ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 623

Il conto deposito che tutela chi compra casa

Di Patrizia Polliotto*

La legge sulla concorrenza in vigore dal 29 agosto scorso ha introdotto la facoltà per l’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita. In buona sostanza, finché non si firma e perfeziona il contratto immobiliare, si evitano rischi con il venditore lasciando la cifra destinata all’acquisto nelle mani (“deposito”) del notaio. In questo modo chi non trascrive il preliminare ha uno strumento in più per evitare l’esposizione a rischi diversi : come l’eventualità che tra la data del rogito (o, meglio, la data dell’ultima ispezione dei registri immobiliari eseguita dal notaio rogante) e quella della sua trascrizione nei registri venga pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore (ipoteca, sequestro, pignoramento, domanda giudiziale ecc.). Oppure che il venditore venda più volte lo stesso immobile a diversi acquirenti, con la conseguenza che tra essi prevale chi per primo trascrive. In buona sostanza, il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria (cioè, la trascrizione dell’atto di acquisto nei Pubblici Registri) con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato in maniera chiara e ottimale.

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte
dell’Unione Nazionale Consumatori
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Etica, impresa e solidarietà

L’incontro ha l’obiettivo di affrontare il tema dell’Etica nell’impresa e far emergere i punti di vista delle culture e delle religioni sull’argomento nell’ottica dell’integrazione tra di esse. Ne discuteranno in una tavola rotonda coordinata dal Professore Giovanni Ossola (Università di Torino):

-il Rav Alberto Moshe Somekh (Rabbino della Comunità Ebraica di Torino)
-il Mons. Alfonso Badini Confalonieri (Vescovo di Susa)
-il Pastore Eugenio Bernardini(Moderatore della Tavola Valdese)
-il Prof.ssa Roberta Ricucci(Università di Torino)
-il Dott. Marco Di Giacomo (Etica SGR S.p.A.)

Interverranno anche il Prof. Gianmaria Ajani – Magnifico Rettore dell’ Università di Torino e il Prof. Valter Cantino – Direttore del Dipartimento di Management all’inizio del seminario.

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Scuola di Management ed Economia

Corso Unione Sovietica 218 bis – Torino

Venerdì 15 dicembre 2017

Ore 9,30– 12,30

Aula Magna – Aula Tosetti Value

Il seminario è aperto al pubblico

Appendino, biotestamento: “Un grande passo per i diritti”

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, interviene con un post su Facebook a proposito della legge sul biotestamento: “Il biotestamento è legge dello Stato. Da oggi, riconoscendo ad ogni persona il diritto di disporre di se stessa, il nostro Paese fa un grande passo avanti in tema di diritti.  Un sincero ringraziamento a chi ha reso possibile tutto questo, e un pensiero coloro che prima di oggi sono stati costretti a patire sofferenze, sotto gli sguardi impotenti e il dolore dei loro cari.  Questa è una vittoria di tutte e tutti, questa è una vittoria dell’Italia”.

 

(foto: il Torinese)

Troppi morti per incidenti in bici

 

