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Askatasuna, 100 agenti feriti negli scontri di Torino. Dimesso il poliziotto aggredito

È stato pesante il bilancio della manifestazione di ieri a Torino in sostegno al centro sociale Askatasuna, sfociata in violenti scontri con le forze dell’ordine. Secondo i dati forniti dalle autorità, tra i 29 e i 31 agenti di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza hanno riportato ferite nel corso dei disordini, alcuni dei quali hanno richiesto il ricovero ospedaliero. Si parla in realtà di 100 agenti feriti. Dimesso con prognosi di 20 giorni il poliziotto aggredito a colpi di martello e con prognosi di 30 il collega che lo ha soccorso.

Il corteo, al quale hanno partecipato migliaia di persone provenienti anche da altre città, era stato organizzato per protestare contro lo sgombero dello storico centro sociale. La situazione è degenerata quando una parte dei manifestanti ha forzato il percorso autorizzato, tentando di avvicinarsi all’area dell’ex sede di Askatasuna. A quel punto si sono verificati lanci di oggetti, petardi e fumogeni contro i reparti schierati, mentre le forze dell’ordine hanno reagito con cariche e lacrimogeni per contenere l’avanzata.

Oltre agli agenti feriti, il bilancio complessivo parla di numerosi contusi anche tra i manifestanti e di diversi interventi del 118. Le forze di polizia hanno effettuato arresti e denunce nei confronti di alcuni partecipanti ritenuti responsabili degli episodi più gravi.

La giornata di violenza ha suscitato forti reazioni politiche e istituzionali. Dal governo è arrivata una condanna netta degli scontri e la solidarietà agli operatori feriti, mentre proseguono le indagini per ricostruire nel dettaglio le responsabilità e valutare eventuali ulteriori provvedimenti.

Meloni a Torino per incontrare agente ferito e forze dell’ordine

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata in mattinata all’aeroporto di Caselle. Scopo della visita incontrare gli agenti e i militari coinvolti nei violenti scontri di ieri, fra le Forze dell’ordine e i manifestanti per lo sgombero del centro Askatasuna. Meloni si è recata a far visita all’agente Alessandro Calista, ferito e ricoverato alle Molinette.

Torino sotto assedio: il giorno della vergogna. La piazza che tradisce se stessa, barbarie al corteo pro Askatasuna

La manifestazione nazionale svoltasi ieri a Torino  a sostegno del centro sociale Askatasuna si è conclusa con gravi disordini, trasformando quella che era stata presentata come una protesta politica in una giornata segnata da violenze e tensioni diffuse. Le immagini del poliziotto aggredito da vigliacchi incappucciati fanno rabbrividire. Eppure ci sarà qualche esponente politico di sinistra che avrà il coraggio di trovare attenuanti nei loro confronti. E’ stato il giorno della vergogna.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, e le immagini televisive il corteo – al quale hanno partecipato attivisti provenienti anche da altre città – ha progressivamente perso ogni carattere pacifico. Alcuni gruppi, separandosi dal percorso autorizzato, hanno dato vita a scontri con le forze dell’ordine, utilizzando oggetti contundenti, petardi e materiali pirotecnici. La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento della polizia per contenere i disordini e ristabilire l’ordine pubblico.

Nel corso degli scontri sono rimasti coinvolti agenti di polizia, colpiti durante le fasi più concitate, e giornalisti impegnati nel racconto dei fatti, che in più occasioni sarebbero stati presi di mira mentre svolgevano il proprio lavoro. Un elemento particolarmente grave, che solleva interrogativi sulla tutela della libertà di informazione in contesti di forte radicalizzazione.

Quanto accaduto a Torino non può essere ricondotto all’esercizio del diritto di manifestare, garantito dalla Costituzione, ma rappresenta una deriva violenta inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico. La libertà di espressione presuppone il rispetto delle persone e delle istituzioni: quando lascia spazio all’aggressione fisica e all’intimidazione, perde la propria legittimità.

