ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 624

Freedhome compie un anno

Il primo store in Italia di economia carceraria continua a crescere

Venerdì 27 ottobre dalle 10,30 alle 19 in Via Milano 2c a Torino, si apre una no stop di degustazioni per lanciare la nuova linea biologica del brand Banda Biscotti: 10 inedite prelibatezze sfornate nel carcere di Verbania, le cui innovative ricette sono caratterizzate dall’utilizzo delle farine biologiche integrali e di ingredienti di primissima scelta. Tutte da assaggiare!  L’ambizioso progetto di uno store che potesse promuovere il lavoro in carcere attraverso la vendita dei prodotti di eccellenza realizzati negli istituti di pena italiani si conferma una solida realtà.   Partito un anno fa – grazie alla virtuosa collaborazione tra l’Amministrazione Penitenziaria, il Comune di Torino, le Cooperative sparse in tutta Italia, e il determinante contributo della Garante dei Detenuti di Torino Monica Cristina Gallo, lo store Freedhome ad oggi ospita i prodotti di circa 40 istituti penitenziari distribuiti su tutto il territorio nazionale. E continua la sua attività di scouting per ospitare quanti più oggetti e delizie sempre rigorosamente made in carcere. Un appuntamento che lancerà la volata alla stagione natalizia carica di novità tutte da scoprire: sono in arrivo gli squisiti panettoni di pasticceria provenienti da 5 diverse carceri, già prenotabili da subito online. E molte nuove idee regalo per ogni gusto e tasche. Vastissima scelta anche per i  regali aziendali: si potranno scegliere più prodotti da inserire in box di diverse dimensioni e dalla grafica accattivante. Per un cadeaux originale, buono e anche solidale.  Un Open Taste Day no stop per festeggiare e immergersi in nuove esperienze foodie senza precedenti.

Aeroporto, la tassa sul rumore è penalizzante?

“L’applicazione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore nella nostra regione può provocare delle distorsioni della concorrenza con gli altri aeroporti. Per esempio la Lombardia non applica questa imposizione come la maggior parte delle Regioni italiane. È giusto che chi inquina debba pagare, ma il problema dovrebbe essere affrontato a livello globale”.

In questi termini si è espresso Dario Maffeo, direttore delle risorse umane, affari societari e qualità della Sagat Spa, l’ente di gestione dell’aeroporto di Torino, nel corso dell’audizione in merito all’applicazione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (Iresa). L’audizione, tenuta il 25 ottobre congiuntamente dalla prima e seconda Commissione, è stata presieduta dal presidente della prima, Vittorio Barazzotto, alla presenza della presidente della seconda, Nadia Conticelli. L’imposta ambientale sulle emissioni sonore è dal primo gennaio 2013 un tributo proprio regionale, attualmente applicato in Lazio e Campania, nell’ambito di quanto stabilito dal decreto legislativo 68/2013. Con un successivo provvedimento statale è stata disposta una entità massima di € 0,50 per tonnellata per aeromobile ed altri parametri come il riferimento a decollo o atterraggio diurno o notturno. Importante poi l’adozione, nella normativa di riferimento, della suddivisione dei velivoli in cinque classi inquinanti secondo le disposizioni dell’Icao, l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, l’agenzia autonoma delle Nazione Unite che gestisce la navigazione aerea, standard compresi.Secondo la norma regionale che istituisce l’Iresa piemontese, approvata con il Bilancio di previsione l’aprile scorso, questa deve entrare in vigore dal primo gennaio 2018. Sono state poste alcune domande dai commissari e, in particolare, sono intervenuti Gianpaolo Andrissi e Davide Bono (M5s), Marco Grimaldi (Sel) e Conticelli per il gruppo Pd.

