Si è tenuta nei giorni scorsi nella sede Regionale di EnAIP Piemonte, in Piazza Statuto a Torino, la conferenza stampa di presentazione di neeli.eu, la piattaforma e-learning sull’educazione interculturale pensata per favorire l’accettazione e l’integrazione socio-educativa dei giovani provenienti da altri Paesi o con background migratorio. In particolare, neeli.eu si propone come uno strumento per gli operatori e i professionisti impegnati nel processo educativo di giovani migranti o appartenenti a gruppi minoritari. La piattaforma è l’ultima tappa di un ampio percorso iniziato a ottobre 2016, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ KA2, e finalizzato all’innovazione e allo scambio di buone pratiche nell’ambito della promozione dell’interculturalità. Per raggiungere tale scopo è stata creata una partnership tra sette organizzazioni, provenienti da altrettante nazioni (Italia, Ungheria, Romania, Spagna, Stati Uniti, Lettonia e Grecia). Nello specifico, Neeli (Non formal Education and E-Learning for Inclusion) ha previsto la realizzazione di ricerche, seminari, visite di studio e scambi internazionali, allo scopo di condividere tecniche e metodologie, utilizzate da mentori e youth workers che lavorano con giovani migranti o provenienti da gruppi minoritari. “Dato il crescente impatto del fenomeno migratorio sui Paesi dell’Unione Europea diventa sempre più fondamentale perfezionare e/o sperimentare approcci di educazione interculturale”, spiega Davide Marcato, operatore di EnAIP Piemonte impiegato sul progetto Neeli. “Pertanto si è reso necessario il passaggio da una filosofia dell’acculturazione e dell’assimilazione a una più inclusiva”. Ed è proprio in questa direzione che si sono sviluppate le attività di Neeli: una ricerca sulle buone prassi di lavoro con giovani migranti condotta da ogni partner sul territorio nazionale; visite di studio e meeting transnazionali; scambi giovanili per ragazzi tra i 15 e i 29 anni per diffondere la filosofia del progetto tra gli aspiranti operatori o educatori; job-shadowing per giovani operatori delle organizzazioni partner per studiare da vicino le realtà lavorative delle realtà paritetiche in giro per l’Europa. La grande quantità di informazioni raccolte attraverso queste azioni di mobilità e la ricerca condotta nei singoli Paesi ha permesso la realizzazione di neeli.eu. E non solo: la piattaforma, al servizio di tutti, offre importanti spunti anche su argomenti che caratterizzano più da vicino il lavoro degli operatori: comunicazione interculturale e gestione del conflitto, consulenze sul mercato del lavoro e accompagnamento alle professioni, l’educazione interculturale in pratica e la sua applicazione nei contesti scolastici. Inoltre, il supporto di e-learning online permette di avere delle informazioni di base, ma esaustive, sui concetti fondamentali delle scienze umane e sociali (cultura, identità e appartenenza, assimilazione e acculturazione). Durante la conferenza stampa, inoltre, è stato dato grande spazio al racconto dei due meeting transnazionali di Szeged (Ungheria) e Madrid che hanno coinvolto l’intero partenariato. Durante i 10 giorni in Ungheria, la scorsa primavera i partner hanno presentato i risultati delle ricerche condotte sui propri territori e hanno instaurato un dibattito su buone prassi e criticità di ciascun Paese. In Spagna, a giugno, sono stati presentati il progetto e la piattaforma alla facoltà di Scienze dell’Educazione.
