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Torta di mele impossibile, la ricetta de La Cuoca Insolita

Rubrica a cura de La Cuoca Insolita

Dedico questa torta di mele morbida e profumata a tutti voi: a piccoli e grandi golosi, a chi cerca un dolce buonissimo ma molto più light del solito, a chi è attento alla linea. Ma la lista continua: questa torta è anche per chi è allergico a latticini, uova o ha problemi con il glutine, e (dulcis in fundo) a chi vuole concedersi un dolce senza preoccuparsi della glicemia. Lo so che penserete “ma non è possibile, come fa ad essere buona?”. Ero scettica anche io. Lo ammetto. Ma poi mi sono ricreduta. Vedrete, succederà anche a voi.

 

Tempi: Preparazione (20 min); Cottura (50 min – 1 h max);
Attrezzatura necessaria: Robot tritatutto o minipimer, sbattitore elettrico con le fruste, 2 contenitori rotondi a bordi alti, teglia da forno da 24 cm (ciambella o teglia rotonda), forno, frusta a mano, cucchiaio.
Ingredienti per una torta da 12 persone:

1 Barattolo di Ceci (meglio in vetro) – vi serviranno 110 g del liquido interno

Mele pelate – 670 g (circa 5 mele)

Olio extra vergine di oliva – 60 g

Per dolcificare*: Eritritolo (80 g) + Polvere di foglie di stevia essiccate (1,5 g = 1 cucchiaino raso) + zucchero (35 g = 4 cucchiai)

Farine senza glutine: Farina di riso bianca o integrale (120 g) + farina di mandorle (90 g) + fecola di patate (90 g)

Lievito vanigliato (22 g = 1 bustina + 1 cucchiaino pieno)

Vanillina – 1 bustina

 

*La somma dei tre dolcificanti equivale a 150 g di zucchero

Difficoltà (da 1 a 3): 1 Costo totale: 6 €/kg
·     Solo 4 cucchiai di zucchero in tutta la torta!

·     Le calorie sono il 25% in meno rispetto ad una tradizionale torta di mele.

·     I grassi saturi sono il 75% in meno (i grassi saturi sono quelli che contribuiscono ad innalzare il livello del colesterolo cattivo).

·     La metà del peso di questa torta è fatta di mele! Vitamine e tante fibre.

·     Adatta a chi ha il diabete o vuole tenere la glicemia sotto controllo

·     l’Eritritolo e la Stevia sono due dolcificanti a zero calorie e zero zuccheri semplici. La stevia è una pianta che si può anche coltivare a casa.

·     Adatta in caso di allergia a latticini e uova: in questa ricetta non ce n’è traccia

·     Senza glutine: via libera anche in caso di celiachia.

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.

In caso di allergie…

Allergeni presenti: uova, frutta a guscio (mandorle)

Preparazione della torta di mele impossibile

Fase 1: PREPARAZIONI PRELIMINARI

Pelate le mele ed eliminate il torsolo. Del peso totale indicato in ricetta, prendetene 350 g che taglierete a spicchi sottilissimi (che immergerete poi nell’impasto della torta). Lasciate in grossi pezzi il resto delle mele (315 g).

Prendete il barattolo di ceci e scolate in un recipiente alto e rotondo il liquido interno (si chiama Aquafaba: leggete qui come è stato scoperto il suo impiego dallo chef Joël Roessel ). Riponetelo qualche minuto in freezer in modo che si raffreddi bene e poi, con lo sbattitore elettrico, montate a neve questo liquido insieme a un pizzico di sale, proprio come se fosse il bianco d’uovo! Non è incredibile cosa succede? Conservate l’Aquafaba montata in frigorifero fino all’uso.

foto procedimento torta di meleFASE 2: L’IMPASTO

Frullate con il minipimer o il robot le mele (solo la parte che avevate lasciato a grossi pezzi) insieme all’olio, fino a ottenere una crema. Trasferite il composto nel contenitore rotondo e aggiungete i dolcificanti. Mescolate bene con lo sbattitore elettrico. Aggiungete quindi le farine, la vanillina, il lievito e mescolate bene.
Ora aggiungete al vostro composto l’Aquafaba montata a neve, versandola poco alla volta e mescolandola delicatamente dal basso verso l’alto con un cucchiaio di legno.
Versate tutto nella tortiera, già unta di olio e infarinata (farina di riso). Aggiungete ora le mele tagliate a fettine sottilissime, immergendole nell’impasto ma cercando di lasciarle in piedi. Spingetele verso il fondo della tortiera delicatamente con le dita.

FASE 3: LA COTTURA DELLA TORTA DI MELE

Nel forno già caldo a 170° C (meglio in modalità statica, non ventilata) mettete a cuocere la vostra torta di mele impossibile per circa 50 min (1h max). Fate la prova dello stecchino alla fine.
Lasciatela raffreddare completamente prima di sformarla. Cospargetela di zucchero a velo (potete prepararlo anche voi a casa, partendo dallo zucchero semolato o anche con l’eritritolo, frullandolo molto finemente).

