ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 759

Ecco la nuova Galleria Sabauda, scrigno d’arte della città

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SABAUDA4SABAUDA3SABAUDA5Nella Manica Nuova di Palazzo Reale, edificata tra la fine dell’ 800 e l’inizio del ‘900 da Emilio Stramucci, sono circa 500 le opere esposte (circa il 90% delle opere, che dopo un’accurata selezione, potevano essere esposte) in un area espositiva di circa 9 mila metri quadrati (quasi un 30% più vasta di quella della vecchia sede)

 

Oggi 4 dicembre 2014 il cuore della cultura torinese torna finalmente a pulsare. Con l’inaugurazione della Nuova Galleria Sabauda viene ultimato un grande progetto che restituisce al pubblico una delle maggiori pinacoteche pubbliche italiane e permette di giungere al compimento del Polo Reale che, insieme appunto alla Galleria Sabauda, riunisce (in uno straordinario complesso aulico nel centro della città) alcune delle più prestigiose realtà museali cittadine quali Palazzo Reale, l’Armeria Reale, il Museo Archeologico, la Biblioteca Reale e lo spazio mostre di Palazzo Chiablese.

 

Con il trasferimento della Galleria Sabauda dalla storica sede nel Collegio dei Nobili, avvenuto nel 2012, si è realizzato un nuovo e rinnovato allestimento, rivoluzionario non solo per le innovative soluzioni museografiche, ma anche per i più ampi e funzionali spazi espositivi. Nella Manica Nuova di Palazzo Reale, edificata tra la fine dell’ 800 e l’inizio del ‘ 900 da Emilio Stramucci, sono circa 500 le opere esposte (circa il 90% delle opere, che dopo un’accurata selezione, potevano essere esposte) in un area espositiva di circa 9 mila metri quadrati (quasi un 30% più vasta di quella della vecchia sede).

 

L’innovazione fondamentale, oltre ai nuovi criteri di allestimento definiti dalla soprintendente ai Beni storico-artistici del Piemonte Edith Gabrielli con lo studio Albini di Milano, è quella che prevede l’allestimento non più per nuclei collezionistici dinastici, ma secondo la cronologia, accostando in questo modo le testimonianze di aree diverse. Accade così che le opere di maestri piemontesi ( nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze radunate insieme e spesso “snobbate” dai visitatori) possano dialogare anche con quelle prodotte nel resto dell’Europa, sottolineando così la caratteristica del Piemonte come “terra di confine”- cit. Enrico Castelnuovo- aperta a molteplici influssi.

 

Il percorso si articola su quattro livelli a partire dal pianterreno: dalle tavole tre-quattrocentesche di Bernardo Daddi, Iacopo Bellini, Mariotto di Nardo e Macrino d’Alba, a cui sono accostati lavori dei fiamminghi Hans Memling, Pedro Ispano, per poi imbattersi piacevolmente nelle tele sei-settecentesche del Borgognone, del Guercino, di Tiepolo, di Van Dyck e di molti altri. La visita si conclude con il laboratorio di restauro a vista e l’importante collezione di Riccardo Gualino ispirata a Lionello Venturi. I quattro piani della Galleria Sabauda sono così organizzati in un percorso ad anello, che scorre fluido nelle stanze esterne dell’edificio e che consente al pubblico una visione anche ravvicinata delle opere.

 

Con un’area di circa 46 mila metri quadrati ai quali si aggiungono i 69 mila di area verde, il progetto del Polo Reale di Torino rappresenta un’ operazione di grande spessore culturale, avente la finalità di creare un sistema museale unico e organico nella realtà cittadina, attraverso un’adeguata pianificazione e programmazione strategica che consentirà la valorizzazione del patrimonio culturale della città.