Il gruppo M5s ha chiesto come una tassa che, secondo i calcoli della stessa Sagat porterebbe ad un aggravio di costi di circa 40 euro per decollo o atterraggio dell’aereo tipo che opera su Caselle (B 737), possa influire così sensibilmente sui costi, visto che per ogni volo si vendono mediamente oltre un centinaio biglietti per altrettanti passeggeri. Grimaldi ha argomentato circa una corretta proporzionalità che possa indurre le compagnie a comportamenti virtuosi, mentre Conticelli ha chiesto se la precedente tassa ambientale, all’inizio degli anni ’90, abbia portato a concreti investimenti per la mitigazione dell’inquinamento acustico e il risarcimento delle popolazioni interessate, visto che da 15 anni non ci sono più tasse.  Inoltre, “è un principio che deve essere applicato da tutte le Regioni, non è possibile creare disparità territoriale ai danni di chi vive nelle zone aeroportuali e subisce i danni ambientali conseguenti”. Dalle risposte della delegazione Sagat è emerso che i 40 euro corrispondono, sempre nell’esempio del velivolo della Boeing, ad un aumento di circa il 25 per cento e che nel loro complesso le compagnie aeree, su Torino, verrebbero a pagare annualmente un milione di euro in più l’anno. Secondo Maffeo, sarebbe provato statisticamente che un aumento di questa entità porta normalmente le compagnie aeree, soprattutto quelle low cost, ed essere fortemente influenzate nella scelta degli scali sui quali operare. In merito ad una possibile proporzionalità delle tariffe, è stato rilevato che a Torino operano un 60 per cento di velivoli di classe terza e un 40 per cento di classe quarta (un po’ meno inquinanti). Infine, la delegazione Sagat ha raccontato come a suo tempo vennero acquistate le otto centraline per il rilevamento del rumore con i proventi della vecchia tassazione. Centraline che comunque sono state successivamente rinnovate.

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Parco della Salute, sarà così

Il grande progetto del Parco della Salute di Torino si sta delinenando. E, grazie all’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, che ha chiesto agli ingegneri e agli architetti del Politecnico che compongono il gruppo di lavoro regionale , è stata elaborata una ipotesi grafica di come sarà la nuova “cittadella sanitaria” una volta realizzata. “Non è un masterplan – afferma l’assessore – ma  il primo disegno  per mostrare ai piemontesi che siamo sulla strada giusta. Finora sono state utilizzate immagini di fantasia, con questa cominciamo ad ipotizzare più nel concreto”.

Smog intollerabile? Le scelte di sindache e sindaci

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

E’ tipico dei regimi antidemocratici e illiberali spostare l’attenzione dai  temi scottanti, deviando  l’attenzione dei sudditi. E’ una cattiva abitudine che ha contagiato anche le amministrazioni comunali. Urlare all’ improvviso che lo smog a Torino e’ intollerabile  dopo che per un anno l’Amministrazione Appendina  ( anche lei  resa femminile come la sindaca ) non ha mosso un dito,  e’ privo di senso. Come si fa a dire che non bisogna uscire di casa e paralizzare di fatto la Città , quando esperti acclarati sostengono che il blocco e’ inutile. Ci fu un sindaco di Torino ,Valerio Zanone, che si prefisse di mettere a dimora tante piante in più ,anche per combattere l’inquinamento atmosferico. Poi Zanone tornò a Roma e il progetto saltò. Altri sindaci hanno invocato il blocco inutile senza intervenire sugli impianti di riscaldamento in modo credibile.  Solo Fassino non cedette alla demagogia  dei Verdi . Adesso la sindaca Appendino vuole addirittura che non si  mettano in funzione gli impianti di riscaldamento . Oggi ci sono torri che” mangiano” l’inquinamento ,un po’ come le candele mangiafumo. Sono una soluzione che andrebbe sperimentata. Soprattutto un provvedimento elementare e di efficacia immediata  , in assenza di piogge, sarebbe lavare le strade. Possibile che non venga in mente? Tutto il clamore suscitato può invece coprire quello provocato dal secondo avviso di garanzia, usando il tema della salute dei torinesi per la propaganda? Se così fosse apparirebbe piuttosto abietto. Finora la sindaca non ci ha ancora invitato ad andare in bicicletta come ai tempi di Achille Starace ma ha già predisposto le piste , usando strade  in cui le auto sono costrette alla follia dei 30chilometri orari. Invece di pensare a nuove piste ciclabili pensi a lavare le strade quando non piove. Un provvedimento utile, immediato, senza creare allarmismi tra la gente.

