ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 43

“Meccanica Agricola” protagonista a Saluzzo

A fine agosto ritorna la “Mostra Nazionale” nell’antica Capitale del Marchesato

Dal 31 agosto al 2 settembre

Saluzzo (Cuneo)

La macchina organizzativa sta riscaldando i motori. L’appuntamento è, infatti, per l’ultimo giorno dell’estate meteorologica, a Saluzzo (Cuneo), dove, da sabato 31 agosto a lunedì 2 settembre, l’area espositiva di 40mila metri quadrati del “Foro Boario” (via Don Giacomo Soleri, 16), tornerà ad essere teatro della “Mostra della Meccanica Agricola”, giunta quest’anno alla 77^ edizione locale e alla 16^ edizione “Nazionale”. Organizzata, come sempre, dalla “Fondazione Amleto Bertoni” e dalla “Città di Saluzzo” in collaborazione con le aziende del settore – Supertino, Vaudagna, Olimac – ed “eVISO” (azienda innovativa saluzzese, specializzata nella fornitura di energia elettrica e gas), la tradizionale rassegna di fine estate si inserisce tra gli eventi della grande “Festa Patronale di San Chiaffredo”, che dal 29 agosto al 5 settembre, offrirà al pubblico una settimana ricca di musica e di spettacoli. La frutticoltura, l’innovazione nella meccanizzazione, l’allevamento della razza bovina “Frisona”, la produzione e la lavorazione del legno saranno anche quest’anno i protagonisti della Fiera, che vanta 550 stand espositivi e garantisce l’opportunità di incontrare i protagonisti del settore primario, che da sempre caratterizzano il paesaggio agricolo della pianura e delle valli del Monviso.

Ad aprire i giochi saranno, sabato 31 agosto, la 51^ “Mostra Regionale Bovini Razza Frisona Italiana” ed il 19° “Junior Show Regionale”, due iniziative organizzate da “Ara Piemonte” (“Associazione Regionale Allevatori”) per presentare, come si deve, la razza bovina “Frisona Italiana” ed il comparto dell’allevamento da latte, occasione imperdibile per approcciarsi alle migliori “vacche lattifere” della nostra regione.

Interessante novità della nuova edizione, la presenza di “Datameteo Educational” (la prima Scuola “no profit” di “meteorologia esperienziale” nata nel 2021 con sede a Busca di Cuneo) e Andrea Vuolo (il “Signore del tempo” della “TGR Piemonte”) che, sempre sabato 31 agosto, risponderanno alla domanda “Che cos’è il rischio meteorologico, quale impatto sta avendo sul nostro territorio, come interagiscono i segnali del tempo in questi scenari?”. A seguire l’intervento di “Fondazione Agrion– Agricoltura Ricerca Innovazione” ed una degustazione dei prodotti che rendono unica la tradizione culinaria delle “Terre del Monviso”, mentre un ospite d’eccezione (?) illustrerà ricette del territorio salutari e assolutamente facili da realizzare.

Domenica 1 e lunedì 2 settembre sarà dato ampio spazio a professionisti, famiglie e curiosi. Sempre in tema di “confronto”, lunedì 2 settembre sarà la volta di “Uncem Piemonte” (“Unione Nazionale delle Cominità e degli Enti Montani”) che proporrà una “tavola rotonda” per continuare a parlare di “agricoltura” e problematiche ad essa correlate.

Promettono gli organizzatori: “Il ‘Foro Boario’ sarà una piazza dove lavoro ed intrattenimento si daranno il cambio, sempre all’insegna della tradizione territoriale”.

Per info: “Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo”, piazza Montebello 1, Saluzzo (Cuneo); tel. 0175/43527 o www.fondazionebertoni.it

Nelle foto: immagini di repertorio

In vigore fino al 31 agosto l’ordinanza sul lavoro nelle ore più calde

È in vigore dal 5 al 31 agosto l’ordinanza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi che ha lo scopo di garantire la sicurezza dei lavoratori subordinati e autonomi, nonché dei soggetti ad essi equiparati, dei settori agricolo e florovivaistico e dei cantieri edili e affini che svolgono attività classificabili come “fisica intensa” o altre equiparabili e si trovano in condizioni di prolungata esposizione diretta ai raggi solari in giornate particolarmente calde e dove non sia possibile introdurre misure di riduzione del rischio.