 

Una data, questa di oggi, di fondamentale importanza, definita entusiasticamente durante la conferenza stampa di questa mattina, sia dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che dal sindaco Piero Fassino, “una giornata storica”. Un progetto finanziato con 35 milioni di euro ( 17 milioni dalla Compagnia San Paolo, 8 milioni da ARCUS S.p.A, 5 milioni dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e 5 milioni dalla Regione Piemonte) e che ha visto coinvolto l’impegno di migliaia di lavoratori provenienti da diversi “settori” ( dalla restaurazione dell’edificio al restauro e alla catalogazione delle opere).

 

Dopo momenti di sconforto e di forte crisi a livello turistico e culturale, la città di Torino torna finalmente a risplendere, ritrovando nel Polo Reale e nel suo organo di governo, un tassello fondamentale per continuare a rilanciare quella vocazione culturale e turistica, che si spera trasformerà la Regione Piemonte e soprattutto la Città di Torino in un punto di attrazione di livello internazionale.

 

Simona Pili Stella

 

(Foto Essepiesse – Il Torinese)

Cahier de Voyage e Torino si avvicina a Berlino

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ARTE SUSA33La mostra sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica

 

Si è tenuta sabato 6 dicembre, alle ore 18.30, presso il palazzo dell’ex Tribunale di Susa (via Palazzo di Città, 36 – Susa), l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea, giunta ormai alla sua quarta edizione,  prodotta dall’Associazione NEKS: Viaggio in Germania, Cahier de Voyage. Hanno fatto da preludio alla mostra i saluti di benvenuto del Sindaco Plano e dell’Assessore alla Cultura Fonzo presso la Sala Consiliare del Comune di Susa.La mostra è realizzata grazie al contributo e al sostegno della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Fondazione CRT e dello stesso Comune di Susa.

 

La premessa da cui trae origine questa mostra è il gemellaggio culturale che Torino si appresta ad avviare, nel 2015, con la capitale tedesca: Torino e Berlino sono due città universitarie, capitali europee per l’arte contemporanea, che guardano con grande interesse alla musica contemporanea d’avanguardia e condividono altresì la medesima attenzione urbanistica verso le aree urbane in disuso. Sullo sfondo del sodalizio tra queste due città, il Vernissage – che è ormai diventato un appuntamento “tradizionale” di fine anno, nella splendida cornice di Susa – vedrà esposte le opere di artisti tedeschi, che hanno tratto beneficio dal passaggio nel Bel Paese, e di artisti italiani, che hanno rivolto il loro sguardo a Berlino per elaborare il proprio linguaggio: Anna Capolupo, Michele Guaschino, Julia Krahn, Paolo Maggis, Simon Pfeffel, Antje Rieck, Elke Warth.

 

Tra coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto, ringraziamo Michele Bramante, curatore della mostra, Valentina Ruospo, art promoter e il Presidente dell’Associazione Neks, Paolo Facelli, che ne ha curato l’organizzazione, al quale abbiamo rivolto qualche domanda. La mostra sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica, con i seguenti orari: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

 

         Qual è la mostra che ti ricordi con maggiore emozione?

Sicuramente Gran Torino, una mostra che definirei – passatemi il termine enologico – una “verticale” sull’Arte Contemporanea torinese e piemontese dagli anni Sessanta a oggi. Se vogliamo fare dei nomi, basti pensare a Mario Merz, Pistoletto, o Penone, tre artisti esposti in alcuni dei più prestigiosi musei mondiali.

 

         Com’è nata l’idea della mostra di quest’anno?

Viaggio in Germania, Cahier de Voyage è nata sposando le linee programmatiche del Comune di Torino, che si appresta ad avviare nel 2015 un vero e proprio “gemellaggio culturale” con Berlino. In funzione di questa sinergia, l’Assessorato alla Cultura della città di Torino ha creato un calendario che declinerà tutti i grandi eventi che avranno luogo nella nostra città – dal Salone del Libro, al Torino Jazz Festival, al Torino Film Festival – cui saranno invitati numerosi artisti berlinesi. Mi sono così ispirato e ho pensato di creare una sorta di “anteprima”.

