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All’ippodromo una giornata tutta dedicata alle famiglie… e ai Gentleman

Quella di domenica 19 dicembre all’Ippodromo di Vinovo sarà una giornata tutta dedicata alle famiglie… e ai Gentleman, recuperando per intero la riunione saltata l’8 dicembre scorso a causa della neve. L’atmosfera delle feste sarà garantita dai Babbi Natale in moto, in arrivo per far divertire grandi e piccini ma anche per aiutare la Protezione Civile di Moncalieri organizzando una raccolta fondi per l’acquisto di un gommone da soccorso. All’interno della tribuna i ‘Mercatini di Natale‘ e un pranzo speciale al Fil-Hippo’S Restaurant (con prenotazione obbligatoria al numero 393.1028970). Ma non solo, perché ci saranno due momenti assolutamente da vivere: la premiazione dei vincitori del Work Shop fotografico che si è tenuto il 1° novembre, a cura di Cristiano Ragab, e la premiazione del ‘Cavallo del Cuore’ dell’ippodromo di Vinovo, eletto tra gli appassionati del nostro parterre. In più, per tutti, classico brindisi di Natale con spumante e panettone.

In pista i protagonisti tutte le otto le corse saranno dedicate ai Gentleman, con la presenza al via di Filippo Monti che anche quest’anno è il capolista della classifica nazionale di vittorie, seguito da da Matteo Zaccherini, pronto a dargli filo da torcere così come Michele Bechis, capolista della classifica locale e Marco Castaldo, avversari di tutto rispetto.

Tutte le corse saranno dedicate alle aziende dei gentleman locali fatta eccezione di quella più importante, intitolata a Mario e Antonio Colombino, papà di Luigi e del cugino Enrico, personaggi di grande spessore ippico che è sempre bello poter ricordare qui nel loro ambiente. Il centrale sarà un doppio km con i cavalli suddivisi in tre nastri. Tra i favoriti, sicuramente Zeus Ek, allievo di Francesco Di Stefano con alle guide il suo proprietario Fabio Marchino, ma anche All About Bi con Michele Bechis, sfidato anche da suo padre Giovanni al sediolo di Uragano Op. Da seguire anche il napoletano Angelo Boccia che arriva con la sua Zarzamora alla prima uscita con il training dei Demuru-Loccisano. In fondo invece Tyl Etoile, pupilla di Filippo Monti di cui è anche allevatore.

Prima corsa alle 14.25, ingresso gratuito con obbligo del Super Green pass.

E la Juve va!

18 esima giornata di campionato serie A Bologna-Juventus 0-2
Morata(J)Cuadrado(J)

Sorniona,attendista,pratica: è la Juve di Allegri che nulla lascia allo spettacolo ma gioca con raziocinio e ripartenze micidiali sfruttando gli errori altrui.
3 punti importanti a Bologna per provare a raggiungere il quarto posto, l’ultimo disponibile per la qualificazione in Champions League.Bianconeri che non giocano bene, ma trovano un gol per tempo con Morata al 6′ minuto di gioco e raddoppiano al 69′ della ripresa con Cuadrado. Juventus che aggancia la Roma a 31 punti al 5°posto.È una squadra bianconera non bella ma convincente e chissà che non sia l’anno buono per vincere la Champions League,senza dover pensare a vincere lo scudetto e mietere record su record che hanno tolto,in passato,energie e concentrazione per la coppa dalle grandi orecchie che manca nella bacheca juventina dal 1996.

Vincenzo Grassano

Juve e Toro all’attacco per risalire in classifica

Serie A: 18esima e penultima giornata di campionato

Juve e Toro all’attacco per risalire in classifica e chiudere al meglio il girone d’andata che al momento è negativo per la squadra bianconera,positivo per i granata.
A seguire le probabili formazioni che scenderanno in campo

Bologna – Juventus: 18 dicembre 2021 ore 18:00, diretta su DAZN

BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Soumaoro, Medel, Theathe; De Silvestri, Dominguez, Svanberg, Hickey; Soriano, Barrow; Arnautovic. Allenatore: Mihajlovic.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; De Sciglio, De Ligt, Bonucci, Pellegrini; Cuadrado, Bentancur, Rabiot, Bernardeschi; Kean, Morata. Allenatore: Allegri.

