Festival Internazionale del Cinema Erotico e del Sessuale
La 2a edizione del Fish&Chips Film Festival, unico festival in Italia dedicato al cinema erotico e del sessuale internazionale, sarà inaugurata giovedì 19 gennaio 2017 con il titolo cult d’animazione Belladonna of Sadness di Eiichi Yamamoto e proseguirà fino a domenica 22 gennaio a Torino, per 4 giorni con 55 film in 22 proiezioni, 4 incontri, 2 mostre e 1 progetto fotografico live. Fish&Chips Film Festival è un progetto indipendente realizzato dall’Associazione Fish&Chips, grazie a coloro che credono nell’importanza di dare attenzione a un elemento fondamentale della vita di ognuno come il sesso, senza discriminazioni, attraverso la fascinazione del cinema e delle immagini: il partner Museo Nazionale del Cinema, il main sponsor Pornhub, lo sponsor Gold Tattoo, gli sponsor tecnici 001 Edizioni, La Valigia Rossa, Bijoux indiscrets, Tempietto Tantrico e Stramonio, i media partner Lacumbia, Agenda del Cinema Torino, Radio Banda Larga e Taxidrivers; e grazie anche alla collaborazione del DAMS di Torino e di Giovani per Torino.
“Anche quest’anno Fish&Chips Film Festival proporrà al pubblico proiezioni, incontri ed eventi che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti mainstream.” dichiara la direttrice artistica di Fish&Chips, Chiara Pellegrini “L’attenzione è rivolta a produzioni indipendenti e di qualità, in cui la tematica principale è la sessualità nelle varie forme e declinazioni: mostreremo erotismo esplicito e anticonvenzionale, film che indagano modi alternativi di vivere l’eros e le relazioni. Da Giuliana Gamba a Four Chambers, da Los Angeles a Bangalore, passando per l’Iran, daremo spazio a registe e registi che raccontano il vasto e complesso mondo del sesso, attraverso generi cinematografici eterogenei e visioni personali.”

Fish&Chips ha scelto di portare avanti la propria mission e sdoganare quello che sotto molti aspetti rimane ancora un tabù, la sessualità, attraverso l’immediatezza e la fascinazione del cinema.
Immagini dal forte valore estetico, come quelle del film d’apertura Belladonna of Sadness (Kanashimi no Belladonna, Giappone, 1973-2016, animazione, 86’) di Eiichi Yamamoto, presentato in anteprima nazionale nella versione restaurata in 4k in lingua originale (v.o.s. ita), giovedì 19 gennaio ore 21.00, al Cinema Massimo 1 (Via Verdi 18). Il film è un anime psichedelico e underground dall’erotismo esplicito, in cui scene crude e conturbanti si fondono in raffinate illustrazioni chiaramente influenzate dall’Art Nouveau. Liberamente ispirato a un saggio dello storico francese Jules Michelet sull’oppressione della donna nel tardo Medioevo, Belladonna of Sadness fu presentato alla Berlinale e uscì in un momento cruciale per il Giappone, raggiunto dal movimento di liberazione sessuale che stava travolgendo l’occidente. Ad anticipare il film, la proiezione del cortometraggio del regista Rino Stefano Tagliafierro, giurato del festival e ospite all’inaugurazione, Peep Show in cui i dipinti classici si animano in omaggio all’arte erotica e lo spettatore, come se spiasse dal buco della serratura, è testimone di una mostra privata in cui l’arte è oggetto del desiderio.
***
La 2a edizione del Fish&Chips Film Festival proseguirà fino a domenica 22 gennaio con i concorsi per lungometraggi e cortometraggi, mostre, incontri e gli omaggi a due signore del porno: l’attrice statunitense Marilyn Chambers e la regista italiana Giuliana Gamba.
Giuliana Gamba è stata la prima donna a sperimentare il genere hard nel nostro paese come regista, sceneggiatrice e produttrice, contribuendo a quella rivoluzione sessuale che il porno – negli anni ‘70 e ’80 – ha incarnato in Italia. Nel 1981 esordisce con Pornovideo sotto lo pseudonimo Therese Dunn e poi dirige Claude e Corinne, un ristorante particolare; l’anno successivo firma come John Costa La lingua di Erika. Il suo percorso artistico la porta dall’hard verso il cinema erotico nel 1989 con La cintura tratto da un testo di Alberto Moravia e interpretato da Eleonora Brigliadori: in programma a FISH&CHIPS giovedì 19 gennaio ore 18 al Cinema Massimo 3, con una proiezione speciale in pellicola anticipata dal trailer di Pornovideo.