 

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Le “Vitamine musicali” si colorano di Jazz

Questo ciclo del progetto, ideato e varato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, di cui è Presidente la Prof.ssa Chiara Benedetto, in collaborazione con l’ AVO-Associazione Volontari Ospedalieri, si colora di note jazz

Lunedì 23 ottobre nell’Aula Dellepiane dell’Ospedale S.Anna è stata presentata la programmazione autunnale della musica dal vivo in ospedale, le cosiddette “Vitamine musicali”, in alleanza della cura al day hospital oncologico, nei reparti maternità e nei luoghi di attesa o transito. Questo ciclo del progetto, ideato e varato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, di cui è Presidente la Prof.ssa Chiara Benedetto, in collaborazione con l’ AVO-Associazione Volontari Ospedalieri, si colora di note jazz. La Comunità degli Artisti Jazz infatti, capitanata dal regista Raimondo Cesa ( si ricordano lavori teatrali come Jazz Commedia e Barrelhouse ,citati, tra l’altro, nel libro di Marco Basso “Torino è la città del Jazz”) si è offerta di sposare, arricchendolo, il progetto delle “vitamine”. Trentacinque artisti jazz scendono in campo da qui a fine anno, portando a quasi cento gli appuntamenti 2017 del progetto “Vitamine musicali”, realizzati da 130 musicisti provenienti da una rete di dodici istituzioni culturali. Altrettanti musicisti jazz stanno già collaborando alla programmazione 2018. ” Assisteremo ad una invasione pacifica di artisti che con il loro contributo confermano l’importanza di questa musica nella storia culturale della nostra città – ha affermato Raimondo Cesa, presentando il progetto con il Varaldo-Taufic-Silveira Trio – La musica è conversazione, comunicazione in armonia. Il jazz in particolare è condivisione continua sia tra gli stessi musicisti sia tra musicisti e pubblico “. “E’ ormai dimostrato che un ambiente piacevole e rilassante e la partecipazione culturale attiva contribuiscono ad attenuare gli effetti negativi dello stress – ha sottolineato la Prof.ssa Chiara Benedetto – D’altra parte la “salute” è da intendersi non soltanto come assenza di malattia, ma come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Ne vediamo gli effetti attraverso le trasformazioni avvenute grazie alle arti nei luoghi di attesa, di transito e nei reparti dell’ospedale S.Anna”. Le “Vitamine musicali” sono ad oggi autofinanziate dai cantautori dell’Associazione Magica Torino con Ars Nova, dai cantanti del Teatro Regio e i Maestri della Filarmonica, dagli studenti del Conservatorio”Giuseppe Verdi”, dai musicisti di Xenia Ensemble e di S.Pelagia, dalle energie di Festival Mito in Città e di Adotta un pianista, oltre a musicisti come Anton Mario Semolini e Mario Calisi. Alla presentazione dell’entrata del mondo del jazz in ospedale sono intervenuti anche Loredana Segreto, Direttore Generale dell’Università di Torino, Massimo Giovara, consigliere comunale in rappresentanza della Sindaca Chiara Appendino, Marco Basso, giornalista e critico musicale,Sendy Ghirardi, ricercatrice dello IULM di Milano.

 

Helen Alterio

(foto: Cristina Casoli)

