ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 178

FFF, Sciopero Globale per il Clima il 3 Marzo

Riceviamo e pubblichiamo 


“La nostra rabbia è energia rinnovabile”

Anche in Italia, in tutte le città, Fridays For Future chiama una giornata di mobilitazione per la giustizia climatica.

Fridays For Future lancia per venerdì 3 marzo un nuovo sciopero globale per il clima in tutto il mondo. <la crisi climatica è arrivata nelle nostre città, dobbiamo gridare nelle piazze di tutto il mondo che l’azione per la giustizia climatica non è rimandabile>> spiega il movimento nato nel 2019 e divenuto famoso per gli scioperi oceanici organizzati in questi anni.

Nel 2022 in Italia si sono verificati 310 eventi estremi, per la maggior parte siccità, grandinate, trombe d’aria e alluvioni. Sono morte 29 persone a causa dei disastri ambientali. Quella del 2022 è stata l’estate più calda della storia Europea, che nel sud Italia ha fatto registrare temperature record.

A novembre 2022 la media di CO2 nell’atmosfera si aggirava attorno a 420 ppm (parti per milione). Soli 10 punti sotto il limite indicato dagli esperti (climatewatchdata.org) per mantenere l’aumento della temperatura globale sotto gli 1.5°C.

Mentre nella maggior parte dei comuni italiani aumenta il costo dei trasporti pubblici con nuove tariffe record, le compagnie energetiche vantano miliardi in extra-profitti.

Aumentano anche le bombe climatiche, progetti di esplorazione ed estrazione di combustibili fossili ad alte emissioni che da soli basterebbero a far surriscaldare il pianeta oltre il limite.

Mai come oggi si sente forte la necessità di dare nuova voce alla scienza.

<> denuncia Marco Modugno, portavoce di Fridays For Future Italia: <

Dati scientifici, energia e partecipazione sono le loro sostitute.

Le politiche climatiche italiane sono gravemente insufficienti e si manifestano con totale incoerenza: tempistiche tardive, mancanza di un legame tra visione di lungo periodo e obiettivi di medio termine, scarsa implementazione e monitoraggio degli obiettivi raggiunti e disallineamento delle politiche nei diversi livelli dell’amministrazione pubblica.>>

Nonostante il costo degli impianti rinnovabili diminuisca di anno in anno, l’Italia sceglie di soddisfare l’80% della propria energia primaria con le fonti fossili, creando ostacoli burocratici alle alternative sostenibili e partecipative, come le comunità energetiche.

In un panorama di generale sfiducia verso le istituzioni rispetto alla capacità di affrontare la sfida climatica, Fridays For Future invita chiunque senta l’urgenza di agire a scendere in piazza, per una nuova giornata mondiale di mobilitazione.

<prima che la situazione diventi irreversibile>> afferma Michela Spina, portavoce del movimento: <rinnovare la nostra rabbia ancora e ancora, e manifestare insieme Venerdì 3 marzo. Scenderemo nelle piazze di tutto il mondo per trasformare quella rabbia in proposte concrete verso un mondo decarbonizzato.>>

La nostra rabbia è energia rinnovabile.

 

Per maggiori informazioni sullo sciopero, le rivendicazioni e le richieste contattare l’ufficio stampa di Fridays For Future Italia

Italia@fridaysforfuture.it

“Siccità, i bacini idroelettrici devono soccorrere l’agricoltura”