Torino – Hellas Verona: 19 dicembre 2021 ore 18:00, diretta su DAZN

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Izzo, Zima, Buongiorno; Singo, Lukic, Pobega, Vojvoda; Praet, Pjaca; Sanabria. Allenatore: Juric.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Montipò; Casale, Magnani, Ceccherini; Faraoni, Tameze, Ilic, Faraoni; Barak, Caprari; Simeone. Allenatore: Tudor.

Enzo Grassano

Che brutto il Toro di Coppa!

Sedicesimi di finale di Coppa Italia
Sampdoria-Torino 2-1
Quagliarella r.(S)
Verre(S) Mandragora e.(T)

Fuori ai sedicesimi e niente derby contro la Juve agli ottavi,ci sarà la Sampdoria mentre il Toro di Juric rimarrà a guardare.Giocano le seconde linee nella squadra granata,ma la maggior parte di loro delude e confermano d’esser fuori dal progetto tecnico,come da tempo sentenziato dal mister granata.La sensazione è che la Coppa Italia viene vista dal Toro quasi come un fastidio,accade da 17 anni oramai,mentre invece è pur sempre un trofeo d’albo d’oro da esporre in bacheca che consente l’immediata partecipazione in Europa League,ma ai granata interessa solo a parole,a partire dal presidente Cairo,passando per il mister di turno fino ad arrivare ai giocatori che seppur seconde linee,non affrontano l’impegno col piglio decisionale e battagliero che distingue il Toro di Juric in campionato.Testa al massimo torneo di serie A quindi,con la squadra titolare che cercherà di salire il più possibile in classifica con vista Europa.Ancora 2 giornate e finirà il girone d’andata:2 gare importanti contro Verona in casa ed Inter fuori.Poi il mercato dove sarà importante piazzare gli esuberi senza, probabilmente,acquistare nessuno per valorizzare al meglio l’organico a disposizione,sfoltendolo e cedendo 4/5 giocatori non utili al progetto di mister Juric.Fondamentale recuperare tutti gl’infortunati:al momento il Toro non ha ancora giocato neanche una gara con la squadra al completo.
Ecco il tabellone completo degli ottavi di finale di Coppa Italia che saranno disputati,sempre in turno unico,dal 13 al 19 gennaio:

Juventus – Sampdoria
Sassuolo – Cagliari
Napoli – Fiorentina
Atalanta – Venezia
Milan – Genoa
Lazio – Udinese
Roma – Lecce
Inter – Empoli

Enzo Grassano

I maestri di sci, snowboard e fondo tornano sulle piste: “Vivere la montagna in sicurezza”

È un’intera categoria professionale che lancia oggi il proprio messaggio, a supporto del comparto montano italiano: i maestri di sci, snowboard e fondo tornano ad operare su tutto il territorio nazionale e ad avvicinare i tanti appassionati agli sport all’aria aperta e alla bellezza delle Alpi e degli Appennini.

Con la collaborazione della FISI, Federazione Italiana Sport Invernali, gli oltre 15.000 Professionisti della neve, insieme alle 400 Scuole Italiane Sci e Snowboard guidati dal Collegio Nazionale dei maestri di sci italiani e dall’Associazione Maestri di sci italiani, (organi di governo della categoria) alla testa di un settore che genera un volume d’affari di 150 milioni di euro annui – mai come oggi si sentono responsabilmente coinvolti per quella che rappresenta la stagione invernale della “ripartenza”, con il ritorno in pista di sciatori, fondisti e snowboarder amatoriali, delle famiglie, dei bambini che rappresentano il futuro degli sport invernali.

Dopo l’importante firma apposta a fine settembre sul Protocollo da parte di FISI, Col.Naz.,
AMSI, ANEF e Federfuni Italia per la riapertura delle aree sciistiche e utilizzo degli impianti
di risalita, da oggi e per tutta la stagione invernale 2021-2022 la Scuola Italiana Sci parlerà al
pubblico della neve attraverso il claim “Con Noi è Facile!”.

