ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 92

“Vuoti a rendere”: raccolta firme per restituire alla città gli alloggi sfitti a Torino

MERCOLEDI’ 31 GENNAIO ALLE 18,30 AL CECCHI POINT

Assemblea di lancio della campagna

 

A Torino gli affitti crescono e le speculazioni avanzano e mancano gli alloggi per le troppe famiglie sotto sfratto e in emergenza abitativa. Le abitazioni scarseggiano anche per chi è ai margini del disagio abitativo e per la fascia grigia che fatica a trovare casa nel mercato degli affitti: famiglie, giovani, migranti, precari, studenti, poveri.

Eppure, sale il numero di edifici e abitazioni – private o pubbliche – in stato di non uso e di abbandono da anni, la cui condizione non fa altro che scaricare sulla collettività grandi costi sociali e ambientali. Ma quanti sono? In base a dati Istat 2019, il 18% delle abitazioni censite sul territorio della Città di Torino sarebbe non occupato. Si tratta di decine di migliaia di alloggi, il cui numero e collocazione precisi sono tuttora sconosciuti.

A fronte delle migliaia di famiglie e persone in emergenza e disagio abitativo, è urgente adottare politiche concrete per fronteggiare la contraddizione di avere troppe case senza persone e troppe persone senza casa.

L’idea è di rispondere all’emergenza con proposte concrete, ispirate ai migliori standard europei nel settore delle politiche abitative. “Vuoti a rendere” punta al contrasto dello stato di ingiustificato abbandono del patrimonio edilizio pubblico e privato e, dunque, al censimento e alla restituzione alla città di alloggi in stato di non uso. Chiede alle istituzioni di agire sugli alloggi non utilizzati dalle grandi proprietà immobiliari.

Tra gli obiettivi di questa campagna introdurre nuove tutele per il diritto alla casa, aumentare il numero di alloggi disponibili, abbassare i canoni, rilanciare l’agenzia sociale per la locazione Lo.C.A.Re., rendere disponibili case fuori dalla logica di mercato.

Così nasce “Vuoti a rendere”, delibera di iniziativa popolare per creare strumenti per gestire in modo innovativo lo stato di abbandono di queste case: la raccolta firme partirà a febbraio, e durerà quattro mesi.

La campagna ha inizio con una grande assemblea cittadina sul diritto all’abitare per unire le forze (elenco di chi ha già aderito alla campagna in fondo al comunicato, nda), in programma mercoledì 31 gennaio alle 18,30 al Cecchi Point, in via Cecchi 17, ad Aurora. A seguire, per chi vorrà dare una mano per la campagna, l’appuntamento è per martedì 6 febbraio alle 18,30 in via Norberto Rosa 13/A per organizzare il lavoro.

Per seguire la campagna sui social

— Instagram https://www.instagram.com/vuotiarendere.torino/ 

— Facebook https://www.facebook.com/vuotiarendere.torino 

 

Hanno già aderito alla campagna a Torino (elenco in aggiornamento):

 Arteria

Comunet Officine Corsare

ARCI Torino

Volere La Luna

Fondazione di Comunità di Porta Palazzo

ASGI Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione

UDU Torino

Giovani Democratici Torino

Alter.Polis

Unione Giovani di Sinistra Torino

Comitato Acqua Pubblica

ACMOS

Almaterra

Spi CGIL lega 6

CoAbitare aps

Attac Torino

Casa del Quartiere Cecchi Point

Associazione Frantz Fanon

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta APS

Legambiente L’Aquilone

Legambiente Molecola APS

Legambiente greenTO APS

Legambiente Metropolitano APS

Cicsene

Giustizia Climatica Ora

Gruppo Abele

Fridays For  Future Torino

Educadora

Community Organizing Torino

 

 

Tutti i numeri del Piemonte nell’annuario

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Si rinnova l’appuntamento on-line con l’Annuario Statistico Regionale “I numeri del Piemonte”. La pubblicazione, giunta alla settima edizione, fornisce ad un’ampia utenza un quadro sintetico di dati territoriali. Le informazioni aggiornate e facilmente scaricabili includono centinaia di elaborazioni, tabelle e cartografie, organizzate in 17 sezioni tematiche, come ambiente, demografia, salute e stili di vita, sicurezza, istruzione e cultura, sport, turismo, lavoro, economia, ma anche ricerca e innovazione, mercato immobiliare, trasporti e telecomunicazioni.

