ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 308

Bye, bye Intel a Torino? Facciamo un po’ di chiarezza

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A cura di lineaitaliapiemonte.it

Di Marco Corrini*

L’impressione è che se Intel si allontana è anche perchè tutti gli attori piemontesi della vicenda, dalla politica all’industria, si siano mossi in ordine sparso. Vale però la pena di fare chiarezza su questa operazione, che molti hanno interpretato come il primo passo per rendere il comparto tecnologico italiano autonomo ed indipendente dal sol levante. In realtà non sarà affatto così, e sopratutto non lo sarà per il mercato dell’automotive, tanto importante per il Piemonte

*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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Agrisocial: come valorizzare l’azienda agroalimentare

Il 3 novembre prossimo alle ore 18 si terrà un webinar dal titolo “Agrisocial”, promosso da Tellyfood, rivolto agli imprenditori agricoli. Conduce Ivano Valmori, con Simona Riccio.

Si tratta di un webinar dedicato al metodo per illustrare i prodotti agricoli e valorizzare la propria azienda in campo agroalimentare.“Agrisocial” rappresenta un’iniziativa che vuole avvicinare i produttori agricoli, le imprese e gli operatori del settore per renderli capaci di ottimizzare le risorse e i tempi, proprio partendo  dal miglioramento della comunicazione relativa ai loro stessi prodotti.

La comunicazione, infatti, può rivestire un ruolo fondamentale anche in quelle aziende che risultano legate a mestieri storici quali l’agricoltura,  attraverso un significativo lavoro di branding sui social, capace di dare slancio all’azienda. Molto spesso il primo approccio di un’azienda agricola al mondo della comunicazione e al social video marketing avviene attraverso le live di Facebook, che possono servire per narrare notizie inerenti il lavoro nei campio in altri settori agricoli. Sono diversi i canali di comunicazionecon cui gli imprenditori agricoli possono interfacciarsi, diventando non semplici contadini digitali, ma protagonisti della diffusione di conoscenza della loro azienda, rispettando il timing e la programmazione.

Per partecipare al webinar basta registrarsi al link https://Lp.tellyfood.it/agrisocial/

Mara Martellotta 

 

Il Festival dell’Economia riparte da Torino

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Il Festival internazionale dell’economia si farà a giugno a Torino.

I promotori hanno infatti accolto l’invito della Regione Piemonte e della Città di Torino, insieme alla Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Camera di Commercio, Università degli studi, Politecnico e Collegio Carlo Alberto. Il quotidiano “La Stampa”, aveva lanciato la candidatura della città ottenendo l’adesione di tutti i candidati sindaco. La rassegna, che si svolgeva a Trento, si terrà da giovedì 2 a domenica 5 giugno e avrà come tema Merito, diversità, giustizia sociale.  “Un’ottima notizia per Torino.  È il riconoscimento alla nostra città di un ruolo da protagonista nel mondo economico e nell’organizzazione di eventi culturali”, commenta il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

Torino, continua la crescita delle compravendite immobiliari residenziali

Il mercato nazionale conferma un andamento positivo e chiude il secondo trimestre del 2021 con un aumento degli scambi del 73,4% rispetto allo stesso trimestre del 2020, penalizzato dal lockdown.

Significativo il confronto con il secondo semestre del 2019 che evidenzia una crescita delle transazioni del 26,1%. È ancora una volta evidente, come già avvenuto nel primo trimestre del 2020, la migliore performance dei comuni non capoluoghi che mettono a segno un incremento dell’81,6% rispetto al secondo trimestre del 2020 e del 31,3% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tra le grandi città, in cui l’aumento medio rispetto al 2020 è stato del 54,6%, spiccano le performance di Palermo (+70,3%), Napoli (+67,1%) e Genova (+65,7%). Bene anche Bari, Roma e Torino. Rispetto al secondo trimestre del 2019 il numero di compravendite nelle grandi città è aumentato mediamente del 14,0%.

Promozione dei vini nei paesi terzi, i fondi regionali

OCM VINO: DALLA REGIONE 9,2 MILIONI DI EURO PER LA PROMOZIONE DEI VINI PIEMONTESI DI QUALITA’ NEI PAESI TERZI

Aperto il bando 2021 da 8 mln a sostegno dei consorzi di tutela e delle associazioni di produttori

La Regione Piemonte ha assegnato complessivamente 9,2 milioni di euro a favore del comparto vitivinicolo per i progetti di promozione dei vini piemontesi di qualità a denominazione di origine sui mercati dei paesi terzi.

