ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 556

Lavoro: digitalizzazione nel settore elettrico

Presentata a Roma  la  ricerca del Politecnico di Torino che evidenzia come il processo di digitalizzazione modifica e modificherà lo scenario lavorativo futuro

Meno attività manuali, un maggior sforzo cognitivo, attività di programmazione, controllo e capacità di lettura e di interpretazione dei software sono alcune delle conseguenze e dei cambiamenti che i nuovi ruoli come i “data scientist” e i responsabili della “cyber security” stanno apportando all’ambiente lavorativo, modificando anche i profili professionali e i percorsi di formazione continua e professionale. In particolare nel settore elettrico l’evoluzione digitale dell’organizzazione si sta manifestando con anticipo rispetto ad altri comparti industriali. Ed è proprio in questo contesto che si sviluppa la ricerca del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Torino presentata oggi a Roma nel corso dell’incontro “Dagli elettroni ai bit”; condotto dal professorPaolo Neirotti, lo studio indaga la Quarta Rivoluzione Industriale e gli effetti delle tecnologie digitali sulla struttura del settore elettrico, sui profili occupazionali e sulle necessità di aggiornare i sistemi di gestione del personale.

La ricerca ha infatti evidenziato alcuni elementi di quelle che potranno essere le configurazioni organizzative del futuro, delineando cinque caratteristiche dello scenario, che influiranno – e già ora influiscono – su come cambierà il lavoro, ponendo una serie di implicazioni di intervento sui sistemi di gestione del personale. In primo luogo,  grazie all’Internet of Things, centrali termo elettriche, impianti eolici e fotovoltaici, reti di trasmissione e distribuzione dove l’energia elettrica viene consumata possono essere monitorati e controllati con maggior precisione e tempestività: questa maggiore intelligenza nelle “macchine” coinvolte nel ciclo di generazione, trasmissione, distribuzione e consumo dell’energia elettrica fa sì che i dati sul funzionamento di impianti elettrici possano essere gestiti e controllati da soggetti distinti da quelli che posseggono e utilizzano gli impianti. Sempre legata all’intelligenza delle macchine, in seconda battuta, si sottolinea l’integrazione sempre più stretta tra lavoratore e sistema digitale; al contrario di quello che a volte si teme, la risorsa umana non viene marginalizzata, ma il ruolo dell’operatore diventa più importante dovendo controllare l’esattezza e la precisione dell’algoritmo: si diminuisce così l’attività manuale e si richiede un maggior  sforzo cognitivo da applicare ad attività di programmazione e controllo, evitando mansioni che possono essere rischiose per salute e sicurezza. La terza caratteristica riguarda la prospettiva “data driven” del lavoro: avendo a disposizione dati, statistiche e informazioni passate gli errori e i comportamenti sbagliati vengono bloccati sul nascere a favore della sicurezza del lavoratore. Quarta, la creazione di nuove élite professionali, come data scientist e responsabili di cyber security, a cui più che una specializzazione industriale ne è richiesta una molto elevata su algoritmi e nuove tecnologie. Infine,  contrariamente alla posizione per cui l’innovazione favorisce la distruzione dei posti di lavoro aumentando il divario nelle retribuzioni dei lavoratori tra alta e bassa qualificazione, le imprese in grado di applicare i nuovi paradigmi tecnologici registrano esattamente la tendenza opposta: c’è coesistenza tra specialisti tecnici e lavoratori dove la maggior complessità del lavoro, grazie alla centralità del riconoscimento di merito e competenze,favorisce retribuzioni elevatePresentando questi risultati Paolo Neirotti ha dichiarato che “la ricerca evidenzia chiaramente che l’equazione “più robot uguale a meno lavoro” sia riduttiva – spiega Paolo Neirotti –  L’equazione non riconosce la necessità valida per molte imprese di rivedere i sistemi di gestione del personale. La maggior partecipazione di operai all’innovazione e la loro maggiore integrazione con professioni tecniche richiede che i sistemi di retribuzione riconoscano, dandone più peso, merito e crescita delle competenze. Inoltre, servono approcci per fare di formazione continua e professionale processi sistematici e ripetitivi in grado di creare e far evolvere le competenze necessarie per applicare le tecnologie digitali a lavori operativi tradizionali”.