CONSERVAZIONE

A temperatura ambiente: 3 giorni

In frigorifero: 1 settimana.

Polpette al pomodoro con farina di ceci, che bontà!

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Rubrica a cura de La Cuoca Insolita 

Per fare queste polpette al pomodoro con farina di ceci non avete bisogno di preparare molti ingredienti: probabilmente aprendo il frigo li trovate già lì, pronti! Il bello delle polpette è che ci potete mettere dentro quello che volete. Qualcuno potrebbe non fidarsi a ordinarle al ristorante, temendo che siano fatte con gli avanzi, di quelli che o li metti nelle polpette o li butti via. Io trovo che sprecare il cibo il meno possibile sia un traguardo importante. E ora, aprite il frigo e guardate se anche voi avete qualche ingrediente che potrebbe andare bene per questo. Non importa se non è esattamente quello che c’è in questa ricetta. Basta rispettare le proporzioni. Non devono però mancare la farina di ceci e il sugo di pomodoro. Leggete e capirete perché…

Perché vi consiglio questa ricetta?

  • Valori nutrizionali: Rispetto alle polpette al sugo tradizionali preparate con carne di vitello e maiale, uova, latte e formaggio grattugiato, qui abbiamo -30% di calorie e -65% di grassi. Un piatto che sazia senza appesantirci e senza farci ingrassare!
  • Polpette al pomodoro con farina di ceci, buone come quelle della nonna! E in più le carote e i finocchi sono ricchi di fibre, ma nell’impasto di queste polpette non si distinguono. Bene, quindi, anche per i bambini che non amano la verdura.
  • Al posto dell’uovo usiamo la farina di ceci. Nessun problema quindi per chi ha problemi con le uova.

Una dieta a base di legumi e cereali (soprattutto quelli integrali) permette di fornire al nostro organismo gli stessi elementi che si trovano nella carne (gli aminoacidi essenziali).

Tempi: Preparazione (20 min); Cottura (15 min);

Attrezzatura necessaria: robot tritatutto, 2 bicchierini da caffè, padella antiaderente diam. 32, tagliere e coltello a lama liscia, paletta da cucina, 2 cucchiaini, 1 cucchiaio, 1 paletta di legno, vassoio, 1 ciotola di medie dimensioni, carta da forno.

fase preparazione polpetteIngredienti (per 4 persone – circa 500 g di polpette):

Per l’impasto delle polpette:

  • Verdure in padella (carote e finocchi) – 150 g
  • Riso basmati integrale cotto – 150 g
  • Pangrattato (integrale) per impasto – 50 g
  • Farina di ceci – 1 cucchiaio pieno
  • Acqua per farina ceci – 2 cucchiai
  • Salsa di soia – 1 cucchiaio
  • Sale fino – ½ cucchiaino
  • Olio evo – 2 cucchiaini
  • Semi di girasole – 1 cucchiaio
  • Pangrattato per impanare polpette – 50 g

Per il sugo di pomodoro:

  • Passata di pomodoro o sugo pronto – 300 g
  • Olio di oliva – 2 cucchiai
  • Aglio – 1 spicchio

Ciuffi di carota – ½ bicchiere

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link: https://www.lacuocainsolita.it/ingredienti/).

In caso di allergie…

Allergeni presenti: Cereali contenenti glutine, soia

Preparazione delle polpette

FASE 1: LE VERDURE E I CEREALI DEL FRIGO

Potete scegliere delle verdure in padella a vostro piacere e in base a quello che trovate in frigorifero. In questa ricetta io ho fatto rosolare uno spicchio di aglio in olio evo, buttato dentro le carote a rondelle e fatto cuocere per 10 minuti. Poi ho buttato in padella anche i finocchi e fatto cuocere tutto insieme per altri 10 minuti. Infine, ho aggiunto il sale.

Io ho sempre in frigorifero un cereale pronto. Questa volta usiamo il riso basmati integrale. Se non vi ricordate come è meglio cuocere i cereali in chicco, andate su https://www.lacuocainsolita.it/miglio-stufato/

FASE 2: IL PANGRATTATO

Meglio se integrale, perché è più ricco di fibre. Io lo ottengo spesso da una forma di pane secco. Basta mettere le fette secche nel mixer e tritare a massima velocità, fino a quando il tutto sarà polverizzato.

FASE 3: LA PREPARAZIONE DELLE POLPETTE

Il gioco è facile: nel bicchierino da caffè bagnate la farina di ceci con l’acqua e mescolate. Intanto mettete nel contenitore del robot tritatutto le verdure, il riso basmati, la salsa tamari, il sale e l’olio e frullate a massima velocità. Aggiungete quindi la farina di ceci idratata e il pangrattato. Dovrete ottenere un impasto abbastanza compatto.

Unite ora i semi di girasole e mescolate delicatamente (devono restare interi). Trasferite in un contenitore e ricavate con le mani delle polpette, che poi impanerete con del pangrattato integrale.