Come prelevare contanti in tabaccheria
845 PUNTI IN PIEMONTE DI CUI 417 A TORINO
Con le carte Intesa Sanpaolo del circuito Maestro, MasterCard, Visa o Visa Electron ora sarà possibile effettuare operazioni di prelievo contante presso le tabaccherie convenzionate
Sta partendo in questi giorni un nuovo servizio grazie al quale, i clienti Intesa Sanpaolo in possesso di carte di debito del circuito Maestro, MasterCard, Visa o Visa Electron, potranno prelevare denaro contante, fino a 150 euro giornalieri, presso le tabaccherie convenzionate con Banca5 S.p.A. Banca5 è la banca di prossimità del Gruppo Intesa Sanpaolo, focalizzata sull’ instant banking, che offre servizi di incasso e pagamento per i cittadini. Le operazioni di prelievo contante potranno essere effettuate su oltre 15.000 punti convenzionati che esporranno un’apposita vetrofania e il cui elenco sarà disponibile su App e sito web Banca5 e Intesa Sanpaolo. Per effettuare il prelievo, oltre all’abituale utilizzo della carta di debito e del PIN, all’intestatario della carta sarà richiesto di esibire la tessera sanitaria nazionale per consentire la lettura elettronica del codice fiscale. Le operazioni di prelievo saranno gratuite fino al 31 dicembre 2019. Silvio Fraternali, Amministratore Delegato Banca5:” L’attivazione di questo servizio, in linea con quanto definito nel Piano industriale della capogruppo Intesa Sanpaolo, consentirà ai clienti del Gruppo di effettuare prelievi di contanti in un numero importante di esercizi aperti in orari prolungati e, soprattutto, capillarmente presenti su tutto il territorio nazionale; una ulteriore rete territoriale del Gruppo che ci permette di offrire servizi semplici ma importanti per le necessità quotidiane anche in comuni spesso piccoli e meno serviti.” Salvatore Borgese, Chief Business Officer Banca5: “Da luglio i tabaccai convenzionati Banca 5 possono mettere a disposizione dei cittadini loro clienti il servizio di prelievo contante. Questo prodotto innovativo, nel modello di servizio, avrà un forte impatto sociale e rappresenta una svolta nel percorso professionale che la rete dei nostri collaboratori potrà intraprendere, attraverso l’erogazione di servizi transazionali tradizionalmente forniti da reti bancarie. Il servizio di prelievo contante è un prodotto distintivo per la rete dei tabaccai Banca 5.”
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Banca 5
Banca 5 è la banca di prossimità di Intesa Sanpaolo, focalizzata sull’instant banking e complementare rispetto ai canali già presidiati dal Gruppo. Con una piattaforma tecnologica innovativa che rispetta i più alti standard di sicurezza informatica e sfruttando la rete distributiva territoriale indiretta rappresentata dalle tabaccherie (circa 20 mila punti operativi già convenzionati), Banca 5 propone, oltre ai tradizionali servizi di incasso e pagamento, nuovi prodotti finanziari e di pubblica utilità nonché l’erogazione di servizi transazionali per i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo. Banca 5 si rivolge a tutti i cittadini per i servizi di incasso e pagamento e, per i nuovi prodotti, principalmente ai clienti lower mass, ai “nuovi italiani” e ai giovani con un’offerta composta da cinque categorie prodotto – conto, carte, prestiti, protezione e servizi – comodamente accessibili anche dalla app e dal sito internet della Banca. Parallelamente, Banca 5 si pone come la prima Open Digital Bank italiana, garantendo piena integrazione di prodotto / processo al mondo fintech attraverso innovativi modelli di business e la propria piattaforma di tecnologica.
Nove Associazioni Pazienti italiane insieme per realizzare il primo social movie sull’emofilia ispirato ai grandi del cinema con il contributo non condizionato di Sobi. In Piemonte l’emofilia registra indicativamente 200 pazienti[1]. Anche l’associazione piemontese Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” ONLUS in prima linea per sostenere il progetto. Testimonial social il collettivo di artisti di Casa Surace
‘Fatti un film e diventa protagonista’: questo quanto chiedono le Associazioni che aderiscono al progetto Emofilia in a Day. Destinatari: tutti coloro che gravitano in questo mondo, pazienti, caregiver, medici, infermieri, insegnanti, amici, educatori sportivi… tutti quelli che conoscono in un modo o nell’altro la patologia e che vogliono raccontarla in prima persona. Un progetto lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Emofilia 2018, per far crescere la sensibilità su questa rara malattia genetica e per mettere la vita di chi ha a che fare con “lei” al centro della narrazione, con autenticità ed emozione. Come racconta il logo stesso della campagna, una pellicola cinematografica che scandisce il giorno e la notte, Emofilia in a Day vuole portare in scena una giornata “normale” in compagnia dell’emofilia grazie al contributo di chi la conosce da vicino e ci convive – direttamente o indirettamente – ogni giorno. L’ispirazione arriva dai grandi nomi del cinema: Gabriele Salvatores con il suo ‘Italy in a Day’ e prima ancora Ridley Scott che nel 2010 ha realizzato il primo social movie, ‘Life in a Day’. Il principio di fondo rimane lo stesso: ‘condividi un momento della tua giornata e inviacelo’. In questo caso il “frame” da catturare sarà connesso in qualche modo all’emofilia – dai semplici gesti quotidiani, a momenti speciali o difficili – e per inviarlo basterà caricarlo sul sito dell’iniziativa www.emofiliainaday.it in modo semplice e rapido dal proprio smartphone. Si ha tempo fino al 30 settembre 2018. Il montaggio di tutti i contributi ricevuti entro quella data darà vita al primo film documentario ‘social’ sull’emofilia.
