LIFESTYLE- Pagina 39

Valontan, una storia di provincia

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A Brunello Martoccini era nato un figlio. Una bella notizia per  l’anziano zio, il signor Virgilio Borlazza, che viveva a Romentino, nel novarese. Contadino in pensione, Virgilio, aveva promesso al nipote che avrebbe fatto da padrino al battesimo del primo figlio

Brunello, nel frattempo, si era trasferito a Torino. Quindi era lì, nella capitale sabauda, che doveva recarsi.  Nessun problema, a parte uno. In verità non un grande problema ma piuttosto, come dire?, delicato: il mal d’auto che Virgilio soffriva con particolare disagio. Anche da giovane, quando capitava di prendere la corriera alla fermata, davanti al cascinale dei Borlazza, appena messo il piede sul gradino avvertiva quel malessere che agguanta lo stomaco e lo strizza ben bene. “Comunque, la parola data va mantenuta”. E  il signor Virgilio non era uomo da venir meno alle promesse. “Piuttosto faccio il viaggio con la testa fuori dal finestrino ma quando il prete bagna la testa dell’Edoardo(questo il nome  scelto per l’erede di casa Martoccini)  devo esser lì, altro che balle!”, affermava deciso l’anziano contadino.La moglie , la signora Adele, doveva ritirare dei medicinali prescritti dal medico e , cogliendo al balzo l’occasione, per non perder tempo,  lo spedì in farmacia , raccomandandogli di acquistare anche delle pillole utili a contrastare quella fastidiosa nausea che alcuni, come lui, provavano durante i lunghi viaggi in automobile. Virgilio non si fece pregare, consapevole com’era che le decisioni della moglie erano irrevocabili e che a nulla sarebbe valso opporvi resistenza. Dunque, andò. In pochi minuti, raggiunta la farmacia e varcata la soglia, si trovò una sorpresa che avrebbe voluto evitare: dietro al bancone non c’era il farmacista D’Intrugli ma sua moglie, una signora un po’ impicciona e molto, ma molto curiosa.“Oddio, proprio quella lì mi toccava d’incontrare. E’ quasi peggio dell’Ercolino, quel gran rompiballe di mio nipote ”, sospirò Virgilio. Dopo lo scambio di saluti , molto formale e piuttosto freddino,  l’anziano allungò la ricetta sul bancone  e aggiunse: “..mi servono anche le pastiglie per l’auto”.  La moglie del farmacista, alzando gli occhi dal foglio, lo guardò negli occhi e chiese: “Valontan?”. Virgilio, contrariato per la domanda, borbottò dentro di sé..”Eccola qua, la curiosa. Vuol sapere dove vado,eh? Ma io non gli dico un bel niente”. E stette zitto. La signora intanto, voltando le spalle all’anziano,  cercava sugli scaffali le medicine, mormorando  tra sè e sè , “Valontan”.Virgilio, che aveva l’udito buono, a dispetto dell’età,  scosse la testa e pensò: “Di nuovo. Eccola che insiste. Non riesce proprio a farsi i fatti suoi…Ma io starò muto come una tomba e la soddisfazione di dirle dove devo andare proprio non gliela dò”. La farmacista, raccolte le confezioni sul bancone, rilesse quanto stava scritto sulla ricetta.. “Allora, vediamo un po’. Supposte di glicerina..sì..sciroppo per la tosse..eccolo.. antibiotico e antipiretico sono qui. Ah… ecco..Valontan”.Virgilio, esasperato dall’invadenza, rispose seccato: “Vado a Torino. Contenta, adesso? ”.La signora, sgranando gli occhi, disse:”Ma signor Virgilio, io non volevo sapere dove andrà lei. Valontan è il nome delle pastiglie”. L’anziano però non le credette. Pagò le medicine, ritirò la merce e lo scontrino e, prima di andarsene le disse: “Eh, sì! Altro che non vuol saperlo, la scìura farmacista. Ma se me l’ha chiesto tre volte, cara Madonna!  Farsi i fatti propri mai, eh..? Buongiorno”.

Marco Travaglini

Scusi, posso sedermi?

Non mi riferisco alla cessione di un posto a sedere sui mezzi pubblici, ma a quell’abitudine anglosassone di condividere il posto a tavola nei pub e nei bar.

