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“1000 Omini-Mini di Anja”, una mostra per aguzzare la vista e sorridere

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Con i suoi pennini e pennelli incantati, l’artista Anja Langst realizza il suo regno magico degli “Omini-Mini”, dove ognuno ha la sua personalità e diventa un tassello di un grande insieme.

 

Si intitola “1000 Omini-Mini di Anja” la mostra realizzata per aguzzare la vista e sorridere, curata da Xenia Filonenko, dal 13 al 28 giugno prossimo, che inaugurerà sabato 13 giugno alle 17.30 presso l’associazione Fuocoinfinito, in via Carlo Alberto 11/P, a Torino.

“L’artista Anja Langst – precisa la curatrice della mostra, Xenia Filonenko – presenta una pratica visiva fondata sulla proliferazione del segno, sull’accumulo narrativo e sulla costruzione dell’immagine attraverso un’infinità di minuscole figure umane. In queste composizioni, l’horror vacui assume un tono gioioso e vitale, l’accumulo non genera caos ma energia; la moltitudine delle figure costruisce un ritmo visivo dinamico e coinvolgente, dove l’umorismo convive con una sorprendente precisione compositiva. Accanto alla sua dimensione più visionaria, una parte della mostra si presenta dall’aspetto giocoso con l’illustrazione umoristica. Qui, gli ‘omini’ di Anja Langst diventano protagonisti di scene leggere, umoristiche e teatrali capaci di trasmettere immediatezza, allegria e senso del gioco. Lo spettatore esplora l’immagine come un territorio ludico, scopre dettagli nascosti, incontra personaggi buffi e segue minuscole storie disseminate sulla superficie.

Parallelamente, un’altra parte della ricerca di Anja Langst si sviluppa in direzione quasi opposta, pur utilizzando il linguaggio dei ‘1000 omini’. In queste opere, le piccole figure perdono progressivamente la loro funzione narrativa per trasformarsi in puro elemento strutturale. Il risultato è una pittura che assume l’aspetto di una composizione geometrica e fortemente contemporanea. Questa duplice direzione della mostra rivela, con particolare chiarezza, la profondità della ricerca e la solidità professionale di Anja Langst. Dietro l’apparente leggerezza del gioco visivo, emerge una formazione artistica rigorosa e una piena consapevolezza dei linguaggi contemporanei. La libertà narrativa dei suoi ‘omini’ non nasce dunque da un approccio naïf o istintivo, bensì da una ricerca matura sostenuta da uno studio presso l’Accademia Albertina di Torino, dal confronto con la lezione di Emilio Vedova e da anni di lavoro come illustratrice presso il Bureau International du Travail a Torino e Ginevra, per la casa editrice Vivez Soleil, giornali e riviste svizzere e francesi. È proprio questa capacità di attraversare registri diversi, dall’immaginario giocoso del fumetto alla costruzione di superfici dal forte impatto contemporaneo, a conferire alle opere di Anja Langst un valore artistico significativo. La mostra evidenzia come uno stesso linguaggio possa generare simultaneamente complessità e leggerezza, rigore formale e umorismo, riflessione e sorriso”.

Orari: da lunedì a venerdì dalle ore 16 alle 19 – sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Associazione Fuocoinfinito – via Carlo Alberto 11/P, Torino

Info: 349 1256344

Mara Martellotta

Malattie renali croniche rare: a Torino “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”

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  • CL3AR è Il progetto itinerante di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, che si pone l’obiettivo di aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino, spesso invisibili, silenti e ancora poco conosciute, promuovendo la diagnosi precoce.

  • Le malattie renali rare rappresentano meno del 5% delle malattie renali croniche (MRC), eppure ammontano a più del 50% dei casi di insufficienza renale nei bambini e al 25% negli adulti.i

  • La glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria sono forme ultra-rare di malattia renale cronica, con una prognosi complessivamente sfavorevole: circa il 50% dei pazienti adulti e circa il 20% dei pazienti pediatrici progredisce verso l’insufficienza renale entro 10 anni dalla diagnosi.ii

i National Human Genome Research Institute. https://www.genome.gov/dna-day/15-ways/rare-geneticdiseases. Ultimo accesso: Ottobre 2025.

ii Halfon M, et al. Kidney Int Rep. 2024;10(1):75-86.

