme un’azienda, le sue maestranze e un pezzo di comunità. Riconoscere il valore del primo significa farsi carico anche del secondo.

La responsabilità ha allargato il campo

Negli ultimi anni, del resto, l’idea stessa di responsabilità d’impresa si è allargata. Accanto alla tenuta economica e occupazionale sono entrati l’impatto ambientale, la sicurezza di chi sta in reparto, l’equilibrio tra uomini e donne in organico.

Il marchio storico fotografa il passato di un’azienda, la sua capacità di durare. Per misurare la condotta del presente servono altri strumenti, costruiti per essere verificati da un soggetto esterno: le certificazioni ambientali e sulla sicurezza, e di recente quelle dedicate alla parità di genere. Sono questi a dire, indicatori alla mano, come un’impresa tratta oggi le persone che ha dentro, al di là di quanto a lungo è esistita.

Quando le due cose si incontrano

Un caso in cui storia e condotta presente si saldano arriva dal Piemonte. Tra i mille marchi del registro figura anche Zeca, iscritta nel 2022. Produce avvolgicavo, avvolgitubo, lampade da lavoro e bilanciatori per chi opera in officina, è arrivata alla quarta generazione della stessa famiglia e lavora in un comparto, la metalmeccanica, tra i più maschili dell’industria italiana.

Sul fronte della responsabilità l’azienda non si è fermata all’eredità ricevuta. Ha coperto i propri stabilimenti di Feletto con un impianto fotovoltaico, si è data un codice etico e ha scelto di sottoporre a misura anche l’equità interna. Nel 2025 quel terreno ha affrontato una verifica esterna: un organismo accreditato ne ha esaminato le prassi su carriere, retribuzioni e conciliazione, riconoscendole la UNI/PdR 125, la prassi italiana che attesta la parità di genere.

Letti insieme, l’ingresso tra i marchi storici e una certificazione del 2025 dicono due cose distinte sullo stesso soggetto: che è durato a lungo, e che di quella durata oggi prova a essere all’altezza.

La storia non basta da sola

Per chi compra, seleziona fornitori o cerca un datore di lavoro, qui sta l’informazione utile. Un marchio storico attesta che un’azienda ha attraversato le epoche senza sparire, un risultato che il tessuto produttivo italiano, fatto di imprese spesso piccole e familiari, conosce bene. Da solo, però, racconta metà della storia.

L’altra metà è ciò che quell’azienda fa adesso: come tratta l’ambiente, come protegge chi lavora, quanto è equa al proprio interno. Le radici dicono da quanto tempo si è lì; i frutti dicono se vale la pena restarci. Il primo dato lo certifica un registro nazionale, il secondo se lo guadagna ogni anno chi continua a meritarselo.

Torino, tra ville con piscina e investimenti: il nuovo sogno della casa

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A Torino il sogno della casa ha cambiato volto. Non è più solo una questione di mattone e di mutuo, ma di stile di vita: giardino, luce, vista sulla collina e, sempre più spesso, una piscina privata, vero status symbol del nuovo lusso torinese.

Non sorprende che negli ultimi anni il settore della vendita e costruzione di piscine a Torino e provincia sia cresciuto con continuità, di pari passo con la rinnovata fiducia nel mattone cittadino. Tra ville di pregio e appartamenti acquistati per investimento, la Torino del 2026 racconta due storie diverse ma intrecciate: quella di chi cerca la casa dei sogni e quella di chi cerca un rendimento sicuro per i propri risparmi.

Il sogno per eccellenza resta la villa in collina. Tra Gran Madre, Crimea, Borgo Po, Cavoretto, Pino Torinese e Baldissero Torinese, le proprietà indipendenti con piscina raggiungono quotazioni che, possono toccare alcuni milioni di euro, mentre le soluzioni in condominio dotate di piscina si collocano più spesso tra i 200mila e gli 800mila euro, a seconda di metratura e posizione.

 La stessa analisi sottolinea come la presenza di una piscina possa far crescere il valore dell’immobile fino al 20%, a fronte però di costi di gestione e manutenzione che possono superare i 15mila euro l’anno: un dettaglio che, lungi dallo scoraggiare gli acquirenti, ha contribuito ad alimentare un indotto specializzato di progettisti e imprese costruttrici attivo in città e nei comuni della cintura.

Il quadro generale del mercato conferma questa vitalità. A giugno 2026 il prezzo medio di un immobile nel comune di Torino si attesta poco sopra i 2.100 euro al metro quadro, secondo le rilevazioni della piattaforma RealAdvisor, con le case unifamiliari salite dell’8% nell’ultimo anno; in provincia il valore medio resta più contenuto, intorno ai 1.300 euro al metro quadro, ma con una crescita simile, di poco superiore al 7%.

Secondo l’osservatorio di Immobiliare.it Insights, nel primo trimestre del 2026 il Piemonte ha registrato un aumento medio del 3,4% nei prezzi di vendita e del 4,5% nei canoni di locazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non a caso Torino si è confermata la terza città italiana per interesse all’acquisto, dietro solo a Milano e Roma, con una domanda salita del 37% in un anno secondo i dati elaborati da Casaland. Le quotazioni più alte restano quelle del Centro storico, dove il prezzo richiesto supera i 4mila euro al metro quadro, mentre quartieri come Aurora e Barriera di Milano restano tra i più accessibili della città.

