ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 310

Barricalla, energia pulita dal nuovo impianto fotovoltaico

Barricalla, l’impianto-modello per lo smaltimento di rifiuti speciali, è sempre più solare.

Da oggi 1.920 moduli fotovoltaici per una produzione complessiva di 663 KW si aggiungeranno ai 2.925 precedenti, di circa 1 MW, divenendo così una vera e propria fonte di energia solare capace di produrre 1,9 GWh l’anno, energia pulita pari al fabbisogno di 3.000 persone (circa 600 famiglie) in dodici mesi.

Una scelta virtuosa, che trasforma i lotti in cui sono custoditi in modo sicuro e presidiato i rifiuti, in spazi destinati alla produzione di energia pulita destinata al territorio. I rifiuti speciali infatti rappresentano l’ultimo anello della catena dell’economia circolare, non potendo più divenire materie prime-seconde ed essere reimmessi nel ciclo produttivo. Con l’installazione del campo fotovoltaico, vengono “circolarizzati” trasformandoli da rifiuti “passivi” a basi per la produzione di una sorgente di energia pulita.

La scelta dall’impronta fortemente green, tema alla base di tutte le azioni di Barricalla, che consentirà inoltre di risparmiare 1.120 tonnellate di CO2 ogni anno, con una notevole riduzione dell’impatto ambientale.

 

Un nuovo mattone nella costruzione di un modo diverso di fare impresa, che mette al centro il territorio in cui si colloca – commenta Mauro Anetrini Presidente di Barricalla Spa. – Si tratta di un risultato importante che porta la nostra società da essere un’eccellenza nella gestione dei rifiuti speciali a diventare modello di innovazione sociale in cui l’impresa, l’ambiente, il territorio e la sua comunità si fondono in modo ideale. Noi oggi non inauguriamo solo un nuovo impianto fotovoltaico ma facciamo un altro passo per la costruzione del futuro, mettendo a disposizione degli abitanti della zona nord ovest di Torino un’importante fonte di energia pulita”.

 

Oltre trent’anni fa abbiamo preso un territorio in buona parte compromesso e ora lo restituiamo in condizioni migliori – sottolinea Alessandro Battaglino, Presidente del comitato esecutivo di Barricalla SpaNon si deve dimenticare che la storia di quest’area è iniziata con una cava di ghiaia utilizzata per la costruzione della tangenziale, poi abbandonata e utilizzata in modo improprio e infine bonificata. Oggi Barricalla non è solo un parco fatto di molto verde, con molti alberi e arbusti ma soprattutto è una fonte che si alimenta di anno in anno per far sgorgare energia pulita, che oggi viene immessa in rete e magari domani potrà alimentare veicoli per un’ideale zona di interscambio tra la cintura e la città. Dopo il parco fotovoltaico da 1 MW sui lotti 1 e 2 si aggiunge questo da 663KW sul lotto 4 e a breve si inizierà l’iter per installarne uno nuovo sul lotto 3”.

 

Barricalla, riconoscibile per la distesa di pannelli solari all’ingresso della tangenziale di Torino, sarà dunque ancora più identificata come presidio ambientale, volto da un lato a tutelare la salute pubblica con lo stoccaggio in sicurezza di tutti quei rifiuti speciali non più recuperabili e dall’altro a produrre energia “pulita” per la comunità.

L’impianto si pone dunque sempre più come un tassello fondamentale per la tutela sia della salute delle comunità che vivono il territorio sia dell’ambiente: un altro passo in quel percorso intrapreso negli ultimi anni volto a contribuire alla costruzione di un futuro migliore per le generazioni presenti e future. Barricalla è, infatti, sempre più impegnata a diffondere le buone pratiche nella gestione corretta di quei rifiuti che, inevitabilmente, vengono prodotti ogni giorno per darci tutti quei beni e quegli oggetti che usiamo ogni giorno, creando le condizioni e le occasioni per comprendere come i rifiuti speciali, siano essi pericolosi o non, nel momento in cui non possono essere reimmessi nel ciclo produttivo, secondo il paradigma dell’economia circolare, debbano essere trattati e smaltiti in modo opportuno.

 

CHE COS’È BARRICALLA

Barricalla è il principale impianto di smaltimento in Italia per i rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, ed è situata a Collegno su una superficie di circa 150.000 metri quadrati. È immediatamente riconoscibile per l’ampio parco fotovoltaico visibile anche dall’esterno che lo identifica come produttore di energia pulita. Ogni anno infatti Barricalla è in grado di fornire 1,9 GWh di energia, destinata al territorio.

Oltre l’80% dei rifiuti che viene prodotto nel nostro Paese è composto da rifiuti speciali pericolosi e non: tutti devono essere analizzati, messi in sicurezza e smaltiti in maniera corretta perché non si tramutino nel tempo in danno ambientale e sociale per i territori e le comunità che le abitano.