Ampio spazio è dedicato agli indicatori territoriali di misura del Benessere equo e sostenibile (BES) e agli indicatori Istat per gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030 (SDGs – Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite.

L’Annuario è realizzato dall’Ufficio di Statistica della Direzione Risorse finanziarie e patrimonio della Regione Piemonte e dalla Sede di Torino dell’Istat, Ufficio territoriale Area Nord-ovest: Piemonte e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, Liguria, Lombardia. Per facilitare la lettura delle tavole e dei grafici, ogni sezione include un glossario dei termini utilizzati.  Nella logica di economicità e sostenibilità ambientale non è prevista una versione cartacea dell’Annuario, ma i dati sono consultabili al seguente link:

http://www.regione.piemonte.it/annuariostatisticoregionale

“L’Annuario Statistico ‘I numeri del Piemonte’ è frutto di una continua e consolidata collaborazione tra Istat e Regione Piemonte. Mette a disposizione le principali statistiche riferite al territorio piemontese ed è pertanto un utile strumento di lavoro per decisori pubblici e privati, università ed enti di ricerca, cittadini e studenti con finalità divulgative, scientifiche e professionali – afferma l’Assessore alla Programmazione Finanziaria della Regione Piemonte, Andrea Tronzano – L’Annuario può essere considerato un valido supporto alla programmazione delle politiche e degli interventi regionali”.

Nei prossimi due anni 650 mila nuove piante nel territorio della Città Metropolitana

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Il 2024 si è aperto con notizie positive sul fronte della tutela dell’ambiente: la Città metropolitana di Torino ha avuto conferma dell’erogazione dei 22 milioni e 220.000 euro che erano stati richiesti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la realizzazione di 5 progetti di forestazione urbana ed extraurbana presentati a fine settembre. I progetti (relativi alla Missione 4.2.3.1 del bando) consentiranno di intervenire su 5 ambiti metropolitani per mettere a dimora 650.000 piante nei prossimi due anni.

torrente Stura – Comune di Borgaro Città di Torino, SMAT con la riforestazione dell’area del lago Villaretto, del parco Chico Mendes e dell’area SMAT Stura, per una spesa di 4.515.000 euro

torrente Chiusella e fiume Dora Baltea – Comune di Montalto Dora, Comune di Pavone Canavese e in aree del Demanio regionale, con il ripristino dei corridoi ecologici del Chiusella e della Dora Baltea, per una spesa di 2.881.000 euro

torrente Orco – Comune di Foglizzo, Comune di Montanaro, Comune di San Benigno e aree del Demanio regionale, con il ripristino del corridoio ecologico dell’Orco, per una spesa di 6.450.000 euro

Alta Valle di Susa – Comune di Salbertrand, Comune Sauze di Cesana, Comune di Chiomonte, Comune di Exilles, con il ripristino di boschi danneggiati da valanghe in alta Valsusa, per una spesa di 2.365.000 euro

fiume Po – ripristino del corridoio ecologico in aree del Demanio Regionale e del Parco del Po nel tratto tra Città di Chivasso e il confine con la provincia di Vercelli, per una spesa di 7.009.000 euro.

ℹ Per approndire https://bit.ly/3vQHRNK

Nuova Acropoli-Torino Spazio Pubblico: raccolti 23 sacchi di spazzatura all’Arrivore

Dopo due mesi di pausa, la squadra Nuova Acropoli-Torino Spazio Pubblico scende in campo per affrontare rifiuti e arbusti che coprono le sponde del laghetto al parco Arrivore!

In questa occasione, il gruppo ha deciso di concentrarsi sulla pulizia ecologica per ripulire l’area che circonda il lago. Inoltre, si sono addentrati in una zona che non avevano mai esplorato perché solitamente coperta da una vegetazione molto fitta. Il gruppo ne è uscito vincitore, portando nel punto di raccolta rifiuti ben 23 sacchi di spazzatura!