FASE 4: LA COTTURA

Mettete olio di oliva in padella, fatelo rosolare e buttate dentro l’aglio e i ciuffi verdi delle carote sminuzzati come fareste con del prezzemolo. Mettete a cuocere le polpette impanate, a fuoco medio-alto e fate rosolare per circa 5 minuti, poi girate con l’aiuto di due posate e fate altrettanto dall’altro lato. Trascorsi 10 minuti, mettete da parte un po’ di ciuffi verdi di carota soffritti e versate il sugo già pronto nella padella e fate scaldare tutto per altri 5 minuti.

Servite le polpette calde, con una forchetta e un cucchiaio per raccogliere bene anche il sugo al pomodoro.

CONSERVAZIONE

In frigorifero: 3-4 giorni

Le polpette crude: possono essere preparate anche il giorno prima e tenute in frigorifero fino alla cottura. Possono essere messe nel congelatore (su dei vassoi, separate tra loro) e conservate anche per 2-3 mesi. Una volta indurite, potete trasferirle nei sacchetti gelo.

Democrazia senza partiti, una nuova forma di politica per consolidare la durata dei governi

Ecco quanto riportato nella premessa della proposta, condivisa da un gruppo di cittadini (presente per intero sul sito www.democraziasenzapartiti.it) che sembrerebbero intenzionati a costituire un Movimento nazionale di scopo per provare ad animare nuove prospettive politiche nazionali.

L’atto costitutivo è pronto ed anche il singolare codice etico che siamo riusciti ad ottenere e di seguito riportiamo per intero.

Sarà interessante, in questo quadro politico internazionale, dove, la sfiducia sempre più crescente nei confronti della politica, il primo partito sembrerebbe essere l’astensionismo, monitorare gli sviluppi di un progetto così ambizioso ed al tempo stesso rivoluzionario rispetto a quanto da noi conosciuto, proposto comunque con toni pacati, costruttivi e rispettosi di tutti.

Premessa

La presente proposta, aperta a qualsiasi suggerimento, nel rispetto dei principi fondamentali espressi nella nostra costituzione, vuole provare a cambiare l’attuale paradigma della politica, sostituendo la centralità delle scelte oggi effettuate nelle segreterie di partito, con un sistema regolamentato che ponga, al centro, i Sindaci direttamente eletti dai cittadini, i Presidenti di Provincia o di Regione e il riconoscimento delle qualità personali dei candidati. I Sindaci, assumono il primo ruolo fondamentale nell’attuazione della riforma, sono loro le sentinelle dei territori, i principali punti di riferimento per i cittadini, quelli che conoscono i problemi delle loro comunità e cercano di risolverli.

L’obbiettivo è quello di riuscire a costruire una nuova democratica forma politica nazionale, più snella, competente e capace di durare nell’interesse del paese, è arrivato il momento di essere rappresentati in forma duratura, da persone considerate autorevoli o che possano acquisire tale importante qualità, in virtù delle loro competenze e azioni politiche strutturali a medio e lungo termine.

Dobbiamo dare ai cittadini maggiore fiducia e al tempo stesso far rispettare le regole con tempestività, affinché, l’educazione, la correttezza, l’onesta e la giustizia possano prevalere, non solo nel comportamento individuale e personale, ma come riconoscimento di valori fondamentali di una comunità. Di conseguenza, la maleducazione, la scorrettezza, la disonestà e l’ingiustizia devono essere fortemente combattute con un’adeguata gradualità rispetto alla gravità degli eventi.

Occorre confinare le campagne elettorali in momenti temporali limitati e definiti, cercando di alimentare tra i politici il confronto costruttivo sui problemi del paese, al fine di intendere anche insieme, soluzioni condivise nell’interesse dei cittadini e non del proprio schieramento politico. Il tutto, con il massimo rispetto per quello che è stato fatto nel passato da molti partiti, attraverso i loro rappresentanti, uomini e donne che hanno creduto negli ideali politici, lavorando per lo sviluppo economico e democratico del nostro paese.

Oggi, la politica evoluta attraverso i partiti nazionali, ha costruito una visione di appartenenza, dove spesso, la disciplina di partito, prevale sulla capacità e volontà personale. La condivisione dell’opinione di un avversario politico o di un programma, sul quale sviluppare argomenti comuni nell’interesse della collettività è un fatto raro. Da troppi anni, i cittadini vedono dissolvere tempo e denaro in parole e liti, percependo inoltre, uno scollamento tra la realtà della vita comune e la capacità della politica di dare risposte concrete alle tante esigenze della maggioranza della popolazione.

Il tanto atteso sistema meritocratico è quasi inapplicato, incagliato in una sorta di garantismo per tutti a tutela di tutti e di nessuno, la peculiare burocrazia del nostro paese, anch’essa a tutela di un meccanismo voluto da pochi e apprezzato da nessuno, non riesce ad essere definitivamente riformato nonostante le tante buone intenzioni di tutti.

