ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 176

Suicidi in carcere, allarme sociale: conferenza in Regione

Conferenza martedì 21 febbraio 2023 alle ore 11.00 presso la Sala Trasparenza della Regione Piemonte  Piazza Castello, 165 – Torino

Un’emergenza tragica e un grido di allarme

Saluti istituzionali
Chiara Caucino, Assessore della Regione Piemonte
Roberto Capra, Presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta
Presentazione della ricerca “Per un’analisi dei suicidi negli istituti penitenziari”, studio a cura dell’Unità Privazione della
libertà in ambito penale dell’Ufficio del Garante nazionale
Intervengono
Emilia Rossi, Componente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale
Rita Russo, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta
Michele Miravalle, Associazione Antigone e ricercatore dell’Università di Torino
Catia Taraschi, Dirigente dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del PRAP Piemonte
Adele Squillaci, Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Valle d’Aosta
Doriano Saracino, Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Liguria
Monica Cristina Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà della personale della Città di Torino
Stefano Sambugaro, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Genova
Patrizia Vaschetto, Coordinatore regionale della Rete della Sanità Penitenziaria e responsabile dell’A.T.S.M. di Torino
Introduce e modera
Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte
Conclude
Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e
Portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti Territoriali

Legambiente manifesta con le maschere antigas

“Respiriamo grazie a loro. Non soffochiamole” 

Questo il messaggio dei volontari di Legambiente che sono scesi in strada con maschera antigas per informare la cittadinanza sugli impatti dell’inquinamento atmosferico.

Il progetto LIFE MODERn (NEC) ha l’obiettivo di svolgere un monitoraggio della qualità dell’aria finalizzato allo studio del suo impatto sugli ecosistemi forestali e di acqua dolce.

Bari, Bergamo, Firenze, Genova, Milano, Padova, Perugia e Torino. Da queste città arrivano gli scatti dei volontari di Legambiente che sono scesi in strada muniti di maschera antigas collegata ad una piccola teca contenente una piantina. “Respiriamo grazie a loro. Non soffochiamole” è il messaggio che gli attivisti hanno voluto lanciare in occasione dei flash mob realizzati nell’ambito del progetto LIFE MODERn (NEC).

L’inquinamento atmosferico prodotto in città dalle attività antropiche genera un impatto negativo anche negli ecosistemi remoti come le foreste e le acque dolci. Per monitorare al meglio gli effetti degli inquinanti sugli ecosistemi fondamentali per la vita sul Pianeta, questo progetto europeo guidato dall’Arma dei Carabinieri – Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari CUFAA, e supportato da CNR, CREA, ENEA, Legambiente, TerraData srl environmetrics e le Università di Camerino e di Firenze, ha l’obiettivo di raddoppiare i siti attualmente monitorati attraverso la Rete Nec e incrementare il numero degli indicatori considerati.

 

Secondo l’ultimo rapporto Mal’aria di Legambiente, che ha monitorato la qualità dell’aria nell’anno 2022, i livelli di inquinamento atmosferico in molte città sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030. Rispetto a questi nuovi target europei, infatti, ad oggi sarebbero fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2. Tra queste, dati preoccupanti sono stati registrati in alcune località in cui i volontari dell’associazione hanno realizzato un piccolo flashmob in strada con le maschere antigas collegate alle piantine: a Milano e Torino (media annuale di 35 microgrammi/metro cubo) e Padova (32 microgrammi/metro cubo) le situazioni più difficili per il PM10; per l’NO2 valori più alti riscontrati a Firenze (30 microgrammi/metro cubo) e Bergamo (28 microgrammi/metro cubo).

 

L’inquinamento atmosferico che danneggia pesantemente la nostra salute e compromette la qualità della nostra vita, influisce anche sulla biodiversità, ma, mentre un quadro delle emissioni di inquinanti atmosferici a livello nazionale è ormai sufficientemente strutturato e basato su una solida rete di siti di monitoraggio, lo studio degli impatti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi necessita di maggiori studi e strumenti come un’adeguata rappresentatività dei diversi ecosistemi e una sinergica integrazione tra i metodi e i risultati ottenuti da diversi istituti di ricerca.

 

Ad oggi la Rete NEC conta 10 siti, 6 forestali e 4 di acqua dolce. Tra i parametri attualmente considerati negli ecosistemi forestali ci sono lo stato di salute e la vitalità degli alberi, le deposizioni atmosferiche, la chimica delle soluzioni circolanti nei suoli, la chimica fogliare e la biodiversità di piante e licheni. Nei siti di acqua dolce sono invece considerati i parametri chimici dell’acqua come i livelli di acidità, il solfato, i nitrati, oltre alle comunità a macroinvertebrati e diatomee. Grazie al progetto, saranno considerati ulteriori 18 indicatori, attualmente al vaglio dei partner del progetto, tra cui la diversità della fauna del suolo, di pipistrelli e uccelli e il DNA ambientale, la trasparenza e la qualità dell’aria e una serie di indicatori legati alla diversità funzionale delle comunità.