Da oltre trent’anni, Barricalla, è un importante punto di riferimento per la corretta gestione delle sostanze potenzialmente pericolose di provenienza industriale e da terreni bonificati. Barricalla accoglie i rifiuti che non possono essere più reimpiegati nel ciclo produttivo smaltendoli in maniera corretta. L’intera struttura è progettata per garantire la massima affidabilità, con altissimi livelli di sicurezza passiva, a tutela dell’ambiente e delle comunità del territorio.

Sono circa 130.000 le tonnellate che, ogni anno, trovano collocazione nel sito torinese che conta un volume complessivo autorizzato di 1.832.650 metri cubi, articolati in cinque lotti, l’ultimo in attività inaugurato a settembre 2018 in occasione dei 30 anni di vita della Società.

Gli artigiani: “Sostenere il settore tipografico”

Confartigianato Imprese Piemonte, unitamente alle altre Confederazioni artigiane, con una comunicazione indirizzata agli Assessori regionali Andrea Tronzano e Vittoria Poggio, richiama la loro attenzione sui circa 2mila artigiani del Piemonte che operano nel comparto tipografico (codice Ateco 18.12), esclusi dai precedenti Bonus della Regione Piemonte a sostegno delle attività produttive messe in ginocchio dalla crisi sanitaria ancora in atto.

In particolare Confartigianato Imprese Piemonte chiede alla Regione Piemonte di farsi portavoce in sede diConferenza delle Regioni affinché il comparto tipografico venga ricompreso tra le categorie individuate beneficiarie del “Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica” previsto dal D.L 41/2021.

 

A livello nazionale le imprese tipografiche sono 25.662 (55,3% nell’artigianato, pari a 14.198 imprese).

 

“Le attività del settore tipografico e grafico applicato alla tipografia – sottolinea Elisa Reviglio, Presidente Regionale Grafici di Confartigianato Imprese Piemonte– che erano già state duramente colpite dal cambiamento epocale subìto negli anni scorsi, caratterizzato dal progressivo e crescente passaggio dalla “carta” al “digitale” sono state ulteriormente investite dalla crisi Covid-19. A seguito delle restrizioni alla mobilità e all’aggregazione per combattere l’epidemia, si sono drasticamente ridotti eventi pubblici, convegni, congressi, fiere, matrimoni e meeting aziendali, con conseguente pesante flessione nel settore della pubblicità, che interessa la produzione di volantini, dépliant, cataloghi e relativa progettazione grafica, il cui fatturato è diminuito drasticamente nel 2020, impattando in modo drammatico su un comparto già in sofferenza ancor prima della crisi sanitaria”.

 

“La riduzione – continua Reviglio – è poi stata accentuata dal crollo del turismo, sia per vacanza sia per lavoro, che ha fortemente impattato su tutto l’indotto. Occorre infine sottolineare che la tipografia è un’attività di servizio in quanto collegata ad altre attività, ma se queste sono state chiuse o hanno lavorato a regime ridotto a causa delle restrizioni e delle chiusure forzate, giocoforza, le tipografie pur avendo un codice Ateco che non ha subito limitazioni lavorative, di fatto non hanno lavorato, senza nemmeno poter beneficiare di alcun bonus. Oltre il danno, pure la beffa.”

“A questa situazione così complicata – spiega Reviglio – si aggiunge il problema non solo del rincaro delle materie prime, come la carta, che sta subendo aumenti anche del 30 %, ma anche della carenza delle stesse, che impone spesso alle tipografie di modificare i preventivi già inviati ai clienti e/o di non rispettare o poter soddisfare i tempi di consegna con conseguente rinuncia delle commesse.”

 

Con la situazione attuale che stanno attraversando le tipografie e il rischio concreto di chiusura delle attività, il comparto chiede con forza non solo alla Regione Piemonte ma anche alle Istituzioni nazionali, misure urgenti e concrete che aiutino le imprese a poter continuare a rimanere sul mercato ed evitare ulteriori perdite di posti di lavoro.

Incontro con Carlo Petrini e “Donne Forti” in mostra

Con la presentazione del suo libro “TerraFutura” e visita della mostra “Donne Forti” di Valeria Fioranti, racconto per immagini delle allevatrici della Valle di Susa in ricordo di Agitu Ideo Gudeta

 

Giovedì 28 ottobre 2021 – Ore 18:00

Salone Polivalente, via Pilissere 16 – VILLAR DORA (TO)

 

Ingresso gratuito previa verifica del Green Pass

www.valsusafilmfest.it

Il Valsusa Filmfest, in collaborazione con il Comune di Villar Dora, organizza un incontro con Carlo Petrini che presenterà il suo libro “TerraFutura – Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”.