 

(foto: il Torinese)

L’eredità di un leader

Sergio Marchionne e Torino. Un fil rouge che non si è interrotto neanche dopo l’ improvvisa scomparsa dell’ad di Fca, avvenuta in Svizzera il 25 luglio scorso. A sessanta giorni dalla morte, l’ Ucid di Torino ha voluto ricordare la figura del manager scelto come ad di Fiat a metà degli anni Duemila da Umberto Agnelli, poco prima della sua scomparsa.

E lo ha fatto in una serata a lui dedicata al Polo del Novecento, martedì 25 settembre scorso, proprio due giorni prima del ringraziamento che Detroit ed il mondo statunitense hanno deciso di tributare al manager che, dopo aver salvato Fiat, ha ripetuto l’operazione con Chrysler, unendo le due realtà in un unico gruppo. Testimonianze personali sul manager si sono accompagnate ad una serie di valutazioni prospettiche sul futuro industriale di Torino, affidate a personaggi che hanno segnato la storia della Fiat, quali l’ ingegner Alessandro Barberis, già direttore generale e ad di Fiat, il dottor Paolo Rebaudengo, già responsabile delle Relazioni Industriali del gruppo Fiat e segretario generale della CIDA Piemonte, insieme al segretario generale Fim-Cisl Torino e Canavese, Claudio Chiarle. “Tutti gli americani ricordano – ha affermato il presidente dell’ Ucid Alberti Carpinetti – dove si trovavano nel momento in cui appresero la notizia dell’attentato al presidente Kennedy o quello alle Twin Towers. Analogamente noi torinesi manterremo impresso nella memoria il luogo dove eravamo in quel pomeriggio in cui apprendemmo la notizia della convocazione del cda straordinario di Fca per la designazione dei successori di Sergio Marchionne. L’Ucid è un’associazione di imprenditori cristiani che si impegnano a mettere la persona al centro della propria azione. Credo che Sergio Marchionne mettesse, invece, soprattutto, al centro l’impresa, nella misura in cui la sua esistenza e prosperità potessero essere capaci di garantire il futuro dei suoi lavoratori. Una visione etica diversa, ma non poi così dissimile” “Sergio Marchionne – ha spiegato Alessandri Barberis – è stato un manager che è entrato in Fiat in un momento estremamente delicato della storia dell’azienda, nel 2004, dopo che nel 2002 la Fiat era tecnicamente fallita. Ero stato nominato direttore generale insieme a Galateri al posto di Cantarella e riuscimmo ad evitare che venissero portati i libri in tribunale. Le banche hanno salvato la Fiat in quel momento, ma hanno anche richiesto il rispetto di un piano preciso, quello che sarebbe poi stato l’Accordo di programma con il governo italiano, definito nel 2002″

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“Ricordo – ha citato Paolo Rebaudengo, che è stato responsabile delle Relazioni Industriali del gruppo Fiat fino al 2012, ed artefice anche dell’accordo di Pomigliano, in seguito alla crisi del 2008 – una vignetta pubblicata dal Washington Post, in cui il neo amministratore delegato Marchionne era ritratto mentre girava in una porta girevole. Lui ironicamente aveva questa vignetta sulla scrivania e si chiedeva quanto tempo avrebbe resistito in quella posizione. A Marchionne si deve sicuramente l’introduzione di un cambiamento dell’approccio al problema sindacale. Appena diventato amministratore delegato, fotografo’ in modo molto lucido le criticità della Fiat ed illustro’ le sue tesi, ponendo a confronto la redditività della azienda con quella delle concorrenti. Il suo realismo è stato alla base del suo successivo accordo con il sindacato. Era un leader assolutamente decisionista, che considerava il tempo una variabile fondamentale, una persona molto rigorosa, soprattutto con se stessa. “La velocità di trasmissione delle decisioni – aggiunge il segretario generale della Fim- Cisl di Torino e Canavese, Claudio Chiarle – era una peculiarità del suo carattere. In Italia, purtroppo, spesso manca questo parametro nelle relazioni sindacali, che troppo spesso sono inficiate da scontri ideologici. Sicuramente questa è la grande eredità che lascia un leader come lui, unita ad un forte senso di responsabilità del proprio ruolo”. I suoi modelli, il fisico Albert Einstein e il filosofo Karl Popper, ispiratori del suo mondo ideale, gli hanno anche permesso in modo profetico di capire che valori essenziali della società contemporanea dovevano essere la multiculturalità ed il pluralismo, in cui il rispetto verso gli altri doveva essere inteso come rispetto per la diversità.

