“Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli” è il presidio organizzato per domani, martedì 3 marzo, alle 18 in piazza Castello.
Arci Torino scende in piazza insieme a sindacati, associazioni, movimenti, cittadini, per chiedere al Governo, in ottemperanza all’articolo 11 della Costituzione, di farsi promotore della de-escalation militare e di mettersi subito all’opera per fermare la guerra in corso in Iran e nel Medio Oriente.
«Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non portano libertà: saranno causa di altre guerre, sofferenze e instabilità in quel territorio. Il prezzo di tutto questo ricadrà sui civili che, da anni, lottano per i diritti e la democrazia e che non hanno bisogno di missili stranieri sulla testa» sottolinea Daniele Mandarano, presidente di Arci Torino che ricorda come «le guerre nate per esportare la democrazia finiscano per rafforzare autoritarismi e repressione».
Il presidio torinese non chiede solamente che la politica e i governi scelgano la strada della pace: «Siamo in piazza anche per ribadire con chiarezza la nostra contrarietà al riarmo europeo. Non vogliamo un’Europa che investa miliardi in armamenti, mentre arretrano diritti e welfare – conclude Mandarano – La sicurezza non si costruisce con le armi ma con la giustizia sociale, la cooperazione e la solidarietà e il dialogo tra i popoli».
Oggi a Torino gli Industriali torinesi hanno presentato l’annuale importante rapporto OTI sullo stato di avanzamento dei lavori delle Infrastrutture torinesi e piemontesi. Uno studio molto interessante e utile per politici e giornalisti che seguono le Infrastrutture che come sai sono le opere più importanti per generare lo sviluppo della economia e del lavoro come ci insegnarono i romani duemila anni fa , anche se da queste parti hanno dimenticato questo insegnamento. Peccato che a parte il Sindaco LO RUSSO e i due Assessori regionali Bussalino e GABUSI ci fossi solo io. Eppure si tratta di opere che servono i trasporti autostradali e ferroviari della nostra regione . Meno male che gli industriali su questo argomento si impegnano perché il costo di trasporto e della logistica e’ uno dei quattro costi più importanti di una azienda. Il punto è che nel frattempo i tempi di realizzazione si sono allungati come abbiamo visto per la Asti Cuneo e come vediamo purtroppo per l’opera più importante per il futuro non solo di Torino e del Piemonte , la TAV.
L’evento ha voluto lanciare un messaggio chiaro: la bellezza non è un limite, ma uno strumento per promuovere libertà, dignità e cambiamento sociale, con l’auspicio che Torino sia sempre più protagonista nella promozione dei diritti umani per tutti.