Si tratterà di una campagna promozionale multicanale, come mai prima d’ora i professionisti
dell’insegnamento degli sport di montagna avevano messo in campo. Attraverso tutti i media:

stampa, radio, tv e social network, la Scuola Italiana Sci intende contribuire a trasmettere al
pubblico più vasto l’importanza di tornare in montagna e tornare a praticare gli sport di
montagna, naturalmente nella massima sicurezza e nel pieno rispetto delle normative
nazionali, ma con la consapevolezza che dopo una stagione di black-out, finalmente tutto è
pronto per la riapertura. Che è essenziale, perché dall’attività sportiva deriva l’indotto che
coinvolge: impiantisti, ristoratori, albergatori, e tutto il resto di un comparto economico che vale
circa 12 miliardi di euro e garantisce lavoro a 120.000 persone.

E una volta di più, è indispensabile ribadire che il lavoro di base, effettuato dai maestri con i
più piccoli, rappresenta il primo approccio allo sport di montagna, che spesso si trasforma
in una passione, che cresce con il passare degli anni, fino a diventare un lavoro: sia per i
maestri che operano nelle Scuole, come per i maestri allenatori di vario livello, fino ad arrivare
agli atleti e ai campioni più blasonati. Tutti hanno mosso i primi passi grazie a un
maestro di sci e a una scuola, perché possiamo dire che le Scuole di sci italiane sono
la culla dei Nostri grandi campioni.

“Sport in backstage”, storie di atleti e di persone

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LO SPORT RACCONTATO E FOTOGRAFATO DA UN PERSONAGGIO D’ECCEZIONE DEL GIORNALISMO PIEMONTESE

Antica Tettoia dell’orologio di Porta Palazzo: all’interno , nei corridoi che attraversano lo storico e tradizionale mercato coperto, in una saletta dedicata, Stefano Tallia – giornalista e neo presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte – ha presentato una personale raccolta fotografica, oggetto delle sue esperienze di viaggio e di lavoro in giro per il mondo, dal titolo “ Sport in backstage” : lo sport, tematica a lui molto cara, oggetto della sua attività passata e presente, narrata con le foto di persone e personaggi del mondo sportivo, di gesti atletici ma tutti accomunati dallo spirito di aggregazione e di sviluppo delle relazioni personali che la pratica sportiva, a qualunque livello, è in grado di apportare. E non è caso che questo aspetto emerga nel contesto urbano più significativo adatto a comunicare questa unione di intenti.

Gli attori coinvolti, Uisp Piemonte e Etica & Sport, hanno affiancato in maniera significativa la realizzazione della mostra, come racconta Patrizia Alfano, Presidente di Uisp Piemonte: “ Come Uisp Piemonte, siamo molto onorati di poter supportare questa splendida iniziativa di Stefano Tallia e Michele D’Ottavio, non solo per il tema trattato dalle foto esposte ma anche per le bellissime finalità dell’evento stesso. La prima a supporto della asd Atletico Balon, associazione che tramite le proprie attività propone la buona pratica sportiva attraverso le manifestazioni sportive di forte carattere multiculturale; la seconda invece, riguarda il contest fotografico “Cattura l’emozione dello Sport per Tutt@” aperto a tutte le associazioni piemontesi che operano sul territorio, che con un semplice “click” ci permetteranno di entrare in un altro tipo di backstage, ossia quello permeato dall’allegria e la gioia racchiusa nei tanti momenti che scandiscono le molteplici attività dello sport di base. La società vincitrice, selezionata da una giuria di esperti, attraverso un hastag su Instagram, potrà ricevere una dotazione sportiva riferita alla propria disciplina. Insomma questa mostra, abbinata al contest, possono continuare ad essere una cassa di risonanza per dar voce alle società dello sport di base.

Dalle parole di Stefano Tallia, si capisce la portata semplice ed efficace della mostra fotografica.