Le raccomandazioni diffuse dal Ministero della Salute e dall’Inail ricordano infatti il rischio e la necessità di prevenire le patologie derivanti dall’esposizione ad elevate temperature ambientali, nei momenti della giornata – dalle ore 12.30 alle 16 – caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura. Per questo motivo la Regione ha stabilito l’astensione dal lavoro.

La limitazione va applicata nei giorni in cui la mappa del rischio messa a disposizione dall’Inail e pubblicata su https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, alle ore 12 segnala un livello di rischio alto.

“Sulla base dei rischi sanitari per chi, durante l’attività di lavoro intenso, è esposto in maniera diretta e prolungata al sole, la Regione ha stabilito una serie di limitazioni a tutela della salute”, hanno dichiaratoo il presidente Cirio e l’assessore Riboldi, che hanno ringraziato le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali per il contributo e la disponibilità manifestati nei giorni nei quali abbiamo lavorato insieme alla stesura dell’ordinanza”.

Il testo dell’ordinanza è su https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2024/31/attach/ord-1-2024.pdf 

Le aperture dei negozi a Torino in agosto

𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼
Pubblicati i turni di apertura di bar, ristoranti e negozi di alimentari che saranno aperti nelle due settimane centrali del mese di agosto.

– 𝗘𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲: http://www.comune.torino.it/nh/pdf/turni_aperture_agosto_2024-elenco_medie_e_grandi_strutture.pdf

– 𝗘𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲: http://www.comune.torino.it/nh/pdf/turni_aperture_agosto_2024-elenco_piccole_strutture.pdf

– 𝗘𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶:
http://www.comune.torino.it/nh/pdf/turni_aperture_agosto_2024-elenco_pubblici_esercizi.pdf

ℹ Per maggiori informazioni: http://www.comune.torino.it/nh/pdf/dd-4251-2024.pdf

Fondazione Crt risponde alle richieste del ministero

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Il Consiglio di Indirizzo di Fondazione CRT, riunitosi in data odierna, ha approvato alla presenza del notaio Remo Morone il documento finale contenente le risposte alle misure richieste lo scorso 23 luglio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

Il documento, – si legge nella nota della Fondazione – che raccoglie le proposte di modifiche dello statuto e dei regolamenti, è stato approvato a seguito di un lavoro intenso condotto nelle ultime settimane dalla Fondazione CRT e nei prossimi giorni, rispettando quindi il termine ultimo prescritto per il 22 agosto 2024, sarà inviato e sottoposto al vaglio dell’Authority.

 

La presidente, Anna Maria Poggi, che ha aperto il Consiglio ringraziando il segretario generale, il vicesegretario generale e la struttura per il lavoro e l’impegno profuso in questo particolare momento ha commentato che “quello odierno è un passaggio importante per Fondazione CRT che spero sia il preludio di una nuova fase per l’Ente”.

 

“Abbiamo operato con senso di responsabilità mostrando anche la solidità dell’ente e la coesione all’interno degli organi sociali”, ha aggiunto.

 

“Spero – ha proseguito Poggi – che le modifiche che abbiamo proposto incontrino l’approvazione da parte dell’Autorità di Vigilanza, con la quale il dialogo è stato e sarà continuo e proficuo. Resteremo in ogni caso a disposizione per recepire eventuali ulteriori richieste di precisazione”.

Prolungato il calendario di caccia al cinghiale

Caccia e peste suina, l’assessore Bongioanni: «,approvata la fascia di 500 metri per gli agricoltori e permesso nei prelievi selettivi l’uso di visori notturni»

Con due delibere approvate  nell’ultima Giunta prima della pausa estiva su proposta dell’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca e Parchi Paolo Bongioanni, la Regione Piemonte ha approvato due importanti misure per la gestione della caccia al cinghiale e un ancora più pressante contenimento della specie responsabile della Psa, la Peste suina africana.