La landing page della Campagna è collegata a tutti i siti delle Associazioni di pazienti che danno il patrocinio al progetto: ACE di Milano Onlus, Associazione degli Amici dell’Emofilia di Palermo, AVES onlus Parma, A.E.L. Associazione Emofilici del Lazio Onlus, AESA Associazione Emofilici Salerno, ARCE della Campania, Associazione Emofilici e Talassemici “Vincenzo Russo Serdoz” di Ravenna, Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” ONLUS e FedEmo. “La nostra Associazione ha aderito con entusiasmo al progetto perché sappiamo quanto sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia così rara partendo proprio da chi con l’emofilia convive quotidianamente e fatica a parlarne, a uscire allo scoperto. Come Associazione in Piemonte ci occupiamo di andare incontro alle necessità delle persone emofiliche e dei propri caregiver, sia a livello medico-scientifico sia a livello socio-culturale. Progetti come Emofilia in a day danno la possibilità a queste persone di raccontarsi e scoprire che sono rari, ma non soli.” Ha dichiarato la Vice presidente dell’A.C.E.P Elena Roberta Gaiani.
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Un social movie non può che avere un testimonial social: Casa Surace, un collettivo di comici partenopei con grande successo sui social, ha deciso di supportare il progetto a partire dal 17 aprile con la pubblicazione di un video creato ad hoc per l’iniziativa. A loro anche il compito di sfatare alcuni falsi miti legati all’emofilia, con il tono leggero e ironico che li caratterizza, in una sezione dedicata della landing page www.emofiliainaday.it. Sergio Lai, General Manager di Sobi Italia, ha dichiarato: “Siamo un’azienda che non porta semplicemente nuove possibilità terapeutiche in grado di restituire qualità di vita alle persone con emofilia, ma vogliamo contribuire a cambiare il paradigma sociale per cui non si emargina più ciò che non si conosce, ma lo si comprende e accoglie. Per questo sosteniamo Emofilia in a day, un progetto che si pone l’obiettivo di dare maggiore visibilità e importanza a questa patologia, arrivando a parlare anche a un target giovane e social, coinvolgendo le persone con emofilia attraverso un linguaggio empatico ed emozionante”.
Cos’è l’emofilia
L’emofilia è una malattia rara di origine genetica – si eredita attraverso il cromosoma X (x-linked) – caratterizzata dalla carenza di uno specifico fattore della coagulazione. L’emofilia A è dovuta alla carenza di Fattore Ottavo (VIII) e ha una prevalenza di 1 caso ogni 10.000 nati maschi, mentre nell’emofilia B si ha una carenza di Fattore Nono (IX), con una prevalenza di 1 caso ogni 30.000 nati maschi. In genere le persone affette da emofilia oltre alle problematiche tipiche dello stato emorragico, presentano anche altre complicanze correlate alla malattia, tra cui le principali sono gli emartri, sanguinamenti che avvengo all’interno delle articolazioni (gomito, polso, caviglia, ginocchio, ecc.) e che se non immediatamente e adeguatamente trattati possono portare ad artropatia cronica e disabilità. Attualmente il trattamento dell’emofilia avviene attraverso la somministrazione del farmaco (emoderivato o ricombinante) contenente il fattore coagulativo carente. I due principali regimi terapeutici per l’emofilia sono: la terapia “on demand” (al bisogno, cioè al momento del sanguinamento) e la profilassi, che invece prevede la somministrazione costante del fattore carente per prevenire le emorragie gravi e proteggere i pazienti. La Federazione Mondiale dell’Emofilia raccomanda la profilassi come terapia ottimale in quanto può impedire l’emorragia e la distruzione delle articolazioni.
A.C.E.P.
Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” Onlus viene costituita nell’Ottobre del 1997 per iniziativa di alcuni genitori di piccoli emofilici e di giovani pazienti, spinti dall’esigenza di affrontare insieme le problematiche connesse alle patologie della coagulazione. Grande merito della nascita dell’Associazione va ai medici responsabili dei Centri di Riferimento, che hanno saputo stimolare i propri pazienti, creando in loro la consapevolezza che ciascuno deve dare il proprio contributo per la realizzazione degli obiettivi di tutti. Lo scopo dell’Associazione è quello di tutelare gli emofilici ed i coagulopatici piemontesi sia a livello medicoscientifco e sia a livello istituzionale presso Enti ed organizzazioni Regionali. Riteniamo particolarmente importante la partecipazione dei genitori dei bambini emofilici e dei giovani, in modo da poter ampliare e fare crescere l’associazione con l’intervento di alter esperienze e individualità.