Dobbiamo dare ai cittadini maggiore fiducia e al tempo stesso far rispettare le regole con tempestività, affinché, l’educazione, la correttezza, l’onesta e la giustizia possano prevalere, non solo nel comportamento individuale e personale, ma come riconoscimento di valori fondamentali di una comunità. Di conseguenza, la maleducazione, la scorrettezza, la disonestà e l’ingiustizia devono essere fortemente combattute con un’adeguata gradualità rispetto alla gravità degli eventi.

Ai cittadini, spetta il diritto di stabilire a maggioranza, quali sono gli uomini o le donne che, prestati alla politica, abbiano le capacità per ricevere la delega di legiferare le norme del nostro vivere quotidiano, delineando il futuro della nostra società.

La democrazia politica, legittimata con il voto, deve trasformarsi da una forma di governo decisa nelle segreterie dei partiti, esercitata con perenni contrapposizioni tra le parti, ad una forma di governo proposta dai rappresentanti dei cittadini sui territori, esercitata nella massima trasparenza con spirito costruttivo e nell’interesse delle comunità.

La proposta di trasformazione dei partiti/movimenti politici nazionali così come oggi sono strutturati, attraverso l’istituzione di due nuovi organi costituzionali “l’Assemblea Provinciale o Regionale dei Sindaci” e “l’Assemblea Nazionale delle Provincie o delle Regioni” costituisce la strada necessaria da percorrere per costruire una politica capace di confrontarsi nel rispetto delle opinioni altrui al fine di trovare insieme le soluzioni migliori per le comunità.

Gli elettori devono essere considerati la parte attiva delle scelte politiche e non un bacino attraverso il quale legittimare la propria candidatura fine a sé stessa.

È altrettanto importante sottolineare che, la politica, non è un fatto esercitato in modo astratto, bensì il frutto delle decisioni prese nei vari livelli istituzionali da donne e uomini ai quali, va comunque il merito di essersi “attivati”, per provare a dare il proprio contributo.

Criticare la politica senza interessarsi attivamente o senza approfondire le norme e le motivazioni alla base delle decisioni prese, è molto facile; diverso è credere di avere delle capacità da mettere al servizio della comunità, per migliorare il proprio comune, la propria provincia, regione o nazione.

Comprendere questo aspetto è fondamentale per capire l’importanza delle persone e non delle bandiere, generando una politica dove chi si attiva sia libero di valutare di volta in volta le proprie scelte e sia rispettato per le proprie decisioni.

Occorre creare la consapevolezza che ogni cittadino deve fare la sua parte, perché non ci sarà nessuna riforma che possa far migliorare una nazione, se gli uomini e le donne che compongono la società, non riconoscono le proprie qualità e i propri difetti e su di essi, maturino l’esigenza di un comportamento diverso, finalizzato a costruire una società basata su regole semplici, chiare, di buon senso e vicine alle esigenze del bene comune nel rispetto delle capacità individuali e collettive. Il nostro benessere, però, non può essere garantito solo da noi stessi: dobbiamo cercare e riconoscere nella società civile le qualità altrui, quelle capacità necessarie che possano garantire, attraverso il voto, la scelta di donne e uomini in grado di legiferare il nostro vivere quotidiano nell’interesse collettivo. Il senso di giustizia ed equità, la voglia intrinseca in ogni cittadino di vivere in una società capace di funzionare secondo regole condivise dalla maggioranza della popolazione, deve potersi realizzare pienamente, se non vogliamo essere sopraffatti dall’ingiustizia, dalla burocrazia e dall’individualismo.

IL CODICE ETICO

  1. OBBLIGHI DI COMPORTAMENTO:

Tutti gli iscritti siano essi associati con ruoli interni, elettivi, istituzionali, di governo o affiliati, si impegnano nell’attività associativa, in relazione alle personali predisposizioni, competenze e disponibilità, perseguendo e rispettando le finalità e i principi associativi, concorrendo, ognuno in base al proprio ruolo, alla realizzazione degli indirizzi politici secondo i principi generali espressi nel testo DEMOCRAZIA SENZA PARTITI ed eventuali evoluzioni, osservando nell’esercizio del proprio ruolo associativo e/o politico i seguenti comportamenti:

