ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 43

Metropolitana di Torino linea 2. Al via la prima gara

Al via la prima gara della linea 2 della metropolitana torinese che dovrà individuare la società di professionisti chiamata a supportare il Commissario di Governo, l’ingegner Bernardino Chiaia, nella gestione del progetto per la nuova tratta dell’infrastruttura trasportistica.

Il servizio specialistico ricercato, di elevato livello professionale e altissima complessità, lavorerà d’intesa con il Commissario di Governo per definire le migliori tecnologie da adottare per la nuova linea di metropolitana e la migliore strategia da attuare per la gestione delle procedure di appalto, e coordinare i diversi attori ai fini del miglior risultato di realizzazione, nello spirito del Codice degli Appalti.

“Stiamo cercando di accelerare il più possibile i tempi per la realizzazione della nuova linea – ha dichiarato il Sindaco Stefano Lo Russo -. Sono molto contento che il Commissario di governo dopo aver ricevuto proprio in questi giorni la conferma che la rimodulazione necessaria per via del caro materiali è stata definitivamente approvata dal Ministero, abbia potuto bandire la prima gara. Entro la fine di quest’anno sarà la volta della gara della tecnologia, una tra le più importanti perché disegnerà il futuro anche dell’infrastruttura delle opere civili. Ci siamo dati questo cronoprogramma, lo stiamo rispettando, e anche questo con i tempi che corrono e la burocrazia italiana è tutt’altro che scontato”.

Chi si aggiudicherà l’appalto, dal valore complessivo di circa 16 mln di euro, dovrà fornire al Commissario: documentazione tecnica; supporto per le procedure di gara; supporto e verifica della progettazione; supporto alla Direzione Lavori in fase di esecuzione degli appalti. Una volta definito il servizio di PMC (Project Manager Consulting) il Commissario Straordinario Bernardino Chiaia e Infra.To, la partecipata della Città di Torino a supporto del Commissario, potranno bandire le prossime fondamentali gare entro il 2025 per: la scelta del sistema di segnalamento e del materiale rotabile; la realizzazione delle opere civili.

Torino Click

Saldi al via a Torino e in Piemonte: si prevede una spesa media per famiglia di 213 euro

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 La data ufficiale di inizio dei saldi estivi è fissata per sabato 6 luglio e la durata stabilita in otto settimane, fino al 31 agosto. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 202 euro, per un valore complessivo nazionale di 3,2 miliardi di euro e di oltre 300 milioni per il Piemonte.

«Il periodo promozionale estivo prende il via in un contesto complesso – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino Maria Luisa Coppa -, come avevamo già evidenziato in occasione dei saldi invernali. Il cambio di abitudini dei consumi, la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e il clima anomalo hanno certamente rallentato gli acquisti nei mesi passati, determinando per questi saldi molta attesa da parte dei commercianti. I negozianti stanno già allestendo le vetrine con lo stile elegante tipico di Torino e con le ispirazioni moda più intriganti. Sono pronti ad accogliere i clienti a braccia aperte, con il sorriso e con competenza. Fiducia, professionalità, accoglienza e qualità sono le caratteristiche che ci contraddistinguono e che vengono riconosciute sia dalla clientela locale, sia dai sempre più numerosi turisti».

Lo scorso anno la previsione di spesa era stata leggermente più alta, con uno scontrino medio pari a 213 euro a famiglia, ma l’estate torrida e l’inflazione ancora pesante avevano inibito parte degli acquisti. Quest’anno la stabilizzazione dei costi e una grande disponibilità di merce potrebbero fare la differenza per un comparto, quello della Moda, che ha chiuso il primo trimestre 2024 con un calo medio nazionale del 4,2% e vede proprio nei saldi un momento importante di ripresa.

Lo sguardo dei negozianti torinesi è, ora, rivolto al cielo: se ci sarà bel tempo si prevede una buona stagione di saldi, se, al contrario, continueranno le perturbazioni atmosferiche ci sarà poca voglia di acquistare capi e accessori estivi.

