ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 180

A Beinasco il nuovo Polo del lavoro


Ne fanno parte la sede decentrata del Centro per l’impiego
di Orbassano e uno sportello accreditato ai servizi al lavoro.
L’impegno è di potenziarlo ulteriormente. 

A un anno dall’apertura a Beinasco, nel Torinese, di una sede distaccata del Centro per l’impiego di Orbassano il presidio territoriale si rafforza con la nascita di un Polo del lavoro. Oltre al Centro per l’impiego ne fa ora parte anche uno sportello accreditato ai servizi al lavoro gestito dalla cooperativa Orso. E l’impegno, per il futuro, sarà integrare nuove realtà per potenziare ulteriormente la filiera di soggetti pubblici e privati – quali aziende, consorzi ed enti di formazione professionale (uno dei quali di imminente apertura a poche decine di metri) – finalizzata a fornire alle comunità di Beinasco e dei comuni limitrofi servizi di orientamento e opportunità formative e occupazionali. 

Il progetto, che ha preso corpo nei locali comunali di Beinasco in viale Risorgimento 14, è stato voluto fortemente dall’amministrazione comunale, che già a gennaio 2022 aveva sottoscritto un accordo con l’ente regionale per le politiche attive del lavoro Agenzia Piemonte Lavoro per l’apertura di uno sportello, e che contestualmente, grazie alla convenzione con la cooperativa Orso, accreditata da Regione Piemonte, ha sostenuto la nascita di uno sportello accreditato ai servizi al lavoro (Sal) nella stessa sede. 

L’annuncio della nascita del Polo del lavoro è stato ufficializzato nei giorni scorsi  alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione, lavoro, formazione professionale, diritto allo studio universitario Elena Chiorino e del sindaco di Beinasco Daniel Cannati. Sono intervenuti anche la responsabile del Centro per l’impiego Stefania De Simone insieme all’operatrice Enrica Robioglio, e la responsabile del Sal di Beinasco della cooperativa Orso Gianclaudia Zotti. Imprenditori del territorio hanno poi testimoniato l’efficacia dei servizi messi a disposizione dal Centro per l’impiego per la loro attività professionale. 

Elena Chiorino: «Il progetto del Polo del lavoro nasce grazie alla grande capacità di visione pragmatica dell’amministrazione comunale, supportata da una politica regionale che opera da sempre in questa direzione. In sinergia con le amministrazioni locali, lavoriamo con l’obiettivo di dare opportunità sia a chi può lavorare sia al nostro territorio per costruire un futuro di dignità e di lavoro». 

Daniel Cannati: «Il territorio di Beinasco si conferma terreno fertile per mettere a disposizione dei cittadini tutti i servizi finalizzati all’occupazione, tema quanto mai centrale». 

Stefania De Simone: «Il Polo del lavoro integra perfettamente, in un riconoscimento reciproco, il ruolo del Centro per l’impiego, che continua a essere la porta di accesso alle politiche del lavoro, e quello dei Sal, che erogano servizi più mirati di accompagnamento al lavoro». 

Gianclaudia Zotti«Grazie alla cooprogettazione con il Comune di Beinasco, abbiamo l’opportunità di portare i nostri servizi anche in questo territorio, in un’ottica di inclusione sia verso le persone che si rivolgono a noi sia verso le altre realtà della rete».  

Fra i servizi che il Polo per il lavoro mette a disposizione del pubblico: orientamento e sostegno alla ricerca attiva del lavoro nel territorio, supporto all’inserimento occupazionale delle persone con disabilità, revisione del curriculum, cogestione dei progetti finanziati, buoni servizi. 

I contatti sono, per la sede di Beinasco del Centro per l’impiego di Orbassano,
3341039676, info.cpi.orbassano@agenziapiemontelavoro.it; per i servizi al lavoro della cooperativa Orso, 348 8288909, aglavorobeinasco@cooperativaorso.it 

La differenziata, fatta male, genera mostri

Il “Pizzone”, nato dall’insieme di organico e carta, il “Peperattolo”, frutto di organico e latta non differenziati, la “Tazziglia”, ibrido tra ceramica e vetro: sono questi i rifiuti “anomali” protagonisti della nuova campagna di sensibilizzazione di Amiat Gruppo Iren, dal titolo “La differenziata, fatta male, genera mostri”.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Città di Torino, vuole stimolare i cittadini nell’adottare comportamenti corretti nella gestione dei rifiuti, con un messaggio chiaro: gettare i materiali separati negli appositi contenitori permette di realizzare una raccolta differenziata migliore, evitando la creazione di “mostri” di rifiuti che non è possibile differenziare.