Marilyn Chambers, scomparsa nel 2009 a 57 anni, viene ricordata soprattutto per il suo debutto nel cinema hardcore con il film Behind the Green Door (domenica 22 ore 16.30 al Cinema Massimo 3) che ottenne successo anche al Festival del Cinema di Cannes nel 1973 e la rese una celebre pornostar della “Golden Age of Porn”. Nonostante una carriera segnata nel cinema porno, Marilyn Chambers fu scelta da David Cronenberg come protagonista di Rabid – Sete di Sangue del 1977 (sabato 21 ore 22 al Cinema Massimo 3), film intriso di riferimenti sessuali in cui la Chambers diede prova delle sue capacità attoriali.
***
Da film che hanno cambiato il punto di vista sull’erotismo e la sessualità negli ultimi decenni, lo sguardo si sposta sulla scena contemporanea grazie ai CONCORSO per lungometraggi e cortometraggi. Sono 11 e tutti in anteprima nazionale i lunghi in concorso per l’omonima categoria: documentari e film di fiction provenienti da Argentina, Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Svezia, che si addentrano tra le innumerevoli sfaccettature dell’eros e trascinano lo spettatore nel mondo del sesso passando per amore, erotismo e pornografia. Gli 11 finalisti sono stati selezionati tra circa 110 iscritti e si contenderanno il Primo premio di 1.000 € assegnato dai giurati Ayzad (massimo esperto italiano nel campo dell’eros insolito, scrittore, giornalista, organizzatore di eventi e personal coach), Chiara Borroni (collaboratrice per la rivista Cineforum e redattrice della versione online, social media manager per Torino Film Festival – di cui è anche selezionatrice -, Museo del Cinema e TGLFF) e Silvia Magino (progettista in ambito sociale e culturale, specializzata in cinema e audiovisivo come strumenti di sensibilizzazione).
La sezione dedicata ai cortometraggi, quest’anno si presenta nella duplice veste corti e corti XXX, quest’ultima caratterizzata da un approccio e una potenza visiva decisamente più hard, e propone in tutto 32 cortometraggi che raccontano il sesso in modo esplicito o con lieve ironia, ma sempre con una visione peculiare e dando anche una rappresentazione di come viene vissuto il sesso nel mondo.
Tra questi lavori, scelti tra i 500 che hanno risposto alla chiamata di FISH&CHIPS, la giuria composta da Enrico Petrilli (sociologo specializzato in alcol e droga, e sul piacere nei club di musica elettronica), Rino Stefano Tagliafierro (regista e videoartista che nel 2016 ha realizzato il corto Peep Show) e Cikiti Zeta (visual artist in live VJing, pittrice e illustratrice protagonista di numerose pubblicazioni ed esposizioni) sceglierà i vincitori del Primo premio CORTI di 300 € (Offerto da Gold Tattoo) e del Primo premio CORTI XXX, sempre di 300 €.
Tutti i vincitori del Fish&Chips Film Festival 2017 saranno proclamati durante la serata di premiazione di domenica 22 gennaio alle 21.00 al Cinema Massimo 3. A chiudere il festival, un focus sul progetto FOURCHAMBERS ideato e concretizzato della performer Vex Ashley, pioniera del porno sofisticato che, attraverso l’omonima piattaforma, realizza video raffinati, ricchi di simbolismo e dalla profonda cura estetica, seguendo le richieste dei suoi numerosi amatori ai quali regala, così libertà creativa e un coinvolgimento unici.

Erostismo ed estetismo si fondono in diverse forme d’arte durante il Fish&Chips Film Festival, grazie alle proiezioni, ma anche a due mostre: IL PUNTO Q. Sollecitazioni e provocazioni dell’artista spagnolo Luis Quiles, a cura di 001 Edizioni, vede per la prima volta esposta in Italia una selezione di 40 opere di uno degli autori più dissacranti del web, noto per le sue illustrazioni provocatorie che mostrano una visione cruda della società, e A HUMBLE BOW. Un umile inchino in cui le opere del fotografo torinese Tomaso Clavarino, restituiscono l’indagine compiuta all’interno del mondo del BDSM in Italia, tra sesso e psicologia.