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[1] Registro Nazionale delle Coagulopatie Congenite. Rapporto 17/44 del 2016 (http://old.iss.it/publ/index.php?id=3111&tipo=5&lang=1)
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E’ possibile versare il bollo auto in ritardo, tramite il ‘ravvedimento operoso’, al massimo entro un anno, ma se si paga entro i primi 14 giorni dal ritardo viene applicata una sanzione sull’imposta pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Dal 15esimo al 30esimo giorno, la sanzione si riduce invece a 1/10, dal 30esimo al 90esimo scende al 1,67% e dal 90esimo giorno a un anno la sanzione è pari al 3,75%. Trascorsi 365 giorni si applica invece la multa vera e propria pari al 30%, più un interesse dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo. A chi non paga il bollo auto, la Regione invia una richiesta di pagamento con accertamento dell’imposta evasa: richiesta che deve intervenire entro tre anni decorrenti a partire dall’anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. In caso di inadempimento protratto, l’importo viene iscritto a ruolo e il debitore riceverà una cartella di pagamento da parte di Equitalia con l’indicazione della data in cui il bollo è dovuto. Equitalia può procedere al pignoramento del conto corrente o con altre azioni di
riscossione coatta. Il bollo auto si prescrive dopo tre anni che decorrono dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata. Se viene notificata una cartella di Equitalia, il bollo si prescrive dopo tre anni che decorrono a partire dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata. Dopo tale termine Equitalia non può più procedere né a pignoramenti, né a fermo auto. Per chi non paga il bollo per più di tre anni consecutivi, infine, la vettura verrà radiata dall’ufficio dal Pra, con ritiro di carta di circolazione e targa del veicolo.
*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
pratiche tra istanze di conciliazioni, definizioni e provvedimenti cautelari evasi. L’introduzione di Conciliaweb, offrirà agli utenti italiani la possibilità di poter accedere ai servizi in via totalmente informatizzata, offrendo una prima fase del tentativo di conciliazione per la quale non sarà richiesta la presenza contestuale di utente, gestore e funzionario Corecom. Un notevole passo avanti nella direzione dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, uniformando le procedure di gestione a livello nazionale. I Corecom resteranno comunque il punto di riferimento per l’utenza debole che richieda l’ausilio di un funzionario per la presentazione della richiesta di conciliazione”.
Si parla molto di alternanza scuola-lavoro e tirocini in azienda. Questa è la strada per imparare sul campo e acquisire competenze adeguate per il mondo del lavoro.
L’alternanza scuola – lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi. L’Alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta. Questo percorso si completa e arricchisce nel percorso universitario in cui gli studenti sono supportati con servizi per tirocini facoltativi e, in molti casi, obbligatori da svolgere durante il percorso di studio. Il servizio job placement delle Università gestisce l’offerta di tirocini curriculari ed extracurriculari per i propri studenti e laureati, con lo scopo di promuovere l’integrazione tra la formazione universitaria e il mondo del lavoro. Attraverso l’attivazione di tirocini curriculari ed extra-curriculari si pone l’obiettivo di offrire agli studenti ed ai neo-laureati l’opportunità di acquisire quelle competenze operative che solo
un’esperienza “sul campo” può dare e di rendere partecipe l’azienda delle competenze impartite nei percorsi di laurea. Il tirocinio diventa così sempre più parte integrante del percorso formativo universitario dello studente e un’occasione di confronto e di primo approccio delle aziende con il laureato. Non di rado anche porta d’accesso all’inserimento lavorativo. Secondo i dati diffusi dal Senato della Repubblica sul mercato del lavoro e i giovani, in Italia la fascia di popolazione tra i 15 e 24 anni non occupata è in incremento già nel 2008 e l’intensità del fenomeno abbia continuato a crescere fino ai livelli critici del 2014, in cui l’indice ha raggiunto quota 42,7% (inferiore solo a Grecia e Spagna). All’inizio del 2014, la giunta della regione Piemonte ha deliberato di anticipare l’attuazione della Garanzia Giovani, approvando il Progetto straordinario Garanzia Giovani Piemonte – GGP5 . Il Progetto, finanziato con 5.600.000 euro di risorse residue del POR FSE 2007-2013, è iniziato il 1° giugno 2014 e si è concluso il 30 marzo 2015. Prevedeva dall’inizio azioni rivolte ai servizi per il lavoro e alla formazione finalizzata all’occupazione, mentre le altre misure sono state progressivamente attivate nei mesi successivi (ISFOL 2016a; Regione Piemonte 2016). Le misure attuate nel piano straordinario regionale hanno di fatto aperto la strada a quelle poi adottate nell’ambito della Garanzia