 

Mara Martellotta

Cresce Take My Things

La startup ha recentemente chiuso l’aumento di capitale di 150.000€, che si aggiungono ai precedenti 50.000, grazie all’entrata in società della Quantico srl, società cremonese facente capo agli imprenditori Ballarini dell’omonima azienda leader nella produzione di casalinghi e prodotti antiaderenti per la cucina. Al fondo di investimento è stato trasferito il 30% della startup. L’idea che è piaciuta agli investitori è quella che sta alla base del funzionamento della App: sfruttare la sharing economy e il potere della rete per mettere in contatto la domanda e l’offerta, chi deve trasportare un pacco e chi è disposto a farlo; e trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.

 

Dopo aver preso piede tra privati cittadini, Take My Things è diventata un punto di riferimento per le piccole/medie attività commerciali che vogliono offrire ai propri clienti un servizio di consegna a domicilio rapido ed economico, ma anche per le grandi insegne.La startup è stata infatti recentemente scelta dal il colosso della GDO Auchan Retail Italia per la consegna della spesa a domicilio acquistata dai clienti del supermercato sullo shop online www.auchan.it. La business unit B2B Take My Things ha inaugurato la collaborazione con Auchan nella città pilota di Bergamo ma il servizio sarà presto esteso alle principali città del nord Italia in cui il marchio è presente.

www.takemythings.com

Tajani in Piemonte fa il punto su voucher e fondi Ue

«Ci siamo battuti perché venissero reintrodotti e fortunatamente il Governo lo ha fatto, ma non è sufficiente: troppo complicato accedervi e troppo ristretto il numero delle persone che possono usufruirne. Agricoltura, turismo, ristorazione: i voucher sono uno strumento che crea occupazione e senza si rischia di non aiutare i nostri giovani ad avere occasioni di lavoro»: sono le parole del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, oggi in Piemonte per parlare di agricoltura e partecipare nelle Langhe a una speciale “vendemmia”.

Una occasione per ricordare le politiche Ue a sostegno del comparto agricolo e riflettere sullo strumento dei voucher per la gestione dei lavoratori stagionali.  L’appuntamento è stato organizzato dall’eurodeputato Alberto Cirio, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue. Presenti anche il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo e il presidente nazionale di Unioncamere Ferruccio Dardanello, oltre ai presidenti dei principali Consorzi vitivinicoli piemontesi, numerosi sindaci e istituzioni piemontesi, liguri e lombarde.

 

«Stiamo combattendo una battaglia per il bilancio comunitario 2021-2027 perché non ci siano tagli all’agricoltura provocati dall’uscita del Regno Unito – ha aggiunto Tajani –. La Pac deve essere difesa, rappresenta una importante risorsa. Ci saranno sicuramente più fondi per l’innovazione e la ricerca nel settore agricolo, ma dobbiamo assolutamente evitare che l’agricoltura subisca un danno dalla Brexit».

 

Le politiche agricole rappresentano quasi il 40% del bilancio europeo. Nel luglio 2017 il Parlamento Ue ha votato un testo sulla tutela dei lavoratori stagionali in agricoltura che, tra i punti principali, invita gli Stati membri a contrastare il lavoro sommerso e a ridurre la burocrazia rendendo il processo di assunzione meno complesso.

 

«Apprezziamo che i voucher siano stati reintrodotti dal governo italiano – spiega l’eurodeputato Alberto Cirio – sono però vincolati a una serie di limitazioni e aggravi burocratici che ne rendono difficile il concreto utilizzo. Quindi chiediamo al governo di ripensare a questo strumento, potenziandolo in settori come l’agricoltura e il turismo dove il lavoro temporaneo non è un alibi per rendere il lavoro precario, ma realmente una condizione legata alla stagionalità del comparto che ha bisogno di un rinforzo specifico della manodopera professionale in alcuni momenti dell’anno».