Come ho scritto in un altro mio articolo un paio di mesi fa, ricordo quando, negli anni ’80, vennero di moda i pub a Torino e fra questi il più gettonato, alla Crocetta, osservava le regole dei pub inglesi: tra queste, non ti servivano al tavolo (ottimo per il contenimento della spesa) e potevi sederti ovunque ci fosse un posto, anche ad un tavolo già parzialmente occupato.

Regola non scritta, era però osservata da tutti con piacere, permetteva non soltanto di trascorrere una serata in modo imprevisto, vario, ma anche e soprattutto di conoscere nuova gente e sviluppare nuove amicizie.

Si può dire che, per il nostro stile di vita questo modo di vivere fosse troppo aperto, abituati come siamo alla nostra privacy, a non far sentire i nostri discorsi a sconosciuti.

In realtà col passare degli anni le cose sono peggiorate, tragicamente, ma non in una direzione sola.

Ora si è molto più soli, sia per scelta che per una serie di concomitanze (orari di lavoro che non coincidono con quelli degli amici o maggior distanza tra casa e lavoro, ad esempio) con il risultato che la condivisione di un tavolo sarebbe scartata a priori.

Nello stesso tempo, però, se ascoltiamo un messaggio giuntoci sullo smartphone lo ascoltiamo col vivavoce così anche a distanza di tre tavoli possono fornirci il loro parere.

Due comportamenti apparentemente antitetici indice entrambi di un sintomo comune: il disagio; quel disagio che viene dimostrato quotidianamente attraverso violenza, litigiosità giudiziale, uso di sostanze stupefacenti in aumento, hikikomori e altro.

Pensate a vent’anni fa e confrontate con i giorni nostri: qualcosa è cambiato in meglio? La relazione che avevate con gli amici, il numero di uscite settimanali che facevate confrontato con quelle attuali regge il confronto? Vi sentivate più circondati da amici allora o adesso? E non mi riferisco agli “amici” dei social, temine improprio per definire persone che ci fanno sapere solo ciò che vogliono e che, di colpo, possono sparire o farci sparire con un click.

Costo della vita aumentato, potere d’acquisto inferiore, lavori saltuari, domeniche diventate lavorative per molte categorie sono sicuramente fonte di disagio.

Lo stesso disagio che porta giovani e meno giovani a chiudersi in casa, rifiutando qualsiasi contatto col mondo esterno o che spinge amici a uscire, trovarsi al parco e sedersi sulla stessa panchina, ognuno col proprio cellulare in mano, come se gli altri non esistessero. Per essere separati a distanza da casa, non era meglio restarsene a casa così si risparmiavano tempo e fatica?

Possibile che i giovani, di entrambi i sessi, non sentano l’esigenza (anche fisica) di incontrare un partner, parlare, camminare mano nella mano, prendere un gelato, vedere un film e, se tutto ok, tentare un approccio?

È palese che la nostra società sia malata, speriamo non irrimediabilmente, ma quale sia la cura nessuno l’ha ancora scoperto o, forse, nessuno ha interessa a scoprirla davvero.

Una popolazione priva di stimoli, di interessi e di reazioni è una popolazione facilmente manovrabile, anche attraverso messaggi subliminali che, sebbene proibiti per legge, sono inseriti all’interno di molti video, molti spot e consentono di tenere le persone sotto controllo, indirettamente, non fosse altro per evitare che reagiscano e si ribellino.

Pensateci. Oppure proponete una ragione diversa, se non addirittura una soluzione.

Sergio Motta

“Menopausa in salute”, a Torino il libro della dottoressa di Pace

Torino, Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.00 la Libreria Il Libraccio di Torino, in Via Ormea 134/b, ospita l’incontro con la Dottoressa di Pace per la presentazione del suo nuovo libro “Menopausa in Salute”, pubblicato da Sonzogno Editori Un appuntamento dedicato a tutte le donne, e non solo, che vogliono affrontare la menopausa con consapevolezza, serenità e strumenti pratici. Nel suo libro, la Dottoressa di Pace unisce approccio medico e sguardo olistico: dai cambiamenti fisici a quelli emotivi, dall’alimentazione al benessere psicofisico, fino a come mantenere energia, autostima e qualità della vita in questa fase. “Menopausa in Salute” nasce con l’obiettivo di sfatare tabù e fornire informazioni chiare, senza allarmismi, per vivere il cambiamento come un passaggio di forza. Durante la serata la Dottoressa dialogherà con il pubblico, racconterà come è nato il libro e risponderà a domande e curiosità. A seguire firmacopie. Interviene: La Dottoressa di Pace – autrice di _Menopausa in Salute_, Sonzogno Editori Dialoga con l’autrice: Gian Giacomo Della Porta del quotidiano il Torinese.it