In Piemonte ventitré morti per incidenti in bicicletta in un solo anno. Il dato è emerso in seguito all’interrogazione di Gian Luca Vignale (Mns) che  in aula ha posto la questione all’assessore ai Trasporti Francesco Balocco, per chiedere quale sia il grado di sicurezza sulle piste ciclabili in Piemonte. Lo scorso anno su 10.905 incidenti accaduti nella nostra regione, ha risposto Balocco, 1.042 hanno coinvolto i ciclisti: 1.002 sono stati i feriti, mentre 23 le persone decedute. Nel 2015 i sinistri erano stati 11.134: 1.043 quelli che hanno interessato i fruitori delle due ruote, 997 sono stati i feriti e 13 i morti. La rilevazione degli incidenti stradali con lesioni alle persone è inclusa nel Programma statistico nazionale istituito dall’Istat, i dati – acquisiti da una molteplicità di enti tra i quali tutte le Forze dell’ordine e le Polizie locali – vengono poi trasmessi anche alla Commissione europea. Le percentuali di incidentalità ciclistica rispetto al totale dei casi verificatesi in Piemonte, mettono in evidenza che il 45,3% nel 2015 e il 43,7% nel 2016 si sono verificati nella provincia di Torino e gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, nella sola provincia di Torino, risultano essere l’8% di tutti quelli che si sono verificati nell’intera provincia per tutti i mezzi di locomozione. Seguono Novara, Cuneo e Alessandria. Nella provincia di Novara si ha la percentuale più alta rispetto all’incidentalità dell’intera provincia,  di incidenti che vedono coinvolti ciclisti pari al 16,5% dei sinistri totali. I dati evidenziano inoltre che, seppur siano diminuiti gli incidenti nel 2016, sia al contrario aumentata la loro pericolosità: il numero dei decessi è passato da un valore pari a 13 nel 2015, ad un valore pari a 23 lo scorso anno e, nello specifico nella Città metropolitana si è passati rispettivamente da 6 morti a 11. Durante il question time è stata data risposta anche alle interrogazioni a risposta immediata di Davide Bono (M5s) sulla situazione del nuovo polo sanitario di Venaria (To), di Antonio Ferrentino (Pd) sull’utilizzo dell’erbicida glifosato, potenzialmente altamente pericoloso per la salute delle persone, per l’ambiente e la biodiversità, di Elvio Rostagno (Pd) sulla riqualificazione del rifugio Selleries in Val Chisone (To), di Francesca Frediani (M5s) sulla docente del Liceo scientifico “Gramsci” di Ivrea (To) che avrebbe accompagnato gli studenti ad un comizio di Matteo Renzi, di Federico Valetti sui disagi su tutto il servizio ferroviario regionale a causa della neve, di Angela Motta (Pd) sui requisiti per l’esercizio della professione presso le imprese funebri, di Marco Grimaldi (Sel) sul contrasto al dissesto idrogeologico, di Stefania Batzella (Gruppo misto – Movimento libero indipendente) sul progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia “Prosantè” tra l’AslTo3 e il centro ospedaliero di Briançon, di Silvana Accossato (Mdp) sull’effettiva apertura e operatività della Clinica della memoria di Collegno (To).

 

MB – www.cr.piemonte.it

(foto: il Torinese)

E se la preside ‘autoritaria’ facesse solo il suo mestiere?

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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La preside del liceo “Regina Margherita” e’ oggetto di vigorose proteste da parte dei docenti dell’istituto che annunciano uno sciopero contro la loro dirigente.Un fatto eclatante e davvero insolito. La prof. Marianeve Rossi , preside da pochi mesi, viene accusata di autoritarismo, mentre lei parla semplicemente di ripristino della legalità all’interno dell’Istituto da lei diretto . Il “Regina Margherita ” , visto anche solo di fuori, per l’estrosa e inappropriata pittura geometrica della facciata, appare una scuola nella quale gli organi dirigenti sembravano assenti . Infatti per due anni essa e’ stata priva di un preside titolare, malgrado l’alto numero di allievi e tre sedi. E’ impossibile dimenticare nella storia del “Regina Margherita “l’incredibile episodio degli interni della scuola deturpati dagli studenti negli anni 70 ,quando il preside Alonge , futuro docente universitario e preside del DAMS, lasciò fare all’estro contestativo degli studenti che ,invece di seguire le lezioni, si improvvisarono pittori fantasiosi . Dovettero far ridipingere l’intero istituto, a carico ovviamente dello Stato . Il “Regina ” ebbe un grande preside negli anni della contestazione, cinquant’anni fa, con Roberto Berardi futuro ispettore centrale del Ministero della P.I. che seppe affrontare di petto il facilismo e il permissivismo trionfante. Poi la scuola divenne via via sempre più un istituto magistrale In crisi e alla disperata ricerca di una nuova identità che trovo ‘ con la sezione linguistica. Smarri ‘ la sua storia e come liceo (sono diventati tutti licei e i veri licei hanno perso il loro smalto originario) non venne mai considerato rilevante ne’ in positivo ne’ in negativo.