 E devono partire subito i piccoli invasi sul territorio

Il cambiamento climatico si affronta con misure strutturali e con l’uso plurimo della acque. Oggi l’acqua invasata per l’uso idroelettrico in pochissimi casi viene utilizzata anche per scopi idropotabili e irrigui. «Se cambia il clima occorre cambiare anche l’approccio all’utilizzo della risorsa idrica – osserva Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino – L’acqua invasata per concessioni idroelettriche deve poter essere utilizzata anche per venire in soccorso alle coltivazioni nei periodi di grave siccità. Proprio come è accaduto l’estate scorsa con l’accordo tra Coldiretti Torino e IREN grazie al quale la società ha rilasciato dalla sua diga di Ceresole una quantità di acqua sufficiente a superare il momento critico delle coltivazioni. Ora apprendiamo, con interesse, che, anche quest’anno, IREN avrebbe intenzione di venire in soccorso alle coltivazioni nel caso non bastasse l’acqua normalmente captata dai consorzi irrigui dell’Orco. Pensiamo che questo atteggiamento di attenzione per il mondo agricolo sia un esempio da seguire in tutto il territorio torinese visto che tutti i segnali ambientali ci dicono che la prossima estate potrebbe essere nuovamente calda e secca».

Coldiretti Torino chiede l’apertura di un confronto con i gestori delle 23 Grandi Derivazioni esistenti in provincia di Torino compresi gli invasi alpini, dalla valle Orco alla val Chisone, passando per la valle di Viù e la valle di Susa, proprio per sancire l’uso plurimo delle acque anche in considerazione dei rinnovi delle concessioni.

Ma attuare il principio dell’uso plurimo delle acque non basta. «Serve partire al più presto con la progettazione di grandi opere idriche come l’invaso di Combanera in val di Viù e di piccoli invasi sparsi sul territorio. I piccoli invasi sono opere che possono essere realizzate in tempi relativamente brevi, per questo sono le opere che possono rappresentare una svolta nella difesa dagli attuali cambiamenti climatici. Inoltre, dobbiamo rendere più facile la trivellazione di pozzi e pianificare tutte le opere che possono servire al riutilizzo agricolo delle acque. Se non ci sbrighiamo rischiamo di trovarci impreparati se dovesse ripetersi quanto già visto nell’estate 2022 con la siccità che potrebbe nuovamente minacciare seriamente le produzioni di cibo».

La Regione: “scuola ascensore sociale”

Contro il disagio giovanile e la povertà educativa 21 progetti finanziati in Piemonte dalla Regione.
CHIORINO:”LAVORIAMO PER UNA SCUOLA CHE RITORNI AD ESSERE UN ASCENSORE SOCIALE PER NON LASCIARE INDIETRO NESSUNO”
430 mila euro dalla Regione a 21 Comuni piemontesi per finanziare progetti di contrasto al disagio biopsicosociale e alla povertà educativa degli studenti con bisogni educativi speciali.
Contrastare la povertà educativa dei bambini oggi, significa creare le basi per ridurre la povertà economica degli adulti di domani – ha commentato l’assessore all’istruzione e merito della Regione Piemonte Elena Chiorino – la scuola deve tornare ad essere un ascensore sociale che non lascia indietro nessuno, superando quel sistema che negli anni ha anestetizzato i nostri giovani. Ritengo indispensabile investire su chi ha voglia di crescere, alimentando le capacità dei più bravi e sostenendo i più fragili“.
Le finalità dei progetti:
Il bando è stata una novità del piano di offerta formativa 22/24. Le finalità sono, appunto, il contrasto all’abbandono scolastico e il ritiro sociale, la prevenzione e gestione delle situazioni di disagio biopsicosociale nei giovani, la creazione di una rete tra famiglie, scuola, istituzioni del territorio, la progettazione percorsi per il recupero degli studenti a rischio dispersione scolastica e il ritiro sociale e la promozione degli apprendimenti e del benessere emotivo.
Lo svolgimento dei progetti si svilupperà sui due anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024.
Chi riceve il contributo:
A ricevere il contributo sono i Comuni con almeno un’istituzione scolastica statale o paritaria del primo ciclo di istruzione, che diventa partner nella progettazione.
La distribuzione delle risorse:
Sono 8 i comuni della Città metropolitana (Pavone, Ozegna, Piobesi, Rivalta di Torino, Pino Torinese, Torre Pellice, Nichelino, Moncalieri), 9 del Cuneese (Pianfei, Cherasco, Boves, Guarene, Savigliano, Santo Stefano Belbo, Saluzzo, Alba, Mondovì), 2 del Novarese (Borgomanero, Invorio), 1 dell’Astigiano (Incisa Scapaccino) e 1 del Vercellese (Varallo). Si allega tabella con le progettualità.

