ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 623

Tav, il sindaco di Pinerolo invita gli amministratori

“Durante questo primo anno di mandato abbiamo ricevuto numerose proposte di adesione promosse dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, tutte finalizzate a sollecitare l’utilizzo più razionale dei fondi pubblici statali rispetto a quello previsto per progetti ritenuti poco utili, quali il tratto Tav Torino – Lione”. A scrivere è in sindaco di Pinerolo, il pentastellato Luca Salvai in una lettera inviata a tutti i consiglieri della città, ai sindaci ed ai consiglieri del Pinerolese, al sindaco ed ai consiglieri della Città Metropolitana di Torino. Nella missiva Salvai comunica che venerdì 7 luglio, alle ore 21, nel salone dei Cavalieri di viale Giolitti 7 a Pinerolo, si terrà un incontro pubblico per valutare le varie proposte in maniera approfondita. Sono stati invitati, infatti, la Commissione tecnica sul Tav dei Comuni della Valsusa e dei Comuni di Torino e di Rivalta. Interverranno i componenti della commissione, ingegneri Angelo Tartaglia, già docente al Politecnico di Torino, Roberto Vela ed Alberto Poggio. La serata, che ricalcherà quella che si era tenuta lo scorso novembre a Torino, sarà improntata sull’esposizione di dati e situazioni oggettive presi da documenti ufficiali dell’Osservatorio Torino – Lione, dalle agenzie che si occupano a vario titolo di trasporto transfrontaliero e da altri organi governativi.

Massimo Iaretti

(foto: il Torinese)

Autostrada Asti-Cuneo, via libera dall’Europa

L’eurodeputato Cirio: «Quando ognuno fa la propria parte i risultati arrivano»

 

«Finalmente una buona notizia che dimostra che quando ognuno fa la propria parte i risultati si ottengono»: con queste parole l’eurodeputato Alberto Cirio commenta l’annuncio ufficiale, poche ore fa, da parte del ministro delle Infrastrutture Delrio, della chiusura positiva dell’accordo tra l’Italia e la Commissione Ue su tutto il sistema delle concessioni autostradali, a cui è legata anche l’Asti-Cuneo. 

Le risorse necessarie per il completamento dell’opera arriveranno grazie al meccanismo del cross-financing proposto dal Governo, ovvero una mini proroga della concessione sulla Torino-Milano in cambio di investimenti infrastrutturali.

 

«Noi abbiamo fatto la nostra parte da Bruxelles e il Governo da Roma – prosegue Cirio, che a maggio aveva incontrato a Strasburgo la commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, per sensibilizzare l’Ue sulla delicata vicenda dell’Asti-Cuneo – La proposta portata avanti dal Governo era seria e Bruxelles ha compreso le nostre ragioni. Dopo il sì nei giorni scorsi del tavolo tecnico, oggi finalmente è arrivato anche il via libera politico, che ha chiuso la trattativa. Nelle prossime ore sapremo di più, ma l’Asti Cuneo è all’interno del pacchetto accettato dall’Europa e finalmente potremo mettere la parola fine su una vergogna che va avanti da 40 anni».

Consumatori, che cosa cambia con i nuovi contatori elettronici

Di Patrizia Polliotto*

 

Novità in arrivo con l’imminente installazione dei nuovi contatori (denominati 2G) che e-distribuzione (ex Enel Distribuzione) effettuerà nei prossimi anni. La sostituzione coinvolgerà 32 milioni di vecchi contatori, a cominciare da quelli installati da più di 15 anni. Il piano di sostituzione di e-distribuzione sarà pubblicato sul sito dell’azienda ed i clienti interessati potranno verificare sul portale se la propria utenza è interessata. La sostituzione non comporta compenso alcuno al personale impegnato nell’operazione visto che la quota per la gestione del contatore è già inserita all’interno delle bollette.

Il cliente non sarà tenuto a presenziare alle operazioni di sostituzione, ad eccezione dei casi in cui la sua presenza o quella di un suo incaricato risulti indispensabile per l’accesso al contatore. Per agevolare le attività di sostituzione verranno affissi, con un anticipo di almeno cinque giorni sulle vie e sugli immobili interessati, avvisi recanti le indicazioni con la data precisa dell’inizio lavori. I nuovi contatori 2G  dispongono di funzionalità maggiori e migliori, rispetto a quelli di prima generazione, specialmente in materia di rilevazione più precisa e strutturata dei consumi, suddivisi per varie tipologie di parametri, rendendo il dato di consumo effettivo e immediato un elemento importante, per ciascun consumatore, nella gestione della propria, personale, spesa energetica.

