Il Miur sarà presente, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, al salone del Libro. Ecco alcuni appuntamenti
Giovedì 12 maggio
11.00 – 12.00 12.00 – 13.00 “CONCERTO DI INAUGURAZIONE” “Visioni musicali” con l’Orchestra della Scuola Media “Pascoli” di Valenza (AL) Dirigono: Gisella BOERO, Giusi CARINGELLA, Rodolfo MATULICH, Marco ROMANELLI – Docenti SMS “Pascoli” ad indirizzo musicale di Valenza (AL) Introduce: Maurizio Primo CARANDINI – Dirigente Scolastico SMS “Pascoli” di Valenza (AL) “VISIONI E CREATIVITA’” a cura del laboratorio DAMIANI Laboratorio di design “DALL’IDEA AL GIOIELLO”
13.00 – 14.00 “RAI! WOW! BAMBINI E MUSICA CON LA MERAVIGLIOSA ORCHESTRA DELLA RAI” Progetto di formazione docenti e formazione studenti per la messa in scena di un’opera teatrale ispirata al “MAGO DI OZ DI BAUM” Introduce: Pierangela DAGNA – Dirigente Tecnico USR Piemonte Relatore: Elisabetta DE MARTNO – Fondazione per la Scuola e Compagnia San Paolo
14.00 – 15.30 “INNOVATION IN THE TEACHING OF MATHEMATICS AND SCIENCE: THE SMART RESULT” Progetto ERASMUS + KA2 – SMART Chairman: Anna BRANCACCIO Fabrizio MANCA, Regional School Managementof Piemonte Carmela PALUMBO, Italian Ministry of Education, Opening of the conference, the learning of Mathematics and Science in the new curricula Claudio PARDINI, Carlo Anti School, The path from the national PP&S and LS OSA Projects to the international SMART Project Alberto CONTE, Accademia delle Science, The scientific and cultural aspects of the SMART Project Settimio MOBILIO, University of Roma Tre, The project results in Science Marina MARCHISIO, University of Turin, The project results in Mathematics Leila PICCO, Unione Italiana del Soroptimist International, The STEM competences and the scientific subjects for Women’s condition Anna BRANCACCIO Italian Ministry of Education, Conclusion SALA BLU 4
15.30 – 17.30 “ARTIGIANI DIGITALI: visioni d’artista” Il mondo di Valenza: Valenza nel mondo Disegni, arte, creatività e gioielli a cura di: For.AL, Consorzio per la Formazione Professionale e I.I.S. “Cellini” di Valenza (AL)
17.30 – 18.30 Un libro al giorno: “LO SGUARDO DELL’INNOVATOTORE” di Massimo TEMPORELLI – Curatore della Collana “ Microscopi” per Hoepli Editori con l’autore Intervengono : Claudio DEMARTINI – Politecnico di Torino, Edoardo CALIA – Istituto Boella Introduce: Enzo MARVASO – USR Piemonte 20,00 – 22.00 Liceo Coreutico e Teatrale Germana Erba – Teatro