La mostra, infatti, ha inaugurato il 6 dicembre 2014, ma si concluderà nel gennaio 2015: dunque sarà un’anteprima del 2014 e ci accompagnerà in questo nuovo anno.

 

         Com’è andato il Vernissage?

Anche quest’anno l’inaugurazione ha visto la presenza di un centinaio di persone e, come tradizione vuole, si è concluso con un pranzo all’insegna della convivialità da Daniele alla Marchesa. La prolusione ha visto l’intervento del Sindaco Plano e dell’Assessore Fonzo nonché, come nostra abitudine, del curatore Michele Bramante. Una tradizione questa, per inciso, tipica delle gallerie nordiche e poco usata in Italia e aggiungerei purtroppo.

 

         Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio principale sogno nel cassetto è far sì che il progetto Gran Torino possa trovare nuove sedi internazionali dove esporre. Su questo punto, stiamo cercando un incontro con il Sindaco Fassino, per una serie di motivi: primo fra tutti è che ha voluto porre un forte accento sull’internazionalizzazione dell’Arte Contemporanea, e quale occasione più ghiotta, dunque, che una vetrina sull’Arte Contemporanea torinese per far parlare di noi nel mondo così come ben si fece negli Stati Uniti; e poi c’è un secondo motivo, tra il serio ed il faceto, che come ha ricordato Il Fatto Quotidiano la sua campagna elettorale titolava prendendo spunto dalla nostra mostra, Gran Torino appunto. Sicuramente involontariamente.

Per queste ed altre ragioni, ci auguriamo di poter lavorare insieme.

 

La Neks ha, infatti, due diversi registri di mostre: Il primo è “glocal”, come dicono quelli che parlano bene, volta cioè a portare la conoscenza dell’Arte Contemporanea nella Regione. Si pensi alla nostra storia recente: dall’Imbiancheria del Vajro a Chieri al Castello dei Marchesi Cavour di Santena, fino al Castello della Contessa Adelaide di Susa); il secondo è un registro, dal respiro internazionale, caratterizzato principalmente dalla mostra Gran Torino.

La corsa dei rottami, solidarietà per l’Unicef

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Una corsa fuori dai canoni, senza classifiche e soprattutto senza vincitori

 

“La corsa dei rottami” promossa dal  Torino è giunta ormai alla quarta edizione e ogni anno riscuote sempre più simpatia per la formula goliardica. Ma la corsa dei rottami, che si è svolta questa mattina nel parco della Pellerina su una distanza di 7,5 km e che come base logistica si è avvalsa della Cascina Marchesa sede della Turin Marathon, non è solo corsa.

 

Sono infatti quattro anni, che la manifestazione collabora e devolve il ricavato all’Unicef di Torino. In 350 hanno risposto all’appello e sono stati raccolti 1.665 euro che sosterranno i progetti per l’assistenza dei bambini nel mondo. Lo start dell’evento é stato dato alle 9.30 dalla bocciofila situata vicino ai campi da tennis e i primi a presentarsi al traguardo, che hanno ricevuto come tutti il diploma di Rottame ufficiale sono stati rispettivamente Bruno Santachiara del Running Team ’99 e Laura Rao Polisportiva Atletica ’71.

 

Un ricco ristoro e una premiazione a sorteggio hanno concluso la corsa non competitiva, per una volta senza l’assillo del cronometro. Nell’occasione i giudici hanno voluto premiare due atleti come migliori podisti dell’anno per la loro carriera sportiva: Rita Pulvirenti del Borgaretto ’75 e Giuseppe Bagnolesi del Cedas Fiat, perché ad ogni competizione sono gli ultimi ad arrivare ed è giusto dare anche a loro un riconoscimento per l’assiduità e la tenacia.