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*Avvocato, Fondatore e Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Più fiducia per occupazione, produzione ed export

Segnali positivi per il Piemonte, dove  la ripresa si consolida e le imprese tornano ad essere fiduciose. Permane però un’ampia forbice fra le grandi e le piccole, e prosegue la crisi dell’edilizia. Questo il quadro che emerge dall’indagine di Confindustria Piemonte in collaborazione con Unioncamere, Intesa Sanpaolo e Unicredit, presentata  a Torino, in relazione alle previsioni degli imprenditori per il terzo trimestre di quest’anno. Sono sopra lo zero i principali indicatori: occupazione, produzione, export. La cassa integrazione è in calo verso i livelli fisiologici, e si registrano trend positivi in tutti i territori tranne Biella, Verbania e Vercelli. In crescita  tutti i settori industriali con l’eccezione del tessile e dell’edilizia. Positivo in particolare il terziario, esclusa la logistica che in  peggiora. “Ora il Piemonte è in totale ripresa e può continuare a crescere, ci sono tutte le componenti per farne una delle locomotive italiane”, dice il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello,

Battaglioni, corso alla Scuola di Applicazione

Sono 74 i futuri comandanti di battaglione che hanno concluso il corso propedeutico presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito. Provenienti da enti e reparti dell’Esercito e della Difesa dislocati in tutto il territorio nazionale e in qualche caso all’estero, in possesso del grado di maggiore o tenente colonnello, i frequentatori di questo basilare corso formativo si accingono a breve ad assumere il comando delle unità a livello battaglione nelle diverse aree della Forza Armata. Collocato in una posizione intermedia fra la compagnia e il reggimento, il battaglione di fanteria, genio o trasmissioni, assume la denominazione di gruppo in artiglieria e gruppo squadroni in cavalleria o nell’aviazione dell’Esercito. Il corso tenuto alla Scuola di Applicazione sulla base delle direttive degli organi centrali della Forza Armata mira a completare la preparazione degli ufficiali superiori che, a breve, avranno la responsabilità delle unità dell’Esercito impegnate in compiti di particolare delicatezza quali le missioni fuori dal territorio nazionale, le operazioni di supporto alle forze di polizia e gli interventi di soccorso, questi ultimi sempre più numerosi in virtù della specifica vocazione “dual use” di alcuni reparti dell’Esercito. Il corso, della durata di una settimana, ha visto avvicendarsi insegnanti civili e militari incaricati di approfondire temi tradizionali quali la gestione delle risorse umane, etica e leadership insieme ad argomenti di grande attualità come la psicologia militare e le politiche di gender. Il Comandante della Scuola di Applicazione, generale di corpo d’armata Claudio Berto, rivolgendosi ai futuri comandanti di battaglione ha sottolineato l’importanza di mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti a Torino valorizzando con la pratica quotidiana un progetto di aggiornamento professionale utile e innovativo.

