Le trame dei Film a Torino / A cura di Elio Rabbione
Il Clan – Drammatico. Regia di Pablo Trapero, con Guillermo Francesa e Peter Lanzan. Argentina, primi anni Ottanta, a cavallo tra dittatura e ritorno alla democrazia, una famiglia normalissima guidata da un padre patriarca, una madre impegnata tutto il giorno a far cucina per la gioia dei figli, di cui uno, Alejandro, gode di grande popolarità come campione di rugby. Tutto normale come il negozio che portano avanti, come la gentilezza che usano con i vicini del quartiere: nella cantina di casa tengono ostaggi in catene, il garage è la via attraverso cui far entrare le povere vittime. Le figlie cantano per coprire le urla delle vittime, il figlio ammazza perché ammazzare diventa una necessità. La continuazione del male e della malvagità, il quadro opaco e terribile di un paese, il gioco crudele di un clan che gioco non è. Premio della Giuria alla Mostra di Venezia dell’anno scorso. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 3, Massimo 1, Reposi)
Il diritto di uccidere – Azione. Regia di Gavin Hood, con Helen Mirren, Aaron Paul e Alan Rickman. Il colonnello inglese Katherine Powell dirige a distanza un’operazione contro una cellula terroristica a Nairobi. Il suo “occhio” sul campo è un darne pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts: quando diventa inevitabile sferrare un attacco entrambi realizzano che anche una bambina cadrebbe tra le vittime. Nessuno nella stanza dei bottoni vuol prendersi la responsabilità di una decisione tanto drammatica. Ultima prova sullo schermo per il grande Alan Rickman. Durata 102 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Romano sala 3)
Il drago invisibile – Fantasy. Regia di David Lowery, con Bryce Dallas Howard, Oakes Fegley e Robert Redford. Per anni il vecchio signor Meacham ha raccontato ai ragazzini del paese di un drago che vive nelle foreste del Pacific Northwest. Poi un giorno sua figlia Grace, guardia forestale, incontra il piccolo Pete che dice di vivere nella foresta con un grande drago di nome Elliot. Per la gioia dei bambini che ancora oggi sognano favole (e forse di qualche adulto, incontaminato). Durata 102 minuti. (The space, Uci)
L’effetto acquatico – Commedia. Regia di Solevi Ansbach, con Samir Guesmi e Florence Loiret-Caille. Samir, di professione gruista, si innamora di Agathe, istruttrice di nuoto a Montreuil, nella regione parigina. Pur di averla accanto e poterla frequentare, decide di prendere lezioni di nuoto nella piscina comunale, benché sia già un provetto nuotatore. Se la ragazza (del cuore) dovrà raggiungere l’Islanda per partecipare ad un congresso internazionale dei maestri di nuoto, Samir non esiterà a seguirla: non dovrà che spacciarsi per un istruttore israeliano. Più semplice di così… La rivista “Ciak” ha definito il film come “uno dei film più divertenti dell’anno, un gioioso inno alle infinite declinazioni dell’amore, in cui l’acqua svolge il ruolo di Cupido ed è più resistente di ogni scelta razionale”. Opera postuma della Anspach scomparsa un anno fa a 55 anni. Durata 85 minuti. (Centrale VO, F.lli Marx sala Harpo, Romano sala 1, Uci)
L’era glaciale: in rotta di collisione – Animazione. Regia di Mike Thurmeier e Galen T. Chu. Scordatevi la teoria del Big Bang. L’origine dell’universo è merito della ghianda dello scoiattolo-topo Scrat, causa di una cascata di meteoriti sul nostro pianeta. A salvare la situazione ci penseranno gli amici Sid, Manny, Diego e il resto del branco, tutti in fuga verso Geotopia. Durata 100 minuti. (Massaua, Eliseo rosso, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
Escobar – Drammatico. Regia di Andrea Di Stefano, con Benicio del Toro e Josh Hutcherson. Niente di meglio che una vacanza in Colombia per il giovane surfista canadese Rick, in mezzo a onde mozzafiato, tra sabbia immacolata e lagune da favola. Ancor meglio se arriva l’amore con gli occhi della splendida Maria: finché un giorno la ragazza presenta il suo ragazzo allo zio, che di nome fa Pablo Escobar. Narcotrafficante, capace di far girare politica e economia del suo paese a proprio piacimento, ma anche padre premuroso nel raccontare favole ai figli, marito romantico verso una moglie cui dedica canzoni, cattolico oltre ogni dubbio che prega prima di una strage. La vita di Nick diverrà un incubo. Robusto film intorno alle contraddizioni di un uomo, una storia di formazione, un perfetto insieme di thriller e di inevitabile melò. Durata 120 minuti. (Eliseo sala Grande, Romano sala 2, Uci)

