Case & Abitare

Le case più particolari di Torino: quelle che fanno fermare a guardare

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

 

Torino è una città elegante, ordinata, dove spesso si cammina pensando alla meta senza fare troppo caso a quello che ci circonda. Eppure basta imboccare una via diversa dal solito per ritrovarsi davanti a edifici che sembrano appartenere a un’altra città. Alcuni sono così insoliti da spingere le persone a fermarsi per una fotografia, altri invece li si nota solo dopo esserci passati davanti decine di volte.

Il caso più famoso è sicuramente il 25 Verde, in via Chiabrera. Chi lo vede per la prima volta rimane quasi spiazzato: alberi veri crescono dai balconi e attraversano la struttura dell’edificio, dando l’impressione che il palazzo sia stato costruito intorno a un piccolo bosco. L’architetto Luciano Pia ha immaginato un modo diverso di vivere gli spazi urbani, portando la natura all’interno dell’architettura invece di lasciarla confinata nei parchi.

Ogni stagione cambia completamente il suo aspetto. In estate il verde quasi nasconde parte della facciata, mentre in inverno la struttura metallica torna protagonista. Non sorprende che sia diventato uno degli edifici più fotografati di Torino.

Dal Liberty ai draghi scolpiti nelle facciate

Non serve però cercare solo edifici moderni. Torino conserva alcune delle più belle testimonianze dello stile Liberty italiano e basta passeggiare tra Cit Turin e Crocetta per rendersene conto.

Tra gli esempi più conosciuti c’è Casa Fenoglio-Lafleur, progettata all’inizio del Novecento dall’architetto Pietro Fenoglio. Le decorazioni floreali, i balconi in ferro battuto e le grandi finestre la rendono uno degli edifici simbolo di questo stile. È una di quelle costruzioni davanti alle quali vale la pena fermarsi qualche minuto, perché ogni lato rivela un particolare diverso.

Poco distante c’è anche la curiosa Casa dei Draghi, chiamata così per le figure scolpite sulla facciata. Non è difficile capire da dove derivi il soprannome: osservando bene si notano queste creature fantastiche che sembrano sorvegliare il palazzo da oltre un secolo. È uno di quei dettagli che molti torinesi scoprono quasi per caso.

Una città che continua a sorprendere

Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di Torino. Oltre ai monumenti più famosi e alle piazze che tutti conoscono, esiste una città fatta di dettagli, di edifici insoliti e di piccoli capolavori che spesso passano inosservati.

Le case più particolari non sono semplicemente belle da vedere. Raccontano un’epoca, il carattere di chi le ha progettate e, in alcuni casi, idee che erano decisamente in anticipo sui tempi. Dal Liberty di inizio Novecento all’architettura sostenibile contemporanea, ogni edificio aggiunge un tassello alla personalità della città.

La prossima volta che vi trovate a passeggiare per Torino, forse vale la pena rallentare per qualche minuto. Magari proprio dietro l’angolo c’è una facciata che non avevate mai notato e che, da quel momento in poi, diventerà una delle vostre preferite.

NOEMI GARIANO

Chi abiterà le case vuote?

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Che leggi

RUBRICA A CURA DI

IRMA CIARAMELLA *

 

Il Festival dell’Architettura tra talk, proiezioni, installazioni e rigenerazione urbana.

L’altro ieri a Torino ha riaperto le sue porte l’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, edificio ottocentesco nel cuore del più grande mercato all’aperto d’Europa, silenzioso da anni. Per tre giorni, fino a oggi, è la casa del Festival di Architettura Torino 2026, promosso e organizzato dalla Fondazione per l’architettura, presieduta da Alessandra Siviero, alla quale va reso il merito di aver intercettato uno dei temi che accentrano il dibattito politico di questi mesi e rispetto al quale gli architetti possono e devono avere un ruolo importante.

Grande sinergia e supporto all’iniziativa da parte l’Ordine degli Architetti di Torino, guidato dalla presidente Roberta Ingaramo. Presenti, tra gli altri, Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino, Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti , Matteo Bagnasco, per la Compagnia di San Paolo, Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, e Giorgia Garola, presidente di Amma e di Ceipiemonte, una rappresentanza ampia delle istituzioni e del mondo produttivo cittadino, a conferma di quanto il tema dell’abitare attraversi trasversalmente la città.
Il titolo prende ispirazione da una riflessione di Ettore Sottsass: il vuoto non è assenza, è domanda aperta, segno di uno squilibrio da leggere e non da ignorare.
Qui l’architettura non parla solo di forma e di bellezza. Parla di case non abitate, di riuso, di comunità che si ricompongono, di diritto all’abitare e all’abitazione.
E Porta Palazzo, con le sue stratificazioni, frutto di migrazioni, che furono anche quelle degli italiani del Sud negli anni ’50 del secolo scorso, e le sue economie minute, è il luogo giusto per porre questa domanda, perché la rigenerazione urbana principia sempre da uno sguardo attento su ciò che già esiste.