La mostra su Luis Quiles sarà inaugurata giovedì 19 gennaio alle 18 allo studio Spacenomore (Palazzo Graneri della Roccia – Via Bogino 9, Torino) alla presenza dell’artista e per l’occasione verrà presentato il suo ultimo libro “RIOTS”, edito da 001 Edizioni. Sempre giovedì 19, alle ore 19 alla Tonin Gallery (Via San Tommaso 6), si aprirà anche la mostra A Humble Bow di Tomaso Clavarino, visitabile dal martedì al venerdì (sabato su appuntamento), dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19, fino al 21 febbraio. Inoltre la 2a edizione di Fish&Chips proporrà anche 4 incontri aperti a tutti: Il genere pornografico nell’epoca dei porn tubes in cui si parlerà della “crisi” dell’industria pornografica e il consumo del porno 2.0; Tantra e dintorni, una tavola rotonda dove alcuni esperti in materia interagiranno con il pubblico per scoprire questa disciplina orientale al di là degli abusati luoghi comuni; La Valigia Rossa presenta la sessualità soft bondage e grazie a esperienza e un pizzico di ironia, le consulenti LVR mostreranno le magie del soft bondage; infine Cake is better then sex. Il piacere secondo gli asessuali, progetto artistico a cura di Irene Pittatore, proporrà una cake-performance e un confronto sul tema del piacere, per promuovere la conoscenza e il dialogo sull’asessualità.
***
Info
FISH&CHIPS FILM FESTIVAL
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA EROTICO e DEL SESSUALE
2a edizione
19 – 22 gennaio 2017, Torino
Luoghi del festival
Cinema Massimo, Via Verdi 18
Spacenomore – Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino 9
Tonin Gallery, Via San Tommaso 6
Laboratorio Multimediale Guido Quazza, Via Sant’Ottavio 20
Modalità d’ingresso
– Massimo 1: singolo intero € 7,50 / singolo ridotto € 5,00 (Aiace, studenti universitari e Over 60)
– Massimo 3: singolo intero € 6,00 / singolo ridotto € 4,00 (Aiace, studenti universitari, Over 60)
I biglietti sono acquistabili presso le casse del Cinema Massimo il giorno della proiezione oppure in prevendita online.
– Abbonamento: Intero € 33,00 / Ridotto: € 22,00 (studenti universitari e Over 60)
Tutte le proiezioni si tengono al Cinema Massimo 3, ad eccezione della serata di apertura in Sala 1.
Tutti i film stranieri saranno proiettati in v.o. sottotitolati in italiano. Ingresso vietato ai minori di 18 anni.
Gli incontri e le mostre sono a ingresso gratuito.
Contatti
www.fishandchipsfilmfestival.com
fishandchipsfilmfestival@gmail.com
Facebook facebook.com/fishandchipsfilmfestival e Twitter twitter.com/fish_chipsff



sostituiscono quelle di Cristo): soprattutto quei dialoghi che costruiscono la debolezza di un individuo, e se la parte di avvio del film appare di minore spessore, messa lì ad avviare una storia, proprio quei dialoghi danno allo spettatore tutta la forza di Scorsese e del film. 
Per la 75a Storica Conversazione presso il Museo Pietro Micca GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO su I Savoia, Torino e il Piemonte: passato, presente e futuro, nel 600° anniversario della nascita del Ducato.
fra questi: Feudi e nobiltà degli Stati dei Savoia (2006), Bibliografia delle famiglie subalpine (2008), Un primato piemontese in Europa. Venaria e la Cavalleria sabauda alla vigilia del Risorgimento (2009); La cessione di Nizza e Savoia alla Francia (2011); Bibliografia critica e antologica della Convenzione di Settembre. Dai lutti di Torino Capitale all’insediamento fiorentino (2015). suoi scritti compaiono in numerose opere miscellanee ad Atti di Convegni. È Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, consigliere dell’ABNUT (Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino) e di altri sodalizi che studiano, tutelano, valorizzano e promuovono, con molteplici iniziative, il patrimonio culturale, ambientale ed identitario del Piemonte, della Valle d’Aosta e, in generale, degli antichi Stati sabaudi. È uno dei curatori, con Franca Porticelli e Andrea Merlotti, della Mostra Piemonte Bonnes Nouvelles presso la Biblioteca Nazionale di Torino, appena conclusa con grande successo di pubblico, realizzata dalla Biblioteca con la collaborazione del Consiglio regionale del Piemonte e del Centro Studi Piemontesi – per celebrare i 600° anni del Ducato di Savoia.