Gli scontri hanno avuto effetti anche sulla vita quotidiana della città. Diverse attività commerciali hanno abbassato le saracinesche per precauzione, mentre alcune aree sono rimaste a lungo paralizzate, con disagi per residenti, lavoratori e visitatori. Episodi di questo tipo incidono inevitabilmente sull’immagine urbana e sulla percezione di sicurezza, elementi fondamentali per l’attrattività economica e turistica di Torino.

Non è la prima volta che le mobilitazioni legate alla vicenda di Askatasuna sfociano in momenti di forte tensione. Tuttavia, la giornata del 31 gennaio segna un ulteriore salto di qualità nella conflittualità, ponendo con forza il tema del confine tra protesta e violenza.

Il diritto di dissentire resta un pilastro della democrazia, ma non può essere usato come giustificazione per atti che mettono a rischio l’incolumità delle persone, colpiscono chi informa e minano la convivenza civile. Su questo punto, il dibattito pubblico appare sempre più urgente e necessario.

Guerriglia urbana, aggressione violenta a un poliziotto: una decina di agenti feriti

Nell’immagine di copertina un frame del video che documenta l’aggressione violenta da parte degli antagonisti nei confronti di un agente di polizia rimasto isolato durante l’attacco dei sostenitori di Askatasuna. Il giorno della vergogna.
Dopo un inizio di corteo tranquillo alla manifestazione nazionale pro Askatasuna di oggi a Torino, verso sera il solito scenario da guerriglia. I manifestanti antagonisti più estremisti hanno dato vita a scontri con la polizia nei pressi dell’edificio che ospitava il centro sociale in corso Regina Margherita. Il cordone delle forze dell’ordine ha reagito con gli idranti, dai manifestanti lancio di pietre e bottiglie. Colpito un giornalista rimasto  ferito a una gamba dal lancio di un sasso. Sarebbero 11 gli agenti feriti, una camionetta è stata data alle fiamme.

Migliaia in piazza per Askatasuna. Città blindata e traffico bloccato

Nel pomeriggio i tre cortei per per Askatasuna, si sono riuniti in centro città. In testa i collettivi universitari. Sarebbero 15mila le persone in piazza secondo la stima della digos e invece 50 mila secondo gli organizzatori. Disagi per i cittadini causati da lunghe code e traffico lungo le strade del centro. A Palazzo Nuovo alcuni partecipanti hanno pernottato all’interno dell’università occupata. Con i manifestanti ci sono anche famiglie e residenti del quartiere di Vanchiglia. Schierati circa mille agenti della polizia, duecento carabinieri e un centinaio di finanzieri.

Askatasuna: sequestrati bastoni, maschere antigas e bombolette spray. 24 fogli di via

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Prima della  manifestazione nazionale di oggi sabato 31 gennaio, in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna, la Questura di Torino ha predisposto servizi di osservazione e di vigilanza connessi all’arrivo nel capoluogo torinese dei manifestanti, nonché vigilanze fisse e dinamiche nei confronti di obiettivi sensibili.

I servizi preventivi, già in corso, riguardano l’ambito stradale, autostradale, ferroviario ed aeroportuale, nonché il valico di frontiera terrestre del Frejus e del Monginevro, con controlli di eventuali manifestanti anche provenienti dall’estero, finalizzati non solo all’identificazione di eventuali facinorosi, ma anche al rinvenimento di oggetti idonei all’offesa o utili al travisamento.

Nel corso dei servizi, nella giornata del 30 gennaio, sono state identificate dalla Polizia di Stato 747 persone, e controllati 236 veicoli e 4 voli aerei.

I controlli si sono intensificati questa mattina su auto, pullman e treni.

10 persone, tre provenienti dalla Francia, 8 dall’autostrada Torino – Milano e due in treno da Genova, sono state accompagnate in ufficio perché trovate in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti atti al travisamento. Una delle persone provenienti da Genova è stata trovata in possesso di una grossa chiave inglese e un coltello.

Sono stati rinvenuti e sequestrati anche bombolette spray e bastoni.

Al momento sono 24 i fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Torino, per un periodo variabile da 1 a 3 anni. Tra questi anche due cittadini francesi e un cittadino russo.