“Tra il bene e il male”, una storia dei nostri giorni al Polski Kot

Questa sera, martedì 4 luglio,  alle 21 si terrà al Polski Kot di via Massena, 19/A a Torino la presentazione del libro “Tra il bene e il male – La Bosnia, il dopoguerra, la battaglia contro tumori ed inquinamento a Zenica” (Infinito Edizioni).Il libro racconta il percorso di cooperazione tra il territorio piemontese e quello del Cantone di Zenica-Doboj in ambito oncologico, dalle prime azioni di sensibilizzazione e prevenzione dei tumori femminili fino alla realizzazione dei reparti di oncologia e radioterapia dell’Ospedale di Zenica, oggi inserito nella rete oncologica piemontese. Inoltre, attraverso un accordo di collaborazione e gemellaggio sottoscritto nel 2008 tra ASO San Giovanni Battista e l’Ospedale di Zenica, numerose sono state le occasioni di formazione e scambio di esperienze, a Torino e a Zenica, tra i medici e tra tecnici. Intervengono: Maria Cinzia Messineo, Presidente Ong Re.Te., Alessia Canzian, curatrice del libro, Luca Giliberti, Re.Te Ong. Sono molti i protagonisti di questa sto­ria “corale”, iniziata subito dopo la fine della guerra in Bosnia Erzegovina (1992-1995) e ancora non del tutto conclusa. Una storia d’impegno e solidarietà concreta che ha visto protagonisti donne e di uomini che hanno investito una parte della loro vita per realizzare un desiderio di sviluppo equo a Zenica, la quarta città più grande della Bosnia,  capoluogo del cantone di Zenica-Doboj, a circa 70 km a nord di Sarajevo. Lì è stato avviato un piano sanitario, partendo da una piccola località – Breza – per estenderlo a tutto il territorio del cantone, che prevedeva  un programma di screening dei tumori femminili al collo dell’utero  e l’istituzione di un Polo Oncologico presso l’ospedale del capoluogo, grazie all’aiuto e alle competenze della Regione Piemonte e della Rete Oncologica che ha sede alle Molinette, in corso Bramante a Torino. Un modo concreto e tangibile di fare cooperazione e dare uan risposta ai bisogni di salute e alle speranze della popolazione.

M.Tr.

La Regione trasferisce ad Anas 1000 km di strade

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il presidente Anas Gianni Vittorio Armani si sono incontrati oggi a Torino per fare il punto sul alcuni dei principali temi che riguardano la Regione
In particolare, nel corso della riunione, è stato approfondito lo stato di avanzamento delle attività volte al trasferimento di alcune strade ad Anas , passate a suo tempo alla Regione Piemonte con l’introduzione del c.d. Federalismo stradale. Nell’occasione è stata ribadita da entrambe le parti la positiva sinergia che si è instaurata tra Anas e Regione, che ha portato alla individuazione di circa 1000 chilometri di strade interessate al rientro suddivise tra le province della Città Metropolitana di Torino, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Novara. Tale operazione è stata resa possibile anche  grazie all’impegno della Regione Piemonte che si è fatta promotrice dei necessari accordi con le suddette Amministrazioni. All’ordine del giorno della riunione anche lo stato dell’arte della Tangenziale di Fossano, dove il 18 aprile si è verificato il crollo improvviso di una campata dello svincolo di Marene.
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Il Presidente Armani ha ricordato che a seguito del crollo, oltre alla necessaria collaborazione con l’Autorità giudiziaria, Anas ha avviato un vasto programma di verifiche su tutte le 114 campate delle opere d’arte che costituiscono la tangenziale di Fossano. Attività condotte a partire dal 24 aprile che hanno utilizzato tecniche di analisi all’avanguardia dirette ed indirette per poter indagare al meglio lo stato dei viadotti. Entro il 20 luglio saranno completate tutte le azioni di indagine, comprese le verifiche tramite georadar e le prove di carico su tutto il sistema di viadotti. Pertanto, assieme agli esperti del Politecnico di Torino, sarà possibile fissare la data di riapertura della Tangenziale. Per quanto riguarda il viadotto crollato, Anas ha stimato di poter bandire entro l’anno in corso la gara d’appalto per la ricostruzione dell’opera che, da previsioni, sarà interamente in acciaio.  Il Presidente Armani ha inoltre annunciato che, grazie all’ottenimento del finanziamento dell’opera, Anas entro il corrente mese di luglio bandirà la gara per la ricostruzione del corpo stradale tra i chilometri 71.100 e 71.300 della Strada Statale 28 nel Comune di Priola, gravemente danneggiato dall’alluvione del novembre 2016. L’avvio delle procedure di appalto è stato possibile grazie all’inserimento dei lavori nel recente decreto di anticipazione fondi del Contratto di Programma 2016. Sulla Strada Statale 34 è stato concluso lo studio congiunto Anas-Regione Piemonte per individuare i punti su cui intervenire e ora Anas sta studiando gli interventi prioritari da avviare mentre la Regione Piemonte ha chiesto ulteriori fondi allo Stato per finanziare l’intero programma.
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Per quanto riguarda il cantiere di costruzione del nuovo tunnel del Colle di Tenda, nel corso della riunione è stata ricostruita la complessa vicenda. Lo scorso 24 maggio, su disposizione della Procura della Repubblica di Cuneo, l’intero cantiere è stato posto sotto sequestro e sono stati avviati, con la nomina dei Consulenti Tecnici della Procura e di tutti i soggetti coinvolti, gli accertamenti richiesti. Anas, dichiarata parte offesa nel procedimento, ha collaborato con le indagini e gli accertamenti tecnici sinora eseguiti, mantenendo la custodia giudiziaria delle opere sia sul versante italiano sia sul versante francese.  In particolare sul versante francese, Anas ha in corso un monitoraggio quotidiano del muro di sostegno tramite rilievi a vista con propri sorveglianti e un monitoraggio topografico settimanale da parte di una società specializzata. Nei prossimi giorni verranno rese disponibili sul sito web del Tenda quattro letture quotidiane, fruibili alle autorità italiane e francesi.  Sul versante italiano, Anas ha in corso di esecuzione una serie di attività di presidio e controllo delle aree di cantiere sottoposte a sequestro, preventivamente autorizzate dalla Procura di Cuneo, e in particolare il monitoraggio del fronte e scavo della galleria non rivestito, mediante l’installazione di mire ottiche a letture periodiche; l’installazione di pompe per il drenaggio dell’acqua in galleria; la realizzazione di opere di interdizione dei by-pass tra vecchia e nuova galleria. Gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura sono attualmente in corso mediante sopralluoghi, indagini e misurazioni e vedono impegnati, oltre ai consulenti della Procura, anche i tecnici ed esperti di Anas, che allo stato sono in attesa di ricevere la perizia del Pubblico Ministero che sarà redatta al termine delle operazioni peritali. Una volta dissequestrato il cantiere, Anas ordinerà all’Appaltatore, in aderenza ai risultati degli accertamenti tecnici, di riprendere i lavori ripristinando o ricostruendo le opere oggetto di dissesto e recuperando per quanto possibile i tempi decorsi. Anas vigilerà affinché l’impresa predisponga un cronoprogramma dei lavori atto a garantire il risultato nel più breve tempo possibile.