Quando: Venerdì 12 giugno 2026, ore 18.00

Dove: Libreria Il Libraccio Torino – Via  Monginevro 55,  Torino

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Scoprire la statua del San Carlone con una visita guidata

Domenica 31 maggio sarà possibile 

Nel mese di maggio, la statua di San Carlo Borromeo, chiamata affettuosamente dai locali “San Carlone”, torna ad accogliere i visitatori con un calendario di visite guidate a cura di Archeologistics, che permettono di seguire da vicino uno dei simboli più rappresentativi del lago Maggiore. Archeologistics è un’impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni culturali e che gestisce la statua tramite la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del luogo. Le visite offrono un’occasione per approfondire la figura di San Carlo Borromeo, nato ad Arona, e per ripercorrere la storia della statua seicentesca a lui dedicata.

Il percorso guidato accompagna i visitatori alla scoperta delle origini del progetto e delle particolarità costruttive del monumento, fino a vivere l’esperienza unica della salita al suo interno. La statua, alta oltre 35 metri e collocata su una collina che domina il lago, rappresenta una delle opere monumentali più importanti del suo tempo. La sua struttura cava e il sistema interno di scale consentono, infatti, di salire fino alla testa per raggiungere punti panoramici di grande suggestione, con una vista privilegiata sul lago Maggiore e sul territorio circostante. La visita guidata si terrà il 31 maggio alle ore 14, la durata della visita è di un’ora e mezza. Il ritrovo è in piazzale San Carlo, ad Arona, in provincia di Novara.

Costi visita e biglietto ingresso: intero 13 euro – ridotto 8 euro per ragazzi dai 6 ai 16 anni – euro 5 per persone con disabilità, tesserati e abbonamento Musei Piemonte. La prenotazione è obbligatoria su www.archeologistics.it.

Mara Martellotta

Il re di Superga

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L’indizio, ricostruito nella sua interezza assemblando come in un puzzle in sei frammenti , era abbastanza chiaro: “Fu nicola re di Su perga”. Strano, pensò Aurelio, mostrandosi perplesso. Il gerarca invece, parlando ad alta voce e tormentandosi il pizzetto che incorniciava il mento, esclamò: “Chi sarà mai questo Nicola? Probabilmente un nobile, imparentato con i Savoia, oppure di qualche altra casata che ha avuto in eredità o come riconoscimento per qualche servigio, il titolo di re di Superga

Aurelio Gaspertelli, di professione avvocato, si considerava un principe del foro ma chi ben lo conosceva non esitava a definirlo piuttosto un azzeccagarbugli. Frequentando un certo ambiente a Torino, facendo leva sulle doti oratorie che non gli difettavano, Aurelio era noto anche per un’altra passione: la ricerca storica locale. Leggeva antiche carte e polverosi volumi, impegnandosi in minuziose ricerche tese a  svelare i tanti misteri di Torino, la sua città.  Una storia, quella della capitale sabauda, che si estendeva per più di due millenni, dagli insediamenti dei Taurini all’epoca romana fino alla gloria e al potereai tempi in cui divenne capitale del ducato di Savoia. A dar manforte al Gaspertelli c’era Ottorino Grandini, un ex bidello della scuola elementare dell’Abbadia di Stura che, riconoscente all’avvocato per averlo tratto dagli impicci per una vecchia vicenda di liti con i vicini, si era offerto come assistente del legale. Uomo tuttofare , sempre disponibile, nonostante la modesta cultura , si adoperava in ogni modo per venire incontro alle molteplici esigenze del suo principale. E tutto questo per due pranzi caldi, il pagamento della pigione di una stanza da un’anziana vedova, in una casa di ringhiera in Barriera di Milano, e poche lire di compenso.  Cosa che ,in tempi come quelli, nella seconda metà degli anni trenta, non andava per nulla disprezzata.