 

Consorzio Asti Docg premiato a Milano nella categoria “Innovazione continua”

In occasione del congresso invernale del 28 – 30 gennaio di ” Identità golose”a Milano”, riferimento di punta per la celebrazione delle eccellenze enogastronomiche italiane e internazionali,  il Consorzio dell’Asti  Doc, nella figura del suo direttore Giacomo Pondini, lunedì 30 gennaio è stato premiato con il  Premio Innovazione Continua: è stata riconosciuta, infatti, la straordinaria capacità di essere versatile e innovatore dei tempi, proprio come l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti.

La Docg piemontese, espressione piena del Monferrato, è una denominazione storica che può vantare un ruolo da precursore nella comunicazione e nelle numerose declinazioni del prodotto, grazie a un continuo rinnovamento nel tempo secondo i cambiamenti della società e delle innovazioni tecnologiche.

La Docg Asti così si è resa ancora una volta protagonista delle grandi manifestazioni del food & wine, così come dei momenti di festa e convivialità, che ravviva – portando nel calice – tutte le vibrazioni positive delle colline piemontesi Patrimonio dell’Umanità Unesco, dove centinaia di famiglie di viticoltori lavorano con passione per assicurare gli aromi inconfondibili dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti, rivolgendosi a un sempre maggior numero di estimatori nel mondo, trasversali a tutte le generazioni.

 

Noi del ” Il Torinese” eravamo presenti alla cerimonia di premiazione e abbiamo avuto il piacere di intervistare brevemente proprio il Direttore del Consorzio:

Oltre che a essere partner della manifestazione, qual è il significato per il Consorzio esprimersi e divulgarsi anche sul territorio dei “cugini” lombardi? 

Senza dubbio trovarci nel polo gastronomico, Identità golose appunto, che meglio esprime le eccellenze del cibo e della ristorazione italiana nel mondo, è per noi anche un modo efficace per divulgare come l’aspetto conviviale rappresentato – appunto- dall’Asti Spumante, si possa esprimere a tutto pasto, non solo abbinato a un dessert. Per ciò che riguarda l’aspetto della comunicazione dei vini, lavoro – com’è noto – a cui noi del Consorzio storicamente abbiamo sempre dedicato particolare attenzione – qui in Lombardia ci ha trovato particolarmente affini nelle modalità di divulgazione delle rispettive eccellenze enologiche , come espressione profonda delle identità regionali.

Sempre in tema di comunicazione del vino: su quali aspetti il Consorzio suggerirebbe di migliorare o quali sarebbero le tematiche da affrontare ex novo? 

Nel nostro lavoro di continua diffusione per ciò che attiene le caratteristiche dei nostri prodotti, notiamo che il pubblico principale un po’ più assente risulta essere per lo più quella dei giovani che, talvolta, possono apparire slegati da un tipo di comunicazione sul vino a volte troppo ancorato alla descrizione del terroir di appartenenza. Questo è sicuramente un aspetto da cui non si può e non si deve prescindere ma, cercando di rivolgersi al pubblico consumatore attraverso dei linguaggi semplici e comprensibili, forse il racconto del e sul vino potrebbe concretamente e realmente destinarsi a un pubblico trasversale  e tramandato a diverse generazioni.

Noi del Consorzio, fin dal 1932 – anno della sua fondazione – ci siamo sempre affidati alla comunicazione del vino come emblema di un momento da festeggiare, di celebrazione di qualsiasi aspetto della vita quotidiana attraverso immagini emblematiche che parlassero di persone, di luoghi riconoscibili all’osservatore: le nostre famose locandine pubblicitarie, eredità immensa che cerchiamo oggi di divulgare, ci rende fortemente persuasi di questo e procederemo in questa direzione.

Il claim della manifestazione milanese è ” La Rivoluzione è servita” : quali sono gli aspetti rivoluzionari o innovativi del vino? 

Le tecnologie che si rinnovano e che innovano le modalità di produzione del vino, sono di stimolo a stare al passo coi tempi: allo stesso modo, le questioni riguardanti i cambiamenti climatici e come questi incidono in maniera concreta sul tentativo di mantenere l’identità del vino e i successivi passaggi per la sua commercializzazione, non sono tanto rivoluzionari, ma tappe e sfide obbligate per soddisfare una clientela esigente, attenta e sensibile alle rivoluzioni. In qualunque settore, non solo quello

vinicolo. Il Consorzio, in questo senso, accoglie con fiducia e coraggio questa sfida.

