Spettacolo teatrale dei detenuti del carcere di Saluzzo
Da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre (ore 15 – ore 17)
Saluzzo (Cuneo)
E’ un appuntamento fisso di ogni mese di settembre. Così anche quest’anno la direzione della Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi”di Saluzzo, diventata nel 2019 di “Alta Sicurezza” per volontà del Ministro di Giustizia, apre i cancelli, ad ingresso gratuito, al pubblico che desidera assistere al nuovo spettacolo (ore 15 e, in replica, ore 17) presentato, da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre, da una trentina di detenuti della Compagnia Teatrale “Voci Erranti”, reso possibile come sempre grazie al contributo della “Fondazione Cassa di Risparmio” di Cuneo. Il tema, su cui i detenuti hanno lavorato con forte passione, si presenta alquanto impegnativo e spinoso. Lo dice lo stesso titolo della rappresentazione: “Cose nostre”. Spiegano i registi Marco Mucaria e Grazia Isoardi: “Lo spettacolo allude al tema della mafia, parola delicata che incute paura, rabbia, indignazione, antipatia e che si preferisce pronunciare il meno possibile o utilizzando la dicitura ‘criminalità organizzata’”. Certamente un fenomeno secolare, analizzato per ogni verso e anche doverosamente e coraggiosamente (quasi sempre) perseguito ma che, nonostante tutto, “rimane ancora oggi, un grande mistero e un tabù”.

Cosa vogliono dunque raccontare i detenuti di Saluzzo? “Il nostro spettacolo vuole essere una sfida – spiegano ancora i registi –che i nostri detenuti hanno accolto in quanto hanno accettato di leggere con ironia alcuni atteggiamenti che li caratterizzano, ridere sulle tragedie non per mancanza di rispetto verso le vittime, né per sminuire le responsabilità individuali e sociali e tanto meno per banalizzare la storia del nostro Paese. Ma anche ridere per iniziare a pronunciare quella parola, per scalfire un po’ l’alone di omertà che l’avvolge, per dire a voce alta ‘noi siamo anche questo’”. E concludono: “I detenuti hanno accettato la sfida, ora tocca a noi volere un reale e concreto cambiamento culturale e sociale per fare in modo che le ‘cose nostre’ diventino patrimonio e responsabilità di tutti”.
Lo spettacolo rientra nella programmazione annuale delle attività dell’Istituto saluzzese, iniziata nel 2020 come attività formativa per un gruppo di venti reclusi e che, nel tempo, si è sviluppata fino a diventare parte di un progetto nazionale coordinato dalla “Compagnia della Fortezza” del carcere di Volterra. Oggi l’attività comprende una formazione annuale per attori, due corsi per tecnici audio-luci e scenografi. Oltre alle rappresentazioni interne all’Istituto Penitenziario, il progetto offre anche repliche in realtà esterne con i detenuti autorizzati all’uscita dal “Magistrato di Sorveglianza” di Cuneo (ci sono anche detenuti che hanno continuato l’esperienza teatrale, una volta concluso il periodo di pena), repliche riservate a studenti e docenti delle scuole nell’ambito dell’iniziativa “Educare alla libertà” e la partecipazione a momenti di formazione con gli studenti dell’“Università” di Torino.
Per info: Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi”, Regione Bronda 19/B, Saluzzo (Cuneo); tel. 340/3732192 o 393/9095308 o info@vocierranti.org
g.m.
Nelle foto:
– Immagine guida “Cose nostre”
– Immagine di repertorio
Chiara De Carlo

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Antonio Caprarica “Elisabetta per sempre regina” -Sperling & Kupfer -euro 19,50
Il giornalista e scrittore Vittorio Sabadin è un altro esperto di reali e non per niente nei giorni successivi alla morte della regina è stato invitato a svariati programmi televisivi; per aiutarci a decodificare meglio Elisabetta II, la sua vita e il futuro su cui si affaccia suo figlio, ora re Carlo III.
semplici parole che contenevano tutto: «Your loving Lilibet».
Qui la prospettiva adottata dalla giornalista e royal watcher Eva Grippa è quella di ricostruire la figura della sovrana attraverso i suoi rapporti con 10 donne che hanno avuto un ruolo importante nella sua lunga vita.
Perché non chiudere questa carrellata con un libro fotografico di grande pregio, del grande Cecil Beaton (1904 – 1980); che fu molto più del fotografo di teste coronate, star hollywoodiane e personaggi illustri. Conquistò la fama anche come costumista, scenografo e arredatore.