La campagna è declinata su tre soggetti rappresentativi di errori comuni nella separazione dei rifiuti, dal cartone della pizza gettato sporco nella raccolta carta alla ceramica conferita erroneamente nel vetro.

La campagna, che verrà diffusa dal 30 gennaio 2023, verrà declinata su molteplici canali: affissioni statiche e dinamiche in vari formati, advertising e contenuti digitali.

“Gli sforzi che la Città e AMIAT hanno fatto e faranno per aumentare la raccolta differenziata sono inutili senza la fattiva collaborazione dei Cittadini, – commenta Paola Bragantini, Presidente Amiat Gruppo Iren –  per questo è importante non dare per scontato nulla, e tornare a spiegare che i cattivi comportamenti generano mostri. La raccolta differenziata fatta bene aiuta la Città ad essere più bella e sostenibile”.

“Rafforzare la coscienza civica e l’attenzione all’ambiente è un tassello indispensabile nel percorso intrapreso verso una città più sostenibile  – commenta l’assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta –. Per questo è importante continuare a creare occasioni per sensibilizzare la cittadinanza su questi temi e insieme lavorare d’intesa con AMIAT, come stiamo facendo, per migliorare l’efficienza del servizio. Una raccolta di qualità – conclude l’Assessora – è imprescindibile per il recupero, il  riciclo e il futuro reimpiego dei materiali, che ne estenda il ciclo di vita”.

Risorse europee per le imprese, se ne parla a Venaria

Le nuove misure di finanziamento della Regione Piemonte

Il 1° febbraio 2023 alle ore 18:00 la Città di Venaria Reale organizza l’incontro di presentazione sulle nuove misure di sostegno alle imprese con F.E.S.R. – Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale del Piemonte, approvato dalla Commissione europea. L’incontro si terrà presso la biblioteca civica Tancredi Milone, in via Verdi 18. Sono previsti i saluti istituzionali del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del presidente del Patto Territoriale Zona Ovest di Torino, Umberto D’Ottavio, del sindaco della Città di Venaria Reale, Fabio Giulivi. L’iniziativa, realizzata in collaborazione col Patto Territoriale Zona Ovest di Torino, sarà moderata dall’assessore alle Attività Produttive e Commercio della Città di Venaria Reale, Monica Federico. Interventi di Andrea Tronzano, assessore allo Sviluppo della Attività Produttive della Regione Piemonte, Giuliana Fenu, direttore della Direzione Competitività della sistema regionale della Regione Piemonte, Filippo Provenzano, segretario provinciale CNA Torino,  Giancarlo Somà, responsabile Servizio Economico Unione Industriali Torino e Fabio Schena, responsabile Ufficio Studi API Torino

Guida notturna (con nebbia) 

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

 

Larry Summers, segretario al tesoro degli Stati Uniti nell’ultimo periodo della presidenza Clinton, è ritenuto essere notoriamente un “falco” avendo sostenuto, per tutti gli ultimi due anni, la necessità di alzare i tassi d’interesse per potere combattere efficacemente l’inflazione.

Anche lui però sembra essere ormai convinto che, a causa dell’incertezza che pervade il quadro economico, non sia il caso di preannunciare ulteriori ritocchi al rialzo quando, mercoledì primo febbraio, la Federal Reserve si riunirà per aumentare i tassi ufficiali d’interesse dello 0,25% (questa la previsione degli analisti).

I dati economici pubblicati negli ultimi mesi sono, infatti sempre più contraddittori. 

Negli Stati Uniti i consumi stanno rallentando, i licenziamenti annunciati dalla grandi corporates del settore tecnologico si susseguono in modo preoccupante e l’inflazione sembra avere finalmente svoltato (l’aumento dei prezzi per le famiglie, pubblicato la scorsa settimana, è sceso al 3,9%, al di sotto del tasso ufficiale che è pari al 4,5%). 

Non che la locomotiva statunitense stia perdendo così rapidamente e pericolosamente (rischiando una dura recessione) velocità: il Pil dell’ultimo trimestre è salito del 2,9%, rallentando solo leggermente rispetto al +3,2% di quello precedente. 

Quello che disturba Summers è la mancanza di una direzione chiara e prevedibile del treno a stelle e strisce. 