Spiega Bongioanni: «La prima deliberafortemente voluta dalle associazioni agricole, riguarda il contenimento del cinghiale nel contrasto sanitario alla Psa e autorizza i proprietari e conduttori di un fondo rurale di effettuare abbattimenti di cinghiali anche in un raggio di 500 metri oltre i confini del proprio appezzamento, anche avvalendosi dei soggetti autorizzati e appositamente incaricati dalle amministrazioni competenti. La seconda delibera prolunga di un mese il calendario venatorio in Piemonte, permettendo ai cacciatori la battuta al cinghiale ininterrottamente per quattro mesi dal 15 settembre al 15 gennaio anziché – com’è stato finora – in un periodo di tre mesi scelto fra il 15 settembre e il 15 dicembre o dal 2 novembre al 30 gennaio. Si incrementa quindi in modo considerevole la possibilità di procedere alla caccia al cinghiale, riducendone il numero e di conseguenza la pressione sulle colture agricole, senza naturalmente dimenticare che l’attività venatoria nelle aree indenni dalla Psa comporta anche una riduzione dei possibili contatti fra il selvatico sano e quello affetto dal virus».

La norma recepisce la modifica introdotta a livello nazionale dalla nuova legge sull’agricoltura, la 101 del 14 luglio 2024 (la cosiddetta “Legge Lollobrigida”). Altra importante novità introdotta dalla legge 101 e recepita in questa delibera è che, nelle azioni di prelievo selettivo del cinghiale, gli operatori potranno ora avvalersi di dispositivi di puntamento, anche digitale, per la visione notturna.

Commenta Bongioanni: «Questi due provvedimenti vanno a rafforzare e rendere ancora più efficace e armonico il contributo dei diversi soggetti coinvolti a 360° nell’opera di contenimento della specie cinghiale e nella lotta alla diffusione della Psa: cacciatori, Polizia provinciale, guardiaparco, agricoltori, Gruppi Operativi Territoriali. Una lotta nella quale contiamo a breve di poter aggiungere anche il contributo dei militari e le altre misure su cui ci siamo confrontati nei giorni scorsi con il dottor Giovanni Filippini, prima fra tutti la nascita di un coordinamento delle Regioni coinvolte dalla pandemia».

Una terza delibera, sempre approvata dalla Giunta il 9 agosto su proposta dell’Assessore Bongioanni, permette infine per la stagione venatoria 2024-25 nuove immissioni, in deroga alla legge regionale 5 del 2018, di capi di specie cacciabilifagianopernice rossa, lepre e starna. È una richiesta venuta dagli Ambiti Territoriali Caccia e dai Comprensori Alpini per sostenere il ripopolamento naturale e l’autoriproduzione della fauna in territorio libero attraverso l’immissione di capi provenienti da allevamenti autorizzati.

Tanti avvocati, mancano gli idraulici: anche in Piemonte pochi giovani vogliono diventare artigiani

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In tutto il Paese, come evidenzia lo studio della CGIA di Mestre,  si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, gli autoriparatori, i sarti, i pasticceri, i fornai, i parrucchieri, le estetiste, gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori delle caldaie, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. “Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. Più in generale, comunque, l’artigiano di domani sarà colui che vincerà la sfida della tecnologia per rilanciare
fare che è il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera.”, osserva la CGIA.

• A Vercelli, Rovigo, Lucca e Teramo le flessioni percentuali più elevate

Tra il 2023 e il 2012 è stata Vercelli la provincia con il -32,7 per cento ad aver registrato la variazione negativa più elevata d’Italia. Seguono Rovigo con -31, Lucca con -30,8 e Teramo con il -30,6 per cento. Le realtà, invece, che hanno subito le flessioni più contenute sono state Napoli con il -8,1, Trieste con il -7,9 e, infine, Bolzano con il -6,1 per cento. In termini assoluti le province che hanno registrato le decurtazioni più importanti sono state Torino con -21.873, Milano con -21.383, Roma con -14.140, Brescia con -10.545, Verona con -10.267 e Bergamo con -10.237 (vedi Tab.1). Per quanto riguarda le regioni, infine, le flessioni più marcate in termini percentuali hanno interessato l’Abruzzo con il -29,2 per cento, le Marche con il -26,3 e il Piemonte con il -25,8. In valore assoluto, invece, le perdite più significative hanno interessato la Lombardia con -60.412 unità, l’Emila Romagna con -46.696 e il Piemonte con -46.139. Il dato medio nazionale è stato pari al -22 per cento.