Cinque anni fa moriva Sergio Pininfarina, anima e creatività vecchio Piemonte

di Pier Franco Quaglieni 

(CON UN RICORDO DEDICATO A PAOLO VILLAGGIO)

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Cinque anni fa, all’età di 85 anni , il 3 luglio 2012,moriva il senatore a vita Sergio Pininfarina, imprenditore e stilista, artefice del successo internazionale dell’azienda di design fondata da suo padre. Ingegnere meccanico , Pininfarina tenne le redini dell’azienda dal 1960 al 2006,trasformandola da realtà artigianale ad industriale, in stretta collaborazione con le principali case automobilistiche europee. Agli inizi degli Anni Settanta, con la realizzazione di una galleria del vento in scala naturale, Sergio legò il suo nome a quello di Enzo Ferrari in quanto tutte le “Rosse” di Maranello nacquero da o con la collaborazione dell’industria torinese. Anche modelli più “popolari” come la Flaminia, la Flavia coupé, la 164 e tante altre auto furono creati dall’azienda da lui guidata che giunse a disegnare persino una famosa bicicletta e una bottiglia di storica acqua minerale. In fondo, un altro mondo imprenditoriale che oggi non c’è più, ma anche un mondo umano scomparso , irrimediabilmente scomparso.

Con lui ho intrattenuto un rapporto durato oltre 40 anni e voglio citare i suoi successi imprenditoriali per poter mettere in luce con maggiore evidenza la personalità di questo ingegnere con un’anima di grande sensibilità e forte impronta intellettuale che contraddiceva, in modo evidente , quanto scrisse Musil nell’Uomo senza qualità in cui sostenne che gli ingegneri non hanno un’anima. La sua era un’anima fatta di cultura, di creatività, ma anche di sentimenti profondi, non ostentati, come capita nel vecchio Piemonte, e per questo ancora più radicati ed importanti.

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Era un uomo colto con cui conversare diventava piacevole perché i temi dell’umanesimo liberale appartenevano non solo al suo dna, ma alla sua cultura. Amava Alassio e Garlenda dove passava le sue estati, attratto anche dall’amatissimo gioco del golf. Era bello passare qualche ora con lui:si poteva davvero discorrere di tutto e si aveva l’impressione di parlare con un uomo di statura internazionale, pienamente paragonabile all’avvocato Agnelli,nel quale appariva il gusto della vita semplice, appartata, con un’attenzione smisurata per la famiglia ed un legame eccezionale con la moglie durato per oltre sessant’anni. Amava profondamente il Piemonte e la lunga amicizia con Mario Soldati che ho condiviso con lui, nasceva da questi legami con la sua terra, senza scadere mai in grettezze localistiche che, anzi, detestava.