Chiara Vannini

“Scelta sociale”, dalla Regione i fondi per anziani e disabili

PER DOMICILIARIETÀ O RESIDENZIALITÀ

È stata presentata  dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone la piattaforma online di “Scelta Sociale”, la nuova misura destinata a rivoluzionare il mondo dell’assistenza sociosanitaria piemontese.

“Fin dal giorno del mio insediamento come presidente avevo l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza maturata in Europa come europarlamentare – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Questo voucher ne è un esempio perché utilizziamo 90 milioni di euro di fondi Ue che non erano mai stati impiegati in questo modo, e che ci siamo espressamente fatti autorizzare da Bruxelles, per un misura utile che aiuterà concretamente migliaia di famiglie e i loro cari”.

“Ad una settimana dall’apertura della piattaforma, già oltre 240 anziani e disabili non autosufficienti hanno caricato la propria domanda sulla piattaforma di Scelta Sociale – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone -. Un segno tangibile di quanto l’attenzione verso questa misura sia alta e quanto Scelta sociale possa fornire un aiuto concreto a chi fino ad ora non accedeva ad alcun tipo di contribuzione pubblica a sostegno di questi servizi. La nostra volontà è mettere finalmente al centro la persona, insieme alla sua famiglia, i suoi bisogni e diritti”.

La domanda per il voucher da 600 euro al mese, per 24 mesi rinnovabili, potrà essere effettuata accedendo a www.sceltasociale.it Sulla piattaforma sarà possibile approfondire la misura e visionare anche un video tutorial, capace di accompagnare l’utente nei semplici passaggi per la compilazione della domanda.

Su www.sceltasociale.it  l’utente dovrà caricare la valutazione multidimensionale ottenuta presso le Unità di Valutazione competenti (Unità di Valutazione Geriatrica, U.V.G., o Unità Multidisciplinare di Valutazione della Disabilità, U.M.V.D.) che presenti un punteggio sociale non inferiore a 7, e dichiarare di essere in possesso di I.S.E.E. sociosanitario in corso di validità (attestazione rilasciata nel 2023 con scadenza 31/12/2023) avente un valore non superiore a 50.000 euro (65.000 euro se il destinatario è minorenne).

Sarà inoltre necessario caricare il contratto per cui si intenda utilizzare il voucher (se già attivo) o spuntare la casella in cui si dichiara lo si caricherà dopo averlo attivato.

Importante anche l’investimento complessivo da parte della Regione Piemonte: nel 2022 è stato raggiunto il numero più alto di spesa e inserimenti nelle Rsa dalla nascita dell’Ente, passando dai 268 milioni di euro e 23 mila pazienti inseriti nel 2018 a 285 milioni di euro e 31 mila pazienti inseriti nel 2022 (tra questi sono inclusi anche 5 mila pazienti post acuzie in dimissione protetta, ai quali la Regione garantisce 60 giorni di assistenza in strutture socioassistenziali, per contribuire ad allentare la pressione nei pronto soccorso).

Al momento sulla piattaforma Scelta sociale è possibile richiedere il voucher per la domiciliarietà, nelle prossime settimane sarà possibile presentare domanda per il voucher residenzialità.

Risparmiometro: il fisco ci spia…

Nel celeberrimo romanzo 1984 George Orwell racconta di un mondo controllato da un governo fortemente totalitario: nel romanzo la società è dominata dal Grande Fratello, un misterioso personaggio che nessuno ha mai incontrato di persona e che tiene costantemente sotto controllo la vita dei cittadini, mediante l’uso di speciali teleschermi. 

Un romanzo di fantascienza distopica che a suo tempo fu considerato a dir poco una specie di favola impossibile da realizzare ma che oggi, dopo appena una sessantina d’anni dalla sua pubblicazione, è realtà concreta che viviamo quotidianamente (anche se non ce ne rendiamo totalmente conto).

Non c’è angolo di strada che non sia controllato da una telecamera; non c’è telefonata che non sia registrata; non c’è movimento che facciamo a piedi, in bici, in auto che non sia tracciato.

Ovviamente non c’è operazione bancaria che non sia registrata in qualche recondito archivio del moderno “Grande Fratello”, pronta ad essere utilizzata contro di noi appena sgarriamo.

Gli ultimi esempi in questo campo sono il “Redditometro” e, fresco arrivato nel mondo occhiuto dei controlli finanziari, il “Risparmiometro”.