  • rispettando i principi espressi nella nostra costituzione e nelle leggi dello stato italiano;
  • mettendo a disposizione le proprie competenze con dedizione, lealtà ed onore, rifiutando di conformarsi alle ingiustizie e alle cose che non funzionano, impegnandosi con determinazione per migliorarle;
  • senza pregiudizi nei confronti delle persone appartenenti ad altri schieramenti politici;
  • valutando le proposte politiche nel merito e nel solo interesse per i cittadini, e quando condivisibili, approvarle a prescindere dall’appartenenza politica del proponente e dalla reciprocità di comportamento;
  • rispettando l’opinione altrui e lasciando libertà di scelta individuale ai propri associati e/o al proprio gruppo politico, durante qualsiasi operazione di voto;
  • rispettando le scelte approvate a maggioranza dagli associati e/o dal proprio gruppo politico;
  • rivolgendosi ai cittadini nelle comunicazioni politiche in modo sincero e mai strumentale, evitando di parlare per concetti assoluti o fare critiche fine a se stesse, prediligendo le discussioni costruttive e le proposte concrete;
  • agendo in modo coerente rispetto alle proprie opinioni, con determinazione, ma al tempo stesso con la capacità di ravvedersi in tutte quelle decisioni, dove, nuovi elementi, evidenziano la necessità di migliorare scelte pregresse, modificandole;
  • senza mai aver paura di scusarsi con i cittadini e/o con un politico di un altro schieramento in tutte quelle circostanze necessarie;
  • con correttezza, rispetto e spirito di collaborazione verso i propri aderenti e le controparti politiche;
  • utilizzando un linguaggio consono al contesto, nel rispetto dell’uso di un lessico educato, rigettando atteggiamenti qualunquistici e denigratori delle controparti politiche in modo aprioristico;
  • mantenendo un atteggiamento di disponibilità al dialogo e al confronto verso tutte quelle persone che dimostrano altrettanta disponibilità;
  • nel rispetto del principio di trasparenza dell’azione pubblica;
  • nel rispetto del lavoro altrui;
  • riconoscendo le capacità altrui ovunque vengano riscontrate;
  • attraverso un preventivo confronto con tutti i rappresentanti politici e/o le rappresentanze associative, in quelle circostanze dove occorre prendere decisioni importanti per i cittadini.

Che pizza! Al taglio e al padellino ecco 5 pizzerie torinesi top

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Vi riproponiamo una selezione di pizzerie torinesi pubblicata tempo fa dal nostro giornale. Che ne direste di aggiornarla indicandoci i vostri locali preferiti? 

Rotonda, a tranci, a fette, a spicchi, in piedi o a tavola, fuori o a casa, purché sia ottima: la pizza è un piatto universale. A Torino la scelta tra i locali è davvero ampia perchè la vera pizza è alimento povero e nobile, simbolo e rito, momento di aggregazione e di golosità.

Daniela Roselli

Stress da festività, cos’è e come contrastarlo

Lo stress da festività viene considerato dagli esperti al pari di una vera e propria sindrome. Ecco cos’è e come contrastarlo.

Forse a questo punto delle festività natalizie la domanda dovrebbe essere: siete sopravvissuti alle feste? È una situazione comune a molti, e non riguarda solo le calorie: è lo stress da festività, considerata una vera e propria sindrome, capace di creare stress e difficoltà a riadattarsi alla vita di tutti i giorni. 

Ma da dove proviene tutto questo stress? Innanzi tutto è molto stress e, secondo diverse ricerche, sarebbe secondo solo a quello legato ad un trasloco, al cambio di un lavoro o al divorzio. E la radice di questo stress sta nelle aspettative che si creano durante i periodi di festa che, secondo la cultura occidentale, devono essere gioiosi e sereni. La realtà però dimostra il contrario: le feste sono una grossa fonte di stress. C’è chi non va d’accordo con la famiglia e deve resistere a giorni interminabili con parenti opprimenti, c’è chi fa lunghi viaggi per poco tempo, per non parlare dello stress legato ai regali di Natale. Senza dimenticare le grandi abbuffate e l’ossessione di perdere i chili messi su durante le vacanze. Sembrano banalità, ma non lo sono. 

Le feste stanno finendo, ed ecco qualche consiglio per recuperare le forze e rilassarsi prima di ritornare alla vita di tutti i giorni. 

Prendersi del tempo per sé aiuta a ridurre lo stress 

Come prima cosa è importante non opporsi alle sensazioni ma lasciarle passare, seguendo la scia di tante tecniche di meditazione. Finite le feste, la prima cosa da fare è prendersi del tempo tutto per sé: che si tratti di un bagno rilassante, di una passeggiata o di una cioccolata calda davanti ad un film, godetevi questi momenti di solitudine. 

Niente obblighi

Si sa, le festività sono un periodo di distacco dai doveri più tradizionali, ma spesso sono terreno fertile per quelli “affettivi”. Ci si sente in obbligo di essere sereni, in dovere di trascorrere del tempo insieme agli altri e di buonumore. Se non l’avete già fatto, è il momento di smetterla di sentirvi in obbligo. Godetevi semplicemente gli ultimi giorni di riposo facendo quello che più vi piace. 

Ritornare ad abitudini sane 

Il Natale è fatto per le grandi abbuffate ma per quanto siano piacevoli sul momento, alla lunga il nostro fisico ne risente. Ecco perché bisogna gradualmente tornare ad un’alimentazione sana, senza imporsi diete irrealistiche che finirebbero solo per aumentare i sensi di colpa. Quindi riprendete a fare movimento e, insieme ad una corretta alimentazione, concedevi qualche tisana calda in più. 