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Questi aspetti meno noti di Sergio erano la cifra della sua personalità più vera che difficilmente emergeva dalla sua ritrosìa tutta piemontese. D’altra parte i grandi piemontesi, da Baretti a Soldati, da Cavour a Gobetti ,erano cosmopoliti e sapevano guardare oltre le Alpi, come ha saputo fare Sergio. Quando il Parlamento europeo nel 1979 divenne elettivo, fu naturale che tra i capilista liberali per la circoscrizione del Piemonte ,Lombardia e Liguria ci fosse Pininfarina che, insieme a Jas Gawronski e ad Enzo Bettiza, era davvero un modello di italiano – europeo capace di rappresentare ,senza egoismi nazionalistici,ma con grande dignità nazionale, il proprio Paese in Europa.Era tra quei pochi eurodeputati italiani a conoscere le lingue ed a non avere bisogno di interpreti. Per le elezioni della II legislatura Pininfarina continuò a guidare insieme a Gawronski e Bettiza la lista liberal-repubblicana del Nord – Ovest ,potremmo dire liberaldemocratica, che avrebbe dovuto anticipare una sorta di unificazione tra le forze laico – liberali che, invece, non ci fu . Se l’operazione non ebbe il successo elettorale che avrebbe meritato , certo non fu colpa di Sergio che si gettò nella battaglia con generosità e passione .Io sono testimone -come in particolare lo è la prediletta figlia Lorenza che fu al suo fianco nell’impegno civile in Europa-che Sergio non ebbe bisogno di apparati faraonici per raccogliere un vastissimo consenso in tutta la  vasta circoscrizione elettorale perché il suo nome era ,di per sé, una garanzia di capacità e di probità assolute.

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Era un liberale nel senso più autentico e, direi, risorgimentale della parola. Non terminò il mandato parlamentare perché eletto presidente di Confindustria dopo Gianni Agnelli. In passato il partito liberale venne accusato di essere un partito asservito alla Confindustria. Invece il passaggio di Pininfarina dall’Europarlamento alla presidenza dell’associazione degli imprenditori non suscitò obiezioni di sorta perché la sua indipendenza di giudizio era fuori discussione.

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La Costituzione all’articolo 59 prevede la nomina a senatori a vita di cittadini <<che abbiano illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale,scientifico,artistico e letterario>>. Non molti presidenti della Repubblica hanno obbedito in modo autentico al dettato costituzionale, certo la nomina di Sergio a senatore a vita è una di quelle che davvero hanno onorato la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi il quale scelse anche la scienziata di fama internazionale Rita Levi Montalcini. Un episodio che disonora la politica e ne rivela il degrado furono gli insulti del tutto gratuiti e volgari di un senatore per un voto espresso in Senato da Pininfarina. Peccato che il senatore in questione fosse il liberale Valerio Zanone riuscito eletto in Lombardia nella lista del PD, da cui poi lo stesso Zanone si allontanò insieme a Rutelli perché << la sinistra era illiberale, anche se io mi sento di sinistra>>, come ebbe a dirmi una volta. L’idea d’ Europa – per dirla con un titolo di Federico Chabod – che aveva Sergio era quella di Einaudi, un’Europa quindi lontanissima da quella odierna, in cui prevalgono interessi ed egoismi che umiliano il federalismo europeo a cui, già in piena II guerra mondiale, guardava il manifesto di Ventotene.

