Un confronto si svolgerà in diretta sulla pagina Facebook di Sinistra Ecologista oggi alle ore 14:
– Eleonora Artesio
– Francesco Tresso (candidato alle primarie del centrosinistra)
– Federica Patti
– Jacopo Rosatelli
– Alberto Re.
Nella giornata di giovedì 3 giugno Italexit ha presentato ufficialmente la candidatura di Ivano Verra per le elezioni comunali di Torino. Alla conferenza hanno preso parte, oltre allo stesso Verra, Luciano Bosco e Roberto Mossetto in qualità, rispettivamente, di Responsabile del Piemonte e Segretario Politico della sezione torinese del partito.
Riceviamo e pubblichiamo – Verra intende proporsi ai torinesi come l’unica reale alternativa nello scenario politico torinese: «Destra e sinistra ormai viaggiano a braccetto: oltre a sostenere il Governo Draghi, anche a Torino sembrano esserci le condizioni per una coalizione allargata. Questo può significare solo una cosa: la loro impostazione politica è perfettamente sovrapponibile. I torinesi però hanno bisogno di nuove proposte e, soprattutto, di un progetto politico privo di ambiguità che li aiuti a ritrovare fiducia». Le parole chiave di questa candidatura saranno lavoro, commercio locale, sicurezza, innovazione e urbanistica: «A Torino manca una visione strategica di lungo periodo, con un’amministrazione che ha paura di rendersi protagonista attiva nelle dinamiche sociali ed economiche del territorio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: abbiamo una Torino a due velocità, dove chi resta indietro è spacciato. Penso alle persone che non riescono più a trovare un lavoro, ai quartieri che sono stati abbandonati alla delinquenza e al degrado, alle piccole imprese che vengono strangolate da tasse, burocrazia e concorrenza sleale straniera».
Il candidato sindaco ha quindi concluso esponendo i prossimi appuntamenti sul territorio: «Da domani avvierò una serie di incontri con i cittadini, le imprese, le associazioni delle varie circoscrizioni: percepisco una forte voglia di cambiamento e Italexit è l’unico soggetto in grado di assecondarla. Il 19 giugno il Senatore Gianluigi Paragone sarà in visita a Torino: un’occasione fondamentale per portare le nostre istanze locali anche nelle aule parlamentari».
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Sabato 5 giugno in via Torricelli 30, a Torino, alle ore 17 avrà luogo l’assemblea regionale del Popolo della Famiglia Piemonte. Sarà l’occasione perché i numerosi tesserati, simpatizzanti, amici si ritrovino in presenza e conoscano più da vicino la realtà di questo giovane movimento, candidato a diventare partito, non appena l’elettorato nazionale ne avrà compreso la portata innovativa e risolutiva.
Il PdF tocca le questioni chiave, la difesa della vita, la difesa della famiglia, quel baluardo che garantisce la protezione dei deboli, la risorsa del coraggio e della fiducia, quanto mai necessari in tempi tristi come i nostri.
Il PdF parteciperà anche quest’anno, come 5 anni fa, alla sfida elettorale: cresciuto, rinvigorito e sempre più convinto che solo accogliendo e difendendo la maternità, le piccole imprese famigliari, le giovani coppie, potremo rilanciare la produttività italiana e tener testa, con l’intelligenza e l’operosità che distingue la nostra gente, al progetto mondialista che punta ad annullare l’unicità della persona e le radici della nostra cultura.
Interverranno in diretta il Presidente nazionale Mario Adinolfi ed il Coordinatore nazionale Nicola Di Matteo; presiederà, in presenza, Lucianella Presta, Coordinatore regionale del Piemonte.
Sono cifre inaccettabili e non degne di un paese civile. Credo che l’emergenza vada presa di petto: non promettendo un migliaio di ispettori in più, peraltro insufficiente, ma pianificando un vero e proprio piano nazionale che metta in campo tutte le iniziative possibili in termini di formazione sulla sicurezza, di prevenzione e di rispetto delle normative.
Per tutti questi motivi ho interrogato il Ministro Orlando. Mi auguro di ricevere presto risposta”. Così in una nota la deputata torinese Jessica Costanzo (Misto).