 

(Foto: archivio)

Con la webcam dalla Torre Littoria Torino è Reale

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www.realeimmobili.it/webcam.html

 

Quale migliore visione se non dalla Torre Littoria? L’edificio più alto della città, di proprietà del Gruppo Reale Mutua, ha puntato una webcam fissa su Torino, per una visuale unica sul centro della città e sulla collina. Il video è ad alta definizione, ed è visibile via internet all’indirizzo www.realeimmobili.it/webcam.html, L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Gruppo Reale Mutua e Csp nell’ambito di un progetto di innovazione sui temi dell’«Internet delle Cose».

 

(Foto: il Torinese)

La Provincia premiata a Venezia per la rete ecologica

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L’obiettivo è accompagnare la pianificazione e la realizzazione di una vera e propria Rete Ecologica Provinciale

 

Nell’ambito del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, che si è riunito a Venezia, la Provincia di Torino ha ricevuto una menzione speciale per il progetto “La rete ecologica che vogliamo: il fiume, il paesaggio, la biodiversità”. Il documento era stato presentato nella sessione “Esperienze significative” ed era stato curato dal Servizio Pianificazione e gestione Rete Ecologica, Aree protette e Vigilanza ambientale e dal Servizio Risorse Idriche. Alla stesura hanno collaborato l’Enea, il Dipartimento interateneo di scienze, progetto e politiche del territorio del Politecnico di Torino e lo studio Sferalab.

 

“Sovente, – spiega l’Assessore provinciale ai Parchi e Aree protette, Marco Balagna – la tutela dell’ambiente e della biodiversità viene considerata in una certa misura incompatibile con le attività economiche e sociali umane. La Provincia di Torino ha lavorato concretamente negli ultimi anni per smentire questo luogo comune, attraverso lo stumento dei Contratti di fiume e, dal 2013, con il progetto della Rete Ecologica dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea e di sensibilizzazione dei portatori di interesse locali sulla gestione a lungo termine delle aree naturali”. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Piemonte, nell’ambito del bando relativo alla misura 323 del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, con l’obiettivo di accompagnare la pianificazione e la realizzazione di una vera e propria Rete Ecologica Provinciale, intesa come interconnessione tra aree naturali e come strumento per il contenimento del consumo di suolo, uno degli obiettivi prioritari del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale adottato nel 2012.

 

Sono stati inoltre realizzati diversi altri interventi nelle Aree protette provinciali e in quei Siti di Interesse Comunitario appartenenti alla Rete Natura 2000, che erano stati individuati come “nodi” della Rete Ecologica Provinciale. L’elenco degli interventi comprende il monitoraggio e contenimento del Gambero della Louisiana e del Loto nel Parco del Lago di Candia, la realizzazione di rospodotti e corridoi ecologici arbustivi, il monitoraggio e ripristino dell’habitat per il Gambero nostrano nello Stagno di Oulx, la rigenerazione dell’habitat del Castagno alla Rocca di Cavour, la riproduzione dell’Euforbia gibelliana al Colle del Lys per evitarne l’estinzione, il ripristino degli habitat di tutela del Pelobate fosco insubrico nei SIC degli stagni Poirino, dei 5 laghi di Ivrea a Chiaverano e della Serra di Ivrea a Burolo.

 

Per accompagnare la progettazione degli interventi sono stati organizzati incontri informativi per ogni sito, per illustrare ai cittadini le finalità perseguite, realizzati filmati e stendardi informativi da utilizzare durante gli incontri con la cittadinanza, organizzate sessioni di inanellamento ornitologico a scopo didattico a Candia con la partecipazione di esperti del Gruppo ornitologico Piemontese.

