Leggere insieme, per capire. 2 Dicembre 2016, ore 18.00Leggere è un piacere, un viaggio, un incontro con mondi infiniti. Leggere insieme significa volare con gli altri, anziché da soli. È un modo per conoscere e conoscersi, per vivere attivamente il territorio, per costruire nuovi dialoghi, per comprendere i cambiamenti del mondo che ci circonda. Dopo il successo dell’inaugurazione, lo scorso 9 novembre con Maurizio De Giovanni che ha aperto LEGGERMENTE circondato dalla suggestione del Mausoleo della Bela Rosin, la prossima tappa è affidata a un saggio che parla a sua volta di parole. Parla di parole autorevoli. Sul percorso di Leggermente, che si snoda da ottobre ad aprile
attraverso le scelte dei 10 gruppi di Lettura e dei dialoghi con gli autori, il secondo incontro si svolgerà il prossimo 2 dicembre alle ore 18.00 con Alessandro Barbero e il suo ultimo lavoro: “Le Parole del Papa” (Laterza ed.) Lo scrittore, storico e docente universitario nel suo ultimo libro esplora come l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della società e della storia sia cambiato e si sia evoluto, utilizzando come cartina di tornasole il linguaggio dei Papi che si sono succeduti sul Soglio di Pietro negli ultimi mille anni.
Un libro per decifrare, conoscere e capire in profondità le parole della Chiesa e la loro evoluzione. Un viaggio affascinante che parte da Gregorio VII, Papa dal 1073 al 1085, fino ad arrivare al lessico rivoluzionario di Papa Francesco. Nato nel quartiere di Mirafiori, storico emblema della periferia industriale e operaia di Torino, e arrivato alla sua settima edizione, LEGGERMENTE negli anni ha fatto incontrare migliaia di persone con centinaia di autori che hanno parlato delle loro opere insieme a platee consapevoli e appassionate. 10 gruppi di lettura, più di 1200 ragazzi delle scuole medie e superiori del territorio coinvolti, nonni e genitori che impareranno a leggere le favole ai bambini, biblioteche di condominio: con LEGGERMENTE la lettura, da momento personale e raccolto, si trasforma in occasione di condivisione, dialogo e confronto. Come in passato, anche a questa edizione di LEGGERMENTE partecipano grandi nomi della letteratura: Valeria Parrella, Paolo Giordano, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Francesco Carofiglio, Carlo Cottarelli, e molti altri. Una finestra spalancata sul panorama letterario italiano con i suoi diversi generi e stili, a testimoniare quanto questo progetto coinvolga con entusiasmo gli autori e non soltanto i lettori.
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LE PAROLE DEL PAPA – Alessandro Barbero (Ed. Laterza, 2016)
Le parole usate dai papi – da Gregorio VII a Francesco – sono una traccia preziosa per capire quanto profondi siano stati i cambiamenti della Chiesa nel corso dei secoli. «Le parole usate dai papi sono importanti; tanto più in quanto il loro modo di parlare non è sempre lo stesso. Il linguaggio con cui il pastore della Chiesa di Roma si rivolge all’umanità nei momenti difficili è sempre stato espressione non solo della sua personalità individuale, ma del posto che la parola della Chiesa occupava nel mondo in quella data epoca; ed è un indizio estremamente rivelatore delle diverse modalità, e della diversa autorevolezza con cui di volta in volta i papi si sono proposti come leader mondiali. In queste pagine faremo un viaggio attraverso le parole usate dai papi nei secoli. Ovviamente la Chiesa esiste da duemila anni e nel corso di questi due millenni ha prodotto innumerevoli parole; non si tratta di renderne conto in modo esaustivo o anche solo sistematico, ma piuttosto di proporre uno dei tanti viaggi possibili, cominciando dal Medioevo per arrivare fino alla soglia della nostra epoca.»




