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Lasciare andare: incontro al Conservatorio con Daniel Lumera

Domenica 8 febbraio, alle ore 18, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, l’esperto internazionale di benessere, Daniel Lumera, guiderà il pubblico in un viaggio profondo e trasformativo attraverso l’esperienza del “lasciare andare”. L’incontro è organizzato da Fondazione FARO e coniuga la ricerca del benessere interiore con la solidarietà: il ricavato andrà a favore delle attività di ricerca sulle cure palliative della Fondazione.
“Il tema del ‘lasciare andare’ è cruciale nella nostra attività quotidiana – racconta Marina Sozzi, coresponsabile dell’Ufficio Culturale di Fondazione Faro – sia quando ci si avvicina alla fine della propria vita, sia quando si ha a che fare con una perdita. La capacità di lasciar andare, di permettere che accada ciò che comunque accadrà, può fare la differenza nell’esperienza del morire e del lutto. Si tratta di una capacità che va allenata: ognuno di noi ha qualcosa che non riesce a perdonare o a lasciarsi alle spalle. Un’abitudine, una dipendenza, un bisogno di controllo, un progetto una relazione finita, un dolore mai integrato, giudizi, paure e aspettative. Per questo abbiamo voluto coinvolgere Daniel Lumera per guidarci in un‘esperienza che ci porti a esperire la leggerezza e il benessere che nasce dalla capacità di lasciare andare ciò che non fa più parte della nostra vita”.
Partendo dal suo recente libro “Ti lascio andare”(Mondadori), Daniel Lumera, biologo naturalista, research fellow nei processi di comunicazione e sociologia, punto di riferimento internazionale nel campo del benessere e della qualità della vita, esplora, alla luce delle recenti ricerche neuroscientifiche, quanto sia essenziale per una vita significativa il saper lasciare andare. Il percorso proposto parte dalla sua esperienza in accompagnamento al fine vita, che lo ha spinto ad approfondire il tema del congedo non solo dagli altri ma anche dal proprio ego, dal passato e dalle aspettative sul futuro. Con insegnamenti, esempi concreti ed esperienze tratti dalla vita quotidiana, Lumera offre un percorso ricco di strumenti pratici per superare le paure legate alla perdita, al cambiamento, imparando ad accogliere con serenità il flusso naturale della vita.
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Mara Martellotta

Un anno da record per Bioparco Zoom Torino 

Bioparco Zoom Torino e Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, guidati dal gruppo OpenNature archiviano un 2025 da record con 1,2 milioni di visitatori e l’arrivo di nuove specie animali in primavera. Riapriranno il 14 febbraio prossimo. Il gruppo, con un fatturato di 36,4 milioni di euro, entra nel secondo anno dalla fusione, che lo ha reso uno dei principali attori nel panorama zoologico nazionale sui fronti dell’educazione ambientale, della conservazione  della biodiversità e della ricerca scientifica.

“La crescita – spiega Umberto Maccario, CEO del Gruppo OpenNature  – ha interessato entrambe le realtà. Il Parco Natura Viva ha superato le 630 mila presenze (+42% rispetto al 2024), mentre Zoom Torino ha registrato oltre 612 mila visitatori (+12%). Il risultato più importante è stato quello di riuscire, in tempi rapidi, a identificare i punti di forza, metterli a fattor comune e unire le competenze, creando un unico grande team pronto ad affrontare le nuove sfide del corso di OpenNature”.

Oggi i due parchi ospitano circa 300 specie animali e 2500 esemplari di fauna selvatica, inseriti nei programmi di gestione e conservazione dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Accanto alla dimensione scientifica, il pubblico ha confermato il ruolo dell’edutainment come strumento di educazione ambientale.

“Se nel Parco Natura Viva ha registrato un forte interesse Jurassic Adventure e le Extra Experience – prosegue Maccario – a Zoom Torino hanno colpito l’attenzione del pubblico le nuove aree FarmLand e Cascate Zambesi, iniziative che ci permettono di raccontare la biodiversità passata e presente in modo diretto e accessibile, mantenendo il coinvolgimento educativo e il rigore scientifico”.