Con una dotazione finanziaria di 8 milioni di euro, prevista dal Programma nazionale di sostegno del Settore vitivinicolo, l’Assessorato all’Agricoltura ha aperto il bando sulla misura Ocm vino promozione che sostiene i consorzi di tutela e le associazioni di produttori vitivinicoli per i progetti regionali e multiregionali nei paesi extra europei, presentati per l’annualità 2021/2022.

Il bando, pubblicato sul sito della Regione al link https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/ocm-vino-promozione-sui-mercati-dei-paesi-extra-ue-annualita-20212022 prevede una copertura massima del 50% delle attività promozionali presentate da ciascun soggetto beneficiario. Il termine ultimo per la richiesta di contributo è il 5 novembre 2021.

La Giunta regionale ha inoltre assegnato una dotazione di 1,2 milioni di euro da destinare alla liquidazione dei progetti di promozione Ocm vino presentati negli anni precedenti 2020/2021 e 2019/2020.

Per l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo resta essenziale proseguire e intensificare le attività di promozione dei vini piemontesi di qualità nei paesi extraeuropei, tra i quali rientra quest’anno anche la Gran Bretagna per effetto della Brexit, sia per affermare il loro posizionamento sui mercati internazionali sia per contrastare la pressione sui prezzi a causa dei potenziali dazi.

I funghi indigesti e il Covid

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni 

 

Il prof. Quaglieni

Ieri sera sono stato a cena in un locale torinese molto noto dove non è stato richiesto il
Green pass, forse perché parte dei frequentatori non lo possiede perché appartiene alla mala genia dei nemici del vaccino, unico vero presidio di libertà.
Viene legittimo il dubbio perché in due altri locali torinesi , “Il porto di Savona” (dove ho ascoltato il direttore in persona riprendere con gentilezza ma anche con fermezza i clienti momentaneamente senza mascherina all’interno del ristorante ) e “La spada reale“ eseguono controlli ferrei all’ingresso con la misurazione anche della temperatura corporea.

Non ci possono essere due pesi e due misure perché il cittadino – cliente va tutelato. Mangiare in un clima potenzialmente pandemico degli ottimi funghi, come e’ capitato a me ieri sera, fa si’ che anche dell’ottimo cibo diventi indigesto e fonte di ansie che bloccano la digestione e tolgono il
sonno. I locali pubblici che hanno riaperto, vanno controllati in modo sistematico e chi non si sottopone alle regole va sanzionato con la chiusura. Snobbare, anzi violare, in modo palese e persino provocatorio le regole non risulta accettabile. Se a Torino esiste un’autorità sanitaria e un’autorità  di pubblica sicurezza , queste violazioni non possono essere tollerate. Vanno sanzionate con decisione anche a livello mediatico.

I no vax vanno tenuti lontani momentaneamente dalla comunità civile per tutelare la salute pubblica che resta il bene primario e irrinunciabile. La pandemia purtroppo non è finita e la libertà sociale di chi non si sottopone al vaccino non va presa neppure in considerazione. La scelta resta tra civiltà e barbarie, tra salute pubblica e morte. Per altri versi, in altri ambiti, ci sono amministratori di condominio che a fine ottobre, in violazione a norme precise, non provvedono ad accendere i termosifoni, danneggiando le fasce più deboli
ed esposte alle influenze, alle bronchiti e quindi alla pandemia.

Anche in questo caso occorre la tutela degli anziani che non sono cittadini di serie b ed hanno diritto a vivere senza essere soverchiati dagli imbecilli dell’ecologia selvaggia, come diceva il mio
amico Amicone. L’ecologia selvaggia di chi impone di tener spenti i caloriferi, diventa più o meno connivente con la pandemia che ha condannato a morte tanti anziani. Occorre recuperare ragionevolezza ed equilibrio, colpendo con durezza chi si rivela complice di un contagio
che ha generato troppi morti.

Forse bisognerà far seguire degli esposti circostanziati alla Magistratura per recuperare dopo mesi di clausura forzata il
senso della responsabilità? L’oste che strizza l’occhio al no vax, va perseguito come un nemico sociale, dedito solo a lucrare in modo cinico soldi agli avventori. Come diceva il
titolare di un noto locale alassino, dai clienti bisogna spremere fino all’ultima goccia. Questa sembra la logica perversa di chi non fa i controlli che la legge impone e che non è tollerabile che vengano omessi. Tra l’altro, si tratta di una furbata molto miope perché può provocare un nuovo disastro pandemico che distruggerebbe in modo definitivo la ripresa.

