17 novembre 2018 dalle ore 11.00 alle ore 18,30. Piazza Borgo Dora, 61 Torino
In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità (World Prematurity Day 2018), i Genitori Senior, volontari della Terapia Intensiva Neonatale Ospedaliera del Presidio Ospedaliero Sant’Anna di Torino, insieme alla fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna Onlus organizzano una giornata di conoscenza e divertimento per le famiglie.
L’appuntamento è alle ore 11.00 con una tavola rotonda sul tema della prematurità, in cui il dott. Farina, Direttore di Dipartimento Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, il dott. Paolo Manzoni, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl di Biella e Ernesto Olivero, Fondatore del Sermig Arsenale della Pace di Torino, si confrontano sull’impatto della prematurità sulle famiglie e sulla società. Segue alle ore 12.00 la presentazione del libro “Avremo Cura di Te”, che raccoglie le storie di genitori e bambini della Terapia Intensiva Neonatale, con la dott.ssa Giovanna Cacciato e Anna Ambrosoli, psicologhe e psicoterapeute, il dott. Emmanuele Mastretta Neonatologo e i “Genitori Senior”. Alle ore 13.00 il pranzo preparato dalla mensa del Sermig, il cui ricavato sarà utilizzato dalla Fondazione Crescere Insieme al S.Anna Onlus per finanziare attività di formazione e sostegno delle famiglie dei bimbi ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale del S.Anna (è possibile prenotare al 3409520055). Alle ore 14,30 è previsto uno spettacolo musicale con il gruppo “NIDA” Nazionale Italiana dell’Amicizia e dalle ore 15,30 alle ore 17,30 si aprono i laboratori rivolti, ai quali i bambini possono partecipare liberamente:
– Filastrocche e costruzione di marionette con Elio Giacone
– Drums Circle con Fabio Partemi
– Laboratorio di fiabe con Valentina Russo
– Laboratorio di musica con Monica di Paolo
– Trucca bimbi e palloncini con “Ludonena”, Susanna Bert, Dario Ariani, e Emanuele Pivetta
– Yoga bimbi e massaggio con Elvira Gallo e Antonella Bombardieri
Dopo la merenda e il lancio dei palloncini, dalle ore 17,40 alle ore 18,30 la giornata si conclude con l’intrattenimento musicale del “Laboratorio del Suono” del Sermig di Torino. Sono presenti numerose associazioni Onlus che collaborano al sostegno del mondo ospedaliero infantile e familiare: Associazione italiana per la lotta al neuroblastoma Onlus, A.V.O. Torino Onlus, Casa OZ Onlus, Ciao ci Sentiamo Onlus. Sponsorizzano la giornata: il Sermig di Torino, Chicco, Crai, Partylandia, BM Be More.
Mentre la UE ribadisce l’importanza che tutte le parti facciano sforzi per completare nei tempi la Tav, poichè se si avranno ritardi nella realizzazione si può verificare “una riduzione dei fondi di Bruxelles”, Paolo Foietta, commissario straordinario di governo per la Torino-Lione afferma che: “a dicembre devono partire le gare di appalto” . In caso contrario “parte il tassametro e con danno erariale di 75 milioni di euro al mese. Ad oggi non c’è nessun atto che blocchi l’opera: solo parole in libertà. Ma ci sono invece gli impegni presi per gli appalti”
A ottant’anni dalle leggi razziali
Al Palazzo del Rettorato Universitario di via Verdi 8 a Torino,nell’ambito del progetto “1938/2018 A ottant’anni dalle leggi razziali”, promosso da Museo Diffuso della Resistenza, Università di Torino, Centro Primo Levi, Polo 900 e Comunità Ebraica, verrà inaugurata la mostra “Scienza e vergogna”. La mostra affronterà il tema della responsabilità e ambiguità dell’Università nei confronti delle politiche razziali del fascismo. Giovedì 22 NOVEMBRE, ore 17,00 , al Polo del ‘900 in via del Carmine 14 a Torino, sempre nell’ambito del progetto “1938/2018 A ottant’anni dalle leggi razziali”, verrà inaugurata l’installazione multimediale “Che razza di storia”. Un quadro d’insieme sulle leggi razziali in Italia. Entrambe le iniziative, sostenute dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale, vedranno la presenza del Presidente del Consiglio regionale piemontese, Nino Boeti.