In questo contesto il compito della Federal Reserve, la banca centrale USA, si fa difficile ed il rischio è quello di schiacciare troppo sul pedale del freno (innescando una recessione) o, al contrario, di lasciare viaggiare il convoglio ad una velocità che potrebbe provocarne un deragliamento inflazionistico (aiutato dalla forza dei consumi). 

L’immagine che utilizza Larry Summers nella sua recente intervista è molto esplicita: “La Fed sta guidando il suo veicolo in una notte molto, molto nebbiosa”. 

Malgrado ciò i tassi nell’era d.C. (dopo Covid) potrebbero assestarsi nei prossimi anni, secondo l’economista americano, ben al disopra delle previsioni attuali del 2,5% (lo 0.5% “reale”, una volta depurati i tassi ufficiali dell’inflazione “desiderata” del 2%). 

La preoccupazione non sembra essere però il sentimento principale che si percepisce in questo periodo nei mercati finanziari. 

L’ottimismo emerso dagli incontri del World Economic Forum di Davos nelle scorse settimane è stata benzina sul fuoco dei listini, felici di iniziare l’anno su toni opposti a quelli con i quali avevano concluso il 2022. 

Al pacchetto delle buone notizie si sono aggiunte ultimamente la cancellazione delle restrizioni in Cina (la fine della “tolleranza zero” nei confronti dei contagi Covid) e la discesa dei prezzi delle fonti energetiche (il gas è sceso del 70% rispetto ai picchi di fine agosto ed è tornato ai livelli pre-guerra). 

Le famiglie americane, poi, dispongono ancora di ampi risparmi parcheggiati sui conti correnti (o su investimenti monetari, a scadenza brevissima) pronti ad essere spesi (supportando la crescita) o investiti sui mercati finanziari. 

Ma nella notte nebbiosa nella quale stiamo brancolando anche le timide luci possono provocare delle ombre poco rassicuranti: per potere davvero riportare l’inflazione ai livelli desiderati (individuati universalmente nel 2%) i numi tutelari della moneta (le banche centrali) richiedono la presenza di chiari segni di rallentamento (e borse meno ottimiste sul futuro prossimo dell’economia). 

Il mix di dati economici migliori del previsto e delle previsioni, da parte delle imprese e degli economisti, di un forte rallentamento nel prossimo futuro è a livelli mai visti negli ultimi cinquant’anni e la possibilità che alla fine l’atterraggio sia più morbido di quanto temuto non è, fortunatamente, da scartare. 

Sarebbe una gradita sorpresa e sancirebbe la ripartenza del ciclo economico senza avere subito una fase “ciclica” recessiva. 

La risposta non la conosceremo con certezza ancora per qualche mese e l’indicatore che andrà osservato attentamente (e certamente lo farà la Fed) è quello della disoccupazione. 

I licenziamenti stanno accelerando negli Stati Uniti e presto ne vedremo le conseguenze (temperate dal nostro stato sociale) anche in Europa. 

Sebbene non si tratti certamente di una buona notizia, un aumento dei disoccupati ridurrebbe la pressione agli aumenti dei salari, consentirebbe alle aziende di tagliare i costi (come avvenne nel 2009, dopo la “Grande recessione” degli anni precedenti), rafforzerebbe il trend al ribasso dell’inflazione e rappresenterebbe il segnale ultimo che i mercati aspettavano per aprire una nuova fase di rialzi delle quotazioni. 

Rimaniamo quindi con lo sguardo attento a scrutare nella notte, certi che quando scomparirà la nebbia torneremo a riveder le stelle. 

Per aspera ad astra. 

 

Edilizia e riqualificazione energetica, il 50 % degli edifici a Torino ha più di 45 anni

Enzo Tanino (Presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia):

“Se gli obiettivi della direttiva UE, qualora fosse applicata, sono condivisibili e la ristrutturazione di immobili potrebbe rappresentare un’opportunità di lavoro per le imprese, questa non può essere applicata senza una adeguata programmazione pluridecennale e un importante sostegno economico per le famiglie.

il Piemonte ha un patrimonio immobiliare vecchio ed energivoro, oltre il 50%degli edifici a Torino ha più di 45 anni e la maggior parte degli edifici residenziali in Piemonte rientra nelle fasce energetiche più basse, questo vuol dire che in Piemonte è da rifare un immobile su due”.