Comprare casa a Torino: quanto costa un trilocale? Le dieci zone più costose della città  

Casa.it ha analizzato i costi medi per acquistare un trilocale nelle diverse zone di Torino e ha stilato la classifica delle dieci zone più costose: Centro, domina la classifica con un costo medio di 279.000 euro, seguono Precollina con 234.000 euro e San Salvario, Parco Valentino con 208.000 euro.

 Il trilocale è la tipologia di casa più cercata dalle persone per l’acquisto a Torino, ma quali sono le zone più costose di Torino per comprare un trilocale? Casa.it ha analizzato i prezzi di vendita medi degli appartamenti con tre locali negli annunci pubblicati su Casa.it nei primi 8 mesi del 2021, stilando la classifica delle dieci zone più costose di Torino.

La zona più costosa per comprare un trilocale è la zona Centro, con un costo medio per un trilocale di 279.000 euro e un prezzo medio al metro quadro di 2.977 euro. In seconda posizione c’è la zona Precollina, dove un trilocale costa in media 234.000 euro con 2.659 euro al metro quadro. Al terzo posto si posiziona la zona San Salvario, Parco Valentino con un costo medio di 208.000 euro e un prezzo medio al metro quadro di 2.125 euro.

Al quarto posto in classifica Cit Turin con un costo medio per un trilocale di 192.000 euro e un prezzo medio al metro quadro di 2.319 euro. Al quinto posto con un costo medio per un trilocale di 187.000 euro si posiziona la zona Madonna del Pilone, Sassi, con un prezzo al metro quadro di 2.217 euro. Si posiziona al sesto posto la zona Crocetta con un costo medio di 186.000 euro e un prezzo medio al metro quadro di 2.347 euro. In settima posizione troviamo la zona Vanchiglia, Vanchiglietta con un costo medio di 177.000 euro per un trilocale e un prezzo medio al metro quadro di 2.129 euro. All’ottavo posto Pozzo Strada dove un trilocale costa in media 148.000 euro e ha un prezzo medio al metro quadro di 1.807 euro.  Al nono posto, con qualche euro in meno, si posiziona Santa Rita con un costo medio per i trilocali di circa 148.000 euro e un prezzo medio al metro quadro di 1.784 euro.

Al decimo posto Mirafiori sud con 148.000 euro di costo medio per il trilocale e una spesa di 1.457 euro al metro quadro.

Il Piemonte tutela la produzione di nocciola di qualità

Presentato ad Asti il progetto di ricerca di Regione Piemonte,Fondazione Agrion, Disafa e Agroinnova

La coltivazione di nocciolo in Piemonte è una realtà in forte crescita e rappresenta uno dei poli di produzione più importanti a livello nazionale, con oltre 26.000 ettari distribuiti su tutto il territorio regionale e 9.000 aziende coinvolte.

La nocciola Tonda Gentile prodotta in Piemonte è considerata tra le migliori varietà al mondo dal punto di vista organolettico e per le caratteristiche di resa e pelabilità.

Un prodotto eccellente da tutelare insieme al territorio di produzione e pertanto la Regione Piemonte ha attivato un gruppo di lavoro tecnico-operativo che raccoglie le più importanti professionalità nell’ambito della ricerca, composto dal Settore Fitosanitario Regionale, Agrion – Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, DISAFA – Università di Torino e Agroinnova.

Dal tavolo tecnico è nata la proposta del progetto di ricerca “Nocciola di qualità”, avviato nel 2021 e che proseguirà fino al 2024, al quale partecipano oltre alle istituzioni e gli enti di ricerca, anche i principali esponenti del mondo imprenditoriale del settore.

L’obiettivo è fronteggiare le maggiori criticità legate alla qualità globale della nocciola Piemonte: i danni da cimice asiatica, l’avariato sui frutti, le problematiche che caratterizzano la cascola pre-raccolta. La Regione Piemonte ha incaricato Fondazione Agrion di coordinare il gruppo di lavoro per le attività indicate come priorità.

La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta venerdì 22 ottobre ad Asti, nell’aula magna del Polo Universitario di Asti, con la partecipazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa, del presidente di Fondazione Agrion Giacomo Ballari. del presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia.