Giovani nazionale: è ad esempio già presente il principio della retribuzione a risultato, mentre manca ancora il sistema di profilatura dei beneficiari, caratteristica peculiare – come si è visto – del programma nazionale. Nell’ambito della GG nazionale risulta assegnato alla regione Piemonte un ammontare di risorse pari a 97.433.240 euro. Anche alla luce della concorrenza con il piano straordinario regionale, il Piemonte ha scelto di concentrare la gran parte di tali risorse su poche tipologie di intervento: il contrasto dell’abbandono scolastico, l’inserimento occupazionale e il tirocinio extra-curriculare. La regione ha inoltre scelto di non finanziare la misura del bonus occupazionale. Le misure finanziate sono articolate in quattro percorsi offerti ai giovani iscritti al Programma: i primi tre sono concentrati sul reinserimento in formazione, sul tirocinio extra-curriculare e sull’inserimento al lavoro (perc. 3). In ciascun percorso, alla misura principale si accompagnano una serie di misure accessorie, di accoglienza o di orientamento specialistico. I dati successivi rivelano che le porte di accesso al mondo del lavoro sono migliorate e l’occupazione giovanile di conseguenza. Questo è anche confermato dai dati crescenti di attivazione stage e tirocini, che manifestano l’interesse delle imprese al mondo della formazione e rivelano la convinzione che gli stage possono essere strumento formativo sul campo utile a tutte le parti coinvolte.
*Presidente del corso di studi in professioni contabili
Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management
Università di Torino
Esiste dal 2015, si chiama Womanly ed è un’ Associazione, nata a Rivoli dall’ incontro fra donne con competenze professionali e background diversi, che hanno voluto mettere a disposizione le loro esperienze per rispondere alle esigenze dell’ universo femminile e delle famiglie. Ne è Presidente Laura Agnusdei, donna dinamica e mamma di Ludovica, con ampia esperienza nel settore dell’ amministrazione di Istituti scolastici che ci spiega: “Quando ero in attesa di mia figlia, sognavo insieme ad alcune amiche (tutte madri e professioniste) di creare una realtà che potesse coinvolgere altre mamme con esperienze in ambiti diversi, che avendo vissuto le difficoltà della gestione di lavoro, carriera e maternità,
potevano mettere la propria esperienza professionale, emotiva, personale e logistica in gioco per divenire punto di riferimento per le esigenze di mamme in attesa, neo mamme, madri rodate negli ‘incastri infiniti’. Delle donne tutte insomma, con il loro macro cosmo di incombenze, impegni, appuntamenti a ruota libera durante il giorno e poco tempo per occuparsi di sé.” Womanly attua progetti nell’ambito dei servizi di interesse sociale e culturale, con un impegno al benessere
psicofisico della donna nei vari momenti della vita, al sostegno della maternità e della genitorialità. Fra i progetti in essere “Quando donna = mamma”, dedicato alle donne in gravidanza ed alle neo mamme per supportarle dai mesi di attesa ai primi anni di vita con il figlio. Womanly cerca di realizzare l’obiettivo ambizioso di ricaricare la mamme offrendo loro un luogo dove si offrono ascolto, conforto, appoggio psicologico, supporto nella cura del bambino ma anche informazioni sicure sulla salute, sulla nutrizione, con professionisti di fiducia a cui rivolgersi e la possibilità di prendersi cura di sé, del proprio benessere psichico e fisico lasciando serenamente il proprio figlio all’attenzione di personale specializzato. Non mancano corsi di Yoga e Pilates, Fitwalking e Passegym in gravidanza, post parto o per mamma e bimbo, di accompagnamento alla nascita, per imparare a
portare i bebè in fascia (Babywearing), nonché incontri tematici e informativi gratuiti. Per i bimbi l’ Associazione organizza un Summer Camp sul lago di Avigliana presso l’Asd Sport Nautici Avigliana che coniuga la pratica della lingua inglese a numerose discipline sportive legate al lago (sci nautico, windsurf, kayak) oltre a trekking, camminate ed escursioni esplorative immersi nella natura del Parco Naturale dei Laghi. Collabora con l’ Associazione un team di professioniste che offrono per ogni esigenza i consigli, le consulenze ed il supporto appropriato (ostetrica, dietista, pediatra, psicologa, avvocato, odontoiatra pediatrica, psicoterapista ed altre). Mamme al servizio delle mamme. Chi può comprenderne meglio le esigenze? Per informazioni sulle attività è possibile seguire la pagina Facebook Womanly – Rivoli e visitare il sito www.womanly.it – tel 338/3809004