collezioni di Carlo Emanuele I aperta al pubblico lo scorso 16 dicembre con oltre 250 opere e 80 tavole acquerellate degli album naturalistici conservati alla Biblioteca Reale (fino al 2 aprile 2017 in Galleria Sabauda e Biblioteca Reale). Sempre nel 2016 sono stati riaperti i Giardini Reali, chiusi per lungo tempo; ora sono accessibili solo parzialmente, ma è stato da poco ultimato il progetto per il completamento del verde e presto riprenderanno i lavori per perfezionare i percorsi e i servizi. A tutto questo si aggiunge la creazione di aree dedicate a mini-mostre e mostre speciali come lo “Spazio Confronti” e lo “Spazio Scoperte” della Galleria Sabauda, le aperture serali nel periodo estivo e quelle speciali degli appartamenti minori promosse in collaborazione con l’Associazione Amici di Palazzo Reale, il fitto calendario di attività per il pubblico e altro ancora: in sintesi, i Musei Reali si sono aperti, cercando di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e più trasversale nella scoperta di un patrimonio tra i più ricchi, interessanti e variegati d’Europa.
LE ATTIVITÀ DEL 2017. Spina dorsale delle attività saranno i progetti di miglioramento dell’offerta museale, con novità che vanno dalla comunicazione ai percorsi, oltre alle mostre, grandi e piccole, che punteggiano tutto il calendario. Tra i progetti più impegnativi ci sarà il completamento dei lavori di restauro della Cappella della Sindone, che sarà riaperta al pubblico a venti anni dal disastroso incendio che ne determinò la chiusura. Un recupero lungo e complesso, curato nel tempo dalla Soprintendenza di Torino con il contributo della Compagnia di San Paolo, che porterà di nuovo il gioiello di Guarini al centro dell’attenzione internazionale (novembre). Un altro importante obiettivo riguarda il riallestimento di una parte del Museo di Antichità, con la creazione di un nuovo percorso dedicato alle antiche civiltà del Mediterraneo (assiro-babilonese, cipriota, greca, etrusca e italica) che accoglierà i visitatori negli spazi della manica nuova. Proseguiranno anche i lavori di valorizzazione dei Giardini Reali con la risistemazione del verde e il collocamento dei vasi, la nuova illuminazione, la segnaletica e i servizi. Terminati i lavori, i Giardini saranno il vero cuore verde di collegamento tra tutte le aree dei Musei (da giugno a settembre). Alla Galleria Sabauda sarà aperto il nuovo spazio dedicato ai maestri piemontesi dal Trecento al Cinquecento: Un’altra armonia. Il Rinascimento in Piemonte, con le tavole e i polittici di Martino Spanzotti, Dedendente Ferrari, Gaudenzio Ferrari e altri ancora (giugno). A
fine anno, negli ambienti al piano terra, la mostra dedicata a Giovanni Battista Piranesi (ottobre). Negli spazi espositivi di Palazzo Chiablese, proseguirà fino a marzo l’esposizione di disegni e stampe di Henri Toulouse-Lautrec, coprodotta con Arthemisia Group, a cui seguirà Il bello senza tempo. La collezione di Gian Enzo Sperone da Roma antica a Ai Weiwei, la grande mostra incentrata sulle raccolte di uno dei più importanti collezionisti d’arte internazionali, con gallerie che portano il suo nome a Torino, Roma e New York (da aprile a settembre). In autunno protagonista sarà il pittore surrealista catalano Joan Mirò, di cui saranno esposte un centinaio di opere in arrivo dalla Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Mallorca, la fondazione creata da Mirò e dalla moglie Pilar nel marzo 1981. Le attività di Confronti proseguiranno con A spasso con un drago, che presenterà un lavoro di Carlo Mollino recentemente acquisito dal Ministero per le collezioni della Galleria Sabauda (da febbraio), a cui seguiranno confronti dedicati a Daniele da Volterra (da maggio) e a Bellotto (da ottobre). Anche lo spazio Scoperte proseguirà la propria attività: al termine della mosta dedicata agli incisori olandesi, le sale saranno occupate dalle opere di Grechetto (aprile-agosto) a cui seguiranno quelle di Dürer e Luca di Leida (da settembre). Nuove attività per l’affascinante Museo di Antichità, con appuntamenti dedicati alla