10 gli avvisi orali emessi dal Questore di Torino a mezzo della locale Divisione Polizia Anticrimine, nei confronti di manifestanti, provenienti anche da altre province d’Italia e dall’estero. Ulteriori attività di controllo del territorio hanno permesso di emettere 7 DACUR.

Manifestazione di sabato 31 gennaio, previste limitazioni viabili

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Per la manifestazione in programma a Torino sabato 31 gennaio, saranno previste alcune modifiche alla viabilità. Le disposizioni potrebbero subire eventuali modifiche o variazioni nelle prossime ore su decisione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Lungo il percorso saranno istituiti divieti di sosta con rimozione forzata dei veicoli dalle ore 10 sabato 31 gennaio fino a cessate esigenze.A partire dalle ore 14.30 saranno poi previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei che avranno tre distinte partenze dalle stazioni di Porta Susa, di Porta Nuova e da Palazzo Nuovo, per congiungersi in corso Cairoli da dove i manifestanti in un unico corteo convergeranno verso corso Regio Parco, dove terminerà la manifestazione.

La Polizia Locale sarà presente lungo tutto il perimetro per indirizzare i veicoli verso percorsi alternativi durante il passaggio dei manifestanti.

Divieti di sosta
Nello specifico, i divieti, attivi dalle ore 10 del mattino e sino a cessate esigenze, saranno istituiti in: corso Regina Margherita lato civico 47 tratto Tarino – Vanchiglia, via Sant’Ottavio tratto Regina Margherita – Artisti, via Guastalla tratto Regina Margherita – Artisti, via Buniva tratto Regina Margherita – Artisti, via Giulia di Barolo tratto Regina Margherita – Artisti, via Balbo tratto Tarino – Vanchiglia, via Santa Giulia tratto Tarino – Vanchiglia, piazza Santa Giulia, piazza Carlo Felice, piazza Paleocapa, piazza Lagrange
via Lagrange entrambi i lati, tratto Vittorio Emanuele II – Lagrange, stazione FS Porta Susa solo lato Bolzano in entrambi i sensi di marcia, piazza XVIII Dicembre, corso Beccaria, corso San Martino entrambi i lati, tratto Beccaria – XVIII Dicembre, corso San Maurizio su entrambi i controviali, via Roero di Cortanze
lungo Dora Firenze entrambi i lati, tratto Verona – Novara, corso Novara lato est, tratto Varano – Regio Parco, compreso parcheggio Cimitero Monumentale, corso Regio Parco entrambi i lati, tratto Novara – Pindemonte.

La mappa ed eventuali aggiornamenti saranno disponibili in homepage sul sito della Città di Torino.

Trasporto pubblico
A partire dalle ore 13.30 i percorsi di alcune linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni nell’area interessata dal corteo. La metropolitana svolgerà regolare servizio ma saranno chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova. Su eventuale disposizione delle forze dell’ordine, potranno essere chiuse anche alcune stazioni intermedie. Per le informazioni di dettaglio si invita a consultare l’avviso sul sito di GTT:

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Manifestazione a Torino, scontro aperto sui cortei: gli organizzatori confermano tre percorsi

Si avvicina la giornata di mobilitazione prevista per sabato 31 gennaio 2026 a Torino, ma il confronto tra organizzatori e istituzioni è sempre più teso. I promotori della manifestazione hanno infatti ribadito la scelta di dare vita a tre cortei distinti, in aperto contrasto con le indicazioni arrivate dalla prefettura, che aveva chiesto una revisione del piano.

Nei giorni precedenti all’evento, agli organizzatori era stato sollecitato un cambiamento significativo: evitare il passaggio nelle zone centrali della città e accorpare la protesta in un’unica sfilata, rinunciando ai tre percorsi inizialmente comunicati. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato a una presa di posizione netta da parte dell’area autonoma e dei centri sociali coinvolti.

La risposta è contenuta in un documento diffuso pubblicamente, nel quale i promotori rivendicano il senso politico della scelta. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono, respingendo l’idea che la mobilitazione rappresenti una minaccia per la sicurezza cittadina.