Ascom: ristoranti aperti ad agosto in ogni quartiere

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Ad agosto nessun problema per cenare fuori casa a Torino, i ristoranti sono aperti in ogni quartiere. Lo rileva la mappatura realizzata da Ascom Confcommercio Torino e provincia sulle attività di ristorazione sui che restano aperte in città per offrire residenti e visitatori l’opportunità di esplorare e gustare la nostra offerta gastronomica.

«Lontani i tempi in cui Torino si svuotava con la chiusura della Fiat e il conseguente esodo verso il Sud, oggi la città resta viva e animata anche ad agosto– sottolinea Maria Luisa Coppa, Presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia – e la ristorazione ne è una dimostrazione. In ogni quartiere si possono, infatti, trovare ristoranti aperti tutto il mese, anche a Ferragosto. La città si conferma in grado di offrire una variegata ristorazione di qualità sia per i cittadini rimasti in città sia per i turisti che scelgono il nostro territorio per le vacanze estive. La presenza di ristoranti aperti in misura maggiore in centro rispetto a quartieri più periferici è proprio il segnale della volontà degli imprenditori di rispondere ad un turismo che apprezza sempre di più l’offerta enogastronomica torinese».

Nel centro cittadino c’è l’imbarazzo della scelta, tra locali tradizionali e nuove proposte. Partendo dal Po, ai Murazzi è aperto il Porto Urbano; risalendo lungo piazza Vittorio si incontra la Drogheria e, più avanti, l’Antico Ristorante Porto di Savona e, poco distante Planet, in via Principe Amedeo. In zona piazza Castello ci sono lo Sfashion Cafè e l’Arcadia. Il Pastificio Defilippis accoglie chi sceglie via Lagrange, mentre in via San Francesco da Paola cucine aperte per Le Vitel Etonné e La via del sale. Spostandosi verso il Quadrilatero, si trova il Forno Ricca, in piazzetta IV Marzo e, per chi preferisce la cucina vegetariana e vegana, la Mezzaluna, in Piazza Emanuele Filiberto. In zona Università ci sono, ad esempio, Hambre Burger in via Montebello 2 e la storica pizzeria Mammamia di corso san Maurizio. Per gli amanti del classico, in piazza Solferino l’omonimo ristorante è aperto tutto il mese. Proposte sfiziose arrivano da Savurè, in via Piave, CheeseTO in Via Des Ambrois, El Puig d’Estelles in Via XX Settembre e M**BUN in via Rattazzi.

La zona della Gran Madre si conferma un luogo vivace e per agosto restano aperti rinomati ristoranti come il Monferrato, Aroma, Vineria Rabezzana e il plant based L’Orto già Salsamentario, tutti in via Monferrato. Poco più in su, verso la collina, troviamo la storica trattoria Decoratori e Imbianchini in via Lanfranchi e, salendo ancora, il fresco della Trattoria Con Calma accoglie torinesi e turisti in strada comunale del Cartman, mentre in strada Val San Martino è aperto il Birilli.  Per chi preferisce la zona lungo il fiume, ecco Pantagruele, in corso Moncalieri.

Man mano che ci si allontana dal centro l’offerta è più circoscritta, ma comunque interessante.  In Crocetta, locali come il Bistrot Papillon in Corso Montelungo, e Slurp in via Massena, mantengono viva la scena gastronomica della zona. In Cit Turin si possono trovare proposte stellate come il Piano 35, in cima al grattacielo di corso Inghilterra, e più popolari come Forchetta e Scarpetta, sempre in corso Inghilterra.