storia del restauro (da gennaio a marzo), a tutto quello che nell’abbigliamento ha preceduto il bottone (da aprile a settembre) e alla storia dei militari romani a Torino (da settembre). All’Armeria Reale, a gennaio, appuntamento con un’opera restaurata grazie al programma “Restituzioni” di Intesa San Paolo e ora di nuovo accessibili al pubblico: un’armatura giapponese nello stile delle dō-maru del secondo periodo Chusei (XIIIXVI secolo), donata dall’imperatore del Giappone Meiji a Vittorio Emanuele II nel 1869, a tre anni dalla firma del trattato di amicizia e commercio tra il Regno d’Italia e l’Impero giapponese, ratificato a Edo (l’odierna Tokyo) il 25 agosto 1866. A tutto questo si aggiunge l’intenso programma di attività (calendario
aggiornato sul sito museireali.beniculturali.it) dai laboratori didattici alle visite di una sola opera del ciclo Ogni opera è un mondo, dagli spazi aperti dagli Amici di Palazzo Reale come le cucine e gli appartamenti della Regina Maria Teresa fino alle visite di approfondimento delle mostre e delle diverse sezioni dei Musei Reali. “Il 2017 sarà l’anno decisivo per la costruzione dell’identità dei Musei Reali” sottolinea Pagella, “Lavoreremo sul piano della comunicazione, ma soprattutto su quello del miglioramento dell’accoglienza; a rappresentarci avremo un nuovo logo, dei nuovi uffici nel torrione Frutteria di Palazzo Reale, e l’avvio di importanti progetti che segneranno il futuro dei Musei e anche, ci auguriamo, quello della città. La mostra su Carlo Emanuele I che abbiamo appena inaugurato dimostra quanto sia grande il potenziale dei nostri musei anche come capacità di produrre idee, ricerca, occasioni di conoscenza e di scoperta. Per questo il 2017 dovrà essere anche l’anno destinato alla creazione di una nuova rete di rapporti, sia con le realtà locali, sia con quelle nazionali e internazionali. Tutto questo è necessario anche in vista del 2019, cinquecentenario di Leonardo che ci vedrà assolutamente protagonisti”.
Martedì 17 gennaio 2017 ore 20.30 • Sala Cinquecento, via Nizza 280, Torino
originariamente a clarinetto o violoncello con accompagnamento di pianoforte e qui eseguiti in una insolita versione per flauto. Ispirata all’omonimo racconto di Friedrich de la Motte Fouqué, la Sonata op. 167 «Undine» (1882) di Carl Reinecke narra la tragica storia di una Ondina, spirito acquatico del folclore germanico, mentre Le merle noir (1951) è una breve pagina che rispecchia gli interessi di Olivier Messiaen nell’ambito ornitologico, scritta per testare le abilità dei flautisti candidati all’ammissione presso il Conservatorio di Parigi. Chiude la serata la Fantaisie brillante sur l’opéra Carmen de Georges Bizet di François Borne, unica opera dell’autore ancora oggi in repertorio e paradigmatico esempio di quella fioritura ottocentesca di trascrizioni, parafrasi e fantasie basate su temi celebri delle più note opere del teatro musicale.
fortuna e avventura, si mise al servizio della potenza ottomana. Poco conosciuto in Italia e sicuramente più noto all’estero, Giovanni Calosso influenzò con le sue idee libertarie e innovatrici alcune scelte politiche del sultano convincendolo ad aprire l’Impero alle riforme europee, ispirate a principi democratici e liberali. Amò l’Impero sul Bosforo, già al tramonto ma ancora forte e tenace, e fu intimo del sultano. Fu quasi uno di loro, ma non si convertì mai all’Islam. Nato a Chivasso nel 1789, divenne ufficiale con Napoleone e partecipò a diverse campagne militari, tra cui quelle di Prussia nel 1807 e di Russia nel 1812, e alla fine dell’Impero prestò servizio nell’esercito del Regno di Sardegna. Cadde in disgrazia per aver preso parte ai moti rivoluzionari del 182021 in Piemonte e fu esiliato. Non si perse d’animo e, pur costretto a lasciare la moglie, la Contessa Secondina Tarini Imperiale e il suo Piemonte, continuò a viaggiare in vari Paesi europei e si fermò soprattutto in Grecia, dove combattè per la causa dell’indipendenza ellenica contro il dominio turco. Ma il suo avvicinamento all’Oriente e all’Impero Ottomano non tardò. 





