La Comital intende liquidare l’attività di Volpiano, ma potrebbe avere contatti con altri gruppi industriali per cedere l’attività. Questa la comunicazione dell’azienda ai sindacati nell’incontro all’Amma per la procedura di cessazione dell’attività e il licenziamento collettivo dei 140 lavoratori. La Fiom ha chiesto il ritiro della procedura e che l’eventuale cessione preveda il riassorbimento di tutti i lavoratori, che continuano il presidio. “Chiediamo a Comital di individuare un nuovo partner industriale, che offra garanzie di rilancio delle attività e di salvaguardia di tutti i lavoratori, coinvolgendo le istituzioni locali che hanno già espresso la propria disponibilità”, affermano i sindacati.
(foto: il Torinese)
Di Patrizia Polliotto*
* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
Oggi a Genova si è svolto un incontro in Comune tra i sindaci di Torino e del capoluogo ligure per discutere del futuro di Iren,
Una mostra di Malvina Bonali a Cesara (Vb)
reticolari, barriere che hanno, nei fatti, sospeso le aree di libera circolazione del trattato di Shengen. La sua testimonianza ci mette di fronte a questa enorme tragedia umanitaria che ha anche tante altre facce, da Calais a Ventimiglia, da Melilla al canale di Sicilia e alle coste italiane. L’Europa sta dimostrando il suo volto peggiore, gretto e avaro, riducendosi a vincoli, moneta, banche e un poco di burocrazia. I profughi mostrano volti e storie che non si possono spiegare con le parole. I controlli, i numeri chiusi, difficilmente li fermeranno. Le guerre, la miseria e la fame sono una spinta troppo forte. E troveranno, davanti agli ostacoli, altre strade. L’Italia, con i suoi
quasi 7.500 chilometri di coste, isole comprese, rappresenta la piattaforma naturale per sbarcare in Europa.L’immigrazione, o meglio la gestione di migranti e rifugiati (respingimenti compresi), è oggi la principale sfida dell’Unione. Molte di quelle persone fuggono da guerre, carestie persecuzioni, stupri, violenze sulle donne. La depressione economica è notevole e l’agricoltura di sussistenza conosce una crisi radicale. La fame opprime decine di milioni di africani. Di fronte a un problema di questa portata, senza solidarietà e ripartizione d’oneri fra tutti rischia di saltare l’Europa e non saranno la moneta e la banca centrale a tenere insieme la fragile costruzione che oggi scricchiola sinistramente. Le persone che Malvina ha incontrato in quella “sacca” balcanica dove sono bloccate, esauste e sfinite, disperate e al tempo stesso determinate – non avendo più nulla da perdere – ci rammentano che una soluzione va
trovata perché il tempo scorre ed è tiranno. La crisi migratoria ricorda a tutti che occorre una nuova Europa. Basta andare a Lampedusa e sulle acque del Mediterraneo dove viaggiano, cariche all’inverosimile di esseri umani, le “carrette del mare”; o recarsi a Subotica, a Idomeni o a Gevgelija, al confine della Macedonia con la Grecia , e guardare quelle persone, senza chiudere gli occhi. Guardandole, non si potrà chiudere il cuore o nascondere la nostra coscienza di liberi cittadini europei. Malvina Bonali l’ha fatto e con la sua mostra aiuta tutti a comprendere meglio.
La migrazione è sempre stata un fenomeno che le valli del Piemonte, e nello specifico, dell’Occitania, hanno conosciuto. L’argomento è al centro di un interessante convegno di studi storici 




provvedimento sui lavoratori dal momento che, quando saranno privatizzate, le Ipab saranno difficilmente controllabili. I consiglieri Porchietto e Berutti hanno annunciato la non partecipazione al voto di FI per il fatto di essere ancora in attesa di una mappatura completa delle Ipab esistenti in Piemonte, dal momento che diverse risultano non essere state contattate dagli uffici regionali. Hanno rilevato che sarebbe stato sufficiente per la Regione raccordarsi con le previsioni della legge nazionale senza stravolgere il sistema e pensare alla tutela dei numerosi volontari che operano nelle Ipab auspicando non si debba, tra qualche tempo, mettere mano a un impianto che non tutela abbastanza un patrimonio che dovrebbe essere al servizio dei cittadini.
Il Piemonte ha una nuova legge su “bed and breakfast, affittacamere, case vacanza, residenze di campagna e ostelli.