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Da parecchi anni Sergio non stava bene, specie dopo la morte improvvisa e drammatica del figlio Andrea che per lui fu un colpo terribile. Solo la dolcezza e la vicinanza della moglie e in particolare della figlia Lorenza riuscirono ad alleviare gli ultimi anni di dolore che segnarono il tramonto di un uomo eccezionale che ha onorato l’idea liberale,unendo capacità di intraprendere e volontà di porsi al servizio del bene pubblico, secondo quei valori e principi che troviamo in alcune pagine di Luigi Einaudi. Gli ho dedicato un capitolo nel mio ultimo libro Figure dell’Italia civile, insieme ai grandi del Novecento piemontese da Einaudi a Chabod ,da Bobbio a Venturi. Il Centro “Pannunzio”nell’anno stesso della sua morte, gli dedicò la sua sala incontri come atto di omaggio ,ma anche di ringraziamento. Lui, senza mai comparire, fece moltissimo per il”Pannunzio”. Quando nei primi anni 2000 gli conferimmo un premio insieme ad altri illustri torinesi ,un quotidiano lo definì “carrozziere” e l’avvocato Gian Vittorio Gabri, uomo all’antica, ebbe un sussulto e mi telefonò per lamentare il livello di rozzezza a cui erano giunti certi giornalisti nostrani. Non poteva immaginare cosa sarebbe capitato negli anni successivi.

 

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Oggi è mancato Paolo Villaggio, eroe di una comicità cinica e tetra che riduce il valore delle persone al rag. Fantozzi. Villaggio ha voluto rappresentare,spesso in modo volgare un italiano mediocre ,servile, codardo ,come già fece Alberto Sordi. Mi sono stupito delle parole di cordoglio espresse dalle più alte cariche dello Stato che Villaggio vivo avrebbe definito <<una cagata pazzesca>>.Un’Italia da rifiutare che non fa ridere, ma piangere. E’ il nichilismo spicciolo, quello teorizzato a livello accademico da Vattimo, prima di convertirsi tardivamente al marxismo. Villaggio era partito dal Pci per poi approdare a Grillo. Un percorso inverso,ma emblematico di una sfiducia totale verso tutto e tutti. Queste persone rappresentano l’Italia” scombinata” di cui parlava Salvemini o l’Italia <<provvisoria>> di Guareschi. Delle Italiette mediocri, grigie, senza ideali e senza futuro. Un’Italietta che è rimasta prigioniera della sindrome dell’8 settembre e del “tutti a casa”,ma si è lasciata sedurre dalle ubriacature ideologiche che ha confuso con le idee.Cadute le ideologie, si è trovata orfana anche delle idee che forse non ha mai avuto. Mi rifiuto di credere che l’Italia si sia ridotta così. Quando penso a uomini come Pininfarina ritrovo la certezza che l’Italia tornerà ad avere un futuro.

 

Pier Franco Quaglieni

scrivere a quaglieni@gmail.com

 

 

Campo Volo, Legambiente si mobilita

Tra Torino e Collegno un polmone verde graziato fino ad oggi dalla cementificazione

 

L’associazione mette alla prova la politica: “Tutti professano lo stop al consumo di suolo ma in pochi lo praticano. Servono azioni concrete”

 

 

Una vasta isola verde alle porte di Torino custodisce il panorama, la memoria e la funzione dell’agricoltura cittadina. E’ l’area che affianca la Dora Riparia e comprende il Parco della Dora e il Campo Volo a Collegno, e Basse Dora a Torino sino al confine del Parco della Pellerina. Un prezioso polmone verde graziato fino ad oggi dalla cementificazione che Legambiente intende tutelare per sempre nella sua integrità. L’associazione ambientalista lancia infatti da Collegno una campagna che mira a utilizzare la procedura di “dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio” per mettere al sicuro e al tempo stesso valorizzare le ultime aree agricole alle porte del capoluogo.

 

“I campi urbani della Dora Riparia rappresentano una sorta di ecomuseo diffuso dell’agricoltura superstite, un patrimonio che va messo al riparo da possibili speculazioni e consegnato integro alle generazioni future –dichiarano Fabio Dovana e Anna Rinaldi, rispettivamente presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e presidente del circolo di Legambiente Dora in Poi di Collegno-. Nonostante infatti da anni la politica locale e nazionale si dichiari a favore di uno stop generalizzato al consumo di nuovo suolo, i dati continuano a fotografare una situazione allarmante che impone scelte urgenti e coerenti. Per questo, a partire da Collegno ma pensando a tutte le aree pregiate da proteggere del Piemonte, ci rivolgiamo ai Sindaci e alla Regione affinché concretizzino strumenti reali di tutela del paesaggio e del suolo”.

