ArteFaBene, 3 fantastiche donne trasformano l'arte in solidarietà

ArteFaBene, 3 fantastiche donne trasformano l’arte in solidarietà

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Rubrica a cura di ScattoTorino

Cosa accomuna, oltre ad una lunga amicizia e ad una stima profonda, la pittrice Sabrina Rocca, l’avvocato Maria Irma Ciaramella e la curatrice di mostre d’arte contemporanea Monica Trigona? Sicuramente il fatto che sono donne sensibili e poliedriche, attente al contesto nel quale vivono e animate dalla voglia di supportare chi, in uno scenario delicato e complesso come quello scaturito dalla pandemia, ha perso la stabilità economica. Distanti per il lockdown, ma vicine nel cuore, le tre professioniste hanno ideato un progetto benefico che unisce l’estro creativo alla solidarietàARTEfaBENE. Dall’1 al 16 maggio è possibile fare un’offerta di 50,00€ o multipli per acquistare una o più opere tra quelle donate dai 59 artisti che hanno aderito pro bono all’iniziativa. Sul sito artefabene.it è possibile visionare e comprare le riproduzioni su carta delle loro opere, del formato di 30x40cm, tutte numerate e firmate. Il ricavato, spiegano le tre ideatrici in questa intervista corale, viene totalmente devoluto al progetto Fa bene a Casa che rientra nell’ambito della Caritas e serve a supportare, attraverso cibo e assistenza, le tante famiglie che in questo momento hanno difficoltà economiche. Perché, come sosteneva Madre Teresa di Calcutta e come si legge sul sito del progetto: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.

Come è nato Artefabene?

Maria Irma Ciaramella: “L’iniziativa è merito della sensibilità di Sabrina. Oltre ad essere una brava artista, sin dagli albori nei suoi quadri ha sempre proposto un forte messaggio sociale e politico, inteso come prendersi cura dei temi della polis. Sabrina ha ragionato sul fatto che a causa del lockdown molte famiglie non hanno più un reddito e non possono provvedere alle esigenze primarie. Il suo merito è stato intercettare il problema prima di altri e chiedersi come avrebbe potuto essere un moltiplicatore di interventi con la sua arte. Monica ed io abbiamo accolto con entusiasmo la sua iniziativa ed anche la comunità artistica torinese ha risposto immediatamente alla call to action”.

Sabrina Rocca: “Ho contattato Irma e Monica perché sapevo che avevano la giusta sensibilità per capire la mia idea. Monica ha selezionato gli artisti torinesi ed entrambe si sono attivate per trovare chi potesse aderire al progetto”.

Monica Trigona: “Abbiamo collaboratori che partecipano pro bono all’iniziativa: Martine Rollandin e Marco Zoccali si occupano della comunicazione e dei social media, Stefano Rocca cura la parte grafica del sito, Arti Grafiche Parini è lo sponsor tecnico che offre la stampa gratuita delle opere e il Circolo Culturale Azimut ha da subito condiviso il progetto sui suoi canali”.

Il mondo dell’arte come ha risposto alla chiamata?

Monica Trigona: “L’idea di Sabrina all’inizio mi ha spaventata perché i tempi erano stretti e gli artisti torinesi tanti, per cui bisognava fare una selezione rappresentativa tra coloro che sono conosciuti e le nuove leve. Ognuna di noi ha stilato una lista e successivamente li abbiamo contattati e documentati sulla finalità del progetto. Tutti, conoscendoci da tempo, hanno risposto con entusiasmo e in una settimana abbiamo avuto 59 adesioni, più di quante ci saremmo aspettate. Gli autori hanno selezionato l’immagine di una loro opera e ce l’hanno inviata”.

Sabrina Rocca e Monica Trigona

Quali artisti hanno aderito?