 

(www.provincia.torino.gov.it/territorio/strat_strumenti/misura323/presentazione)

 

IL COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE: IL CONCORSO DI IDEE “LA RETE ECOLOGICA CHE VOGLIAMO”

 

Nelle attività di progettazione partecipata sono state convolte alcune classi di istituti scolastici dell´area dell´Anfiteatro Morenico. Dopo incontri di informazione in classe, condotti da alcuni tecnici dei Servizi Pianificazione Territoriale e Risorse Idriche della Provincia di Torino, le classi partecipanti hanno predisposto elaborati e proposte relative alle aree naturali che da tutelare o riqualificare. Al concorso “La rete ecologica che vogliamo”, hanno aderito le classi I G e II B del liceo scientifico “Antonio Gramsci” di Ivrea e le classi IV A e IV B dell’istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente “Carlo Ubertini di Caluso”.

 

Gli allievi hanno proposto interessanti interventi di riqualificazione, tutela e valorizzazione di aree con valenza naturalistica ed ambientale nei Comuni di Ivrea e Caluso. La proposta della classe I G del liceo scientifico “Gramsci” riguarda la realizzazione della “passeggiata lungo il fiume” Dora Baltea nei pressi dell’istituto scolastico: un percorso ludico-sportivo accompagnato da sei pannelli illustrativi con testi in italiano, inglese, francese e braille. L’area di studio della classe II B del “Gramsci” ha riguardato invece le zone comunemente conosciute come “lago di città” (oggi adibite ad area mercatale della città di Ivrea) e la vicina palude, proponendo la creazione di un parco che diventi luogo ideale per la socializzazione, il relax, l’attività fisica e la contemplazione della natura. La proposta, attenta anche alla pubblicizzazione del nuovo Parco, ha previsto la realizzazione di poster e volantini come strumenti promotori di “Ivrea all’aperto”.

I social media e i rischi per i minori

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Una maggiore cooperazione nella gestione dalla rilevazione del caso, fase cruciale per la protezione e la cura delle vittime minorenni di abuso sessuale, alla segnalazione, alle fasi di ascolto in ambito giudiziario

 

Le nuove tecnologie e i social media sono un’opportunità per i giovani, ma espongono bambini e adolescenti a forti rischi, che sempre più devono essere conosciuti e prevenuti. Grazie al progetto Dicam II, c’è oggi uno strumento in più, le “procedure operative in caso di abuso sessuale online a danno di vittime minorenni”, un vero e proprio manuale pratico a disposizione degli operatori dei servizi sociali, sanitari, della scuola, del privato sociale, delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria.

Il progetto – cofinanziato dalla Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione Europea e coordinato da gennaio 2013 da Save the Children Italia in partenariato con il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI) e il Centro per il Contrasto della Pedopornografia su Internet Polizia Postale e delle Comunicazione (C.N.C.P.O.) – è stato presentato il 1° dicembre nell’Aula di Palazzo Lascaris.

Al seminario, cui è seguita una tavola rotonda, hanno partecipato, tra gli altri, Silvia Allegro, coordinatore progetto Dicam II, Save the Children Italia; Augusto Ferrari, assessore regionale alle Politiche Sociali; Anna Maria Baldelli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori; Patrizia Torretta, psicologa della Polizia di Stato, Centro per il contrasto della Pedopornografia su Internet della Polizia Postale e delle Comunicazioni; Gloria Soavi, presidente del CISMAI, Coordinamento italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’Infanzia.

Le procedure operative hanno come obiettivo l’aumento delle conoscenze e delle competenze dei professionisti del settore sugli aspetti specifici che le nuove tecnologie introducono nel tema dell’abuso “tradizionale” e una maggiore cooperazione interprofessionale nella gestione dei casi in tutte le loro fasi, dalla rilevazione del caso, fase cruciale per la protezione e la cura delle vittime minorenni di abuso sessuale, alla segnalazione, alle fasi di ascolto in ambito giudiziario, sino alla presa in carico clinica e psicosociale, in un lavoro che deve essere multidisciplinare, tempestivo ed adeguato.