Dopo il saluto del sindaco Savino Moscia, il presidente di Slow Food dialogherà con il Presidente dell’associazione Valsusa FilmFest Andrea Galli e con Paolo Anselmo del Circolo Laudato Sì Valle Susa.

 

TERRAFUTURA – ed Giunti/Slow Food Editore

NEL 2015 papa Francesco ha rivolto al mondo non solo ai cattolici ma anche ai fedeli di altre religioni e ai non credenti-una esortazione di grande valore spirituale, etico e politico, l’Enciclica Laudato Si, una riflessione insieme gioiosa e drammatica sul grave deterioramento ambientale del nostro pianeta, sullo spreco di risorse naturali e umane provocato da sistemi economici e politici.

La crisi ecologica della Terra è la crisi stessa della civiltà tecnico-scientifica e costituisce il capo d’accusa fondamentale a uno dei miti del nostro tempo: il progresso. In particolare, è messo in crisi quel modello demagogico che ha avuto come esito non solo l’accentuazione del divario tra Nord e Sud del mondo, ma più radicalmente la dequalificazione della vita umana. La questione ecologica diventa così la ‘cifra’ del disagio in cui versa l’umanità.

 

Carlo Petrini è ideatore di importanti manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la manifestazione biennale Terra Madre, giunta nel 2018 alla ottava edizione, che si svolge a Torino in contemporanea al Salone del Gusto.

Il 9 dicembre 1989 a Bra. È tra i fondatori del Movimento Internazionale Slow Food.

Ha curato l’edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della Guida ai Vini d’Italia.

Editorialista per La Repubblica, ha collaborato e collabora con varie testate tra le quali L’Espresso, l’Unità e la Stampa. È in prima linea in una battaglia contro gli OGM, trovandosi spesso in disaccordo con esponenti del mondo scientifico, favorevoli alla ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati e al loro utilizzo.

Fondatore con monsignor Domenico Pompili delle Comunità Laudato, con questo nuovo impegno risponde alla necessità come sia giunto il tempo di superare il paradigma del profitto su tutto per cominciare a ragionare sui beni comuni e relazionali

 

Paolo Anselmo è rappresentante del Circolo Laudato Sì della Valle di Susa e appartenente ai Cattolici per la Vita della Valle di Susa impegnati nel movimento NoTav.

 

La mostra Donne Forti

Sarà possibile visitare la mostra fotografica di Valeria Fioranti “Donne forti – Racconto per immagini: le allevatrici ricordano Agitu Ideo Gudeta”, precedentemente allestita a Bardonecchia, Bussoleno, Montebenedetto (Villar Focchiardo) e Condove.

La mostra, che espone i ritratti di 20 donne valsusine allevatrici, è nata in seguito all’iniziativa di Marzia Verona, scrittrice e allevatrice valdostana che per ricordare Agitu Ideo Gudeta, (l’imprenditrice agricola etiope immigrata in Italia, in Trentino, dove aveva fondato l’azienda “La capra felice” e vittima di femminicidio), nei giorni successivi alla sua uccisione (29 dicembre 2020) lanciò #donneforti e pubblicò un post sul suo blog che raccolse immediatamente moltissime adesioni da donne agricoltrici (e non solo) di tutta Italia.

Il Valsusa Filmfest decise di supportare l’iniziativa rilanciando a sua volta l’hashtag e raccogliendo decine di immagini provenienti anch’esse da varie parti di Italia, anche grazie alla collaborazione dell’associazione “Donne in Campo” del Trentino, del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Inoltre, nei mesi successivi sono state coinvolte e hanno scelto di partecipare al progetto in ricordo di Agitu le margare delle montagne della Valle di Susa ritratte da Valeria Fioranti.

 

 

IL VALSUSA FILMFEST

Il Valsusa Filmfest è un festival che dal 1997, nel mese di aprile, anima la Valle di Susa su tre temi principali: il cinema, la memoria storica e l’ambiente. Un festival poliartistico e itinerante che in numerosi comuni della Valle ha proposto in ogni edizione concorsi cinematografici, proiezioni fuori concorso e numerosi eventi a cavallo tra letteratura, cinema, musica, teatro, arte e impegno civile, coinvolgendo scuole, associazioni, cooperative e tante singole persone grazie al suo profondo radicamento nel territorio. L’obiettivo principale del festival è sempre stato quello di promuovere cultura dando ampio spazio alle nuove generazioni e a eventi in grado di far riflettere e cogliere i cambiamenti sociali, culturali e politici della contemporaneità.

La 24^ edizione del 2020 si è svolta in diversi momenti del periodo estivo e autunnale in seguito al rinvio causato dall’emergenza sanitaria.