 

Torino, 10 giugno 2026 – Prosegue a Torino, in Piazza Vincenzo Arbarello, mercoledì 10 giugno, la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, un progetto di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, che ha l’obiettivo di porre l’attenzione sull’importanza della salute dei reni, ancora oggi sottovalutata.

La campagna offrirà ai cittadini la possibilità di conoscere meglio il funzionamento dei reni, le patologie renali croniche e rare e l’importanza della diagnosi precoce, attraverso installazioni interattive, materiali divulgativi e momenti di confronto con esperti nei gazebo che ospiteranno l’iniziativa: dopo Milano e Bari a maggio, il tour farà tappa a Torino il 10 giugno e poi proseguirà a Bologna, Palermo e Roma dopo l’estate.

Le patologie renali croniche, ancor più le patologie renali rare – come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria – sono spesso insidiose perché invisibili e silenti nelle prime fasi di malattia. Un tema, questo, estremamente cruciale, in quanto sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, fondamentale per cambiare le prospettive e agire precocemente sull’evoluzione delle patologie renali croniche rare.

Le malattie renali croniche hanno un impatto altamente significativo sui pazienti e caregiver. In particolare, le patologie renali rare, come ad esempio la C3G e la IC-MPGN primaria, pongono sfide significative, sia sul piano diagnostico che nella gestione clinica, spesso caratterizzata da percorsi disomogenei. La progressione di queste malattie, se non diagnosticate per tempo, può portare i pazienti a entrare in dialisi anche in giovane età oppure sottoporsi ad un trapianto, con elevato rischio di recidiva. In questo scenario, riconoscere precocemente i campanelli d’allarme, attraverso semplici esami di laboratorio come urine e sangue, e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici è fondamentale per intervenire in modo appropriato, rallentare l’evoluzione della malattia e preservare la qualità di vita”, afferma il Prof. Luigi Biancone Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute di Torino.

A causa della bassa prevalenza e dell’ampia varietà di fattori scatenanti, queste patologie sono particolarmente complesse da identificare. Il 44% delle persone con una malattia renale rara ha dovuto attendere oltre un anno per ricevere una diagnosi corretta, con la conseguenza che molti pazienti progrediscono silenziosamente verso l’insufficienza renale, perdendo così l’opportunità di un intervento precoce.i

Nei bambini e negli adolescenti, le malattie renali croniche — soprattutto nelle forme rare — possono avere un impatto significativo non solo sullo sviluppo fisico, ma anche su quello psicologico. Il carico sulla famiglia è rilevante, poiché il percorso di cura coinvolge attivamente i caregiver”, ha affermato Licia Peruzzi SC Nefrologia Dialisi e Trapianto – Ospedale Infantile Regina Margherita, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. “La transizione dall’età pediatrica a quella adulta è un altro tra o problemi che i pazienti con una malattia renale rara devono affrontare sotto il profilo sociosanitario”, conclude Peruzzi.

Per le persone che convivono con malattie renali rare come la C3G, il percorso di diagnosi e gestione della malattia è spesso lungo e complesso, con un impatto profondo sulla salute e sulla vita quotidiana dei pazienti. I frequenti controlli e la necessità di recarsi in centri di riferimento specializzati comportano un notevole carico organizzativo, economico ed emotivo, che coinvolge anche le famiglie e i caregiver.” racconta Fabrizio Spoleti, Presidente di Progetto DDD ETS. “In questo contesto, iniziative di sensibilizzazione come CL3AR sono di grande aiuto: contribuiscono a far conoscere queste patologie ultrarare nell’adulto e nel pediatrico e a dare voce a una comunità che chiede ascolto, supporto e risposte concrete.”

Sobi si impegna a migliorare concretamente la vita delle persone con malattie renali rare, agendo con urgenza e responsabilità. Grazie alla consolidata competenza maturata in ematologia, immunologia e malattie metaboliche rare, l’espansione di Sobi in nefrologia rappresenta una evoluzione naturale.

“La ricerca clinica sulle malattie renali rare ha compiuto progressi significativi nell’ultimo decennio. Convogliare il nostro impegno come azienda su queste patologie in modo responsabile significa contribuire concretamente a ridurne il peso, sia per i pazienti sia per i sistemi sanitari,” dichiara Carina Fiocchi, Direttore Medico Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro. “CL3AR nasce proprio per promuovere la conoscenza e una maggiore consapevolezza verso chi, oggi, affronta una diagnosi o vive con una malattia renale rara”.