(emaccanti – www.cr.piemonte.it)

A Ivrea l’orto è più facile

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Presentato il corso di orticoltura naturale “L’Orto Facile”

 

Si è tenuta al Polo Universitario Infermieristico ad Ivrea, la presentazione ufficiale dell’edizione 2015 del Corso di Orticoltura Naturale ‘L’Orto Facile’, ormai prossimo alla terza edizione. Il corso si sta presentando come vera e propria ‘officina’ del territorio integrando piccoli produttori, hobbisti, autorità e realtà istituzionali come ben era rappresentato dai relatori: Diego Targhetta Dur responsabile del Polo Universitario struttura che ospiterà tutte le lezioni ‘in aula’ del percorso, Paolo Roffino della società agricola Roffino, impianto di compostaggio del verde di Albiano d’Ivrea, tra i principali promotori del corso, Laura Salvetti assessore alla cultura del comune d’Ivrea, Stefano Cattapan dottore agronomo e Nicola Savio dell’associazione OrtodiCarta.

 

Dopo un paio di anni di nomadismo, prima a Romano Canavese, poi a Bollengo, il corso di orticoltura ‘L’Orto Facile’ approda nelle capienti ed attrezzatissime aule del Polo Infermieristico iniziando “un percorso di avvicinamento e di integrazione tra la cultura del coltivare, del cibo e la cultura del prendersi cura di se stessi e del prossimo attraverso un approccio slow: buono, sano e giusto sia nei confronti delle persone che degli ecosistemi”, come ha sottolineato Diego Targhetta introducendo le possibili collaborazioni tra il corso e l’istituzione universitaria tra le quali lo studio di un orto terapeutico per i malati di Alzheimer.

 

L’assessore Laura Salvetti ha evidenziato l’importanza dell’attenzione all’orto come possibilità di produzione e di recupero delle tradizioni alle porte di un evento come l’Expo 2015, che rende interessanti la sperimentazione di percorsi come quello intrapreso dal campus ‘L’Orto Facile’ dove l’obbiettivo non è solo la formazione ma creare reti, scambi e attivare energie virtuose. Il corso avrà la struttura organizzativa degli anni precedenti articolato in 5 lezioni e prenderà il via sabato 17 gennaio per finire sabato 14 marzo, mentre i numerosi seminari satellite proseguiranno fino al 19 aprile.

 

Durante il corso base verranno tracciati i razionali per la coltivazione di un orto personale o da scambio naturale, biologico che abbia la capacità della natura di sostenersi e riprodursi nel tempo in maniera sana ed ecologica. I seminari approfondiranno tematiche specifiche e particolari come la progettazione in permacultura, i principi dell’agricoltura naturale e sinergica, la coltivazione in serra, i preparati naturali per mantenere un suolo vitale e produttivo e molto altro ancora.

 

Intanto le preiscrizioni sono già state numerose arrivando a coprire quasi la metà dei posti disponibili (140). Chi fosse interessato può quindi contattare le mail info@ortodicarta.eu o paolo_roffino@alice.it o i numeri 339.71.23.111 o il  338.59.29.965.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

 

 

 

Viaggio in Germania, Cahier de Voyage

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Torino e Berlino sono due città universitarie, capitali europee per l’arte contemporanea, che guardano con grande interesse alla musica contemporanea d’avanguardia

 

Si terrà sabato 6 dicembre, alle ore 18.30, presso il palazzo dell’ex Tribunale di Susa (via Palazzo di Città, 36 – Susa), l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea, giunta ormai alla sua quarta edizione,  prodotta dall’Associazione NEKS: Viaggio in Germania, Cahier de Voyage. Faranno da preludio alla mostra i saluti di benvenuto del Sindaco Plano e dell’Assessore alla Cultura Fonzo presso la Sala Consiliare del Comune di Susa. La mostra è realizzata grazie al contributo ed al sostegno della Regione Piemonte, del Consiglio regionale del Piemonte, della Fondazione CRT e dello stesso Comune di Susa.