Nel 2021 il festival celebra i suoi 25 anni, non si è potuto svolgere come da tradizione nel periodo intorno al 25 aprile e si sta svolgendo con numerosi eventi in vari comuni della Valle.

 

Bonus acqua potabile: ecco chi ne ha diritto

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Si può ottenere il bonus acqua potabile da 500 a 2.500 euro per l’acquisto di dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua anche il prossimo anno.
Non tutti sanno che il bonus per l’acqua potabile destinato ai cittadini e attività è previsto per ben due anni ed è dunque possibile usufruirne anche in vista di acquisti per la casa in previsione per il prossimo anno.
L’incentivo è stato introdotto con la legge di bilancio del 2021 per razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre l’inquinamento dovuto all’utilizzo delle bottiglie di plastica per l’uso potabile.
Si tratta di un credito di imposta del 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 ‒ è stato istituito un fondo di 5 milioni euro per ciascuno dei due anni ‒ per l’acquisto e l’installazione di sistemi di: filtraggio; mineralizzazione; raffreddamento; addizione di anidride carbonica alimentare.
La spesa deve essere sostenuta al fine di raggiungere un miglioramento qualitativo delle acque erogate dagli acquedotti per il consumo umano. Il bonus acqua potabile può essere riconosciuto alle seguenti categorie: persone fisiche; esercenti di attività di impresa, arti e professioni; enti non commerciali, compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.
L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è il seguente: 1.000 euro per ciascun immobile per le persone fisiche; 5 mila euro per ogni immobile adibito ad attività commerciale o istituzionale. Il bonus acqua potabile ammonta dunque a 500 euro per i privati e a 2.500 euro per gli esercenti e i rappresentanti degli enti.
Per ottenere il rimborso è necessario conservare la fattura elettronica o un documento commerciale contenente il codice fiscale del soggetto che richiede il credito di imposta e che dimostri l’importo delle spese sostenute. Sono esclusi i pagamenti effettuati in contanti a partire dal 16 giugno 2021.
È possibile presentare la domanda per il bonus acqua potabile tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello della spesa comunicando all’Agenzia delle Entrate l’ammontare dell’importo. È possibile farlo attraverso il servizio web nell’area riservata del sito dell’AdE e gli altri canali telematici, come il nuovo sportello virtuale, compilando l’apposito modello e allegando la documentazione richiesta. Il bonus, una volta ricevuto, può essere utilizzato in compensazione tramite F24 o direttamente nella dichiarazione dei redditi fino al suo completo utilizzo.

 

Industria, il fatturato cresce: ad agosto +0,8%

Nel trimestre giugno-agosto l’indice complessivo è cresciuto del 4,5% rispetto ai tre mesi precedenti: +3,9% sul mercato interno e +6,0% su quello estero

Si conferma in crescita il fatturato dell’industria italiana. Lo rileva l’Istat che sottolinea come ad agosto il dato, al netto dei fattori stagionali, è aumentato dello 0,8% in termini congiunturali.

Continua a leggere:

Industria, il fatturato cresce: ad agosto +0,8%

“Ecomondo” le novità del Gruppo Marazzato

La storica azienda italiana leader nelle bonifiche ambientali, gestione rifiuti e soluzioni per il pianeta protagonista alla Fiera riminese in vista del 70° anno di attività che celebrerà nel 2022.