La famiglia Fang – Commedia drammatica. Regia di Jason Bateman, Jason Bateman, Nicole Kidman e Christopher Walken. Tratto dal romanzo omonimo firmato da Kevin Wilson, edito in Italia da Fazi, è la storia di una coppia di genitori, due artisti di strada che nella loro vita hanno sempre avuto un debole per la provocazione a tutto tondo, e del risvolto che quella filosofia di vita, tra caos e una continua ricerca creativa sempre condotta oltre ogni convenzione sociale, ha prodotto sui figli (da sempre chiamati A e B), esseri al colmo della più ostile infelicità. Poi un giorno i vecchi genitori scompaiono. Ancora un “teatrino” preparato ad arte o una messinscena macabra quanto reale? Durata 105 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo blu, Greenwich sala 2, The Space, Uci)
Io prima di te – Commedia (tra sospiri e lacrime). Regia di Thea Sharrock, con Sam Caflin e Emilia Clarke. Sospiri e lacrime, ovvero preparate i fazzoletti. Ovvero siamo di fronte a uno di quei soggetti che, senza tema di essere smentiti, scottano e molto. Alla radice il romanzo scritto (furbescamente?) da Jojo Moyes, bestseller per cuori d’antan o forse soltanto giustamente più sensibili. Lei, di famiglia modesta, carattere splendidamente esuberante, lui biondo ricco bellone manager, su sedia a rotelle a seguito di tragico incidente. Saprà lei ridargli un po’ di felicità e magari distoglierlo da pensieri che proprio non collimano con quelli di una vita normale? Una buona chiave per i giovani attori che aspirano al successo. E il pubblico, da che parte si schiererà? Apertissimo un dibattito mi piace/non mi piace. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

Jason Bourne – Azione. Regia di Paul Greengrass, con Matt Damon, Alicia Vikander, Vincent Cassel, Tommy Lee Jones e Julia Stiles. A dirigere chi, per la “vicenda Bourne”, ha già retto con la solida magistrale professionalità i precedenti “Supremacy” e “Ultimatum”: il che è una grande sicurezza. Poi il protagonista con un Damon sempre più alla ricerca di se stesso, della propria memoria, con un intero passato che deve essere ricostruito, tesissimo e di filtrate parole, gran maestro dell’azione, sempre più bravo. Qui lo ritroviamo in Grecia, scovato dalla collega Nicky, con un nuovo e sempre più sconcertante “programma governativo”. Menzogne e mezze verità, doppiogiochisti, perfidi dirigenti della CIA e immancabili killer, una ambigua agente dei Servizi Segreti. Ritmo eccellente, come nei capitoli precedenti pezzi da antologia (vedi, per esempio, alla voce “inseguimenti”). Durata 123 minuti. (Greenwich VO., Ideal, Lux sala 2, Massaua, Reposi, The Space, Uci)
Lolo – Giù le mani da mia madre – Commedia. Regia di Julie Delpy, con Julie Delpy, Dany Boone e Vincent Lacoste. Violette, quarantacinquenne parigina, affermata nel campo della moda, in vacanza incontra Jean-René, programmatore quanto mai goffo. Si piacciono, stanno bene insieme, ma incrociano un problema: il figlio di lei, Lolo, è pronto a farle capire come non abbia nessuna intenzione a vederla rapita almeno al 50% da un’altra persona e quanto poco quell’uomo abbia in comune con lei. Ed è disposto davvero a tutto. Dramma adolescenziale o squinternata femminile? Durata 99 minuti. (The Space, Uci)
Ma Loute – Commedia. Regia di Bruno Dumont, co Fabbriche Luchini, Juliette Binoche e Valeria
Bruni Tedeschi. Nell’estate del 1910, in un’Europa che sta scivolando verso una guerra di proporzioni terrificanti, l’ispettore Machin e il suo assistente si ritrovano a dover indagare, in un piccolo centro del nord francese, sulla sparizione di alcune persone. Si trovano di fronte la famiglia Brufort, di umili origini, e quella borghese, in piena decadenza, dei Van Peteghem. Entrambe hanno dei segreti, ben conservati tra le pareti di casa. Durata 122 minuti. (Classico, Due Giardini sala Ombrerosse)
Nahid – Drammatico. Regia di Ida Panahandeh. Nahid, una giovane donna divorziata, vive sola con il figlio di dieci anni in una città sulle rive del mar Caspio, nel nord dell’Iran. Secondo le leggi iraniane, la custodia del figlio spetta al padre ma lui ha concesso la custodia alla moglie a patto che lei non si risposi. Opera prima. Durata 105 minuti. (In programmazione fino al 2 settembre) (Nazionale sala 2, VO)
Paradise Beach – Dentro l’incubo – Azione. Regia di Jaume Colle-Serra, con Blake Lively e Oscar Jaenada. Nancy è un’appassionata di surf, in vacanza a cavalcare quelle onde da capogiro dovrà affrontare una lotta impari e senza tregua contro uno squalo. Durata 85 minuti. (Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

La pazza gioia – Commedia drammatica. Regia di Paolo Virzì, con Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, Tommaso Ragno e Marco Messeri. “Clinicamente pazze”, Beatrice Morandini Valdirana e Donatella Morelli sono ospiti di Villa Biondi, un centro per malattie mentali sulle colline pistoiesi, l’una egocentrica e logorroica, l’altra tatuatissima e fragile, solitaria, cui la legge ha tolto il figlio per affidarlo in adozione ad una coppia. Nonostante le diversità che le dividono, le due donne fanno amicizia, sentono il bisogno l’una dell’altra, fuggono, vivono appieno “una breve vacanza”, provano a inseguire una vita nuova sul filo sottile della “loro” normalità. Grande successo alla Quinzaine di Cannes per le interpreti e per l’autore del “Capitale umano”. Durata 118 minuti. (Greenwich sala 3)