Fu proprio Ottorino a portare la notizia che nel quartiere Sassi, in località Mongreno, erano stati rinvenuti i resti di una strana  lapide , a prima vista molto interessante. Aurelio , incuriosito,  volle subito conoscere i particolari. Ottorino lo informò che dai frammenti più grandi si poteva leggere con facilità un’iscrizione che rimandava certamente alla storia cittadina. Purtroppo della scoperta era stato avvisato anche Italo Nerofumi, uno spocchioso gerarca fascista che si piccava di saperne una più del diavolo in ogni materia. E, ovviamente, anche in campo storico. L’ispettore del Partito Nazionale Fascista, agghindato di nero come un corvo, era già piombato sul posto e appena vide sopraggiungere l’avvocato, gli sì parò davanti ostentando la più classica delle pose fasciste. Piantato a gambe larghe , le mani sui fianchi, gli occhi spiritati, le mascelle all’infuori e le labbra turgidamente protese, Italo Nerofumi, con voce stentorea e frasi secche come scudisciate, lo apostrofò:  Guarda, guarda..l’avvocato. Ma cosa ci fa qui lei? Non doveva essere al confino?”. Il gerarca, ghignando, si riferiva alle simpatie politiche del Gaspertelli, sospettato di essere amico dei comunisti dopo aver difeso, anni prima, alcuni lavoratori dall’accusa di violenze per aver difeso dalle camicie nere la sede de L’Ordine Nuovo, il giornale di Gramsci, in via Arcivescovado. “Se è venuto qui a ficcare il naso sappia che non c’è roba per lei. Qui c’è materia per una indagine storica che può riservare sorprese importanti e solo uno come me può scoprire l’arcano. Le è chiaro?”, sentenziò Nerofumi guardando torvo l’avvocato.

Comunque, proprio al fine di manifestare la sua superiorità, non impedì all’avvocato di assistere al suo, come amava dire, “operare scientifico”.  L’indizio, ricostruito nella sua interezza assemblando come in un puzzle in sei frammenti , era abbastanza chiaro: “Fu nicola re di Su perga”. Strano, pensò Aurelio, mostrandosi perplesso. Il gerarca invece, parlando ad alta voce e tormentandosi il pizzetto che incorniciava il mento, esclamò: “Chi sarà mai questo Nicola? Probabilmente un nobile, imparentato con i Savoia, oppure di qualche altra casata che ha avuto in eredità o come riconoscimento per qualche servigio, il titolo di re di Superga”.  Un bel mistero sul quale s’interrogò per due giorni e due notti, consultando molti documenti nei quali, però, non si trovava traccia di quella storia. Nessun titolo reale era affiancato alla celebre collina  dove era stata edificata l’omonima Basilica per soddisfare il voto che Vittorio Amedeo II fece davanti alla statua della Madonna delle Grazie in un momento difficile per il regno sabaudo. Nel 1706 Torino era assediata dalle truppe francesi. E quel Nicola, scritto con l’iniziale minuscola? Come mai il nome dell’uomo, certamente  d’alto lignaggio tanto da giustificarne il titolo reale, era riportato in modo così anonimo e quasi meschino, evitando la più consona e per certi versi obbligata iniziale maiuscola?

Mistero. Anzi, un mistero così fitto che nemmeno la commissione culturale della federazione fascista torinese riusciva, nonostante lo spremere delle meningi dei suoi componenti, a venirne a capo. All’avvocato Gaspertelli un dubbio, in verità, era venuto. Ma, per non passare dei guai, l’aveva tenuto per se, soffocando quella vocina che gli suggeriva di spifferare ai quattro venti l’ipotesi che si era fatto. Accompagnato da Ottorino si era recato ai Sassi, per un sopralluogo. Insieme, di buon passo, avevano percorso un bel tratto a fianco della storica tranvia a dentiera Sassi – Superga  che era unica in Italia nel suo genere. Si trattava della continuazione di una tradizione ultracentenaria iniziata il 26 aprile 1884 con la prima corsa effettuata dal trenino, mosso da un motore trainante una fune d’acciaio che scorreva parallelamente al binario su pulegge sistemate lungo  tutto il percorso. La linea da poco, era stata  trasformata in tranvia a dentiera con trazione a rotaia centrale. Un’opera imponente, lunga circa tre chilometri tra la stazione di Sassi, in piazza Modena, e quella di Superga , 425 metri più in alto. Quante volte c’erano andati fin lassù, ad ammirare lo splendido panorama su Torino e le Alpi, visitando la Basilica edificata dallo Juvarra e  le tombe reali dei Savoia. I lavori si erano protratti per un bel po’ e …l’illuminazione fu tale che ogni dubbio venne spazzato via. Poteva, lui, uomo di legge e di cultura, lasciar perdere un’occasione così ghiotta di sbertucciare quel fascistone ignorante del Nerofumi? A ben guardare non gli conveniva affatto; anzi, era piuttosto un azzardo che avrebbe portato guai certi e ben poche soddisfazioni. Ma fosse stata anche una piccola, seppur magra e momentanea rivalsa, si disse che sì, ne valeva la pena. Così, pensò a come procedere senza compromettersi troppo e rischiare di finire dritto al confino. La soluzione venne offerta dal fido Ottorino che aveva un nipote che lavorava come garzone al Caffè dei Portici, proprio davanti alla sede della Federazione Fascista.