 

Nati circa dieci anni fa, i voucher lavoro sono stati aboliti dal Governo a inizio 2017, dopo le denunce di un utilizzo improprio che non ha però mai riguardato il settore agricolo. Nel giugno dello scorso anno sono stati sostituiti dai Prest-o, i nuovi contratti di lavoro occasionale, modificati questa estate dal Decreto Dignità per renderli più adeguati alle esigenze del settore. Nonostante il restyling e la positività della reintroduzione, i nuovi “voucher” hanno però una serie di limitazioni che li rendono poco utilizzabili da parte del mondo agricolo.  Solo poche decine di migliaia quelli attivati ad oggi su tutto il territorio nazionale, dalle stime fatte dalle associazioni di categoria.

 

Il primo limite riguarda coloro che possono concretamente usufruire dei voucher, cioè solo pensionati di vecchiaia o invalidità, studenti fino a 25 anni iscritti a istituti o università, disoccupati e percettori di integrazioni al reddito. Restano esclusi numerosi soggetti, incluso chi risulta iscritto l’anno precedente all’elenco dei lavoratori agricoli o chi ha avuto rapporti di lavoro dipendente con la stessa azienda negli ultimi sei mesi.

 

Un altro limite importante riguarda le aziende: possono utilizzare i voucher solo quelle che non hanno più di 5 dipendenti a tempo indeterminato (con il Decreto Dignità il tetto doveva salire a 8 dipendenti, ma ad oggi la modifica non risulta nella modulistica ufficiale).

 

Le sanzioni vanno da 500 a 2.500 euro per  ogni  prestazione  lavorativa  giornaliera  per  cui  risulta  accertata  la  violazione.

 

Alle limitazioni che riguardano i criteri di idoneità, si aggiungono poi le difficoltà burocratiche per l’attivazione dei voucher. L’intera procedura va fatta online, registrandosi sul portale dell’Inps, sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro. Almeno 8 giorni prima vanno versate dall’azienda contributi, retribuzioni e coperture assicurative Inail, mentre almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione vanno comunicati i dati dei soggetti utilizzati, del luogo della prestazione e delle ore lavorative da svolgersi in un arco temporale massimo di dieci giorni. 

Il valore complessivo delle prestazioni non può superare i 5 mila euro all’anno ad azienda (max 2500 per il singolo lavoratore impiegato). Il compenso è corrisposto dall’Inps entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

 

Nel caso di imprevisti che causino la mancata prestazione la procedura va però annullata (sempre online) e in un settore come quello agricolo fortemente condizionato dal meteo giornaliero, basti pensare alla vendemmia, questo rappresenta un ulteriore aggravio di lavoro per le aziende.

Fabbriche aperte per scoprire il made in Piemonte

Torna anche nel 2018, a fine Ottobre, l’evento “Fabbriche Aperte Piemonte”, una due giorni di apertura straordinaria dei luoghi della produzione industriale del Piemonte che l’anno scorso nel suo numero “sperimentale” aveva fatto registrare oltre 5.000 visitatori nei 103 stabilimenti delle aziende che avevano aderito. Un’iniziativa che ha lo scopo di valorizzare le eccellenze del territorio, evidenziare i contenuti tecnologici e di innovazione che qualificano il tessuto economico, favorire la cultura d’impresa e il senso di appartenenza delle comunità locali al nostro sistema manifatturiero. L’edizione 2018 si svolgerà venerdì 26 e sabato 27 Ottobre e da qualche giorno è aperta la possibilità da parte delle imprese di registrarsi all’iniziativa, dando la propria disponibilità all’apertura delle fabbriche sul sito www.piemontefabbricheaperte.it.  Attraverso lo stesso sito, nel mese di settembre, il pubblico potrà conoscere l’elenco delle imprese visitabili e quindisuccessivamente iscriversi. Il Piemonte si è accreditato nel tempo come la regione della manifattura intelligente, del saper fare, dell’innovazione industriale e della qualità produttiva. «Questa iniziativa – commenta l’assessore Giuseppina De Santis – è anche finalizzata a rendere evidente e condivisa la sinergia tra politiche regionali di sostegno all’innovazione e le strategie europee di sviluppo regionale, in particolare quelle del Fesr. Molte fra le aziende che partecipano alla manifestazione sono infatti coinvolte in progetti di ricerca e sviluppo sostenuti con i fondi europei. Ci auguriamo che anche quest’anno l’iniziativa possa raccogliere lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato l’esordio sperimentale del 2017».