distintivo fu infatti la volontà di perseguire una pittura “intuizionistica” (a mezza strada fra Fauvismo ed Espressionismo) e proiettata verso l’Europa –in primis Scuola di Parigi e Modigliani, secondo Venturi – in antitesi al nazionalismo retorico del regime: pittori “dissidenti” insomma rispetto all’arte ufficiale del Novecento e, per questo, non poco “sospetti” in un periodo in cui anche le divergenze artistiche assumevano un significato pericoloso di contrasto ideologico e politico. Sciacquati “i panni in Senna” (ma la “lezione impressionista” non sempre appare così preminente nei quadri dei Sei) la vita del Gruppo si esaurì nel giro di pochi anni, con la mostra a Parigi del dicembre 1931, quando venne a perdersi l’appoggio dei due veri “creatori” del Sestetto: il finanziere Riccardo Gualino, confinato a Lipari per bancarotta fraudolenta, e Lionello Venturi, che proprio nel ’31 espatria a Parigi aderendo a “Giustizia e Libertà”. 
graffiante immediato essenziale, come elemento portante di un’opera con caratteri similari alla briosa “Passeggiata a Nervi”, guazzo su tela del ’33 di Enrico Paulucci e al carboncino su carta del ’46 “Torre Pellice (Castelluzzo)” dell’abruzzese Nicola Galante apprezzato xilografo oltreché pittore. Di Gigi Chessa, che al Gruppo aderì vantando già al suo attivo innumerevoli mostre nonché la partecipazione alla XVI Biennale di Venezia del ’28, la rassegna sottolinea quanto egli sia stato volutamente il meno “casoratiano” dei Sei, quale “pittore di luce” più che di rigidi “spazi” compositivi. Sua “La zuppiera” del ’24, incantevole con quel “bianco illuminato dal raggio di luce come un caravaggesco della Scuola di Utrecht, che emerge da grigi, bruni, sfondi afoni”. Più fedele, invece, alla lezione del Maestro (pregevoli i numerosi “Interni” dalla tipica “griglia geometrica casoratiana”) fu l’inglese Jessie Boswell, la più “anziana” del Gruppo e a Torino dama di compagnia di Cesarina Gualino. Suo il rigoroso e severo “Autoritratto” del ’41, composto forse per i suoi sessant’anni. Immagine intensa, di pensierosa fissità.
Siniscalco ,parlando del saggio di Zanone ,lo ha contestualizzato negli Anni 70
impossibile. Chi lo ha conosciuto da vicino lo sa bene. Mi resta un dubbio: perché Siniscalco non abbia citato il gruppo formatosi nel 1967/68 del Centro “Pannunzio”. C’erano persone importanti: Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Gaetano Zini Lamberti, Alessandro Passerin d’Entrèves, Paolo Greco,Piero Pieri, Alda Croce, Mario Fubini… Non c’era solo chi scrive in compagnia di alcuni compagni di università. Io non sono certo un giudice imparziale, ma credo che il Centro “Pannunzio”abbia pur contato qualcosa -come hanno riconosciuto in molti – nella storia della cultura non solo torinese (basterebbe citare la sua coraggiosa posizione sul terrorismo a fianco di Carlo Casalegno) ma per l’economista Siniscalco quel mondo liberale si identificava nel giovane Zanone che sicuramente seppe fare moltissimo e assai bene e che io considero comunque un amico-maestro.