Ogni giorno, e soprattutto in quei giorni, dal Caffè venivano forniti dei panini imbottiti al gruppo di “storici” impegnati a decifrare la  lapide misteriosa. Ad Albertino ( questo era il suo nome) l’avvocato raccontò cosa dovesse dire e il ragazzino, furbo e svelto, non perse tempo a mettere in atto il piano. Alla prima occasione in cui, dal Caffè, vennero inviati i generi di conforto alla sede fascista, si presentò con i panini davanti alla sala delle riunioni. Bussò e , consegnando le vivande, sbirciò il tavolo sul quale i reperti erano stati allineati. A quel puntò sbottò con un “Ma io l’ho già vista quella scritta!”. Tutti si voltarono a guardarlo, increduli. E il ragazzino aggiunse: “E’ quella della funicolare di Superga!L’hanno tirata giù quando hanno iniziato i lavori per la nuova tranvia”. Gli “storici” si guardarono l’un con l’altro e poi, rileggendo la composizione dei frammenti, il professor Daodatici esclamò: “ Buon Dio, ha ragione questo giovinetto. E’ l’insegna della “dentiera”. Altro che mistero, mio caro Nerofumi. Che non si sappia in giro la figura che abbiamo fatto..”. Il gerarca, scuro in volto come l’orbace, masticò amaro e sciolse in quattro e quattr’otto la “commissione” d’inchiesta, chiedendo ( e ottenendo) l’impegno al più assoluto riserbo. Albertino ci guadagnò una banconota da due lire, l’avvocato la soddisfazione di aver fatto fare una magra figura al Nerofumi, il gerarca – con la bile a mille – la promessa dell’assoluto silenzio su quella vicenda poco esaltante. Nel frattempo, i torinesi continuarono a salire a Superga con la tranvia. Senza curarsi di sapere chi fosse quel Nicola che aveva fatto scervellare le migliori(??) intelligenze della città.

 

Marco Travaglini

Memorie creative a Palazzo Birago

L’appuntamento è in pieno centro storico torinese dove vi invitiamo a Palazzo Birago di Borgaro – in via Carlo Alberto 16. Di fronte un giardino che scalda la vista e purifica l’aria, dentro all’illustre gioiello di architettura, attraverso uno scalone elegante, ecco che il piano nobile del Palazzo, sede della Camera di Commercio, accoglie per 10 giorni, dal 5 al 14 giugno ,“Memorie creative”,  un viaggio nei saperi della mano che ricorda, crea e tramanda memorie creative. Con il Patrocinio della Città di Torino.

Metalli preziosi, legno, argilla, vetro, filati, tessuti, pellami, carta lavorata, ferro battuto. Ma anche vecchi ombrelli dismessi, cartone riciclato, foglie, fiori, bottoni vintage….E poi ancora a mescolare e trasformare creativamente il tutto tecniche manuali di antica tradizione che richiedono sapienza, passione, ispirazione, ore infinite di lavoro e tanta memoria.

Tutto questo è tanto di più è lo straordinario mondo del fatto-a-mano, del sapere artigianale che dal 5 al 14 giugno verrà ospitato presso le sale del piano nobile di Palazzo Birago di Borgaro, antico e affascinante, e sede istituzionale della Camera di Commercio che ha condiviso e promuove il progetto della mostra “Memorie Creative” insieme all’Associazione torinese Fatto-a-mano.

Più di 25 testimoni del fatto a mano espongono una selezione di propri manufatti interpretando la loro più autentica “memoria creativa”.

Ogni oggetto è protagonista di una storia che lascia memoria di e di un mondo. Ne nasce un mosaico straordinario, insolito, un vivace racconto che stimola emozioni, sblocca ricordi, sollecita curiosità, contagia dolcezza e magia.

Il mondo corre frenetico tra ansia ed incertezze. In Palazzo Birago, senza alcuna concessione alla nostalgia, l’invito è a fermare la mente aprendo il cuore alla bellezza della manualità, terapeutica per chi la pratica e chi la sceglie. 

Perchè le mani ricordano. Il talento crea. E le memorie creative lasciano il segno.