Nuovi voli diretti Blue Air

18 aeroporti serviti nella stagione invernale dalla base di Torino

La compagnia aerea Blue Air annuncia i nuovi collegamenti diretti Torino-Cracovia, Torino-Stoccarda e Torino-Venezia operativi dalla prossima stagione invernale con il seguente orario:

dal 28 ottobre

TORINO – STOCCARDA
FREQUENZA: Martedì / Giovedì / Domenica
PARTENZA: 7:00
ARRIVO: 8:30

STOCCARDA – TORINO
FREQUENZA: Martedì / Giovedì / Domenica
PARTENZA: 9:15
ARRIVO: 10:40

TORINO – VENEZIA
FREQUENZA: Mercoledì / Venerdì / Domenica
PARTENZA: 7:00 / 12:25 / 17:15
ARRIVO: 8:25 / 13:50 / 18:40

VENEZIA – TORINO
FREQUENZA: Mercoledì / Venerdì / Domenica
PARTENZA: 9:10 / 14:35 / 19:25
ARRIVO : 10:40 / 16:05 / 20:55

dal 16 dicembre

TORINO – CRACOVIA
FREQUENZA: Mercoledì / Venerdì / Domenica
PARTENZA: 12:20
ARRIVO: 14:20

CRACOVIA – TORINO
FREQUENZA: Mercoledì / Venerdì / Domenica
PARTENZA: 15:05
ARRIVO: 17:05

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I biglietti sono in vendita da oggi con tariffe a partire da 38,99€ per Cracovia e Stoccarda e da 41,49€ per Venezia. Grazie a questi nuovi voli Blue Air arricchisce il proprio network, servendo dalla base di Torino 18 destinazioni nella stagione invernale e collegando la città con 8 paesi europei e 7 regioni italiane. La base Blue Air di Torino, già composta da 4 Boeing 737, si amplia e diversifica con l’aggiunta di un aeromobile ATR da 68 posti, garantendo flessibilità per servire ogni tipo di traffico, compreso quello regional. Torino viene collegata così per la prima volta con volo di linea con Cracovia, destinazione polacca con un potenziale di traffico sia incoming che outgoing e con Venezia, favorendo i collegamenti sulla dorsale est-ovest. Il nuovo volo per Stoccarda rappresenta un comodo collegamento tra il Piemonte e il sud della Germania in ottica prevalentemente d’affari, ma con la possibilità di servire anche un traffico turistico verso le località piemontesi più amate dalla clientela tedesca. Inoltre, rispetto alla scorsa stagione invernale, la compagnia incrementa le frequenze per Alghero, Bari, Lamezia Terme e Napoli. E’ possibile continuare ad acquistare i voli per le destinazioni internazionali Lisbona, Londra (Luton), Parigi, Siviglia, Stoccolma, oltre che per Bacau, Bucarest e Iasi in Romania e per le destinazioni italiane di Alghero, Catania, Bari, Lamezia Terme, Napoli, Pescara, alle quali si aggiungerà Reggio Calabria con voli speciali per il periodo delle festività natalizie. I biglietti sono disponibili attraverso tutti i canali di vendita Blue Air sul sito internet blueairweb.com, tramite il call center al numero 06 48771355 e in tutte le agenzie di viaggio partner di Blue Air. Le tariffe includono sempre lo snack a bordo ed il bagaglio a mano di 10 kg. Il check-in on-line o in aeroporto è gratuito.