«Stiamo ragionando su un’ipotesi che potrebbe piacere a molti operatori – dichiara il coordinatore del Gruppo Moda di Ascom Confcommercio Torino e provincia Roberto Orecchia, titolare dello storico Vestil, in piazza Statuto – e che vedo l’adeguamento del periodo promozionale ai nuovi trend climatici e alle nuove abitudini dei consumatori spostandone l’inizio ad agosto, in modo che a settembre e ottobre si possano ancora fare buoni acquisti e non si debbano mettere in vetrina cappotti e sciarpe, quando abbiamo ancora temperature estive o semi estive. Nei nostri negozi i saldi significano sicurezza di ciò che si sta acquistando. A differenza di altri modelli di vendita, nei negozi i capi in saldo sono per la stragrande maggioranza di stagione e si può essere certi di trovare veri e propri esperti di moda, di stile e di outfit che consigliano sempre al meglio. Torino, inoltre, offre una possibilità di shopping unica con i suoi portici, che rendono le passeggiate in centro estremamente piacevoli, passando da una vetrina all’altra, incentivati, anche dai ribassi che ci apprestiamo a fare».

«Ad ogni stagione di saldi – evidenzia la presidente Coppa – riaffiorano problematiche che non hanno ancora trovato soluzione, come la concorrenza sleale delle svendite anticipate e i ribassi spropositati dei colossi del web, che, lo ricordiamo, non pagano le tasse come i nostri imprenditori. Questo periodo promozionale estivo sarà il primo banco di prova della campagna di tutela e valorizzazione dei negozi di prossimità ‘Torino Compra Vicino’, che incoraggia cittadini e turisti a prediligere l’acquisto negli esercizi locali, dove si può vivere un’esperienza di shopping più personale e autentica e dove il consiglio e il sorriso non mancano mai. Auspichiamo che il Comune voglia intensificare gli sforzi soprattutto in questo periodo, valorizzando le nostre qualità e quel qualcosa in più che si può trovare solo in un negozio, sia esso storico o nuovo, a conduzione famigliare o gestito da giovani pieni di energia, e che difficilmente potrà essere ritrovato in un outlet, e, sicuramente, non su una piattaforma on line».

Ires, esaminare i dati per programmare il futuro

Esaminare i dati per programmare il futuro.Persone e società il titolo della relazione annuale del 2024 di Ires Istituto Ricerche Economiche Sociali.
Durante l’incontro aperto nel foyer del Teatro Regio dal presidente Michele Rosboch si sono snocciolati non solo numeri ma anche le riflessioni che possono essere utilizzate dagli enti per il miglior funzionamento.Una fotografia che supporta le opportunità che gli enti mettono a disposizione alle persone.

Dopo il saluto della vice presidente della giunta regionale Chiorino, Filomena Greco del Sole 24 ore modera una mattinata piena di spunti e argomenti oltre i dati da leggere ed interpretare per il lavoro degli anni avvenire.

GABRIELLA DAGHERO

A Iren il premio “PIMBY Green 2024”

Il riconoscimento, ritirato dal Presidente esecutivo Luca Dal Fabbro, arriva grazie a The Heat Gardenil progetto architettonico innovativo a servizio della rete del teleriscaldamento a Torino

Reggio Emilia – Il Presidente esecutivo del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro ha ritirato a Milano il Premio “PIMBY Green 2024” per la categoria “progettazione e realizzazione di infrastrutture strategiche per i territori e impianti industriali tecnologicamente avanzati”. Ad accompagnarlo l’AD di Iren Energia Giuseppe Bergesio.

Il riconoscimento istituito da ASSOAMBIENTE, l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana e dell’economia circolare, con il patrocinio dell’ANCI, riconosce e valorizza le opportunità offerte dalla realizzazione di opere di pubblica utilità in contrasto con la sindrome NIMBY (Not In My Back Yard).