Riposare per allontanare lo stress

Ultimo ma non per importanza, ricordatevi di riposare. È importantissimo ed imprescindibile, cercate di dormire per almeno 8 ore al giorno. Il sonno, infatti, è fondamentale per ritrovare l’energia giusta ed aiuta a tornare alla vita di tutti i giorni più facilmente. 

La Cuoca Insolita propone: gnocchi di ceci saltati in padella

Si può immaginare un piatto di gnocchi fatti in casa senza patate e senza uova, con un condimento povero di grassi e adatti anche a chi ha bisogno di tenere sotto controllo gli sbalzi di glicemia?

Questa ricetta di gnocchi di ceci saltati in padella è proprio così. Ma cosa ci sarà dentro allora? Tutta quella verdura non è lì solo per dare colore. Verdura di stagione. Fresca e piena di vitalità. Gnocchi molto saporiti, che piaceranno anche ai bambini. E c’è anche un altro vantaggio: sono compatti al punto giusto e, quando si mescolano, non si attaccano mai tra di loro.

Tempi: Preparazione 30 minuti;

Cottura 2-3 minuti;

Attrezzatura necessaria: Minipimer o robot tritatutto, pelapatate, tagliere legno grande per fare gli gnocchi, coltello a lama liscia, forchetta, schiumarola, pentola per cuocere gnocchi, matterello (non essenziale), padella antiaderente di circa 30 cm diam., 1 cucchiaio di legno

Difficoltà (da 1 a 3): 1

Costo totale: 2,71 € (3,31 €/kg)

Ingredienti (per 4 persone – circa 200 g a testa):

Per gli gnocchi di ceci:

  • Farina di tipo 2 (o metà 00 e metà integrale) – 240 g
  • Zucchine cotte con olio e aglio – 160 g
  • Piselli cotti in padella – 100 g
  • Ceci lessati o in scatola – 100 g
  • Sale fino integrale di Sicilia – 1 cucchiaino
  • Farina semola per spianatoia

Per il condimento:

  • Zucchine cotte in padella – 120 g
  • Carote crude tagliate finissime – 40 g
  • Pangrattato – 40 g
  • Foglie di basilico – una decina grandi
  • Olio e.v.o. – 3 cucchiai
  • Aglio – 1 spicchio
  • Sale, pepe

Perché vi consiglio questa ricetta?

  • Problemi di colesterolo alto? Questa ricetta ha il 95% in meno di grassi saturi rispetto ai classici gnocchi di patate conditi con burro e parmigiano!
  • Altro vantaggio: hanno il triplo delle fibre (guardate la tabella nutrizionale sotto).
  • Gli gnocchi sono preparati solo con farina integrale e senza patate!!! Usiamo invece tanti legumi, più adatti al controllo della glicemia e ricchi di proteine. Il nostro primo piatto è più completo dal punto di vista nutrizionale.
  • Non usiamo latte né uova: perfetta quindi per chi ha allergie o non vuole mangiare prodotti di origine animale.

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link: https://www.lacuocainsolita.it/ingredienti/).

In caso di allergie…

Allergeni presenti: Cereali contenenti glutine

Preparazione

Fase 1: GLI INGREDIENTI PER IL SALTO IN PADELLA

Lavate e asciugate le foglie di basilico e tritatele finemente insieme al pangrattato. Se avete del pane secco, potete mettere pane e basilico insieme nel robot tritatutto.

Pelate le carote e con il pelapatate formate delle listarelle sottili.

Tenete tutto da parte, per il condimento degli gnocchi.

Fase 2: L’IMPASTO DEGLI GNOCCHI

Mettete zucchine, piselli e ceci nel contenitore del robot tritatutto e frullate fino a quando avrete ottenuto un impasto omogeneo, il più possibile senza pezzi. Aggiungete ora la farina di tipo 2 (o altra farina, ad esempio metà farina 00 e metà farina integrale di grano o di farro integrale) e il sale e amalgamate fino a quando si formerà una palla omogenea. Aggiungete altra farina (poca alla volta) se la palla risulta ancora un pochino appiccicosa. Chiudete in un foglio di pellicola e lasciate riposare mezz’ora.

Infarinate la spianatoia con la semola e formate un rettangolo di spessore di circa 1 cm (potete usare un matterello per rendere lo spessore più omogeneo). Con il coltello a lama liscia tagliate a listarelle parallele, di 2 cm di larghezza. Ora separate leggermente tra loro le strisce, giratele su un lato e cospargetele leggermente di farina di semola. Con il coltello tagliate tutte le listarelle insieme, formando degli gnocchi di forma circa quadrata. Ora, se volete e avete tempo, rigateli con la forchetta, aiutandovi con il polpastrello del pollice. Se non ne avete voglia, potete anche lasciarli a forma di quadrato!