‘Marazzato’, prossimo al 70° compleanno di una felice storia familiare e industriale insieme iniziata nel lontano 1952, torna in presenza a ‘Ecomondo 2021’, il più importante evento europeo dedicato all’ambiente e all’economia circolare. Che avrà luogo, per la 24° Edizione, presso il polo fieristico di Rimini dal 26 al 29 Ottobre prossimi.
La partecipazione giunge poco dopo il riconoscimento, per il secondo anno consecutivo, da Deloitte del ‘Best Managed Company’ per la solidità e l’efficacia gestionale maturata nel tempo.
L’azienda, fondata nel Dopoguerra da Lucillo Marazzato e oggi un Gruppo con oltre 250 dipendenti diretti, più di 300 mezzi d’opera costantemente rinnovati (la maggior parte tutti Euro 6) e 8 filiali dislocate nel Nord-Ovest, si appresta ora per l’occasione a presentare importanti novità.
Compresa la nascita di ‘Demetra’, anch’essa a ‘Ecomondo 2021’, una rete d’imprese agile e funzionale di cui il Gruppo è tra i Founders, fondata nel 2020 in piena pandemia e specializzata in multitasking services per l’ambiente.
“Il 2021 segna per ‘Marazzato’ l’avvio di una fase di consolidamento, dopo il compimento di un triennio di sviluppo”, esordisce Ivano Bosi, Ceo di ‘Azzurra srl’, società del Gruppo piemontese.
“L’Europa è chiamata ora più che mai ad allinearsi al principio funzionale dell’economia sostenibile, che necessita di trascorrere sempre più dal ruolo di teoria condivisa dagli addetti ai lavori a pratica diffusa in ambito produttivo su tutti i fronti”, afferma l’esperto.
Che riprende: “L’obiettivo è far comprendere sempre più ai nostri clienti tutti i vantaggi della cosiddetta ‘circular economy’ applicata al mondo dei rifiuti. In tutto questo parte rilevante riveste lo strumento della ‘Blockchain’, un sistema specializzato di tracciatura delle informazioni. Nel caso di specie, se posto in relazione al percorso di movimentazione di un inerte, rappresenta l’evoluzione più efficace dello storico SISTRI, abrogato il 1° gennaio 2019”, approfondisce il manager.
“Dette informazioni controllate, chiamate con locuzione tecnica ‘notarizzazione dei dati’, vengono poi depositate presso un numero elevato di sistemi informativi che ne registrano in modo assoluto l’esattezza, circoscrivendo in maniera precisa e puntuale la provenienza step by step del rifiuto. Per noi questo è estremamente rilevante, poiché nel momento in cui il rifiuto cesserà di essere tale e diventerà uno scarto potenzialmente recuperabile invece in altri contesti quale nuova materia prima, esso acquisisce una valenza inedita ai fini del suo reimpiego nel ciclo della produzione. Prevenendo così, e di fatto evitando, pericolose intrusioni da parte di fenomeni corruttivi che potrebbero inserirsi nella filiera di gestione dei rifiuti stessi”.
A ‘Ecomondo 2021’ ampio spazio verrà offerto da ‘Marazzato’ “anche ai preziosi obiettivi raggiunti – spiega Ivano Bosi – dal proprio ‘Centro Ricerca & Sviluppo’ interno all’impianto finale di depurazione acque reflue e liquami di Villastellone, nel Torinese: oggetto di recenti e profonde trasformazioni sia sul versante dei processi chimico-fisico-biologici che per quanto concerne gli sbocchi dei materiali solidi”.
“L’innovazione compiuta”, aggiunge il professionista, “ha riguardato soprattutto l’affinamento delle operations e la qualità dei materiali solidi che siamo in grado di lavorare. Il secondo aspetto fondamentale consiste nel promuovere in Fiera un sito dedicato a ospitare impianti pilota per il recupero e il riciclo dei rifiuti. Inclusa la piena disponibilità per la formazione con tanto di aule multimediali per fornire a clienti e professionisti tutto il know-how dedicato a queste due fondamentali attività. Tutti aspetti, questi, che compongono la scaletta di un convegno corale mirante a illustrare tutti i punti di forza della blockchain per i professionisti dell’ambiente”, chiosa Ivano Bosi, autore a quattro mani con Marco Letizi anche di un autorevole pubblicazione in rete sullo speciale ‘Norme e Tributi Plus’ de ‘Il Sole 24 Ore’ sul rapporto tra il G20 e i temi ambiente, clima ed energia.
Il convegno in oggetto, intitolato “Waste Chain: Blockchain per la Sostenibilità. Stato dell’arte e prospettive evolutive”, è promosso dal ‘Gruppo Marazzato’ insieme a ‘Spartan Tech’.
Un momento di confronto e dialogo approfondito e propositivo per presentare uno spaccato attuale del mondo dei rifiuti speciali, con focus specifico proprio sulla Blockchain, strumento altamente tecnologico abilitante logiche di trasparenza e tracciabilità.
Oggetto degli interventi alla tavola rotonda è anche l’attuale quadro normativo vigente, in relazione agli scenari imminenti e futuribili connessi al miglioramento della gestione dell’intera filiera dei rifiuti grazie all’apporto di tale nuova tecnologia operativa.
Introduce il tema ‘Tracciabilità e Trasparenza’ in qualità di Presidente di sessione Ivano Bosi, Amministratore Delegato di ‘Azzurra s.r.l. – Gruppo Marazzato’.
Seguono le relazioni di “Circular Economy: cosa cambia per la gestione dei rifiuti?” di Marco Letizi, Avvocato e Dottore Commercialista, Esperto delle Nazioni Unite, della Commissione europea e del Consiglio d’Europa, PhD Researcher in Business Management presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma.
È poi il turno di Alan Torrisi (Co-founder & CTO – Spartan Tech) con il doppio momento informativo rispettivamente intitolato “Cos’è la blockchain?” e “WasteChain: Blockchain for Sustainability”.
Completano la scaletta in programma, nell’ordine, Paul Renda (Co-founder & COO ‘Spartan Tech’) con “Case history” dedicate al tema cardine del convegno, e la relazione “Osservatorio Rifiuti: analisi di mercato del settore italiano dei rifiuti speciali” affidato invece ad Alberto Marazzato (General Manager ‘Gruppo Marazzato’).
Le conclusioni e i ringraziamenti sono affidati a Ivano Bosi. Tutte le informazioni sul sito www.gruppomarazzato.com.

