Rubrica a cura di ScattoTorino
Giovane e talentuoso, Andrea Marangione si è laureato in Business Administration presso la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino e ha trascorso un periodo di formazione anche presso la University of Brighton. La prima esperienza lavorativa è in un’azienda di famiglia, la Maider NCG, oggi leader in Italia nella creazione di soluzioni su misura per l’industrial packaging sostenibile. Dopo alcuni anni di trasferisce negli Stati Uniti, dove, per conto della multinazionale Mauser Packaging Solutions, ha ricoperto il ruolo di project manager. Contemporaneamente si è specializzato in business development dividendosi tra Chicago, Houston, Charlotte e New York. Nel 2014 è tornato in Italia in qualità di CEO di Maider NCG, avviando contemporaneamente una diversificazione delle attività della Holding. Last but not least, Andrea Marangione è Vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino e socio del Club degli Investitori di Torino. Versatile e curioso, questo gentleman contemporaneo non vive di solo business e pratica sci, corsa e tennis, ama l’enogastronomia, la lettura ed è attento al sociale.
Maider NCG è da sempre un’azienda innovativa. Ce la presenta?
“La società fu fondata da mia madre nel febbraio del 1990 per sviluppare il business del ricondizionamento di contenitori industriali. Maider è stata il primo esempio di economia circolare nel settore dell’industrial packaging in Italia e in Europa: sino ad allora il prodotto era un rifiuto che comportava elevati costi di smaltimento e problematiche legate all’ingombro. Lei invece ebbe l’idea di recuperare gratuitamente questi imballaggi e riutilizzarli. Nel 2006 Maider diventa Maider NCG, società dedicata esclusivamente al ricondizionamento di imballaggi industriali, un business ecosostenibile in forte crescita. Nel 2011 la multinazionale leader nell’industrial packaging, Mauser Packaging Solutions, è entrata in Maider NCG”.

Maider Holding opera in diversi settori: quali?
“Industrial, real estate, venture e private equity. Maider NCG rappresenta il business storico di famiglia ed è un’azienda nella quale crediamo e investiamo molto: conserviamo il 100% del management e abbiamo un socio molto forte che ha la nostra stessa vision. Sin dagli esordi diamo grande importanza alla ricerca e allo sviluppo per l’implementazione di nuovi sistemi e linee produttive tecnologicamente d’avanguardia nel campo dell’industrial packaging. Inoltre stiamo portando avanti una crescita per linee esterne che è rivolta ad aziende che operano in aree geografiche diverse dalla nostra. Il settore del real estate abbiamo iniziato a svilupparlo nel 2011 tramite conoscenze famigliari e professionali presenti a Torino, a Milano e in Liguria; successivamente anche noi abbiamo lanciato alcune iniziative immobiliari in cui siamo stati operating partner. Nel settore del real estate siamo presenti in Italia, Miami, Panama e San Paolo. Nel contempo, grazie al network di contatti professionali che via via si stava ampliando, abbiamo potuto perseguire anche opportunità di investimento nel settore del venture capital e del private equity, sia su aziende giovani sia su aziende più strutturate, tutte con una forte ambizione di crescita. Da oltre quattro anni, Maider opera in questo campo utilizzando sia capitali propri sia coinvolgendo altri partner/investitori. Per ampliare questo business, insieme a tre professionisti di lunga esperienza, sia advisor sia manager, ho recentemente fondato Net4Capital, un’origination company di private equity e venture capital. Ricapitolando, Maider è una holding company di famiglia attiva, per tramite delle varie partecipate, nell’industrial packaging, nel real estate, nel private equity e nel venture capital”.
Il vostro pay off è: Evaluating opportunities. Approfondiamo questo tema?
“Maider fa della capacità relazionale il suo punto di forza. Siamo quotidianamente impegnati a costruire un network cui contribuire e da cui poter trarre vantaggio. Valutiamo opportunità di qualsiasi natura, in qualsiasi settore, purché non vadano in contrasto con i nostri principi etici e morali”.
Vi occupate anche di ecosostenibilità. In che modo?
“Maider NCG è stato il primo esempio in Italia e in Europa di economia circolare nell’industrial packaging. Un contenitore industriale che viene riutilizzato evita che nell’ambiente siano introdotte nuove materie prime plastiche o ferrose; questo può essere riutilizzato 6 o 7 volte, per cui estendiamo fortemente il suo ciclo di vita.