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Il corpo docente in passato ebbe professori molto validi, ma oggi il solo fatto che la stragrande maggioranza degli insegnanti sia sindacalizzata in un periodo di profonda crisi dei sindacati, non depone favorevolmente, pur senza voler fare generalizzazioni ingiuste . Accusare un capo d’istituto di autoritarismo appare un argomento spuntato ed abusato. Un vero ritorno al clima del’68 con cinquant’anni di ritardo . Il Preside di una scuola ha precisi doveri e responsabilità che non possono facilmente conciliarsi con un corpo docente abituato a far da se’ o quasi . Ci furono istituti in cui a governare era la triplice sindacale e non il capo di istituto. Non furono delle belle storie perché chi non era o non voleva allinearsi era considerato un reprobo senza diritti. Il fatto che si litighi sulle toilettes , come riportano i giornali, non appare particolarmente significativo.  Noi non conosciamo la prof. Rossi, non sappiamo se usi metodi “autoritari “. Sappiamo però che per troppi anni la figura del preside e’ stata considerata come quella del passacarte e del mero burocrate a cui accollare ogni responsabilità delle decisioni assunte dagli organi collegiali della scuola, nati da quei “Decreti delegati Malfatti “che tanto danno hanno provocato alla scuola, minando in primis la professionalità dei docenti e la libertà di insegnamento . Pensare ad una preside pre -sessantotto non ci dispiace e la tanto contestata prof. Rossi ci appare simpatica . C’e ‘ chi ha parlato di lei come di una sorta di padrone del vapore dei primi del secolo scorso. A noi appare una donna che sa assumersi le proprie responsabilità senza le diplomazie e i bizantinismi di tanti presidi- manager che non vengono neppure dall’insegnamento o addirittura giungono dal sindacato .

 

quaglieni@gmail.com

Sanità, il nodo delle liste d’attesa

In Piemonte le liste di attesa in sanità sono un nodo irrisolto che si è ulteriormente ingarbugliato in questi quattro anni di amministrazione Chiamparino. La legislatura regionale è quasi agli sgoccioli ed il traguardo del 2019 si avvicina ,nonostante la questione collegata all’autentica delle firme ( problema che c’è sempre stato , ma cheha portato all’annullamento delle elezioni soltanto nel 2014) ,ed il peggioramento di tutti  i  servizi che  dipendono  dalla  Regione è  stato  una  costante   di  questi ultimi anni. Allora, ecco l’annuncio, faranno, faranno, etc, etc. Peccato che i programmi sino ad oggi presentati dalla Giunta Chiamparino non siano altro che una scopiazzatura in peggio dei programmi che noi stavamo efficacemente realizzando e che avrebbero cambiato veramente la   marcia se la legislatura non fosse stata bruscamente ed
ingiustamente   interrotta. Venendo   all’annuncio   di   voler   far   prenotare   direttamente visite ed esami dai medici di famiglia , la decisione era stata nostra, anche se ,per noi, si collocava all’interno di  una strategia complessiva che prevedeva anche l’esercizio
della medicina di base all’interno di  strutture  aperte almeno dodici ore al giorno.
Roberto Cota

Mappe del territorio metropolitano

 Il primo atlante della città di oggi e della sua trasformazione nel recente passato

 

Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30 IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.

 

Un incontro pubblico dedicato a descrivere chi sono i torinesi oggi, in un racconto che intreccia fenomeni strutturali e nuove dinamiche, processi di lungo periodo e manifestazioni più recenti.

I dati raccolti confermano come la Torino contemporanea sia una città plurale, caratterizzata da una forte componente straniera, e punto di riferimento anche per l’immigrazione da altre regioni italiane, specie meridionali. A fronte di una crescente componente di popolazione anziana, diventa sempre più centrale valorizzare la risorsa rappresentata dai giovani e lavorare per cercare di affrontare le disparità nei livelli di istruzione, di occupazione e di reddito, che con differenze a volte anche molto significative interessano i vari quartieri cittadini.