In particolare, Iren è stata premiata per il “Progetto The Heat Garden”, un nuovo sistema di accumulo del calore a servizio della rete metropolitana di teleriscaldamento il cui impianto ospita nel quartiere San Salvario di Torino terrazzi e giardini pensili e quasi 11mila tra piante e alberi. La struttura non solo immagazzina calore per la rete metropolitana di teleriscaldamento, ma promuove una nuova prospettiva sull’energia, unendo le risorse rinnovabili con il miglioramento dell’efficienza energetica: per questo motivo The Heat Garden non è solo un impianto tecnologico, ma un esempio di come l’innovazione possa armonizzarsi con la natura.

Il Premio PIMBY, fin dal suo nome, acronimo di “Please In My Back Yard”, intende contribuire a promuovere un’Italia più sostenibile e inclusiva, in contrasto con il fenomeno NIMBY (“Not In My Back Yard”) e con gli approcci pregiudizievoli di impedimento all’innovazione e allo sviluppo.

“Questo premio ci riempie di orgoglio e soddisfazione”, ha commentato il Presidente esecutivo del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro. “La nostra strategia di crescita, recentemente confermata dall’aggiornamento del Piano Industriale al 2030, ha come pilastro la decarbonizzazione, lo sviluppo delle rinnovabili, l’economia circolare, l’efficienza energetica e la salvaguardia delle risorse naturali. Tutto questo sostenuto da un approccio pragmatico, orientato al “fare”, capace di portare innovazione e sviluppo nei territori in cui operiamo. Il caso di The Heat Garden conferma inoltre la nostra volontà di coniugare le funzionalità operative degli impianti al gusto architettonico e al senso del “bello”, donando nello specifico alla Città di Torino un nuovo e affascinante giardino verticale”.

Premio europeo all’aeroporto di Torino

L’Aeroporto di Torino riconosciuto migliore scalo europeo della sua categoria dall’Associazione che riunisce oltre 500 scali di 55 paesi

Caselle Torinese, 4 luglio 2024 – Torino Airport vince il primo premio come Best European Airport nella sua categoria in occasione della 34esima Assemblea e Congresso Annuale di ACI Europe, in corso a Istanbul.

I Best Airport Awards, giunti alla 20esima edizione, premiano l’eccellenza e i risultati eccezionali raggiunti dagli scali nell’intero portafoglio di attività aeroportuali, e quest’anno hanno voluto premiare gli aeroporti che hanno saputo spingere il proprio modello di business in nuovi territori, con nuovi modelli di creazione di valore e abbracciando la trasformazione e la flessibilità, prendendosi cura delle persone e del pianeta.

L’Aeroporto di Torino è stato giudicato da una giuria indipendente formata da esperti di aviazione civile della Commissione Europea, di Eurocontrol, di SESAR Joint Undertaking, dell’International Transport Forum e di FlightGlobal.

Primo nella categoria fino a 5 milioni di passeggeri, l’Aeroporto di Torino si è distinto per la significativa ripresa del traffico attraverso un approccio proattivo per garantire la nuova connettività, il lavoro svolto in campo della sostenibilità, l’attenzione alla qualità del servizio reso al passeggero e l’importante impatto sull’economia del territorio.

Parlando durante la cerimonia, l’Amministratore Delegato di Torino Airport Andrea Andorno ha dichiarato: “È con grande orgoglio che accolgo questo riconoscimento per il nostro aeroporto, premiato come miglior scalo europeo del 2024 nella sua categoria. Un sentito ringraziamento va ad ACI Europe e a tutta la giuria, che hanno riconosciuto il valore dell’impegno profuso nel corso di questo ultimo anno. Un caloroso grazie va in particolare a tutti i dipendenti del Gruppo SAGAT: con la loro quotidiana dedizione è stato possibile raggiungere ancora una volta questo importante risultato, frutto del lavoro di una squadra di grande valore. Grazie, naturalmente, anche ai nostri Azionisti che da sempre ci supportano nello sviluppo del nostro aeroporto in un’ottica innovativa e sostenibile. Questo riconoscimento conferma come la nostra crescita sia stata sostenibile nel ruolo chiave di volano di sviluppo per il territorio e ci sprona ulteriormente a raggiungere nuovi traguardi”.