Anche i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate raccontano la stessa tendenza: nel terzo trimestre del 2025 le compravendite in città sono aumentate del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con la prima casa a fare da traino, dato che il 73% degli acquirenti ha beneficiato delle agevolazioni fiscali e quasi uno su due ha fatto ricorso a un mutuo.

Se le ville con piscina rappresentano il sogno, è il segmento degli investimenti a muovere i volumi più consistenti. Nel 2025 le compravendite immobiliari a Torino sono cresciute dell’8,88%, superando le 34mila transazioni, con un balzo del 12,15% per gli acquisti di prima casa tra privati e una crescita del 6,25% per le seconde case.

 Oltre un terzo di chi ha usufruito delle agevolazioni prima casa ha tra i 18 e i 35 anni, segno di un ricambio generazionale in atto sul mercato. Per chi acquista pensando alla rendita, gli analisti del settore concordano su un punto: a Torino la locazione tradizionale resta generalmente più conveniente di quella turistica, complice anche l’inasprimento delle regole sugli affitti brevi, dal Codice Identificativo Nazionale alla cedolare secca salita al 26%.

Il rendimento lordo medio degli immobili residenziali in Italia si attesta tra il 4% e il 5%, con punte più alte nelle zone universitarie come Crocetta e San Donato, individuate da un’analisi di Crowdfundme tra le più richieste da studenti e professionisti. Come sottolineano i professionisti del settore immobiliare torinese, gestire oggi un immobile a reddito richiede tempo, competenze e organizzazione: la rendita non arriva più da sé, ma va costruita con un approccio quasi imprenditoriale.

Tra collina e città, tra vasche private e calcoli di rendimento, Torino si conferma un mercato a due velocità con un denominatore comune: l’attenzione alla qualità della vita. Che si tratti di una villa con piscina a Pino Torinese o di un bilocale da affittare vicino al Politecnico, la scelta dell’acquirente torinese di oggi è sempre più informata, attenta tanto ai costi di gestione quanto al potenziale di rivalutazione.

E se il sogno di una piscina in giardino continua ad alimentare la domanda di progettazione e costruzione in tutta la provincia, il mercato immobiliare cittadino sembra avere ancora margini di crescita per chi sa scegliere zona, tipologia e strategia giusta.

Odontoiatria digitale e diagnosi 3D: al Koelliker cure sempre più precise e meno invasive

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Tecnologia, pianificazione digitale e approccio multidisciplinare stanno cambiando il modo di affrontare le cure odontoiatriche.

È questa la direzione intrapresa dal reparto di Odontoiatria e Ortodonzia dell’Ospedale Koelliker di Torino, dove diagnostica avanzata e trattamenti personalizzati vengono integrati in un unico percorso clinico.

Il reparto si occupa di visite odontoiatriche per adulti e bambini, ortodonzia funzionale, implantologia, igiene e prevenzione, parodontologia, gnatologia e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, con particolare attenzione anche alle apnee notturne e al russamento. Accanto alle cure tradizionali, cresce il ruolo delle tecnologie digitali applicate alla pianificazione terapeutica e chirurgica.

Tra gli strumenti più utilizzati vi è la TC Cone Beam, una tecnica di diagnostica tridimensionale che consente di ottenere immagini ad alta definizione delle strutture dentali e maxillo-facciali. Attraverso una singola rotazione dell’apparecchiatura attorno alla testa del paziente, il sistema acquisisce centinaia di immagini poi elaborate digitalmente per ricostruire in 3D denti, ossa mascellari e strutture anatomiche circostanti.

Una tecnologia che trova particolare applicazione nei casi complessi, soprattutto in implantologia e ortodonzia. Rispetto alle radiografie tradizionali, la Cone Beam permette infatti una valutazione più accurata di radici dentali, nervi, seni mascellari e articolazioni mandibolari, migliorando la pianificazione degli interventi e riducendo il margine di errore.

Proprio l’implantologia rappresenta uno degli ambiti su cui il Koelliker punta maggiormente. Il trattamento consiste nel posizionamento di impianti in titanio che sostituiscono la radice del dente mancante, sui quali viene successivamente applicata una corona estetica integrata con la dentatura naturale. Grazie alla pianificazione computer assistita e alle simulazioni digitali, gli specialisti possono oggi studiare in anticipo posizione, inclinazione e compatibilità anatomica degli impianti, limitando l’invasività chirurgica e favorendo tempi di recupero più rapidi.

Sempre più richieste anche le soluzioni ortodontiche con allineatori trasparenti, progettati su misura attraverso impronte digitali del cavo orale. Gli allineatori consentono di correggere progressivamente la posizione dei denti mantenendo un impatto estetico ridotto rispetto agli apparecchi tradizionali. Tra i vantaggi evidenziati dalla struttura vi sono la possibilità di rimuoverli durante i pasti e l’igiene orale, oltre alla personalizzazione del trattamento in base alla conformazione dentale del paziente.

Alla base dell’approccio del Koelliker vi è inoltre la collaborazione tra diverse specialità mediche e chirurgiche presenti all’interno dell’ospedale. Un elemento che permette di affrontare anche situazioni cliniche più articolate, con la disponibilità di sale operatorie, anestesisti, diagnostica interna e supporto multidisciplinare.

Secondo il reparto odontoiatrico, la direzione futura delle cure dentali sarà sempre più orientata verso prevenzione, diagnosi precoce e simulazione digitale dei trattamenti, con l’obiettivo di aumentare precisione, sicurezza e qualità dell’esperienza per il paziente.