Tv ma soprattutto servizi online: il boom con la pandemia

In media gli italiani trascorrono tre ore e 23 minuti per la fruizione di contenuti online, insieme alla televisione diventano 8

Sarebbero all’incirca 8 le ore che gli italiani hanno trascorso ogni giorno, nel periodo della pandemia, davanti a televisione, videogiochi e servizi streaming di musica e video. Prima dell’insorgere del Covid-19, il dato era di cinque ore e 30 minuti, ovvero il 43% in meno.

Continua a leggere:

Tv ma soprattutto servizi online: il boom con la pandemia

In Borsa tanta aria fritta

Se un giorno ENEL, Stellantis, Intesa San Paolo, ENI, e Ferrari salissero del 5% e tutte le altre società quotate restassero invariate, TV e giornali titolerebbero “Forte rialzo in borsa: l’indice guadagna il 4% in un solo giorno”.

Commento assolutamente errato sotto il profilo del mercato (perché in realtà le altre 240 azioni quotate non si sarebbero mosse), ma corretto statisticamente perché quelle cinque società “pesano” da sole per il 42% dell’intero mercato azionario.

 

E’ una delle anomalie più preoccupanti di una Borsa malata di atrofia, in cui una miriade di società (molte delle quali validissime, attive e con bilanci in salute nonostante la crisi) “non conta nulla” perché le sue dimensioni sono troppo piccole rispetto ai “giganti”.

Avviene anche in altri Paesi, ma nel nostro ha raggiunto limiti paradossali.

Vediamo da vicino la situazione.

Tra i cinque colossi sopra citati ENEL fa la parte del leone: da sola pesa oltre il 10% del valore totale della borsa, con i suoi 78miliardi di capitalizzazione; seguono Stellantis (il gruppo internazionale dell’auto aggregatosi intorno a FIAT e Peugeot) con 53 miliardi (7% del listino), Intesa San Paolo con 46 miliardi (peso del 6%), ENI con 37 miliardi circa (5% del totale) e Ferrari con 35 miliardi (pari al 4,8%).

Seguono quasi 250 “nanetti”, alcuni dei quali fanno fatica a raggranellare lo 0,01% del totale del listino in termini di capitalizzazione.

Niente di male se la Borsa fosse un “mercato perfetto” come scritto sui libri di teoria finanziaria e economica. Ciò significherebbe che ogni investitore piccolo o grande che sia investe i suoi capitali in funzione esclusivamente della situazione e delle prospettive economiche di ogni società: se la Beghelli (uno dei “fantasmi” del listino) avesse un’eccellente proiezione futura, molti ne comprerebbero le azioni, sicuri di fare un buon investimento.

Invece i grandi investitori istituzionali (banche, compagnie di assicurazione, fondi comuni d’investimento), quelli che muovono miliardi e quindi sono in grado di influenzare i trend della borsa,limitano i loro acquisti alle azioni delle società che fanno parte degli indici (ad esempio quelle che rientrano nel FTSE MIB, cioè le prime 40 aziende in termini di capitalizzazione) perché possono operare non solo comprando e vendendo i titoli ma anche (in certi periodi, soprattutto) comprando e vendendo derivati (che sono costruiti solo sugli indici). Morale: la bussola degli investimenti non è guidata dal “polo magnetico” dei risultati economici, ma dal parametro dimensionale, indipendentemente dai risultati di bilancio e dai budget.

Se poi analizziamo il listino di borsa nel suo insieme e classifichiamo le società quotate per settore operativo scopriamo una realtà che lascia un po’ perplessi e che va commentata.

Ne esce infatti l’immagine precisa di un paese le cui società quotate in Borsa (che bene o male dovrebbe riflettere l’economia generale dell’Italia) operano prevalentemente nel settore terziario o quaternario, lasciando solo interstizi alle aziende produttive vere e proprie.

La tabella 1 è significativa: il settore che raggruppa il maggior numero di società è quello delle cosiddette utilities, che pesa per il 17% del totale, banche, società finanziarie ed assicurazioni insieme sono oltre il 17%, media e viaggi insieme sono l’8% e così via.