Nel terzo seminario dedicato a conoscere ed approfondire le caratteristiche strutturali del nostro territorio, si proverà ad avviare una discussione attorno a come le politiche e le strategie di rigenerazione possano agire da leva per attivare/riattivare le comunità urbane, agendo da fattore di sviluppo locale, intercettando in maniera operativa e concreta la dimensione socioeconomica, incoraggiando e promuovendo la generazione di nuove competenze, capacità ed opportunità.

 

Dopo CASE. Tra spazi vuoti e eccessi di proprietà (16 ottobre 2017) e SUOLI. Trasformazioni urbane, vecchi problemi e nuovi usi (13 novembre 2017), PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite è il nuovo appuntamento del ciclo di incontri pubblici dedicati a conoscere, approfondire e discutere le caratteristiche strutturali del nostro territorio. Gli incontri costituiscono il percorso di accompagnamento verso la redazione di Torino ATLAS. Mappe del territorio metropolitano, uno strumento che attraverso mappe, rappresentazioni cartografiche e infografiche propone una panoramica sulla Torino di oggi. Curato da Urban Center Metropolitano e Centro Einaudi, in collaborazione con IED – Istituto Europeo del Design, Torino ATLAS è un vero e proprio atlante e presenta una selezione dei dati statistici prodotti e raccolti nel tempo dal gruppo di ricerca del Rapporto Rota.

Il prossimo appuntamento è dedicato alle IMPRESE (16 gennaio 2018 al Centro Einaudi).

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PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite

Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30

IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.

 

Intervengono:

Luca Davico (DIST e Centro Einaudi), Claudio Calvaresi (Avanzi.org)

 

Partecipano alla tavola rotonda:

Alberto Barberis (Gruppo giovani Imprenditori, Unione Industriale Torino), Silvia Cordero (Ufficio Pio, Compagnia di San Paolo), Tommaso Delmastro (IED Torino), Erika Mattarella (Bagni di via Agliè), Carlo Massucco (Comune di Torino).

 

Moderano:

Simona Patria (ATC Torino), Davide Pellegrini (Associazione Italiana Sharing Economy)

Al Pronto soccorso del Mauriziano il codice Fast

Al Pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano arriva il codice Fast. Alle porte dell’arrivo della stagione invernale e di conseguenza dell’influenza, che comporta il problema di sovraffollamento dei Pronto soccorso, su iniziativa del Direttore generale dottor Silvio Falco e del responsabile del DEA Domenico Vallino verrà attivata questa nuova ed innovativa tipologia di codice e di percorso del paziente. Si tratta di un nuovo percorso dove confluiranno pazienti con problematiche mediche e chirurgiche di diversa gravità (codici bianchi verdi e gialli), per i quali però si prevede un iter diagnostico terapeutico veloce che sfocia in una rapida dimissione dalla Struttura del Pronto soccorso. Questo nuovo ambulatorio sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18, ovvero nella fascia oraria con più alto flusso di accessi in DEA (che conta quasi 60.000 accessi ogni anno con la maggior parte dei casi di codice verde e bianco). Lo scopo di questa innovativa e rivoluzionaria iniziativa è quella di ridurre i tempi di attesa per la visita medica e migliorare il Servizio offerto alla popolazione. In analogia ai codici bianchi potrebbero essere soggetti al pagamento del ticket regionale sul PS, secondo quanto previsto dalla normativa. L’ambulatorio sarà gestito da un medico dell’équipe di Medicina e Chirurgia di accettazione e d’urgenza supportato da un infermiere esterno all’organico del DEA, ma dipendente dell’Azienda Mauriziano UmbertoI. L’attività verrà svolta in un’area dedicata adiacente alla sala d’attesa del Pronto soccorso.