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Nell’ambito della campagna nazionale di Rifondazione Comunista per dire no alle politiche neoliberiste del governo, in difesa dell’occupazione, dei salari, dei redditi e per la ricostruzione del pubblico, a cominciare dalla sanità pubblica, giovedì 3 giugno, dalle ore 10 alle 12 si terrà un presidio davanti all’Ospedale Molinette con conferenza stampa alle ore 11 a cui interverrà Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, Franco Cilenti direttore di Lavoro e Salute, Giorgio Pellegrinelli, dipartimento lavoro Prc-Se.
La lezione drammatica del covid non è servita a nulla: il governo Draghi continua con le politiche neoliberiste ad esclusivo sostegno dei profitti affidando il destino del paese alle stesse logiche del mercato che hanno prodotto il disastro economico e sociale che la pandemia ha messo con forza davanti agli occhi di tutti.
Il pubblico, a cominciare dalla sanità, è stato impoverito drasticamente nelle strutture e nelle risorse umane indispensabili per garantire servizi di qualità sia in tempi normali che per far fronte alle emergenze che rischiano di diventare la norma in un mondo in cui il profitto prevale su tutto.
Nel Recovery Plan del governo molti sono i miliardi destinati direttamente alle imprese e ad elevare la competitività mentre non sono previsti interventi diretti sul dramma della disoccupazione, dei salari, delle protezioni sociali, tant’è che si prevede il recupero degli occupati del 2019 non prima di tre anni, che nello stesso periodo sia i salari che i consumi sono previsti in calo. Si ammette che in Italia manca un milione di dipendenti pubblici rispetto alla media europea, ma poi si prevede appena il recupero del turnover; non solo non c’è nulla contro la precarietà, ma si assumono lavoratrici e lavoratori precari da lasciare a casa una volta finita l’emergenza; manca totalmente una riforma fiscale che garantisca strutturalmente le entrate indispensabili per garantire protezioni sociali, redditi dignitosi, l’universalità dei diritti, la cura delle persone e dell’ambiente .
Giovedì 3 giugno, si terrà la seconda delle tre giornate in cui si articolerà la campagna diffonderemo le nostre proposte per una buona e piena l’occupazione, un lavoro e un salario dignitosi come previsto dalla Costituzione, per il rilancio del sistema sanitario pubblico, per un fisco giusto.
“Un luogo come questo non è in grado di gestire la sofferenza, ma la fa esplodere, a maggior ragione per chi viene da una storia di vulnerabilità. La detenzione amministrativa è una profonda ingiustizia e chi la subisce lo avverte. Pensate a cosa significa per chi è stato anche vittima di una violenza” – dichiarano il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, e il consigliere del Partito Democratico e Vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi, al termine di un sopralluogo effettuato al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di corso Brunelleschi.
A quanto risulta, da gennaio a oggi sono passate dal centro 1070 persone di più di 50 diverse nazionalità, di cui un quarto provenienti da precedenti esperienze in carcere. La capienza è diminuita da 160 a 112 posti, di cui a oggi ne sono occupati 105. Il Decreto Salvini del 2018 ha ridotto drasticamente i servizi e il rapporto fra i detenuti e gli operatori: 16 ore settimanali di assistenza psicologica per 100 persone, altrettante di assistenza legale, 5 ore al giorno di presenza medica (integrata da un protocollo della struttura con l’ordine dei medici), 36 ore settimanali di mediazione culturale, 24 di direzione; gli operatori diurni sono 4, solo due quelli notturni.
“Noi pensiamo che queste strutture vadano chiuse, ma finché resteranno aperte lo Stato deve disporre le risorse per garantire la tutela dei diritti fondamentali e la dignità delle persone” – proseguono i consiglieri – “e non si può accettare che esistano luoghi così separati dal contesto esterno, da cui le persone escono e si trovano in uno stato di totale abbandono anche se vivono una condizione di fragilità”.