Il primo è un software che registra gli acquisti fatti dai contribuenti nell’arco di un anno e li confronta con le entrate dello stesso periodo indicate nella dichiarazione dei redditi. Se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato è possibile che abbia ricevuto somme “in nero”, salvo che dimostri di aver ricevuto donazioni, eredità, vincite al gioco o simili. Il redditometro non entra per fortuna in funzione in tutti i casi, ma solo quando tra le spese e le entrate c’è una differenza superiore al 20%. Chi è in regola può stare tranquillo.

I l Risparmiometro si basa su un meccanismo simile, ma inverso. Il punto di partenza è il ragionamento che i soldi guadagnati non possono essere tutti accumulati. Una percentuale deve per forza essere spesa in cibo, casa, telefono, riscaldamento, benzina, cinema, ecc.

Quindi, se alla fine dell’anno, sul conto corrente il saldo è pari a quello iniziale più le entrate mensili è probabile che il contribuente si sia mantenuto con altri soldi, ovviamente non dichiarati. Il risparmio da elemento finanziario virtuoso si trasforma in elemento negativo ed in indice di evasione fiscale.

Come funziona il Risparmiometro?

Il programma estrae dall’Anagrafe dei conti correnti il saldo del contribuente e lo confronta con il reddito dichiarato; se la differenza è elevata (poiché il deposito è cresciuto in maniera eccessiva) scatta l’accertamento fiscale.

Questo sistema è potentissimo, ed è in grado di esaminare tutti i rapporti finanziari, come conti correnti, libretti di risparmio, cassette di sicurezza, depositi titoli, ecc.

E la privacy?

Niente paura, il “Grande Fratello” è stato considerato lecito dal Garante della Privacy, che ha dato il via libera all’Agenzia delle Entrate per utilizzare i nuovi strumenti di controllo fiscale. Con l’ok dell’Authority, tanto l’Agenzia delle Entrate quanto la Guardia di Finanza, potranno sfruttare le informazioni sui risparmi degli italiani per cercare di stanare evasori piccoli e grandi alla ricerca di redditi nascosti.

Fine del sistema, semplice ma efficace fino a ieri, di versare sul conto in banca i redditi ufficiali ed usare il “nero” per le spese quotidiane utilizzando il contante, perché la lievitazione del saldo bancario attirerà l’accertamento.

Conclusioni

Funzionerà il “Grande Fratello” fiscale?

Probabilmente sì, ma solo in parte; e purtroppo sarà la parte meno consistente.

Piccoli commercianti, professionisti, artigiani avranno molte più difficoltà ad operare al di fuori delle regole sulla fatturazione obbligatoria; ma grandi aziende, gruppi internazionali, società multinazionali hanno ben altri strumenti per schivare controlli ed accertamenti. Società fiduciarie, rapporti infragruppo, spostamento di sede legale, utilizzo di “paradisi fiscali” consentono ancora ampi margini all’evasione ed all’elusione fiscale.

C’è da augurarsi che, una volta messi in regola i pesciolini, anche gli squali e le balene dell’economia siano sottoposti ad analisi ed accertamenti; il 1984 è passato da un pezzo, gli strumenti del “Grande Fratello” sono enormemente cresciuti di numero e di qualità, l’impresa di combattere ed eliminare l’evasione non è più (volendo…) un sogno irrealizzabile.

 

GIANLUIGI DE MARCHI

  • Giornalista e scrittore. Autore del libro FINANZA ED ETICA-Diavolo ed acqua santa?, acquistabile su Amazon libri o scrivendo a demarketing2008@libero.it

Parte da Torino l’Innovation Roadshow delle imprese e del Made in Italy

INNOVAZIONE PER LA CULTURA E LE CITTA’ DEL FUTURO. INVITALIA, IL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY E CTE NEXT INCONTRANO LE IMPRESE CREATIVE A TORINO.

Parte da Torino l’Innovation Roadshow il nuovo format itinerante di Invitalia e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. La prima tappa nazionale è stata organizzata insieme a CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti torinese, che ospiterà il primo sportello Invitalia sul territorio e si conferma un punto di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione locale.

È partito oggi, lunedì 13 febbraio, da Torino il tour nazionale ‘Innovation Roadshow – Invitalia e le Case delle Tecnologie Emergenti incontrano le imprese creative’, organizzato da Invitalia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti della Città di Torino.

L’evento ha richiamato circa 200 persone fra istituzioni, aziende, startup, imprenditori e tutte le Case delle Tecnologie Emergenti italiane, affrontando il tema dell’innovazione applicata alla cultura, filo conduttore di questo primo appuntamento. I numerosi ospiti e relatori hanno cercato di dare risposte al senso di “vertigine” che spesso il settore culturale prova di fronte al

continuo cambiamento dovuto a tecnologie sempre più impattanti: per questo sono assolutamente necessari i confronti, come quello odierno, fra imprese, utenti finali (musei, fondazioni culturali, etc) ed enti promotori e finanziatori, come ad esempio le Case delle Tecnologie.
Il roadshow farà poi altre cinque tappe in altrettante città italiane che ospitano le Case delle Tecnologie Emergenti: dopo Torino seguiranno Bari, L’Aquila, Matera, Prato e Roma. Obiettivo di ogni appuntamento: promuovere anche i servizi e gli incentivi nazionali di Invitalia e del MIMIT a sostegno delle imprese innovative.