 

Secondo i dati ISPRA recentemente aggiornati Torino è arrivata a 8548,5 ettari totali di suolo consumati (23 ettari sono stati consumati soltanto tra novembre 2015 e maggio 2016), che ammontano al 65,7% del suo territorio, mentre Roma è a 31 mila 563 ettari, che sono “solo” il 24,5% della sua estensione e Milano a 10 mila 424 ettari, che sono il 57,3% del suo suolo disponibile.  In termini assoluti, la provincia di Torino con oltre 59.800 ettari di superficie consumata è la provincia piemontese con il valore più alto, seguita nell’ordine da Cuneo (37.800), Alessandria (26.450), Novara (15.100), Asti (11.507) Vercelli (10.600), Biella (7.400) e in ultima posizione dalla provincia del Verbano Cusio Ossola, con un valore di quasi un ordine di grandezza inferiore rispetto a Torino (cica 6.500 ettari).

Per tutelare la vasta zona verde alle porte di Torino Legambiente intende utilizzare la procedura prevista dall’art. 136 del decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004 per la “dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio”. Nel tratto tra Collegno e Torino, la Dora Riparia si distende con ampie curve, disegnando una successione di campi coltivati, prati stabili, rive boscate che dai quartieri urbani degradano lentamente sino alle sponde del fiume. Il carattere paesaggistico dominante è la successione di pianori irregolari e curvilinei, ritagliati dai meandri del fiume. Tutt’intorno, la città ha annientato il paesaggio storico, la sua dimensione sociale ed economica. La piana di Campo Volo, con il suo magnifico affaccio sulle Alpi e sulla collina torinese, spicca come un prodigio paesaggistico nell’area metropolitana torinese. E’ un’area sgombra e vasta, con una vista panoramica straordinaria, un unicum all’interno della città che ospita il centenario Aeroporto di Torino, dove nel 1947 decollò il primo volo di linea della compagnia Alitalia e dove nel 1949 avrebbe dovuto atterrare il veivolo, con la squadra del Grande Torino a bordo, drammaticamente schiantatosi a Superga. Il progetto di tutela di Legambiente supera i limiti comunali esistenti e recupera l’antica vocazione di “area di strada” della valle della Dora e la continuità spaziale che ne fece il tracciato dell’antica Via delle Gallie e della Via Francigena. Un percorso naturale di grande rilievo per le relazioni tra l’Italia nord-occidentale e l’Europa transalpina che ha ospitato comunità dedite alla coltivazione della terra e all’allevamento. A testimonianza dell’originaria identità di questo comprensorio, si conservano le antiche “bealere” e diversi cascinali poi trasformati in residenze nobiliari come il Castello della Saffarona, complesso di notevole valore storico e pregio architettonico.

 

Legambiente è particolarmente impegnata in questi mesi nella promozione della campagna europea People4Soil che chiede all’Unione Europea con una raccolta firme on line di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. Ad oggi infatti manca un quadro legislativo vincolante per gli Stati membri, che riconosca tutele al suolo così come già avviene per l’aria e l’acqua.

Ikea, sostenibilità in azione

IKEA Italia presenta il suo 11° Report di Sostenibilità: il racconto del contributo dell’Azienda, insieme ai co-worker, ai clienti, ai fornitori e ai partner, nel generare un impatto positivo sulle comunità e sull’ambiente e creare un futuro più sostenibile per le prossime generazioni e per il pianeta

 

Un mondo sostenibile contribuisce a rendere migliore la vita del maggior numero di persone e tutela anche le prossime generazioni. IKEA è fortemente impegnata in questo ambito, a partire dalla nostra idea commerciale che unisce alla qualità e al design dei prodotti, la funzionalità, l’accessibilità del prezzo e la sostenibilità nella produzione.

 

IKEA vuole intraprendere un percorso di crescita che sia rispettoso dell’ambiente e attento alle realtà locali: una filosofia che si concretizza a tutti i livelli, non solo nazionale ma anche locale” commenta Fabrizio Concas, Store Manager di IKEA Torino. ”Grazie all’ascolto delle esigenze e dei bisogni della nostra comunità abbiamo sviluppato numerosi progetti sociali e ambientali che hanno coinvolto l’intero territorio in cui operiamo“.