Il nuovo Piano Regolatore che la città si appresta a ridisegnare non è soltanto uno strumento urbanistico. È la cornice dentro cui si gioca una domanda più radicale, quella posta l’altro ieri dal Festival di Architettura Torino: chi abiterà le case vuote? Quel vuoto che Sottsass leggeva come domanda aperta trova oggi una sponda concreta anche nel Piano Casa nazionale, che fa dell’emergenza abitativa e del diritto ad abitare, soprattutto per le generazioni più giovani, una priorità politica.
Non si tratta soltanto di costruire, né di recuperare metri quadri. Si tratta di restituire un diritto, quello di vivere in un ambiente dignitoso e possibilmente gradevole, dentro una città che sappia leggere le proprie stratificazioni e definire di conseguenza le proprie strategie, invece di limitarsi ad amministrarle.
Le case sfitte di cui si è parlato non rappresentano soltanto un dettaglio statistico, ma la misura esatta della distanza tra ciò che la città possiede e ciò che i suoi cittadini, in particolare i più giovani, sono davvero in grado, anche finanziariamente, di abitare.
La rigenerazione urbana che la Fondazione per l’Architettura propone non è uno slogan, ma un metodo: uno sguardo che sappia leggere prima di intervenire, capace di partire da ciò che già esiste prima ancora che dal “da costruire”. È questo il terreno, il cantiere, per usare una metafora cara agli architetti, sul quale architettura, politiche e diritto si incontrano, ed è questo, credo, il filo che lega il Piano Regolatore, il Piano Casa e la domanda che Torino si è posta l’altro ieri, aprendo le porte di un edificio rimasto silenzioso per anni.

 

Un luogo senza orpelli, legato alla persona e al suo bisogno più primario, il nutrimento, e rianimato per l’occasione da una platea folta e attenta.
Ma non solo. Non è un caso che questa domanda, «Chi abiterà le case vuote?», sia nata in un mercato del pesce. Da Oannes a Ichthys, il pesce è da sempre il simbolo di chi attraversa la soglia tra due mondi restando indenne: qui, tra i vecchi banchi di Porta Palazzo, è la soglia tra il vuoto e l’abitare a chiedere di essere attraversata.

Un festival importante, che apre a Torino un discorso, o meglio un percorso destinato a proseguire nel 2027, nell’ambito delle iniziative volte alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

* Avvocata

Foto Daniele Ratti

Torino, una bellezza silenziosa che sta conquistando il mondo

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Ci sono città che si mettono in mostra. E poi ci sono città che si lasciano scoprire lentamente, quasi con pudore. Torino è una di queste .

Per anni ha custodito la propria eleganza senza cercare riflettori, consapevole di possedere un patrimonio fatto di storia, cultura, fascino e autenticità. Oggi, però, quel segreto così ben custodito sembra essersi diffuso ben oltre i confini italiani. Sempre più stranieri scelgono Torino. Non soltanto per acquistare una casa, ma per acquistare un pezzo di vita. Arrivano dagli Stati Uniti, dallInghilterra, dalla Francia, dallAustralia, dall’Argentina, dal Belgio, dal Brasile, dalla Finlandia e da molti altri Paesi, attratti da una città che riesce ancora a emozionare senza ostentare.

Li conquistano le sue piazze maestose, i chilometri di portici, la luce che accarezza i palazzi storici nelle sere dautunno, le colline che abbracciano la città, il fiume con la sua fantastica cornice intervallata dai club storici di canottaggio e quellatmosfera rara che mescola riservatezza e raffinatezza.

Una città dalla posizione strategica che offre a poche ore di distanza la possibilità di raggiungere laghi, mari, monti e in ultimo (a meno di un’ora) la città di Milano, capitale della finanza e del business.

C’è poi unaltra anima di Torino, più sottile e romantica, che difficilmente compare nelle statistiche ma che spesso finisce per conquistare chi arriva e decide di restare. È la Torino dei caffè storici e dei salotti eleganti, dei cortili nascosti che si aprono allimprovviso dietro antichi portoni, delle pasticcerie che custodiscono ricette e tradizioni tramandate da generazioni. Una città che, per certi aspetti, richiama il fascino discreto della Parigi di un tempo, quella fatta di conversazioni lente, di tavolini allaperto, di luci soffuse e di dettagli capaci di raccontare una storia. Qui il rito del caffè non è soltanto unabitudine, ma una piccola esperienza quotidiana. Nei palazzi storici e nei locali che hanno attraversato i secoli, si possono ancora assaporare le specialità che hanno reso celebre la città, respirando uneleganza autentica che non cerca di stupire, ma semplicemente di esistere.

Torino conserva inoltre il fascino prezioso delle vecchie botteghe e dei negozi di nicchia, luoghi dove loriginalità non è una strategia di marketing ma una vocazione. Atelier, librerie, laboratori artigiani, boutique indipendenti e attività storiche continuano a offrire quel gusto per la ricerca e per lunicità che altrove è stato spesso sacrificato alla standardizzazione.

Anche la cultura vive una nuova stagione. La musica, il teatro, larte contemporanea e il jazz stanno ritrovando spazio e centralità in una città che, prima ancora di molte altre, aveva saputo accogliere e valorizzare queste espressioni artistiche. Allo stesso tempo Torino continua a sedurre il cinema: le sue piazze, i suoi palazzi nobiliari, i lunghi portici e le atmosfere sospese tra storia e modernità rappresentano scenografie naturali di rara bellezza, capaci di attrarre registi e produzioni provenienti da tutto il mondo.

Gli eventi culturali, le varie università, (tra queste l’eccellenza del Politecnico), la tecnologia e la creatività contribuiscono quindi a costruire una nuova identità urbana.

Forse è proprio questo equilibrio tra memoria e contemporaneità a renderla così speciale. Torino non vive di nostalgia, ma sa custodire il meglio del passato trasformandolo in una forma raffinata di modernità. E chi la scopre comprende presto che il suo fascino non risiede soltanto in ciò che mostra, ma soprattutto in ciò che lascia immaginare.

A differenza di altre grandi mete internazionali, Torino non è diventata una cartolina costruita per il turismo. È rimasta vera. E forse è proprio questa autenticità a renderla così desiderabile agli occhi di chi cerca qualcosa di più di un semplice investimento.

Ma il fascino di Torino non nasce soltanto dalla sua bellezza. Nasce dalla sua capacità di trasformarsi senza tradire sé stessa.