Il progetto CL3AR riflette l’impegno di lunga data preso da Sobi con Unite4Rare verso le comunità di pazienti e caregiver. Co-creato da leader internazionali della comunità dei pazienti e dai vertici di Sobi, Unite4Rare descrive le responsabilità prese, quanto è stato realizzato finora e come vengono misurati i progressi nel tempo. Si fonda sull’ esperienza di Sobi nelle malattie rare e nel coinvolgimento dei pazienti e testimonia l’impegno dell’azienda nel generare un impatto positivo e reale, chiarendo cosa pazienti e caregiver possono aspettarsi concretamente da Sobi.

La C3G e la IC-MPGN primaria: che cosa sono

La C3G e la IC-MPGN primaria sono due diverse malattie renali ultra-rare, che condividono un problema comune: un’eccessiva attività della proteina C3 nel sistema immunitario.

Normalmente, la proteina C3 aiuta a proteggere il corpo dalle infezioni, ma quando diventa iperattiva può danneggiare i reni per errore. Questo avviene colpendo i glomeruli, i piccoli filtri dei reni, responsabili della rimozione dei rifiuti e dei liquidi in eccesso.

La C3G e la IC-MPGN primaria possono colpire chiunque, ma generalmente vengono diagnosticate durante l’infanzia o l’adolescenza. Colpiscono maschi e femmine in egual misura e, nella maggior parte dei casi, non esiste una causa chiara che ne spieghi l’insorgenza.

i Sobi Rare Kidney Diseases (RKD) Barometer. 2026.

Sobi®

Sobi è un’azienda biofarmaceutica multinazionale che sblocca il potenziale di innovazioni rivoluzionarie, trasformando la vita quotidiana delle persone che vivono con malattie rare. Sobi conta circa 2.000 dipendenti in Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia e Australia. Nel 2025, i ricavi sono stati pari a 28 miliardi di SEK. Le azioni Sobi (STO:SOBI) sono quotate al Nasdaq Stockholm. Per saperne di più su Sobi, visita sobi.com e LinkedIn.

Link utili

su Sobi https://www.sobi.com/italy/it

Progetto DDD ETS dddets.org https://www.dddets.org

Sobi Italia sui social:

Instagramhttps://www.instagram.com/sobiitalia/

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LinkedInhttps://www.linkedin.com/company/sobi-italia/

i National Human Genome Research Institute. https://www.genome.gov/dna-day/15-ways/rare-geneticdiseases. Ultimo accesso: Ottobre 2025.

ii Halfon M, et al. Kidney Int Rep. 2024;10(1):75-86.

iii Sobi Rare Kidney Diseases (RKD) Barometer. 2026.

Odontoiatria digitale e diagnosi 3D: al Koelliker cure sempre più precise e meno invasive

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Tecnologia, pianificazione digitale e approccio multidisciplinare stanno cambiando il modo di affrontare le cure odontoiatriche.

È questa la direzione intrapresa dal reparto di Odontoiatria e Ortodonzia dell’Ospedale Koelliker di Torino, dove diagnostica avanzata e trattamenti personalizzati vengono integrati in un unico percorso clinico.

Il reparto si occupa di visite odontoiatriche per adulti e bambini, ortodonzia funzionale, implantologia, igiene e prevenzione, parodontologia, gnatologia e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, con particolare attenzione anche alle apnee notturne e al russamento. Accanto alle cure tradizionali, cresce il ruolo delle tecnologie digitali applicate alla pianificazione terapeutica e chirurgica.

Tra gli strumenti più utilizzati vi è la TC Cone Beam, una tecnica di diagnostica tridimensionale che consente di ottenere immagini ad alta definizione delle strutture dentali e maxillo-facciali. Attraverso una singola rotazione dell’apparecchiatura attorno alla testa del paziente, il sistema acquisisce centinaia di immagini poi elaborate digitalmente per ricostruire in 3D denti, ossa mascellari e strutture anatomiche circostanti.

Una tecnologia che trova particolare applicazione nei casi complessi, soprattutto in implantologia e ortodonzia. Rispetto alle radiografie tradizionali, la Cone Beam permette infatti una valutazione più accurata di radici dentali, nervi, seni mascellari e articolazioni mandibolari, migliorando la pianificazione degli interventi e riducendo il margine di errore.