“Oggi è una giornata importante perché abbiamo fatto qualcosa che non era mai avvenuto prima, cioè far sedere allo stesso tavolo l’intera filiera della nocciola: produttori, trasformatori e grandi industrie utilizzatrici di questo nostro prodotto d’eccellenza – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. L’obiettivo è lavorare insieme a un progetto che ha tre parole d’ordine: qualità, sostenibilità e continuità. Lo faremo con il supporto scientifico dell’Università di Torino, della Fondazione Agrion e di Agroinnova, perché garantire la qualità significa ad esempio difendere la nostra nocciola dalla cimice asiatica o dalla cascola. Ma anche riconoscere che la sostenibilità deve essere sia ambientale che etica, cioè rispetto per l’ambiente ma anche di chi lavora in agricoltura garantendone i diritti e il giusto compenso. E poi la continuità: serve un prodotto costante perché i danni dovuti alle calamità naturali sono sempre più frequenti e circoscritti a specifiche aree ed è fondamentale che i nostri contadini possano essere rimborsati. Per questo servono condizioni assicurative che incentivino e mettano nella condizione i nostri produttori di assicurare le proprie nocciole. Un percorso che, al pari del nostro vino, del riso e della carne, punta a rendere la nocciola del Piemonte un grande motore di sviluppo economico per tutto il territorio”.

“Il Piemonte produce una varietà di nocciola, la Tonda Gentile, riconosciuta tra le migliori al mondo per qualità e per questo preservare questa eccellenza rappresenta una priorità assoluta nella politica agricola regionale. – dichiara l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – La Regione infatti è a fianco dei produttori che in questi ultimi anni stanno affrontando diverse problematiche dovute principalmente al cambiamento climatico che causa la diffusione della cimice asiatica e un peggioramento del livello qualitativo delle nocciole. Da qui è nata l’esigenza di un progetto a lungo termine che coinvolgesse insieme le istituzioni, il mondo della ricerca e il mondo imprenditoriale”.

“Con questo progetto stiamo compiendo un altro passo importante per la tutela di una delle eccellenze del Piemonte: la Nocciola Tonda Gentile. L’aumento significativo della corilicoltura a livello locale e la diffusione di nuove avversità, richiedono una gestione agronomica attenta, che garantisca la salvaguardia e la salubrità del prodotto – sottolinea il presidente di Fondazione Agrion Giacomo Ballari – La ricerca e la sperimentazione sono infatti fondamentali per trovare soluzioni efficaci, e al contempo rispettose dell’ambiente, alle criticità che anche il comparto corilicolo deve affrontare per consentire alla nocciola piemontese di distinguersi per la sua qualità e mantenere il primato che da sempre la caratterizza. Come Fondazione Agrion siamo stati incaricati dalla Regione Piemonte per coordinare il gruppo di lavoro per le attività che la filiera ha indicato come prioritarie, che vedranno coinvolti i partner nelle diverse attività di competenza. Verrà costituita una rete di monitoraggio sul territorio che coinvolgerà i tecnici di tutti i settori produttivi in modo da conoscere in tempo reale la situazione relativa all’insediamento di H. halys nelle zone di maggior presenza e agli spostamenti sul territorio regionale, al fine di concordare con i tecnici e le Organizzazioni di produttori, le strategie d’intervento da adottare nel corso della stagione. Ringrazio per il sostegno finanziario tutte le aziende private e le istituzioni pubbliche che continueranno in questi anni a dare la sostenibilità economica al progetto: un’operazione che permette di comprendere come sia efficace una collaborazione tra pubblico e privato che sostiene un settore economico strategico per la filiera agroalimentare piemontese”.

Stellantis: Ugl sul trasferimento occupazionale da Grugliasco a Mirafiori

“Oggi apprendiamo dall’Azienda che il passaggio dei lavoratori di Agap, presso il sito di Mirafiori Plant è ufficiale e il percorso si concluderà entro il 2024, con le unità di verniciatura e lastratura.

E’ chiaro che, avremmo preferito portare a regime produttivo e occupazionale entrambi i Siti, ma ci aspettiamo da parte dell’Azienda, che questa riorganizzazione, faccia parte di un progetto volto ad offrire spazio occupazionale per i lavoratori in questione. Ponendo fine, una volta per tutte, a questa insicurezza, che incombe sui dipendenti. Rasserenanti, il percorso di sviluppo sia Tecnologico che Occupazionale” lo dichiara il Segretario Provinciale UGL Metalmeccanici di Torino – Ciro
Marino.

