Nella zona sud di Torino, la Città di Nichelino, in sinergia con le Associazioni Datoriali (API Torino, Unione Industriale, Confartigianato, CNA) e SIT Sviluppo Investimenti Territorio, la proprietà, ha creato le condizioni favorevoli per un nuovo e concreto sviluppo industriale del territorio, Spazio Vernea.

Spazio Vernea è oggi un’area industriale, ma è anche una visione di crescita, il primo passo di un progetto più ampio di rilancio del sistema industriale di Torino Sud.Spazio Vernea è non solo l’opportunità di condividere la visione sul futuro proposta dalla Città di Nichelino, ma anche la tangibile possibilità di insediamento di una nuova realtà manifatturiera: 40.000 mq, già completamente urbanizzata, offerta a condizioni economiche estremamente vantaggiose (55 euro/mq trattabili),disponibile immediatamente a ospitare nuovi insediamenti industriali rilevanti.orte della condivisione tra pubblico e privato che contraddistingue l’Amministrazione Comunale, Spazio Vernea è un intervento controcorrente in questo periodo di crisi, in cui la Città di Nichelino offre:
– Fiscalità Agevolata con importanti vantaggi fiscali a fronte dell’acquisto dell’intero lotto, prevedendo l’esenzione dal pagamento della IUC (IMU, TASI, TARI) per i primi tre anni
– Banda Ultra Larga l’Amministrazione Comunale a breve costruirà un progetto per la posa della fibra ottica e agevolare alta connessione per le aziende
– Sportello Unico per le aziende capace di rispondere adeguatamente alle richieste burocratiche
– Manutenzione delle aree industriali con lo stanziamento per il prossimo triennio di 200.000 € /anno

Gli attori del progetto Spazio Vernea a fine 2016 hanno avviato un tavolo di confronto sui temi di sviluppo e visione strategica dell’area. Al tavolo si sono seduti per numerosi incontri l’Amministrazione Comunale, nelle persone di Giampietro Tolardo, Sindaco della Città di Nichelino, e Diego Sarno, Assessore all’Industria e Artigianato della Città di Nichelino, i rappresentanti delle Associazioni Datoriali del territorio, nelle persone di Giuseppe Scalenghe, Vice Presidente API Torino, Antonino Scordo, di Unione Industriale Torino, Claudio Rizzolo di ConfartigianatoTorino, Rosa Maria Polidori di CNA Torino, e Alessandra Configliacco, in rappresentanza di SIT Sviluppo Investimenti Territorio, società partecipata proprietaria dell’area al centro del progetto di sviluppo. Giampietro Tolardo, Sindaco della Città di Nichelino, dichiara: «Ormai è quasi un anno che abbiamo avviato un percorso di condivisione con il territorio per cercare di instradare tutta una serie di progettualità che partono dal basso. Abbiamo intenzione di cercare di incentivare l’arrivo di nuove aziende, che possano produrre nuovi posti di lavoro e soprattutto possano rappresentare uno stimolo all’insediamento di strutture aziendali più piccole. Spazio Vernea vuole essere un affiancamento alle aziende per quelle difficoltà che si hanno oggi nell’insediare ed aprire una nuova azienda sul territorio».
stragi e le orrende decapitazioni dei tagliagole del Daesh le abbiamo viste spesso in tv o su internet all’ora di cena, quasi in diretta, ma i massacri del leader siriano contro la sua gente non li abbiamo mai visti. Ora queste crude e agghiaccianti fotografie stanno facendo il giro del mondo. Fino al 17 ottobre si possono vedere anche a Torino. Forse sarebbe meglio non vederle, di atrocità ne vediamo abbastanza ogni giorno, ma farle passare in silenzio sarebbe ancora più grave. “Le immagini esposte potrebbero urtare la vostra sensibilità…” c’è scritto sulla locandina della mostra, quindi siamo tutti avvisati, e noi ne presentiamo solo alcune. Migliaia di siriani sono stati impiccati negli ultimi anni nelle prigioni di Damasco, in particolare in quella di Saydnaya. Un recente impressionante rapporto diffuso da Amnesty Internazionale ha rivelato come dal 2011 al 2015 il governo siriano abbia organizzato una sistematica campagna di esecuzioni mediante impiccagioni di massa. Almeno una volta alla settimana gruppi composti da decine di detenuti venivano presi dalle loro celle e impiccati. In cinque anni le vittime di queste impiccagioni sono state circa 13.000, tutti oppositori del regime che dovevano sparire in segreto. Il rapporto, dal titolo “Il mattatoio di esseri umani: impiccagioni di massa e sterminio nella prigione di Saydnaya”,
denuncia anche le condizioni inumane di detenzione all’interno del carcere, tra cui torture e mancanza totale di acqua, medicinali e cure mediche. Questa politica di sterminio ha causato la morte di tantissimi detenuti. Non ci sono più dubbi. L’orrore descritto nel rapporto rivela una mostruosa campagna di sterminio, autorizzata dai livelli più alti del governo siriano, destinata a stroncare ogni forma di dissenso. “Il mio compito era documentare la morte” afferma Caesar. Caesar è lo pseudonimo assegnato a un ex ufficiale della polizia militare siriana che disertò nel gennaio 2014, riuscendo a portare all’estero migliaia di fotografie che documentano la morte e le torture subite dai detenuti nelle carceri di Assad. A fotografare era lo stesso Caesar, incaricato dal regime, assillato dall’idea di certificare ogni cosa, anche le persone che faceva impiccare in galera. Caesar scrive: “facevo delle pause per trattenermi dal piangere ma ero terrorizzato. Pensavo che questi corpi potevano essere quelli di mio fratello o delle mie sorelle. Un giorno un
collega mi ha detto di aver fotografato, per conto del regime, i corpi di alcuni civili. Li hanno calpestati con i loro stivali urlando insulti indicibili”. Una commissione internazionale di giudici ha attestato l’autenticità delle fotografie dichiarando che potranno essere usate in un eventuale processo per crimini contro l’umanità nei confronti di Assad e del suo regime. Le fotografie sono state già viste al Palazzo di Vetro dell’Onu di New York e in numerose città europee. L’esposizione “Nome in codice, Caesar” è ospitata dalla Fondazione Vera Nocentini al Polo del ‘900, in via del Carmine 14 a Torino, fino al 17 ottobre, da lunedì a domenica ore 10.00-20.00 ed è promossa da Amnesty International e dalla Focsiv-volontari nel mondo.