Proprio l’implantologia rappresenta uno degli ambiti su cui il Koelliker punta maggiormente. Il trattamento consiste nel posizionamento di impianti in titanio che sostituiscono la radice del dente mancante, sui quali viene successivamente applicata una corona estetica integrata con la dentatura naturale. Grazie alla pianificazione computer assistita e alle simulazioni digitali, gli specialisti possono oggi studiare in anticipo posizione, inclinazione e compatibilità anatomica degli impianti, limitando l’invasività chirurgica e favorendo tempi di recupero più rapidi.

Sempre più richieste anche le soluzioni ortodontiche con allineatori trasparenti, progettati su misura attraverso impronte digitali del cavo orale. Gli allineatori consentono di correggere progressivamente la posizione dei denti mantenendo un impatto estetico ridotto rispetto agli apparecchi tradizionali. Tra i vantaggi evidenziati dalla struttura vi sono la possibilità di rimuoverli durante i pasti e l’igiene orale, oltre alla personalizzazione del trattamento in base alla conformazione dentale del paziente.

Alla base dell’approccio del Koelliker vi è inoltre la collaborazione tra diverse specialità mediche e chirurgiche presenti all’interno dell’ospedale. Un elemento che permette di affrontare anche situazioni cliniche più articolate, con la disponibilità di sale operatorie, anestesisti, diagnostica interna e supporto multidisciplinare.

Secondo il reparto odontoiatrico, la direzione futura delle cure dentali sarà sempre più orientata verso prevenzione, diagnosi precoce e simulazione digitale dei trattamenti, con l’obiettivo di aumentare precisione, sicurezza e qualità dell’esperienza per il paziente.

La Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia presenta Luisa Piccoli

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In corso Inghilterra 51, a Torino

Luisa Piccoli, nata a Bisceglie, in provincia di Bari, dopo l’Accademia di Belle Arti di Bari, ha avviato il suo percorso di pittrice, scultrice, scrittrice, poeta e scenografa, trascorrendo la sua vita fra Bisceglie, Udine e Vienna. Ha tenuto diverse mostre personali, collettive e partecipato a concorsi ricevendo un notevole successo di pubblico e di critica, tra i quali l’Expo d’Arte Internazionale di Innsbruck, la Biennale d’Arte Internazionale a Montecarlo e Arte Bergamo.

Le opere dell’artista Luisa Piccoli emergono da un linguaggio sensibile e attraversato da una luce autentica, capace di esprimere le fragilità e le profondità dell’animo umano. La sua ricerca visiva si distende in una figurazione carica di tensione poetica, per cui ogni elemento pare nascere da un’urgenza interiore e da una consapevolezza espressiva profondamente radicata. Si intrecciano nel suo percorso la dimensione individuale e quella collettiva, capaci di dare vita ad un racconto ricco di risonanze emotive. Le immagini non si limitano a mostrarsi, ma invitano lo spettatore a sostare, a interrogarsi, a cogliere ciò che si muove sotto la superficie: tracce di pensiero, frammenti di memoria, sussurri di senso che si propongono con sensibilità e delicatezza. Le sue opere pittoriche, realizzate con collage e tecnica mista, si distinguono per una resa cromatica e incisiva, e per una costruzione formale attenta, che accoglie materiali e segni in un equilibrio dinamico e vivo. Le figure dialogano tra loro con lo spazio, generando una tessitura visiva in cui ogni dettaglio contribuisce a un insieme vibrante e coerente. Attraverso questa visione, Luisa Piccoli costruisce un universo altamente personale, ricco di una spiritualità in cui emozioni e riflessioni si fondono. I soggetti sono riconoscibili o trasfigurati dal dolore e sono definiti da uno stile personale e identificabile, capace di comunicare con il fruitore mantenendo una dimensione aperta ed evocativa. L’arte di Luisa Piccoli è profondamente introspettiva, capace di tradurre il mondo interiore in immagini dal respiro universale, in cui si avvertono un ritmo costante e una dinamica che mantengono uniti realtà e interpretazione, esperienza e visione. Nel suo percorso artistico, l’indagine sull’esistenza umana e sul contesto sociale si accompagna a una continua esplorazione del sentimento, da cui scaturiscono opere che si fanno portatrici di messaggi essenziali legati alla pace, al dolore e alla possibilità di una connessione autentica. L’arte di Luisa Piccoli è ricca di coerenza espressiva e simbolica, sostenuta da una tecnica personale che rivela una piena conoscenza del mezzo e della propria interiorità. Le suo opere, sia pittoriche sia scultoree, si configurano come archivi ricchi di simboli, flussi ininterrotti di significato che, nel tempo, si intensificano, mantenendo intatto il loro potere evocativo.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia  – corso Inghilterra 51, Torino – 011 5628220 – info@latelaccia.it