Nel corso dell’evento è stato inoltre inaugurato il primo sportello di orientamento sul portafoglio di incentivi e strumenti di Invitalia nel territorio piemontese, che si attiverà nei prossimi giorni presso CTE Next, in corso Unione Sovietica 214. Gli addetti allo sportello sono stati formati dagli
esperti di Invitalia per fornire un’assistenza qualificata alle diverse tipologie di imprese e ambiti settoriali e sui servizi disponibili a supporto delle aziende. Seguirà l’apertura di ulteriori sportelli sul territorio nazionale e tutti avranno a disposizione uno staff di esperti Invitalia che potrà fornire maggiori approfondimenti alla presentazione delle domande di finanziamento.

Un altro primato quindi per CTE Next, che nel 2020 vinceva il bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico – oggi MIMIT – per realizzare le CTE italiane, arrivando prima in graduatoria. Insieme a Torino erano stati ammessi al finanziamento Roma, Bari, Prato e L’Aquila, le stesse prime cinque tappe dell’Innovation Roadshow appena partito, insieme a Matera.

Il programma della “Casa delle Tecnologie Emergenti”, finanziato dal MIMIT, ha come obiettivi la realizzazione di progetti di sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, basati sull’utilizzo delle tecnologie emergenti, quali Blockchain, Intelligenza Artificiale (AI), Internet delle cose (IoT) capaci di sostenere la creazione di startup e le esigenze delle imprese.

Il Ministero ha indetto poi un secondo bando nel 2022, con lo stanziamento di 80 milioni di euro, e ha ammesso le città di Bologna, Napoli, Taranto, Genova, Pesaro, Cagliari e Campobasso al finanziamento dei progetti delle nuove Case delle Tecnologie Emergenti per sostenere la competitività dei territori.

Anche queste Case delle Tecnologie che sono accorse all’evento torinese di oggi, raduno che evidenzia il desiderio di fare sistema, mettendo in atto possibili sinergie in ambiti anche molto diversi.

Infine, proprio in occasione dell’Innovation Roadshow, la Città di Torino ha annunciato il prossimo lancio della seconda Call4Testing di CTE Next denominata FutureCities, che promuoverà sperimentazioni 5G di media scala di soluzioni urbane innovative in tre ambiti diversi: Cultura, turismo e rigenerazione urbana; Smart services; Gestione del territorio e sostenibilità.

Con circa 500.000 euro di fondi a disposizione, si sfideranno startup e PMI per co-disegnare e testare, insieme alla Città di Torino, ai partner e agli stakeholder di CTE Next, servizi e prodotti abilitati dal 5G e dalle tecnologie emergenti e rendere Torino più accessibile, sostenibile ed efficiente.

CTE Next rappresenta il contesto ideale per la sperimentazione sul campo di soluzioni innovative alle esigenze future delle città basate su tecnologie emergenti – commenta l’assessora alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino, Chiara Foglietta – Un catalizzatore per idee, opportunità e progetti che, attraverso la collaborazione tra innovatori, imprese, partner pubblici e privati, stakeholder, possano dar vita a soluzioni replicabili capaci di coniugare la transizione al digitale con un maggiore sostenibilità ambientale e una migliore qualità di vita delle persone”.

CTE Next Torino: una “vecchia” Casa con sempre nuove opportunità CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino, è un progetto con capofila il Comune di Torino, ed è stato formalmente inaugurato il 6 luglio 2021 con l’obiettivo di realizzare un centro di trasferimento tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G, in stretta collaborazione con gli atenei cittadini – Università degli studi di Torino e Politecnico di Torino – e con altri dieci partner strategici: I3P – Incubatore del Politecnico di Torino, 2i3T –

Incubatore imprese Università di Torino, Competence Industry Manufacturing 4.0, 5T – Tecnologie Telematiche Trasporti Traffico Torino, CSI Piemonte, Digital Magics, Fondazione Links, Talent Garden, TIM e Fondazione Piemonte Innova, gestore del Cluster Nazionale Smart Communities. Ad un anno e mezzo dalla sua nascita CTE Next, conferma la sua veloce crescita ed evoluzione. A oggi sono 400 le imprese che hanno aderito alla community di innovatori vicina alla Casa di cui oltre 160 coinvolte attivamente: fra queste prevalgono le imprese digital e deep tech con una preponderanza in ambito Smart Mobility e Smart City.