Autonomia apprezzabile, ma il Nord non può mettersi in proprio

di Pier Franco Quaglieni

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Ho letto con interesse la nota del presidente Cota (LEGGI QUI/) e concordo con le valutazioni critiche che egli da’ sul governo regionale di Chiamparino. Io non ho apprezzato la brusca interruzione della Giunta Cota  e non ritengo che Chiamparino abbia fatto meglio. Ciò premesso, se posso capire l’entusiasmo per gli esiti referendari nel  Lombardo – Veneto, mi trovo in difficoltà a condividerli. Non che sia di per se ‘ non apprezzabile l’autonomia, ma ,ad esempio, l’autonomia, come l’autonomia siciliana dimostra , non   e’  di per se’  una garanzia di buongoverno. In più , due referendum possono aprire ad  una trattativa con il governo centrale, ma non certo al federalismo che si può ottenere  solo con una riforma dello Stato di natura costituzionale. L’unica ipotesi federalista seria e ‘ stata quella del giurista Miglio che Bossi dopo poco mise alla porta. Il federalismo in ogni caso deve unire, come voleva Cattaneo, e non disgregare l’unita’ nazionale. Io vedo con preoccupazione altri referendum per l’autonomia soprattutto al Sud . Pensate cosa potrebbero fare De Luca ed Emiliano, ad esempio . C’è uno spirito filoborbonico  e antirisorgimentale meridionale che può diventare da sterilmente nostalgico politicamente pericoloso . Temo che proposte come quella dei 9/10 di tasse alle Regioni non siano praticabili perché disconoscono lo Stato nazionale e impediscono le sue irrinunciabili funzioni. 
Il Nord non può mettersi in proprio, come vorrebbe fare la Catalogna. Chiamparino propose addirittura un Pd regionalizzato e non ebbe giustamente nessun seguito. Più autonomia locale può essere utile ,ma a precise condizioni. Ad esempio: 
-la salvaguardia dello Stato unitario
-i programmi scolastici eguali in tutta Italia e l’insegnamento della lingua italiana
-il valore dei titoli di studio riconosciuti  in tutto il territorio nazionale.
Come dice l’ex presidente della Corte dei Conti del Piemonte Salvatore Sfrecola, occorre accompagnare l’autonomia con la responsabilità e con il buon senso che la Catalogna che nel suo secessionismo  dimostra di non avere. 

 

quaglieni@gmail.com

 

 

“End Polio Now” illumina la Mole

Il Rotary Club Torino Lagrange anche quest’anno afferma il proprio impegno nel sostenere la lotta contro il virus della Polio e, per il terzo anno consecutivo, in occasione della giornata mondiale per l’eradicazione della Poliomielite, decide di dimostrarlo attraverso la suggestiva proiezione del logo internazionale “End Polio Now” unitamente al logo del Rotary International sulla cupola della Mole Antonelliana di Torino. La proiezione resterà visibile dalle ore 19:00 del 24 ottobre fino alle ore 2:00 del 25 ottobre, lato via Po. “Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica circa un tema così rilevante, – ha dichiarato Stefania Aloi, Presidente del Torino Lagrange – a partire dalle ore 20 abbiamo organizzato una serata di gala benefica, all’interno della splendida ambientazione che la Mole Antonelliana offre, alla presenza di oltre 80 invitati tra rappresentanti delle istituzioni Rotariane ed esponenti delle istituzioni Comunali.” L’iniziativa Global Polio Eradication è sostenuta da un partenariato pubblico-privato che vede coinvolti, oltre al Rotary International, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’UNICEF e la Bill & Melinda Gates Foundation. A partire dal 1979 gli sforzi intrapresi furono focalizzati sulla sensibilizzazione, l’education e la prevenzione tramite vaccinazione e hanno tuttora portato ad un risultato determinante: la riduzione dei casi di Polio del 99.9% a livello mondiale. Il simbolo più rappresentativo della Città di Torino, la Mole Antonelliana, sarà così unito al progetto di rilievo internazionale END POLIO, del quale il Rotary ha fatto la sua priorità assoluta dal 1985, contribuendo con 1,2 miliardi di dollari, innumerevoli ore di volontariato dedicate dai suoi membri ed immunizzando oltre due miliardi di bambini in 122 Paesi. La serata, inoltre, è l’occasione per festeggiare l’anniversario di fondazione del Rotary Club Torino Lagrange, giunto al suo terzo anno di attività. Club giovane e dinamico che si è contraddistinto per i progetti rivolti alle necessità del territorio. Il Club collabora con la Fondazione Mike Bongiorno, è sostenitore della Onlus LesCloches, Partner della Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna ONLUS, oltre ad essere stato sponsor del Premio Nazionale Certamen, sostenuto anche da Oxford e Cambridge University, Unipol e dal Ministero dell’Istruzione, e ad aver finanziato borse di studio per studenti meritevoli del Politecnico di Torino.