Mara Martellotta

Borghi in maschera, il carnevale più grande

Si è svolta oggi, al Grattacielo Piemonte, la conferenza stampa di presentazione di “Borghi in Maschera: il Carnevale più grande d’Italia”, il progetto di valorizzazione territoriale che mette in rete le principali manifestazioni carnevalesche dei borghi piemontesi.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino e Daniele Pane, presidente dell’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua.

L’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua riunisce 56 Comuni della bassa vercellese, un’area del Piemonte compresa tra i fiumi Sesia, Dora Baltea e Po. Questa zona pianeggiante della Pianura Padana, tra le province di Vercelli, Alessandria e Pavia, è un mosaico di terre fertili irrigate da secoli da una fitta rete idraulica: canali maestri come il Cavour, ponti canalicoli, sifoni e prese d’acqua che nutrono vasti campi di riso, grange monastiche e castelli di pianura.

Un territorio in cui l’acqua ha modellato nel tempo il paesaggio, l’economia e l’identità delle comunità locali, dove si fondono tradizioni culinarie robuste (panissa vercellese, agnolotti, bagna cauda) con paesaggi percorribili a piedi o in bicicletta lungo strade bianche e la Via Francigena. Qui, tra nebbie autunnali, murales urbani vivaci come quelli di Rive e il suggestivo “Custode delle Risaie”, storia e contemporaneità si intrecciano creando un’identità unica.

L’Associazione nasce con l’obiettivo di valorizzare i borghi attraverso progetti condivisi di promozione culturale e turistica, mettendo in rete Comuni, amministrazioni e realtà locali e favorendo una visione coordinata del territorio. In questo quadro si inseriscono iniziative strutturate come Borghi in Maschera e Sagre nei Borghi: percorsi tematici che uniscono eventi, feste popolari e tradizioni locali in una programmazione comune, capace di dare continuità all’offerta culturale, rafforzare la collaborazione tra i Comuni e rendere più riconoscibile l’identità dei Borghi delle Vie d’Acqua.

“Borghi in Maschera” valorizza le tradizioni carnevalesche locali attraverso una programmazione condivisa che riunisce sfilate, fagiolate, rievocazioni storiche ed eventi popolari realizzati nei Comuni dei Borghi nel corso dell’anno. Un progetto che, già nelle precedenti edizioni, ha dimostrato la forza di una visione coordinata del Carnevale come patrimonio culturale diffuso, capace di unire territori, comunità e identità.

L’iniziativa ha rafforzato nel tempo la collaborazione tra Amministrazioni comunali, Pro Loco e Associazioni, favorendo la conoscenza reciproca tra i borghi coinvolti e ampliando l’offerta complessiva di eventi. La messa in rete delle manifestazioni ha inoltre stimolato la mobilità dei visitatori, creando nuove occasioni di incontro e scambio tra comunità locali e incrementando l’attrattività turistica del territorio.

Grande attenzione è riservata anche alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche e culturali del Carnevale, elementi distintivi della storia e dell’identità dei borghi, strumenti fondamentali per raccontarne le peculiarità sociali e culturali.

«Il Carnevale è una delle espressioni più autentiche dell’identità dei nostri borghi, un patrimonio di colori, maschere, tradizioni e sapori che attraversa i secoli e continua a rinnovarsi – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli –. Con Borghi in Maschera, i centri delle Vie d’Acqua hanno dato vita alla più grande manifestazione carnevalesca diffusa d’Italia. Il progetto valorizza il Piemonte attraverso sfilate, rievocazioni storiche ed eventi gastronomici che ne raccontano la ricchezza culturale. La programmazione coordinata degli appuntamenti offre a famiglie e visitatori nuove occasioni di scoperta, contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica regionale. Borghi in Maschera è l’esempio di come la tradizione possa tradursi in un progetto culturale attuale e attrattivo, capace di coinvolgere un pubblico di tutte le età».