 

TAV.1 – TITOLI AZIONARI QUOTATI PER SETTORE

SETTORE

NUMERO

 

PRODUTTIVE

SERVIZI (UTILITIES)

43

17,70%

 

INDUSTRIA (INDUSTRIAL AND CONSUMER GOODS)

39

16,05%

16,05%

BANCHE (BANKS)

22

9,05%

 

FINANZIARIE (FINANCIAL SERVICES)

18

7,41%

 

TECNOLOGIA (TECHNOLOGY)

17

7,00%

 

FARMACEUTICI/BENESSERE (HEALTH CARE)

15

6,17%

 

COSTRUZIONI (CONSTRUCTION AND MATERIALS)

13

5,35%

5,35%

COMUNICAZIONE (MEDIA)

11

4,53%

 

IMMOBILIARE (REAL ESTATE)

10

4,12%

4,12%

ALIMENTARI (FOOD AND BEVERAGE)

10

4,12%

4,12%

VIAGGI (TRAVEL AND LEISURE)

8

3,29%

 

TELECOMUNICAZIONI (TELECOMMUNICATIONS)

7

2,88%

 

ENERGIA (ENERGY)

7

2,88%

 

AUTOMOBILI (AUTOMOBILES AND PARTS)

7

2,88%

2,88%

MATERIE PRIME (BASIC MATERIALS)

5

2,06%

2,06%

COMMERCIO (RETAIL)

5

2,06%

 

ASSICURAZIONI (INSURANCE)

4

1,65%

 

CHIMICA (CHEMICALS)

2

0,82%

0,82%

 

 

 

 

TOTALE

243

100

35,39%

 

Enucleando i settori propriamente produttivi (quelli che generano beni come l’industria, le costruzioni, le materie prime), si arriva ad una percentuale del 35%, che offre l’immagine di un paese in cui si lavora offrendo servizi ad altri, non coltivando, fabbricando, producendo qualcosa.

Il fatto, già di per sé preoccupante, è reso ancor più grave esaminando le società che fanno parte del MIB, cioè le 40 maggiori in termini di capitalizzazione (vedi Tav.2). Le 22 banche quotate pesano il 9% sul totale, ma quelle del MIB pesano il 20% dell’indice; le società dell’energia sono 7 (meno del 3%), ma nel MIB figurano in 4 e pesano più del triplo (10,26%); per contro le società legate alle costruzioni sono il 5,35% del totale, ma solo la metà (2,56%) nel MIB.

TAV.2 – TITOLI AZIONARI DEL FTSE MIB

FTSE MIB

NUMERO

% MIB

CAPITAL

% MIB

ALIMENTARI (FOOD AND BEVERAGE)

1

2,56%

13594

2,30%

ASSICURAZIONI (INSURANCE)

2

5,13%

30800

5,21%

AUTOMOBILI (AUTOMOBILES AND PARTS)

3

7,69%

93667

15,85%

BANCHE (BANKS)

8

20,51%

106217

17,97%

COSTRUZIONI (CONSTRUCTION AND MATERIALS)

1

2,56%

4340

0,73%

ENERGIA (ENERGY)

4

10,26%

66546

11,26%

FARMACEUTICI/BENESSERE (HEALTH CARE)

3

7,69%

32436

5,49%

FINANZIARIE (FINANCIAL SERVICES)

4

10,26%

53752

9,09%

INDUSTRIA (INDUSTRIAL AND CONSUMER GOODS)

6

15,38%

66254

11,21%

SERVIZI (UTILITIES)

5

12,82%

107984

18,27%

TELECOMUNICAZIONI (TELECOMMUNICATIONS)

2

5,13%

15555

2,63%

TUTTI GLI ALTRI SETTORI

0

0

0

0

729232

39

 

591145

81,06%

Chiudiamo l’analisi osservando la capitalizzazione dei vari settori all’interno del MIB: la capitalizzazione complessiva di chi produce è di circa 277 miliardi di euro, mentre quella degli altri è di 314miliardi di euro.

Insomma il nostro Paese appare come un’economia in cui chi lavora e produce vale meno della metà di chi lo “aiuta” senza partecipare direttamente alla produzione!

Insomma, a guardare il listino azionario italiano sembra che gli italiani si siano stancati di lavorare fisicamente e si siano buttati ad intermediare denaro, vendere biglietti aerei, gestire reti telefoniche o televisive.

Può anche darsi che sia giusto così, che la fatica debbano farla gli indiani o i cinesi (che infatti sommergono il mondo con i loro prodotti) e che noi dobbiamo specializzarci in settori a più elevato contenuto tecnologico o intellettuale.

Ma quando sbarcheranno le banche cinesi offrendo tassi più alti ai depositi e chiedendo interessi più bassi sui prestiti cosa faremo?

NOTA FINALE: I dati indicati sono elaborati su tabelle fornite dalla Borsa Italiana. Spiace rilevare come tutte le statistiche siano state fornite in inglese. E i dati richiesti sono stati inviati disaggregati, azione per azione, anziché sintetizzati per settore come richiesto, imponendo un lungo lavoro di rielaborazione.