In San Salvario la vita serale prosegue anche in agosto con ristoranti aperti come Scannabue, in Largo Saluzzo o Bottega Baretti in via Sant’Anselmo. Altra zona di movida, il quartiere Vanchiglia, non fa mancare la sua proposta gastronomica in locali come Bachalau Osteria in corso Regina Margherita o il vegetariano Soul Kitchen in via Santa Giulia.

Anche nei quartieri più periferici non mancano i ristoranti aperti, tanto che agosto potrebbe rappresentare una buona occasione qualche nuova scoperta. A Regio Parco, ad esempio, troviamo aperti Fratelli La Cozza e la Fabbrica Di Birra Metzger; in Borgo San Paolo c’è la trattoria Mombercelli (fino al 24 agosto); a Mirafiori si danno il cambio Lentinis’, che chiude solo la settimana di Ferragosto, e All’Oca di Pulcinella, che riapre il 17 agosto. In San Donato è sempre aperta l’Osteria Barcellona, in Barriera di Milano cucine attive per tutto il mese da Edit in piazza Teresa Noce e Tut vin in Borgo Dora.

Chi vuol male alla Val Susa così bella e strategica?

Caro Direttore,
Chi vuole male alla Val Susa? E’ una bella Valle con vestigia storiche importanti, dall’arco romano alla Sacra di S.Michele,  con un notevole flusso turistico , che conserva alcune aziende importanti (Azimut) anche se ne ha perse molte negli ultimi decenni a causa della crisi del tessile e ora sembra aver perso capacità attrattiva danneggiata dalle violenze dei Notav. Cosicché la Bassa Valle si stima abbia un PIL procapite sceso al livello delle regioni del Sud.
Una Valle che ha dato natali a persone di grandissimo spessore, da Medail di Bardonecchia che intuì prima di tutti la possibilità di traforare le Alpi da Bardonecchia a Modane a Des Ambrois di Oulx , personaggio politico di prima grandezza all’epoca di Carlo Alberto, che scrisse gran parte dello Statuto Albertino, grande sostenitore del primo Traforo alpino del Frejus. Cosicché la Valle venne scelta da autorevoli investitori esteri, primo fra tutti Augusto Abegg che a soli 19 anni da vita a quella che diventerà poi il Cotonificio della Valsusa.
Negli anni 80 si impiegarono  per difficoltà locali, oltre 10 anni per costruire la autostrada che collegasse il Nord Italia alla Francia traverso il Tunnel autostradale. Ricordo quando venne abbattuto il diaframma di quel Tunnel nel maggio 79, arrivarono il Primo Ministro francese Barre e da parte italiana il capo del Governò Andreotti e il Ministro Donat-Cattin (che accompagnai in elicottero) oltre a Botta, Calleri , Picchioni, là Savio e molti Bardonecchiesi da Mario Corino a Sergio Ambrois. La autostrada la dobbiamo agli on.li Botta e Frojo che ottennero la adesione dei Comuni.
A fine degli anni 90 però con il progetto della TAV impattante e mal illustrato (ecco i danni della incompetenza)  dalla Regione esplosero le proteste dei Notav.
L’aumento del traffico, il ritardo nel fare lavori di adeguamento ad alcune gallerie e viadotti hanno portato alla concentrazione dei lavori di ristrutturazione in corso che deviano il traffico causando code lunghissime con la aggiunta del traffico che usa la via del Bianco causa la manutenzione di quel Traforo autostradale.
Ieri mattina, ferragosto,  dalla tangenziale svolto per prendere la A32 ,la autostrada per Bardonecchia e Lione, e appena passato il casello inizia la coda come vedi dalla foto. Una coda lunga verso la barriera autostradale cui seguiranno altre riduzioni e salti di carreggiata sino alla altezza del cantiere della TAV. Tra 17 giorni poi aumenterà il traffico data la chiusura per quattro mesi del Traforo del Bianco.  La Val di Susa strategica non solo per Cavour , Medail e Des Ambrois ma anche per tutta l’Europa che ha previsto il nuovo Tunnel della ferrovia AV, la cosiddetta TAV. Una linea ferroviaria che consentirà di trasferire il 50% del traffico merci e passeggeri dalla strada ( che inquina e causa incidenti stradali) alla rotaia ( il mezzo di trasporto che non inquina). . Eppure in Valle per tanti anni contro l’opera ha dettato legge il Movimento NoTAV appoggiato dalla sinistra ex PCI e da tanti Sindaci del PD oltre che dai grillini teorici della Decrescita felice. Oggi dopo due decenni di lotte rimane la decrescita infelice della Bassa Valle che ha un PIL ormai a livello delle regioni del Sud. Una Valle scelta per le vacanze dai reali prima, da Carducci e Giolitti poi e dalla borghesia torinese nel dopoguerra tanto che il dialetto piemontese che si parla a Bardonecchia e’ quello torinese.
Spiace che non siano i valsusini a protestare per l’ulteriore ritardo nella costruzione della TAV , un’opera che beneficerà per prima proprio la Valle , prima con i lavoratori del cantiere e poi terminata l’opera portando più turismo alla Stazione Internazionale e togliendo traffico e smog dalla strada per portarlo su rotaia.
Chiudo col rammarico perché non sono ancora arrivati i ristori per il pesante evento alluvionale dello scorso anno a Bardonecchia. Sin qui ha supplito una brava e volenterosa Sindaca e la cittadinanza. Questa estate sembra ripagare i danni dello scorso anno , avvicinandoci alla prima stagione invernale che verrà gestita dal recente accordo tra il Sestriere e Bardonecchia.
Una Valle bella e affascinante sia dal punto di vista storico e paesaggistico ma frenata negli ultimi trent’anni dagli oppositori alla Tav e dagli errori di chi doveva realizzarla ,
anche se la società civile torinese, che ho avuto l’onore di guidare, sostituendosi ai partiti , con la grande Manifestazione del 10 Novembre 2018 disse con grande forza SITAV.
Fu la prima volta che la gente scese in piazza per scegliere un futuro di crescita attraverso la realizzazione di una grande rete di trasporto green come la ferrovia.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