Monica Trigona: “Li elenco in ordine alfabetico: Leandro Agostini, Salvatore Astore, Matteo Baracco, Alice Belcredi, Enzo Bersezio, Davide Binello, Ovidio Boc, Davide Bramante, Francesco Brugnetta, Maurizio Cilli, Corina Cohal, Gianni Colosimo, Costanza Costamagna, Claudio Cravero, Vanni Cuoghi, Serena De Bianchi, Enrico De Paris, Pier Tancredi De-Coll’, Matilde Domestico, Enrico Fabbri, Richi Ferrero, Max Ferrigno, Lorena Fonsato, Daniele Galliano, Theo Gallino, Luca Gastaldi, Gec, Massimo Ghiotti, Ferdi Giardini, Piero Gilardi, Carlo Gloria, Ezio Gribaudo, Pablo Jins, Le Scapigliate, Paolo Leonardo, Luigi Mainolfi, Cristina Mandelli, Mia Mari, Calogero Marrali, Livio Ninni, Johannes Pfeiffer, Moreno Pisapia, Giovanna Preve, Pier Luigi Pusole, Sergio Ragalzi, Giorgio Ramella, Erika Riehle, Sabrina Rocca, Luigi Rocca, Gianni Romeo, Alessandro Sciaraffa, Diego Scursatone, Francesco Sena, Stefano Sogno Fortuna, The Bounty Killart, Roberta Toscano, Luisa Valentini, Gabriele Zago, Salvatore Zito”.

Sabrina Rocca: “Desideriamo ringraziare anche Paola Gribaudo, Presidente della Accademia Albertina di Belle Arti, per il suo costante supporto e ricordiamo che molti artisti che aderiscono al progetto provengono dall’Accademia”.

A chi viene devoluto l’acquisto delle stampe?

Maria Irma Ciaramella: “Tutte le immagini sono state caricate sulle pagine Facebook e Instagram e sul sito artefabene.it. Collegandosi a uno di questi canali è possibile scegliere una o più stampe del medesimo autore o di più autori. Ogni opera ha il valore di 50,00€ e la donazione viene fatta direttamente in favore del programma Fa Bene a Casa, per cui i benefattori hanno la garanzia che le somme donate giungono integralmente e immediatamente all’ente che, a sua volta, fornisce cibo e assistenza a chi, oggi più che mai, ha bisogno di aiuto. Desideriamo sottolineare che il comitato spontaneo di ARTEfaBENE si è fatto carico di tutte le spese di organizzazione e coloro che collaborano all’iniziativa lo fanno pro bono e senza chiedere alcun compenso, neppure a titolo di rimborso spese”.

Ricordiamo le modalità di pagamento?

Maria Irma Ciaramella: “Il bonifico bancario deve essere effettuato in favore del Comitato Promotore S-NODI Gabriele Nigro di cui segnalo l’Iban: IT 65 M 06305 01000 000110144546. Nella causale del versamento occorre indicare ARTEFABENE – nome e cognome dell’artista del quale si è scelta la stampa e, se si effettuano donazioni per più stampe dello stesso artista, bisogna evidenziare il numero delle stampe. Se invece si acquistano opere di artisti diversi, è importante segnalare i nomi e i cognomi di ognuno”.

Fino a quando è possibile effettuare le donazioni?

Sabrina Rocca: “L’iniziativa dura dall’1 al 16 maggio e ad oggi abbiano già avuto tante adesioni che ci rendono felici”.

Anche il settore artistico sta vivendo uno stato di crisi. Come immaginate lo scenario post Covid-19?