Fase 3: LA COTTURA E IL SALTO IN PADELLA

Intanto portate a bollore l’acqua nella pentola e poi salate. Buttate gli gnocchi, rigirateli con la schiumarola e aspettate che vengano a galla (ci vorranno circa 2-3 minuti). Scolateli con la schiumarola e poneteli nella padella antiaderente, dove avete già fatto scaldare l’olio extra vergine e avete fatto insaporire lo spicchio d’aglio. Girate velocemente gli gnocchi con il cucchiaio di legno, quindi unite il pangrattato aromatizzato al basilico, le strisce finissime di carote crude e le zucchine cotte. Mescolate bene per un paio di minuti, quindi unite sale e pepe. Mangiateli subito!

CONSERVAZIONE

Gnocchi crudi: 6 mesi in congelatore. Separateli tra loro, ben infarinati con la semola. Una volta induriti potete metterli in un sacchetto gelo e tenerli per 6 mesi. Per usarli, buttateli ancora gelati direttamente nell’acqua di bollitura.

In frigorifero: 2 giorni

Chi è La Cuoca Insolita

La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog (www.lacuocainsolita.it) e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.

Tante ricette sono pensate anche per i bambini (perché non sono buone solo le merende succulente delle pubblicità). Restando lontano dalle mode del momento e dagli estremismi, sceglie prodotti di stagione e ingredienti poco lavorati (a volte un po’ “insoliti”) che abbiano meno controindicazioni rispetto a quelli impiegati nella cucina tradizionale. Usa solo attrezzature normalmente a disposizione in tutte le case, per essere alla portata di tutti.

Calendario corsi di cucina ed eventi con La Cuoca Insolita alla pagina https://www.lacuocainsolita.it/consigli/corsi/

Anche a Torino il chiosco “Trace the Face” per ritrovare i propri cari

Croce Rossa Italiana presenta il servizio di ricerca dei familiari con un nuovo chiosco presso il Comitato di Torino

Presso il Comitato CRI di Torino, in via Bologna, è stato da poco allestito un corner Trace the Face.

L’Ufficio Ricerche, Restoring Family Links e Protezione del Comitato di Torino, è attivo dal 1983 nel supportare a ristabilire e mantenere i contatti tra i membri delle famiglie, separati in seguito a conflitti, situazioni di violenza, catastrofi naturali, movimenti migratori e circostanze che richiedano una risposta umanitaria. Ora si è “arricchito” di un nuovo strumento, un totem interattivo.

Si tratta del chiosco Trace the Face, che consentirà ai possibili beneficiari, affiancati da operatori della CRI specializzati nelle attività RFL, di visionare le fotografie delle persone che cercano i loro congiunti e da cui sono stati separati lungo le rotte migratorie verso l’Europa. Il sito del Progetto Trace the Face è stato predisposto dal Comitato Internazionale di Croce Rossa proprio per i ricongiungimenti affettivi, per permettere di selezionare tra diverse migliaia di immagini e  di filtrare quelle che potrebbero interessare chi sta effettuando una ricerca.

Le persone che vogliano mettersi alla ricerca dei propri cari, possono recarsi presso il Comitato di Torino della Croce Rossa Italiana, in via Bologna 171, con i seguenti orari: lunedì dalle 17 alle 19 e martedì dalle 10 alle 12.

Street food, alle origini di un evento diventato moda

Articolo a cura di Somewhere Tour & Events.

 

Lo Street Food reinventa il rapporto millenario di una cultura con il proprio cibo e con le proprie radici in forma innovativa, sorprendente, pratica e soprattutto gustosa. Parliamo continuamente del “cibo da strada”, complici fiere ed eventi che lo portano in ogni angolo del nostro paese. D’altronde la tendenza non sembra conoscere crisi e confini, perché è una vera e propria arte, tutta da conoscere ed apprezzare. Morso dopo morso!

Anche l’occhio vuole la sua parte. Ed ecco che il Food Truck, il mezzo attrezzato alla vendita di queste prelibatezze, diventa anche “veicolo” d’immagine. Certo, oltre all’apparenza esteriore, alla base deve esserci un concept di assoluta solidità e le parole d’ordine devono essere sempre freschezza e qualità della materia prima.

Ma come è nato il trend culinario che sta spopolando nel nuovo millennio? Le tracce più antiche di cibo preparato e cucinato per strada risalgono ai greci ed agli egizi, che avevano l’usanza di friggere il pesce e venderlo sul momento. Da qui, la tradizione si è diffusa nel mondo degli antichi romani, arricchendosi e trasformandosi in innumerevoli varianti, considerando che le classi urbane meno abbienti vivevano in abitazioni per la maggior parte sprovviste di cucina.

Questo è forse il grande equivoco che riguarda questa tipologia culinaria: poiché nasce povera, dall’esigenza di nutrire il popolo a poco costo, è sempre stata considerata di poco conto. Invece, con il processo della globalizzazione, è diventato l’ultimo baluardo della tradizione e dell’identità di un territorio. Lo Street Food ci identifica e ci distingue, mantenendo vivo un aspetto tra i più importanti della nostra cultura, quello del costume alimentare.