Per oltre un secolo il nome della città è stato legato allindustria automobilistica, alla manifattura e alla grande stagione produttiva italiana. Torino è stata la capitale operaia del Paese, il motore di uneconomia che ha contribuito a costruire lItalia moderna. Eppure oggi sta vivendo una nuova stagione della propria storia verso innovazione e contemporaneità .

Una trasformazione quindi che, in un certo senso, la sta riportando alle sue origini più profonde,

Non è un caso che oggi Torino venga osservata con crescente interesse anche da chi proviene da metropoli considerate per anni il punto di riferimento assoluto del Paese. Sempre più professionisti, imprenditori e famiglie provenienti da Milano scoprono qui una qualità della vita diversa: ritmi più umani, spazi più ampi, una straordinaria offerta culturale, servizi efficienti e un mercato immobiliare che consente ancora di accedere a immobili di grande pregio a valori spesso più competitivi rispetto ad altre grandi città europee.

Chi arriva qui scopre una città che sa ancora concedere tempo. Tempo per passeggiare, per vivere i quartieri, per fermarsi in un caffè storico, per osservare le montagne allorizzonte. Una città che non corre per dimostrare qualcosa, ma che conquista con la forza discreta della propria identità.

E questa identità si riflette anche nel patrimonio immobiliare. Le case più ricercate non sono semplicemente quelle più prestigiose, ma quelle capaci di raccontare una storia. Appartamenti inseriti in palazzi depoca, soffitti decorati, parquet storici, ampi spazi pieni di luce e dettagli architettonici che testimoniano il passato elegante della città. Immobili che oggi vengono valorizzati attraverso ristrutturazioni attente e rispettose, capaci di conservare lanima originaria degli ambienti integrandola con comfort moderni, efficienza energetica, tecnologie avanzate e design contemporaneo.

È una nuova cultura dellabitare che non cancella la memoria, ma la accompagna nel futuro. Un approccio sempre più apprezzato da una clientela nazionale e internazionale che vede nella casa non soltanto un bene da acquistare, ma un luogo da vivere e custodire.

Allo stesso tempo, Torino sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda anche attraverso importanti progetti di rigenerazione urbana grazie anche al nuovo piano regolatore che spinge al rinnovamento di edifici esistenti e non solo nelle zone residenziali centrali, ma nell’obbiettivo di far nascere nuovi quartieri che verranno valutati grazie a questa trasformazione. Quartieri che per anni hanno avuto una vocazione prevalentemente produttiva e che stanno riscoprendo una nuova identità grazie a interventi immobiliari e urbanistici che restituiranno valore agli spazi e alle persone. Aree un tempo dismesse si stanno trasformando in luoghi dove residenze, cultura, servizi, innovazione e qualità della vita convivono armoniosamente.

L’arrivo di nuove scuole internazionali come ad esempio la ESCP Business School, una delle più accreditate d’Europa, fondata a Parigi nel 1819 e oggi presente con sei campus europei , tra cui Torino, è un’altra tra le prestigiose opportunità che la città offre ai giovani rampolli stranieri, capace quindi di dare ulteriore valorizzazione alla città.

Anche altre scuole presenti nella città e volte all’insegnamento di nuovi lavori altamente innovativi per il futuro, rappresentano un’opportunità straordinaria per Torino, favorendo la nascita di moderne residenze studentesche e la riqualificazione quindi di quartieri un tempo marginali, destinati a diventare nuovi poli di attrazione per giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Aurora , Cit Turin, Vanchiglia, il lungo Dora ecc… rappresentano uno degli esempi più interessanti: quartieri che negli ultimi anni hanno intrapreso un percorso di rinascita capace di attrarre nuovi residenti, attività e investimenti, dimostrando come la valorizzazione urbana possa diventare anche valorizzazione sociale e culturale.

Osservare questi cambiamenti richiede esperienza, conoscenza del territorio e una profonda familiarità con lanima della città. È anche per questo che la Chiusano & C. Immobiliare rappresenta da oltre 40 anni una delle realtà più autorevoli del panorama immobiliare torinese, diventando un solido punto di riferimento per gli investitori internazionali. Non soltanto per la capacità di accompagnare clienti italiani e internazionali nelle loro scelte, ma per quella conoscenza autentica che nasce dallaver seguito levoluzione della città quartiere dopo quartiere, palazzo dopo palazzo, trasformazione dopo trasformazione.

In una Torino che cresce senza rinunciare alla propria identità, il valore di una casa non si misura soltanto nei metri quadrati o nella posizione, ma nella capacità di riconoscere il potenziale di un luogo e il futuro che può raccontare. Ed è proprio questa visione che continua a guidare chi, come Chiusano Immobiliare, contribuisce ogni giorno a mettere in relazione persone, patrimoni e storie.

Ed è forse questo il cambiamento più bello. Torino non viene più scelta soltanto per ciò che offre, ma per ciò che fa sentire.

In un mondo sempre più veloce, rumoroso e omologato, la città sabauda rappresenta una rara eccezione: un luogo dove la bellezza non grida, ma sussurra. E proprio per questo riesce ad arrivare lontano.

Così, mentre molti torinesi continuano a considerarla con la naturale familiarità di chi ci è nato, sempre più persone provenienti da ogni parte del mondo la guardano con occhi pieni di meraviglia.

Perché certe città non hanno bisogno di reinventarsi. Devono soltanto essere scoperte.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Torino, la città che si rinnova dall’interno: l’abitare è espressione di uno stile di vita

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Negli ultimi anni Torino ha vissuto una trasformazione profonda, spesso silenziosa ma evidente agli occhi di chi osserva con attenzione il modo in cui la città cambia e si adatta alle nuove esigenze della società contemporanea.