Treni in ritardo? Ora c’è la App

Con il coordinamento della control room integrata Rfi alla stazione del Lingotto di Torino i passeggeri potranno avere informazioni fino a 4 treni. Inoltre, ogni ritardo superiore ai 15’ o blocco della circolazione verrà subito segnalato e motivato

Per i pendolari stressati a causa dei treni spesso in ritardo, Trenitalia estende ai convogli regionali il servizio “Smart Caring” in grado di fornire notizie personalizzate e aggiornate in tempo reale sugli orari grazie a una App gratuita per smartphone e tablet. Così ora  anche i pendolari del Piemonte, che  utilizzano gli 800 treni regionali gestiti ogni giorno da Trenitalia , possono essere informati sui ritardi e le loro cause, previsioni di ripristino della normalità e alternative possibili. Con il coordinamento della control room integrata Rfi alla stazione del Lingotto di Torino i passeggeri potranno avere informazioni fino a 4 treni. Inoltre, ogni ritardo superiore ai 15’ o blocco della circolazione verrà subito segnalato e motivato.

L’ assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco, giudica la novità  “un altro passo avanti per soddisfare l’esigenza, sempre più sentita dai viaggiatori, di avere informazioni precise e tempestive. L’accordo ponte firmato con Trenitalia a fine settembre ha tra le sue parti rilevanti proprio la necessità di dare sempre maggiore trasparenza al servizio, con un flusso di informazioni sempre maggiore”.

Inoltre la Regione sta lavorando con le società che gestiscono il trasporto pubblico  alla rivisitazione del sistema tariffario, che non dovrà più essere rigido come quello attuale. In due province (probabilmente Asti e Cuneo) verrà sperimentata la tariffazione integrata e flessibile che coinvolgerà sia le linee ferroviarie sia quelle su gomma.

 

(foto: il Torinese)

Malattie neuromuscolari, il progetto del centro clinico

La Regione Piemonte, l’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e il Centro Clinico NeMO hanno sottoscritto una convenzione per l’attivazione del “Progetto NeMO Torino”


 Nascerà a Torino un nuovo progetto del Centro Clinico NeMO, un centro di eccellenza ad alta specializzazione per le malattie neuromuscolari, patologie fortemente invalidanti come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), che in Piemonte colpiscono oltre 2300 personeLa Regione Piemonte, l’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e il Centro Clinico NeMO hanno, infatti, sottoscritto oggi una convenzione che darà il via ai lavori per la creazione del “Progetto NeMO Torino”, in collaborazione con il Centro Regionale Esperto per la Sclerosi Laterale Amiotrofica e il Centro Malattie Neuromuscolari.

Grazie a un finanziamento dedicato della Regione Piemonte, che ha visto nel modello clinico-assistenziale dei Centri NeMO un riferimento a livello nazionale per la presa in carico delle persone con malattia neuromuscolare, inizieranno i lavori di ristrutturazione di 1000 mq, che porteranno nel 2018 alla realizzazione del Progetto Clinico NeMO all’interno dell’Ospedale “Città della Salute e della Scienza”. NeMO fornirà servizi ambulatoriali ad alta specializzazione e di Day Hospital e Day Services, che s’integreranno con l’esperienza specifica maturata dal Centro Regionale Esperto per la Sclerosi Laterale Amiotrofica e dal Centro Malattie Neuromuscolari, che operano da anni presso la stessa Azienda sanitaria del capoluogo torinese.

Dichiarano il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta: “Il professor Adriano Chiò dell’Università di Torino, responsabile del Centro regionale esperto per la Sla della Città della Salute, ha ottenuto negli ultimi anni importanti riconoscimenti a livello internazionale dalla comunità scientifica, come la pubblicazione del suo profilo sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology, e lo Sheila Essey Award massimo riconoscimento mondiale nel campo degli studi alla Sla. Anche il Centro di Malattie Neuromuscolari diretto dalla professoressa Mongini è all’avanguardia per la sua attività. Questi risultati sono il frutto del lavoro svolto nella nostra regione e di questo siamo orgogliosi. Riteniamo che la collaborazione con il Centro Clinico NeMO sia un ulteriore tassello di un percorso che da tempo vede le nostre strutture lavorare con ricercatori e medici di tutto il mondo. In Piemonte abbiamo anche il centro Sla dell’ospedale di Novara che, con la Città della Salute di Torino, è capofila della sperimentazione, cui aderisce negli Stati Uniti il Massachusetts General Hospital dell’Università di Harvard, di una nuova biomolecola, la RNS60, ed è punto di riferimento internazionale per la ricerca sulla malattia“.