Infrastrutture, Chiamparino chiama Roma

Una lettera aperta al Governo in materia di infrastrutture. Lo annuncia il  presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino,  agli industriali e al mondo produttivo piemontese, a Torino in occasione della Conferenza regionale su questi temi. “Chiederò il ripristino dei soldi previsti sul Terzo Valico – dice il governatore –  che sia esplicitato il via libera al tunnel di base della Torino-Lione, e offrirò disponibilità  a discutere ancora sulla connessione con la tratta nazionale. Ma con il vincolo che ciò non venga fatto per escludere il nodo di Orbassano”. E a proposito dell’Asti-Cuneo Chiamparino chiede a Roma: “ci dicano come intendono completare i 7 km di autostrada mancanti”. Nel frattempo Telt, la società che si occupa della Torino-Lione, ha bloccato il maxi appalto da 2,3 miliardi di euro sul tunnel della Tav, dopo il monito del ministro Toninelli a non assumere iniziative in tema di grandi opere, senza prima coinvolgere il parere del governo.

Educazione sentimentale contro la violenza

“Educazione sentimentale ed esercizio del pensiero dialogante” è un’iniziativa pilota, intrapresa per la prima volta in Italia, promossa dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso la sua Consulta regionale dei giovani

Conferenza stampa di presentazione del progetto Educazione sentimentale. Nella foto da sx: Ercolani, Molinari, il Presidente del consiglio regionale del Piemonte Nino Boeti, Mieli

L’obiettivo è quello di contrastare la violenza e la discriminazione dell’altro, in un’ottica preventiva, promuovendo una “rialfabetizzazione emotiva” di ragazzi e ragazze affinché, nell’era dei social network e del nascondimento di sé dietro maschere virtuali, imparino invece a vivere sane relazioni sentimentali e sociali in maniera consapevole e costruttiva, nel rispetto di sé e dell’altro. Il corso non prevede l’introduzione di una nuova materia obbligatoria nel curriculum di studi, bensì offre un’opportunità formativa di tipo seminariale, libera e facoltativa, a cui potranno aderire gli istituti superiori della regione. “Questo progetto è un’iniziativa pilota, che viene sperimentata per la prima volta in Italia e che già altre regioni e istituzioni hanno preso a modello per la sua portata innovativa”, afferma il consigliere segretario Gabriele Molinari, delegato alla Consulta regionale dei Giovani. “L’obiettivo primario è quello di contrastare la violenza e la discriminazione. Siamo infatti convinti che temi delicati come la parità di genere, il rispetto di sé e dell’altro, la valorizzazione delle differenze, la non discriminazione abbiano una valenza universale, che richiede di essere diffusa e condivisa proprio fra gli adolescenti, come essenziale tappa di crescita per la formazione di adulti equilibrati, sereni e responsabili. L’idea iniziale del progetto nacque proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna, nel novembre scorso, quando il Consiglio regionale avviò una campagna sociale sul tema, riconoscendo l’importanza della prevenzione per combattere i comportamenti devianti”. Il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti ha sottolineato il fatto che “nei paesi che hanno la più alta qualità di vita come la Norvegia, Finlandia, Danimarca, l’educazione sentimentale si insegna nelle scuole ed è alla base del rispetto e della convivenza”.

Il corso si rivolge agli studenti delle classi quinte degli istituti di istruzione secondaria di II° grado del Piemonte. Le scuole hanno tempo fino a mercoledì 31 ottobre per aderire all’iniziativa.

Il progetto sarà strutturato in modo organico attraverso una serie di incontri di tre ore ciascuno condotti dal professor Paolo Ercolani, docente di filosofia dell’educazione dell’Università di Urbino e dalla dottoressa Giuliana Mieli, filosofa e psicoterapeuta. Ampio spazio sarà dedicato al dibattito e al confronto con gli studenti.

I principali temi affrontati saranno:

  • Storia e critica del pregiudizio misogino
  • La condizione della donna nella storia
  • Le differenze di genere da un punto di vista biologico
  • I giovani di oggi, le relazioni adulte di domani