Siamo estremamente orgogliosi di questo gruppo perché sono un esempio di come la costanza porti ottimi risultati!  (Facebook Torino Spazio Pubblico)

Educatori professionali, 75 posti all’Upo

«Con riferimento al fabbisogno formativo del profilo di Educatore Professionale che, negli anni, non era soddisfatto, nell’anno accademico 2023/24, con l’attivazione del Corso di laurea in educazione professionale da parte dell’Università del Piemonte Orientale, sono stati attivati 75 posti, ampliando pertanto la capacità formativa che potrà tendenzialmente essere perseguita anche per l’anno accademico 2024/2025».

Così l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in risposta all’interrogazione consiliare sugli educatori professionali.

Il Comitato Pellerina raccoglie le firme

Per fare un albero ci vuole il seme
Per salvare il nostro verde ci vuole la tua firma
Dal  27 gennaio avviamo, a Partire dal Parco della Pellerina, area giostre, la raccolta delle firme
per presentare il Referendum propositivo vincolante per l’amministrazione comunale, sulla
salvaguardia del verde della Città e contro la cementificazione delle aree libere iniziando dalla
tutela del Parco Carrara.
Poichè gli attuali amministratori, di concerto con la Regione, non intendono rispettare gli impegni
elettorali sul consumo del suolo, saranno i cittadini ad esprimersi in proposito.
Potrete apporre la Vostra firma per Salvare la Pellerina e tutti i parchi della Città, le aree verdi, così
come richiesto dal testo referendario, presso tutte le circoscrizioni, l’URP di Piazza Palazzo di Città,
la sede UIC di Via Cigna 37 -TO, la piattaforma digitale del Comune reperibile sul sito
www.comune.torino.it/elezioni e nelle varie postazioni mobili che saranno comunicate di volta in
volta sui social FB, Telegram e Whatsapp. Non fare mancare la Tua firma.
Aiutaci a salvare il verde della Città.

Comitato Referendario Salviamo la Pellerina e il Verde di Torino

La Regione: inaccettabile slittamento riapertura Frejus

«Un ulteriore allungamento dei tempi di riapertura della linea ferroviaria storica del Fréjus, interrotta da agosto per la frana in territorio francese, è inaccettabile. Così come lo è il metodo con il quale questa notizia viene diffusa da Sncf, alla vigilia di un incontro binazionale organizzato proprio per un confronto su tempi e modalità di ripristino della circolazione». Lo dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore ai Trasporti e infrastrutture Marco Gabusi
«Il governo francese, poco più di un mese fa, a Torino durante la riunione della Cig Torino-Lione, aveva comunicato la riapertura della linea per l’autunno 2024. Già allora la Regione, e le istituzioni italiane, a partire dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, avevano manifestato la propria insoddisfazione per i tempi troppo lunghi, a fronte dell’urgenza di ripristinare un collegamento indispensabile per il nostro sistema economico e per le relazioni transfrontalieri. In quella sede – ricordano Cirio e Gabusi – la Regione si era messa a disposizione per collaborare con i francesi allo scopo di velocizzare il più possibile gli interventi. Anche di questo si sarebbe parlato, e si parlerà, nella riunione prevista il 29 gennaio. Scoprire dai giornali che non solo non esiste la disponibilità ad anticipare i tempi rispetto all’autunno, ma che questi potrebbero addirittura dilatarsi, è inaccettabile e la Regione Piemonte è a fianco del governo italiano per chiedere ai francesi maggiore collaborazione per riaprire prima possibile il collegamento e individuare soluzioni temporanee che consentano quanto prima la circolazione dei treni, pur con dei vincoli. I francesi infatti sicuramente ricorderanno quando, nel 2020 a seguito della tempesta Alex, l’Italia ha fatto quanto possibile per garantire la circolazione dei treni verso la Val Roja altrimenti isolata: grazie all’impegno di Rfi, infatti, i treni viaggiavano, seppure a 10 chilometri all’ora, da Limone a Tenda per portare i generi di prima necessità. Chiediamo ora ai francesi lo stesso sforzo e la stessa collaborazione, a sostegno del nostro sistema produttivo e del diritto alla mobilità transfrontaliera».

Aspettando il Salone del Vino 2024 di Torino dal 2 al 4 marzo

 

 

Il Salone del Vino di Torino giunge alla sua seconda edizione con una settimana diffusa di eventi in tutta la città a partire da martedì 27 febbraio, culminante nel Salone del Vino, nel weekend di sabato 2 fino a lunedì 4 marzo prossimi.