Dichiara il direttore generale della “Città della Salute e della Scienza” Gian Paolo Zanetta: “Siamo felici come Città della Salute di Torino per la nascita del ‘Progetto NeMO Torino’, frutto di un accordo tra Regione Piemonte, Città della Salute e Centro Clinico NeMO. Questo Progetto sarà svolto con il Centro Clinico NeMO in collaborazione con due eccellenze della nostra Azienda, il ‘Centro Regionale Esperto per SLA di Torino (CRESLA)’ e ‘Centro Malattie Neuromuscolari (CNM)’, la cui attività è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Questa sinergia permetterà di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza dei pazienti affetti da SLA e malattie neuromuscolari, portando anche l’esperienza acquisita da analoghi Centri in Italia”. Sottolinea Alberto Fontana, presidente del Centro Clinico NeMO: “Siamo orgogliosi di dare il via al progetto che porterà nel 2018 all’apertura di una prestigiosa nuova sede del Centro Clinico NeMO. Ringrazio il presidente Chiamparino, l’assessore Saitta e il direttore Zanetta che hanno creduto in questa progettualità. L’approccio multidisciplinare, che passa attraverso un confronto e un dialogo continuo tra gli specialisti e le persone affette da malattie neuromuscolari, sarà in grado di garantire loro la migliore qualità di vita possibile. Al centro di questo progetto è l’alleanza tra la comunità dei pazienti, le istituzioni e la ricerca scientifica d’eccellenza del territorio piemontese”.

Il progetto

Il “Progetto NeMO Torino” prende vita da un innovativo accordo di partenariato pubblico-privato tra Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e Fondazione Serena Onlus, ente gestore del Centro Clinico NeMO. La sede sorgerà all’interno di spazi messi a disposizione dall’ospedale torinese e ristrutturati dalla Fondazione, Regione Piemonte metterà a disposizione il finanziamento per dare avvio al funzionamento della struttura.

I servizi erogati nell’ambito del “Progetto NeMO Torino”, insieme all’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” saranno:

 

Attività clinica in Day Hospital e Day Service integrato;

Ambulatori dedicati alle malattie neuromuscolari per l’età evolutiva, per l’età adulta e alla SLA;

Servizio di consulenza genetica;

Servizi di accompagnamento e supporto di percorso per la continuità assistenziale e domiciliare;

Servizio informativo rivolto al pubblico sulle malattie neuromuscolari e sulla SLA;

Servizio consulenza e manutenzione ausili;

Nurse coach e training del caregiver;

Attività di ricerca clinica.

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Il Centro Clinico NeMO (NeuroMuscolar Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Si tratta di patologie altamente invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali, purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione. Queste malattie interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese. Il Centro Clinico NeMO ha quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova).

 

 

Superga per Paideia

La  moda incontra la solidarietà con la presentazione a Torino presso lo store Superga 17 di via Lagrange 27 delle “Superga® per Paideia”, una versione del modello 2750 – la prima scarpa da tennis al mondo realizzata con suola in gomma naturale vulcanizzata – ideata per sostenere la Fondazione Paideia, che da oltre 20 anni lavora al fianco di bambini con disabilità e delle loro famiglie.

 

Disponibile in edizione limitata per uomo e donna e anche per i più piccoli, questa versione presenta una tomaia in puro cotone bianco personalizzata con occhielli colorati, suola in gomma naturale vulcanizzata e il logo della Fondazione Paideia sul tallone.

 

Al momento dell’acquisto si riceverà in omaggio una scatola di pennarelli Carioca per disegnare sulla stoffa delle proprie Superga® e durante la giornata sarà possibile anche personalizzare il proprio paio con la creatività del footwear designer 3D Matteo Burzio.

 

L’intero ricavato della vendita delle “Superga® per Paideia” sarà devoluto per finanziare la costruzione del Centro Paideia, polo di eccellenza nella riabilitazione infantile e spazio di socializzazione e inclusione per le famiglie che avrà sede nel cuore di Torino e sarà inaugurato nel 2018.

 

Le “Superga® per Paideia” sono disponibili online sul sito www.superga.com e presso i negozi monomarca di Torino di via Lagrange 27 e via Garibaldi 33 e il flagship store di Milano di corso Vittorio Emanuele II 15 al prezzo di 59 Euro per il modello da bambino e di 65 Euro per il modello da adulto.