1. Qual è stata l’idea per mettere in campo il progetto “ Sport in backstage”?

Offrire la narrazione dello sport sotto vari punti di vista, sia come giornalista sia come appassionato e tifoso perché per molto tempo ho frequentato i campi sportivi e gli stadi. Ma sicuramente l’esperienza che più mi ha “segnato” e che mi ha dato l’input più significativo per realizzare la mostra sono state le esperienze da volontario in Bosnia Erzegovina e in altre località del Medio Oriente dove lo sport era il linguaggio universale utilizzato per raccontare quello spirito di aggregazione fra culture e tradizioni popolare diverse. Molto spesso questi momenti li ho ritratti con gli smartphone ma solamente per tenerne in quel momento un appunto o un piccolo ricordo della giornata trascorsa. Solo riguardandole mi sono reso conto che potevo realizzarne un racconto fotografico, con l’intento di esaltare quello stesso spirito che avevo trovato nei miei viaggi e che, attraverso questo mio contributo, possa essere di stimolo per ricreare una nuova cultura di sport

2. Proprio in virtù di quest’ultima affermazione, cosa manca allo sport locale ma in generale a quello nazionale?

Senza dubbio la promozione e la valorizzazione dello sport di base a partire dall’educazione sportiva dei bambini. Non smetterò mai di dire che rappresenta la migliore medicina per tutte quelle patologie infantili che se non curate sin da subito, saranno sempre più difficili da curare col passare degli anni, come ad esempio quelle legate all’obesità: l’Italia è il paese con il numero più alto di soggetti in età scolare che soffrono di queste problematiche con notevoli difficoltà anche nello sviluppo e nella maturazione dei rapporti sociali. Mi auguro che nel PNRR vengano stanziate risorse anche per supportare il reparto sportivo, che non è lo sport solo dei grandi campioni ma è lo sport di tutti.

3. Qual è la foto a cui sei più legato?

Si chiama “ Giochi senza frontiere”: l’ho scattata in un campo da calcio del Kurdistan iracheno, in occasione di un mio documentario dove ho incontrato migliaia di persone fuggite dalla guerra, e in quel campo vi erano tantissimi ragazzi che giocavano semplicemente a pallone…e lì capisci quanto lo sport nazionale, il calcio, parli davvero di aggregazione culturale.

Chiara Vannini

 

Vinovo, gran finale di stagione all’ippodromo

I programmi, anche nel mondo dello sport, sono belli perché possono essere cambiati al volo accontentando la volontà di tutti. E così sulla pista dell’Ippodromo di Vinovo nel giro di otto giorni ci saranno ben tre appuntamenti con l’ippica: il primo mercoledì 15 dicembre con una riunione ricchissima di ospiti e di cavalli importanti. Poi domenica 19 con il recupero della giornata dedicata ai Gentlemen saltata a causa della neve l’8 dicembre. E infine mercoledì 22 dicembre quando al centro del programma ci sarà la classica ‘Maratonina d’Inverno’ che sarà zanche l’ultimo Quinté dell’anno a Torino.

Nel convegno di questa metà settimana a sfidare i driver di casa arriveranno Alessandro Gocciadoro, Antonio Di Nardo e Gennaro Casillo, tre esponenti della migliore scuola italiana. Centrale di giornata il Premio Verga, un doppio km per cavalli di due anni. Favorito Di Nardo con Muscle Man Boko, che ha vinto all’ultima uscita a Modena. Ma occhio anche a Gocciadoro con Delicious Gar e a Due Italia, che come sempre Mauro Baroncini affida ad Andrea Farolfi. Merita attenzione Jellissima Du Mont, allieva di Marco Smorgon, che al debutto nonostante pista impraticabile per molta pioggia, ha subito centrato un successo.

Intrigante anche il Premio Foscolo, con nove cavalli al via sul miglio. Favori che andranno a spartirsi tra Cardoso Dr, del team Gubellini – Barelli, in gran forma ultimamente così come Canzone D’Amore e Cyel Joyeuse. Attenzione al rientro di Cordobes e a Capitan Cash Lp. Bella anche la corsa Gentleman, che avrà come suo motivo portante il rientro di Azzurra Ok, dopo un brutto infortunio ad un anno di distanza con le mani di Matteo Zaccherini. Prima corsa alle 14,20 con ingresso gratuito e obbligo del super Green pass.

Domenica poi, il recupero di quanto abbiamo perso per il maltempo una settimana fa. Quindi le otto corse dedicate ai Gentlemen con lo stesso programma ma anche la premiazione dei vincitori del Workshop fotografico che si è tenuto il 1° novembre, a cura di Cristiano Ragab, e la premiazione del ‘Cavallo del Cuore’ dell’ippodromo di Vinovo, eletto tra gli appassionati del nostro parterre. Non è tutto, perché la direzione dell’impianto sfrutterà la giornata anche per il classico brindisi natalizio con il pubblico: una bicchierata gratuita con panettone per tutti. E ci saranno anche i pony per il ‘battesimo della sella’ dedicato ai bambini.