Sono inoltre 83 i servizi erogati, 71 le imprese servite e 82 i soggetti formati. 20 le sperimentazioni e 310.000 euro di contributi a rimborso dello sviluppo dei modelli di business 5G e della dimostrazione in campo.
Vasto anche il catalogo di servizi co-disegnato dalla Città di Torino insieme agli altri 12 partner pubblici e privati di CTE Next, catalogo che accompagna le imprese dall’idea di business fino alla sperimentazione in campo, passando per un continuum di opportunità ed eventi di community, networking e formazione.

Da segnalare l’ulteriore apporto del Comitato Stakeholder di CTE Next: ovvero un gruppo attivo di corporate e antenne territoriali che ha ampliato le opportunità della Casa con numerose attività e servizi.
Fra i servizi più richiesti alla Casa delle Tecnologie Emergenti torinese troviamo il programma di Urban Testing e la consulenza per lo sviluppo 5G, che consente anche l’accesso agli asset e all’infrastruttura 5G sviluppata da TIM, oltre all’uso delle specifiche aree di testing indoor e outdoor. Il tutto a conferma del DNA di Torino come città laboratorio che poggia sull’iniziativa Torino City Lab, laboratorio di innovazione a cielo aperto attivo fin dal 2018.

Ricerca e innovazione, un patto tra Città e Politecnico

Per favorire l’eccellenza della ricerca scientifica e la diffusione di una cultura innovativa in aree disciplinari d’interesse condiviso, il Politecnico di Torino e il Comune di Torino intendono avviare una collaborazione, sia in attività di ricerca e di studio, sia di formazione e didattica, mettendo a fattor comune conoscenze e competenze specifiche e favorendo in tal modo l’efficienza delle azioni congiunte a beneficio della collettività.

Attività di ricerca e trasferimento tecnologico tecnico- scientifico, didattica e formazione, avviando studi e progetti di collaborazione finalizzati al raggiungimento di obiettivi operativi comuni, questi sono i punti salienti dell’Accordo triennale fra Città di Torino e Politecnico, firmato oggi a Palazzo Civico.

Il tema della transizione digitale e dell’implementazione delle tecnologie necessarie a garantirlo è centrale per l’Amministrazione e costituisce obiettivo trasversale dell’intera organizzazione comunale.

“L’obiettivo primario che la Città persegue – ha commentato il Sindaco Stefano Lo Russo – è la diffusione di una cultura innovativa basata sull’impiego di tecnologie informatiche e digitali di elevato livello negli ambiti di comune interesse come quelli della Transizione Ecologica e Digitale, dell’Urbanistica ed Edilizia, dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, delle Infrastrutture innovative, della Mobilità Sostenibile”.

Con questo accordo il Politecnico e la Città – ha sottolineato il Rettore Guido Saracco – potranno mettere a sistema le proprie risorse e condividere gli obiettivi in molteplici ambiti: non solo la ricerca, il trasferimento tecnologico, la didattica, la formazione continua, l’organizzazione di eventi anche culturali, ma anche la riqualificazione del territorio e l’accoglienza degli studenti stranieri e fuori sede, in linea con gli obiettivi del nostro piano strategico.”

BitGeneration: il mondo di Bitcoin raccontato a universitari e liceali

 Il Bitcoin Wallet Conio annuncia  un’importante partnership con BitPoliTO, il gruppo studentesco del Politecnico di Torino che mira a promuovere la conoscenza e l’adozione di Bitcoin a livello universitario e fra i liceali. Conio fornirà finanziamenti per i progetti del gruppo studentesco del Politecnico di Torino e assicurerà il suo costante supporto a tutto il progetto.

Una delle attività principali della partnership è “BitGeneration”, il primo corso sperimentale in Italia in cui universitari e speaker di settore di livello internazionale introdurranno agli studenti delle superiori conoscenze fondamentali su Bitcoin. Durante questi seminari, i docenti parleranno della tecnologia e della storia del protocollo, oltre che di economia, matematica e informatica. Le lezioni, già partite il 31 gennaio, si terranno negli spazi del Politecnico di Torino e verranno registrate in video e pubblicate su YouTube per una maggiore accessibilità.

Nel primo incontro è stato proprio Giacomo Zucco, importante divulgatore italiano di Bitcoin oggi famoso a livello internazionale, a spiegare agli studenti le motivazioni che hanno portato alla nascita di Bitcoin: partendo dal concetto di moneta ed evidenziando le caratteristiche che contraddistinguono una buona forma di denaro. Nelle prossime lezioni, poi, proseguirà l’approfondimento dei fattori sociali ed economici dietro allo sviluppo di Bitcoin per dedicarsi, successivamente, alle parti più tecniche: dal funzionamento del Network fino all’architettura di un Wallet.