Mara Martellotta

Raffaele Corona: “La geometria della morte”

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Il thriller italiano che trasforma ogni omicidio in un enigma

 

L’AUTORE

Raffaele Corona, autore pugliese di 43 anni, si avvicina alla scrittura circa un anno e mezzo fa, quasi per caso. Quella che inizialmente era soltanto una curiosità si è trasformata rapidamente in una vera passione, portandolo a dedicarsi alla narrativa thriller e psicologica.

Attratto dalle atmosfere oscure, dalle indagini criminali e dalla complessità della mente umana, Corona costruisce storie intense e cariche di tensione, dove nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio può nascondere un significato più profondo.

IL LIBRO

La Geometria della Morte” è il suo nuovo thriller psicologico, un romanzo che trascina il lettore all’interno di una spirale di omicidi efferati, simboli misteriosi e segreti inquietanti. Ambientata tra Firenze e Bologna, la storia segue le indagini del commissario Stefano Corsi, chiamato a fermare un serial killer metodico e spietato che lascia sui corpi delle vittime una firma disturbante.

Quello che inizialmente sembra un semplice caso di omicidio si trasforma presto in qualcosa di molto più oscuro. Ogni delitto segue uno schema preciso, quasi matematico, e ogni vittima sembra parte di un disegno più grande e incomprensibile.

Attraverso uno stile diretto, cinematografico e ricco di suspense, Raffaele Corona accompagna il lettore in un viaggio psicologico dove il confine tra ossessione, follia e razionalità diventa sempre più sottile.

La Geometria della Morte” è un thriller pensato per gli amanti delle indagini investigative, dei serial killer thriller e delle storie ad alta tensione emotiva.

 

Libro disponibile su Amazon a questo link:

https://amzn.eu/d/0iK2u8PS

Facebook: https://www.facebook.com/raffaelevcorona.scrittore
Instagram https://www.instagram.com/raffaelecoronawriter
Sito web: https://taplink.cc/raffaelewriter
Tiktok: https://www.tiktok.com/@raffaelescrittoree

Cervicale a Torino: perché il dolore al collo tende a tornare

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Spesso ricorrente e sottovalutato, il dolore cervicale richiede una valutazione mirata per essere risolto davvero — e non gestito a episodi.

