Mi è arrivato quasi un mese fa. Ho dovuto aspettare nel leggerlo perché mia moglie lo ha intercettato prima del sottoscritto. Dopo le prime 50 pagine mi ha detto: bello, debbo assolutamente finirlo.
Finito, il verdetto è stato perentorio: molto bello.
Mia moglie ha ragione ed io aggiungo una cosa: molto ma molto ben scritto. Come è che si dice? Il tempo vola via e non riesci nel smettere nel leggerlo. Ammetto, ero titubante per un motivo: Matteo Rossomando è, per me soprattutto un amico e fratello di una mia cara amica. Diciamolo pure, un amico di famiglia. Dunque avrei potuto non essere obbiettivo. Con quel ragionevole distacco che la lettura deve avere. Ma vi assicuro che la coppia Fabio Girelli e Matteo Rossomando sono una ottima coppia letteraria. Non solo un occasione di lettura ma anche una occasione per fare graditi doni natalizi. “Gioco a somma zero”, edito da Capricorno, è una cavalcata nella nostra città. In particolare la sua collina sempre affascinante, all’interno della professione avvocatizia. Del resto Matteo Rossomando è tra più stimati avvocati civilisti di Torino.
Il romanzo va oltre il classico poliziesco per essere e diventare una moderna rappresentazione del presente. Dove potere, corruzione, e sentimenti umani difatto si mischiano a tal punto e diventare un tutt’uno. Ultima cosa, ho sempre stimato l’autore, in questo caso gli autori maschi che riescono ad “interpretare” ruoli femminili. Vedere la realtà da un altro punto di vista. La famosa altra meta’ del cielo. Ripeto, da leggere e regalare agli amici ed amiche.
PATRIZIO TOSETTO




LETTERE




“Cresce il numero degli spettatori a parità del numero di titoli in programma – 120 suddivisi nelle tre sezioni di concorso e nelle tre sezioni non competitive -: la percentuale di riempimento delle sale arriva all’83%”, si recita dagli uffici di via Montebello, più che forti della quota salita a 38.000 per le presenze, 65 titoli sold out, calcolando ancora una crescita per abbonati e accreditati, per un incasso complessivo di oltre 152.000 euro, incasso che aveva quasi toccato i 130mila nell’edizione del 2024. Si gongola per i mezzi del momento, per una edizione “dal forte impatto social e risultati record di visibilità”, in cui si raggiungono i 7,3 milioni di visualizzazioni (+211%) e 3,3 milioni di persone (232%). Crescono nel 2025 le condivisioni del 116%, “segno di un passaparola di qualità”, del 149% su Instagram e del 23% di salvataggi, a conferma di un interesse sempre più attivo. Finalmente si è constatato come anche la tivù di stato sappia collegarsi per servizi e interviste e resoconti fin sotto le montagne, abbracciando pure la cerimonia d’apertura trasmessa in diretta su Raiplay: per cui sarà soltanto questione d’aver fede e tempo e pure le reti maggiori sapranno organizzarsi. L’impianto organizzativo e i tanti main sponsor – Ministero della Cultura/Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia San Paolo e Fondazione CRT – avranno diritto a qualcosa che vada un po’ più oltre. Legittima attesa da presidenza e direzione. Già ad apertura di programmazione, la Regione metteva in campo “una visione ancora più ambiziosa” attraverso le parole dell’assessore regionale alla Cultura, Marina Chiarelli: “Il Torino Film Festival è l’evento cinematografico clou della nostra stagione culturale, un appuntamento che porta a Torino il respiro internazionale del grande cinema. Ma oggi voglio dirlo con chiarezza: Il Piemonte non deve porsi limiti. Possiamo e dobbiamo ambire a diventare uno dei poli cinematografici più importanti d’Europa.” Attraverso “investimenti mirati, un sistema produttivo in crescita e una programmazione capace di attrarre talenti e produzioni internazionali”: non resta che alzare l’asticella, ampliando le presenze di quanti fanno cinema per il mondo e costruendo opportunità nuove e concrete per chi crea.