Giacomo Ponti nel consiglio dell’Unione Italiana Food

Giacomo Ponti, Presidente della Ponti Spa, di Italia del Gusto e del Gruppo Aceti di Federvini, è stato eletto membro del Consiglio dell’Unione Italiana Food, l’associazione che rappresenta direttamente oltre 500 imprese delle categorie merceologiche alimentari in Italia, e di Centromarca, la realtà che raccoglie circa 200 imprese in rappresentanza di 2.400 marchi dell’industria nazionale, nell’ambito delle rispettive Assemblee annuali.

“Sono onorato dell’elezione nei Consigli di due organizzazioni così prestigiose che esprimono comparti industriali e produttivi fondamentali per lo sviluppo del nostro tessuto economico e sociale – ha dichiarato Giacomo Ponti, Presidente di Ponti Spa -. Le nostre imprese garantiscono infatti capacità di investimento e innovazione decisive che siamo chiamati a preservare e a rafforzare. Ringrazio tutti gli associati che hanno voluto affidarmi questi nuovi ruoli di responsabilità, che mi vedranno impegnato per la valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e per il sostegno instancabile alla crescita delle filiere italiane nel mercato globale”.

 

Ecco come saranno i nuovi battelli green sul fiume

Il Po tra passato, presente e futuro

Alla presenza dell’assessore ai Fiumi e al Verde pubblico, Francesco Tresso, è stata inaugurata a Palazzo Madama la mostra “CHANGE! Ieri, oggi, domani. Il Po”. L’esposizione, ospitata nella sala del Senato fino al 13 gennaio 2025, condurrà il visitatore in un viaggio ideale lungo il Grande Fiume, tra installazioni artistiche, capolavori pittorici e cartografie storiche che raccontano in modo efficace, immediato e accessibile il tema della crisi climatica.

Il fiume Po rappresenta un’importante leva di cambiamento su cui la Città di Torino sta investendo grazie ai fondi del PNRR. Con il “progetto fiume” Torino mira a rafforzare il suo rapporto con il Po, elemento di connessione tra i principali luoghi turistici e culturali della città, come parchi, musei e residenze reali, nonché un fondamentale asse di sviluppo sportivo, ricreativo e naturalistico.

In questi giorni è stato completato l’ultimo tassello del progetto con l’assegnazione del bando per la realizzazione dei battelli, che torneranno a solcare il fiume a partire dall’autunno del 2026. L’azienda nautica finlandese Mente Marine si è aggiudicata la gara e fornirà imbarcazioni dal design innovativo e full electric – primo caso in Italia – dotate di sensori in grado di acquisire dati e informazioni sullo stato di salute del fiume durante la navigazione.

L’imbarcazione sarà tipo catamarano, con doppio scafo in vetroresina e sovrastruttura in alluminio, con ampie vetrate per offrire una visuale completa. Il ponte superiore sarà parzialmente calpestabile, permettendo ai passeggeri di godere di una vista panoramica durante la navigazione. Il layout interno sarà flessibile e in grado di adattarsi a diverse configurazioni. Con una lunghezza di circa 15 metri, una larghezza di 5,5 metri e un peso di 15 tonnellate, l’imbarcazione avrà una capienza massima di 59 persone. Le batterie da 130 kwh garantiranno un’ampia autonomia e tempi di ricarica ridotti, con due punti di ricarica situati ai Murazzi e alla darsena che verrà realizzata nella zona di Italia 61. Inoltre, la passerella mobile a poppa garantirà piena compatibilità con i nuovi attracchi previsti lungo il percorso.

L’imbarcazione prevederà anche postazioni per le biciclette, integrando così la navigazione al sistema intermodale di modalità urbana leggera che si sviluppa lungo le sponde del fiume. L’accessibilità a bordo per le persone con disabilità sarà garantita dalla passerella mobile che si adatterà automaticamente ai vari approdi.