CIA Agricoltura: “impiegare al meglio i fondi europei”

CARENINI (CIA PIEMONTE) DOPO L’INCONTRO CON IL NUOVO DIRETTORE DI ARPEA, MARENGO: «MAI COME OGGI,  NECESSARIO INDIRIZZARE AL MEGLIO I FONDI EUROPEI»

Il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, insieme al direttore regionale Giovanni Cardone e al responsabile Caa di Cia Piemonte, Giovanni Allasia, ha incontrato ieri pomeriggio il nuovo direttore di Arpea, Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura, Angelo Marengo, per fare il punto sulle attività istituzionali di comune interesse tra i due enti.

«Abbiamo ricordato e ribadito lo spirito di collaborazione che da sempre contraddistingue il rapporto tra la nostra Organizzazione e l’ente pagatore della Regione – commenta il presidente di Cia Piemonte Gabriele Carenini -, rilanciando l’impegno per le nuove sfide che attendono il comparto primario del Piemonte. Mai come oggi le risorse destinate all’agricoltura sono determinanti per accompagnare lo sviluppo del settore, chiamato a svolgere un ruolo di primo piano nella transizione ecologica del sistema invocata dall’Europa a sostegno dello sviluppo e della promozione di un nuovo modello di società».

Aggiunge Carenini: «Con il nuovo direttore Marengo, c’è stato un incontro cordiale e all’insegna della massima operatività per valorizzare al meglio le straordinarie potenzialità dell’agricoltura piemontese».

Le Fondamenta dei Regni  

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

 

Le prospettive economiche rimangono quantomai incerte ma da qualche tempo è iniziato a filtrare un certo ottimismo da parte degli investitori, degli analisti e degli economisti. 

Ultime, ma solo in ordine di tempo, sono giunte le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI). 

Secondo l’FMI il rallentamento sarà inferiore alle attese e si passerà da una crescita del PIL del 3,4% nel 2022 al 2,9%. 

A patire le peggiori conseguenze saranno i Paesi industrializzati, destinati nel loro complesso a dimezzare la crescita dal 2,7% all’1,2%. 

L’Europa, epicentro degli eventi scatenati dalla guerra in Ucraina, pagherà il prezzo più salato e l’area dell’euro sarà in virtuale stallo (+0,7%) per tutto l’anno appena iniziato. 

Note più liete sono riservate dall’FMI all’Asia emergente che, trainata dalla Cina dovrebbero crescere di più del 5%.

 

Ma se quanto sopra era in una certa misura atteso quello che sorprende forse di più sono le previsioni sulla Russia, vista in miglioramento (dopo una discesa del 2,2% nel 2022) sia quest’anno (+0,3%) che il prossimo (+2,1%). 

In effetti il regno di Putin ha sinora subito delle conseguenze tutto sommato modeste dall’embargo dei Paesi occidentali. 

Com’è possibile, ci si chiede, che un Paese che dipende quasi esclusivamente dall’esportazione di petrolio e gas naturale possa fare fronte alla perdita dei suoi più importanti clienti (i principali Paesi europei) senza subire un tracollo della sua economia. 

La risposta sta nei dati che consentono di fare luce sulla destinazione dei flussi di greggio: da questi appare evidente che a compensare il netto calo della domanda europea ci abbia pensato l’Asia. 

Basti pensare che, dall’inizio della guerra, un anno fa, le importazioni cinesi di petrolio russo sono quasi raddoppiate e sono pressoché esplose (moltiplicandosi di 14 volte) da parte dell’India (che ha quasi appaiato Pechino come primo cliente di Mosca).  

Non desta sorpresa, poi, che, sebbene assai meno importanti, anche la Turchia e la Bulgaria abbiano approfittato delle “offerte speciali” (greggio a prezzo scontato) del supermercato russo. 