Oggi le multinazionali, che sono oltre il 70% della nostra customer base, utilizzano i nostri contenitori ricondizionati, i quali non comportano emissione di CO2 nell’atmosfera. Crediamo fortemente nelle imprese innovative e secondo questa convinzione investiamo. Un esempio è ReMat, società fondata da studenti del Politecnico, che si occupa di produrre e commercializzare semilavorati derivati dal riciclo di grandi imbottiti e dagli sfridi della lavorazione del foam”.
Partnership significa?
“Significa fiducia, capacità di coltivare relazioni e condivisione di valori. Maider parte dalle persone che sono alla base di ogni opportunità di business”.
Come supportate la crescita dei partner?
“Con il capitale, con la competenza diretta e indiretta, e con il network, che oggi più che mai è un valore aggiunto. Affinché le aziende e i progetti in cui investiamo godano di vantaggio competitivo, mettiamo a loro disposizione ogni strumento di cui disponiamo”.
Torino per lei è?
“Una bellissima signora, molto elegante, una città meravigliosa. In passato ha vissuto una fase di boom economico, ma si è affidata troppo a una specifica industria e non ha saputo diversificare e inventare altre opportunità. Negli ultimi anni sta cercando di colmare questo gap con la tecnologia, che riflette le sue eccellenze, ma il potenziale da esprimere è ancora tanto. Torino ha una vocazione turistica molto forte che al momento non viene valorizzata. Siamo circondati dalle montagne, tra le più belle al del mondo, siamo relativamente vicini al mare, vantiamo una tradizione enogastronomica forte e un patrimonio artistico importante, ma, per una certa pigrizia intellettuale, la città stenta a crescere. Mancano forse un po’ di brio e la voglia di rischiare”.

Un ricordo legato alla città?
“Le Olimpiadi del 2006. I Piemontesi sono orgogliosi di ciò che fanno e di come lo fanno. Quella fu una bellissima dimostrazione di come sanno fare squadra quando c’è un obiettivo comune da perseguire: far conoscere Torino al mondo e mostrare la bellezza del nostro territorio. Ho avuto la fortuna di lavorare per quell’evento e ricordo la felicità negli occhi dei visitatori, nello scoprire la città, così come quella nei nostri occhi nel mostrarla. Mi è spiaciuto che le istituzioni non abbiano voluto concorrere alle Olimpiadi del 2026 perché il capoluogo e il Piemonte hanno le strutture e questa sarebbe stata un’ottima opportunità per riqualificarle”.
Coordinamento: Carole Allamandi
Intervista: Barbara Odetto
Un gigante circondato da nani. L’elenco è desolatamente lungo dove spiccano i sovranisti, sia quelli nostrani che di altre nazioni, i vari Boris Johnson, primo ministro inglese e Donald Trump presidente degli Stati Uniti. Naturalmente i nostri si accontentano di rilanciare video cialtroneschi e notizie false e gli altri prendono misure terribili e superficiali per i loro paesi, nessuna chiusura o immunità di gregge, per poi dovere fare ingloriose marce indietro. Alla prova dei fatti, quando ci sono reali difficoltà e gli slogan e le facili parole d’ordine non bastano più, le figuracce dei leader sovranisti sono evidenti e clamorose. La loro inadeguatezza è lampante. In una piazza San Pietro mai così vuota eppure mai così piena in una scenografia di una suggestione straordinaria, sotto la pioggia che la rendeva ancora più desolatamente coinvolgente. Nemmeno i più grandi scenografi, sia del passato, come Alessandro Sanquirico, che del presente, Dante Ferretti, sarebbero riusciti a fare meglio. Quanti hanno assistito all’omelia oppure l’hanno letta successivamente sono rimasti colpiti dalle parole del Pontefice che ha messo prepotentemente al centro la vita e la persona con parole di una semplicità straordinaria. Anche nella capacità di adeguare la millenaria Chiesa Cattolica alla situazione utilizzando le moderne tecnologie per impartire la benedizione urbi et orbi con l’indulgenza plenaria. Naturalmente non quella di Leone X che citavo nello scorso numero di questa rubrica e, se permettete, molto simile alla citazione di due numeri fa con il “salvarsi tutti insieme” di una delle più belle frasi di Enrico Berlinguer.
situazione dove le certezze vengono meno e le angosce fanno breccia, non solo nei caratteri più deboli, un punto di riferimento importante. La mia educazione cattolica, le scelte personali, che si intuiscono perfettamente dal titolo, non sono assolutamente sufficienti, così come gli studi fatti, ad interpretare o commentarla sotto l’aspetto religioso. E’ evidente che la statura morale di Papa Francesco, la sua dimensione mondiale, la capacità di trattare i temi della solidarietà, dell’uguaglianza, dei diritti, fanno risaltare ancora di più l’assenza, a sinistra, non solo di programmi e proposte adeguate, in questo momento quasi impossibili, ma soprattutto di leader o almeno di personalità adeguate e riconosciute. Sembra la legge del contrappasso, mentre arrivano medici, infermieri, materiali da Cuba, Cina, Albania ed una colonna di mezzi militari russi, il video ha intasato la rete, e ritorna in mente un vecchio manifesto della fine degli anni ’40 della DC (Democrazia Cristiana), il pericolo se si fosse votato per il P.C.I. (partito comunista italiano), con i cosacchi russi che si abbeveravano in Piazza San Pietro, molti a sinistra sono affascinati e, più che altro, riconoscono il primato etico e morale di Papa Francesco.
Preparazione dei croissants