Per lungo tempo il valore di un immobile è stato determinato principalmente dalla posizione, dalla metratura o dal prestigio del quartiere. Oggi, invece, il concetto di abitare si è evoluto. Le persone non cercano semplicemente una casa, ma uno spazio capace di rappresentare il proprio stile di vita, le proprie esigenze e il proprio modo di vivere la città.

Torino è forse una delle realtà italiane che meglio interpreta questa evoluzione.

Le eleganti residenze del centro storico, i palazzi liberty, gli edifici razionalisti e gli ex spazi industriali riconvertiti raccontano una città che conserva la propria identità senza rinunciare all’innovazione. Una città nella quale il valore dell’abitare nasce sempre più dalla capacità di reinterpretare gli spazi esistenti.

In questo contesto la trasformazione degli interni assume un ruolo centrale.

Molti degli immobili che caratterizzano il patrimonio torinese possiedono un grande valore architettonico e storico, ma richiedono interventi capaci di renderli funzionali alle esigenze contemporanee. Ambienti più flessibili, maggiore luminosità, efficienza energetica, comfort abitativo e integrazione delle nuove tecnologie rappresentano oggi elementi fondamentali nella definizione della qualità dell’abitare.

La ristrutturazione non è più soltanto un intervento tecnico, ma un vero e proprio progetto di valorizzazione. Significa restituire nuova vita agli spazi, migliorare la qualità quotidiana delle persone e accrescere il valore dell’immobile nel tempo.

È proprio in questa prospettiva che realtà specializzate come CreaCasa Home contribuiscono a interpretare il cambiamento in atto. Attraverso interventi di riqualificazione e progettazione degli interni, diventa possibile trasformare abitazioni esistenti in ambienti capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie, dei professionisti e delle nuove generazioni che scelgono Torino come luogo in cui vivere e investire.

L’evoluzione dell’abitare torinese non riguarda però soltanto le singole abitazioni. Riguarda il rapporto tra le persone e la città.

Sempre più cittadini ricercano quartieri ben collegati, servizi di prossimità, spazi verdi, sostenibilità e qualità urbana. La casa diventa parte di un ecosistema più ampio, nel quale il benessere individuale si integra con quello della comunità.

Per questo motivo il futuro dell’immobiliare non può essere raccontato esclusivamente attraverso numeri, quotazioni e compravendite. Deve essere interpretato attraverso le trasformazioni culturali e sociali che stanno ridefinendo il concetto stesso di abitare.

Torino, con la sua eleganza discreta e la sua straordinaria capacità di reinventarsi, rappresenta oggi un modello interessante di questa evoluzione. Una città che continua a cambiare senza perdere la propria anima e che trova nella riqualificazione degli spazi e nella qualità dell’abitare una delle chiavi del proprio sviluppo futuro.

Perché oggi il valore di una casa non è dato soltanto da ciò che è stata, ma soprattutto da ciò che può diventare.

 

Crea Casa Home – Ristrutturazione e Progettazione interni

Via San Secondo 37 Torino

 

Torino, dalla città della FIAT alla città delle opportunità: come cambia il mercato immobiliare

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Ci sono città che crescono cambiando pelle. Torino è una di queste.

Negli ultimi vent’anni il capoluogo piemontese ha vissuto una delle trasformazioni urbane, economiche e sociali più profonde della sua storia. Per decenni il nome della città è stato indissolubilmente legato alla grande industria automobilistica. La FIAT rappresentava il cuore pulsante dell’economia torinese, il principale datore di lavoro e il motore che ha attirato migliaia di famiglie provenienti da ogni parte d’Italia.

In quel contesto, anche il mercato immobiliare seguiva regole semplici: si acquistava una casa per viverci, spesso vicino al luogo di lavoro, con l’obiettivo di costruire stabilità e futuro.

Oggi Torino è una città diversa.

La progressiva trasformazione del sistema industriale ha aperto una nuova fase, caratterizzata dalla crescita dell’università, della ricerca, dell’innovazione, della cultura, del turismo e dei servizi avanzati. Le grandi aree produttive che un tempo ospitavano fabbriche e capannoni sono diventate quartieri residenziali, campus universitari, poli tecnologici e spazi dedicati alla creatività.

Una rivoluzione che ha inevitabilmente cambiato anche il modo di abitare e di investire.

La nuova domanda abitativa

Se fino a pochi anni fa il mercato delle locazioni era alimentato quasi esclusivamente dalle famiglie, oggi la domanda si presenta molto più diversificata.

Studenti universitari, giovani professionisti, ricercatori, lavoratori temporanei, specializzandi e dipendenti in trasferta rappresentano una componente sempre più significativa del mercato.

La presenza di oltre centomila studenti tra Politecnico e Università degli Studi di Torino ha generato una richiesta costante di camere e appartamenti arredati. Una dinamica che ha reso particolarmente interessante il mercato delle locazioni dedicate agli studenti e ai giovani lavoratori.

L’affitto della singola stanza è ormai diventato una delle formule più richieste dagli investitori, grazie alla capacità di garantire rendimenti spesso superiori rispetto alle locazioni tradizionali.

Parallelamente, la crescente attrattività turistica della città ha favorito lo sviluppo degli affitti brevi. Eventi di rilevanza internazionale come le ATP Finals, il Salone Internazionale del Libro, le grandi mostre e il patrimonio culturale cittadino hanno contribuito ad aumentare la visibilità di Torino, creando nuove opportunità per il settore immobiliare.

Il ritorno delle compravendite

Anche il mercato delle compravendite sta vivendo una fase di rinnovato dinamismo.

Dopo anni caratterizzati da prudenza e rallentamento, il numero delle transazioni è tornato a crescere, confermando una rinnovata fiducia verso il mattone torinese.

Ma il cambiamento più interessante riguarda il profilo degli acquirenti.