Bricks & Friends, in 30mila a Carmagnola

Oltre 30 mila visitatori e 132 espositori provenienti da varie regioni d’Italia e dall’estero per la quarta edizione del festival gratuito inclusivo e solidale dei mattoncini LEGO.

La quarta edizione di Bricks & Friends si è  conclusa con numeri da record, confermando la manifestazione tra gli appuntamenti più partecipati e apprezzati dedicati al mondo dei mattoncini LEGO in Italia.
Secondo un’analisi dei flussi elaborata da Ascom Confcommercio Carmagnola sul perimetro urbano interessato dall’evento, nel fine settimana del 16 e 17 maggio scorsi la manifestazione  ha registrato oltre 30 mila visitatori, superando il già eccellente risultato dell’edizione 2025, che aveva accolto oltre 25 mila persone.
Per due giorni le sei sedi del festival sono state animate da migliaia di famiglie, appassionati e curiosi di ogni età, confermando la crescente capacità attrattiva dell’evento ben oltre i confini cittadini.
Carmagnola ha accolto visitatori provenienti da tutto il territorio regionale e da numerose altre zone d’Italia, con 132 espositori arrivati da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio, oltre che da Francia e Svizzera.
Sono state esposte oltre mille opere distribuite in oltre duemila  metri quadrati di aree allestite in sei diverse location del centro cittadino, confermando la crescita di un evento che, anno dopo anno, è stato in grado di ampliare la propria capacità di attrazione e il proprio pubblico.

Il centro storico è  stato trasformato per due giorni  in un grande spazio diffuso dedicato al gioco, alla creatività, alla condivisione, coinvolgendo famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età; il festival è  stato organizzato da Piemonte Bricks LUG in collaborazione con il Comune di Carmagnola con il Consiglio Regionale del Piemonte e grazie ai generosi sponsor.
L’accoglienza del pubblico e il coordinamento delle diverse attività distribuite nelle varie sedi dell’evento è  stato garantito da sessanta volontari, di cui 48 appartenenti a Piemonte Bricks LUG.
Molte le attrazioni apprezzate dal pubblico, tra cui la Ducati Panigale, realizzata in mattoncini in scala reale affiancata dal modello originale, l’esposizione dedicata alla monoposto della Formula 1 con le opere del compianto AFOL designer Luca Rusconi, alias Rosco Pc, gentilmente concesse dalla famiglia, il suggestivo allestimento luminoso realizzato all’interno della Chiesa di San Rocco. Hanno anche suscitato grande interesse gli incontri dedicati al libro La Formula 1 con i LEGO (R)  di Francesco Frangioja, oltre a Giocattorino in via Valobra.
Tutti i laboratori proposti da Arduino Lab Officina Didattica e dall’Associazione Io mi Slego hanno registrato il tutto esaurito, confermando il forte interesse delle famiglie per iniziative capaci di coniugare apprendimento, gioco,creatività  e inclusione.
Altrettanto positivo il riscontro del concorso “Costruttori del domani”, che ha visto la partecipazione di venti opere e grande successo hanno registrato i gadget celebrativi della manifestazione, con ben diecimila calamite distribuite gratuitamente ai visitatori.
Sono stati raccolti 100 set LEGO (R) destinati ai bambini seguiti da  UGI  (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini). A favore dell’Associazione Le Cuffie Colorate, impegnata nella promozione dello sport e dell’inclusione con persone con disabilità, il festival ha promosso una raccolta fondi che ha visto  una  significativa partecipazione da parte del pubblico.
L’intera manifestazione ha dimostrato una forte attenzione nei confronti delle tematiche dell’inclusione.

“Bricks & Friends- ha dichiarato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio – continua a crescere e a rappresentare un motivo di orgoglio per la nostra città.  La partecipazione registrata in questa edizione dimostra non soltanto il successo dell’evento, ma anche la capacità della città di accogliere migliaia di persone  attraverso una proposta culturale, educativa e inclusiva in grado di coinvolgere  pubblici di tutte le età”

M M

Mercatini tematici, come renderli più facili. Via libera alla sperimentazione temporanea

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È arrivata  sul tavolo della giunta la proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino di concerto con l’assessora all’innovazione Chiara Foglietta per le modifiche al regolamento dei mercati periodici tematici che disciplina i mercatini con cadenza mensile o ultramensile svolti su aree pubbliche o private di interesse cittadino o circoscrizionale.