Marco Travaglini
Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
Sono molte le persone interessate a sapere quanto costa mensilmente una badante. Ecco la spesa congrua da sostenere per tale figura professionale. L’Italia è uno dei Paesi con il tasso di anzianità più alto in Europa. Anche per questo motivo, la figura della badante è molto richiesta dalle famiglie che hanno bisogno di un sostegno per i propri cari. Non solo per le persone che non sono autosufficienti, ma anche per quelle che hanno la necessità di avere un piccolo aiuto nell’espletare le faccende domestiche. Senza contare il fatto che, nel caso in cui l’anziano debba sentirsi male, può ricevere soccorsi immediati che non avrebbe se fosse da solo. Una cosa che le famiglie si chiedono però è: quanto può costare avete una badante in casa? I costi da sostenere sono equiparabili a quelli di un lavoro normale ovviamente. Innanzitutto bisogna distinguere
tra convivente e non convivente. Nel primo caso, infatti, alle spese per la professione vanno aggiunte quelle del vitto e dell’alloggio, inesistenti invece nel secondo caso. Se la badante dovesse essere convivente della persona anziana, bisogna calcolare una spesa media di 1310 euro al mese. Lo stipendio si aggira intorno ai 965 euro al mese, a cui vanno aggiunti i contributi Inps e Inail (182 euro), le ferie (80 euro), la tredicesima (80 euro), il trattamento di fine rapporto (900 euro) che si matura per ogni anno di servizio.In generale la retribuzione base è di circa sette euro l’ora: per un part-time, quindi, lo stipendio mensile non potrà essere inferiore ai 750 euro al mese.
Local Energy Community per il domani
La nuova frontiera dell’efficienza energetica sarà un argomento centrale dell’edizione 2018 di Restructura, in programma all’Oval del Lingotto da giovedì 15 a domenica 18 novembre prossimi
A promuovere un workshop sul tema “Local Energy Community “, giovedì 15 novembre dalle 18 alle 19.30, presso la Sala Innovazione, sarà l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, il cui coordinatore regionale per il Piemonte è l’architetto Ivano Verra, con il patrocinio di AssoESCo, Associazione Italiana delle Energy Services Company. Attraverso presentazioni e dibattiti con gli stakeholder locali presenti, si vogliono inquadrare le Local Energy Community, che costituiscono un ecosistema energeticamente efficiente in cui nasce, intorno alle necessità delle collettività locali e del territorio, una spinta alla produzione ed alla gestione autonoma delle risorse energetiche. Gli enti locali stessi partecipano alla LEC (Local Energy Community) per favorire la costituzione del soggetto, garantire consumo ed ottimizzazione per la propria quota parte di interventi e consumi, attraverso il partenariato tra pubblico e privato e lo strumento di iniziativa privata, noto come Project Financing. Nuovi paradigmi di consumo e di produzione sono incentrati sulla generazione diffusa e su sistemi intelligenti di connessione e scambio con la rete. Tutto ciò ha una profonda implicazione sul sistema energetico complessivo, con una evoluzione del business model, delle normative, delle tecnologie e della relazione tra il fornitore di servizi energetici ed il cliente, con un ruolo più attivo di quest’ultimo nella produzione, distribuzione e consumo.