Barbara Aimar
Punta soprattutto sulla formazione il Piano regionale delle attività di contrasto, prevenzione, diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico
È quanto è emerso nel corso della seduta congiunta della quarta Commissione (presidente Domenico Rossi), terza (Raffaele Gallo) e del Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche del Consiglio Regionale (Marco Grimaldi) sullo stato di avanzamento delle azioni di contrasto al gioco d’azzardo, così come previsto dalla legge 9 approvata il 2 luglio del 2016. L’assessora alla Formazione professionale Gianna Pentenero ha ricordato come il Piano, approvato dal Consiglio nel dicembre 2017, a seguito di un iter particolarmente complesso, abbia trovato copertura finanziaria per il proprio fondo da parte del Ministero della Sanità solamente lo scorso mese di maggio. “Questo consente ora di dare attuazione alle diverse azioni che, come noto, prevede il potenziamento dei servizi sanitari dedicati alle dipendenze, l’avvio di campagne d’informazione mirate e attività di formazione e aggiornamento professionale rivolte a soggetti interessati: dai gestori e dal personale di sale giochi e locali che ospitano slot, agli operatori delle Polizie locali, dagli studenti agli insegnanti” ha spiegato Pentenero. Ha aggiunto che, in collaborazione con i Comuni, è in fase di definizione la mappatura delle distanze dai luoghi sensibili. L’assessore alla Sanità Antonino Saitta, nel suo intervento, ha spiegato che si sta predisponendo il progetto formativo per tutti gli operatori sanitari del pubblico e del privato e che verrà potenziato lo stesso Osservatorio epidemiologico regionale sulle dipendenze. Pentenero e Saitta hanno poi annunciato che il prossimo 11 ottobre si svolgerà un convegno di analisi e valutazione dell’impatto della legge in Piemonte. Molto partecipato è stato il successivo dibattito. Per Gian luca Vignale (Mns) “le comunicazioni sono insufficienti, perché prive di tutti i dati necessari per le reali valutazioni. Viene pertanto disattesa la clausola valutativa”. Andrea Tronzano (Fi), pur condividendo la necessità del contrasto alla ludopatia, ha ribadito che “la legge dovrà diventare più equilibrata, in quanto oggi si penalizza solo il settore imprenditoriale collegato al gioco regolare e non si fa vera prevenzione”. Sul concetto occupazionale degli operatori si è anche soffermato Luca Cassiani (Pd), che ha poi richiesto l’audizione in commissione Legalità della Guardia di Finanza per trattare i risvolti negativi del gioco d’azzardo illegale. Il capogruppo di Leu Marco Grimaldi ha spiegato come con questa legge sia stata “ridotta la portata negativa di un fenomeno che prima era un vero e proprio far west”, mentre Giorgio Bertola (M5s) nel ricordare come nel passato i Governi nazionali abbiano utilizzato il gioco d’azzardo come leva fiscale creando nel contempo una vera e propria economia, ha ribadito la ferrea volontà di non modificare la legge regionale vigente. “Ci siamo ancorati al tema della salute e dobbiamo continuare a tenere la barra dritta. La lotta alle ludopatie deve essere soprattutto a dimensione nazionale e non basta come unico deterrente vietare la pubblicità” ha rimarcato Domenico Ravetti, capogruppo del Pd. Dallo stesso Partito democratico, sono poi state espresse valutazioni positive da Nadia Conticelli, Antonio Ferrentino e Andrea Appiano: quest’ultimo ha voluto approfondire il ruolo dei Comuni. Stefania Batzella (Gruppo misto – Movimento libero indipendente) ha infine ricordato le fasi che avevano portato all’approvazione della legge e ha proposto che in Piemonte le Asl possano rimborsare i biglietti dei treni e dei bus per coloro che si recano presso gli specifici ambulatori per intraprendere le “cure disintossicanti”. Al temine della discussione, l’assessora Pentenero ha spiegato come invece dei numeri fine a se stessi, serva invece una chiave di lettura e come sia necessario riuscire ad attuare un lavoro di gruppo intersettoriale. “Per il convegno di ottobre, anche con il supporto dell’Agenzia dogane e monopoli, potremo disporre di tutti i dati necessari a tradurre proprio i numeri in azioni” ha concluso. Il presidente Rossi ha annunciato l’intenzione di convocare una nuova seduta congiunta sul tema, proprio prima dell’evento.