La proposta nasce da alcune criticità operative riscontrate nel corso degli anni, dovute, in particolare, all’evoluzione normativa, alla mancanza di specifiche previsioni come sulle sperimentazioni e sui possibili rinvii di data e al generale mutamento del socio-economico.

“Per questo – spiega l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – abbiamo deciso di intervenire con un aggiornamento e una complessiva revisione. Tra le novità introdotte – continua Chiavarino – la possibilità di una fase di sperimentazione temporanea non superiore a 24 mesi con un numero minimo di sei eventi annui, utile alla verifica preventiva dell’interesse pubblico e della sostenibilità organizzativa di nuove iniziative, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e controllo e l’adeguamento alla semplificazione normativa come la Scia e alla digitalizzazione delle procedure (Impresainungiorno)”.

La proposta, approvata dalla Giunta, prevede anche di innalzare il numero dei mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore, di introdurre una specifica disciplina in materia di rinvii e di edizioni straordinarie garantendo una continuità di servizio in situazioni eccezionali anche di natura metereologica, consentire l’istituzione di mercati periodici tematici in cui la vendita è svolta in forma occasionale e non costituisce attività di commercio.

Il nuovo regolamento che interesserà 19 mercati di cui 11 prettamente circoscrizionali, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio delle Circoscrizioni per le eventuali osservazioni, discussa in Commissione consiliare permanente e, infine, in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

TorinoClick

Torino Comics, dal 30 maggio al 1⁰ giugno alla Certosa Reale di Collegno

XXX edizione 

Da sabato 30 maggio a lunedì 1⁰ giugno prossimo si svolgerà la XXX edizione di Torino Comics alla Certosa di Collegno e al Parco Dalla Chiesa, organizzata da Just For Fun, In join venture con P&P Italia. Si tratta di un grande festival outdoor immerso nel verde e di una nuova formula per un evento che, da trent’anni, attrae appassionati e professionisti della Nona Arte e della cultura pop. Sarà una tre giorni di pura magia tra fumetti, cosplay, concerti, k – pop, giochi e grandi ospiti. Tra le principali novità dell’evento, l’area commerciale sarà a evento gratuito con stand dedicati al vintage e al collezionismo, gadget, oggettistica, carte collezionabili, magliette e accessori. In questa zona si trova anche l’area Kids by Carioca, con truccambimbi e attività creative per tutta la famiglia. Il biglietto darà l’accesso alle aree principali del Festival, ai concerti, ai talk e agli incontri. Verrà anche consegnato un braccialetto che consentirà di entrare e uscire liberamente dalle aree del Festival durante la giornata.
Il principale ospite della XXX edizione è Milo Manara, protagonista anche della mostra “Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia”, aperta nella Sala delle Arti del Parco fino al 28 giugno prossimo. Lunedì 1⁰ giugno, Manara incontrerà il pubblico alle 12 nel teatro della Lavanderia a Vapore, con Ivo Milazzo, nel corso di un incontro moderato da Fabrizio Accatino, mentre alle 16 sarà presente nella Sala delle Arti.

Il cuore di Torino Comics rimane comunque l’area autori, allestita nel porticato del Chiostro Maggiore, che ospiterà oltre 50 tra fumettisti, illustratori e sceneggiatori. Tra i nomi presenti ricordiamo Giorgio Cavazzano, Ivo Milazzo, Marco Gervasio, Stefano Fantelli, Giancarlo Casertano, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti, Massimo Bonfatti, Claudio “Clod” Onesti e diversi altri.
Il programma prevede due omaggi ad Alfredo Castelli e a Massimiliano Frezzato, con uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane dedicato ai Custodi del Maser. Un ricco calendario di incontri è ospitato nella Sala Incontri del Chiostro: sabato 30 maggio, alle 12, vi sarà un panel dedicato ai linguaggi contemporanei della cultura nord e pop, a cura di Mondo Japan, dal titolo “Gli artefici della cultura pop”. Alle 13 il terzo incontro nazionale “Italia Syldavia”, dedicato a TinTin, con Gianfranco Goria. Alle 14 il mistero, l’ironia e il senso di meraviglia, momento nel quale Stefano Fantelli, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti e Silvia Riccò ricorderanno Afredo Castelli e il suo contributo nell’immaginario fumettistico italiano. Alle 18 Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio e Simona Capovilla, con la moderazione dei Guido Tiberga, dialogheranno su di un panel dedicato alle grandi parodie disneyane, da Fantozzi a Francesco Totti, da Rugantino a Giacomo Puccini, fino all’Eneide, dimostrando come il cinema trasformi la letteratura, il cinema e l’arte in avventura. Domenica 31 maggio verrà presentato il libro “Gaiking. La leggenda continua ” da Giovanni Lazzin,  dedicato ad aneddoti e curiosità sul robot guerriero.