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La Local Energy Community rappresenta una comunità di utenze (private, pubbliche o miste) localizzate in una determinata area in cui gli utilizzatori finali (cittadini, imprese, Pa), progettisti, attori di mercato ed addetti alla pianificazione possono cooperare per sviluppare elevati livelli di fornitura “intelligente” di energia. Viene, quindi, ottimizzato l’utilizzo delle fonti rinnovabili dell’innovazione tecnologica, attuando l’applicazione di misure di efficienza. Si ottengono, così, tre risultati, economicità, sostenibilità e sicurezza energetica. Grazie al coordinamento di attori come la ESCo, le Local Energy Community possono investire in progetti volti a creare distretti energetici per la generazione diffusa, implementando altresi soluzioni di efficienza energetica e di riqualificazione degli edifici, con messa a norma NZEB e progettazione Smart. Così i gestori di immobili ed i cittadini diventano soggetti capaci di garantire il consumo dell’energia prodotta e di connettere autoproduzioni FER al sistema. Per il programma di ottimizzazione energetica non è sufficiente utilizzare singole tecnologie energeticamente efficienti o rinnovabili in singoli edifici o abitazioni. È necessario, invece, sviluppare un nuovo modello basato sul distretto energetico, vale a dire sulla rete che distribuisce agli edifici ed agli insediamenti “ecologici” l’energia autoprodotta, ricorrendo anche alle fonti rinnovabili. In Italia, tuttavia, non esiste un sistema “chiavi in mano” e chi voglia dotarsi di un impianto per l’autoproduzione è costretto a rivolgersi ad operatori diversi per integrare negli edifici i pannelli fotovoltaici, le apparecchiature di controllo ed i sistemi di illuminazione. Le aree mediterranee necessitano, quindi, di uno specifico modello per la generazione distribuita.
Mara Martellotta
#GiùLeManiDallInformazione
Questa mattina, in piazza Castello a Torino, contemporaneamente a tante altre piazze italiane la Federazione nazionale della Stampa italiana ha organizzato il flash mob #GiùLeManiDallInformazione, aperto non soltanto ai giornalisti, ma anche a cittadini e associazioni che “considerano l’informazione un bene essenziale per la democrazia”. All’iniziativa ha aderito il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. «Ritrovarsi in piazza contemporaneamente – spiega Raffaele Lorusso, segretario generale
della Fnsi – significa respingere tutti insieme attacchi volgari e inaccettabili contro l’informazione e i giornalisti. Ormai non si tratta più di episodi isolati, ma di azioni mirate a screditare una categoria di professionisti con lo scopo di disorientare l’opinione pubblica. Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo
progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi intermedi e impedire ai cittadini di conoscere. Soltanto un’informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza».
(foto: R. Chiaravalloti – il Torinese)
Il Piemonte vuole gestire la Tav
La Regione Piemonte chiede di acquisire la partnership nella società per la costruzione della Tav, qualora il Governo volesse abbandonarla
Una possibilità da discutere con l’Esecutivo centrale alla luce dell’approvazione odierna, da parte del Consiglio regionale, dell’ordine del giorno sulla “Gestione opere strategiche infrastrutturali conseguenti all’autonomia differenziata”, primo firmatario Andrea Fluttero (FI). A favore i gruppi di maggioranza e opposizione, hanno votato contro M5s, Leu e M5s. Il documento è collegato alla delibera sulla richiesta di autonomia differenziata da parte del Piemonte approvata la scorsa settimana e intende appoggiare il completamento della Torino-Lione nel contesto del più ampio progetto europeo. Infatti, nel caso “il Governo nazionale intendesse interrompere la realizzazione dell’opera”, l’odg impegna l’Esecutivo regionale a chiedere che la Regione possa “acquisire la titolarità italiana dell’opera”. Il documento chiede anche il subentro della Regione nelle quote di proprietà pubblica delle autostrade sul territorio piemontese e delle relative concessioni, affinché i conseguenti ricavi possano rimanere a disposizione dei cittadini piemontesi. Approvato anche un altro ordine del giorno, presentato dal gruppo Leu (primo firmatario Marco Grimaldi), che impegna la Giunta regionale a migliorare le modalità di sottoscrizione e gestione delle concessioni autostradali e a tenere, quindi, in debita considerazione la ripartizione dei relativi utili nei territori su cui sono generati. Il documento chiede anche di arrivare all’eliminazione del pedaggio nella tangenziale di Torino.