Accanto alle famiglie che acquistano la prima casa, aumentano gli investitori privati, i professionisti provenienti da altre città, gli italiani residenti all’estero e coloro che scelgono Torino come alternativa alle grandi metropoli italiane.

La città offre infatti un equilibrio sempre più raro: elevata qualità della vita, servizi efficienti, una forte presenza culturale e valori immobiliari ancora competitivi rispetto ad altre realtà del Nord Italia.

Quartieri che si trasformano

La trasformazione urbana non interessa tutte le zone della città allo stesso modo.

Quartieri come San Salvario, Vanchiglia, Cit Turin, Borgo San Paolo e Crocetta hanno consolidato il proprio valore grazie alla vicinanza alle università, ai servizi e ai principali poli economici e culturali.

Allo stesso tempo, aree storicamente considerate periferiche stanno vivendo importanti processi di riqualificazione. Aurora e Barriera di Milano rappresentano esempi significativi di come interventi urbanistici, nuove attività e investimenti privati possano modificare la percezione e l’attrattività di un territorio.

Si sta affermando una nuova geografia urbana, nella quale il valore di un immobile non dipende più soltanto dalla distanza dal centro, ma dalla qualità complessiva dell’ambiente circostante: collegamenti, servizi, spazi pubblici, mobilità e opportunità.

Una città sempre più europea

Forse la trasformazione più importante è quella culturale.

Torino ha smesso da tempo di essere identificata esclusivamente con la produzione industriale. Oggi è una città universitaria, internazionale, turistica e culturale, capace di attrarre talenti, studenti, professionisti e investitori.

Una città che ha saputo diversificare la propria economia e rendere il mercato immobiliare meno dipendente dalle dinamiche delle grandi aziende.

Chi investe oggi guarda certamente al valore dell’immobile, ma valuta con attenzione anche la presenza di una fermata della metropolitana, la vicinanza a un campus universitario, a un ospedale, a un centro di ricerca o a un’area interessata da progetti di rigenerazione urbana.

La sfida del futuro

La vera sfida dei prossimi anni sarà mantenere il delicato equilibrio tra crescita e accessibilità.

Torino conserva ancora un vantaggio competitivo importante rispetto ad altre grandi città italiane: offre prezzi immobiliari e canoni di locazione mediamente più contenuti, pur garantendo standard elevati di vivibilità.

Se saprà continuare a investire in infrastrutture, innovazione, università, mobilità e riqualificazione urbana, il capoluogo piemontese potrà consolidare ulteriormente il proprio ruolo tra i mercati immobiliari più interessanti del Paese.

Perché Torino non è più soltanto la città che produceva automobili.

È una città che produce conoscenza, cultura, qualità della vita e nuove opportunità.

Ed è proprio questa la sua più grande ricchezza.

Il mercato immobiliare torinese cresce più della media nazionale

I DATI DI FIMAA TORINO

Il mercato immobiliare torinese accelera la crescita e chiude il 2025 con risultati superiori alla media nazionale.  A fronte di una crescita del mercato residenziale a livello nazionale del 6,4%, le compravendite nel Comune di Torino sono aumentate del 6,8% mentre la Città Metropolitana registra un incremento del 9,2%, confermando il territorio torinese tra i più dinamici del Paese.

A sostenere il mercato il ritorno dei mutui, la crescente domanda di abitazioni energeticamente efficienti, gli investimenti destinati alla locazione e i processi di rigenerazione urbana che interessano diverse aree della città e della cintura.

Quotazioni in lieve crescita, ma prezzi ancora competitivi rispetto alle principali città italiane.

Questo il quadro delineato dalla 27ª edizione del Borsino Immobiliare Torino e Provincia, realizzato da FIMAA Torino, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari aderente ad Ascom Confcom Torino e provincia.

«I dati del 2025 confermano la solidità del mercato immobiliare torinese e la sua capacità di attrarre famiglie, investitori e giovani professionisti – sottolinea Beatrice Pinelli, presidente di FIMAA Torino – Il ritorno dei mutui a condizioni più favorevoli ha consentito a molte famiglie di tornare sul mercato e ha sostenuto una crescita delle compravendite superiore alla media nazionale. Osserviamo inoltre una domanda sempre più attenta alla qualità degli immobili, all’efficienza energetica e al contesto urbano. Torino continua a offrire quotazioni competitive rispetto alle principali città italiane e questo rappresenta un importante fattore di attrattività per famiglie e investitori.»

«Il Borsino FIMAA dice chiaramente che Torino cresce più della media nazionale – evidenzia Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcom Torino e provincia –. Ma quella crescita non riguarda solo il capoluogo: riguarda un territorio ampio e articolato che si estende dalle cinture urbane alle colline, dalle valli alpine ai borghi del Canavese, dove il mercato immobiliare sta assumendo anche una funzione nuova — di ripopolamento e di attrattività turistica e commerciale. È la fotografia di una provincia che torna a essere desiderabile. E quella desiderabilità non è un fatto naturale: dipende dalla qualità dei servizi, dalla presenza del commercio, dalla capacità di tenere vivi i luoghi. Dove il tessuto commerciale regge, il valore immobiliare sale. Dove si rompe, scende — e lo documenta lo stesso Osservatorio FIMAA. È per questo che per noi il nuovo Piano Regolatore non è una questione meramente tecnica: è una scelta su che città — e che territorio — vogliamo essere. Abbiamo chiesto e ottenuto che venisse limitata la conversione dei negozi sfitti in abitazioni. Non ci fermiamo qui».»

Particolarmente significativo è infatti l’andamento del comparto non residenziale.

Nel corso del 2025 sono aumentate del 25,4% le compravendite di uffici nella Città Metropolitana di Torino, mentre negozi e laboratori hanno registrato una crescita dell’11%, evidenziando un rinnovato dinamismo delle attività economiche e professionali.