L’intento è quello di instaurare un dialogo continuativo e dinamico con i ragazzi, cercando di stimolare una nuova maturità per affrontare le questioni nodali della contemporaneità in campo sentimentale. “Quella che abbiamo di fronte, ci dicono gli studi, è una generazione apparentemente felice con le loro smorfie buffe su snapchat, i sorrisi e le feste su Instagram o su Facebook. Ma basta approfondire un po’ la questione per scoprire che, in realtà, abbiamo a che fare con la generazione sull’orlo della più grave emergenza di salute psicologica giovanile da decenni a questa parte”, dichiara il professor Paolo Ercolani, professore in Filosofia dell’educazione dipartimento di Scienze dell’uomo Università degli studi di Urbino. “Anche se in superficie va tutto bene, anche se all’apparenza la loro vita è piena di amici, relazioni e interazioni, questi ragazzi si rivelano delle vere e proprie solitudini comunicanti, in preda a un sostanziale analfabetismo emotivo e relazionale. In questo senso, l’educazione sentimentale si rivela un momento necessario per provare a contenere o addirittura rimuovere quella che va considerata a tutti gli effetti come un’emergenza sociale”.

“Dal momento del concepimento fino all’età adulta, che secondo Organizzazione mondiale della sanità si raggiunge a 24 anni, l’individuo ha bisogno di essere guidato per raggiungere un’adeguata maturazione affettiva”, spiega la psicoterapeuta Giuliana Mieli. “Il progetto ha il pregio di  mettere in luce questo aspetto, riconoscendo l’importanza del mondo delle emozioni e della dialettica fra due modalità affettive fra loro complementari, attinenti alla sfera maschile e a quella femminile, che devono interconnettersi per favorire l’emancipazione della persona. Nella storica separazione fra mondo della ragione e mondo naturale l’ambito dei sentimenti è stato ingiustamente dimenticato, riscoprirlo gioverebbe non solo agli adolescenti, ma anche agli adulti e alla qualità delle loro relazioni”.

 

cs – www.crpiemonte.it

 

Puliamo il Mondo (e il Po)

In Piemonte da venerdì 28 a domenica 30 settembre tante le attività in programma lungo le sponde del Po e dei suoi affluenti