Con questa partnership, Conio dimostra di credere nello sviluppo del settore Bitcoin, investendo nella formazione di progetti e talenti, e collaborando con gli studenti che rappresentano i professionisti del futuro di questo settore. Secondo la scale-up fondata da Christian Miccoli, è importante sviluppare talenti in Italia per mantenere e accrescere il know-how in un settore strategico come quello della custodia dei digital asset.

Conio non è nuova a questi investimenti in attività di divulgazione e formazione. Di qualche mese fa è infatti la nascita del progetto EduFin 3.0, lanciato in collaborazione con Banca Generali, per andare a colmare il gap di alfabetizzazione in ambito finanziario che ancora esiste tra l’Italia e il resto d’Europa. Un’iniziativa realizzata con lo youtuber e imprenditore digitale Marco Montemagno, grazie anche al supporto di altri partner strategici del settore.

Questa partnership rappresenta un passo importante nell’adozione di Bitcoin in Italia, e siamo orgogliosi di lavorare con il Politecnico di Torino per promuovere la formazione e la conoscenza del settore in un ambiente accademico. Siamo convinti che questo genererà nuovi talenti e progetti innovativi che contribuiranno a far crescere il settore degli asset digitali in Italia, aumentando il know-how del paese in un settore strategico e promuovendo l’innovazione”, ha commentato Christian Miccoli CEO di Conio.

Iniziativa degli artigiani per tutelare le carrozzerie

Consegnata la proposta di legge elaborata dalle associazioni di rappresentanza dei carrozzieri a favore del settore per superare la limitazione del mercato creata dalle Compagnie assicurative

 

In Piemonte si contano 2.600 carrozzerie artigiane che impegnano circa 8mila addetti

L’incontro in Regione è stato realizzato dal Presidente del Gruppo Regionale della Lega , Alberto Preioni.

 

L’iniziativa è stata occasione per consegnare la proposta di legge elaborata dalle associazioni di rappresentanza dei carrozzieri a favore del settore per superare la limitazione del mercato creata dalle Compagnie assicurative attraverso la rete delle imprese fiduciarie, ora allo studio dei Consiglieri regionali.

“L’approvazione dell’ordine del giorno a mia prima firma – dichiara il Consigliere Zambaia – sorto da una interlocuzione con la categoria, è una prima risposta per accendere i riflettori delle Istituzioni su una problematica che sta mettendo in ginocchio un intero comparto. Siamo al lavoro, a tutti i livelli istituzionali, per promuovere nuovi interventi legislativi per riaffermare la libera concorrenza tra le compagnie assicurative ed il settore dell’autoriparazione, per tutelare le piccole medie imprese e al contempo la qualità e la sicurezza delle riparazioni a favore dei consumatori”

L’analisi del consigliere regionale Michele Mosca delle dinamiche del settore ha portato anche ad acquisire ulteriormente la consapevolezza che occorre unire le richieste dei carrozzieri a quelle dei periti assicurativi che chiedono l’iscrizione in apposito albo, previo conseguimento dei requisiti necessari per svolgere l’attività di riconoscimento del danno e stima dell’intervento di ripristino del veicolo.

Altro elemento fondamentale emerso dal confronto è la terzietà del perito che è da tutelare nell’interesse del sistema, ma soprattutto nell’interesse del consumatore e a tutela della sicurezza stradale.

“Oggi le compagnie assicurative – ha aggiunto il Consigliere Mosca– stanno impiegando esuberi degli uffici amministrativi per fare le perizie dei danni subiti dai clienti.”

Relativamente alla proposta di legge, Confartigianato Imprese Piemonte ha evidenziato come il comparto delle Carrozzerie stia attraversando una fase molto critica, perché è a rischio la sua stessa sopravvivenza.

“Oltre alla crisi energetica e al rincaro dei materiali di ricambio – ha denunciato Loredana Porcelli, Presidente del Gruppo Regionale Carrozzieri di Confartigianato Imprese Piemonte – che hanno ulteriormente limato i margini di redditività delle imprese del comparto, la maggior parte delle stesse si ritrovano nell’ormai annosa situazione di dover subire passivamente un contesto di mercato caratterizzato da abuso di posizione dominante, perchè di fatto di tale si tratta considerati i comportamenti scorretti messi in atto trasversalmente da più Compagnie assicurative, oltre che da un abuso di dipendenza economica che le stesse Compagnie pongono in essere nei confronti delle imprese di carrozzeria convenzionate.”