Nel comunicato vengono inoltre contestate le motivazioni e il linguaggio utilizzato dalla prefettura. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere”. Secondo gli organizzatori, la gestione della vicenda rifletterebbe un’impostazione politica più ampia: “Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare”.

Nel testo emerge anche una critica diretta al modo in cui viene trattato il diritto di manifestare, percepito come sempre più condizionato. “In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.

Alla vigilia dell’evento, resta quindi aperto il nodo della gestione della giornata di sabato. Da una parte le autorità, impegnate a far rispettare le prescrizioni sulla sicurezza; dall’altra i manifestanti, intenzionati a portare avanti la protesta secondo le modalità annunciate.

Negozi, servizi e quartieri: approvate le nuove regole per il commercio in città

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La Giunta comunale di Torino ha approvato la revisione dei criteri urbanistici che disciplinano il commercio in città, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali e in relazione all’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Generale. L’intervento mira a rafforzare il commercio di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare l’evoluzione dei quartieri, tenendo conto delle innovazioni normative e delle trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche urbane orientate a uno sviluppo equilibrato e sostenibile del commercio, promuovendo la valorizzazione dell’economia di prossimità come elemento strategico per la qualità della vita, la coesione sociale e l’accessibilità ai servizi.

«Con questa revisione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città di Torino riordina le regole sul commercio per renderle più aderenti alla realtà dei quartieri e ai bisogni quotidiani delle persone. L’obiettivo è sostenere i negozi di vicinato e le attività di prossimità, prevenire squilibri dovuti a una crescita non governata delle medie strutture di vendita, rendere più chiari i criteri di insediamento delle attività e favorire una distribuzione più equilibrata dei servizi sul territorio. La delibera rafforza il ruolo del commercio come presidio sociale ed economico, tutela l’identità dei quartieri e crea le condizioni per interventi di valorizzazione e rigenerazione urbana, anche attraverso incentivi e strumenti dedicati. Centrale è anche il contrasto alla desertificazione commerciale, perseguito anche mediante l’introduzione di forme di disincentivazione ai cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. Il percorso proseguirà ora con l’esame in Consiglio comunale, per giungere a una decisione condivisa e coerente con il nuovo Piano Regolatore».

Nel processo di revisione del Piano Regolatore, la Città ha affiancato all’attività normativa un approfondito lavoro di analisi e ricerca, affidato al Politecnico di Milano nell’ambito del progetto “Supporto specialistico per l’economia urbana di prossimità. Sperimentazione di strumenti comunali per la valorizzazione e la tutela”. Lo studio ha integrato le analisi di TradeLab con i dati della Camera di Commercio di Torino, offrendo un quadro aggiornato delle dinamiche del commercio urbano e di prossimità a supporto delle scelte di pianificazione e regolazione.

L’indagine ha individuato diversi ambiti prioritari di intervento. Il primo riguarda la revisione del sistema degli addensamenti commerciali, che costituisce la struttura portante della distribuzione delle attività sul territorio. La principale innovazione consiste nel superamento di un approccio fondato prevalentemente su dati censuari: i nuovi criteri estendono l’analisi a tutte le attività riconducibili all’economia di prossimità, includendo il commercio al dettaglio, l’artigianato di prossimità, la somministrazione di alimenti e bevande e i servizi di vicinato, come formazione, sanità, sport e cultura. L’individuazione degli addensamenti si basa quindi sulle densità effettive delle attività presenti, consentendo una definizione più chiara dei confini e una maggiore coerenza delle regole applicabili.

Un secondo ambito di intervento riguarda le medie strutture di vendita, con superficie compresa tra 250 e 2.500 metri quadrati. La revisione dei criteri prevede il ripristino delle compatibilità tipologico-funzionali e l’introduzione di limiti più stringenti in alcuni contesti urbani: in particolare, non sarà ammessa l’apertura di strutture tra 901 e 1.800 metri quadrati negli addensamenti A2 e A3, né di strutture tra 1.801 e 2.500 metri quadrati negli addensamenti A3. È inoltre previsto un contributo compensativo aggiuntivo per le medie strutture di vendita, destinato al sostegno e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente, le cui modalità applicative saranno definite con un successivo provvedimento.