Non è tutto, perché giovedì 16 l’Ippodromo di Vinovo che quest’anno ha festeggiato i suoi primi 60 anni di vita sarà premiato in Comune a Torino ricevendo il ‘Premio Quarto Potere 2021’, dedicato “a personalità che si sono distinte, nell’ambito della propria attività, contribuendo ad offrire una comunicazione chiara e competente nei confronti degli organi di informazione e del grande pubblico”.

Torna la Coppa Italia

Ecco il programma completo dei sedicesimi di finale a turno unico:

Martedì 14 dicembre
ore 15 Venezia-Ternana 3-1 (la vincente contro l’Atalanta)
ore 18 Udinese-Crotone (la vincente contro la Lazio)
ore 21 Genoa-Salernitana (la vincente contro il Milan)

Mercoledì 15 dicembre
ore 15 Verona-Empoli (la vincente contro l’Inter)
ore 18 Cagliari-Cittadella (la vincente contro il Sassuolo)
ore 21 Fiorentina-Benevento (la vincente contro il Napoli)

Giovedì 16 dicembre
ore 18 Spezia-Lecce (la vincente contro la Roma)
ore 21 Sampdoria-Torino (la vincente contro la Juve)

I granata di Juric in campo giovedì,fuori casa,contro la Sampdoria.La coppa Italia è un obiettivo doppio per il Toro.Intanto vincere un trofeo che manca dal 1993 e poi la partecipazione immediata alla prossima Europa League.Ci sarà una turnazione tra i giocatori:oltre alle certe assenze di Belotti,Dijdij,Verdi s’aggiunge quella di Bremer.
La probabile formazione:
3-4-2-1
M.Savic
Zima
Buongiorno
Rodriguez
Vojvoda
Mandragora
Pobega
Ansaldi
Brekalo
Linetty
Zaza

Enzo Grassano

Il calcio “beat” di Best e Meroni

Un parallelo tra due grandi calciatori le cui squadre furono segnate da comuni tragedie  

 

Se sulla collina torinese avvolta nella nebbia, alle 17,05 del 4 maggio 1949,  al rientro da Lisbona, il trimotore su cui viaggiava una delle squadre più forti di tutti i tempi si schiantava contro i muraglioni di sostegno del giardino posto sul retro della Basilica di Superga, il volo 609 della British European Airways si infranse al terzo tentativo di decollo sulla pista innevata dell’aeroporto bavarese di München-Riem…

Sono passati sedici anni da quel 25 novembre del 2005 in cui è morto George Best, uno dei più grandi calciatori di sempre.

Purtroppo – sono in molti a crederlo – sarebbe potuto diventare ancora più grande se non avesse scelto l’eccesso come sua filosofia di vita. Eravamo sul finire degli anni sessanta e, proprio nei mesi che segnavano in modo indelebile il punto cardinale della contestazione giovanile e studentesca, il pallone d’oro era stato assegnato a George Best, fantasista del Manchester United e genio ribelle del calcio moderno. Emularne l’arte pedatoria era l’apice di ogni desiderio a sfondo calcistico. Ma era anche un sogno impossibile. La classe di quel funambolico capellone con la maglia numero sette, rossa come il fuoco, irlandese di nascita e di carattere, indocile e fantasioso era – in quel frangente – ineguagliabile. Certo, c’era Rivera. Classe e eleganza, tocco morbido e geometrico, lanci lunghi e millimetrici ma Best era Best. Incarnava l’idea del calcio moderno, irriverente e fuori dagli schemi. Chi meglio di lui  poteva riflettere, dal rettangolo erboso di uno stadio, l’inquietudine, il senso di ribellione e le speranze di intere generazioni di ragazzi e ragazze? Bello e maledetto, refrattario alle regole e alle convenzioni, genio puro che esprimeva la sua arte massaggiando una palla di cuoio con i piedi.