Le Compagnie assicurative – ha aggiunto Mattia Basile, associato di Confartigianato e consulente tecnico – da un lato, attraverso la canalizzazione forzata dei sinistri a beneficio delle carrozzerie convenzionate, messa in atto sia con strategie di marketing che condizionano negativamente la libera scelta della carrozzeria da parte dell’assicurato (es. contatti di call center o agenti di assicurazione, allungamento dei tempi liquidativi, applicazione di diverse dinamiche liquidative), sia con l’applicazione nei confronti dell’assicurato di condizionamenti contrattuali che ne inficiano la libertà di scelta (es. presenza di maggiori franchigie o clausole vessatorie in presenza di carrozzerie scelte dall’assicurato), e dall’altro, attraverso l’applicazione alle imprese di carrozzeria convenzionate di tariffe di mano d’opera capestro, stanno mettendo in ginocchio l’intero mercato dell’autoriparazione che interviene a seguito di sinistro del mezzo.”

Tale situazione di mercato, che si è consolidata nel corso di quest’ultimo decennio, ha prodotto come diretta conseguenza una grave lesione della libera concorrenza, in cui le imprese non convenzionate si trovano in una situazione in cui si vedono sottrarre commesse di lavoro di clienti o potenziali clienti perché indotti da scelte forzate a rivolgersi altrove, con forte riduzione della propria attività lavorativa e dei margini di redditualità che le stanno conducendo verso la cessazione della loro attività.

Confartigianato Imprese Piemonte ritiene che l’unico modo per sanare la distorsione del mercato e ripristinare la libera concorrenza sia quello di prevedere espressamente il divieto alle Compagnie di Assicurazione di fare ricorso in polizza a clausole contrattuali che contengano condizioni di liquidazione o franchigie differenziate in relazione all’affidamento dei lavori di autoriparazione ad imprese indicate dalle compagnie medesime, nonché prevedendo la nullità di clausole contrattuali che incidano sull’integrità del risarcimento del danno.

E la proposta di legge, che sarà veicolata al Parlamento Nazionale va proprio in questa direzione.

Rai Torino, Sanremo 2023 “accessibile” ai non udenti

MED-EL: inclusività e tecnologia “accessibile” per migliorare la vita di tutti

MED-EL ha collaborato nuovamente con RAI per rendere accessibile la finale del 73° Festival di Sanremo anche al pubblico non udente

Prosegue la collaborazione tra RAI e MED-EL per includere attraverso la musica.

Sabato 11 febbraio, in occasione della serata conclusiva del Festival di Sanremo 2023, si è tenuto l’evento “Sanremo Accessibile” presso il Centro di Produzione RAI di Torino. MED-EL ha messo a disposizione dei partecipanti una tecnologia innovativa che ha permesso a tutti gli ipoacusici presenti di ascoltare la musica senza distinzione di tecnologia, brand o tipologia di sordità.

Il sistema Lola, sviluppato da MED-EL e Jacoti, è stato utilizzato in collaborazione con RAI durante l’Eurovision Song Contest di Maggio 2022. Grazie al supporto di APIC, del Dipartimento di Otorinolaringoiatria Universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino e di Otofit Torino, è stato allestito il Centro di Produzione RAI con una tecnologia completamente “open” con bassissimi tempi di latenza ed alta qualità sonora.

“Connettere le persone con problemi di udito alla magia della musica è parte del nostro lavoro.

Fin dal primo impianto cocleare nel 1977, MED-EL innova le sue tecnologie e assiste ogni singolo paziente per offrire un udito sempre più vicino a quello naturale. Vogliamo che possano apprezzare ogni nota e percepire anche i minimi dettagli delle loro canzoni preferite.

Rendere Sanremo accessibile, vuol dire celebrare tutte le persone che affrontano la sordità e dar loro la possibilità di godersi la musica al meglio” afferma Gionata Conni, Marketing Manager di MED-EL Italia.

La finale del Festival di Sanremo è solo uno degli appuntamenti che vede MED-EL impegnarsi concretamente per permettere a chi soffre di ipoacusia di partecipare a grandi eventi musicali.

Nell’ultimo anno, oltre all’evento Eurovision Song Contest Accessibile, MED-EL ha organizzato il Sound Sensation Festival di Vienna: il più grande evento musicale pensato per la community dei portatori di impianti uditivi.

Tutte queste iniziative dimostrano l’impegno di MED-EL nel migliorare le vite dei propri pazienti: la musica ha un ruolo di grande importanza nei percorsi di riabilitazione uditiva successivi all’impianto cocleare. Sono ormai numerosi gli studi scientifici che sottolineano come la musica sia uno strumento logopedico in grado di stimolare le capacità cognitive associate all’udito, migliorando i risultati del percorso riabilitativo dopo l’intervento.