Gianluigi De Marchi

Fridays for future annuncia le mobilitazioni di fine ottobre

Un altro mondo non è solo possibile, ma è urgentemente necessario.

Questo 22 ottobre scendiamo di nuovo in piazza in tutto il mondo.

Sabato 30 ottobre a ROMA, dopo lo sciopero studentesco del 29 ottobre organizziamo, assieme a molte associazioni  e gruppi, un corteo generale in occasione della conclusione del summit del G20.

Invitiamo ciascuno a unirsi!

Venerdì 24 settembre oltre 800.000 persone sono scese in strada in più di 1.500 località per partecipare al Global Climate Strike, dove ci siamo uniti per #UprootTheSystem!

Alla preCOP 26 a Milano i  leader mondiali hanno detto di ascoltarci, ma la crisi climatica e ambientale continua a non essere trattata come un’emergenza. Stando agli obiettivi dei governi, le emissioni globali aumenteranno del 16% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010 – secondo il rapporto dell’UN Climate Change. Questo mette il mondo rovinosamente fuori strada dal raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi di mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C.

Per questo vogliamo azioni immediate, e alla COP 26 i governi del mondo devono rispettare le loro promesse per difendere le condizioni di vita attuali e future e i nostri sistemi di supporto vitale. Facciamo particolare pressione perché non sia lasciato indietro nessuno, in particolare i più emarginati. Gli stati ricchi e più responsabili storicamente delle emissioni hanno il dovere morale di agire immediatamente.

Fridays for future

Tutte le informazioni su https://fridaysforfutureitalia.it/un-altro-mondo-non-e-solo-possibile-ma-e-urgentemente-necessario/ 

Tutte le novità della nuova stagione di Parlaconme

La trasmissione PARLACONME, reduce dal successo dell’ edizione 2021 della Fiera del Peperone di Carmagnola, si prepara alla nuova edizione invernale condotta dalla Social Media Manager & Agrifood Specialist Simona Riccio

 

Il panel della trasmissione PARLACONME, condotta dalla Social Media Manager e Agrifood Specialist Simona Riccio, avviato alla Fiera del Peperone di Carmagnola nel 2020, riprenderà fra pochi mesi, a dicembre. Intanto vanta un bilancio assolutamente positivo registrato nell’edizione 2021 della Fiera del Peperone, dove ogni giorno ha avuto luogo dalle 19.30 alle 20 dal grande palco di piazza Sant’Agostino 2. a Carmagnola, in diretta sulle Radio web Radiovidanetwork. Gli appuntamenti sono stati ben tredici, con diciannove ospiti che si sono alternati sul palco e in collegamento esterno, tra cui Francesco Battistoni, Sottosegretario di Stato per le Politiche agricole, alimentari e forestali; Andrea Pavia, Direttore Commerciale della Camera di Commercio Italiana del Perù; Gianluca Cornelio Meglio, direttore generale del CAAT ( Centro agroalimentare di Torino) e l’onorevole Salvatore De Meo, eurodeputato di Forza Italia PPE.
“I risultati raggiunti da PARLACONME alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola – ha spiegato Simona Riccio, Linkedin Top Voice Italia – hanno dimostrato l’importanza dei Podcast per le aziende e di quali opportunità esse possano rappresentare. Dalla statistica elaborata grazie anche all’impegno di Alessio Criscuolo, è emerso un dato che dimostra che soltanto l’8,3% del pubblico della trasmissione sia costituito da una componente femminile, contro il 91,7% maschile. Ciò significa che il sistema agroalimentare è ancora saldamente capitanato dagli uomini e non sempre riesce a destare l’interesse femminile, che non sempre conduce le donne ad ascoltare un programma dedicato alle tematiche alimentari.
La mission di PARLACONME è, invece, anche quella di valorizzare le donne nel settore agricolo, dimostrando che non si tratta di un campo esclusivamente maschile; infatti nel corso di queste tre edizioni abbiamo avuto il piacere di ospitare moltissime donne che, negli anni, si sono conquistate i loro spazi nel settore agroalimentare”.
È stata elaborata una lista che ha individuato le puntate del format PARLACONME che hanno ottenuto maggiori visualizzazioni alla Fiera del Peperone di Carmagnola edizione 2021, il cosiddetto BLABLACONTEST. La puntata maggiormente seguita è stata quella del 28 agosto scorso, seguita da quella del 30 agosto e, in terza posizione, da quella del 27 agosto scorso.
Il format PARLACONME ripartirà a dicembre, sempre sulla Radio web Radiovidanetwork, ogni giovedì in orario pomeridiano e sta ricercando, accanto a sponsor motivati a supportarla, anche aziende interessate, in campo agroalimentare, a farsi conoscere meglio dal vasto pubblico di ascoltatori.

Mara Martellotta