«Borghi in Maschera è un progetto che dimostra come la collaborazione tra territori possa trasformare le tradizioni locali in una grande esperienza collettiva – dichiara Daniele Pane, presidente dei Borghi delle Vie d’Acqua –. Anche nel 2026 porteremo avanti questo modello, presentando un calendario condiviso che rafforza il senso di appartenenza, la coesione territoriale e la partecipazione attiva delle comunità dei Borghi delle Vie d’Acqua. Il Carnevale diventa così non solo festa, ma racconto vivo dei nostri borghi e della loro identità».

«Il Carnevale fa parte delle nostre tradizioni e aiuta a mantenere saldi i legami con la nostra identità – aggiunge il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino –. Per questo, i Borghi in Maschera sono un appuntamento importante per il territorio, che colora e unisce i Comuni tra sfilate e fagiolate. Per questa occasione, inoltre, la Provincia di Vercelli con la collaborazione dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” ha organizzato un seminario sul connubio cibo-carnevale, dove l’antropologia e la storia si incontreranno. Vi aspettiamo per tante scoperte e altrettanto divertimento».

Il progetto coinvolge 49 comuni dei Borghi delle Vie d’Acqua: Albano Vercellese, Alice Castello, Arborio, Asigliano Vercellese, Balzola, Bianzè, Borgo D’Ale, Borgo Vercelli, Buronzo, Caresana, Caresanablot, Carisio, Casanova Elvo, Cigliano, Costanzana, Crescentino, Crova, Desana, Formigliana, Ghislarengo, Greggio, Lenta, Livorno Ferraris, Maglione, Moncrivello, Morano sul Po, Olcenengo, Palazzolo Vercellese, Pertengo, Pezzana, Prarolo, Rive, Robella, Ronsecco, Rovasenda, Salasco, Sali Vercellese, Saluggia, San Germano Vercellese, San Giacomo Vercellese, Sant’Antonino, Santhià, Stroppiana, Tricerro, Trino, Tronzano Vercellese, Villanova Monferrato, Villareggia, Villata.

Con il rilancio dell’iniziativa nel 2026, Borghi in Maschera si conferma un progetto strategico di promozione culturale e turistica, capace di coniugare tradizione, partecipazione e sviluppo locale.

cs

Torino Capitale del Vermouth con la terza edizione del Salone 

Il simbolo dell’aperitivo italiano nel mondo protagonista di un lungo weekend di Salone e di una settimana di eventi a Torino, tra contemporaneità e storia 22 febbraio al Museo del Risorgimento

Il 2026 non è un anno come gli altri per la cultura del bere bene: segna infatti in calendario il 240° Anniversario della nascita ufficiale del Vermouth, nato all’ombra dei portici torinesi nel 1786. Per onorare questa eredità leggendaria, Torino torna a essere il palcoscenico nazionale e internazionale della terza edizione de Il Salone del Vermouth, in programma da sabato 21 a domenica 22 febbraio 2026, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

Un’edizione, quella del 2026, pensata come un grande contenitore esperienziale e culturale capace di restituire una visione contemporanea oltrechè storica, di un prodotto simbolo di identità e innovazione. Il Salone non sarà solo una vetrina, ma una celebrazione corale che vedrà la partecipazione di oltre 30 produttori, dando vita a un dialogo unico tra i grandi nomi di fama internazionale, eccellenze storiche del territorio e giovani produttori emergenti che stanno portando nuova linfa e creatività alla categoria.

Il fulcro della manifestazione sarà il Salone del Vermouth nelle giornate del 21 e 22 febbraio 2026, ospitato al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che accoglierà produttori, operatori del settore e pubblico per dare vita a un articolato palinsesto di incontri, degustazioni e momenti di approfondimento.

Il Salone si distingue inoltre per essere l’unico evento italiano e internazionale interamente dedicato al Vermouth a prevedere anche una giornata B2B esclusiva: alle due giornate aperte al pubblico si affiancherà infatti lunedì 23 febbraio, una mezza giornata riservata al trade, pensata come momento di incontro, networking e confronto tra produttori, buyer, distributori e operatori del settore.