Per il 2022 sono 52 milioni i fondi messi in campo da Fondazione CRT

Salgono a 52 milioni ( erano 50 l’anno scorso) i fondi messi in campo da Fondazione CRT per il sostegno al Terzo Settore e alle realtà non profit dell’arte, della cultura, della ricerca, del welfare, dell’ambiente, e dell’innovazione sul territorio.

La cifra è stata decisa con l’approvazione all’unanimità del Documento Programmatico Previsionale (DPP) da parte del Consiglio di Indirizzo.

“ Un vero e proprio ‘piano strategico per il territorio’, lo ha definito il Presidente Giovanni Quaglia ,”con l’obiettivo di costruire insieme alle istituzioni, alla business community e alla società civile organizzata un futuro più sostenibile, più digitale, più inclusivo e più resiliente per l’intera comunità, a partire dalla next generation”.

In particolare, 16,5 milioni di euro saranno destinati per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, le mostre e il rilancio del settore culturale dopo la pandemia; 16 milioni per le attività scientifiche e tecnologiche, la ricerca applicata e l’innovazione (con una particolare attenzione a temi strategici quali la digitaltransformation), la formazione del capitale umano fin dai primi anni di scuola e il rafforzamento delle competenze dei giovani talenti; 16 milioni per la promozione dell’imprenditoria sociale, l’inclusione delle persone in difficoltà, la salvaguardia del territorio, il consolidamento del sistema di primo intervento del 118 e della protezione civile.

3,5 milioni sono stanziati per progetti innovativi da realizzare in sinergia con due componenti innovation oriented del “Gruppo CRT”: la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e le OGR Torino, hub internazionale di sperimentazione culturale e tecnologica. Le OGR Tech, in particolare, unico luogo in Italia con 9 diversi programmi di accelerazione di start up (dalle smartcities al gaming, fino alle scienze della vita), punteranno sempre più sulla leva dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale per l’impatto sociale attraverso il Data Science for Social GoodCenter.

Digital e Data Science saranno anche al centro delle progettualità a supporto dell’imprenditoria sociale e del suo impatto, da implementare nell’ambito del partenariato tra Fondazione CRT, OGR e Microsoft.

Guardiamo al 2022 con maggiore ottimismo, potendo contare sull’attenta gestione patrimoniale, dalla quale abbiamo continuato a generare una buona redditività anche durante i momenti più complessi della pandemia, su una robusta posizione finanziaria netta costruita nel tempo e sul ritorno alla distribuzione dei dividendi; tutti elementi che ci consentono di liberare nuove risorse a sostegno del territorio e del suo sviluppo anche per il prossimo anno”, dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci.

Nel 2022, insieme con la Rockefeller Foundation, La Fondazione CRT avvierà nuove progettualità e integrerà nei propri interventi così come in quelli degli enti strumentali gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In generale, particolare attenzione sarà rivolta ai percorsi di professionalizzazione e di sviluppo delle realtà dello spettacolo dal vivo, per favorire la ripresa del settore messo a dura prova dalla pandemia.

Nell’area Ricerca e Istruzione partirà il primo corso di alta formazione gratuita per nuove leadership “Talenti per la Comunità”, per laureati ad alto potenziale selezionati su base nazionale: il progetto trae origine da una delle dieci idee per un futuro più sostenibile, inclusivo e orientato alla creazione di valore sociale, emerse dagli “Stati Generali” della Fondazione CRT.

Prenderà il via anche un progetto per la valorizzazione dei Dati. Obiettivo: “coltivare” una nuova generazione di Data Scientist per l’impatto sociale e creare una rete di ambasciatori dell’uso sociale dei dati, i “Data Steward”, nuova figura prevista dalle normative europee sui Dati.

Dopo una prima sperimentazione, nel 2022 entrerà a regime il progetto Talenti per la Scuola, orientato alla diffusione delle discipline tecnico-scientifiche mescolate agli strumenti digitali e alla creatività per combattere la dispersione scolastica, affrontare le problematiche adolescenziali e la perdita di socialità amplificata dalla pandemia.

In ambito Welfare e Territorio sarà messa a disposizione della collettività la prima Agenda per la disabilità in Italia, che sarà presentata il prossimo 3 dicembre. Inoltre, il 19 gennaio 2022, alle OGR, saranno presentati i risultati dell’indagine sull’impatto generato dal progetto decennale di formazione Operatori museali e disabilità che, che ha coinvolto in Italia 300 realtà e 1.000 operatori culturali.