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Un disturbo che riguarda quasi tutti
Il dolore al collo è tra i disturbi muscolo-scheletrici più diffusi della popolazione adulta. Si stima che circa il 70% delle persone ne soffra almeno una volta nella vita, mentre ogni anno il 40-50% presenta un episodio di cervicalgia (Ariens et al. 1999; Cole et al. 2000).
C’è un dato, però, che colpisce ancora di più: oltre il 60% dei pazienti va incontro a recidive. Il dolore torna. E spesso torna perché, alla prima volta, è stato trattato come un disturbo passeggero da gestire con un antidolorifico e qualche giorno di pausa.
L’esperienza clinica lo conferma: la cervicalgia non è un problema banale e raramente “passa da sola” in modo definitivo.
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I segnali da non ignorare
Ci sono situazioni in cui il dolore cervicale merita attenzione tempestiva:
  • persiste oltre 7-10 giorni
  • si associa a vertigini, formicolii o cefalea ricorrente
  • limita la rotazione del capo o la mobilità del collo
  • si accompagna a rigidità importante, soprattutto al risveglio
  • si ripresenta a cicli regolari
In presenza di sintomi neurologici — disturbi visivi, della parola, della deglutizione, deficit progressivi agli arti superiori o cefalea improvvisa intensa — la valutazione medica deve essere immediata.
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Perché il dolore cervicale tende a tornare
La cervicalgia non è quasi mai un problema isolato. In presenza di dolore, il sistema nervoso centrale modifica il modo in cui controlla postura e movimento del rachide cervicale, generando:
  • perdita di stabilità della colonna cervicale
  • compensi muscolari
  • posizione del capo in avanti (forward head posture)
  • alterazioni del controllo motorio
Studi clinici (Elliott et al. 2006) hanno mostrato che, nei pazienti con dolore cervicale cronico, compaiono modificazioni strutturali dei muscoli — come infiltrazioni adipose e riduzione della capacità di stabilizzazione — già nelle prime settimane. Per questo intervenire precocemente non è un dettaglio: fa la differenza tra un episodio risolvibile e una condizione che cronicizza.
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Le cause non sono mai una sola
Dire “cervicale” non è una diagnosi: è il punto di partenza. Le origini possono essere diverse e, nella maggior parte dei casi, intrecciate:
  • disfunzioni articolari del rachide cervicale
  • tensioni muscolari e fasciali
  • alterazioni posturali da postazione di lavoro, smartphone, guida prolungata
  • esiti di colpo di frusta o traumi
  • stress e tensione emotiva sostenuta
Una valutazione mirata serve proprio a capire quale fattore è prevalente nel singolo caso — perché ogni quadro richiede un trattamento diverso.
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Cervicale, mal di testa e schiena: un sistema collegato
Una cosa che spesso sfugge: cervicale, cefalea muscolo-tensiva e mal di schiena fanno parte dello stesso sistema. Tensioni nella parte alta della colonna possono generare mal di testa; squilibri posturali nella zona lombare possono ripercuotersi sulla cervicale.
Per questo un approccio realmente efficace valuta la persona nel suo insieme, non un singolo distretto.
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Gli errori più comuni
Molti pazienti arrivano nello studio dopo aver già tentato strade poco efficaci:
  • riposo assoluto prolungato (peggiora rigidità e recupero)
  • uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
  • esercizi generici trovati online
  • collari cervicali tenuti più del necessario
  • attese di settimane sperando che “passi da sola”
Il risultato è quasi sempre lo stesso: il dolore si stabilizza, il movimento si riduce, le recidive diventano più frequenti.
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Un approccio personalizzato e multidisciplinare
Le evidenze scientifiche sono concordi: il trattamento più efficace per la cervicalgia non si basa su un’unica tecnica, ma sull’integrazione di:
  • terapia manuale
  • esercizio terapeutico personalizzato
  • rieducazione del movimento e della postura
  • strategie ergonomiche per la vita quotidiana
Nei casi più complessi — colpo di frusta, vertigini di origine cervicale, cefalea associata — diventa fondamentale il confronto con altri specialisti (fisiatra, neurologo, ortopedico) per costruire un percorso integrato. È questa la logica di un centro multidisciplinare: una sola persona valuta, un team intero accompagna il recupero.
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Un caso reale
Una paziente di 38 anni si è rivolta al centro per dolore cervicale ricorrente da oltre un anno, con episodi sempre più ravvicinati e cefalea associata. Aveva già provato massaggi, antinfiammatori ed esercizi presi online, senza risultati duraturi.
La valutazione ha mostrato una marcata postura del capo in avanti, ridotta stabilità dei muscoli profondi del collo e tensioni miofasciali della zona cervico-scapolare. Il percorso costruito ha combinato terapia manuale, esercizi specifici di controllo motorio e una revisione della postazione di lavoro. In poche settimane il dolore si è ridotto significativamente e, soprattutto, la frequenza degli episodi è diminuita.
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Quando rivolgersi a uno specialista
Intervenire entro le prime settimane significa:
  • ridurre i tempi di recupero
  • limitare il rischio di recidive
  • evitare la cronicizzazione
  • migliorare nel concreto la qualità della vita quotidiana
In presenza di sintomi persistenti o che ritornano spesso, una valutazione fisioterapica specifica è il passo più efficace per capire da cosa dipende davvero il dolore.
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Domande frequenti
Quanto dura il dolore cervicale?
Un episodio acuto può risolversi in pochi giorni con il giusto trattamento. Una cervicalgia cronica, se trascurata, può durare mesi e tendere a ripresentarsi.
La cervicale può causare vertigini?
Sì. In caso di alterazione della propriocezione cervicale o dopo un colpo di frusta, la cervicalgia può associarsi a vertigini e instabilità.
Meglio riposo o movimento?
Il riposo assoluto prolungato non è raccomandato. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, accelera il recupero.
Serve sempre la risonanza?
No. Nella maggior parte delle cervicalgie comuni la diagnostica per immagini non è necessaria. Diventa indicata in presenza di sintomi neurologici o quadri specifici.
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Cervicale che non passa? Capire la causa è il primo passo
Se il dolore cervicale persiste, torna ciclicamente o si associa a vertigini e cefalea, una valutazione fisioterapica mirata permette di individuare l’origine del problema e impostare il percorso più adatto.