Meno ovvia è stata la crescita delle importazioni di petrolio russo da parte del nostro Paese, raddoppiate nel corso del 2022. 

La situazione paradossale si spiega con la presenza della raffineria russa, della Lukoil, ad Augusta, in Sicilia.  

Prima della guerra, infatti, solo il 30% del petrolio raffinato in Italia dalla Lukoil era di provenienza russa ma dopo l’imposizione delle sanzioni le banche italiane hanno chiuso le linee di credito “costringendo” la raffineria ad approvvigionarsi al 100% con petrolio domestico (importato dalla Russia). 

Vedremo nei prossimi mesi se le misure ulteriormente restrittive sulle esportazioni di greggio via mare, a fine anno scorso, e di prodotti raffinati, dal 5 febbraio, finiranno per sortire gli effetti sperati (togliere ossigeno alla macchina da guerra russa). 

 

Per ora possiamo solo convenire con quanto sosteneva l’economista statunitense Jeremy Rifkin: “Il regno dei cieli potrà anche essere fondato sulla giustizia ma i regni terrestri sono fondati sul petrolio.”

Mariela Castro, la nipote di Fidel, a Torino per il nuovo Codice delle Famiglie

Il Circolo di Torino e i Circoli del Piemonte dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba in collaborazione con l’Università di Torino organizzano un incontro tavola rotonda con la partecipazione della Dott.sa Mariela Castro Espin, politica, pedagogista, sessuologa e psicologa cubana.

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Special live sullo spreco alimentare con Simona Riccio

Si è celebrata il 5 febbraio la decima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare con due sessioni live condotte dalla Social Media Marketing Manager Simona Riccio

Domenica 5 febbraio scorso è stata la decima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare.

Il “Caso Italia 2023” di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, diffuso per iniziativa della campagna “Spreco Zero” di Last Minute Market, su monitoraggio IPSOS, ha fatto emergere quanto valga lo spreco di cibo in Italia, pari a 9 miliari di euro. Il report individua, quale dato del febbraio 2022, uno spreco pari a 595,3 grammi, di cui 524,1 negli ultimi sette giorni. L’alimento più sprecato è quello della frutta fresca, pari a 24 grammi, seguito dalle insalate, 17,6 grammi, cipolle, aglio e tuberi, 17,1 grammi, seguito dal pane fresco, 16,3 grammi, e dalla verdure, 16 grammi.

Esistono dei fattori che causano lo spreco alimentare. Nel caso di frutta e verdura, il 48% vengono sprecate perché, conservate in frigo, si deteriorano con facilità. Il 44% degli sprechi alimentari è dovuto a dimenticanze del cibo alla sua scadenza e deterioramento. Il 39% degli sprechi è dovuto al fatto che i cibi venduti sono già datati, il 35% è dovuto al timore di non avere in casa cibo a sufficienza e il 34% degli sprechi è dovuto a un calcolo errato del fabbisogno alimentare per famiglia.

Domenica 5 febbraio scorso, Simona Riccio ha tenuto uno special live sullo spreco alimentare diviso in due sessioni: una mattutina dalle ore 11:00 alle ore 12:00 e una pomeridiana dalle ore 15:00 alle ore 16:00, con cui si è confrontata con diversi professionisti del settore, che si adoperano quotidianamente per contrastare lo spreco alimentare. Nello sessione live del mattino erano presenti Maria Chiara Gadda, prima firmataria della Legge 166/16 Antispreco e Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, Giorgio De Ponti, Professore di Integrated Design al Politecnico di Milano, Giorgio Santambrogio, CEO Gruppo VèGè, Matteo Giantomassi, Responsabile del Servizio Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne dell’ATA Rifiuti di Ancona, e infine Andrea Gasco, Founder & CTO IThanks.

Alla sessione del pomeriggio, oltre a Maria Chiara Gadda e Andrea Gasco, hanno partecipato Giuliana Malaguti, Responsabile della Comunicazione del Banco Alimentare, Paola Bortolani, Food Blogger anti spreco e Claudio Menconi, Chef.