Dalle discriminazioni al rispetto
“Dalle discriminazioni al rispetto” è il titolo del concorso aperto a tutti gli studenti dei corsi di EnAIP Piemonte, proposto e sostenuto dai referenti del settore Pari Opportunità della sede Regionale e di tutte le sedi EnAIP. Come si può intuire dal titolo, il tema su cui gli allievi e le allieve si sono dovuti focalizzare è stato quello del rispetto per le diversità; il concorso è nato infatti con l’obiettivo di contribuire al processo di riduzione ed eliminazione di ogni tipo di discriminazione (genere, orientamento sessuale, origine etnica, età, disabilità e religione) per sensibilizzare e promuovere la cultura dell’uguaglianza.
I partecipanti potevano sviluppare il tema scegliendo tra diversi linguaggi possibili: scritto, visivo e multimediale, realizzando quindi foto, video, slogan, racconti brevi, canzoni, manifesti.
I centri che hanno aderito al concorso sono stati i CSF di Alessandria, Arona, Biella, Borgomanero, Domodossola, Grugliasco, Nichelino, Novara e Settimo.
A giudicare ogni lavoro presentato è stata invece una giuria esterna, composta da Giulia Cavaletto, Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Silvia Venturelli, Esperta di Pari Opportunità e Antidiscriminazione e Liliana Magliani, Coordinamento Donne Acli.
A vincere il concorso è stato il video “Polvere di sogni“, realizzato dagli allievi del corso Tecnico di Laboratorio educativo dell’EnAIP di Settimo. Si tratta di un video in stop motion che racconta il tema della differenza in modo divertente, immediato e poetico; è stato premiato per l’originalità ma anche per la capacità tecnica e comunicativa, poiché riesce a raggiungere generazioni diverse con immediatezza.
Il video “In your shoes“, realizzato dagli allievi del corso di Turismo dell’EnAIP di Grugliasco, è stato invece premiato per l’impegno. Partendo da un proverbio indiano, i ragazzi si sono divertiti a interpretare ognuno il proprio passo, la propria camminata.
I ragazzi del corso di Addetto Vendita del centro di Domodossola, invece, con il video “Riflessioni” si sono aggiudicati il premio per il CSF che meglio è riuscito a esprimere il tema del concorso: nel video si può osservare, infatti, il protagonista mentre riconosce, fotografia dopo fotografia, ciascun tipo di discriminazione; la giuria ha così deciso di premiare quest’opera perché è riuscita a dimostrare la declinazione più completa delle discriminazioni, anche di quelle meno visibili.
Una menzione speciale va infine a “Coloretto“, realizzato ancora una volta dagli allievi del corso Tecnico di Laboratorio educativo dell’EnAIP di Settimo: si tratta di un piccolo libro illustrato nato con lo scopo di far comprendere ai bambini, attraverso la lettura e l’osservazione, l’importanza dell’inclusione e la ricchezza della diversità.
Ciascun gruppo vincitore sarà premiato con un buono acquisto o materiale promozionale.
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Umberto de Julio presidente ANFoV
Umberto de Julio è stato nominato Presidente di ANFoV, l’associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione. Lo ha deciso, per acclamazione, il Consiglio direttivo convocato nella stessa giornata in cui l’Assemblea ne aveva nominato i componenti
Il nuovo Consiglio direttivo di ANFoV resterà in carica per tre anni ed è composto – oltre che dal Presidente Umberto de Julio e dal Vicepresidente Claudio Chiarenza (che ricoprono anche la carica di Consigliere) – da: Stefano Ciccotti, Edoardo Cottino, Luca Ferraris, Stefano Focardi e Paolo Sigismondi. L’associazione vanta una base molto autorevole di associati. I membri sono operatori di rete, public utilities, internet providers, operatori della TV digitale, fornitori di apparati e contenuti e, in generale, aziende interessate al mercato delle telecomunicazioni, nonché aziende operanti a vario titolo nel settore della convergenza. Il focus dell’ Associazione per questo triennio è su ” Innovazione e Territorio “. Nell’ambito di questo tema, con il supporto costante degli associati, verranno sviluppati approfondimenti e iniziative di informazione e formazione su aspetti tecnologici, regolatori, di mercato che riguardano l’industria del settore . A questo proposito, il primo atto del Presidente de Julio è stato quello di firmare con ANCI un Protocollo d’intesa volto a favorire la conoscenza dello stato di diffusione delle infrastrutture a banda ultralarga sul nostro territorio e delle relative potenzialità in termini di servizi e applicazioni per i cittadini e le imprese.”Sono molto onorato che l’Associazione mi abbia conferito questa nomina – ha dichiarato il neoeletto Presidente de Julio – a testimonianza della stima reciproca che mi lega agli altri membri del Consiglio. Gli obiettivi per il mio periodo di presidenza sono, sempre di più, legati a fornire alle aziende associate, agli enti locali, agli enti regolatori e di controllo, un supporto conoscitivo, dialettico e aggiornato su tutti i temi che coinvolgono il nostro comparto”‘.