Agnus Dei – Drammatico. Regia di Anne Fontaine, con Lou de Laage, Agata Kulesza e Agata Buzek. Nella Polonia del 1945, Mathilde, giovane medico in servizio presso un ospedale da campo francese, riceve la visita di una suora con la richiesta di recarsi immediatamente al convento vicino. Appena giunta, la ragazza scopre il dramma di alcune monache: stanno per partorire, sono state violentate da soldati russi. Il racconto di una storia vera sotto lo sguardo e il sentimento dell’autrice di “”Gemma Bovery”. Durata 115 minuti. (Nazionale sala 1)
Animali notturni – drammatico. Regia di Tom Ford, con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Armie Hammer e Aaron Taylor-Johnson. Opera seconda dell’autore del perfetto “A single man”, Gran Premio della Giuria a Venezia. Susan, celebre gallerista di Los Angeles, riceve un giorno dall’ex consorte le bozze di un romanzo che lui, da sempre con ambizioni di scrittore, le ha dedicato. Nelle pagine è racchiusa la vicenda di un padre e marito che in vacanza in Texas con la famiglia si imbatte in un balordo e con un gruppo di amici suoi. Letteratura e vita si mescoleranno e l’esistenza di ognuno cambierà per sempre. Durata 117 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo blu, Greenwich sala 3, Ideal, The Space, Uci)
creati da Luca Bianchini, sempre nella cornice innevata di Polignano a Mare. Tra i tanti fatti che arricchiranno anche questa puntata, una nuova gravidanza di Chiara, che unirà e dividerà la coppia, tra amori e gelosie. Durata 104 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Chico, The Space, Uci)
Come diventare grandi nonostante i genitori – Commedia. Regia di Luca Lucini, con Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno e Matthew Modine. L’arrivo in Liceo di una nuova preside che contro il parere di allievi e genitori decide di non partecipare al concorso scolastico nazionale per gruppi musicali, rincarando anzi l’attività quotidiana dei ragazzi. Ma alla fine saranno questi ad avere l’ultima parola. Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
Fai bei sogni – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Valerio Mastandrea, Roberto Herlitzka, Piera Degli Esposti e Berenice Bejo. Dal bestseller di Massimo Gramellini, giornalista tra i più apprezzati in Italia, celebre per il suo “Buongiorno” lanciato dalla prima pagina della “Stampa”, volto televisivo del Circo Barnum firmato Fazio e oggi pure in autonomia (riempitiva causa rimpicciolimento spazi). Un romanzo che è la perdita della madre da parte di un bambino di soli nove anni, una perdita che ha condizionato la vita di un uomo oltre i quarant’anni. Durata 134 minuti. (Due Giardini sala Nirvana e Ombrerosse, Reposi)
Fitzgerald e di Hemingway grazie ad un talento non comune. Tanto lo scrittore è stravolto di esuberanza nel carattere e in una scrittura che si porta appresso numeri impensabili di pagine, quanto Max è di poche parole, amante della vita familiare, di calmi sguardi paterni, di aggiustamenti, di desiderio di sfrondare quel troppo scrivere. Wolfe morì appena trentottenne, e i rapporti tra i due alla fine s’incrinarono parecchio, accusato l’editor di aver stravolto con tutte le rigacce lanciate sul foglio quel che più di impetuosamente genuino c’era nello scrittore. Bello il soggetto, interessante per quanto scarnifica di quel rapporto, ma la passione è altra cosa, sia quella delle immagini e dei dialoghi sia quanto quella che lo spettatore vede crescere in sé. Il tutto scardinato da una sempre più incartapecorita Kidman, che non riesce più a costruire uno straccio di personaggio, anche soltanto per brevi tocchi. Durata 104 minuti. (Romano sala 2)
Kubo e la spada magica – Animazione. Regia di Travis Knight. Kubo nasconde sotto la benda nera una cicatrice e un occhio che non ha più e accudisce la madre malata. Ogni giorno scene in città a raccontare storie fantastiche, come quella di suo padre, un eroico samurai di cui nessuno ha più avuto notizie, e a guadagnare qualche soldo. Il ritorno a casa, alle prime ombre della notte, nasconde le insidie che gli tendono il vecchio nonno che con le odiose zie vorrebbe cavargli l’altro occhio: Kubo dovrà difendersi, mentre andrà alla ricerca della spada magica di suo padre come del proprio passato. Durata 101 minuti. (Uci)
Salemme, Manuela Arcuri e Stefania Rocca. La guerra di un comune cittadino contro un politico disonesto, Antonio contro Simone. Una denuncia non servirebbe a nulla, si sa, la burocrazia, gli intrallazzi, gli appoggi: allora Antonio mette su una piccola banda di cittadini fregati come lui ed escogita, una volta scoperto il conto in Svizzera dell’avversario, una bella truffa ai suoi danni. Durata 93 minuti. (Uci)