Le puntate live sono sempre condotte da Simona Riccio, Social Media Marketing Manager e Founder del format, insieme alla Testimonial di “Parlami di Spreco”, l’Onorevole Maria Chiara Gadda. I contenuti vengono mandati in onda live sulla pagina Linkedin e sul canale Youtube di “Parla con Me”, sul profilo Linkedin “Top Voice” e Facebook di Simona Riccio.

Per riascoltare le edizioni precedenti si può visitare il sito: www.parlaconmeofficial.it

Mara Martellotta

 

Iren nel Gender-Equality Index di Bloomberg

L’INDICE INTERNAZIONALE CHE MISURA L’UGUAGLIANZA DI GENERE NELLE AZIENDE

 

  Il Gruppo Iren è stato inserito per il terzo anno consecutivo nel Gender-Equality Index (GEI) di Bloomberg, l’indice internazionale che misura l’uguaglianza di genere nelle aziende.

Si tratta di un indice modificato e ponderato secondo la capitalizzazione di mercato, sviluppato per valutare la performance delle società pubbliche che si impegnano nella comunicazione dei dati relativi al genere. Questo indice di riferimento misura la parità tra i sessi sulla base di 5 pilastri: leadership femminile e pipeline dei talenti interni, la parità salariale tra i generi, la cultura di inclusione, le politiche contro le molestie sessuali e il marchio a favore delle donne.

Il GEI del 2023 rappresenta 45 Paesi e regioni e comprende, per la prima volta, società con sede in Lussemburgo, Ecuador e Kuwait. Le società inserite nell’Indice rappresentano una varietà di settori, tra cui quello finanziario, tecnologico e dei servizi pubblici, che continuano ad essere quelle con maggior rappresentanza nell’indice dal 2022.

La conferma per il terzo anno consecutivo all’interno dell’indice GEI di Bloomberg è per Iren motivo di grande soddisfazione – dichiara Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale Iren -. Parità di genere e inclusività sono valori su cui fondiamo presente e futuro del Gruppo: uno dei nostri obiettivi è quello di avere, entro il 2030, il 30% dei nostri manager di sesso femminile, mentre già oggi il nostro CdA è composto in maggioranza da donne. Queste policies aggiungono valore alla nostra azienda e sono accompagnate da un investimento continuo nelle politiche di diversity, indirizzate verso la non discriminazione in fase di selezione, la valorizzazione delle competenze e il superamento di ogni tipo di barriera nei processi di crescita professionale e manageriale”.

Congratulazioni alle società incluse nel GEI del 2023“, ha dichiarato Peter T. Grauer, Presidente di Bloomberg e Fondatore dell’U.S. 30% Club. “Continuiamo a vedere un aumento sia nell’interesse che nell’appartenenza a livello globale, che riflettono la condivisione dell’obiettivo di ottenere maggiore trasparenza nelle metriche relative al genere“.

Nell’ambito delle attività legate al GEI, Iren ha partecipato a un sondaggio creato da Bloomberg in collaborazione con esperti in materia a livello globale. Le società incluse nell’indice di quest’anno hanno ottenuto un punteggio in linea o al di sopra della soglia globale stabilita da Bloomberg per riflettere la divulgazione e il raggiungimento, o l’adozione, di statistiche e politiche migliori.

 

Novità tributarie di fine anno, convegno a Torino

LE RICADUTE VISTE DAGLI ADDETTI AI LAVORI

Venerdì 10 febbraio 2023 – ore 10.30

Centro Congressi Unione Industriali, Via Vela 17 – Sala Agnelli

Ai lavori, moderati da Luca Asvisio e Fabio Francescatti, parteciperà il Vice Ministro del MEF, Maurizio Leo. Il convegno sarà introdotto dagli indirizzi di saluto del Presidente Unione Industriali Torino, Giorgio Marsiaj, del Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Commercialisti con delega per l’area fiscale, Salvatore Regalbuto, del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Piemonte, Fabio Ignaccolo.