Nel 2018 saranno abilitati 300 nuovi insegnanti di sostegno, a fronte di un’esigenza stimata di circa 3 mila docenti. Il dato emerge dalla comunicazione in Aula dell’assessora regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, su alcuni temi della scuola e richiesta dalla vicepresidente Daniela Ruffino (FI).
Il piano di risanamento illustrato dal Sindaco Appendino è sicuramente apprezzabile che la Giunta Cinque Stelle, cercando di evitare il pre-dissesto (che avrebbe conseguenze drammatiche),
etc.) apporti alla società la liquidità necessaria; in caso contrario GTT dovrà accedere ad una procedura concorsuale con la conseguenza che la convenzione con la società con la quale il Comune si impegna a rimborsare i suoi debiti scaduti in dieci anni non potrà avere attuazione; la Città si ritroverà a dover contabilizzare nell’anno e pagare a GTT tutti i debiti scaduti e incasserà i crediti vantati verso GTT in moneta fallimentare; ciò originerà un disavanzo nei conti del Comune di oltre 100 milioni di Euro.
La gestione e il passaggio dei beni familiari dai genitori ai figli, a congiunti o altri, rappresenta sempre un momento estremamente delicato nella vita di una persona ed è bene affidarsi a un esperto, in questo caso un notaio.
riserva di usufrutto o con la riserva di disporre. Si pagano subito le tasse di donazione, con l’aliquota e la base imponibile del valore catastale attuale, ma si evitano le imposte di successione; ci sarà solo un consolidamento, quasi gratuito, con un sensibile vantaggio per i beneficiari della donazione. Con la riserva di usufrutto il disponente mantiene la possibilità di godere del bene immobiliare, abitandolo o potendolo affittare, proprio come se fosse ancora suo; con la riserva di disporre, inoltre, il disponente può ritornare in possesso del bene, nel caso cambino le circostanze presenti al momento della donazione (per esempio nel caso compaia la necessità economica di vendere il bene o nel caso in cui il beneficiario assuma, in virtù dei beni ricevuti in donazione, una condotta libertina o che faccia comunque presumere al disponente un tenore di vita eccessivamente dispendioso)”. “Per quanto riguarda le disponibilità finanziarie – conclude il notaio Remo Morone – la donazione è un istituto che viene poi spesso impiegato dai genitori verso i figli che non potrebbero permettersi il tenore di vita che conducono e che viene invece così giustificato pienamente, soprattutto dal punto di vista fiscale. Spesso sono proprio gli stranieri che vivono in Italia i più attenti in materia e quelli che sottoscrivono più volentieri questo tipo di atto presso il notaio”.
I Comuni piemontesi nel cui territorio sono presenti immobili confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata hanno tempo fino al 30 ottobre per aderire al bando emanato dalla Regione Piemonte per favorirne il riutilizzo a scopi sociali.
mafie mettendoli a disposizione dell’intera comunità per finalità educative e sociali rappresenta la miglior risposta da parte della Regione Piemonte alla criminalità”, mentre l’assessora alle Pari opportunità ed Immigrazione, Monica Cerutti, evidenzia che “questo bando ha una valenza molto concreta nel destinare beni immobili confiscati per fini sociali, come le case rifugio per donne vittima di violenza o l’accoglienza di profughi. Ciò aumenta la sua portata simbolica, restituendo alla comunità beni sottratti alla malavita. Si tratta di un’azione assolutamente in linea con l’adesione della Regione ad Avviso Pubblico, la rete di enti locali e Regioni contro le mafie”.
L’Unione Comuni Nord Est Torino è stata inserita nella graduatoria degli enti beneficiari nell’ambito del «Programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro» del ministero dell’Ambiente.
Di Patrizia Polliotto*
*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