Torna Puliamo il Mondo, la più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente, da venerdì 28 a domenica 30 settembre. Per rimuovere i rifiuti abbandonati dagli spazi pubblici, dalle strade ai parchi e ai canali, con giovani, anziani, amministratori locali, imprese, scuole, uniti da un obiettivo comune: rendere migliore il nostro territorio. Quest’anno, la 26esima edizione di Puliamo il Mondo sarà dedicata al tema dell’abbattimento delle barriere e dei pregiudizi. Tenendo insieme chi vuole salvare l’ambiente, le città e le periferie dai rifiuti e dal degrado e chi cerca di ricostruire ogni giorno relazioni di comunità e dialogo. Dal 1993, anno della prima edizione italiana di Clean Up the World, a oggi, attraverso azioni di cittadinanza attiva, Puliamo il Mondo ha promosso la vivibilità e la bellezza dei luoghi e raccontato quell’Italia che si impegna e partecipa per fare comunità e costruire un mondo migliore. Gesti di vero e proprio impegno civile e sociale, che nel tempo si è allargato e consolidato anche a comprendere numerose attività con associazioni che si occupano di migranti, comunità straniere, richiedenti asilo politico, detenuti, disabilità, salute mentale, discriminazione basata sull’orientamento sessuale, insieme a scolaresche, gruppi scout e non solo. “Puliamo il Mondo è una campagna che ci avvicina agli altri senza distinzioni di etnie, culture e religioni -dichiara Francesca Gramegna, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Siamo convinti che un mondo migliore passi da un impegno collettivo per il bene comune e che il volontariato sia un’importante leva di cambiamento in grado di far intrecciare competenze, visioni e dare risposte sociali a istanze collettive. Una chiave che rende tutti cittadini di fatto contribuendo ad abbattere ogni possibile barriera”.Tante le iniziative in programma in Piemonte che vedranno impegnati migliaia di volontari, coinvolgendo anche le comunità dei migranti e le associazioni dedite all’integrazione sociale. Come a Pinerolo (TO) dove domenica 30 settembre la pulizia del torrente Lemina sarà anche ad opera dei migranti ospitati dalla cooperativa Crescere Insieme, o al Pian del Re (CN) dove il Parco del Monviso coinvolgerà nelle attività di pulizia i migranti ospitati dalla Diaconia Valdese di Pinerolo e dalla cooperativa Liberi Tutti di Racconigi. O ancora a Torino dove domenica 30 settembre è prevista un’intera giornata di pulizia sulle sponde della Dora a ridosso dell’area dell’ex ThyssenKrupp con il coinvolgimento di diverse realtà che si occupano di prima accoglienza di migranti.Ma come di consueto la lunga tre giorni di Puliamo il Mondo inizierà dalle scuole. Nella mattinata di venerdì 28 settembre sono previste attività di pulizia dei cortili e delle aree adiacenti i plessi scolastici ad esempio ad Arè, Candia, Barone, Mazzè, Tonengo, Villareggia e Trino (VC) dove le classi saranno coinvolte anche in attività di educazione ambientale. I bimbi della scuola elementare  di Bagnolo si occuperanno in particolar modo di ripulire l’entrata del polo scolastico dai mozziconi di sigarette, cosa che faranno anche i ragazzi delle medie il giorno successivo a Barge (CN). Ma sono tantissime le iniziative previste sulle sponde del Po e dei suoi affluenti. Quest’anno infatti Puliamo il Mondo in Piemonte si lega in modo naturale a VisPO – Volunteer Initiative for a Sustainable Po, il progetto che per 3 anni coinvolge 230 giovani tra i 18 e i 30 anni in azioni di pulizia e valorizzazione dei corsi d’acqua piemontesi. Un’esperienza di volontariato e apprendimento promossa da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta in partnership con Arpa Piemonte e European Research Institut e finanziata nell’ambito del “LIFE Preparatory Project in Support of European Solidarity Corps” che promuove azioni a priorità ambientale a supporto del Corpo di Solidarietà Europeo (ESC). Si inizia venerdì 28 settembre con attività previste per tutta la giornata presso i laghi di Avigliana (TO), dove i volontari del progetto al mattino affiancheranno i ragazzi delle scuole medie e superiori nella pulizia delle rive di entrambi i laghi mentre i sommozzatori del circolo subacqueo Valmessa Sub e dei Vigili del Fuoco di Torino si occuperanno di ripulire parte dei fondali. Nel pomeriggio sono previste passeggiate guidate con attività di educazione ambientale a cura degli studenti delle scuole superiori. Sabato 29, invece, i volontari VisPO si dedicheranno contemporaneamente alla pulizia di un tratto del Chiusella ad Alice Superiore (TO), del parco fluviale del Po “Mezzaluna” a Settimo Torinese (TO) e ad interventi nelle aree sic novaresi del Parco dei Canneti e del Parco dei Lagoni. Infine domenica 30 settembre sono previsti diversi appuntamenti su quasi tutto il territorio regionale ed in particolare a Torino, Carmagnola (TO) e Trino (VC), dove i volontari si dedicheranno alla pulizia delle rive dei fiumi.

Tutte le iniziative in programma sono consultabili sul sito:

www.puliamoilmondo.it

Madre per scelta, convegno a Palazzo Lascaris

Domani, venerdì 28 settembre 2018, dalle ore 9 alle ore 13, presso la sala Viglione di Palazzo Lascaris, si terrà il convegno “Madre per scelta”,  sulla tutela dei diritti e della salute delle donne nella rete dei consultori

L’iniziativa, promossa da “Se non ora quando”, in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte e l’Ordine provinciale dei medici, intende fare punto delle politiche di promozione della salute delle donne e della maternità consapevole all’interno delle strutture pubbliche.  In apertura, i saluti istituzionali di Laura ONOFRI, per  il Comitato torinese di Se Non Ora Quando, Nino BOETI per il Consiglio regionale, dell’Assessora Monica CERUTTI e del Presidente dell’Ordine dei Medici Guido GIUSTETTO.  Si partirà dal confronto tra la le legislazioni europee, con Enrica GUGLIEMOTTI, SNOQ, e regionali con Anna POMPILI, Ospedale San Giovanni di Roma, per focalizzare, poi, l’attenzione sui Consultori Piemontesi, con la responsabile regionale, Maria Rosa GIOLITO. Seguirà il focus sulle due recenti delibere regionali di Emilia Romagna Piemonte sui percorsi di promozione della salute sessuale degli adolescenti e dei giovani, con le consigliere Roberta MORI e Nadia CONTICELLI. Conclusioni dell’Assessore alla Sanità Antonio SAITTA