Allied – Un’ombra nascosta – Drammatico. Regia di Robert Zemeckis, con Brad Pitt e Marion Cotillard. Nella Casablanca in pieno conflitto mondiale, già tanto cara a Ingrid Bergman e a Humphrey Bogart, s’incrociano Marianne Beausejour, legata alla resistenza francese e avvenente spia pronta a fare l’occhio dolce al perfido tedesco, e Max Vatan, comandante d’aviazione di origine canadese e al servizio dell’Intelligence inglese. Avventure e amore tra i due, il trasferimento a Londra, un matrimonio e una bambina partorita sotto i bombardamenti. Ma forse non tutto è come sembra. Durata 124 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
Un’occasione per riunire il regista e gli interpreti di “Macbeth”, qui Fassbender in veste anche di coproduttore. Tratto dall’omonimo videogioco, il film è la storia del criminale Callum Lynch, segretamente salvato da una condanna a morte da un’organizzazione che è la moderna reincarnazione dell’Ordine dei Templari. È costretto da costoro a utilizzare l’Animus, un macchinario cui sovrintende la scienziata Sophia e che gli permette di rivivere i ricordi di un suo antenato, Aguillar de Nerha, un Assassino, vissuto nella Spagna del XV secolo. Durata 115 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)
Captain Fantastic – Commedia drammatica. Regia di Matt Ross, con Viggo Mortensen. La famiglia Cash è composta da padre, madre e sei figli che hanno avuto un’educazione “libera”, tra le foreste del nord America, lontano da consumismi e conformismi imperanti in ogni altrove civilizzato. Radiata ogni tecnologia “non utile”, i rampolli si affidano allo sviluppo della mente e del corpo, ad una cultura che spazia liberamente dal classico al più futuribile, dalla costituzione americana ad un linguaggio estremamente ricco: se non si celebrerà il Natale insopportabilmente consumistico, si potrà sempre celebrare il compleanno di Noam Chomsky. Una sorta di ideale paradiso che una tragedia potrebbe definitivamente cambiare. Durata 118 minuti. (Eliseo blu)
coniugi, Emad e Rana, sono costretti a abbandonare il loro appartamento a causa di un cedimento strutturale dell’edificio. Nella ricerca di una nuova abitazione, vengono aiutati da un collega che con loro recita in una messa in scena di “Morte di un commesso viaggiatore” di Miller, un dramma di sogni e di disfacimenti morali e familiari. Nel nuovo alloggio, in precedenza abitato da una donna di dubbia reputazione, Rana subisce un’aggressione: se la donna ne esce duramente colpita non soltanto nel corpo ma soprattutto nello spirito per poi poco a poco quietamente rappacificarsi, da quel momento per Emad inizia una ricerca dell’aggressore, una esplicita vendetta in cui non vuole coinvolgere la polizia. Un capolavoro di ferma scrittura, di analisi, di descrizione dei piccoli, impercettibili fatti quotidiani, delle emozioni positive e negative che possono attraversare l’animo umano. Premiato a Cannes per la miglior sceneggiatura e l’interpretazione maschile. Durata 124 minuti. (Nazionale sala 1)
riesce ad accettare la morte della sua bambina e tenta di ritrovare un salvifico sfogo nelle lettere che scrive e indirizza ad Amore, Morte e Tempo: gli amici, nella speranza di alleviarne il dolore, altro non fanno che ingaggiare tre attori che, impersonando gli stessi specifici concetti, gli suggeriscano le soluzioni più adatte alla sopravvivenza non troppo infelice. Durata 94 minuti. (Greenwich sala 1, Ideal, Lux sala 2, The Space, Uci)
Florence – Commedia. Regia di Stephen Frears, con Meryl Streep e Hugh Grant. Nella New York anni Quaranta, la storia vera di Florence Foster Jenkins, del suo appartenere all’altoborghesia americana, delle sue ricchezze, della sua passione per il bel canto. Ma la signora era alquanto stonata: tuttavia gli amici fidati presenziavano ai suoi concerti in stato di estasi, i critici venivano zittiti dal marito-manager. L’apoteosi avvenne al Carnagie Hall, con un pubblico in visibilio. Sguardo del cinema hollywoodiano su un personaggio toccato con (ben altra) grazia e humour da quello francese, con “Marguerite”, nella scorsa stagione. Dal regista di “Philomena” e “The Queen”. Prodotto di tutto rispetto, con qualche pennellata di limpido divertimento, gradevole nella descrizione di una società immersa nei tanti vizi e nelle piccole virtù: ma ogni cosa sembra essere presentata e detta sopra le righe, a cominciare dall’interpretazione della Streep, per una volta priva di certe minime sfaccettature che l’hanno sempre resa grande, donna affetta senza mezze misure da protagonismo, macchietta a tutto tondo, folle ed eccessivamente sognatrice. Se dovessimo scegliere la punta di diamante dell’intero film indicheremmo senz’altro il ritrattino del suo accompagnatore al pianoforte, l’eccellente, sbalordito e divertito Simon Helberg, pronto per noi a entrare nella cinquina degli Oscar. Durata 111 minuti. (Ambrosio sala 2, Due Giardini sala Nirvana e Ombrerosse, Greenwich sala 2)