 

 

Non c’è tregua per il comparto edile. Dopo lo stillicidio di modifiche normative legate ai bonus e soprattutto al superbonus 110%, (una recente analisi di Confartigianato delinea una ragnatela burocratica di 224 interventi su detrazioni fiscali edilizie e superbonus), potrebbe arrivare una direttiva UE per le abitazioni green. Essa fa parte di un pacchetto di norme volte all’ottenimento degli obiettivi climatici della UE e che riguardano la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di anidride carbonica.

“Se gli obiettivi della direttiva UE, qualora fosse applicata, sono condivisibili e la ristrutturazione di immobili potrebbe rappresentare un’opportunità di lavoro per le imprese, – afferma Enzo Tanino, Presidente Confartigianato Piemonte edilizia – questa non può essere applicata tout court senza una adeguata programmazione pluridecennale e un importante sostegno economico per le famiglie. Voglio ricordare che entro il 2033 occorrerebbe mettersi in regola per non incorrere in sanzioni pesanti. Sono scettico sulla possibilità di poter concludere i lavori entro quella data, considerato che il Piemonte ha un patrimonio immobiliare vecchio ed energivoro, oltre il 50%degli edifici a Torino ha più di 45 anni e la maggior parte degli edifici residenziali in Piemonte rientra nelle fasce energetiche più basse, questo vuol dire che in Piemonte è da rifare un immobile su due”.

Secondo l’ultimo report Enea in Piemonte nel 2021 il 27% delle certificazioni energetiche redatte riguardava gli edifici in classe G (la peggiore della scala), il 24,1% in classe F e solo il 7% (massimo grado di efficienza energetica) in classe A.

 Inoltre la direttiva UE danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili. In Italia l’80% è proprietario di case e il 70% degli immobili è energivoro. Se la direttiva sarà approvata finirebbero fuori legge oltre 9milioni di edifici, con un impatto devastante sul mercato immobiliare.

“Già lo scorso anno -conclude Tanino – abbiamo sottoscritto, unitamente ad altre associazioni europee delle costruzioni e dell’energia, una dichiarazione congiunta, evidenziando sinteticamente i seguenti punti”:

 

  1. 1.    adozione di un approccio “dal basso verso l’alto”, che tenga conto delle specificità delle diverse realtà locali e nazionali, per creare opportunità di decarbonizzare efficaci dal punto di vista dei costi e per sfruttare pienamente il potenziale dell’energia rinnovabile. Inoltre, l’obiettivo di questo approccio è anche quello di rafforzare il potere delle autorità locali, dei consumatori e delle comunità energetiche, insieme a fornitori e produttori delle loro aree;
  2. garantire l’accessibilità delle soluzioni di riscaldamento e raffrescamento sostenibili in quanto chiave di volta per una giusta transizione nel settore edilizio, attraverso un “approccio al costo totale“, che incorpori i costi diretti, indiretti e operativi delle soluzioni di riscaldamento sostenibile e attraverso la riduzione dei picchi di domanda con soluzioni dal lato della domanda (ad esempio, calore e/o l’energia generati in loco), mantenendo sotto controllo le componenti di fornitura e infrastruttura della bolletta energetica;
  3. promuovere la diffusione di tutti i tipi di soluzioni energetiche rinnovabili e le soluzioni che bilancino i picchi e la gestione della domanda, sottolineando che la definizione di edificio a emissioni zero dovrebbe supportare l’uso di tutte le soluzioni di energia rinnovabile economicamente vantaggiose, per gestire in modo economico e affidabile i possibili picchi di domanda;
  4. 4.    ricorrere all’utilizzo di tutte le tecnologie rinnovabili di riscaldamento e raffrescamento per contribuire alla decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo, promuovendo la sostituzione di fonti di riscaldamento inefficienti con apparecchi che utilizzano una gamma di fonti di energia sempre più rinnovabili.

 

Smart Solutions for Smart Communities, la ricerca 

martedì 31 gennaio 2023  alla Lavanderia a Vapore via Pastrengo 51, Collegno – TO

 

dalle ore 09:00 alle ore 11.30

 

Saranno presentati i risultati del lavoro di 4 anni del progetto di ricerca BIOENPRO4TO  – Smart Solutions for Smart Communities (POR/FESR Regione Piemonte), a cui partecipano 16 partner locali, di cui 4 grandi imprese, 5 PMI e 7 organismi di ricerca di tre Università piemontesi

 

BioEnPro4TO ha realizzato un sistema tecnologicamente avanzato per la conversione dai residui della vita quotidiana di comunità di piccole dimensioni in bioenergia e bioprodotti, a zero impatto ambientale, zero waste, abbattendo drasticamente i tempi di conversione e con un ritorno di investimento mai visto prima. Il territorio di riferimento è costituito da 17 Comuni dell’area Torino Ovest.