Torino citta’ cardioprotetta, anche alla Tesoriera

Saranno presenti alcune classi delle scuole del territorio che assisteranno a una dimostrazione sull’utilizzo dei DAE

Martedì 12 dicembre alle ore 11 al Parco della Tesoriera (presso la sede del Cai Uget) sarà installato il primo degli otto defibrillatori, donati dalla Live Onlus alla Città di Torino nell’ambito del progetto “Torino Città Cardioprotetta”, che saranno collocati nei prossimi mesi in tutte le Circoscrizioni cittadine. L’obiettivo è quello di promuovere i principi della tutela della salute e diffondere la pratica dei “gesti salva vita”. Interverranno Enzo Lavolta, Vicepresidente Vicario del Consiglio comunale, Marco Chessa, Consigliere comunale di Torino e Claudio Cerrato, Presidente della Circoscrizione 4. Testimonial dell’evento sarà l’atleta Marco Giuliano della Società di pallanuoto Torino ’81. Saranno presenti, inoltre, alcune classi delle scuole del territorio che assisteranno a una dimostrazione sull’utilizzo dei DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) a cura di ANPAS Piemonte (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

Israele e Trump – De “Repubblica” ed altro – Scuole fredde, teste calde – Cuochi e chef

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Israele e Trump

Il Presidente degli Usa Trump ha deciso di traferire l’ambasciata americana in Israele a Gerusalemme,un atto promesso e non mantenuto anche da altri Presidenti americani,considerando il clima perturbato in Medio Oriente. La decisione di Trump difficilmente può essere condivisa. Gettare benzina sul fuoco in questo frangente internazionale e’ quanto di peggio si possa fare.Chi scrive e’ stato sempre un fermo e costante sostenitore di Israele e del suo diritto ad esistere,ma non può condividere un gesto politico che sta creando nuove violenze e nuove tensioni. Il valore della pace e’ preminente rispetto a tutto.Ha ragione Papa Francesco che sostiene la necessità della prudenza. Oggi il mondo arabo diviso potrebbe trovare linee comuni proprio in nome della solidarietà con i Palestinesi. Gerusalemme e’ la città di tre religioni e va rispettata come città della pace e non porla come pomo di discordia. Nella politica estera americana ci vuole equilibrio e saggezza,l’idea di imitare Reagan di fronte alla Libia e’ un’idea sbagliata ,come fu un gravissimo errore quello di Obama di fronte a Gheddafi. La minaccia dell’Isis va combattuta ,dandole priorità con realismo politico e non con atti ,magari condivisibili in linea di principio,ma inopportuni in questo momento.Difendere Israele comporta un’accortezza che Trump drammaticamente non possiede.

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De “Repubblica “ed altro

La manifestazione di estremisti di destra sotto la sede del quotidiano “La Repubblica” va condannata con fermezza perché evoca oggettivamente lo squadrismo. Il miglior modo per manifestare contro il giornale di Scalfari, Mauro e Calabresi e’ non acquistarlo in edicola. Io non lo compro mai e divido le persone tra chi si informa solo su quel quotidiano e chi non si abbevera sulle pagine di quel giornale che pure fu una grande novità del giornalismo italiano. Ma non si può neppure sostenere che i giornali non possano essere contestati con manifestazioni, specie se si tratta di giornali-partito. In ogni caso, gli stessi estremisti in questione stanno dando una mano a chi oggi vuole creare nel Paese un clima di intolleranza ,evocando i fantasmi del passato. Un pericolo fascista oggettivamente non esiste perché le sorti di una democrazia malata si giocheranno con un voto democratico nella prossima primavera .In Italia nessuno può evocare il clima della Repubblica di Weimar. La nostra e’ una Repubblica malandata e rissosa, spesso inconcludente, ma non siamo giunti a questo punto. Sia pure con un sistema elettorale che già adesso si sta rivelando poco utile a governare, si può pensare al domani. Il vero pericolo sono i 5 stelle per la loro incompetenza e impreparazione. Non scambiamo i fantasmi del passato remoto con i problemi dell’oggi.