Nicole Kidman. Il piccolo Saroo, disubbidendo alla madre e cercando di seguire il fratello più grande, si addormenta su di un treno, nel buio della notte, e si ritrova a Calcutta, solo e incapace di spiegare da dove venga e quel che gli è successo. L’adozione da parte di una coppia australiana gli risparmia l’orfanotrofio: ma una volta arrivati i venticinque anni, il desiderio di rintracciare la sua vera famiglia lo condurrà ad una lunga ricerca. Tratto da una storia vera. Durata 120 minuti. (Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Harpo, Romano sala 1, Uci)
Miss Peregrine – La casa dei bambini speciali – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel Jackson, Rupert Everett, Judy Dench, Terence Stamp. Il giovane Jacob, alla morte del nonno, scopre che quelle storie che aveva sempre sentito raccontare, sono vere: esiste veramente in una piccola isola lontana, nel Galles, un gruppo di bambini orfani, dal talento speciale di cui forze malvagie vorrebbero impadronirsi, che vivono nella casa della misteriosa Miss Peregrine. Jacob farà di tutto per proteggere quei bambini e sottrarli ai loro nemici. Tratto dal romanzo omonimo di Ransom Riggs, ancora l’universo fantastici del regista di “Edward mani di forbici”, “Big Fish” e Alice in Wonderland”. Durata 127 minuti. (Greenwich sala 3, Ideal, Uci)
spaziale “Avalon” sta viaggiando, un lunghissimo viaggio, verso una colonia lontana, a bordo cinquemila ospiti. Addormentati, programmati a risvegliarsi 120 anni dopo. 90 anni prima dell’arrivo, due di loro, Aurora e Jim, lei una giornalista newyorkese alla ricerca di un nuovo spunto per il suo prossimo romanzo, lui ingegnere meccanico di Denver, per un guasto si risvegliano, unici e soli, si innamorano. Non soltanto avventure solitarie e no nello spazio senza confini, anche inquietudini filosofiche e quesiti morali, imposizioni e libertà, il desiderio di stare con qualcuno o il suo rifiuto, l’amore e il tempo, l’azzeramento dei tanti progetti e la noia, la realtà quotidiana e la sua cancellazione, in un viaggio pericoloso e senza prospettive. Durata 116 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)
Poveri ma ricchi – Commedia. Regia di Fausto Brizzi, con Christian De Sica, Enrico Brignano, Anna Mazzamauro e Lucia Ocone. La famiglia Tucci, ovvero mozzarellari doc e volgari quel tanto che basta, capofamiglia con consorte e un paio di figli, un cognato nullafacente nel dna, la nonna che è innamorata persa di Al Bano. Una vincita da 100 milioni di euro li spingerà a trasformarsi nei nuovi ricchi con annesso desiderio di seguirne le orme: ma presto si accorgeranno che i nuovi ricchi non significano rubinetteria d’oro o chili di gioielli o ristoranti e alberghi senza risparmio di stelle. Durata 97 minuti. (Uci)
Ambientato nella prima metà del XVII secolo. Due giovani sacerdoti gesuiti, padre Rodrigues e padre Garrupe, si recano nel lontano Giappone per svolgere opera di evangelizzazione e alla ricerca di chi li ha istruiti e guidati, il padre Ferreira. Incontrano una terra dove i cristiani sono perseguitati, costretti ad abiurare la propria fede o a subire il martirio. I dubbi, le certezze che cominciano a non essere più tali, l’assenza di un Dio che non interviene o non cancella il Male, la solitudine: al termine, un ritrovato padre Ferreira che già s’è allontanato dalla Chiesa come si comporterà con i suoi confratelli, troverà un fertile terreno nelle loro debolezze? Durata 161 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Nirvana e Ombrerosse, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
The Founder – Commedia. Regia di John Lee Hancock, con Michael Keaton e Laura Dern. Con un passato di commesso viaggiatore di scarso successo, nel 1954, di fronte alla ristretta attività dei fratelli Dick e Mac McDonald a San Bernardino in California, un povero chiosco di hamburger confezionatore di spuntini veloci per altrettanto pubblico frettoloso e dal poco spendere, il signor Ray Kroc pensa di allargare, in qualità di socio, l’attività dei pionieri su scala nazionale. Sappiamo tutti com’è andata a finire, successo successo successo, unendo artigianato e voglia di sperimentazione unita a una fragorosa mania di grandezza. Un avventura americana, una sfida e il sogno sempre ricercato, un’altra bella prova per il resuscitato Keaton, già pedina vincente di titoli quali “Birdman” e “Il caso Spotlight”. Durata 115 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Ideal, The Space, Uci)