 

Si potranno vedere dal vivo, insieme agli ingegneri che le hanno prodotte, le diverse unità tecnologiche che compongono il sistema, tra cui ‘Torello’, il piccolo ma potente impianto per produrre l’energia pulita ed economica in soli 15 minuti, pronto per la fase di sperimentazione sul territorio.

 

Saranno presenti:

 

Francesco Casciano       sindaco della Città di Collegno

Jacopo Suppo                vicesindaco Città metropolitana di Torino

Andrea Tronzano           assessore allo Sviluppo Attività Produttive della Regione Piemonte

 

Mario Bonaccorso        direttore del Cluster Spring – Una panoramica sulla bioeconomia in Italia

Vander Tumiatti         fondatore di Sea Marconi – Dall’economia circolare all’economia granulare con BioEnPro4TO

 

Paola Dal Zovo            project manager Reply Santer

Silvana Nicola             docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino

Paolo Romano             presidente SMAT SpA

Marco Scolaro             amministratore delegato CIDIU SpA

Vander Tumiatti           fondatore di Sea Marconi

 

Alessandro Perissinotto   docente del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino – La comunicazione sociale e ambientale di BioEnPro4TO. Le favole di Bioeconomia

 

Ortofrutta, eccellenza piemontese in crisi Ma dalla Regione fondi in arrivo

La Regione Piemonte ha approvato 11 progetti presentati dalle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli del Piemonte per un finanziamento complessivo di 12.540.000 di euro di fondi europei proveniente dalla misura sull’ Ortofrutta.

I beneficiari sono le Organizzazioni di produttori e le Associazioni di Organizzazioni di produttori del Piemonte in forma di società cooperativa o altra forma societaria di capitale.

Rappresentano circa 3.000 produttori, singoli e associati, per un fatturato di circa 270 milioni di euro.

    “In un momento in cui il comparto ha bisogno di sostegni di fronte all’esistente crisi di mercato dovuta soprattutto ai costi di produzione, la Regione – osservano il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore  all’Agricoltura e cibo, Marco Protopapa – assicura per  un importante aiuto ai produttori ortofrutticoli del Piemonte

Giachino: “Il modo migliore per ricordare Agnelli è difendere l’automotive”

“Il modo migliore di ricordare l’avvocato Agnelli è difendere il settore automotive perché può dare ancora molto al nostro Paese in termini di ricerca scientifica, di lavoro e ci consente di lavorare alla mobilità del futuro”. È il commento di Mino Giachino, fondatore del movimento SìTav – Sì Lavoro. Prosegue Giachino: “nonostante  i tanti errori commessi che hanno portato a una grave riduzione della produzione di auto nel nostro Paese e alla vendita della Fiat alla Peugeot, l’Italia deve difendere il settore automotive , impegnandosi in Europa a correggere la decisione di puntare solo sull’auto elettrica. Il nostro Paese – aggiunge – oltre alle produzioni Fiat dispone di un patrimonio di aziende dell’indotto auto competitive nel mercato automobilistico mondiale che va assolutamente difeso utilizzando al meglio gli otto miliardi del fondo Giorgetti . Conclude Giachino: “È un settore dove vi è una grande ricerca e una grande innovazione che non possiamo perdere perché indeboliremmo il nostro PIL e il nostro Lavoro”.

Ivrea, i terreni intorno alla Variante del Peduncolo restano agricoli

I terreni intorno alla “Variante del Peduncolo” di Ivrea rimarranno agricoli. La rassicurazione da parte dell’Amministrazione comunale è arrivata ieri con un incontro tra il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, il segretario di Zona Coldiretti, Massimo Ceresole, gli assessori all’agricoltura e all’urbanistica del Comune di Ivrea Giuliano Balzola e Michele Cafarelli.

Gli agricoltori che coltivano l’area interessata dall’opera viaria tirano così un sospiro di sollievo: il progetto di miglioramento dell’arteria che collega Ivrea a Burolo si portava dietro il rischio concreto di una nuova ondata di consumo di suolo e per questo, Coldiretti Torino, ha chiesto chiarimenti ai vertici comunali.