Suicide Squad – Fantasy. Regia di David Ayer, con Will Smith, Jared Leto, Viola Davis e Cara Delevingne. Un ente governativo segreto, denominato Argus, assolda un gruppo di criminali: solo a loro potrà affidare missioni ad alto rischio con la promessa di clemenza nei confronti delle personali pene detentive. Durata 130 minuti. (Ideal, Massaua, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
Torno da mia madre – Regia di Eric Lavaine, con Josiane Balasko e Alexandra Lamy. La quarantenne Stephanie ha perso in un sol colpo marito e lavoro: non le rimane che ritornare a vivere in casa della madre. Si accorge immediatamente che la convivenza non sarà affatto facile. Durata 97 minuti. (Ambrosio sala 2, Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho)
Un mercoledì di maggio – drammatico. Regia di Vahid Jalilvand. Un annuncio pubblicitario particolarmente originale, pubblicato un mercoledì mattina in un quotidiano di Teheran, raccoglie una piccola folla di persone in una piazza. Tutti sperano che possa essere la soluzione ad ogni loro problema. Ma la polizia disperde la folle mentre due donne caparbiamente decidono di rimanere. Durata 102 minuti. (In proiezione dal 3 settembre) (Nazionale sala 2)

Un padre, una figlia – Drammatico. Regia di Cristian Mungiu, con Adrian Ritieni e Maria-Victoria Dragus. Premio alla regia al Festival di Cannes nel maggio scorso per un regista che, sempre sulla Croisette, nel 2007 ha vinto la Palma d’oro con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” e nel 2012 con “Oltre le colline” si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura nonché quello alle migliori attrici. Qui, nella Romania odierna, narra di Eliza, brillante negli studi, e di suo padre, medico di sanissimi principi in una piccola città, certo del successo di quella figlia sino a spingerla a frequentare una prestigiosa università inglese. Ma nelle ore che precedono l’esame di maturità la ragazza subisce un’aggressione che non solo mette in discussione il suo futuro ma anche quei sani principi dentro cui è stata allevata, l’onestà sino a quel momento cercata e messa in pratica lascia spazio al compromesso. Durata 128 minuti. (F.lli Marx sala Chico, Nazionale sala 1)
L’uomo che vide l’infinito – Drammatico. Regia di Matt Brown, con Jeremy Irons e Dev Patel. Ai primi del Novecento, nelle aule di Cambridge, l’amicizia che nasce tra un giovane genio della matematica, di origine indiana, e un maturo professore. Un’amicizia e una collaborazione tra studiosi che saranno capaci di superare molti pregiudizi. Durata 108 minuti. (Greenwich sala 3)
Nei musei reali di Torino fino a fine settembre proseguono le iniziative di #Realedisera: ogni giovedì l’apertura straordinaria dalle 19 alle 22
Regina, il tour inizia dalle 19 nelle sette sale allestite nel 1690 da Vittorio Amedeo II di Savoia e abitate dal figlio Carlo Emanuele III, arredato con mobili decorati da Beaumont, Piffetti e altri maestri. Al Museo Archeologico alle 20,15 le Conversazione con l’archeologo e lo spettacolo teatrale ‘Non sono ancora capace a disegnare’ messo in scena dall’Associazione Maigret e Magritte con il reparto di neuropsichiatria dell’ospedale Regina Marghera di Torino.
Pentole, stoviglie e utensili, elettrodomestici, mobili,
E’ di nuovo tempo di MiTo, il festival musicale in gemellaggio tra Torino e Milano che si inaugura con i concerti di questo venerdì al Teatro Regio e sabato alla Scala di Milano.
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Maratona Jazz con il mondo della musica torinese che partecipa all’iniziativa ‘Il Jazz italiano per Amatrice’
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“La Regione si sta occupando ormai da mesi del futuro della Palazzina di caccia di Stupinigi ponendo il tema al centro di un percorso che ha proprio l’obiettivo di scongiurare prospettive incerte per la Residenza”:
L’edizione 2016
The Others Screen:
La dimora di Angelo Morbelli, accogliendo la mostra di Gianni Colonna, accosta idealmente due artisti diversi per epoca e stile ma entrambi con possesso permanente dell’arte del passato.
Leonardo Bistolfi, il grande scultore liberty (fu anche pittore divisionista anche se in misura minore e per diletto), nacque a Casale Monferrato ma sviluppò la sua carriera artistica soprattutto a Torino
Il Todays festival torna nell’ultimo week-end di agosto, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, e Torino passa dall’essere corpo al dare corpo a un crocevia di suoni che si propagano lungo le spine architettoniche e l’archeologia industriale