Molte le novità di questa edizione 2024, con l’obiettivo di consolidare la manifestazione che lo scorso anno ha riscosso un grande successo di pubblico con oltre 13.000 presenze. La “mission” del Salone del Vino 2024 è quella di raccontare il Piemonte del vino in tutte le sue sfaccettature e la sua unicità, facendo scoprire al grande pubblico e agli operatori del settore le radici profonde di un territorio che guarda al futuro attraverso la lente d’ingrandimento della sostenibilità. Saranno coinvolte nella fiera più di 500 cantine, tra le OGR di Torino e il museo del Risorgimento, con un ricco programma diffuso di eventi.

Da martedì 27 febbraio la città di Torino sarà animata di momenti di approfondimento quali le cene con i vigneron ed eventi che coinvolgeranno centinaia di luoghi della cultura, a partire dal Circolo dei Lettori, Combo, Off Topic, piole e grandi ristoranti, enoteche e spazi informali in cui la degustazione dei vini sarà accompagnata dalla musica.

Il ricco programma sarà lo strumento per indagare la sostenibilità ambientale, economica e sociale grazie anche al neonato comitato scientifico, e alla collaborazione, tra gli altri, con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari di Torino, il Politecnico di Torino, il Dipartimento di Architettura e Ingegneria di Parma. Sabato 2 e domenica 3 marzo saranno protagoniste le due giornate di esposizione vitivinicola del Salone del Vino e dedicata a tutti gli amanti del vino. Lunedì 4 l’intera giornata sarà dedicata agli operatori professionali che, da quest’anno, vedrà aprirsi le porte anche al comparto internazionale. Grazie alla partnership con più di 25 realtà di promozione, quali Consorzi del vino, enoteche regionali e associazioni di valorizzazione del territorio, la tre giorni sarà il più grande palco di rappresentazione del Piemonte del Vino.

Grande novità di questa edizione 2024 sarà la presenza di una regione ospite, la Valle d’Aosta: con le sue cantine vinicole e i grandi spirits. Il Salone del Vino diventa inoltre “cashless”, con una piattaforma digitale dedicata al pubblico e alle cantine, che offrirà possibilità di scambio e approfondimento.

 

Mara Martellotta

Appalti digitalizzati: interviene Uncem

 TROPPO TEMPO PER OTTENERE CIG E CARICARE DATI SULLE PIATTAFORME. CHE SI BLOCCANO. COMUNI NEL CAOS. MA I CORSI A PAGAMENTO PROLIFERANO

Come spesso è successo negli ultimi anni, a fronte del grande caos che tocca gli Enti locali, con numerose fasi di picco, c’è sempre chi ne trae benefici. Non sorprende Uncem che di fronte al dramma che molti Comuni stanno vivendo per la mancanza di piattaforme veloci e semplici per la gestione degli appalti digitali, a causa dell’eliminazione dello smart cig e per le lungaggini burocratiche dovute a sistemi gestionali dei dati non adeguati, c’è chi ne trae benefici. In particolare le società che stanno offrendo corsi a pagamento sull’attuazione del nuovo codice dei contratti. Nessuna sorpresa per Uncem, ma la situazione non è certo la migliore e più efficace per dare servizi e muovere serenamente le macchine amministrative degli Enti locali. Si moltiplicano corsi a pagamento, destinate ai Comuni, per spiegare come funziona il nuovo MEPA Acquisti in rete e per dire come si fanno tutti i passaggi per ottenere il CIG. Certo ci sono anche corsi gratuiti, ma quelli a pagamento sono svariati. E il personale degli Enti, compresi i Sindaci che sono in prima fila nel prendere CIG e caricare dati, per mancanza di dipendenti, si adegua. Iscrivendosi e pagando i corsi. Sul CIG Uncem ripete: deve essere eliminato per affidamenti sotto i 5mila abitanti. Finora nessuna risposta da Ministeri e da ANAC. I Comuni e tutti gli Enti locali, tutta la PA restano bloccati. E questo invece sorprende Uncem, che avrebbe auspicato ben altri sistemi di transizione verso il digitale, per gli appalti e per tutto quanto riguarda le Autonomie territoriali. Disponibili e aperte, ma questa volta veramente amareggiate di fronte a quanto, alle loro spalle, nei cloud sparsi nel Paese dove sono appoggiati i sistemi informativi e le basi di dati, sta avvenendo. La Politica intervenga.