La ragazza del treno – Thriller. Regia di Tate Taylor, con Emily Blunt, Justin Theroux, Haley Bennett e Rebecca Ferguson. Ricavato dal bestseller di Paula Hawkins, mutato il panorama di periferia essendoci trasportati da Londra a New York, come chi ha letto l’avvincente romanzo ben sa (con la propria diversa triplice visuale femminile, con la sua bella dose di andirivieni temporali che ingarbugliano all’inizio ma che poi spianano una felice – per il lettore – strada alla conclusione) è la storia di Rachel, divorziata e alcolista, che ogni mattina, nella finzione di continuare ad avere un lavoro, passa con il treno dinanzi ad una casa in cui vive una coppia, da lei subito idealizzata. Poi c’è Anna, per cui Rachel è stata lasciata, che ora vive con Tom, l’ex di Rachel, non lontano da quella casa, e ancora Megan, la donna idealizzata ma forse da riconsiderare, che un giorno scompare. Rachel è legata a quella vicenda di tradimenti, amnesie, sparizioni e crudeltà più di quanto non immagini. Durata 112 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, The Space, Uci)
Snowden – Biografico. Regia di Oliver Stone, con Joseph Gordon-Levitt, Melissa Leo, Zachary Quinto e Tom Wilkinson. In una stanza d’albergo di Hong Kong, Snowden sta con un paio di giornalisti e una documentarista in attesa di poter rendere pubbliche le rivelazioni riguardanti i dati trafugati alla Agenzia Nazionale per la Sicurezza al fine di smascherare il sistema di intercettazioni che coinvolge il mondo intero. Come sottoracconto, Stone torna agli anni giovanili del protagonista, in un ampio flashback, dalla richiesta di arruolamento nelle forze speciali al percorso che attraversa Cia e Nsa, alle missioni in Giappone e alle Hawaii, alla condanna come spia e traditore del proprio paese: ma anche con un suo largo seguito di simpatizzanti, che vedono in lui un paladino delle libertà. Durata 134 minuti. (Eliseo Grande, F.lli Marx sala Harpo, The Space, Uci, anche V.O.)
Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, nacque a Firenze il 24 novembre del 1826, esattamente centonovant’anni fa, e divenne celebre come autore del romanzo “Le avventure di Pinocchio.Storia di un burattino”.
pubblicate e, nel medesimo anno, Collodi diventò direttore del “Giornale per i bambini”. Carlo Lorenzini, detto Collodi, morì a Firenze nel 1890; dove è sepolto nel cimitero delle Porte Sante. Pinocchio, invece, in barba ai suoi 133 ( che non dimostra) è stato pubblicato in 187 edizioni e tradotto in 260 lingue o dialetti, è diventato protagonista di film, cartoni animati e sceneggiati, è stato riprodotto in una infinità di situazioni ed occasioni. In molti hanno provato a catalogarne significati e “morali”. Una di queste è particolarmente originale. Secondo Italo Calvino, Pinocchio è l’unico vero picaro della letteratura italiana, seppure in forma fantastica: le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate a volte drammatiche, sono tipiche di questa figura letteraria trova origine in Spagna, dal “Lazarillo de Tormes” fino a quella grande opera che segna la nascita del romanzo moderno europeo: il




il boom economico, possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali, il proprio modo di vestire. Il cinema racconta puntualmente questo cambiamento, e l’Archivio dell’ Istituto Luce lo segue passo passo. Attraverso una serie di interviste inedite ( Rita Pavone,stasera presente al Reposi, Caterina Caselli,Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli…) e un’approfondita ricerca sul materiale d’archivio e sui film musicali, rappresenta una carrellata su un’Italia che presenta le contraddizioni e le complessità dei cambiamenti di quel decennio che reca insieme i segni del consumismo e dell’omologazione ma anche i germi del dissenso e della rivolta. Una rivolta che, con il passare del tempo, diventerà anche politica e sociale. “ Non deve stupire infatti se se i ragazzi e gli adolescenti impazzivano per il rock di Celentano e poi per il beat di Caterina Caselli, di Rita pavone e dei Rokes diventeranno poi i protagonisti del ’68 e della rivolta giovanile.” “ Con ‘ Nessuno CI può giudicare’ – continua Steve – volevamo raccontare proprio quello. E ciò grazie all’ Istituto Luce, il più grande archivio di immagini del xx secolo,alla disponibilità della Titanus e a un archivio privato, i Superottimisti, che ci hanno fornito le immagini a colori di quel periodo.