Tra i fenomeni più rilevanti evidenziati dagli operatori immobiliari emerge inoltre il crescente interesse per le abitazioni ad alte prestazioni energetiche, considerate sempre più un elemento determinante nelle scelte di acquisto. Parallelamente, continua il processo di valorizzazione delle aree interessate da interventi di riqualificazione urbana e dai progetti infrastrutturali che coinvolgeranno Torino nei prossimi anni.

Anche il mercato immobiliare turistico conferma la propria attrattività. Le località dell’Alta Valle di Susa e della Vialattea chiudono il 2025 con un incremento complessivo delle compravendite, che passano da 928 a 978 NTN (+5,4%). A trainare la crescita sono soprattutto Sestriere, Cesana Torinese, Pragelato e Bardonecchia, che confermano il loro ruolo di principali poli turistici della montagna torinese. In lieve flessione Oulx e Sauze d’Oulx, senza tuttavia modificare il quadro complessivamente positivo del comparto.

«Torino dispone oggi di importanti opportunità di sviluppo legate ai progetti di rigenerazione urbana, al nuovo Piano Regolatore e agli investimenti infrastrutturali previsti nei prossimi anni» conclude la presidente Pinelli«Si tratta di elementi che potranno contribuire ulteriormente a rafforzare l’attrattività del territorio e a sostenere il mercato immobiliare nel medio periodo. Anche le località turistiche dell’Alta Valle di Susa continuano a rappresentare un mercato particolarmente interessante: il 2025 ha confermato la vitalità della Vialattea e del polo di Bardonecchia, che continuano ad attrarre acquirenti provenienti non solo dal Piemonte e dalla Lombardia, ma anche dall’estero, in particolare dalla Francia e dai Paesi del Nord Europa.»

 

VOLUMI DI COMPRAVENDITA DEL RESIDENZIALE

Nel 2025 il mercato immobiliare ha consolidato la ripresa avviata l’anno precedente, registrando una crescita significativa delle compravendite. La Città di Torino ha fatto segnare 16.151 compravendite residenziali, con un incremento del 6,8% rispetto al 2024. Nell’intera Città Metropolitana di Torino le transazioni sono salite a 37.793 unità, evidenziando una crescita del 9,2%.

La Città Metropolitana di Torino si conferma il principale mercato immobiliare del Piemonte, concentrando oltre il 53% di tutte le compravendite regionali. Anche nel 2025 la Periferia Sud-Ovest si conferma l’area urbana più dinamica, con 5.554 compravendite (34,4% del totale cittadino). Particolarmente significativo il risultato della Collinare Oltrepo, che registra una crescita del 25,5%, mentre tutte le macroaree urbane mostrano variazioni positive.

Macroaree
urbane

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

COLLINARE OLTREPO

648

+25,5%

4,0%

NUOVA TORINO

2.685

+5,2%

16,6%

PERIFERIA NORD

3.840

+5,0%

23,8%

PERIFERIA SUD-OVEST

5.554

+7,8%

34,4%

TORINO STORICA

1.271

+3,5%

7,9%

VECCHIA TORINO

2.146

+7,6%

13,3%

TOTALE TORINO

16.151

+6,8%

100,0%

Nella provincia il mercato immobiliare ha registrato nel 2025 una crescita diffusa e generalizzata. Le compravendite residenziali sono aumentate complessivamente del 9,2%, confermando il rafforzamento della ripresa già avviata l’anno precedente.

Tutte le macroaree provinciali hanno evidenziato un andamento positivo. Gli incrementi più significativi si registrano nella Zona Collinare (+14,9%), nel Canavese (+14,0%), nella Cintura Sud (+13,7%), nella Cintura Nord (+13,3%) e nell’Eporediese (+13,1%). Molto positivo anche l’andamento della Val Sangone (+11,9%) e dell’Area Sciistica (+10,9%), che torna a crescere dopo la flessione registrata nel 2024.

La Cintura Ovest si conferma la macroarea provinciale con il maggior numero di compravendite (5.062 transazioni, pari al 13,4% del totale provinciale), seguita dalla Cintura Nord (3.651 transazioni) e dal Canavese (1.861 transazioni).  Anche le aree montane mostrano segnali incoraggianti, con incrementi del 7,7% nelle Zone Montane Nord e del 6,5% nelle Zone Montane Ovest.

Macroaree
provinciali

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

AREA SCIISTICA

1.138

+10,9%

3,0%

BASSA VAL SUSA

1.353

+8,4%

3,6%

CANAVESE

1.861

+14,0%

4,9%

CINTURA NORD

3.651

+13,3%

9,7%

CINTURA OVEST

5.062

+9,8%

13,4%

CINTURA SUD

1.530

+13,7%

4,0%

EPOREDIESE

1.116

+13,1%

3,0%

PINEROLESE

1.330

+5,5%

3,5%

VAL SANGONE

743

+11,9%

2,0%

ZONA COLLINARE

1.724

+14,9%

4,6%

ZONE MONTANE NORD

1.080

+7,7%

2,9%

ZONE MONTANE OVEST

1.055

+6,5%

2,8%

TORINO CAPOLUOGO

16.151

+6,8%

42,7%

TOTALE PROVINCIA

37.793

+9,2%

100,0%

QUOTAZIONI IN CRESCITA E MERCATO SEMPRE PIÙ SELETTIVO

Nel 2025 le quotazioni residenziali hanno confermato una tendenza moderatamente positiva. A Torino la quotazione media si attesta a circa 2.240 €/m², in crescita rispetto all’anno precedente, mentre nell’intera provincia l’aumento dei valori si mantiene più contenuto ma diffuso. Il mercato continua a premiare gli immobili ben posizionati, efficienti dal punto di vista energetico e inseriti in contesti urbani dotati di servizi e collegamenti.