“Il futuro – continua de Julio – sarà caratterizzato dalla Digital Transformation che investe direttamente il mondo delle imprese ma determina profondi cambiamenti sulle abitudini degli individui e sui loro rapporti con le amministrazioni pubbliche. Bisognerà affrontare una serie di temi , tra i quali : l’ingresso nel mercato di nuovi players, la necessità di individuare nuovi modelli di business capaci di remunerare gli enormi investimenti che le nuove tecnologie imporranno, la velocità di diffusione dei servizi sempre più innovativi che verranno proposti, il superamento, grazie soprattutto alla nuova infrastruttura a banda ultralarga, del digital divide geografico e culturale del nostro Paese”.“Lo Smart Cities Index, fornito da EasyPark, non contempla alcuna città italiana tra le prime 50 al mondo. C’è ancora molta strada da compiere e l’obiettivo di ANFoV è proprio quello di dare un contributo attivo e concreto in questa direzione”, conclude de Julio.
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About Umberto de Julio
Nato a San Severo (FG) nel 1945, si è laureato in Ingegneria Elettronica all’Università La Sapienza di Roma.Ha iniziato la propria carriera svolgendo attività di ricerca alla Fondazione Ugo Bordoni per poi passare in SIP, dove è stato responsabile di numerosi progetti per lo sviluppo di nuove tecnologie e servizi e, dal 1986 al 1994, Responsabile della Rete. E’ stato successivamente Condirettore generale della STET, Direttore generale di Telecom Italia e Amministratore delegato di TIM. Nel 2000, dopo l’OPA Olivetti, ha lasciato il Gruppo Telecom Italia per raggiungere Elserino Piol e Oliver Novick come partner di Pino Partecipazioni, società che opera nel settore dell’innovazione e del venture capital. Dal 2008 al 2010 è Amministratore Delegato di Italtel e dal 2010 al 2013 né è il Presidente. Membro di numerosi organismi internazionali per la definizione degli standard, è stato Consigliere di amministrazione di molte aziende, tra cui Telecom Italia, TIM, Finsiel, Telit Telespazio, Tiscali, Sielte, oltre che Presidente dell’Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana (AEI) e Presidente del “Quadrato della Radio”.Attualmente è Presidente di ANFoV.
L’ANFoV si definisce come associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione. I servizi di comunicazione si sviluppano infatti nell’ambito di uno scenario globale in continua e rapida evoluzione, caratterizzata, a sua volta, da una convergenza a tutto campo tra reti, piattaforme, supporti tecnologici, trasmissivi e di fruizione finale, canali di interattività e contenuti. La diffusione capillare cui tende l’intero settore dell’ICT in un trend fortemente dinamico delle tecnologie e del mercato ha reso indispensabile, per i soggetti coinvolti, l’apertura di un tavolo di confronto dialettico per la continua ricerca di strategie idonee allo sviluppo di un mercato integrato. ANFoV ha così ulteriormente rafforzato la sua funzione di rappresentanza, di orientamento e di promozione dello sviluppo armonico del settore. La forza di ANFoV si fonda su di un connotato: è infatti l’unica associazione che può vantare la rappresentatività dei principali protagonisti e di tutte le tipologie di comunicazione possibili, dai contenuti, alle reti, ai servizi (operatori di rete, autori, editori, produttori e fornitori – di contenuti e databse, di hw e sw -, fornitori di accesso e servizi). La presenza simultanea ed il confronto dinamico di questa catena del valore in un unico contesto associativa proietta nella sede più propria, il mercato, la convergenza di tutte le forze imprenditoriali del settore nell’offerta dei relativi prodotti e servizi.ANFoV è interlocutore privilegiato di tutte le realtà coinvolte per promuovere e diffondere l’Innovazione in Italia e incentivare lo sviluppo di iniziative, attraverso un’ampia ed incisiva azione di rappresentanza presso le sedi istituzionali, con la garanzia di qualificati servizi resi agli Associati.