Torino Outlet Village investe sull’e-mobility

Con l’arrivo di 8 colonnine Supercharger Tesla V4 Torino Outlet Village è il più grande Charging Hub del Nord-Ovest. 24 ore su 24, 21 colonnine a disposizione di chi deve ricaricare la propria auto.

 

Sin dalla sua apertura nel 2018 Torino Outlet Village ha investito nella mobilità elettrica con l’installazione delle prime colonnine Duferco. Proprio in questi giorni verranno installate 8 colonnine Tesla Supercharger di nuova generazione adatte a qualsiasi vettura, anche per i clienti non Tesla. Si tratta, per la casa americana, del quarto Hub nel torinese, il primo installato in Piemonte dotato dei nuovi Supercharger V4 – l’ultima generazione della tecnologia Supercharger, da 250 kW, in grado di caricare la batteria di una vettura elettrica fino a 275 km in appena 15 minuti – e uno dei primi in Italia insieme a Milano, Genova e Roma.

“Si tratta di un importante investimento in termini di smart mobility – dichiara Luca Frigeri, direttore Torino Outlet Village – che, grazie alla recentissima installazione di 8 nuove colonnine Supercharger Tesla, rende il nostro outlet un punto di riferimento per tutti coloro che hanno una vettura elettrica. Il nostro obiettivo è posizionarci sempre più come un punto di riferimento per il territorio, non solo per lo shopping ma per tutti i servizi che il nostro outlet può offrire, ai torinesi e ai turisti. La nostra posizione strategica, a pochi passi dall’autostrada e dalla tangenziale, permette all’Outlet, che ha una forte vocazione turistica, di essere anche un hub molto importante per tutti i viaggiatori che hanno bisogno di ricaricare la propria vettura!”.

Gli appuntamenti che celebrano l’inaugurazione delle colonnine Supercharger Tesla saranno numerosi: dal 26 gennaio sul piano commerciale e fino al 16 febbraio ci saranno in esposizione la Model Y e la Model S e i clienti avranno già l’opportunità di prenotare il test drive; nel weekend del 10 e 11 febbraio Torino Outlet Village ospiterà i test drive Tesla e i clienti potranno provare Model Y, l’auto più venduta in assoluto in Europa nel 2023, e Model 3, la celebre berlina recentemente rinnovata.

www.torinooutletvillage.com

TORINO OUTLET VILLAGE

Via Torino 160. Settimo Torinese (TO)

 

 

Torino Outlet Village

Torino Outlet Village, il più recente tra i progetti di Arcus Real Estate, è un complesso di 20.000 mq distribuiti su un unico livello a cielo aperto. Attraversato da una promenade lunga 290 metri, accoglie negozi delle migliori marche e servizi di ospitalità pensati per offrire ai propri visitatori un’esperienza di shopping unica. Riconosciuto come una delle principali “shopping tourism destination” del nord Italia, il Village si trova a soli 10 minuti da Torino e a 50 minuti da Milano. Tra i servizi offerti anche l’Area Kids, la Nursery, l’Info Point multilingue, la possibilità di prenotare un personale shopper, il servizio “hands-free shopping” per un’esperienza senza l’ingombro degli acquisti effettuati e il servizio di navette che lo collega al centro cittadino. Il progetto architettonico è firmato dall’architetto Claudio Silvestrin, uno dei maggiori esponenti italiani dell’architettura contemporanea.

Arcus Real Estate

Arcus Real Estate è una società italiana della “galassia” Percassi fondata nel 2006 specializzata nella commercializzazione e gestione di progetti immobiliari per il retail di lusso, outlet e full price. Tra i progetti di successo della società vi sono Sicilia Outlet Village (2010) che conta oggi oltre 140 boutique dei marchi più prestigiosi, Torino Outlet Village (marzo 2017) che ha confermato ogni attesa di successo e Roma Outlet Village entrato recentemente nel portafoglio dei progetti dell’azienda ed attualmente oggetto di un restyling completo, oltre alla recente commercializzazione della terza fase di Orio Center che ha portato la presenza di marchi premium per la prima volta in un centro commerciale.