Lo Street Food rappresenta quindi una grande opportunità per chi ha creatività e voglia di fare e non ha paura di mettersi in gioco. Il sogno è aperto a tutti, perché l’investimento iniziale è più modesto rispetto ad un ristorante “tradizionale” e perché ciò che conta è soprattutto quanto sei bravo ed originale, quanto è buono il tuo prodotto e quanto sei in grado di comunicarlo alle persone.

Oggi il cibo di strada ha assunto uno stile più nobile, con eventi dedicati che vedono tante persone interessate ed incuriosite dalle numerose proposte, sempre in più varianti, italiane ed etniche, per celebrare le rispettive tradizioni.

 

Torino aiuta Torino. L’asta per la Croce Rossa Italiana

Torino aiuta Torino. Costruire con l’arte
45 opere di 45 artisti all’asta per la Croce Rossa Italiana

Giovedì 28 ottobre la prestigiosa casa d’aste Bolaffi batterà all’asta 45 opere d’eccezione, realizzate e donate da 45 artisti di origine torinese o legati alla città: da Paolini a Griffa, Gilardi, Salvo, Mainolfi e molti altri tra cui giovani affermati come Castelli, Favaretto, Leotta e Carbotta.

croce rossa italiana torino aiuta torino manifestoL’intero ricavato dell’asta sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana, in particolare alla sezione torinese, per l’acquisto della prima unità medica mobile di soccorso.

Arte e solidarietà: un doppio immancabile appuntamento in via Cavour 17 a Torino, presso la Sala Bolaffi. Alle 18.00 un cocktail di benvenuto darà il via alla serata, in attesa dell’apertura dell’asta prevista per le ore 19.30. L’accesso sarà su invito e chi non potrà essere presente potrà collegarsi e partecipare all’asta a questo link.

Ospiti illustri del panorama torinese animeranno l’evento con simpatia e umorismo, dimostrando una grande sensibilità e vicinanza alla causa.

Le opere saranno visibili in esposizione dalle ore 11.00 di martedì 26 ottobre presso Sala Bolaffi.

Giuseppe Vernero, Presidente delle Croce Rossa Italiana di Torino, dichiara “Henry Dunant, il fondatore della più estesa istituzione umanitaria, la Croce Rossa, a conclusione del suo libro “Un souvenir de Solferino” non delinea unicamente il progetto di una società di soccorso per i militari malati e feriti in guerra ma immagina che tale istituzione possa operare in tempo di pace non solo in preparazione delle azioni in tempo di conflitto ma anche a favore di altre situazioni di emergenza. Oggi, a distanza di quasi 160 anni dall’idea di Dunant, la Croce Rossa si trova ad operare in ogni parte del mondo a favore di chiunque sia in difficoltà per qualunque forma di sofferenza.

La Croce Rossa Italiana si è trovata, nell’ultimo periodo – così come tutte le Società Consorelle – a far fronte alle attività ordinarie e alle risposte straordinarie, sotto ogni punto di vista, in relazione all’emergenza pandemica da Covid 19.

Quando Cristina Raviolo, volontaria del Comitato di Torino da poco più di un anno, ha proposto l’organizzazione di questo evento di beneficienza, ho immediatamente visto non solo una favorevole opportunità ma una importante occasione per ritornare ad una dimensione sociale quasi nostalgica, di ritorno ad un tempo in cui poter immaginare il futuro dopo oltre un anno di “sospensione”. Torino aiuta Torino, grazie alla insostituibile e preziosa sensibilità di quarantacinque artisti particolarmente legati alla Città e vicini agli ideali di Croce Rossa, grazie alla disponibilità di importanti partner e sponsor, grazie al lavoro di Cristina e di numerosi volontari, ho la certezza che non rappresenterà solo un evento di incontro, di festa e di filantropia, ma sarà la prima tappa di un cammino verso il futuro.

Il ricavato delle opere, che saranno battute grazie alla Bolaffi Aste, permetterà alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino OdV di rinforzare quegli strumenti necessari all’azione quotidiana a favore dei più vulnerabili.”

Grazie alla generosità dei grandi artisti che hanno donato importanti loro opere, l’evento ha l’obiettivo di massimizzare la raccolta fondi finalizzata all’acquisto della prima unità medica mobile di soccorso per la sezione torinese della Croce Rossa Italiana.

Si tratta di un Camper in livrea Croce Rossa Italiana attrezzato con elettromedicali e strumentazione medica di prevenzione e cura, promozione della salute, attività di assistenza cittadina, ausilio in operazioni di attività di emergenza e di prima accoglienza, assistenza domiciliare.

L’unità, con a bordo personale qualificato (medici e infermieri), sarà dislocata quotidianamente sul territorio cittadino con particolare attenzione ai quartieri disagiati.

Una presenza continua e concreta negli angoli della città dove è più complesso avere accesso all’assistenza sanitaria, un aiuto diretto alle classi sociali più deboli e in difficoltà.

Un ringraziamento particolare a Bolaffi Aste, a Compagnia dei Caraibi per il momento cocktail e all’agenzia i Ribelli per l’ideazione del concetto grafico dell’invito.