Accanto alle giornate principali, il Salone del Vermouth si estenderà all’intera città con il Fuorisalone, in programma dal 16 al 22 febbraio 2026, una settimana di eventi diffusi che animeranno Torino attraverso degustazioni, incontri culturali, guest shift, presentazioni editoriali e menu dedicati. Cocktail bar, ristoranti, bistrot, caffè storici e spazi culturali saranno coinvolti in un racconto urbano che rafforza il legame profondo tra il Vermouth e la città in cui è nato.

I giorni della merla

Gli ultimi tre giorni di gennaio sono chiamati “i giorni della merla” e secondo la tradizione sarebbero i più freddi dell’anno.
In base al meteo del 29, 30 e 31 gennaio si potrebbero infatti “leggere” le previsioni metereologiche per l’anno appena iniziato: se il tempo è clemente la primavera tarderà ad arrivare e sarà piovosa, se invece i tre giorni sono molto freddi, la primavera sarà bella e arriverà presto.
La protagonista di tutte le leggende è una merla.
Una favola racconta che gennaio in origine aveva 28 giorni. Molto invidioso di una merla dalle piume bianchissime, si divertiva a tormentarla scatenando una bufera di neve ogni volta che il povero animale usciva in cerca di cibo. Stanca di tutte queste angherie, la merla fece scorta di viveri e rimase nel suo nido per 28 giorni; una volta uscita si dilettò a prendere in giro gennaio, pensando di averlo beffato. Messo in ridicolo, il suo nemico andò dal fratello febbraio e gli chiese altri tre giorni, durante i quali scatenò una tremenda bufera di neve.
La merla fu costretta a trovare rifugio in un camino e una volta giunto finalmente febbraio, uscì sana e salva, ma le sue piume erano diventate nere a causa della fuliggine. Da allora gennaio ha sempre avuto 31 giorni e i merli nascono con le piume nere.
Un’altra favola è ambientata a Milano e racconta di una famiglia di merli bianchi, i quali, giunti nel capoluogo a fine estate, avevano costruito il loro nido sotto una gronda. L’inverno fu però molto freddo e nevoso; a causa della mancanza di cibo il capo famiglia fu costretto ad andare a cercare un altro rifugio, stando via gli ultimi tre giorni di gennaio. Nel frattempo la moglie, per proteggere i figli, spostò il nido vicino ad un comignolo, dal quale proveniva un po’ di tepore.
Quando il merlo tornò, trovo i propri famigliari tutti neri e stando a contatto con la loro fuliggine, si scurì anch’esso. Da allora tutti i merli nascono neri.
Lo scrittore Sebastiano Pauli nel 1740 narrò due storielle sull’origine di questi giorni, legate al Po.
La prima parla di un cannone in ghisa molto pesante chiamato “merla”: i soldati piemontesi dovevano portarlo sull’altro lato del fiume e per farlo aspettarono gli ultimi tre giorni di gennaio, quando, grazie al gelo, poterono far scivolare il cannone sul ghiaccio.
La seconda racconta di una nobile signora di Caravaggio chiamata “de Merli”, la quale doveva attraversare il Po per andare a cercarsi un marito; poté farlo negli ultimi giorni di gennaio, quando passò sopra il fiume ghiacciato.
Ancora oggi in diverse parti d’Italia il 29, 30 e 31 gennaio vengono organizzate diverse celebrazioni che vedono protagonisti i canti popolari.
A Lodi due cori, sulle rive opposte dell’Adda, si “chiamano” e si “rispondono”.
La strofa iniziale di questo “botta e risposta
dice: “butta la rocca in mezzo all’aia, se è nuvolo verrà il sereno”.
In Provincia di Cremona ci si raduna attorno ad un grande falò, sul sagrato di una chiesa oppure in riva al fiume e insieme ad un coro, i cui membri vestono abiti contadini, si intonano canti popolari i cui testi variano in base alla zona, ma hanno come temi comuni l’inverno e l’amore. Qui i giorni della merla sono gli ultimi due di gennaio e il primo di febbraio.