Buchenwald, a due passi da Weimar, dove incontrò una ragazza polacca, Lidia Josepyszyn, che diventò poi sua moglie. Una esperienza durissima, tremenda, che si può leggere proprio nella prima sala del Museo al Deportato di Carpi, dove si trova un suo graffito grande come tutta la parete che raffigura centinaia di deportati così come essi diventavano nel campo: magri, ridotti a pelle e ossa, con gli occhi vuoti e privi di espressione, senza bocca. In occasione dell’inaugurazione, il 24 aprile scorso, Michela Cerizza, co-curatrice della mostra, nonché nipote dell’artista, ha ricordato come suo nonno, quando tornò a casa dal campo di concentramento, pesasse 35 chili, sottolineando come, nonostante tutto, non avesse “ mai menzionato l’odio come stato d’animo per spiegare l’orrore in cui era stato coinvolto. Lui faceva e fa emergere, tramite le sue opere, la vittoria dell’amore attraverso il viaggio, il sogno, i paesaggi”. La scelta di ospitare la mostra al Museo del Deportato, dove
sono state selezionate opere realizzate da Longoni nell’arco di quarant’anni, dal 1949 al 1989, assume un significato del tutto particolare ed evocativo. “La Sala dei nomi è una cattedrale laica – ha detto il sindaco di Carpi , Alberto Bellelli, riferendosi alla celebre stanza del Museo dove sono graffiti i nomi di oltre tredicimila italiani morti nei campi di concentramento europei – e riportare qui Longoni significa un ritorno alle radici dello stesso Museo”. L’esposizione rappresenta un tributo a un artista “che ha saputo rappresentare la sera del tempo, ma anche lo spiraglio della speranza”, come ricordato dal presidente della Fondazione Fossoli, l’on. Pierluigi Castagnetti. Alberto Longoni, trasferitosi a metà degli anni ottanta in Ossola, a
Emo di Crodo , scrisse ed illustrò libri ( tra i quali “Il gioco delle perle di vetro” di Hermann Hesse, una delle opere che contribuirono ad attribuire all’autore di “Siddharta” il Nobel per la letteratura ), eseguì incisioni, graffiti, dipinti, illustrò riviste italiane e straniere, copertine di dischi, realizzò multipli, ceramiche, sculture e collaborò all’architettura di giardini. Se si considera la sua imponente produzione artistica, che lo portò a collaborare con le più importanti case editrici e le più prestigiose riviste italiane ed europee, oltre a scrivere e illustrare straordinari libri per l’ infanzia, sorge spontanea una domanda (che è anche una richiesta): perché non pensare, da parte delle nostre istituzioni culturali, ad un evento che consenta di ammirare le sue opere anche in Piemonte? Sarebbe davvero un importante occasione per celebrare un artista che, con le sue opere, ha accompagnato ed interpretato l’evoluzione del costume e della società italiana, dal dopoguerra alla fine degli anni ottanta.






E se Beppe Navello scommettesse di poterne inventare un sequel?
a tramare, a soffrire) di ognuno, del divertimento senza limiti e freni, delle invenzioni e degli sberleffi, delle mosse improvvise e mai a vuoto che hanno ogni sera scaldato i cuori. Un successo che alla fine può vantare su un totale di oltre 10.800 spettatori e su 812 abbonamenti venduti dedicati esclusivamente al progetto. Per presenze e incassi, sottolinea Beppe Navello, l’anima di un’operazione riportata alla luce a trent’anni dall’esempio inventato con lo Stabile dell’Aquila, “è difficile contestare al nostro progetto il riconoscimento di essere, per dimensioni e ambizioni, una delle più apprezzate novità della stagione teatrale italiana, applaudita unanimamente dalla critica e dal pubblico”. Un percorso che ha visto affollarsi appassionati e critici, quel pubblico incuriosito e sempre più partecipe che ha (ri)scoperto l’aspetto nazionalpopolare del teatro – citava persino Gramsci papà d’Artagnan – coinvolgendo giovani e bambini, nonni e genitori, in uno schieramento unico delle età più diverse. Sottilmente, lasciandoci intendere chissà quale sviluppo in quello che potrebbe aver tutte le intenzioni di voler divenire una soap opera letteraria o un rinfoltimento di puntate su puntate, Navello scherza, più o meno: “Dopo uno sforzo così imponente, la prudenza consiglia a un teatro avveduto di non esagerare e di pensare programmi più tranquilli: ma di fronte all’entusiasmo di quanti ci hanno seguito fino a oggi, di fronte a tanto successo, ci lasciate sperare che quest’ultimo titolo, Addio d’Artagnan, si possa trasformare in un Arrivederci d’Artagnan?”. Non ci resta che attendere qualche sorpresa per la stagione prossima, mentre già qualche attore con un largo sorriso che s’intravede sotto la barba ci incuriosisce ancor di più con un tranquillizzante “ritorneremo!”.

Langer nel 1989 fu eletto deputato al Parlamento Europeo e divenne il primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. Uomo politico nel senso più nobile del termine, Langer si è impegnato fino alo stremo nella diplomazia della pace, a favore di relazioni più giuste tra i popoli, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Non a caso proprio