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Solo Gigi Meroni, la farfalla granata, reggeva il confronto. Ma quando a George il comitato dei giornalisti sportivi messo insieme da France Football assegnò il pallone d’oro, eleggendolo giocatore più rappresentativo del 1968, “Gigi” Meroni non c’era più.  Era morto da alcuni mesi, travolto a  soli ventiquattro anni da un auto in corso Re Umberto a Torino, all’altezza del civico 53, dopo la partita disputata e vinta per 4 a 2 dai granata con la Sampdoria . Giorno maledetto quel 15 ottobre del 1967 e , colmo del destino, l’automobile che lo investì  – una Fiat 124 coupè – era guidata da un suo tifoso diciannovenne che si chiamava Attilio Romero e che diventerà, nel duemila,  presidente del Torino. Nato e cresciuto calcisticamente a Como, dopo aver vestito la maglia lariana e quella del Genoa, approdò nel 1964 a Torino, nella parte granata della città dell’auto. Agli ordini del “Paròn “Nereo Rocco, l’ala numero sette  incantò tutti con le sue giocate, i dribbling ubriacanti e quei suoi goal che, pur non molti (con la maglia del  Toro ne insaccherà  24), spesso finirono nelle cineteche del calcio per la bellezza del gesto atletico che li accompagnava,rendendo possibile ciò che ai più pareva impossibile. Era lui il “calciatore-beat” , quello che non amava i tiri da fermo e men che meno i rigori ma sentiva il bisogno dell’azione, della lotta per conquistarsi la palla, dell’invenzione  artistica del gol. I difensori impazzivano e spesso non trovavano alternative ai mezzi più bruschi per fermarlo, mettendolo giù senza tanti complimenti. I compagni ne sfruttavano le doti quando l’ala destra dai capelli lunghi e dai basettoni passava loro la palla al momento giusto, con il gesto generoso e altruista di chi concede agli altri l’onore di gonfiare la rete alle spalle del portiere avversario. Anche lui, come Best, andava controcorrente. Quando Edmondo Fabbri lo chiamò in nazionale gli impose una condizione: tagliarsi i capelli. Lui, con l’animo dell’artista che si disegnava da solo i vestiti da indossare,prendendo a modello quelli dei Beatles,  e lo spirito trasgressivo che lo portava a passeggiare per le vie di Como portandosi al guinzaglio una gallina, non rinnegò se stesso e rifiutò la convocazione.

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Gigi era così: uno vero che non se la tirava per nulla. Per questo risultava  scomodo nei confronti di una società troppo perbenista e piuttosto conservatrice. Best e Meroni, George & Gigi: i due volti ribelli della stessa medaglia. Entrambi giocatori di squadre segnate dalla storia con lutti tremendi. La tragedia che era accaduta al grande Torino nel 1949, otto anni prima che nascessi , era toccata anche al Manchester nove anni dopo, nel 1958. Monaco di Baviera come Superga. Un disastro aereo in entrambi i casi. Stesso dramma,uguale dolore. Se sulla collina torinese avvolta nella nebbia, alle17,05 del 4 maggio 1949,  al rientro da Lisbona, il trimotore su cui viaggiava una delle squadre più forti di tutti i tempi si schiantava contro i muraglioni di sostegno del giardino posto sul retro della Basilica di Superga, il volo 609 della British European Airways si infranse al terzo tentativo di decollo sulla pista innevata dell’aeroporto bavarese di München-Riem, in quella che al tempo era la Germania Ovest. Quel 6 febbraio del 1958 persero la vita ventitrè dei quarantaquattro passeggeri, tra i quali gran parte dei Diavoli rossi dell’Old Trafford. A Superga morirono sul colpo tutte le trentuno persone di bordo. Così, un destino cinico e baro, spazzò via l’intero grande Torino e quasi due terzi del Manchester United. Negli anni a venire, mentre gli eredi dei granata faticavano sui campi di calcio italiani, schiacciati anche dal peso del mito dell’invincibile squadrone di Valentino Mazzola e compagni, i rossi inglesi ricominciavano anch’essi daccapo la loro storia. Accanto a Best giocavano Bobby Charlton, Denis Law,Brian Kidd, Nobby Stiles. Nel Torino, con Gigi Meroni, c’erano Natalino Fossati, Nestor Combin, Fabrizio Poletti e Giorgio Ferrini. Gigi & George, Meroni & Best, un destino da maledetti sulla fascia destra, con i calzettoni abbassati e il dribbling assassino, le maglie color della passione e il genio di chi sapeva come illuminare il gioco. George & Gigi, no space, no time: restano entrambi lì, sospesi nella memoria, belli come a quei tempi, fissati nei volti e nelle immagini sui campi d’allora . L’irlandese,  “icona pop” di quegli anni, soprannominato il “quinto Beatle“, pareva in grado di vincere le partite da solo. Non si tirava indietro nei tackle, contrastando l’ avversario fino a sradicargli la palla dai piedi , ripartendo, dribblando e, infine,  inquadrando la porta con il suo tiro secco e micidiale. Lo stesso Pelè, nel 1966 , dichiarò: “George Best è il più grande giocatore del Mondo“.