Il progetto non si limita a reintrodurre la navigazione sul fiume, ma punta a creare un’esperienza immersiva dell’ambiente fluviale, che verrà completata dal nuovo spazio a terra – il River Center – la cui realizzazione è in corso nelle arcate dei Murazzi. Sarà un hub di informazione e condivisione, pensato per raccontare e valorizzare il “sistema fiume” nel suo complesso. Attrezzato per eventi e attività innovative, sarà anche un luogo di valorizzazione e promozione turistica della città, a disposizione di tutti gli attori che vivono quotidianamente il fiume. Il termine dei lavori per il River Center è previsto per la fine del 2024.

L’assessore Francesco Tresso ha dichiarato: “È splendido vedere il fiume Po dalla città, ma è ancora più affascinante ammirare la città dal suo fiume. Presto, torinesi e turisti potranno vivere nuovamente questa esperienza, grazie a modalità innovative e immersive che metteranno in risalto lo stretto legame tra Torino e il suo fiume principale. Il Po è indissolubilmente legato alla storia di Torino – continua l’assessore -, ne rappresenta il presente e, grazie a questo progetto che apre nuove prospettive di sviluppo, sarà sempre più parte del futuro della città. È un elemento di connessione tra luoghi e persone, nonché un vero e proprio laboratorio di conoscenza a cielo aperto e un luogo di innovazione e sperimentazione sulle tematiche legate ai cambiamenti climatici”

TORINO CLICK

Gustavo Gonzalez, CEO di Agreenet a “Parla con me”

Less food waste for a fresher future

Giovedì 4 luglio una nuova puntata di “Parlami di Spreco”powered by “Parla con Me”, condotta da Simona Riccio – Agrifood & Organic Specialist e Founder di Parla Con Me®intitolata: Less food waste for a fresher future, avrà come ospite Gustavo Gonzalez, CEO di Agreenet.

Agreenet è una startup italiana che sta rivoluzionando il mondo del food sviluppando soluzioni innovative per estendere la shelf-life dei prodotti freschi e combattere lo spreco alimentare. Tra le loro innovazioni spicca PìFresc, una tecnologia all’avanguardia che, applicata come uno sticker sull’imballaggio, è in grado di ritardare la comparsa della muffa di almeno 7 giorni, riducendo lo spreco fino al 74%. Questa soluzione naturale è particolarmente efficace per frutti non climaterici come agrumi, uva da tavola, fragole, frutti di bosco e ciliegie.

Gli obiettivi di Agreenet sono chiari: ridurre lo spreco alimentare lungo l’intera filiera e a casa del consumatore, aumentare i ricavi e i profitti per produttori e distributori, e offrire una soluzione sostenibile in linea con le politiche ambientali e normative sul packaging. Il team di Agreenet, giovane ma esperto, è impegnato nello sviluppo di ulteriori tecnologie a supporto della filiera agroalimentare e sta raccogliendo capitali da fondi di Venture Capital per espandere la produzione e la commercializzazione.

In diretta sui seguenti canali:

“L’estensione delle Fasce fluviali del Po penalizzerà gli agricoltori”

 

 

 

Comprendiamo la necessità di rivedere, dopo tanto tempo, le Fasce fluviali ma di pari passo andrebbero adeguati anche i vincoli previsti al loro interno, perché negli anni sono cambiate le condizioni meteo-climatiche tipiche di quei territori. Un ampliamento delle Fasce, oltre a comportare limitazioni anche importanti all’attività agricola in generale, basti citare le restrizioni che verranno imposte alla pioppicoltura, rischia di incidere in modo particolarmente grave sugli allevamenti zootecnici. Ci saremmo aspettati un maggior coinvolgimento in fase preliminare e non, come spesso accade, a decisioni ormai assunte.

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, è preoccupato per le conseguenze del “Progetto di aggiornamento del Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Po e del PGRA del Distretto idrografico del fiume Po” che, di fatto, allarga le cosiddette “Fasce A” dell’asta del Po e dei suoi principali affluenti, ossia aree adiacenti ai corsi d’acqua dove sono vietate numerose lavorazioni agricole.

 

L’Autorità di Bacino del fiume Po sta procedendo, infatti, a una ridefinizione delle fasce fluviali, operazione che comporta, nella maggior parte dei casi, un loro allargamento, dovuto essenzialmente a ragioni di sicurezza idraulica. L’area interessata dalle modifiche ricade per la maggior parte in provincia di Cuneo, ma l’Autorità di bacino prevede di estendere in tempi brevi l’attività di revisione all’intera regione.