La delibera introduce anche una definizione urbanistica di “economia di prossimità”, riconosciuta come ambito di interesse pubblico e generale per garantire una presenza diffusa di attività commerciali e di servizio a scala locale. Nelle trasformazioni urbane sarà quindi possibile convenzionare una quota di spazi da destinare a tali funzioni, entro un limite massimo di 2.500 metri quadrati. La valorizzazione dell’economia di prossimità è orientata a sostenere le attività che contribuiscono all’identità dei quartieri e producono ricadute positive sul piano sociale ed economico, come le attività storiche, gli esercizi di interesse collettivo, i mercati rionali, gli spazi ibridi e i luoghi di aggregazione. In questo contesto potranno essere previsti incentivi e premialità per favorire la disponibilità di spazi commerciali a canone calmierato o a basso costo, attraverso strumenti urbanistici e regolamentari dedicati.

Il concetto di prossimità si integra con l’impostazione del nuovo Piano Regolatore Generale, che introduce un sistema di quartieri e centralità locali concepiti come infrastruttura strategica per la città. I quartieri sono intesi come unità urbanistiche di prossimità e come elementi fondamentali del welfare territoriale, individuati sulla base di criteri storici, analisi demografiche e indagini qualitative, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata dei servizi e valorizzare le identità locali.

La revisione conferma infine alcuni elementi già presenti nella disciplina vigente, introducendo al contempo aggiornamenti e possibili estensioni. Viene mantenuta la soglia di 400 metri quadrati di superficie lorda di pavimento per l’esclusione dell’obbligo di standard a servizi pubblici nella ZUCS, valutandone l’estensione all’addensamento A1 – Distretto del commercio. Sono inoltre previste forme di disincentivazione per i cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. È confermata la possibilità di derogare al fabbisogno di parcheggi per le medie strutture di vendita fino a 900 metri quadrati integrate nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, a fronte di interventi per la mobilità sostenibile, con l’ipotesi di estendere tale misura alle localizzazioni entro 300 metri dalle stazioni. Restano infine confermate la tutela dei cinema di interesse culturale e la salvaguardia degli assi commerciali.

Il percorso proseguirà con l’esame del provvedimento nelle commissioni consiliari competenti e con il successivo passaggio in Consiglio comunale, per l’approvazione definitiva e il coordinamento con il nuovo Piano Regolatore Generale.

A Torino il Roadshow di CDP e Confindustria per lo sviluppo delle imprese del territorio

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Fa tappa in Piemonte l’evento che punta a intercettare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e a presentare gli strumenti del Gruppo CDP

 

Torino, 29 gennaio 2026 – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’ che oggi ha fatto tappa a Torino, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

L’incontro è stato l’occasione per rafforzare il dialogo e l’interazione con le aziende locali con l’obiettivo di sostenere le priorità strategiche della Regione e di tutto il Paese guardando a specifiche aree d’intervento definite dall’Accordo firmato a Roma lo scorso settembre dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e PrestitiDario Scannapieco. Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolareil supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato.

Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa.

CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.

La tappa di Torino del Roadshow ‘Insieme per il futuro delle imprese’ ha visto la partecipazione del Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, del Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e del Presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay. Dopo un inquadramento economico a cura del Responsabile Monitoraggio e Analisi di Impatto di CDP Guido Romano, la giornata è proseguita con dei panel tematici per approfondire le esperienze delle imprese e le opportunità di crescita anche sul fronte dell’innovazione e della proiezione verso l’estero con il Direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, l’Amministratore Delegato di SIMEST Regina Corradini D’Arienzo, l’Amministratore Delegato di CDP Venture Capital SGR Emanuele Levi, la Senior Partner del Fondo Italiano di Investimento SGR Marzia Bartolomei Corsi, il Responsabile Finanziamenti, Fondi e Blending Cooperazione CDP Giulio Dal MagroEmiliano Lucci Investor Relations di CDP Real Asset SGR, Alessandro Battaglia Presidente di Silvateam e Giancesare Drocco CEO di Abet.

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