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“Il Sigillo di Silius”: la fantascienza umanista di Raffaele Casini tra potere, identità e trasformazione

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Nel libro si costruisce una narrazione che si sviluppa su più livelli: da un lato un universo futuristico ricco di tensioni e contrasti, dall’altro un’indagine più intima e simbolica, che richiama archetipi e dinamiche interiori universali

Raffaele Casini, nato a Livorno nel 1975, affianca alla sua attività professionale nel campo dell’amministrazione e gestione del personale una profonda passione per la scrittura, lo studio e la ricerca interiore. Laureato in economia e commercio e in storia contemporanea, unisce alla formazione razionale un forte interesse per la spiritualità e la meditazione, elementi che influenzano in modo significativo la sua visione narrativa.

Appassionato di fantascienza classica – da Isaac Asimov a Dan Simmons, fino a Ursula K. Le Guin – il libro si inserisce in quella corrente del genere che utilizza mondi futuri e scenari complessi per esplorare le dinamiche più profonde dell’essere umano.

Lo scrittore Raffaele Casini

Nel romanzo Il Sigillo di Silius, l’umanità ha varcato i confini del sistema solare e colonizzato molti mondi. Le potenze rivali dell’Impero e dell’Unione Federale dei Mondi si fronteggiano in una guerra fredda, ma all’interno dell’Impero il potere dell’Imperatore si scontra con le resistenze della nobiltà. L’omicidio apparentemente banale di Orion Kael, esperto di processi di biomineralizzazione e coordinatore di un progetto segreto, porterà la dottoressa Arya Solis, brillante scienziata, e l’agente imperiale Ethan Vallar, fino al pianeta agricolo di Silius, dove Lord Cato Valerius, signore del pianeta, si rivela essere tutto meno che un fedele servitore dell’Impero, e il cui piano distruttivo potrebbe scuotere la galassia fin nelle fondamenta più nascoste.

Lungo la storia, l’approccio umanista prende forma attraverso figure intense e sfaccettate come Arya Solis, Lady Selena e Lord Cato Valerius. Tre personaggi profondamente diversi tra loro, ma accomunati da un percorso di confronto con il potere, con le proprie scelte e con la propria identità.

Arya Solis incarna la tensione tra razionalità e ricerca di significato, in un equilibrio fragile tra ciò che può essere spiegato e ciò che invece deve essere compreso a un livello più profondo. Lady Selena rappresenta invece la volontà di riscatto e trasformazione, una figura che si muove tra ambizione, consapevolezza e desiderio di ridefinire il proprio destino. Lord Cato Valerius, infine, dà voce al lato più oscuro del potere: l’ambizione che può trasformarsi in ossessione, mettendo alla prova il confine tra visione e perdita di sé.

Attraverso queste figure, nel libro si costruisce una narrazione che si sviluppa su più livelli: da un lato un universo futuristico ricco di tensioni e contrasti, dall’altro un’indagine più intima e simbolica, che richiama archetipi e dinamiche interiori universali.

Il Sigillo di Silius si distingue così come un’opera di fantascienza umanista, in cui l’elemento narrativo si intreccia con una riflessione sul rapporto tra individuo e potere, tra coscienza e trasformazione. Una storia che invita il lettore a guardare oltre la superficie degli eventi, per interrogarsi su ciò che guida davvero le scelte e il destino delle persone.

Il link per l’acquisto del libro in cartaceo:

https://www.edizionimontag.it/catalogo/il-sigillo-di-silius/ 

L’ebook è acquistabile su tutti gli store online

Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

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Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

Ecco cosa acquistiamo

La parte che resta: il romanzo di Eleonora Megna che racconta la rinascita attraverso il dolore

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Ci sono momenti in cui la vita cambia direzione all’improvviso.

Momenti in cui qualcosa si spezza, lasciando spazio a domande, silenzi e parti di sé che non sappiamo più riconoscere.