Torino Comics rilancia inoltre il premio rivolto ai talenti emergenti della Nona Arte, definito “Pietro Miccia”. Il riconoscimento offre a illustratori, sceneggiatori, disegnatori, fumettisti non professionisti un’occasione di confronto con il settore. I dieci finalisti parteciperanno a Torino Comics 2026 con uno spazio gratuito nella Self Area, e durante il festival una giuria di professionisti decreterà il vincitore assoluto, al quale verrà consegnata un’iconica statua del premio e un invito d’onore alla XXX edizione e una portfolio review con editor di studi e case editrici. Il Quartiere Giapponese è realizzato con l’Associazione Okugi, e prevede come programma workshop, laboratori, incontri e attività che racconteranno manga, anime, artigianato e tradizioni nipponiche. Ospite speciale sarà Kenta Suzuki, divulgatore della cultura giapponese e noto sui social come @kenta.giappone. Sabato 30 maggio si parlerà dell’evoluzione dell’animazione televisiva giapponese e domenica 31 maggio Kenta Suzuki sarà protagonista dell’incontro “La differenza nella relazione sentimentale e nella vita scolastica tra Italia e Giappone”, incontro che affronterà temi come il rapporto con il gruppo, il senso di responsabilità e i sentimenti. Nel pomeriggio è in programma la tavola rotonda “Anime. Tra passato e futuro”, moderata da Enzo Tripodina.

Sul main stage si darà spazio a musica e spettacolo: sabato e domenica, alle 17.30, Giovanni Muciaccia, storico volto di Art Attack, sarà protagonista di due spettacoli dedicati a creatività, comunicazione visiva e arte contemporanea. Tornano anche le grandi competizioni cosplay organizzate da Cospa Family. Nel teatro della Lavanderia a Vapore verrà dato ampio spazio anche al k-pop.
“Eros ed Ethos” sarà un contenitore trasversale di incontri, mostre, artisti e associazioni sui temi della libertà espressiva, dell’inclusione, della rappresentazione del corpo, della sessualità, dell’identità e dei diritti. Nel Chiostro Maggiore figureranno nomi storici del fumetto erotico e underground italiano come Roberto Baldazzini, Marco Bianchini, William Bondi, Andrea Bulgarelli e Fabrizio Pasini.
Verrà inoltre allestita la mostra “Venti di Pride” del Coordinamento Torino Pride, dedicata ai manifesti storici della venti edizioni del Pride torinese. Strettamente legato alla mostra il panel di sabato 30 maggio dal titolo “Lotta manifesta. Come le immagini narrano le battaglie identitarie”, dedicato al rapporto tra comunicazione visiva e politica, con Olga Maira Zannoni, autrice del visual dell’edizione 2026 del Torino Pride, Luca Minici, graphic designer, Lola Airaghi, fumettista e creatrice di manifesti per iniziative culturali e civili. Sono in programma momenti di confronto pubblico sui temi della censura e della libertà d’espressione online, grazie alla collaborazione con la campagna “Stop tassa etica”, promossa da Radicali italiani, che vede come ambassador Valentina Nappi e Luiza Munteanu.
L’area Games conta 800 postazioni dedicate ai giochi da tavolo, giochi di ruolo, modellismo e carte collezionabili, con oltre 30 Associazioni, autori indipendenti, realtà culturali e università. Qui il gioco è valorizzato in quanto strumento educativo, sociale e culturale, e le attività proposte affrontano temi ambientali e altre tematiche quali la sicurezza, la logica, la crescita personale, le migrazioni e la sicurezza sul lavoro.

Per facilitare l’accesso al Festival è attivo dalle ore 9.30 alle 20.30 un servizio navetta gratuito, in collaborazione con Linea Azzurra, che collega la fermata Fermi della metropolitana al Parco della Certosa. Torino Comics ha attivato inoltre una partnership con WeGoo, la piattaforma dedicata alla mobilità condivisa per eventi, festival e concerti.

Info: Torino Comics – 30 maggio/1 giugno 2026

Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20 – info@torinocomics.it – biglietti in prevendita su ticketone.it

Mara Martellotta