STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Uscito il film di Lizzani “Banditi a Milano” corsi a vedere uno straordinario Gian Maria Volontè che lo rappresentava, “rubando” dai vecchi compagni di Barriera notizie ed aneddoti sul personaggio. Tutti arrabbiati con lui. Da “rivoluzionario” a rapinatore ed assassino
ll 26 settembre 1967 cenato con i miei, il telegiornale diede la notizia dell’ arresto di Pietro Cavallero. Mio padre scuotendo la testa disse lapidario : doveva finire così, non mi è mai piaciuto. Non capii, non conoscendolo, Uscito il film di Lizzani “Banditi a Milano” corsi a vedere uno straordinario Gian Maria Volontè che lo rappresentava, “rubando” dai vecchi compagni di Barriera notizie ed aneddoti sul personaggio. Tutti arrabbiati con lui. Da “rivoluzionario” a rapinatore ed assassino. Non c’entrava nulla la politica, il PCI, lui era un ambizioso che aveva tragicamente sbagliato. Potremmo dire senza ma e senza se. Per questo appena ho saputo che all’ Anatra zoppa si presentava il libro di Claudio Bolognini “I ragazzi della Barriera” mi sono subito fiondato. Leggendo prima il libro. Scorrevole amore per il dettaglio e pregevole l’idea dell’io narrante. 
Frugale cena con l’autore dove mi ha colpito la battuta di un insegnante organizzatrice della presentazione : leggendo il libro si parteggia quasi per La Banda Cavallero…non avessero ammazzato…L’autore ha sostenuto la sua equidistanza, ed io ho apprezzato molto il suo ricercare sul posto i luoghi di Barriera, dalla Motori alla Stura. Ma Pietro Cavallero non mi è mai stato simpatico e continua ad essermi antipatico. In particolare un episodio raccontatomi e parzialmente presente nel libro. La polizia non capiva come questa banda si procurava le armi, intuendo si trattasse di una banda non tradizionale. Infatti Pietro Cavallero chiedeva un contributo economico per comprare armi da mandare a patrioti algerini. Ma teneva per sé una parte per le rapine. Più che un azione politica era una presa in giro. Dopo hanno voluto e saputo dare motivazione politica ad atti di sola violenza ed uccisione. Leggendo ho capito fino in fondo il disappunto di mio padre che per contrastare il padrone scioperava , il più delle volte da solo, non concedendo la rivolta sociale con le rapine. Un libro da leggere.
L’angolo del Private Banker/
Si è da poco conclusa la VII edizione del Salone del Risparmio la cui tre giorni, svoltasi quest’anno a Milano, aveva il seguente tema: “Risparmio al centro, demografia, liquidità, sviluppo”. Demografia, liquidità e sviluppo sono state quindi le tre parole chiave su cui si sono articolate le riflessioni di quest’anno. Sono stati proposti sette percorsi tematici per affrontare alcuni dei grandi temi di attualità, aprendo così una meditazione sull’effettiva validità dei tradizionali paradigmi della finanza: le scelte di investimento delle famiglie; lungo termine, previdenza e sostegno all’economia reale; educazione finanziaria e formazione; finanza sostenibile e impact investing; consulenza finanziaria e distribuzione; portafogli su misura, mercati e servizi finanziari; fintech; I diversi relatori, che si sono succeduti nell’affrontarne il tema proposto, hanno voluto dedicare tempo e spazio a due argomenti che fino a qualche anno fa entravano nei dibattiti in maniera troppo filosofica ed accademica, ma che in realtà sono fondamentali per il futuro del risparmio e probabilmente anche per il domani del nostro Paese: il ruolo delle SGR nell’economia reale e la previdenza complementare. Il Ministero dell’Economia, in particolare, attraverso tre importanti suoi esponenti (Padoan, Pagano e Zanetti) ha voluto mandare un segnale sulla possibile attuazione futura di provvedimenti volti a indirizzare il risparmio verso le imprese. Le SGR possono contribuire fattivamente alla crescita (non solo economica) del tessuto industriale italiano se idoneamente supportate, ma al tempo stesso le nostre Autorità devono quanto prima concentrarsi sullo sviluppo di un serio terzo pilastro previdenziale.
“Nella generale riduzione dell’incidentalità avvenuta negli ultimi anni” afferma la fondazione ANIA “moto e scooter non hanno avuto lo stesso trend positivo di altre tipologie di veicoli, e sono in assoluto i mezzi più pericolosi”

C’è un dialogo interessante nel film di Scorsese “The Wolf of Wall Street”, dove Matthew McConaughey a pranzo con lapprendista broker Leonardo Di Caprio dice : Nessuno sa dove vanno i prezzi, i mercati…a destra sinistra, in basso in alto, sopra o sotto,
In realtà le cose non stanno così. Esistono dei trend, delle tendenze più o meno definite messe in moto da quelle che vengono chiamate le mani forti, ovvero i grandi investitori, e alimentate dalparco buoi, ovvero i piccoli investitori


Dopo due anni, è tornato a Torino il Parlamento Europeo degli Studenti: “Il futuro degli esseri umani” è stato il suggestivo tema sul quale si sono confrontati, dal 6 all’8 aprile 2016, cento studenti tra i 16 e i 19 anni provenienti dalle scuole (licei, istituti tecnici e professionali) del territorio piemontese, divisi nelle cinque Commissioni tematiche: lo stesso futuro degli esseri umani; il cervello umano, vivere e mangiare sano; l’evoluzione della riproduzione umana, cellule staminali; esseri umani potenziati.


Il grande evento che conclude l’omonimo progetto di teatro sociale e di comunità rivolto a bambini di cinque scuole elementari di Torino sul tema dell’acqua in un’ottica di sostenibilità ed etica ambientale