È da questo punto di rottura che nasce La parte che resta, il romanzo d’esordio di Eleonora Megna, edito da Narrazioni Clandestine – Gruppo Editoriale Santelli.

Scrittrice e life coach certificata, Eleonora Megna lavora accanto alle donne, accompagnandole in percorsi di crescita personale e trasformazione. Un’esperienza che si riflette profondamente nella sua scrittura, fatta di ascolto, autenticità e verità emotiva.

Eleonora Megna

 

Il romanzo racconta le storie di tre donne — Bianca, Stella e Lisa — che si incontrano in un ospedale, luogo simbolico di passaggio, dove la vita può cambiare forma. Tre percorsi diversi, segnati da fratture profonde: la maternità vissuta come inadeguatezza, il peso di una scelta difficile come l’interruzione di gravidanza, il dolore del lutto e dei non detti.

Le loro storie si intrecciano in un racconto che non si limita a narrare eventi, ma entra nel vissuto interiore, dando spazio a ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la colpa, il senso di smarrimento.

La parte che resta si inserisce in una narrazione contemporanea che mette al centro il vissuto femminile fuori dagli stereotipi, affrontando temi come maternità imperfetta, abbandono e perdita con uno sguardo sincero e non giudicante.

Il cuore del romanzo è il concetto di integrazione: il passato non va cancellato, ma attraversato e compreso. Solo così può smettere di pesare e diventare una risorsa per il presente.

Non è un libro che offre risposte semplici, ma uno spazio di riflessione e consapevolezza. Un invito a guardarsi con più verità e meno giudizio, ad accogliere anche le parti di sé che fanno più fatica a emergere.

Perché, anche quando qualcosa si rompe, c’è sempre una parte che resta.

E può diventare il punto da cui ricominciare.

 

Il libro è disponibile al link:

https://santellionline.it/products/la-parte-che-resta?_pos=1&_sid=e33be5880&_ss=r

https://www.amazon.it/parte-che-resta-Eleonora-Megna/dp/B0G6C8DG4F

Instagram: https://www.instagram.com/eleonora_megna_coach?igsh=ajl4eTgweWpzNHAy

www.eleonoramegnalifecoach.com

Lenti progressive: basta due paia di occhiali

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Un solo paio per leggere, guidare e vedere lontano

A Torino, dove la giornata alterna ufficio, guida e lettura del menu al ristorante, da Ottica Catalanotto in Via XX Settembre 51, l’ottica professionista Marta elimina il problema dei due paia di occhiali. Basta con l’ingombro di occhiali da lettura in tasca e occhiali da vista sul naso: le lenti progressive risolvono tutto con un unico paio. “Un paio per ogni distanza, senza pensieri” spiega la nostra ottica professionista Marta.

Riconosci quando servono le progressive

Dato curioso: Il 78% degli italiani sopra i 40 anni usa due paia di occhiali: uno per leggere, uno per distanza.

Test pratico in 30 secondi

Tieni il telefono a 30 cm (lunghezza braccio)
Allontanalo lentamente. Si sfoca a 40 cm?
Hai bisogno di lenti progressive: un paio per tutto.

Lenti progressive: un solo paio per tre distanze;
Design multicanale senza linee visibili;

4 Motivi per dire addio ai due paia

1- Un solo paio in tasca: leggere, guidare, lavorare
2- Estetica pulita: niente linee bifocali visibili
3- Adattamento rapido: comfort in 3 giorni per il 92% utenti
4- Versatilità: ufficio, aperitivo, weekend collina

Progressive nel tuo giorno torinese
Lunedì mattina (Piazza Castello): lontano per meeting, vicino per email
Mercoledì ufficio: intermedia per monitor, vicino per documenti
Venerdì aperitivo: menu (basso), brindisi (alto)
Domenica collina: guida (lontano), mappa (vicino)

Promo speciale noicompriamoocchiali.it

Lenti progressive: basta due paia di occhialiHai un paio di occhiali monofocali che non usi più? Portali con te, li valutiamo e ricevi un coupon da spendere immediatamente per il tuo nuovo paio di occhiali progressivi. Zero sprechi, massima convenienza.

Prenota ora la tua consulenza progressive

Chiama il +39 351 551 4151 o vieni a trovarci in Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO per fissare il tuo test refrattivo personalizzato


Ottica Catalanotto Torino

Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO
3515514151 | torino@otticacatalanotto.it

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