(foto: il Torinese)
Nelle emergenze alluvionali di questi giorni, c’è un dramma nel dramma che rischia di essere sottovalutato: quello degli animali
L’allarme viene dal presidente nazionale del Gruppo di interesse economico (Gie) del settore carne della Cia Agricoltori italiani, nonché delegato della stessa Organizzazione al sindacato europeo Copa Carni Bovine di Bruxelles, Roberto Buratto, allevatore di San Carlo Canavese: «Ci sono in questo momento centinaia di stalle e migliaia di capi animali che in tutta Italia stanno vivendo situazioni disperate. Aziende irraggiungibili – osserva Buratto -, animali morti o feriti, approvvigionamenti di mangimi e foraggi difficili da garantire, produzioni compromesse… A differenza delle altre attività – continua Buratto -, gli allevamenti danneggiati dal maltempo non possono sospendere la produzione, tantomeno abbandonare gli animali loro destino. Devono continuare a mungere e raccogliere le uova, provvedere alla cura dei loro capi e tirare avanti in qualche modo, il più delle volte da soli, tra il disinteresse della maggior parte dell’opinione pubblica». Il presidente nazionale di Cia Agricoltori italiani, Dino Scanavino, ha assicurato il pieno appoggio dell’Organizzazione all’iniziativa di Buratto, che rilancia l’appello a promuovere iniziative di solidarietà a favore degli allevatori in difficoltà: «Pensiamo a una task-force di pronto soccorso delle stalle – dice Buratto -, all’allestimento di camion di foraggio da mobilitare all’occorrenza, all’impiego straordinario di veterinari e farmaci d’emergenza… Gli animali sono esseri senzienti, il loro benessere è prioritario per l’allevatore, così come per la comunità, che dovrebbe attivarsi in caso di bisogno. Tutti dovremmo sentirci chiamati a dare una mano, ognuno secondo le proprie possibilità».
Nel cuore dei Balcani
DAL PIEMONTE – Poco più di due decenni fa finiva la guerra in Bosnia, lasciando cumuli di macerie e tanti, troppi morti. Alla tragedia è seguita una pace imperfetta, fatta di prevaricazione e di giustizia negata, di dolore e di speranze strappate via dal disastro di una quotidianità spesso fatta di umiliazioni e privazioni.
“Nel cuore dei Balcani al tramonto del secolo breve”. Questo è il titolo dell’incontro pubblico che si terrà giovedì 15 novembre, dalle 15.00 alle 18.00, nella Sala Scimé di Mondovì (Cn). L’evento è organizzato dalla Città di Mondovì, l’Anpi, il Centro studi Monregalesi, l’Associazione culturale “Gli Spigolatori”, il liceo “Vasco Beccarla Govone”, l’Associazione italiana di Cultura Classica e l’Unidea di Mondovì. Dopo l’introduzione del prof. Stefano Casarino interverranno lo storico Gigi Garelli, direttore dell’Istituto della Resistenza di Cuneo ( “Come ti costruisco il nemico. La regione dei Balcani dal
sogno di Tito all’incubo di Srebrenica”) e il giornalista e scrittore Marco Travaglini , nella foto (“Bosnia, l’Europa di mezzo. Un viaggio tra guerra e pace, tra Oriente e Occidente”). Poco più di due decenni fa finiva la guerra in Bosnia, lasciando cumuli di macerie e tanti, troppi morti. Alla tragedia è seguita una pace imperfetta, fatta di prevaricazione e di giustizia negata, di dolore e di speranze strappate via dal disastro di una quotidianità spesso fatta di umiliazioni e privazioni. Un incontro per capire non solo le ragioni del conflitto, generato dal demone del purismo etnico e del nazionalismo esasperato, ma anche la forza enorme che permette al popolo bosniaco di non scomparire.Durante l’evento saranno proiettate immagini relative alla Bosnia, tra guerra e pace.