Monica Trigona: “Dando uno sguardo alla storia, che ha tanto da insegnarci, si evince che agli inizi del Cinquecento l’arte, in un periodo di grande crisi economica e politica, stava cambiando a favore di un’attitudine scientifica. Da Leonardo a Bramante, da Michelangelo a Sansovino, tutti svolgevano un’attività completa che spaziava dall’arte all’architettura sino all’ingegneria e agli apparati scenografici. Nella fase successiva al Covid-19 mi piacerebbe prevedere un impegno degli artisti pari a quello di altri interlocutori nell’ambito della macchina economica. Poi si ricomincerà ad aprire i musei e a vendere le opere, ma il sistema del mercato dell’arte era già in crisi prima della pandemia e la macchina andrà più lentamente di altre. Come nel Cinquecento, vorrei che l’artista contemporaneo fosse polivalente e contribuisse alla ricostruzione economica del Paese, anche perché molti di loro oggi sono dei mediatori in quanto conoscono argomenti che esulano dall’arte in senso stretto”.

Maria Irma Ciaramella: “In queste settimane che hanno visto tanti di noi rimanere a casa, tra i pochi strumenti che ci hanno consentito di nutrire l’anima ci sono la cultura e l’arte in tutte le loro declinazioni. I musei hanno condiviso tour virtuali, la musica è stata vicina alle persone e artisti come Sabrina e Valerio Berruti hanno promosso iniziative benefiche importanti. La politica dovrebbe trarre spunto da questi esempi e tenere presente l’importanza cruciale che la cultura e l’arte hanno avuto in questo periodo”.

Torino per voi è?

Sabrina Rocca: “Amore. Qui ci sono i miei affetti e la mia storia. Qui ho iniziato la mia carriera e non a caso l’opera che ho scelto per ARTEfaBENE – Amore, un superpotere – è dedicata a Torino”.

Sabrina Rocca con la sua opera "Amore - Un Superpotere"
Sabrina Rocca con la sua opera “Amore , un superpotere”

Maria Irma Ciaramella: “Non sono Torinese, ma per me questa è una città meravigliosa. È la mamma adottiva, una donna bellissima, schiva e molto intelligente che non vuole primeggiare e si nutre del suo merito senza aver bisogno di trattenere i suoi ammiratori. È una lei che non ama sedurre, ma di fatto seduce tantissimo e ti tiene legata a sé perché è meravigliosa, piena di bellezze e di talenti. Sarebbe importante se riuscissimo ad essere consapevoli della forza incredibile che Torino esprimere e può esprimere”.

Monica Trigona: “Per me è la città del cuore, un laboratorio eccezionale di idee che non riguardano solo il campo artistico perché qui pullulano molte iniziative private legate a differenti campi d’azione. Sono stata parecchi anni all’estero e quando pensavo a Torino sentivo la nostalgia del fermento che si respirava qui e che riguardava tutti i settori”.

Un ricordo legato alla città?

Sabrina Rocca: “Tredici anni fa vinsi il concorso del Circolo Culturale Azimut ed esposi una personale davanti al Municipio di Torino. Quel momento è stato intenso e mi ha resa consapevole della mia arte. Grazie all’affetto di chi mi amava, agli amici e ai supporter proprio lì, nel cuore della città, ho capito che il mio lavoro riscuoteva critiche positive”.

Maria Irma Ciaramella: “Avevo 7 anni e arrivavo dal Sud del mondo con il mare negli occhi. Era autunno inoltrato e qui faceva molto freddo. Ricordo la prima nevicata e Torino mi sembrava incantata e cristallizzata come nelle fiabe”.

Irma Ciaramella

Monica Trigona: “Ricordo una mostra del 2007 alla Promotrice delle Belli Arti in cui mi ero occupata della schedatura di 120 opere di Tabusso. È stata la prima e l’ultima grande mostra di questo Maestro torinese che conoscevo poco, perché era fuori dalle mie corde. L’ho scoperto approcciandomi nel lavoro di schedatura e mi sono appassionata alla sua arte e alla persona. Fu un lavoro emozionante perché alcune opere erano prestiti di collezionisti che vivevano in Piemonte e per la prima volta mi ritrovavo a maneggiare le tele e i loro trascorsi”.

Coordinamento: Carole Allamandi

Intervista: Barbara Odetto