ANDREA CARNINO

Con spinaci e ricotta la torta è speciale e stuzzicante

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Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose

Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic,  le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.

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Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda

½ kg. di spinacini freschi

1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)

250gr. di ricotta piemontese

100gr. di taleggio

1 uovo intero, 4 tuorli

1 spicchio di aglio

50gr.di parmigiano grattugiato

sale, pepe,burro, noce moscata q.b.

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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.

 

Paperita Patty 

Visite guidate e Fuaset al castello di Sanfrè 

Turismo in Langa APS, in partnership con Nostra Manera-Alba e le Cento Teglie, propone una serie di visite guidate al castello di Sanfrè con un finale a sorpresa dedicato ai sapori del territorio. Il castello sorge in cima al borgo, a pochi km da Bra e Carmagnola, e visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con partenze ogni ora. Il percorso di visita prenderà il via dal giardino panoramico, da cui si gode un’ampia vista sulla pianura Cuneese e sull’arco alpino, per poi proseguire all’interno del maniero tra alcune sale cinquecentesche, tra cui lo splendido salone dei Duchi, un tempo destinato all’ospitalità dei duchi di Savoia, con alcova e soffitti impreziositi da stucchi e affreschi di fine Cinquecento. A conclusione del tour, e in occasione del periodo quaresimale, i partecipanti saranno salutati con un saggio di Fuaset, dolce tipico di Sanfrè, realizzato con pasta di pane e tradizionalmente preparato nel periodo pasquale, accompagnato da un calice di vino di produttori locali.

www.turismoinlanga.it

Mara Martellotta

Grande festa carioca al mercato Centrale Torino

Domenica 15 febbraio, in Spazio Fare, al secondo piano del Mercato Centrale dalle 11 alle 21 grande festa carioca con la musica e i balli  brasiliani. Mercato Centrale Torino si trasformerà  in un coloratissimo palcoscenico per celebrare il  Carnevale brasiliano, un evento in collaborazione con Julios Barrios della Bottega I sapori del Brasile, che promette di portare la gioia e l’energia tipiche di questa festività direttamente a Torino. Dalle 11 alle 21 un programma ricco di emozioni riempirà gli spazi torinesi, in cui si festeggerà con Samba e specialità gastronomiche brasiliane di vario tipo.

La giornata avrà inizio con un set di musica brasiliana dalle 11 alle 13.30, capace di intrattenere e risvegliare i sensi. Alle 13.30 il palcoscenico ospiterà le prime esibizioni del gruppo di ballo Roni Brasil, con la presentazione di tre ballerine pronte a incantare il pubblico con le loro performance. Le successive esibizioni del gruppo sono programmate alle 14.30 e alle 15.30.

Dopo un pomeriggio all’insegna della danza, il divertimento continuerà  con il gruppo di ballo Samba, che regalerà al pubblico un’esperienza con set musicali di Pagode, arricchiti dalla voce emozionante del cantante Robertinho, in arrivo direttamente da Rio De Janeiro. Gli spettacoli si svolgeranno dalle 16 alle 17.30 e dalle 18 alle 20 e promettono di trasportare gli ospiti in una vera festa carioca.
Il gran finale della giornata sarà  segnato da un altro set di musica brasiliana, dalle 20 alle 21 per concludere la giornata in bellezza, condividendo momenti di felicità, tradizione e cultura.

Le sorprese della giornata che porterà il Brasile nel cuore di Torino e di piazza della Repubblica non si limiteranno a musica e ballo. Per l’evento saranno allestiti vari chiostri per gustare tutti i piatti tipici regionali brasiliani, preparati con passione dall’artigiano di Mercato Centrale Torino Julio Barrios. Tra le specialità  culinarie proposte vi saranno i Churrasquinho, spiedini succulenti accompagnati da salatini fritti e la tradizionale fagiolata, oltre a una selezione di bibite rinfrescanti e l’immancabile Caipirinha originale brasiliana, preparata sul momento presso l’area bar.

Mercato Centrale Torino. Piazza della Repubblica

Mara Martellotta