Nei vari interventi si parlerà del superbonus e delle detrazioni edilizie, dei provvedimenti contro il caro bollette per famiglie e imprese, dell’innalzamento a 85.000 euro della soglia di ricavi per beneficiare del regime forfettario e dell’introduzione, per imprenditori individuali e professionisti, di una flat tax incrementale, delle novità fiscali per le imprese e delle norme sulla tregua fiscale, fra cui la rottamazione delle cartelle di pagamento.

In Regione arriva il Family Audit

Tutto pronto per ottenere la certificazione, voluta dall’assessore regionale al Personale e alla Famiglia, Chiara Caucino, che ha studiato insieme alla Provincia autonoma di Trento gli impatti positivi del provvedimento sui dipendenti e sui loro nuclei famigliari: «Obiettivo: aumentare il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie e, di conseguenza, la produttività e la natalità, rendendo la Regione Piemonte sempre più flessibile e attenta alle esigenze di chi lavora all’interno dell’Ente».
La Regione – su proposta dell’assessore al Personale e alla Famiglia, Chiara Caucino – ha deliberato di attivare il processo volto all’ottenimento della certificazione Family Audit per l’Ente. Il provvedimento è stato approvato con un protocollo di giunta riguardante la condivisione di buone pratiche sulle politiche famigliari. Sono già stati e individuati i referenti del progetto, ed è stata  presentata la domanda finale.
Lo standard Family Audit è uno strumento di management e di gestione delle risorse umane a disposizione delle organizzazioni pubbliche e private che su base volontaria intendono certificare il proprio impegno per l’adozione di misure volte a favorire il bilanciamento degli impegni vita e lavoro dei propri occupati.
L’iter di applicazione della certificazione Family Audit richiede tre anni e sei mesi e si svilupperà in tale modo: sei mesi di Audit-progettazione-valutazione che porterà all’elaborazione del Piano aziendale, tre anni di attuazione e implementazione delle azioni contenute nel Piano.
L’intero percorso, che dovrebbe presumibilmente concludersi ad aprile 2026, sarà monitorato da due professionisti esterni: un consulente e un valutatore.
L’assessore Caucino, per toccare con mano i vantaggi della certificazione già in autunno si era recata a Trento, dove è nata l’iniziativa che è diventata poi di carattere nazionale.
Verranno formati due gruppi di lavoro per progettare il piano e comprendere le reali necessità dei dipendenti e delle loro famiglie: oltre ai responsabili e ai dirigenti sarà presente una delegazione dei dipendenti stessi, sul modello tedesco, per far sì che ogni esigenza venga presa in considerazione.
«La Regione Piemonte – spiega l’assessore Caucino –  che ha presentato il piano nell’auditorium della Città Metropolitana di Torino – si conferma così una regione all’avanguardia nelle politiche per la famiglia: sia quelle rivolte all’esterno (con iniziative come il recente bando “Comuni amici della famiglia”) sia al proprio interno, favorendo quelle politiche di welfare aziendale finalizzate a favorire la migliore conciliazione fra lavoro e famiglia e, di conseguenza, la natalità. Questo, nelle nostre previsioni avrà un effetto positivo sia sulla produttività sia sul benessere famigliare dei nostri dipendenti, che devono essere messi nelle condizioni di svolgere le loro funzioni. Confrontandomi con i colleghi della Provincia autonoma di Trento ho potuto vedere i loro eccellenti risultati e sono certa che questi si ripeteranno anche in Piemonte».
Le Organizzazioni certificate «Family Audit», dunque, sono orientate al benessere aziendale in coerenza con specifici parametri indicati in particolari linee guida.
Per ottenere tale certificazione la Regione si sottopone quindi a un processo di auditing, durante il quale viene «passata sotto lo scanner» a garanzia della serietà del progetto.
In Italia, l’Ente di certificazione proprietario dello standard è la Provincia Autonoma di Trento.