Le variazioni più significative si registrano nelle aree interessate da processi di riqualificazione urbana e da una crescente attrattività residenziale. Tra le macroaree cittadine spiccano la Nuova Torino (+3,4%) e la Vecchia Torino (+3,0%), mentre la Torino Storica continua a mantenere i valori più elevati dell’intero mercato urbano. Anche la Collinare Oltrepo evidenzia un ulteriore aumento dei prezzi (+1,7%), confermandosi tra le aree più richieste.

Prosegue inoltre l’interesse degli investitori per le zone centrali e semicentrali, sostenuto dalla domanda di locazioni universitarie, transitorie e turistiche. L’offerta disponibile resta limitata, soprattutto per gli immobili di qualità medio-alta, contribuendo a sostenere i valori di mercato.

PREFERENZE DIMENSIONALI E PROFILO DELLA DOMANDA

La domanda continua a concentrarsi prevalentemente sugli appartamenti di dimensioni medio-piccole e medio-grandi, con una particolare attenzione alle soluzioni comprese tra 50 e 115 mq, considerate il miglior compromesso tra budget, funzionalità e costi di gestione.

Nella Città Metropolitana la superficie media delle abitazioni compravendute si mantiene prossima ai 100 mq, mentre nel capoluogo si conferma intorno agli 83 mq. Cresce l’interesse per immobili già pronti all’uso o recentemente ristrutturati, soprattutto da parte delle famiglie che intendono limitare gli investimenti successivi all’acquisto e beneficiare di una migliore efficienza energetica.

In provincia continua, inoltre, a mantenere un ruolo importante il mercato delle abitazioni di ampia metratura, particolarmente richieste nelle aree collinari e nei comuni della cintura, dove la disponibilità di spazi più generosi rappresenta ancora un importante elemento di attrattività.

ANDAMENTO DI UFFICI E NEGOZI

Il comparto non residenziale ha mostrato nel 2025 una dinamica complessivamente positiva. Il mercato degli uffici ha registrato 529 transazioni normalizzate nell’area metropolitana, in crescita del 25,4% rispetto all’anno precedente, di cui 326 nel capoluogo (+28,3%) e 203 nei comuni della provincia (+20,8%).

Per quanto riguarda i negozi e i laboratori, le transazioni sono state 2.202 nell’area metropolitana, con una crescita dell’11,0%, di cui 1.324 nel capoluogo (+3,1%) e 878 nel resto della provincia (+25,6%).

Torino si conferma inoltre tra i mercati commerciali più dinamici a livello nazionale. Con un IMI pari al 3,74%, in aumento di 0,15 punti percentuali rispetto al 2024, il capoluogo piemontese risulta la città italiana con il più elevato indice di intensità del mercato per il secondo anno consecutivo. Anche le quotazioni dei negozi risultano in crescita, con un incremento medio del 2,8% rispetto all’anno precedente e una quotazione media pari a 1.557 €/m². I valori restano inferiori rispetto alle grandi piazze come Milano e Venezia, ma confermano il buon equilibrio tra prezzi e dinamismo del mercato torinese.

ACCESSO AL CREDITO E TENDENZE DELLA LOCAZIONE

Il 2025 ha confermato il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, favorendo la ripresa del mercato immobiliare. I tassi medi sui nuovi mutui destinati all’acquisto dell’abitazione si sono attestati intorno al 3,4%, contribuendo alla crescita delle compravendite residenziali.

Parallelamente, il mercato della locazione continua a mostrare una domanda molto sostenuta. Nel 2025 i nuovi contratti di locazione abitativa hanno superato quota 1.024.000, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Particolarmente significativo l’aumento dei contratti agevolati a canone concordato (+5,9%) e dei contratti per studenti universitari (+6,0%), a conferma della crescente ricerca di formule abitative economicamente sostenibili.

La forte pressione della domanda continua, inoltre, a riflettersi sui canoni di locazione, cresciuti mediamente del 4,9% nel corso del 2025.

L’offerta disponibile resta insufficiente a soddisfare le esigenze del mercato, soprattutto nelle città universitarie e nei principali centri urbani, determinando una crescente competizione per gli immobili disponibili e rafforzando il ruolo dei contratti a canone concordato come strumento di equilibrio tra esigenze dei proprietari e sostenibilità per gli inquilini.

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Il Borsino Immobiliare FIMAA Torino offre una panoramica dettagliata dei prezzi degli immobili e analizza l’andamento del mercato attraverso dati raccolti dall’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e le segnalazioni degli agenti immobiliari sul territorio.

Abitare la memoria: quando una casa racconta chi siamo

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Una casa non è soltanto il luogo in cui viviamo. È lo spazio che custodisce la nostra storia, le relazioni, i ricordi e gli oggetti che, spesso senza accorgercene, diventano parte della nostra identità.

Ogni ambiente racconta qualcosa di chi lo abita. Un tavolo attorno al quale si sono riunite generazioni della stessa famiglia, una libreria costruita negli anni, una lampada che accompagna la quotidianità da decenni o una poltrona scelta per il suo carattere sono molto più di semplici elementi d’arredo. Sono testimonianze di un percorso personale, frammenti di memoria che continuano a vivere nello spazio domestico.

In un’epoca in cui tutto sembra destinato a essere sostituito rapidamente, cresce il desiderio di recuperare il significato autentico dell’abitare. Sempre più persone cercano infatti ambienti che esprimano personalità, autenticità e continuità con la propria storia, privilegiando oggetti capaci di attraversare il tempo anziché seguire mode passeggere.

È in questo contesto che il modernariato sta vivendo una nuova stagione di interesse.