 

Per quanto riguarda i vincoli alla zootecnia va ricordato che le attuali Fasce A e B dei fiumi piemontesi sono già state classificate tra le zone vulnerabili dai nitrati (ZVN), in ultimo con il D.G.R. n. 27-7198/2023/XI del 12 luglio 2023, circostanza che comporta notevoli appesantimenti gestionali per le aziende agricole con terreni ricadenti al loro interno. Adesso, se anche gli ampliamenti dovessero rientrare nelle ZVN, ci sarebbero difficoltà ancora maggiori nello smaltimento dei reflui zootecnici, con risvolti economici non trascurabili e un reale pregiudizio allo svolgimento dell’attività di allevamento.

Dato l’impatto che la maggiore estensione delle Fasce fluviali avrà sul settore agricolo chiediamo alla Regione di attuare in tempi brevi un’azione di concertazione con le organizzazioni agricole, per valutare in modo approfondito sia le conseguenze e la sostenibilità della nuova perimetrazione, sia le ricadute sulle aziende zootecniche di un possibile ampliamento delle ZVN”, conclude il presidente Allasia.

 

Washington Abbiamo un Problema!

IL PUNTASPILLI  di Luca Martina

Il confronto organizzato dalla CNN tra i due candidati alla presidenza USA, fortemente voluto dal presidente in carica, sembra essersi tramutato per lui in un clamoroso boomerang e c’è già chi lo accosta, non senza ragione, al celebre confronto televisivo (il primo della storia) tra Kennedy e Nixon, finito in una clamorosa sconfitta di quest’ultimo, repubblicano e vicepresidente in carica.
Nel 1960 gli Stati Uniti erano impegnati in una guerra fredda con l’Unione Sovietica (che stava anche guadagnando la leadership nello spazio con il lancio del satellite Sputnik) e con l’espansione del comunismo vicino ai suoi confini, a Cuba dove Fidel Castro stava procedendo alla nazionalizzazione di tutti i possedimenti americani, comprese le raffinerie, le fabbriche e le case da gioco.
Oggi la leadership mondiale statunitense si trova nuovamente messa in dubbio da un nuovo ordine mondiale che ricorda da vicino i tempi della guerra fredda e che vede l’ascesa della Cina e, ancora una volta, la minaccia proveniente dalla Russia (che con Putin punta a restaurare la grandeur sovietica), per non parlare del peso economico e geopolitico sempre più importante dei Paesi “non allineati”; India in testa.
L’esordio del match Biden-Trump non ha riguardato però i grandi temi internazionali bensì un problema molto più sentito dall’americano medio.
La prima domanda, posta dal giornalista della CNN Jake Tapper, che conduceva il dibattito insieme alla collega Dana Rash, è stata infatti relativa “alla maggiore preoccupazione degli elettori americani: il fortissimo        aumento del costo della vita provocato dall’inflazione”.
Che si tratti di uno dei temi cruciali per la corsa presidenziale non ci sono dubbi e ne avevo parlato poche settimane fa in questo articolo https://iltorinese.it/2024/06/04/domande-complicate-e-semplici-risposte-elezioni-pessimismo-e-inflazione/ .
L’impoverimento percepito da una vasta fascia di popolazione è una delle maggiori “sconfitte” imputate, a torto o a ragione, al presidente Biden, con conseguente perdita di popolarità nei sondaggi degli ultimi mesi.
Senza volerci troppo inoltrare nei contenuti del dibattito, ampiamente commentati dalla stampa, sono emersi alcuni aspetti che ritengo valga la pena esaminare.
Va sottolineato, innanzitutto, che nessuno dei due candidati ha brillato e la vittoria di Trump va attribuita innanzitutto alla pessima vena manifestata da Biden (apparso stanco, la voce roca e monocorde, e poco lucido sin dalle prime battute).
Lo scontro è stato, poi, combattuto sui (presunti) successi e fallimenti dei due presidenti (quello attuale e quello precedente) e quasi per nulla sui progetti che intendono proporre per il futuro, l’argomento che più interessa gli elettori.