 

La premessa da cui trae origine questa mostra è il gemellaggio culturale che Torino si appresta ad avviare, nel 2015, con la capitale tedesca: Torino e Berlino sono due città universitarie, capitali europee per l’arte contemporanea, che guardano con grande interesse alla musica contemporanea d’avanguardia e condividono altresì la medesima attenzione urbanistica verso le aree urbane in disuso.

 

Sullo sfondo del sodalizio tra queste due città, il Vernissage – che è ormai diventato un appuntamento “tradizionale” di fine anno, nella splendida cornice di Susa – vedrà esposte le opere di artisti tedeschi, che hanno tratto beneficio dal passaggio nel Bel Paese, e di artisti italiani, che hanno rivolto il loro sguardo a Berlino per elaborare il proprio linguaggio: Anna Capolupo, Michele Guaschino, Julia Krahn, Paolo Maggis, Simon Pfeffel, Antje Rieck, Elke Warth.

 

Tra coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto, ringraziamo Michele Bramante, curatore della mostra, Valentina Ruospo, art promoter e il Presidente dell’Associazione Neks, Paolo Facelli, che ne ha curato l’organizzazione. La mostra sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica, con i seguenti orari: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

 

Ringraziamo anche i nostri sponsor tecnici che con il loro aiuto hanno permesso la realizzazione di questo evento: per il catering l’Osteria La Marchesa, per i vini l’Azienda Agricola Martina, per gli addobbi floreali Daniela e Francesco e per il progetto illuminotecnico la Biglia srl.

 

 Claudia Caci

E il vescovo “porterà” il papa anche a Firenze

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Nosiglia ricopre anche il ruolo di presidente del Comitato preparatorio del quinto Convegno ecclesiale nazionale (Cen), in programma a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015

 

L’arcivescovo farà il possibile affinchè il santo padre, oltre che a Torino, faccia una capatina anche a Firenze. “Abbiamo fatto la richiesta perché il Papa venga all’apertura e la proposta è stata presa in considerazione”. Sono le parole di monsignor Cesare Nosiglia, che ricopre anche il ruolo di presidente del Comitato preparatorio del quinto Convegno ecclesiale nazionale (Cen), in programma a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.  Per la prima volta, tra l’altro,  la Cei ha adottato per l’appuntamento  i “social media” per la scelta di un’immagine ufficiale. Sarà proclamato nei prossimi giorni  il vincitore del “logo” del Cen. Più di 200 i contributi arrivati alla segreteria attraverso l’apposita pagina Facebook: l’età media dei partecipanti è 19 anni, il più giovane ha 12 anni e il più anziano 66, spiega il sito del Sir – Servizio Inforrmazione Religiosa.

Che fare? Dipartimento Educazione alla Gam

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La GAM è il più antico museo d’arte moderna d’Italia.Le sue collezioni si compongono di oltre 45.000 opere

 

Dicembre è iniziato e sarà un mese ricco di appuntamenti con Dipartimento Educazione GAM di Torino! Quale scegliere? “Che fare?”

 

Qui trovate tutte le informazioni http://bit.ly/Natale-in-GAM, ed ecco i prossimi appuntamenti da segnare in calendario:

 

– Giovedì 4 dicembre dalle 18 workshop CHRISTMAS’ POP CUP: tazze e tazzine non sono mai state così colorate- Sabato 6 dicembre alle 16 NAIL BAR, per provare un make-up in stile pop in vista delle feste

 

– Giovedì 11 dicembre dalle 18 workshop FAST FOOD, in collaborazione con la Città del Gusto, per preparare un menù natalizio “à la Lichtenstein”

 

– Domenica 14 dicembre alle 15 appuntamento con i bambini per UN CARATTERE… POP! [Mario Merz, Che fare, 1968]

 

La GAM è il più antico museo d’arte moderna d’Italia.Le sue collezioni si compongono di oltre 45.000 opere tra dipinti,sculture,installazioni, fotografie, disegni e incisioni, a cui si aggiunge l’importante collezione di film e video d’artista.

 

(www.gamtorino.it)