“Innovazione tecnologica e sociale, formazione, investimenti. Torino deve diventare un laboratorio di innovazione grazie ai nuovi progetti creati in sinergia sul territorio tra università, imprese e fondazioni. Abbiamo delle eccellenze rappresentate dalle Università e dal Politecnico di Torino che devono essere implementate per offrire una formazione nuova come la making school e come gli Itis professionali, perché oggi c’è bisogno di nuove figure. Occorre anche attrarre nuovi investimenti per far sì che la città possa offrire lavoro, e quindi residenza, ai tanti che popolano le nostri eccellenti università in modo che possano restare, mettere su famiglia e vivere in un contesto ottimale dal punto di vista sociale e ambientale. Come imprenditrice credo che occorra creare una Torino nuova che punti sulla cultura e sul rilancio attraverso grandi eventi che attraggano il turismo”.
Le trappole per la lotta a questo coleottero così invasivo
paese non è in grado, in questo momento, di gestire troppe emergenze. Tornando al tema, quanto fatto è un’azione di solidarietà in un momento drammatico per l’Italia. La solidarietà, lo sa bene chi è di sinistra, non è solo un sostantivo, ma un impegno etico-sociale in determinati momenti e situazioni. Con dieci milioni non si cancellano le leggi ad personam e tutto il resto per Silvio Berlusconi, non si cancellano le responsabilità per il crollo del ponte Morandi per il Gruppo Benetton e così via. Di queste e di altre vicende se n’è occupata e se ne occuperà la magistratura. Ora è il momento della solidarietà e della coesione a tutti i livelli e non dei distinguo e delle polemiche. In una situazione così drammatica non ce lo possiamo permettere. Arriverà il momento per ragionare sui ritardi del governo, della Protezione Civile, delle Regioni, dei singoli cittadini che non rispettano, sciaguratamente, le disposizioni, che vive lo stare in casa come un sacrificio insopportabile dimostrando la fragilità di milioni di italiani mentre tutto il sistema sanitario, medici, infermieri, paramedici e tanti altri fanno i veri sacrifici. Ogni cosa a suo tempo. Ora è il momento dell’impegno e della solidarietà e ben vengano sottoscrizioni come quella lanciata, oltre quattro milioni di euro, da Chiara Ferragni e da Fedez, o da quotidiani ed emittenti televisive. L’Italia ha bisogno che prevalga la parte migliore, ha bisogno, oltre che di solidarietà, di unità.

Hai altri progetti extra Subsonica?
E poi l’offerta arrivata dalla storica associazione Italia-Cuba di medici cubani, formatisi in Africa nella lotta all’Ebola. Dal comportamento e dall’atteggiamento di Cina e Cuba una riflessione viene spontanea, in quei paesi dove il servizio sanitario è garantito dallo stato la lotta a fenomeni come il Corona Virus sono più facili da contrastare alla faccia del liberismo e del mercato regolatore. La cosa positiva, l’ho già scritto, è la risposta della stragrande maggioranza degli italiani, al netto dei deficienti di ritorno, quelli che sono tornati al sud e nelle isole da mammà, o degli imperterriti di parchi e camminate inutili, degli operatori della sanità pubblica e dei lavoratori delle aziende che, giustamente, pretendono maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. In attesa di vedere cosa succede nel sud Italia, potrebbe essere drammatico l’evolversi della pandemia per la carenza e la colpevole inadeguatezza delle strutture mediche, bisogna incominciare a pensare al dopo. Il comportamento e la reazione degli italiani con video, canzoni, messaggi da l’idea di un senso di paese quanto mai utile in un momento molto difficile e per certi versi drammatici per il nostro paese. Mi è tornata in mente una frase molto bella di Enrico Berlinguer: ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno. Speriamo che la lezione serva ad invertire la riduzione dei posti letto negli ospedali, dei posti di terapia intensiva, ne abbiamo molto meno di Francia e Germania e degli stessi Stati Uniti dove la sanità pubblica di fatto non esiste. Speriamo si faccia un piano sulle aziende strategiche dei vari settori del nostro paese e non solo quello medico-sanitario, si utilizzino risorse nel medio lungo periodo per modernizzare il paese e le strutture ed infrastrutture altrimenti ancora una volta avremo sprecato risorse ingenti sempre e solo in termini emergenziali.
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