Mentre la trasmissione era ancora in corso, di fronte alle incertezze del presidente, sono subito iniziate a fioccare le critiche (anche democratiche) alla candidatura di Biden e il giorno dopo è stato il New York Times, storicamente molto vicino alle posizioni “liberal” dei democratici, a chiedere un passo indietro al presidente in carica.
La questione per i “Dem” non è certo di facile soluzione: con Biden si va probabilmente incontro ad una sconfitta (la performance dell’altra sera è stata definita “uno schianto automobilistico visto al rallentatore”) ma un cambiamento in corsa difficilmente cambierebbe il destino delle elezioni, come d’altronde già avvenuto in passato, nel 1968, quando Lyndon B. Johnson, in calo di popolarità per il perdurare della guerra in Vietnam e con seri problemi di salute, lasciò il posto al vice Hubert Humphrey (sconfitto, poi, dal redivivo Nixon).
Va anche ricordato come la corsa presidenziale sia anche una gigantesca idrovora di denaro: nel 2020 la campagna di Biden costò complessivamente 1,7 miliardi di dollari mentre quella di Trump la superò con ben 1,96 miliardi di dollari.
Un candidato completamente nuovo, possibile comunque solo di fronte ad una rinuncia di quello attuale, dovrebbe avere la capacità di raccogliere somme enormi ed in tempi brevi per potersi sobbarcare una campagna da affrontare velocemente e con un vento contrario.
L’unica ipotesi finanziariamente sostenibile sarebbe la candidatura della vicepresidente (come avvenne con Lyndon Johnson) Kamala Harris: trattandosi dello stesso “ticket” presidenziale (rispettivamente come presidente e suo vice) potrebbe attingere ai fondi raccolti e finanziare così la corsa elettorale.
Peccato che Kamala sia in patria estremamente impopolare e una sua candidatura sarebbe improponibile perché troppo divisiva per il partito democratico.
Biden, in fondo, è comunque riuscito ad ottenere un’investitura pressoché plebiscitaria, con il 99% dei voti, da parte dei delegati democratici durante la lunga serie di “primarie” tenutesi tra il 23 gennaio e l’8 giugno e di questo si fa ancora forte, respingendo le richieste, sempre più pressanti, di fare un passo indietro.
Osservatori interessati a quanto sta accadendo sono anche i mercati finanziari.
Il denaro, si sa, non ha colore politico e quello che conta sarà il programma economico del nuovo presidente.
Quasi mai una presidenza è stata automaticamente avversata, o favorita, dagli investitori e anche il giudizio espresso a freddo, il giorno dopo l’incontro, ha confermato lo scarso entusiasmo trasmesso dal confronto televisivo.
Per concludere, possiamo affermare che dagli studi della CNN in Georgia, è risuonato, forte e chiaro, all’indirizzo del partito democratico un messaggio: “Washington abbiamo un problema!” (*)… E sono davvero in molti, anche al di fuori degli Stati Uniti, che si augurano che Biden abbia la saggezza di ascoltarlo e di trarne le dovute conseguenze.
(*) La frase “Houston abbiamo un problema”, diventata presto sinonimo dell’insorgere di problemi imprevisti e di difficile soluzione, fu pronunciata da Jack Swigert, pilota del modulo di comando della celebre ma sfortunatissima missione lunare Apollo 13. Dopo gli allunaggi delle missioni Apollo 11 e 12 si doveva trattare di un viaggio di routine (molto criticata perché ritenuta da molti inutile) verso la Luna ma venne funestata da moltissimi problemi. Il film “Apollo 13” (con un cast stellare che comprendeva tra gli altri Tom Hanks e Kevin Bacon) ha raccontato le vicende dell’equipaggio e il lieto fine della vicenda, con l’ammaraggio nelle acque del Pacifico ed i tre componenti dell’equipaggio sani e salvi, il 17 aprile 1970.