Non si tratta soltanto di una scelta estetica. Un mobile progettato negli anni Cinquanta o Sessanta, una lampada di design, una credenza, una scrivania o una seduta firmata raccontano una cultura progettuale che ha contribuito a definire il modo di vivere la casa nel Novecento. Ogni pezzo porta con sé una storia fatta di materiali, artigianalità, ricerca e qualità costruttiva che ancora oggi conserva intatto il proprio valore.

Inserire un elemento di modernariato all’interno di una casa contemporanea significa creare un dialogo tra passato e presente. Non è nostalgia, ma la scelta di attribuire valore agli oggetti che hanno attraversato il tempo e continuano a esprimere bellezza, funzionalità e carattere.

Torino conosce bene questo linguaggio.

La città ha costruito una parte importante della propria identità attraverso il rapporto tra industria, artigianato e cultura del progetto. Dalla stagione dell’Art Nouveau, che ha lasciato un patrimonio architettonico ancora oggi riconoscibile nei suoi quartieri storici, fino al design industriale sviluppatosi nel secondo dopoguerra grazie alla crescita manifatturiera e alla presenza di aziende innovative, Torino ha contribuito in modo significativo all’evoluzione del design italiano.

L’incontro tra progettisti, architetti, artigiani e imprese ha dato vita a una cultura dell’abitare fondata sull’equilibrio tra eleganza, funzionalità e qualità costruttiva. Un patrimonio che continua a influenzare il modo in cui vengono pensati gli interni contemporanei.

Oggi questa eredità si traduce in una nuova sensibilità verso il recupero. Non soltanto degli edifici, ma anche degli oggetti che li abitano. Restaurare, conservare e valorizzare un arredo significa riconoscergli un valore che va oltre quello economico. Significa mantenere vivo un racconto.

La casa diventa così uno spazio nel quale convivono ricordi e nuove esperienze. Gli ambienti si trasformano senza perdere la propria anima, accogliendo elementi contemporanei accanto a pezzi che hanno già attraversato il tempo e che continuano a trasmettere emozioni.

In fondo, abitare significa proprio questo: costruire un luogo capace di rappresentarci, dove ogni scelta racconta qualcosa di noi e ogni oggetto contribuisce a creare un’atmosfera unica.

Perché il valore di una casa non dipende soltanto dalla sua architettura o dai suoi materiali, ma dalla capacità di custodire storie. E spesso sono proprio i pezzi unici, quelli che hanno già vissuto una vita, a rendere uno spazio davvero irripetibile.

Affitti, Fiaip Torino: numero immobili locati stabile

Crescono i contratti transitori (+6,3%) calano gli agevolati di lungo periodo (-6,4%)

Gallipoli (presidente): “I contratti agevolati perdono attrattività: serve confronto con Istituzioni per renderli più coerenti al mercato reale”

Un lieve incremento delle locazioni (+0,4%) nel capoluogo piemontese, rispetto al 2024, è quanto rilevato dalle analisi dell’anno 2025 elaborate da FIAIP Torino (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. Il mercato delle locazioni residenziali, a Torino, si conferma sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Nella provincia torinese le abitazioni locate sono 57.033, di cui 32.465 nel solo capoluogo. Diversa la situazione nel resto dell’area metropolitana, dove i contratti registrano una lieve flessione (-1,2%), attestandosi a 24.568 unità.  Se da una parte cresce del 6,3% il numero dei contratti transitori, dall’altra si registra un calo negli agevolati di lungo periodo (-6,4%).

 “I contratti agevolati perdono attrattività: serve confronto con le Istituzioni per renderli più coerenti al mercato reale – ha commentato Claudia Gallipoli, presidente di FIAIP Torino – le locazioni registrate nella città di Torino rappresentano il 57% del totale di tutti i contratti della provincia, e la tipologia prevalente  resta quella ordinaria, sia di lungo periodo sia transitoria, che rappresenta il 70% del mercato delle locazioni, mentre i contratti Agevolati rappresentano il restante 30%”.

Lo studio prende in esame quattro tipologie contrattuali: i contratti ordinari di lungo periodo, quelli ordinari transitori, poi i contratti agevolati sia di lungo periodo sia transitori.

Nel dettaglio, i contratti Ordinari di lungo periodo si confermano la formula più utilizzata: con 14.125 registrazioni, sono in lieve aumento rispetto al 2024 (+0,5%). Seguono i contratti Ordinari transitori, che raggiungono quota 8.503 e registrano una crescita, anno su anno, più marcata (+6,3%).

In calo, invece, i contratti Agevolati, sia di lungo periodo sia di tipo transitorio, con una flessione del 4,2% rispetto al 2024. A pesare maggiormente è la diminuzione dei contratti agevolati di lungo periodo (-6,4%), mentre i transitori agevolati restano sostanzialmente stabili (-0,3%).

“Questa analisi ci consente di capire l’andamento delle locazioni in città, di osservare le variazioni e individuare le direzioni del mercato – ha proseguito Claudia Gallipoli – a Torino il numero di immobili locati è stabile e la tendenza prevalente è di affittare per lunghi periodi con contratti di tipo ordinario, piuttosto che agevolato. Infatti, Il dato che merita attenzione riguarda la diminuzione dei contratti agevolati di lunga durata, a fronte di una crescita dei contratti transitori. Le ragioni sono rintracciabili nella maggiore mobilità lavorativa e nella crescente presenza di studenti sul territorio”.

“È un segnale – conclude la presidente di FIAIP Torino – che ci indica come proprietari e inquilini stiano cercando maggiore flessibilità, ma anche che gli attuali contratti concordati stanno perdendo attrattività, per la scarsa convenienza delle agevolazioni rispetto ai costi e alla fiscalità dell’immobile”.

Per questo motivo FIAIP Torino chiede un confronto con le Istituzioni, affinché questo strumento torni ad essere conveniente e aderente al mercato.

Mara Martellotta

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