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Più tardi, Michel Platini disse che “inventò il calcio rock’n’roll. Con la maglia del Manchester fece vibrare tanta gente al suo ritmo“. Irrequieto oltre ogni limite affiancò al calcio le sue passioni “alternative”: l’alcool, le donne, le auto veloci e fiammanti, sprecando fiumi di denaro in ogni tipo di eccesso. Genio e sregolatezza in tutto e per tutto, si spinse talmente oltre che la seconda “qualità” prevalse, mangiandogli prima il fegato e poi la vita. .Meroni gli assomigliava molto. Anche Gigi era un talento unico che sapeva lottare, scartando gli avversari con una facilità irridente tant’è che , in quegli anni, si guadagnò il titolo di giocatore più atterrato in area di rigore dai difensori in preda a crisi nervose per le sue incredibili finte. Gigi era eclettico ma non assomigliava a Gorge negli eccessi. Nella sua mansarda di Piazza Vittorio, ascoltava “Help!”, “Yesterday” , “Yellow Submarine” e “Eleanor Rigby “ma anche  il jazz  di Miles Davis e John Coltrane, dipingeva  quadri, scriveva poesie. Conviveva con Cristiana e guardava con simpatia le piazze che si riempivano  di studenti e operai. « Era un simbolo di estri bizzarri e libertà sociali in un paese di quasi tutti conformisti sornioni », disse di lui Gianni Brera. Il ragazzo irlandese,nato in un quartiere povero di Belfast e diventato il principe dell’Old Trafford, morì adulto in un letto del Cromwell Hospital di Londra, con il fegato a pezzi. A Gigi, toccò di peggio. Anche da morto. Due mesi dopo la scomparsa la sua tomba fu profanata al cimitero di Como da uno squilibrato che non riusciva a darsi pace per il dolore. L’uomo aprì la bara, asportò il fegato dal cadavere del giocatore consegnandolo giorni dopo alla polizia. Cose da pazzi. Ben oltre l’immaginazione di Gianni Brera che s’inventò Eupalla, la mitica “dea del calcio”, collocando il football nell’Olimpo, sostenendo che “il calcio è straordinario proprio perché non è mai fatto di sole pedate e chi ne delira va compreso”.

 

Marco Travaglini

 

Sorteggio ottavi di finale Champions League!

Il nuovo sorteggio della Champions League, rifatto alle 15 per un vizio del software, ha visto la Juve ancora fortunata, avendo trovato il Villareal,al posto dello Sporting Lisbona. E’ andata peggio all’Inter che invece sfiderà il Liverpool,prima era accoppiata all’Ajax.Ecco il quadro completo degli ottavi.. Salisburgo-Bayern Monaco. Sporting Lisbona-Manchester City. Benfica-Ajax. Chelsea-Lille. Atletico Madrid-Manchester United. Villareal-Juventus. Inter-Liverpool. Paris Saint Germain-Real Madrid…la Juve giocherà la gara d’andata in Spagna,l’Inter invece in casa.Le gare si disputeranno tra il 15 ed il 22 febbraio 2022 l’andata,tra l’8 ed il 16 marzo il ritorno.Non esiste più la regola che il gol segnato fuori casa vale doppio in caso di parità di reti tra andata e ritorno.Ci saranno, eventualmente,tempi supplementari e calci di rigore.

Enzo Grassano