È partita la sperimentazione di una piattaforma di partecipazione civica

La Giunta comunale, su proposta della Vicesindaca Favaro, ha approvato un accordo tra Città di Torino e Università degli Studi di Torino per la promozione di “Firstlife”, una piattaforma open source partecipazione civica per promuovere politiche innovative e offrire servizi integrati per le famiglie.

L’amministrazione comunale è al lavoro per favorire la creazione di reti tra diversi Enti Pubblici al fine di offrire servizi integrati alla cittadinanza.

La piattaforma “Firstlife”, realizzata dal Dipartimento di Informatica, avrà come finalità quella di formare all’uso di tecnologie civiche digitali all’interno di progetti di partecipazione civica e di comunità. Non avrà alcun fine commerciale e avrà come obiettivo la creazione collettiva di una mappa ispirata ad un modello urbano volto a promuovere il concetto di prossimità (la cosiddetta “città dei 15 minuti”) mettendosi a disposizione di enti, network, pubbliche amministrazioni e cittadini con l’obiettivo di valorizzare connessioni, coordinamento e monitoraggio delle azioni di comunità. L’evoluzione della piattaforma sarà possibile dall’integrazione tra ricerche condotte dal team di progetto del Dipartimento di Informatica, soluzioni sperimentate in progetti pilota e processi di coprogettazione con realtà territoriali.

I due enti intendono quindi avviare una fase di sperimentazione finalizzata alla realizzazione di una mappatura georeferenziata al fine di diffondere la conoscenza di servizi, attività e progetti utili alle famiglie torinesi con figlie e figli di tutte le età.

“Con questo accordo – spiega la Vicesindaca Michela Favaro – muoviamo un altro passo nel lavoro del Piano per le Famiglie per rendere Torino una città sempre più solidale, aperta e a misura delle famiglie. La collaborazione con l’Università e con altri enti del territorio ci aiuterà nel compito che ci siamo prefissati di offrire servizi e opportunità che mettano a disposizione alle torinesi e ai torinesi un supporto concreto nella conciliazione del tempo da dedicare alla famiglia.”