 

 

La strategia di IKEA per l’ambiente si declina in tre aree di intervento:

 

UNA VITA PIÙ SOSTENIBILE A CASA

ENERGIA E RISORSE

PERSONE E COMUNITA’ LOCALI

 

 

UNA VITA PIU’ SOSTENIBILE A CASA

 

IKEA offre prodotti e soluzioni che aiutano a risparmiare acqua ed energia, a ridurre gli sprechi e a vivere in modo più etico. Uno dei valori fondamentali dell’Azienda è ottenere risultati con risorse limitate, come ad esempio legno e cotone.

 

Nel 2016 il gruppo IKEA ha mantenuto l’obiettivo del 100% di cotone proveniente da fonti più sostenibili, con 150.000 tonnellate di cotone acquistate. Un risultato ottenuto grazie alla partnership con Better Cotton Initiative che ha l’obiettivo di migliorare i metodi di coltivazione dei Paesi produttori di cotone: riduzione dell’acqua utilizzata per l’irrigazione dei campi e nella lavorazione dei materiali, eliminazione di pesticidi e fertilizzanti chimici, ma anche tutela e salvaguardia dei diritti dei lavoratori coinvolti in questi processi.

 

Su 425.000 m3 di materiale a base legno, il 61% proviene da foreste certificate FSC (Forest Stewardship Council, sistema internazionale che garantisce la corretta gestione forestale). Inoltre più del 60% della carta utilizzata negli store italiani è certificata FSC o riciclata.

 

ENERGIA E RISORSE

 

Uno dei punti fondamentali della strategia della sostenibilità di IKEA è il raggiungimento dell’indipendenza energetica: lo store IKEA di Torino Collegno, in cui sono stati istallati impianti di produzione fotovoltaica per un totale di 8.200 pannelli, ha raggiunto nel 2016 l’autosufficienza energetica, con un indice di Efficienza Energetica pari a 125 kWh/m2.

 

Inoltre, in merito ai rifiuti, dal riuso al riciclo, nel 2016 il punto vendita di IKEA Torino ha raggiunto quota 91% di raccolta differenziata (dall’80% nel 2015).

 

L’Azienda è impegnata anche per una mobilità sostenibile. Per incentivare una mobilità a impatto ridotto, il negozio IKEA Torino mette a disposizione di clienti e dipendenti colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, che nel 2016 hanno registrato 288 ricariche. Inoltre, tutti i dipendenti possono usufruire del Bonus Mobilità, con sconti per l’utilizzo dei mezzi pubblici e incentivi per l’acquisto di veicoli sostenibili.

 

Anche il food è una risorsa che IKEA si impegna a garantire e certificare: ad IKEA Torino il 25% del cibo acquistato è costituito da prodotti biologici certificati ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale), il più importante ente italiano di certificazione biologica.

 

 

PERSONE E COMUNITA’ LOCALI

 

Nel corso del 2016 IKEA Torino ha sostenuto numerose iniziative di solidarietà, dando il proprio contributo sia attraverso campagne di raccolta fondi sia mettendo a disposizione il proprio know how e i propri prodotti.

 

IKEA Torino ha sviluppato progetti autonomi legati al sostegno di realtà locali, fortemente legate al territorio. Tra questi, l’iniziativa Punto luce sviluppata in collaborazione con Save the Children e Vides Main nel quartiere Le Valette per i bambini dai 6 ai 16 anni: laboratori, danza, musica, sport e corsi di educazione per un uso responsabile dei nuovi media. IKEA Torino ha contribuito al progetto donando mobili e complementi d’arredo per gli spazi del Punto Luce.

 

Il punto vendita ha, inoltre, aderito ad alcuni importanti progetti sostenuti dall’Azienda a livello nazionale: “Illuminiamo il futuro” di Save the Children a favore dei bambini italiani in condizione di povertà, “Compostiamoci bene” con il WWF e “Milioni di Passi” in collaborazione con Medici senza Frontiere.

 

Sono 367 i collaboratori diretti del punto vendita, con una presenza femminile pari al 62% (le donne che ricoprono ruoli manageriali sono il 51%). Il 95% dei dipendenti è assunto a tempo indeterminato. Nel 2016 il negozio IKEA di Torino Collegno ha continuato ad investire sulla qualità delle competenze con 6.683 ore di formazione e nella crescita interna

 

 

QUALCHE NUMERO

 

Nel 2016, sono stati 2.748.365 i visitatori di IKEA Torino, mentre sono 475.761 i soci di IKEA Family e 14.476 quelli di IKEA Business.