Nelle due ore e mezza di sopralluogo i consiglieri hanno ascoltato gli operatori, alcuni funzionari della Prefettura e le storie di alcuni detenuti. “Abbiamo sentito la voce di chi, con un regolare contratto, si trova qui perché gli è scaduto il permesso di soggiorno, di chi ci è finito perché ha attraversato il confine dalla Francia per salutare la fidanzata, di chi vi si trova dopo aver scontato una lunga pena in carcere senza essere stato identificato, di chi vive in Italia da anni e ha figli nati qui che nemmeno parlano la lingua del paese di provenienza, di chi appena compiuti 18 anni è uscito dalla comunità per finire al CPR” – continuano i consiglieri. – “Sulla vicenda di Moussa abbiamo appreso qualcosa che, se confermato, sarebbe molto grave: al momento del suo arrivo al CPR e probabilmente fino alla fine, chi aveva in custodia il ragazzo non è stato messo a conoscenza nè dalla Questura di Imperia nè dall’ASL dell’aggressione che aveva subito e ne aveva determinato il ricovero. Com’è possibile che tra istituzioni si perda un’informazione così importante e la vittima di una violenza a Ventimiglia diventi uno sconosciuto quando mette piede nel CPR di Torino?”
“Abbiamo anche appreso che negli ospedaletti, la struttura di isolamento dove si trovava Moussa, continuano a non esserci dispositivi di videosorveglianza” – aggiunge Grimaldi, che già due anni fa aveva denunciato la condizione degli ospedaletti dopo la morte di Hossain Faisal. “Dopo la mia denuncia di allora sono stati installati dei pulsanti di allarme, peccato che, purtroppo, chi vuole togliersi la vita non schiaccerà quel bottone”.
“Per poter ottenere il permesso per questo sopralluogo ci è voluta una settimana” – concludono i consiglieri – “una settimana di fughe di notizie in cui una maggiore trasparenza avrebbe forse aiutato a capire prima gli eventi. Le istituzioni devono avere libertà di accesso immediata in questi luoghi”.
PRIMARIE TORINO/DOMANI “BONI IN VETRINA”: FESTA DELLA REPUBBLICA SIA ANCHE FESTA DELLA TRASPARENZA POLITICA.
“I cittadini potranno dialogare con il candidato che si posizionerà dietro la vetrina della propria sede elettorale. Dialogo in presenza o on-line.
Al mattino sesta tappa della BoniMarathon, dal Municipio al Parco Ruffini con la bandiera europea”
Domani, mercoledì 2 giugno, dalle ore 16 alle ore 18, Igor Boni, candidato alla primarie del centrosinistra del 12 e 13 giugno, si metterà in vetrina, nella sede del suo comitato elettorale (Torino, via San Dalmazzo n. 9 bis/b), per dialogare con i cittadini, che potranno venire direttamente nella sede o fare domande collegandosi in diretta sulla pagina Facebook di Igor Boni e di RARA (Radio Associazione Radicale Aglietta).
Igor Boni ha dichiarato:
“Questa mattina si è tenuto il primo dibattito pubblico fra i quattro candidati alle primarie. Spero che nei dieci giorni che ci separano dal voto ce ne siano tanti altri, per permettere al maggior numero di persone di conoscere le nostre storie e le nostre idee. A questo servono le primarie, per la cui tenuta mi sono battuto per 10 mesi, giorno dopo giorno, scontrandomi con l’incredulità, lo scetticismo e la rassegnazione di tanti che ora esaltano le primarie come ‘grande prova di democrazia’.
Domani voglio festeggiare non solo la festa della Repubblica ma anche una festa della trasparenza politica. Senza trasparenza della politica non c’è democrazia compiuta. Chi vorrà venire in via San Dalmazzo mi troverà in vetrina, disponibile a rispondere alle sue domande, alle sue curiosità, ma anche per recepire suggerimenti, idee e proposte per il mio programma da sindaco. Chi non potrà fare due passi in centro, potrà collegarsi grazie alla mia pagina social. Da giugno scorso abbiamo attraversato la città in lungo e in largo per raccontare il progetto della nuova Torino, connessa, umana e sostenibile. L’ho fatto, come da oltre 30 anni, dialogando e ascoltando. “Boni in Vetrina” sarà una ulteriore occasione per far vedere e toccare con mano una politica diversa, una politica fatta con e non sopra le persone”.
Per ogni approfondimento: www.bonisindaco.it