CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60
Citazione letteraria d’obbligo in apertura di articolo, oggi che parliamo dell’etichetta di Los Angeles “Chattahoochee Records”, attiva tra 1962 e 1966 e saltuariamente tra 1972 e 1979. La cromia piuttosto ricorrente sui 45 giri in questione vedeva l’accostamento viola chiaro e arancio, che nella mia mente rimanda subito ai colori “DayGlo” tanto cari a quei pionieri del movimento psichedelico che furono i “Merry Pranksters”, le cui vicissitudini e il cui viaggio “coast to coast” vennero narrati e storicizzati nel celebre libro del 1968 di Tom Wolfe “The Electric Kool-Aid Acid Test”, vero manifesto della “Psychedelia” a stelle e strisce. Colori che avevano la tipica pigmentazione rilucente e autoriflettente alla luce solare (“glowing in daylight”) dei primi psichedelici della “West Coast” tra San Francisco e Los Angeles, che pareva accendersi ulteriormente sulla pelle abbronzata di quei liberi vagabondi sognatori; quei colori saranno poi ben visibili per esempio nei successivi celeberrimi manifesti rock di Victor Moscoso e di innumerevoli locandine ed annunci di eventi della “Summer of Love” del 1967. Ecco che “Chattahoochee Records”, proprio negli anni 1963-1964 delle scorribande “Pranksters”, iniziava a proporre quella cromia suggestiva e iconica, accompagnata da un logo in cui campeggiava un pellerossa con copricapo e tamburi. Possiamo segnalare inoltre che, sebbene la discografia “Chattahoochee Records” non fosse incentrata sul garage e sul surf rock, tuttavia nelle “compilations” attuali si rileva un interessante ritorno di questa etichetta, così come nei cataloghi di settore e tra i cultori del genere. Qui di seguito si elencano esclusivamente i 45 giri di surf, garage e psychedelic rock del periodo 1963-1966:
– THE MURMAIDS “Wild And Wonderful / Bull Talk” (CH 641-1) [1964];
– THE CONTENDERS “The Dune Buggy / Go Ahead” (CH-644) [1964];
– THE CONTENDERS “Johnny B. Goode / Rise ‘n’ Shine” (CH 656) [1964];
– THEE MIDNITERS “Land Of A Thousand Dances (Part 1 – 2)” (CH-666) [1964];
– THE CONTENDERS “The Toughest Band Around / Drag Slot” (CH-671) [1965];
– DANNY WARNER & THE SESSIONS “Big Boss Man / Tramway” (CH 675) [1965];
– THEE MIDNITERS “Whittier Blvd. / Evil Love” (CH-684) [1965];
– THE BOSTWEEDS “Simple Man / Little Bad News” (CH-689) [1965];
– THEE MIDNITERS “Empty Heart / I Need Someone” (CH-693) [1965];
– THEE MIDNITERS “That’s All / It’s Not Unusual” (CH-694) [1965];
– THE PASTEL SIX “I Can’t Dance / Red River Valley” (CH 696) [1965];
– TY WAGNER & THE SCOTCHMEN / TY WAGNER & THE ONES “I’m A No-Count / Walking Down Lonely Street” (699) [1965];
– THE BOSTWEEDS “She Belongs To Me / Lisa” (CH-701) [1965];
– THEE MIDNITERS “Land Of A Thousand Dances / Ball O’Twine” (CH 666; RE-1) [1965];
– BOB LINKLETTER “The Out Crowd / The Final Season” (CH 702) [1966];
– MOSS & THE ROCKS “There She Goes / Please Come Back” (CH-703) [1966];
– THE ANGLO-AMERICANS “The Music Never Stops / Are You Ready For This?” (705) [1966];
– THEE MIDNITERS “I Found A Peanut / Are You Angry” (CH-706) [1966];
– DEE CEE CORD “Ya Know / Kind Words” (CH-707) [1966];
– DOW JONES AND THE AVERAGES “Bring It On Home / Chim Chim Cher-ee” (CH-709) [1966];
– THE CHYMES “Quite A Reputation / He’s Not There Anymore” (CH-715) [1966];
– THE END RESULT “A Bird In The Hand / Never Ask Again” (CH-717) [1966];
– THE SURVIVORS “Midnight Mines / Quoth The Raven” (CH-718) [1966].
Gian Marchisio



Poi tutto esplode, al di là della tristezza e della sperata rigenerazione tutto esplode, un tumore al quarto stadio – con tutto il panorama autobiografico che ne consegue, le pagine e gli ultimi incontri della Murgia hanno insegnato -, le terapie che hanno la faccia d’aiutare ma che non faranno nulla, per cui sarà inevitabile andare verso una morte, lasciando agli altri, agli amici agli ex a chi forse poteva costruire una nuova storia, una casa ormai vuota. Nel tentativo di renderci complici della storia, ma non arriviamo mai a esserlo – e non per cuore indurito – e di costruire la vita (e le vite) che scorrono attorno alla protagonista, nel proprio grande arrembaggio alle storie che compongono l’omonimo romanzo della scrittrice scomparsa, Coixet ha pasticciato e truccato malamente il mondo scolastico e giovanile, la solitudine, la ragazzina che non è ancora pronta a sapere cosa esattamente vuole negli affetti e nella vita, la rabbia e le piccole tappe che maldestramente sono mantenute qui come riempitivi, a cominciare da quella che è vista come l’intrusione più vistosa, i sospetti e la scoperta, guardandole dall’alto, in un cesso scolastico, di due ragazze con l’abitudine di tagliarsi le braccia. Un’occasione imposta, alla spicciolata, gettata lì alla rinfusa, che non ha affatto il tempo per essere sviluppata. Imbarazzante, inconcludente, spropositata. D’intralcio. Troppe cose si rivelano scontate o estremamente deboli e se di una cosa siamo sicuri è che la regista (con gli attori) non ha reso un buon servizio alla scrittrice e alla sua dolorosa pagina scritta.