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Scuole fredde, teste calde

Alcune scuole torinesi sono rimaste al freddo. Gli studenti sono subito scesi in agitazione bloccando le lezioni. Sicuramente non si può svolgere un lavoro didattico proficuo al freddo. Ma trarne spunto per far casino non appare lecito. Io ricordo di aver insegnato nella mia giovinezza al liceo “Cottini” che aveva un impianto di riscaldamento inadeguato. Per quattro anni feci lezione con il cappotto e il cappello in testa. Erano gli anni del terrorismo e in quella scuola circolavano i volantini delle Br ed alcuni colleghi erano apertamente favorevoli se non contigui al terrorismo. Non ricordo che gli allievi avessero da eccepire sul riscaldamento, venivano a scuola con la giacca a vento. Forse il caldo della politica, di una certa politica sostituiva i termosifoni mal funzionanti. Quando entrai per la prima volta nel mese di novembre in quella scuola, un bidello mi chiese sorpreso perché avessi lasciato il soprabito in sala professori. Io rimasi stupito da quell’interrogativo così strano. Lui mi avverti che avrei potuto non più ritrovarlo al momento dell’uscita perché in quella scuola rubavano tutto .Dopo poco mi resi conto che il riscaldamento non funzionava e dovetti munirmi di cappotti adeguati, rifiutando io di indossare l’eskimo di tanti colleghi che nei collegi docenti volevano la votazione per alzata di mano e parlavano come piccoli agitatori politici.

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Cuochi e chef

Anche a Torino sta montando l’idea che la cucina debba essere affidata non ai cuochi esperti, ma agli chef più o meno stellati che vanno più in tv che non ai fornelli. Oggi una parte di avventori tende ad andare al ristorante non tanto per gustare un determinato piatto, ma per vantare di aver assaggiato i virtuosismi di uno chef, per usare le parole di Roberto Robazza in un pregevole articolo uscito su “Civiltà della tavola”, mensile dell’Accademia Italiana della Cucina ,l’istituzione fondata dal grande Orio Vergani nel 1953 e che ha a Torino tanti accademici significativi, in primis Elisabetta Cocito, che ha scritto un godibilissimo articolo sul viaggio alla ricerca dei cibi genuini nella Valle del Po fatto da Mario Soldati nel 1957 alla tv . All’Accademia non ci si lascia condizionare dalle mode e si esprimono valutazioni sui locali dove si cena. Il cuoco dovrebbe essere il mezzo, osserva Robazza, per raggiungere il fine rappresentato dal buon cibo . Oggi si tende a concentrare tutto sullo chef, spesso a prescindere dal cibo offerto. Potremmo fare degli esempi anche a Torino, senza arrivare a Milano dove questa piccola perversione ha raggiunto limiti sconvolgenti . Si potrebbe infine anche parlare del rapporto davvero incredibile tra Carlin Petrini che dovrebbe rappresentare un che di popolare come fu ARCI Gola e gli chef stellati, apparentemente, solo apparentemente ,un ossimoro. All’università del gusto di Pollenzo le due realtà si incrociano e si compenetrano fino a identificarsi.

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LETTERE   scrivere a quaglieni@gmail.com

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Le barche della Regione

Cosa ne pensa dell’idea della Regione Piemonte e dell’idea degli assessori al turismo e all’ambiente di consentire imbarcazioni con motore affittate a chiunque per favorire il turismo ?

Leopoldo Vita

Mi sembra un’ idea sbagliata. Sul Po ,viste le dimensioni del fiume a Torino, si va a remi. Si dovrebbero invece ripristinare “Valentina” e “Valentino” per incrementare il turismo. I due battelli, come tutti ricordiamo, fecero una pessima fine e nessuno più ne parla. Lasciare a chiunque la conduzione di una barca a motore e’ da irresponsabili. Già con le barche a remi degli imbarcaderi accadevano incidenti anche mortali con annegamenti di persone. Hanno ragione i canottieri ad apporsi,loro il fiume lo vivono e lo conoscono anche nelle sue insidie.

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L’addio alla mamma del professore

Caro professore, ho letto sull’edizione torinese del “Corriere della Sera” della scomparsa della sua mamma, davvero una grande nobildonna, semplice e modesta, vissuta oltre i cent’anni. Sincere condoglianze .

Gina Trossarelli

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Grazie,ho ricevuto tantissime attestazioni ,in questa triste occasione anche da persone che non conoscevo .E’ stato di grande conforto sentire vicino tanti amici come lei.

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La redazione e il direttore del “Torinese” partecipano al dolore del prof. Quaglieni per la scomparsa della cara mamma