«Siamo soddisfatti: le nostre posizioni sono le stesse della giunta eporediese – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Non siamo contrari a un ampliamento che possa rendere più scorrevole la viabilità esistente, non siamo nemmeno contrari a opere accessorie di accesso ed eventuale interscambio. Ma non saremmo d’accordo se il progetto prevedesse un’occupazione massiccia dei terreni oppure se l’opera si portasse dietro la trasformazione dell’area in zona produttiva o residenziale. Gli assessori Balzola e Cafarelli ci hanno chiaramente mostrato che una trasformazione nella destinazione d’uso non è prevista nella variante di Piano regolatore che ha appena iniziato l’iter di approvazione, e di questo siamo soddisfatti».

Coldiretti Torino ribadisce la richiesta di non consumare nuovo suolo agricolo anche nella scelta del nuovo ospedale del Canavese. «Per il nuovo nosocomio, al momento solo il sito proposto dal comune di Ivrea sembra non comportare nuova cementificazione. Al contrario, quello di Pavone, oltre a problemi idrogeologici che i nostri agricoltori conoscono bene, prevede la sparizione di una vasta area di campi agricoli».

(foto di repertorio)

Città a 30 all’ora, primo confronto tra l’Assessora Foglietta e la consulta Ambiente e Verde

Nei giorni scorsi  l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha partecipato in assessorato a un seminario tecnico organizzato dalla Consulta Ambiente e Verde. Si è trattato di una prima occasione di confronto e di dibattito – era presente anche Claudio Cerrato, presidente della sesta commissione del Consiglio comunale competente nelle materie Ecologia, Ambiente e Verde Pubblico – sugli interventi che la Città può realizzare in tema di politiche della mobilità per ridurre l’inquinamento prodotto dal traffico veicolare, e in particolare sul progetto di città a 30 all’ora.

 

In apertura l’assessora ha sottolineato come questa “sia una sfida importante, che non solo è presente nelle linee programmatiche della Città, ma è stata anche rafforzata da un atto del Consiglio Comunale. Nel 2023 saremo impegnati in un percorso che porterà ad individuare, attraverso l’interlocuzione con le Circoscrizioni, quelle che saranno le zone delle città che saranno interessate da questo provvedimento. Creare una città a 30 all’ora non significa mettere segnaletica orizzontale e verticale, ma coinvolgere la cittadinanza con azioni di sensibilizzazione, in sinergia con altri enti e con la collaborazione di soggetti come la Consulta Ambiente Verde. Un lavoro lungo, impegnativo – ha concluso Foglietta – ma fondamentale per migliorare la qualità dell’aria delle nostra città e la salute dei suoi cittadini”.
L’intervento del dottor Francesco Forleo, ricercatore dell’Università di Torino, ha quindi fornito utili spunti di analisi per il momento di confronto e discussione. Dopo aver passato in rassegna i diversi tipi di alimentazione “green” attualmente disponibili sul mercato (ibridi, elettrici, o idrogeno fuel cell), Forleo si è concentrato sull’analisi della situazione di Torino, che a causa della sua particolare posizione, e della bassa ventilazione, costituisce una vera e propria città “laboratorio” per studiare le soluzioni da adottare in tema di mobilità utili a migliorare la qualità dell’aria, pur nei limiti del contesto normativo attuale.
E’ stato sottolineato come il progetto Torino 30 all’ora proposto veda la Consulta decisamente favorevole e impegnata al massimo nel portare il suo contributo. Si tratta di un tema particolarmente sentito da molte altre città, che stanno prendendo sempre più consapevolezza di quanto possa essere importante ridurre la velocità nelle loro aree urbane, perché avere meno consumi delle auto significa ridurre al minimo le emissioni nocive, con benefici evidenti per la qualità dell’aria e anche in termini di sicurezza stradale.
Nell’immediato i singoli cittadini possono fare la loro parte. E’ importante infatti che siano consapevoli, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, di quanto il loro comportamento al volante, con l’adozione di uno stile di guida etico e responsabile, possa contribuire a ridurre l’inquinamento prodotto dal traffico. A tal proposito la Consulta ha presentato un “Vademecum dell’automobilista consapevole e intelligente” con una serie di semplici consigli che potrebbero comunque instaurare comportamento virtuosi negli automobilisti, per risparmiare carburante e limitare le emissioni nocive: evitare forti accelerazioni inutili, adottare uno stile di guida fluido, spegnere i motori per fermate superiori a un minuto, mantenere pneumatici a pressione prescritta, evitare frenate brusche, limitare le condizioni carico massimo del veicolo.
Francesco Tamburello